Ogni azione che non è diretta verso l’unità trivella un buco nella barca collettiva. Azioni come queste sono naturali per le nazioni del mondo, in quanto si trovano nella parte inferiore dell’anima collettiva (sotto il Chazeh [petto]). Contrariamente a questi, attraverso di esse Israele provoca gravi danni a se stesso e all’intera anima collettiva, perché sta nella sua metà superiore (sopra il Chazeh).
Quindi, sia la distruzione che la correzione che vengono effettuate dal popolo di Israele determinano lo stato di tutto il mondo. E quindi il popolo di Israele deve collegare con grande responsabilità le sue opere nel nostro mondo. E qualcuno che appartiene a Israele in senso spirituale, cioè coloro che imparano e vogliono realizzare il tipo di collegamento, devono essere ancora più attenti con le loro azioni.
Quanto più una persona è vicina al centro, alla realizzazione della modalità di connessione, maggiore è la correzione o il danno che può causare.
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Dalla preparazione alla Lezione quotidiana di Kabbalah del 10.07.2014
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Mettete tutte le vostre uova in un cesto!
Ramchal, “Possente nel Cielo”: I saggi dissero “Il lavoro del cuore è una preghiera”. Così la Nukva, a causa di come gestisce tutti i mondi, si chiama il cuore. E si scopre che tutti i cuori in tutte le persone non sono che parti di quel cuore. Significa che tutti i cuori derivano dalla Nukva e quindi sono chiamate le sue parti. E qui la questione del cuore è interpretata in tutte le anime che derivano da essa.
E si scopre che non c’è un cuore intero, salvo che se si includono tutte le fasi del cuore che derivano da esso in tutte le anime. Poi quando esso comprende (tutti loro), si capirà nel senso di “il cuore capisce” tutto della Provvidenza generale.
Dobbiamo capire che siamo parti della Malchut comune che si chiama il cuore comune, e che dobbiamo unire i nostri cuori, e così correggerli. Nessuno di noi ha bisogno di una correzione privata; non c’è nulla da correggere in una persona, solo la sua attitudine verso gli altri.
Questo è il primo discernimento che dobbiamo realizzare: Nessuno è corrotto; solo le connessioni fra noi sono corrotte. Correggendo queste connessioni fra noi, ci possiamo unire in un cuore comune. Capiremo Colui che dona, secondo la nostra connessione, il Suo livello e il Suo attributo, perché diventeremo come Lui.
In questo dobbiamo impegnarci, nella nostra connessione sopra tutti i discernimenti egoistici rivelati che ci separano,ci tengono lontani, e ci causano repulsione l’uno dall’altro. Tutti gli eventi nella nostra vita hanno lo scopo di mostrarci il posto del nostro lavoro e dove finora non c’è una connessione fra noi.
Tutto ciò che succede a noi in questo mondo è la somma di tutto lo stato individuale che deriva dalla mancanza di connessione. Quando questi stati si connettono, sentiremo questa realtà come questo mondo, il che significa la mancanza di connessione in discernimenti diversi. Si è rivelato a noi nella misura in cui possiamo sopravvivere sotto queste condizioni di mancanza di connessione e cominciare la nostra connessione da esso.
Allora, tutto il nostro lavoro è nel sollevare MAN per questa connessione utilizzando tutti i mezzi che abbiamo. Poi la Luce che una volta ha riempito il vaso intero dell’anima influenza tutte le nostre parti e le riconnette, come torniamo ad essere una sola anima, un solo cuore.
Tutto il nostro lavoro è fatto in un cuore spezzato allo scopo di connettere i nostri cuori in esso, e in conformità del presente, sentiamo e capiamo che cosa vuol dire essere un intero cuore comune.
Se sentiamo di essere come un’ospite davanti a lui che ospita e da questo stato tiriamo le linee verso il nostro stato attuale, non sbaglieremo mai in qualsiasi di questi stati ci troveremo.
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Dalla preparazione alla Lezione qquotidiana di Kabbalah del 3.07.2014
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Che cosa esattamente deve essere corretto?
La connessione distrugge il male
Domanda: In che modo il sistema di Israele risolve i problemi nel mondo?
Risposta: E’ molto facile conseguire una vita bella e piacevole nel mondo superiore dove non c’è il male e la nostra sola preoccupazione è di raggiungere la fine della correzione.
Se adesso state male, è perché non avete compiuto in tempo la giusta correzione e non avete fatto dei passi avanti verso il traguardo secondo il progetto, secondo la tabella di marcia prestabilita.
Se non fate dei progressi, richiamate delle forze negative sopra di voi che vi spingono in avanti con i colpi. Perciò, è scritto che il Faraone portò i figli di Israele più vicini al Creatore.
Domanda: Come posso abbandonare la mia personale percezione ristretta ed acquisirne una generale, come il Creatore?
Risposta: Nella misura in cui ci connettiamo con un numero sempre maggiore di anime, cresciamo più forti ed allarghiamo il nostro vaso della percezione. Alla fine raggiungiamo la stato in cui il mondo intero diventa nostro. Grazie a questo, diventiamo come il Creatore ed uguali a Lui, pieni della Luce Superiore. Questo stato è chiamato la fine della correzione o l’adesione dell’essere creato al Creatore.
Una persona deve conseguire tutta la natura come un solo sistema, del quale è scritto: “E tutti Mi conosceranno dal più piccolo al più grande“. Siamo costantemente sotto pressione, e non importa quanto cerchiamo di scappare, non ce la faremo. Al contrario, richiamiamo su di noi delle sofferenze e dei colpi ancora più grandi.
Tutti i colpi sono una chiamata dall’Alto per iniziare ad avanzare verso il vero traguardo, l’adesione al Creatore. Perciò, ci dobbiamo connettere piano piano a tutti gli uomini, a quelli che ci sono più vicini e poi raggiungere poco a poco quelli che sono più lontani, fino ad abbracciare il mondo intero.
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Da Kab.TV “L’incontro dei Mondi” 20.06.2014
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Preparare la strada non è come percorrerla
Il nostro desiderio di ricevere è stato creato appositamente con attributi speciali, propenso al riposo (nel senso che il nostro ego capisce il concetto di riposo). Cioè vogliamo ricevere piacere, appagamento, trovare liberazione, rilassamento. Così ogni azione contro il nostro desidero di riceve richiede l’uso della forza per fare un sforzo in modo da rafforzare la nostra “consapevolezza”.
Supponiamo che in un momento ho dimenticato il mio stato, il mio lavoro, perché il desiderio di ricevere, la mia natura egoistica, vuole riposare. Come posso spingermi, come posso controllarmi e ritornare di nuovo alla consapevolezza in relazione ad un obbiettivo, secondo l’ adesione al Creatore? La persona stessa non è in grado di fare questo, ma soltanto con l’aiuto della società. Significa tramite fattori esterni in grado di operare su di lui.
Se io, apposta, preparo e organizzo questo ambiente per me stesso, poi comincerò a muovermi e ad ispirarmi. Senza questo, non ho la possibilità di promettere che nel futuro sarò connesso e puntato ogni momento all’obiettivo di creazione: l’unita di “Israele, la Torà e il Creatore”.
Questo sentiero si chiama il sentiero di Luce, il percorso del tempo, accelerazione (Achishena). Tramite il supporto forte dell’ambiente, faccio progressi, costantemente cercando, come un vecchio uomo che cammina piegato e che sta cercando costantemente quello che ha perso, anche prima di perderlo. Mi controllo costantemente se non ho deviato dalla giusta direzione di Israele, la Torà e il Creatore come uno. Controllando se non ho abbassato le richieste attraverso la valutazione della mia fedeltà all’obiettivo del Creatore.
Se dimentico l’obiettivo, allora soltanto l’ambiente può riportarmi velocemente alla consapevolezza e farmi ricordare la salita. Però se non succede, allora in ogni caso il Creatore mi aiuta mandandomi la cosa che mi fa ricordare e mi rimette nel sentiero, ma già tramite mezzi che non sono molto piacevoli. Sento un tipo di mancanza e assenza, sono triste per le mie azioni o lo stato di eventi spiacevoli. Il Creatore mi ricorda, facendomi sentire addolorato per aver perso il mio lavoro spirituale o su qualche problema della mia vita regolare.
Il metodo di influenza dipende da quello, dalla mia distanza dalla direzione dell’ unità di Israele, la Torà e il Creatore. Se posso rimanere dentro limiti precisi che sono più vicini allo stesso sentiero, e non deviare dalla strada principale, poi la società mi porterà di nuovo nella direzione giusta. Però se dimentico l’obiettivo e non mi preparo per l’ambiente coretto per me stesso che mi tiene dentro i confini corretti, poi devierò completamente dal sentiero della Luce e proseguirò sul sentiero della sofferenza.
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Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 28.10.2013, Shamati #70 “Con mano forte e scatenamento di furore
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Da un livello verso il successivo
La garanzia reciproca è la legge di connessione fra i vasi, tra le anime. Nessuno di noi può fare il suo lavoro se gli altri non lo sostengono e non lo supportano. E’ una struttura che esiste solo grazie alle sue connessioni. Il momento in cui qualcuno rompe la connessione, la struttura intera cade a pezzi.
La legge generale di connessione e interdipendenza si chiama la garanzia reciproca. Esisto ora nella forma più semplice che non ha niente a che fare con la spiritualità poiché è l’unica forma che può esistere senza la legge della garanzia reciproca.
Nel momento in cui comincio a mescolarmi con gli altri e a connettermi con loro, mi stacco dalla mia forma attuale e sento che appartengo al sistema, e in tale misura, sento la forza del sistema chiamata il Creatore.
Tutti sono connessi a un sistema di connessione di garanzia reciproca. Ora questo è il motivo per cui ci connettiamo, perché tutti si connettano allo scopo di lavorare per gli altri.
La garanzia reciproca è il nostro conseguimento. Sentendo che sono responsabile per tutti, immobile , vegetale, animato e natura parlante, significa che sento che sono uguale al Creatore. Questo è l’unico modo in cui posso essere come Lui: è come se io do vita a tutti, li elevo, li sostengo, e faccio rivivere tutti. Il mondo intero si nutre di me. Questo si chiama la forza della garanzia reciproca.
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Dalla quinta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 13.06.2014, Gli scritti di Baal HaSulam
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