Pubblicato nella 'Lezione quotidiana di Kabbalah' Categoria

Lezione quotidiana di Kabbalah – 16.01.2015

Scritti di Rabash, “Shlavei Hasulam”, del 1985, articolo 3 “La verità e la fede”
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Zohar per Tutti, estratti selezionati.Capitolo “La Preghiera”, punto 112
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Scritti di Baal HaSulam, “Introduzione alla Prefazione alla Saggezza della Kabbalah”, punto 9
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Scritti di Baal HaSulam, TES, Volume 1, parte 1, Histaklut Pnimit, capitolo 1, punto 9
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Scritti di Baal HaSulam, articoli “Shamati”, 19 “Cos’ è che il Creatore odia i corpi, nel lavoro”
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Scritti di Rabash, “Shlavei Hasulam”, articolo 16 “L’impazienza e il lavoro duro nel lavoro”
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Lezione quotidiana di Kabbalah – 15.01.2015

Scritti di Rabash, “Shlavei Hasulam”, articolo 38 “Cosa significa che la coppa di benedizione dev’essere piena nel lavoro”
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Zohar per Tutti, estratti selezionati. Capitolo “La Prehiera”, punto 69
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Scritti di Baal HaSulam, TES, Volume 6, parte 16, punto 93
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Scritti di Baal HaSulam, TES, Volume 1, parte 1, Histaklut Pnimit, capitolo 1, punto 8
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Lezione quotidiana di Kabbalah – 14.01.2015

Scritti di Rabash, articoli “Shlavei Hasulam”, articolo 6 “La fiducia”
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Scritti di Baal HaSulam, TES, Volume 1, parte 1, Histaklut Pnimit, capitolo 1, punto 4
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Lezione quotidiana di Kabbalah – 13.01.2015

Scritti di Rabash,“Shlavei Hasulam“, articolo 25 “Cos’ è la serietà sul lavoro”
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Scritti di Baal HaSulam, TES, Volume 6, parte 16, 91 °
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Zohar per Tutti, estratti selezionati. Capitolo “La Preghiera”, punto 203
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Scritti di Baal HaSulam, TES, Volume 1, parte 1, Histaklut Pnimit, capitolo 1, punto 2
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Lezione quotidiana di Kabbalah – 12.01.2015

Scritti di Rabash, “Shlavei Hasulam” 1986, articolo 18 “, Che causa la preghiera”
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Zohar per Tutti, estratti selezionati. Capitolo “La Preghiera”, punto 164
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Scritti di Baal HaSulam, TES, Volume 6, parte 16, punto 85
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Scritti di Baal HaSulam, TES, Volume 1, parte 1, Histaklut Pnimit, capitolo 1, punto 1
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Lezione quotidiana di Kabbalah – 11.01.2015

Scritti di Rabash, articoli “Shlavei HaSulam” 1986, articolo 11
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Zohar per Tutti, estratti selezionati. Capitolo “La Preghiera”
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Scritti di Baal HaSulam, TES, Volume 1, parte 1, Histaklut Pnimit, capitolo 1
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Lezione quotidiana di Kabbalah – 09.01.2015

Scritti di Rabash, articoli “Shlavei Hasulam” 1984, articolo 9 “Uno dovrebbe vendere sempre le travi di casa sua”
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Zohar per Tutti, estratti selezionati. Capitolo “Esilio e Redenzione”, punto 235
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Scritti di Baal HaSulam, “Introduzione alla Prefazione alla Saggezza della Kabbalah”, punto 7
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Scritti di Baal HaSulam, TES, Volume 1, parte 1, capitolo 2, punto 1
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Scritti di Baal HaSulam, “Introduzione a Pri Chachamsulla Torà
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Yesod e Shoresh
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Scritti di Rabash, articoli “Shlavei HaSulam” 1984, articolo 19 “Voi siete qui oggi, Tutti Voi”
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 Scritti di Baal HaSulam, articoli “Shamati”, 57 “Lo sacrificherai alla sua Volontà”
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Scritti di Rabash, articoli “Shlavei HaSulam“, 1986, articolo 7 “L’importanza della preghiera dei molti”
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Scritti di Rabash, articoli “Shlavei Hasulam”, 1987, articolo 31 “Cosa significa fare un Patto nel Lavoro”
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Sono stanchi di aspettarci al secondo piano, Parte 2

Dr. Michael LaitmanLa frantumazione ha avuto uno scopo, che è stato quello di permettere alle nostre anime di prepararsi alla rivelazione della Luce Superiore dentro di sé. Quando proviamo a correggere la frantumazione e a stabilire dei rapporti di amore e di reciproca dazione tra di noi, scopriamo che non riusciamo a farlo.

E’ un bene che non riusciamo a farlo da soli, poiché allora aneliamo alla Luce, alla forza della dazione, che dovrebbe aiutarci. Vogliamo che questa forza si manifesti tra noi e ci renda capaci di connetterci in un solo schema di reciproca dazione.

Io attiro la Luce nella misura in cui voglio donare agli altri e amarli. Quando la Luce si manifesta, io percepisco la connessione con gli amici ed inizio a vederli e a percepirli grazie all’influenza della Luce. La Luce ci fa attraversare diversi stati con diverse connessioni, ed in questo modo io posso vedere ed imparare in che modo il nostro vaso collettivo inizia a connettersi ed in che modo tutte le sue parti sono integrate correttamente dalla Luce.

Io non vedo effettivamente la Luce, ma percepisco le sue azioni che mi aiutano a connettermi con gli amici. Vedo quello che succede nella rete delle connessioni che vengono rivelate tra di noi, ed in questo modo studio le azioni della Luce ed inizio a comprenderla e a percepirla. E’ detto: “Dalle Tue azioni noi Ti conosceremo”.

Di conseguenza, la rete delle connessioni tra di noi viene gradualmente costruita nella misura in cui ne ho bisogno. Gli amici mi aiutano ad averne un grande desiderio, io mi sforzo e quindi attiriamo la Luce e costruiamo questa rete.

Dentro questo schema scopriamo la Luce Superiore e come ci organizza, il che significa che noi la conseguiamo in base alle sue azioni. Ma questo non è ancora sufficiente, perché noi ci dobbiamo elevare dall’amore di esseri creati, all’amore del Creatore. Una volta che raggiungiamo l’amore per gli amici, ci eleviamo ad un livello superiore attraverso il nostro desiderio di essere uguali alla forza che funziona nello schema delle connessioni tra di noi.

Ciò significa che non vogliamo assomigliare alla connessione esistente tra di noi al primo piano, ma alla forza che funziona in esso, che è chiamata il secondo piano.

Questo è il modo in cui sono creati i tre livelli. Il primo livello è il pianoterra, che è il posto dove ci troviamo durante il periodo di preparazione.

Saliamo al primo piano quando raggiungiamo l’amore per gli amici. E’ chiamato solamente amore per gli amici, ma di fatto, si tratta dei miei sforzi per costruire la rete di connessioni tra di noi con tutte le totali dieci Sefirot, poiché tutta la creazione è composta dalle dieci Sefirot. E’ allora che il Creatore viene rivelato dentro questa rete.

Noi in sostanza costruiamo Malchut, la Shechina, che è il posto dove il Creatore può dimorare ed essere rivelato. La costruzione di questo posto è chiamato l’amore per gli amici con le parole comuni del nostro mondo, ma noi dovremmo capire che si riferisce alla costruzione dei vasi spirituali, alla rete delle connessioni.

Grazie a questo, noi ricostruiamo effettivamente la rete delle connessioni, correggiamo la frantumazione, ed iniziamo a comprendere le azioni del Creatore. Se il Creatore non avesse frantumato questa struttura, noi non saremmo mai stati in grado di rivelarla, ma saremmo stati degli angeli che sono nella loro naturale qualità della dazione.

Ma poiché noi chiediamo la rivelazione del Creatore affinché Egli ci connetta dopo la frantumazione e ci aiuti, in questo modo noi conosceremo le Sue azioni e conseguiremo “il vantaggio della Luce nell’oscurità”. Questo è il modo in cui possiamo immaginare il vaso e la Luce dentro di esso perché diventano due entità separate, come il corpo e la Luce che lo riempie.

Non dovremmo pensare che l’amore per gli amici sia eccessivo. Ci vogliono degli anni prima che una persona incominci a comprendere l’importanza dell’amore per gli amici come conseguenza dell’influenza di piccole porzioni di Luce. Possiamo farne crescere l’importanza con le azioni che compiamo a vicenda. Infatti, nessuno ne percepisce la reale importanza, che è grande; in questo modo ricostruiamo l’anima frantumata. Allora scopriamo in essa la nostra adesione al Creatore.

E’ impossibile trattare il Creatore meglio degli amici! E’ impossibile connettersi a Lui, donare a Lui e amarLo più di quanto ci connettiamo, doniamo ed amiamo gli amici. Infatti, tutto è determinato dai vasi.

Tutti dovrebbero capire che alla fine non c’è altra scelta che annullarsi davanti al gruppo, provare a connettersi con tutti come se tutti avessimo un solo cuore e una sola anima, ed in questo modo, invece che percepire noi stessi, ci percepiremo tutti come una cosa sola.

Questo succede perché vogliamo accelerare il nostro sviluppo e aiutare noi stessi a raggiungere lo stato nel quale inizieremo finalmente a scoprire lo spazio spirituale in cui mettiamo a punto un incontro per connetterci e ci riuniamo per fare un sforzo collettivo per realizzare questa connessione.
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Dalla 1.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 02.12.2014, Gli Scritti del Rabash

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Dr. Michael LaitmanNoi siamo il risultato della frantumazione che ha lasciato questa rottura tra di noi in base alla quale nessuno percepisce gli altri, sebbene tutta l’umanità sia parte dell’anima di tutti. Nessuno riesce ad immaginare che siamo una sola anima e che dobbiamo correggere i rapporti tra noi in modo tale che non ci sia alcuna differenza tra il modo in cui un uomo percepisce se stesso ed il modo in cui percepisce gli altri.

Inoltre dobbiamo raggiungere “ama il tuo prossimo come te stesso”. Dovrei amare gli altri più quanto ami me stesso proprio come adesso mi amo mettendomi in luce tra gli altri. Ciò significa che devo ascendere completamente al di sopra del mio desiderio di ricevere e vedere la vera realtà nel suo complesso.

Continuiamo a fallire in questo compito, e così ci dobbiamo continuamente aiutare e spronare a vicenda. Un uomo non può risvegliare se stesso; solamente gli amici possono risvegliarlo alla connessione.

La connessione deve essere completa, ed è da questa connessione completa che conosciamo e conseguiamo le qualità del Creatore. Questo perché non potremo mai conoscere l’attuale fenomeno che sta avvenendo nei nostri vasi, ma solamente le impressioni e le sensazioni che un certo fenomeno richiama in noi e nei vasi che abbiamo adesso.

L’anima è piena di Luce, tuttavia noi non percepiamo la Luce effettiva ma la reazione del vaso verso di essa, l’impressione che il vaso ne ha. E’ proprio come funzionano gli strumenti nel nostro mondo: la manopola di uno strumento si muove e lo strumento risponde all’effetto di una certa forza. Noi identifichiamo e vediamo le sue reazioni e le attribuiamo alla forza che opera nello strumento.

Non percepiamo la forza effettiva, ma solamente la risposta dello strumento ad un certa e sconosciuta influenza. Questo è il modo in cui scopriamo il Creatore, attraverso la sensazione e l’impressione del vaso rispetto alla Sua presenza. Ciò significa che il riempimento del vaso è fatto ancora di vasi, di lettere, in aggiunta all’iniziale HaVaYaH.

Queste lettere aggiuntive sono come un codice, una chiave che rappresenta ogni riempimento del vaso. E’ come se ci fosse una manopola che si muove nel vaso o dei numeri sul contatore. Ciò significa che non possiamo mai percepire la Luce in se stessa, ma percepiamo e ci accorgiamo dei cambiamenti che la Luce compie su di noi.

Misuriamo questi cambiamenti, li percepiamo e li contiamo e allora chiamiamo Luce questi cambiamenti. Non abbiamo alcun accesso alla Luce in se stessa poiché la Luce è già l’effettiva forza superiore.

Perciò, dovremmo capire che la rivelazione del Creatore è un certo tipo di vaso, l’impressione nel vaso. Dobbiamo studiare e rivelare come il vaso dovrebbe essere colpito e come dovrebbe rispondere, come si deve preparare in modo da essere sufficientemente sensibile e pronto per la rivelazione della Luce Superiore in esso.

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Dalla 1.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 12.12.2014, Gli scritti del Rabash

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