Pubblicato nella 'Lezione quotidiana di Kabbalah' Categoria

Lezione quotidiana di Kabbalah – 04.02.2016

Preparazione alla Lezione
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Lezione di Preparazione al Congresso
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Zohar per tutti, estratti selezionati
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Scritti di Baal HaSulam, “La porta delle Intenzioni”
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Scritti di Baal HaSulam, Articolo “L’amore per il Creatore e l’amore per gli esseri creati”
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Lezione quotidiana di Kabbalah – 03.02.2016

Preparazione alla Lezione
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Lezione sul tema “La preparazione per il Congresso”
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Zohar per tutti, Introduzione, articolo “Chi è questo“, Voce 170
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Scritti di Baal HaSulam, “La porta delle intenzioni”, punto 88
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Scritti di Baal HaSulam, articolo “Occultamento e rivelazione”
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Lezione quotidiana di Kabbalah – 02.02.2016

Lezione sul tema “La preparazione per il Congresso”
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Zohar per tutti, Introduzione, articolo “Chi è questo”, voce 169
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Scritti di Baal HaSulam, “La porta delle intenzioni” articolo 85
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Scritti di Baal HaSulam, articolo “Occultamento e rivelazione“, titolo “Doppio occultamento”
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Guardare il mondo con occhi nuovi

Dr. Michael LaitmanDomanda: Come possiamo scoprire il Creatore in ogni azione che compiamo? Dopo tutto, abbiamo desideri personali, sociali e di gruppo. Come possiamo focalizzarci di nuovo ogni volta?

Risposta: Quando comincio a studiare la Saggezza della Kabbalah, questo mondo ancora mi domina. I giri in macchina o in autobus, le faccende domestiche, andare in banca o all’ufficio postale, vedere persone diverse, i posti, le notizie, la TV, Internet con tutta la sua confusione: sono completamente assorbito da questo mondo.

La Kabbalah porta con sé diversi problemi che hanno lo scopo di costruire in noi uno spazio vuoto, di fare posto, di scuoterci e creare in noi una parte che non appartiene a questo mondo. Anche quando sono ancora confuso in questo mondo e non ci vado d’accordo, alla fine in qualche modo mi distacco da esso.

Non è che io non dipenda da esso ma che non ne sono dominato automaticamente. Qui, questo mondo, non mi domina e non ha il potere di dominare tutti nel mondo. Nella nostra vita ordinaria tutto è collegato: una persona nata e cresciuta nella giungla si comporta secondo le leggi della giungla. La stessa cosa accade per la giungla urbana, in ogni caso il mondo domina l’uomo e lo struttura dall’infanzia. Per darmi l’opportunità di guardare le cose in modo più obiettivo e indipendente quindi, devo essere scosso per fare posto dentro di me ad una nuova prospettiva, e questo richiede molto tempo. Io posso accorciare il tempo connettendomi al gruppo.

Se sono fortemente connesso agli amici, mi possono essere inviati più colpi, più sconvolgimenti, e allora avanzo più velocemente. Tuttavia, questi non sono colpi e problemi normali, ma colpi nella relazione che cerco di rendere più forte.

Se invece di rafforzare la mia connessione col mondo, rafforzo la mia connessione con gli amici del gruppo e mi concentro su questa, sentirò più colpi a questo riguardo e questo è il punto in cui voglio avere più discernimenti e più esperienza.

In questo modo posso accorciare i tempi: trasformando i colpi e i problemi esterni in quelli interni, rendendoli così più qualitativi. È impossibile farlo senza colpi, ma qui essi diventano intenzionali.

Comincio a preoccuparmi del gruppo e a prendermene cura nella mia connessione agli amici, nel mio atteggiamento verso lo studio e la divulgazione, e questa diventa la cosa più importante per me. Ora comincio a guardare il mondo in modo più obiettivo o almeno da un lato, non secondo i miei precedenti discernimenti sul mondo ma con nuovi discernimenti. Ora comincio a vedere tutto ciò che accade attraverso il principio: “Non esiste nulla tranne Lui”, attraverso i discernimenti del gruppo, e vedo tutto in maniera opposta.

Questo però succede molto lentamente. Prima faccio pendere la bilancia ogni volta un po’ a favore di questo mondo, che significa guardare tutto con occhi diversi: la famiglia, la casa, lo studio, gli amici, il mio mondo, la banca e le altre istituzioni come l’ufficio postale, l’assistenza medica, la sicurezza sociale, il sistema educativo, ecc. Sento tutto questo come un unico insieme chiamato il mio mondo, che si è chiarito nei miei vasi, nei miei desideri, ma devo ancora vedere l’unica leadership superiore che mi richiede lo stesso unico atteggiamento verso tutto. Così l’intera immagine diventa un luogo d’incontro tra il Creatore e me. Lui decide tutto e io Lo rivelo in ogni singolo dettaglio di questo mondo.

Questo è un ottimo discernimento e dovremmo raggiungerlo il più presto possibile in modo che da ora in poi inizieremo a prenderci cura della fase dell’Ibur (Concepimento).
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Dalla seconda parte della lezione quotidiana di Kabbalah 13/02/14, Il Libro dello Zohar

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Lezione sul tema: “La preparazione per il Congresso”
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Zohar per tutti, Introduzione, articolo “Due punti”, voce 121
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Scritti di Baal HaSulam, “La porta delle Intenzioni”, voce 81
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Scritti di Baal HaSulam, articolo “Occultamento e rivelazione”
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Sbiancare il punto nero

Dr. Michael LaitmanNel mondo spirituale, lo sviluppo umano è simile alle fasi lunari, il costante rinnovamento della luna. La luna simboleggia Malchut, che di per sé è nera e non brilla ma che raggiunge la correzione attraverso Ohr Hozer (Luce che ritorna). La correzione della luna si chiama Kiddush (Santificazione), ossia, Kodesh (Santità), il che significa che essa si eleva al livello di Bina per mezzo della quale viene sbiancata. Attraverso queste correzioni, ogni mese il punto nero si trasforma in un punto bianco.

Un Hodesh (Mese) simboleggia Hidush (Innovazione), e questo non significa necessariamente gli ultimi trenta giorni. È anche in seguito a questo, quando il lavoro con il nostro Partzuf spirituale si divide in Rosh, Toch e Sof, ognuno con dieci Sefirot da cui risultano esattamente trenta parti. Comunque, nel frattempo, in ogni momento possiamo attraversare dei rinnovamenti poiché non abbiamo ancora scoperto i dettagli che chiariscono in ogni punto il nostro contatto con il Creatore.

Quindi, la cosa più importante ora è cercare di costruire se stessi all’interno del gruppo come un Ubar (Feto). Dobbiamo immaginare che il gruppo sia l’immagine del Creatore e che sia in connessione ed amore, e che solo io devo integrarmi ad esso. Attraverso il gruppo, sarò in grado di trovare la forza che mi aiuterà ad annullarmi.

Devo annullare me stesso riguardo a tutti gli eventi della vita, ma questo non significa che non devo fare nulla, come talvolta pensiamo erroneamente e ci sediamo immobili in qualche forma di meditazione, cancellandoci rispetto a qualcosa di più grande. Annullare me stesso significa cancellare il mio egoismo, non è inattività.

In particolare devo compiere delle azioni, e ce ne sono molte. Devo fare i conti con tutti i disturbi che nascondono “Non c’è nulla tranne Lui” e, com’è scritto “Tu sei Buono e Benefattore” (Salmi 119:68). Devo stabilire, al di là di tutti i disturbi, che tutto viene dal Creatore, sia io che il mio ambiente.

C’è solo un punto nero da cui faccio un chiarimento su di me e sull’ambiente che vuole annerire tutto dalla prospettiva del mio egoismo. Devo trasformare in bianco solo questo punto nero, comprendendo che tutto avviene per ordine delCreatore, in accordo al Suo volere, e che è il modo per avanzare.

Se facciamo sforzi come questi e ci aiutiamo l’un l’altro, allora raggiungeremo molto rapidamente lo stato di Ubar.
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Dalla Preparazione alla lezione quotidiana di Kabbalah 16/02/14

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Zohar per tutti, Introduzione, articolo “Torah e la preghiera”, voce 184
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Scritti di Baal HaSulam, Articolo “La pace nel mondo”, titolo “La condizione della vita nell’ultima generazione”
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Lezione quotidiana di Kabbalah – 28.01.2016

Lezione sul tema “La preparazione per il Congresso”
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Scritti di Baal HaSulam, “La porta delle Intenzioni”, voce 81
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Scritti di Baal HaSulam, Articolo “La pace nel mondo”, titolo “Nella vita pratica, i quattro attributi contraddicono l’un l’altro”
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L’embrione non ha il diritto di criticare sua madre

Dr. Michael LaitmanDa Rabash “Che cos’è la mano destra deve essere sollevata sopra la mano sinistra nel Lavoro”: “Nel concepimento, abbiamo bisogno della forza attraente e della forza ritardante. Questo significa che il concepimento è la prima fase attraverso la quale l’uomo entra nella Santità.

La forza attraente è la forza che mostra la verità, l’attrarre il mondo, il che significa che se l’uomo ha una buona immagine dello stato in cui si trova il quale brilla su di lui nel mondo, questo significa la forma che lui ha quando osserva il suo lavoro, se si trova nello stato di completezza oppure no, ovvero, se lavora con l’intenzione di dare o se vuole lavorare con l’intenzione di dare non importa cosa.

La forza ritardante è chiamata con questo nome perchè quando la forza del disegno mostra all’uomo la verità, la quale durante il concepimento è chiamata il principio del mondo, sicuramente egli vede le mancanze che possono essere una presa per la Sitra Achra (Altro Lato), pertanto deve esservi una forza ritardante, in modo che l’embrione non cada, ovvero, cadere nella Sitra Achra, e al fine di ritardare e prevenire la caduta anche se vi è una mancanza quando appare la forza attraente, una certa forma che ha questo lavoro, la forza ritardante è chiamata linea di destra.

Questo perché essa si muove verso la fase della completezza, il che significa che egli crede nella fede dei saggi che dissero che l’uomo deve essere felice con quello che ha, ovvero, con il suo conseguimento della Torah e delle Mitzvot (Precetti), le quali sono una grande ricompensa per lui dal momento che vede che ci sono uomini a cui il Creatore non ha dato nessun pensiero o desiderio, anche per il fatto che io ho una certo conseguimento, che si chiama la forza ritardante, cioè l’uomo non deve cadere dal mondo e di conseguenza egli nascerà anche in seguito, vale a dire da questo mondo lui mantiene se stesso nel concepimento, ovvero, dall’inizio del lavoro ci devono essere due linee, la linea di destra e di sinistra, ed egli sarà ricompensato con l’essere nato e di essere nella fase dell’allattamento della Santità, in cui con la forza attraente e la forza ritardante, verrà fuori un embrione completo per questo lavoro nella Santità.

Il nostro sviluppo prevede l’attrazione e il ritardo. La forza attraente sviluppa l’embrione e la forza ritardante rallenta e protegge l’embrione, in modo che la forza attraente non possa distruggere l’embrione e in modo che esso si sviluppi nel corpo corretto. La forza attraente sviluppa l’embrione dall’interno e la forza ritardante lo limita dall’esterno, e così insieme formano il futuro neonato.

È come la statua che può essere scolpita dall’argilla e può essere fatta da un blocco di marmo da cui rimuovere le parti non necessarie, il che significa che è possibile aggiungere o rimuovere, aggiungere una forma o rimuovere del materiale, e quindi infine, trasformare il blocco di marmo in una statua.

Questo è il modo in cui si forma il nostro embrione, perché abbiamo bisogno di due forze, la forza della dazione e la forza della ricezione, che devono essere equilibrate, in armonia, sostenendosi a vicenda; la Luce mantiene le tenebre e le tenebre mantengono la Luce. Questa è la ragione per cui dobbiamo anelare costantemente alla connessione, sostegno reciproco, amore e correzioni, perché questa è la correzione della rottura. Costruiamo l’embrione nella connessione tra noi, gli stati di Ibur (Concepimento), Yenika (Allattamento) e Mochin (Mente), cioè le nostre forme sempre più avanzate, fino alla fine della correzione. Questo sviluppo si ottiene dalle connessioni sempre maggiori tra le parti del desiderio, attributi e inclinazioni che sono nella connessione; la forza che attrae si rivela nella sensazione di connessione tra di noi.

Mi sottopongo alle salite e alle discese nella stessa connessione, sentendola come buona o cattiva, giustificandola o no. Vedo la forza attirante che disegna per me il quadro del lavoro del Signore in modo diverso e quindi devo lavorare costantemente per mantenere il mio stato di embrione in modo che, nonostante le immagini raffigurate per me, io le accetterò ringraziando ed essendo impressionato da loro, poiché io continuo ad avanzare nella dazione verso la vera forma del Creatore, verso l’amore e la dazione assoluta.

Ne consegue che ho bisogno della forza ritardante, la quale mi protegge e non mi permette di rompere e criticare, ma mi tiene costantemente impressionato dalle forme che ho conseguito. Queste forme non sono piacevoli, naturalmente, se pensiamo a loro con la nostra mente e i nostri sentimenti egoisti, e quindi ho sempre bisogno della forza ritardante che mi riporta alle giuste conclusioni.

Se queste nuove forme sono forme di con l’intenzione di dare, li peso nel mio desiderio di dare nella fede al di sopra della ragione e le accetto come buone e giuste, e anche se al momento non posso accettarle nel mio cuore e nella mia anima, io le accetto nella fede al di sopra della ragione, nella mia forza di superare, e accetto di essere in loro senza alcun dolcificante egoistico. Io non penso al mio beneficio personale, ma solo al benessere del gruppo, dell’ambiente.

Mi viene richiesto di esaminare tutto con attenzione e in profondità, al fine di valutare la mia situazione con sobrietà e senza errori nella nebbia spirituale. Ma io in realtà sto pesando le cose in modo semplice e vedo quando esse sono per il bene del mio ego o per il bene dell’ambiente. Se le peso dal punto di vista dell’ambiente, devo assicurarmi che il mio embrione aderisca sempre più strettamente alla parete dell’utero. Il gruppo è l’utero. Quindi avanzo e mi adatto sempre di più al superiore, all’utero spirituale, e in questo modo sarò in grado di ricevere dal superiore sempre più la Luce che Riforma, come un embrione corporeo che riceve la sua vitalità dalla madre.
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Dalla preparazione alla lezione quotidiana di Kabbalah 16/02/14

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