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Il Creatore ha creato l’uomo direttamente


È scritto: “Il Creatore ha creato l’uomo direttamente, ma le persone hanno inventato molti calcoli. Ci sembra che il mondo è così enorme e colorato – ma tutto questo è perché noi non ci possiamo unire intorno ad una radice unica, e ci buttiamo tra desideri diversi, facendo un sacco di calcoli alla ricerca di qualcosa da conquistare e qualcosa per godere.

Quando noi cominciamo tutto questo concentrandoci in un’unica radice, desiderando di dare a Lui, allora arriviamo ad un principio semplice: concentrare tutto su un obiettivo solo “Scoprire l’Unico colui che Dà”.

La scoperta si basa sul principio dell’assomiglianza: l’uomo deve costruire un tale sistema in sé, che tutti i suoi innumerevoli desideri e pensieri siano solo in un principio semplice: “Non c’è niente, tranne la dazione!”

Trovare dentro di se la proprietà della dazione – si intende rivelare il Creatore. Il problema è che non è possibile lasciare gli innumerevoli calcoli e indirizzarsi verso l’unico principio, verso l’unico Colui che Dà . Ma come risultato degli sforzi, l’uomo comincia a capire che tutti gli ostacoli – sono di aiuto, solo per orientare se stesso verso il vero obiettivo.

Lezione quotidiana di Kabbalah – 28.12.09

Il Libro dello Zohar – Selezioni, capitolo “E Giacobbe mandò”, articolo 244
L’“anima” è il grado della connessione dell’uomo e la somiglianza al Creatore.
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“Prefazione alla Saggezza della Kabbalah”, articolo 92, lezione 38
Ogni grado spirituale è vestito dei gradi vicini ed è libero solo ad un punto. Lì decide con quali dei gradi vicini mettersi in relazione.
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“Prefazione a Il Libro dello Zohar”, articolo 17, lezione 5
Non possiamo rivelare la luce senza il buio, e non possiamo rivelare l’amore senza l’odio. Questo è il motivo per cui il buio rimane fino alla fine della correzione.
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Un punto indipendente al di sopra della materia creata

laitman_2009-08_5961_w1 L’essere umano è creato dall’unione di Malchut e Binà, le qualità della ricezione e della dazione. Questo è ciò che ci da la capacità di essere corretti. Binà si connette con Malchut e ciò fa nascere una terza realtà che include ambedue, ma non appartiene a nessuna di esse.

Malchut è l’attributo del giudizio, attraverso il quale non si può costruire niente. Binà è l’attributo della misericordia, che non ha potere di creare. La forza creativa può essere prodotta solo grazie alla loro unione. Supponiamo che prendiamo cemento, acqua e sabbia, li mescoliamo per produrre del materiale e manifatturiamo blocchi per costruire. È così che produciamo un materiale di costruzione fatto con questi attributi. Sebbene gli attributi stessi si perdano nel materiale, una nuova realtà è nata.

Cosa ha di particolare una goccia di sperma che permette di passare dal padre alla madre, crescere e far nascere un bambino che più in avanti diventerà un individuo, un essere umano? Perché all’improvviso egli si separa dai suoi genitori e smette di appartenere loro quando arriva ad essere un essere indipendente?

Al principio un bambino si comporta in accordo ai suoi istinti naturali che possiamo capire. Però, quando arriva all’età di sei o sette anni, all’improvviso diventa indipendente e comincia ad avere la sua propria opinione. La sua natura animata ha smesso di controllarlo ed è nata una nuova personalità che non è una replica di suo padre o sua madre. Sembra che abbia qualcosa dei due, però allo stesso tempo, ha la propria. Non capiamo come accada ciò, posto che non vediamo la radice degli avvenimenti.

Tuttavia, questo è proprio ciò che il Creatore desidera: che una nuova vita, la linea media (l’essere umano) nasca dalle forze di ricezione e dazione che Lui ha creato, da due forze opposte che si sono unite. Il suo scopo non è stato di creare un desiderio, posto che un desiderio è solo un materiale che reagisce automaticamente al “bene” o al “male”. Anzi, il Creatore e l’essere umano esistono al di fuori della materia. Il Creatore ha voluto creare un punto che si trova al di sopra del desiderio e che nasce dall’unione dell’attributo della ricezione e dall’attributo della dazione. Questa è del tutto una nuova realtà che è il tuo “io”.

Superare la gravità terrestre

Le lezioni sulla scienza della Kabbalah sono diverse da qualsiasi altro tipo di lezioni, poiché la Kabbalah ci insegna a percepire la realtà che non sentiamo naturalmente dalla nascita. Bisogna prepararsi per queste nuove sensazioni mediante i seguenti passi:

1.Prima della lezione dobbiamo disconnetterci da tutti i problemi e le preoccupazioni, come se mai prima fossimo esistiti in questo mondo e come se il mondo stesso non esistesse. Se vogliamo sentire una nuova realtà, non ci deve preoccupare niente a parte noi stessi, per cui dobbiamo fingere che il nostro mondo non esista.

2.Dobbiamo cercare di cominciare a sentire qualcosa di grande, di nuovo, di eterno, elevato e globalmente decisivo. Per tanto dobbiamo essere preparati ad accettare questa nuova elevazione e grandezza.

3.La percezione dei mondi spirituali si ha nell’unità delle anime. Dobbiamo essere coscienti che soltanto tramite gli sforzi interiori congiunti per unire le nostre aspirazioni in un’ intenzione comune, potremo generare in tutti ed ognuno di noi, il vero desiderio di percepire il regno spirituale: l’attributo della dazione e dell’amore.

4.Come risultato dei nostri sforzi congiunti per raggiungere l’attributo della dazione e dell’amore, scopriremo che abbiamo bisogno dell’aiuto esterno, il che creerà una preghiera interiore al Creatore, chiedendogli che ci aiuti e faccia nascere dentro di noi questo attributo.

5.Questa preghiera può emergere e condizionarci nel tempo dello studio in gruppo delle fonti cabalistiche originali.

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Se guardi indietro diventerai una colonna di sale

laitman_2009-08_2934Per passare da una forma all’altra, in primo luogo, devi smettere di utilizzare totalmente i desideri precedenti. Soltanto dopo, una persona, può decidere come utilizzarli in un altro modo. Rabash dava l’esempio di un alcolizzato,che prima deve lasciare le bevande completamente, per dopo poter fissare nuove regole.

Nella spiritualità, ogni nuovo livello si costruisce da zero. Rabbi Shimon, l’autore del Libro dello Zohar cadde al livello di “Shimon, il commerciante del mercato”, prima di ascendere al livello finale più elevato: lo stato corretto. Esiste una legge che dice: “L’elevatezza dell’ascesa è uguale alla profondità della discesa”. Non raggiungeremo mai la vittoria, a meno che non adotteremo questa attitudine nella spiritualità.

Per tanto, una persona non può trascinarsi gli ostacoli del passato. Dobbiamo cancellarli tutti totalmente e dopo creare una nuova attitudine da zero. Se conserviamo qualcosa del passato, non sarà tutto nuovo e non avremo successo.

Nel nostro mondo, questo non si manifesta chiaramente e per questo ci sembra possibile costruire qualcosa di nuovo su vecchie fondamenta. Tuttavia, siccome la stessa legge opera sulla nostra materia fisica, finirà con l’essere un fallimento e non ne conosceremo la ragione. È perchè tutto deve iniziare da zero, a partire da una nuova attitudine. Deve avere una rottura totale con tutto quello che aveva prima. Se non interiorizziamo questo principio nella spiritualità, il tempo passerà invano.


Non aver paura degli errori

laitman_2009-11_87501Domanda: il periodo della preparazione è il tempo della concentrazione dei desideri?

Risposta: il periodo della preparazione è il più importante e speciale, è particolarmente durante questo tempo di occultamento ed oscurità che cerchiamo di riconoscere tutte le nostre qualità, le mete, i mezzi e le definizioni interiori. Più avanti, quando ci eleviamo al di sopra del Machsom, correggiamo solo il male in noi, che riveliamo e prepariamo per la correzione durante il periodo della preparazione.

Baal HaSulam spiega che durante il periodo della preparazione “commettiamo” (riveliamo in noi stessi) Zdonot (trasgressioni intenzionali) e Shgagot (errori non intenzionali o negligenze). Correggiamo questi errori e negligenze dopo il periodo della preparazione, durante la tappa che si chiama “dazione per la dazione”, e dopo correggiamo le trasgressioni intenzionali, durante la tappa di “ricezione per la dazione”.

Il periodo della preparazione è un momento della rivelazione di tutti i “peccatori” dentro di noi. Li riveliamo gradualmente, nella misura in cui ne siamo capaci. Però la cosa più importante, li evidenziamo nella misura in cui possiamo tollerarli in noi, così come siamo capaci di rivelarli senza scappare dal cammino spirituale! Fino a che non li avremo svegliati tutti, non potremo attraversare il Machsom.

Attraversiamo il Machsom a condizione che ci eleviamo al di sopra delle trasgressioni e della negligenza. Non dobbiamo dedicarci a correggerle, ma anzi, ad elevarci al di sopra di esse. Dopo, al di sopra del Machsom, le correggiamo ed acquisiamo l’intenzione della “dazione per la dazione”. Le utilizziamo come sono e siamo disposti a rimanere in esse, per il bene della dazione. Ciò significa che attraversiamo il Deserto del Sinai.

Allora le correggeremo con l’intenzione della “ricezione per la dazione”, che significa che entriamo nella Terra di Israele (la rivelazione del Creatore). Risulta che all’interno delle qualità stesse che riveliamo dentro di noi prima del Machsom, più avanti riveliamo il Mondo Superiore, il Creatore.

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Lezione quotidiana su Il Libro dello Zohar – 27.12.09

Il Libro dello Zohar – Selezioni, Capitolo “E Giacobbe mandò”, articolo 222
“Il cancello delle lacrime” è la gioia dal fatto che alla fine e davvero voglio diventare simile al Creatore.
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Lezione quotidiana di Kabbalah – 25.12.09

Preparazione alla Lezione:
Dopo aver ricevuto un risveglio dall’Alto, ci devo aggiungere qualcosa da solo prendendo ispirazione dal libro e dal gruppo, e rafforzando la mia ispirazione iniziale attraverso i desideri dei miei amici.
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Shamati n.47 “Nel posto in cui trovi la Sua Grandezza”
Il desiderio non conosce limiti. Quindi i nostri desideri sono sempre capaci di unirsi, senza riguardo di dove siamo fisicamente.
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Shamati n.63 “Ho preso in prestito ed ho ripagato”
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“Prefazione alla Saggezza della Kabbalah,” articolo 17, lezione 10
Nel mondo spirituale, il mio desiderio per il piacere non gioca più un ruolo significativo. Diventa un mezzo di connessione tra me e il Creatore.
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Il libro dello Zohar – Selezioni, Capitolo “E Giacobbe mandò”, articolo 137
Il Creatore ci ha dato il bene e le inclinazioni al male in modo che potremo scegliere di formare la linea di mezzo.
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Ripetere l’opera del Creatore significa diventare come Lui


Il desiderio creato dal Creatore si divide in una moltitudine di parti o desideri; dopo attraversa una serie di cambiamenti fino a che si stabilizza in uno stato nel quale il desiderio chiamato “io” si rivela. Questo desiderio si percepisce come un desiderio interiore che esiste in un desiderio esteriore, in un mondo di desideri estranei, in immagini di persone, animali, uccelli, pesci, vegetali e rocce. Comunque, tutto questo è parte dello stesso desiderio che è disceso da Malchut dell’Infinito in uno stato nel quale comincia a discernere e percepire che proviene da un punto interno chiamato Adam HaRishon dopo la rottura.

Questo è “l’io” all’interno di ognuno di noi: il grado più basso dello sviluppo del desiderio. In questo grado, il desiderio comincia a riunire tutti i desideri frammentati che si manifestano come estranei, ritornando ad uno stato di totalità e perfezione. Unendo i desideri in un tutt’uno, studiamo il nostro “io”, la maniera in cui è stato creato ed il nostro Creatore. Come risultato, questo “io” diventa simile a Lui.

Tuttavia, io non sono il desiderio, io sono il punto al di fuori del desiderio creato. Come me, il Creatore esiste anche al di fuori del desiderio che Egli ha creato. Lui ha creato questo “io” ed ha creato il desiderio opposto a Lui, affinché, studiando il desiderio opposto a Lui, “io” possa capire il Creatore.

Questo desiderio dentro di noi è come un banchetto tra il padrone di casa e l’ospite; permette loro di avvicinarsi fino a che raggiungano l’amore e l’unità assoluti. In altre parole, il desiderio creato dal Creatore è il mezzo della mia unione con Lui.

Il Creatore esiste al di fuori di questo desiderio, così come “l’io”. Il Creatore ha un punto di contatto con il desiderio, come me. Risulta che noi due siamo uguali! Tra noi esiste il desiderio. Lui ha creato anche la Luce che lo riempie. Io sono la sensazione o la conseguenza della rottura, una scintilla che esiste al di fuori del desiderio, che mi è stata data per poter capire il Creatore.

All’interno del desiderio, Egli ha costruito i mondi, Partzufim e Sefirot, ed il mio lavoro consiste nel restaurare la totalità anteriore e la perfezione, per ritornare all’Uno, Unico e Indivisibile. Allora sarò completamente uguale a Lui e lo conoscerò per le sue azioni.

Il mondo spirituale è percepito attraverso i desideri degli altri


Quando si entra in stretto contatto con i desideri degli altri, si soddisfa la necessaria condizione per percepire il mondo spirituale, “Ama il prossimo tuo come te stesso”. Trasformando i desideri degli altri nei nostri desideri, si potrà percepire il Mondo Superiore attraverso di essi. Allora cosa si deve fare per entrare in più stretto contatto con i desideri degli altri? Bisogna provare ad immaginare la correlazione tra noi e gli altri nel modo che segue.

Quello che a noi sembrano essere gli altri uomini, il “prossimo”, sono in realtà i nostri stessi desideri. Si trovano al di fuori di noi per darci l’opportunità di accettarli mentre li correggiamo. Ci sono dei desideri egoistici dentro di noi che non possiamo correggere; possiamo solo “bloccarli” e salire al di sopra di essi. Oltre a questo, c’è anche un desiderio “estraneo” di godere che è al di fuori di noi; ma ci sembra “estraneo” perché è corretto rispetto a noi ed ha la forma della dazione!

C’è un grande Kli comune o desiderio che è completamente indirizzato alla dazione. E poi ci siamo noi, coloro che ricevono, con la nostra scatolina nera. Vogliamo vedere la vera realtà? Forza, avanti – è dentro il Kli comune! E’ qui! Tutto quello che dobbiamo fare è entrare, prenderne parte e sentirla! E’ al di sopra e oltre tutti i confini e tutti i limiti; e’ assolutamente buona e fa solo del bene. Non ha vita e non c’è morte, ma solo un appagamento infinito.

I desideri degli altri uomini sono già corretti. Sono tutti dentro Malchut del Mondo dell’Infinito, che include ogni cosa. Tuttavia, bisogna acquisirli, e lo si può fare solo gradualmente, un po’ per volta. Si entra un passo per volta, finché non si arriva ad abbracciare tutto. Lungo questo percorso si attraversano cinque mondi e 125 livelli, acquisendo gradualmente questo enorme desiderio.
Ad ogni modo, si può acquisire solo ciò che è già pronto e corretto! Si deve solo sapere come riceverlo attraverso la correzione del proprio atteggiamento verso di esso, e collegandosi ad esso nel giusto modo. Questo è il significato di Malchut del Mondo dell’Infinito.
I Kabbalisti scrivono che il “prossimo” è il nostro Kli spirituale che è già corretto e che si trova al di fuori di noi, negli altri uomini. Dobbiamo solo renderlo una parte di noi, collegarci ad esso e ad avvicinarci nella giusta maniera. Dobbiamo realizzare la restrizione (Tzimtzum Alef) del nostro egoismo al fine di essere sicuri di non domandare più di quello che il nostro corpo necessiti. Allora ogni altra cosa sarà il nostro Kli, e potremo prenderla!
Questo desiderio che è al di fuori di noi è la nostra anima, mentre il “noi” di oggi è un’illusione che scomparirà.