Pubblicato nella 'Lezione quotidiana di Kabbalah' Categoria

La testa dell’essere umano deve essere superiore al corpo


Abbiamo lavorato abbastanza nel corso della storia per rivelare il male; ora è il momento giusto per rivelare la medicina, che consiste nella grandezza dell’unione e nella nostra superiorità al mondo materiale. Ma per riuscirci, dobbiamo renderci conto che non c’è nulla che sia superiore al nostro scopo spirituale, ed il nostro precedente sviluppo era indirizzato precisamente a questo.

Tutti i problemi della nostra vita arrivano da Creatore per spingerci ad uscire dal nostro stato animato. In questo mondo non siamo diversi dagli animali, la cui testa è allo stesso livello del corpo. A cosa pensa la mia testa? Pensa solo al corpo e perciò il corpo e la testa sono allo stesso livello. Allora, noi siamo umani o siamo animali che camminano in piedi? Attraverso tutte queste considerazioni, ci avviciniamo allo scopo, perché raggiungiamo una maggiore comprensione di ciò che ci manca.

“Non esiste nessuno a parte Lui”, e noi dobbiamo giustificarLo perché tutto ciò che ci succede ha la sola ragione di spingerci verso lo scopo. Quello che ci deve importare è di diventare degli uomini invece che restare degli animali. Questo può essere fatto solo elevando la nostra testa e per riuscirci abbiamo bisogno della forza del Creatore, che controlla la nostra natura. Altrimenti rimarremo dentro il nostro egoismo.

Questa è la ragione per cui il Creatore ci manda continuamente dei problemi, perché noi possiamo desiderare di uscire da ciò che è negativo! Lui ci spinge, ci aiuta a salire! Altrimenti, non desidereremmo mai di diventare delle creature umane, perfette ed eterne. Continueremmo ad essere sommersi nell’amore per noi stessi, trascorrendo in qualche modo i 70 anni o giù di lì che ci vengono concessi, vivendo secondo il principio “Beviamo e godiamocela oggi, perché domani moriremo.”

Invece, non ci viene data la possibilità di stare in pace e ci vengono mandati continuamente dei problemi, che ci fanno pensare a come far fronte alla mancanza di speranza. A questo punto scende in campo la scienza della Kabbalah, e ci spiega che abbiamo tutti i mezzi (il gruppo, il maestro, e i libri) per progredire. Non siate fatalisti – cercate strenuamente la connessione e vi ritroverete in uno stato meraviglioso.

In sostanza, si tratta di un compito molto semplice. La sola ragione per cui ci risulta così difficile è che non vogliamo porre le nostre teste al di sopra della nostra insaziabile pancia. Abbiamo paura di staccarcene, di staccarci dal nostro stomaco.

Tuttavia, oggi ci sentiamo costretti a farlo dalla crisi che ci sta colpendo. Il modo in cui la gente oggi pensa sta cambiando, sebbene serva del tempo muove una tale massa di persone.

Tutto, compreso il Mondo Spirituale e il Creatore, è dentro di te

laitman_2009-05-27_8144_wLa domanda che ho ricevuto: Perché non possiamo percepire il mondo spirituale?

La mia risposta: Noi non abbiamo le qualità spirituali con le quali saremmo in grado di percepire il mondo spirituale. Dobbiamo desiderarlo, ma questo desiderio sente la spiritualità attraverso la ricezione e l’assimilazione, mentre la percezione spirituale si basa sulla dazione, una qualità che non abbiamo. Ma il nostro scopo è di arrivare ad ottenerla.

Dobbiamo modellarci sulla figura del Creatore, che è qualcosa che esiste al di fuori di noi. Noi non Lo conosciamo e non sappiamo sulla di Lui. Possiamo solo trasformarci in un essere che sia qualcosa di simile a Lui; allora cominceremo a percepirci come delle creature che danno. Questo è ciò che significa raggiungere la spiritualità.

La spiritualità è la “forma” della dazione che costruiamo dentro noi stessi. Questa “forma” è ciò che chiamiamo il Creatore ed è ciò che raggiungiamo attraverso la nostra anima nel mondo spirituale. Nessuno, tranne me, può creare questa forma, poiché noi non percepiamo nulla al di fuori di noi. I Kabbalisti ci dicono: “Comprimi il tuo io, riduci i tuoi desideri, e poi usali per dare piuttosto che per ricevere.”

Siete riusciti a farlo? Se sì, che cosa sentite adesso? La nostra nuova percezione si chiama “il mondo spirituale”, il “Creatore”, o “l’anima”. Ancora non percepiamo nulla al di fuori di noi, ma sentiamo i nostri desideri in una nuova forma; questo è ciò che si chiama “lo spazio o mondo spirituale”.

C’è qualcosa al di fuori di noi che ha creato il nostro desiderio? Noi non conosciamo la risposta a questa domanda, ma sappiamo che i nostri desideri “esteriori” sono percepiti anche attraverso i nostri desideri interiori e mai attraverso qualcosa che è al di fuori di noi.

Noi possiamo percepire sia la realtà fisica che quella spirituale, ma in entrambi i casi possiamo solo percepire ogni cosa attraverso la sua materia e la sua forma. Quindi non c’è differenza nel modo in cui percepiamo ogni mondo. Noi immaginiamo che questo mondo fisico esista al di fuori di noi, ma in realtà è dentro di noi. Allo stesso modo, immagineremo poi che il Creatore e il mondo spirituale esistano al di fuori di noi, ma sono anche loro dentro di noi. E’ solo una questione relativa a come il nostro desiderio assume una nuova forma, una nuova immagine, o una nuova silhouette.

Lezione quotidiana di Kabbalah – 08.01.10

Preparazione alla Lezione
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Shamati #153 “Il Pensiero è il risultato del Desiderio”
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“Prefazione alla Saggezza della Kabbalah,” Articolo 19, Lezione 12
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Il Libro dello Zohar Capitolo “E Giacobbe Esitò” Articolo 188
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Momento della verità


Domanda: Tutto io sono – il desiderio di godere. Allora chi è in me che guarda da una parte le vicissitudini di questo desiderio ?

Risposta: Infatti, se io – il desiderio di godere, allora posso solo confrontare la forza delle sue manifestazioni particolari. Ma se ho un punto nel cuore “, il germe della mia anima, parte del Creatore, parte del desiderio di far godere, il briciolo di verità – allora nel confronto con questo punto comincio a valutare e organizzare tutto il resto. E allora io non potrò essere d’accordo col fatto che lei non ha importanza.

L’uomo arriva alla Kabbalah con il punto nel cuore – e a lui confida tutta la sua vita. Egli non sprofonderà più nel calcolo comparativo dei desideri egoistici, non cercherà il massimo dei benefici tra il denaro, la fama, il potere e altri “benessere” di questo mondo. No, ora si confronta con la verità – con il punto spirituale, che li si è svegliato.

Questo porta le persone ad un nuovo livello, e il calcolo con lui d’ora in poi è un altro. Dopo tutto lui sente che senza le tecniche kabbalistiche non sarà in grado di sviluppare il suo punto e di includere in esso tutto il resto. Ora è il suo standard, la misura di tutti i desideri.

Riguardo l’utilità di tutti i desideri


A prima vista, non tutte le mie proprietà sono altrettanto utili. Di alcuni volentieri mi sbarazzerei. Ma questo è perché non ho ancora imparato a usarli correttamente.

L’uomo rimarrà anche dopo tutte le correzioni, con tutte le sue qualità originali. Può usarle soltanto in caso: in maniera buona!

Questo consiste il metodo di correzione – Kabbalah. Noi non distorciamo la creazione. Non si può cancellare, distruggere, degradare le proprie qualità – le hanno creato la luce e solo lei è in grado di modificare correttamente.

Mano a mano alla crescita spirituale, si risveglia il desiderio e le proprietà più ripugnante – ma questo porta gioia, come prova che tu avanzi , che hai il potere di correggerle.

In questo e consiste la libera scelta – per accelerare il processo di correzione, senza attendere i colpi, “in anticipo” che altrimenti, per necessità, ti obbligherà comunque a correggerti “in tempo. ”

Già ora è possibile capire, comprendere ciò che sta accadendo e utilizzare i mezzi a disposizione: l’insegnante, il gruppo , i libri, – e di attirare la luce – la forza che correggerà te. In caso contrario, sarai obbligato con i colpi.

In entrambi i casi, tu comunque raggiungerai la fine della correzione. La saggezza della Kabbalah permette solo di andare avanti senza “aiuto” dei colpi , anticipare la frusta che ci spinge di dietro.

E se tu rallenti di un poco – ricevi il colpo, proprio corrispondente al tempo perso per la correzione. Questa è la ragione di tutte le sofferenze del mondo.

Solo la grandezza dello scopo sposterà in un secondo piano tutto ciò che è temporaneo, morente. Improvvisamente comprenderai: lo scopo è così alto che nemmeno i colpi contano più. Tu ti elevi al di sopra dell’egoismo e imparerai a utilizzare ogni desiderio, facendo il calcolo della massima dazione, e non di meno colpi. E allora non li sentirai proprio.

Lezione quotidiana di Kabbalah – 07.01.10

Il Libro dello Zohar – Selezioni, Capitolo “E Giacobbe Esitò,” Articolo 148
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“Prefazione alla Saggezza della Kabbalah,” Articolo 110, Lezione 45
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“Prefazione al libro dello Zohar,” Articolo 35, Lezione 12
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Lezione quotidiana di Kabbalah – 06.01.10

Il Libro dello Zohar – Selezioni, Capitolo “E Giacobbe esitò,” Articolo 120
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“Prefazione alla Saggezza della Kabbalah,” Articolo 109, Lezione 44
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“Prefazione al Libro dello Zohar,” Articolo 35, Lezione 11
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Mettere i desideri ai loro posti


Studiando la Kabbalah, una persona comincia a rendersi conto che proprio “l’uscita di se stessi” gli permetterà di trovare qualcosa di speciale, un grande, eterno e perfetto – una dimensione superiore, che è lì, fuori dal suo piccolo mondo.

E tutto questo – grazie al cambiamento dei valori, superando l’importanza dello spirituale sull’ambiente.

Aspirazione allo scopo dipende dalla sua importanza in confronto alle altre cose nella vostra vita. Su una scala di priorità, l’obiettivo, lo valuta l’uomo. Se dentro di lui l’uscita al conseguimento dell’eternità e perfezione è più importante rispetto ad altre cose intorno (tranne le cose essenziali), allora ha impostato correttamente le priorità, i valori.

L’ordine dovrebbe essere l’oggetto della sua attenzione incessante, l’analisi di sé stessi, dentro di sé stessi.Cibo, il sesso e la famiglia – i desideri del corpo (animali), necessarie per un certo riempimento. Il desiderio umano – il denaro, la fama, potere e conoscenza. Più avanti – un desiderio spirituale, al di sopra, al di fuori del cerchio del nostro mondo.

Se una persona è costantemente preoccupato per l’ordine corretto dei desideri, egli in ogni situazione rimane verso meta spirituale e avanza verso di lei.

L’unica cosa che manca nel nostro mondo


Nel nostro mondo manca solo la divulgazione del Creatore, ossia fare appello al mondo spirituale. Dopo tutto, le forze del mondo spirituale raccontano di una cosa sola – i loro Governanti. Come nel nostro mondo: sia la luce che le tenebre, e tutti i suoi colori – tutto dipende dal sole e viene da lui. Senza il sole avrebbe regnato l’oscurità. Così nel mondo spirituale – Io rivelo solo una cosa da aggiungere al mio mondo: un potere superiore, “Non c’è nessuno, tranne Lui“. Ma questa forza è per me ogni sorta di immagini e le proprietà del mondo superiore.

Non si rivela il potere superiore in se, ma la sua manifestazione, il suo potere. E domina nella rete che collega le anime. Non stiamo parlando dell’essenza del Creatore, ma della sua qualità – colui che dà. Ma chi dà deve dare a qualcuno , in un luogo dove si può rivelare la sua dazione. Egli non può rivelare se stesso – solo le sue azioni su qualcun altro.

Pertanto, la divulgazione del Creatore è possibile solo nella materia in cui opera e domina – nel desiderio da Lui creato , cioè nelle anime , unite l’una con l’altra. E più è forte il loro collegamento – più si rivela il Creatore.

Lui ha creato il nostro materiale ci si ritrova dentro. Noi veniamo portati verso questo materiale – esso si chiama il gruppo kabbalistico e dentro di esso noi dobbiamo scoprire l’unione . Svelando l’unione, scopriremo all’interno del Creatore – una forza che ci unisce.

Di più non possiamo rivelare. Non possiamo conoscere questa forza , ma le sue manifestazioni – la materia e la forma di dazione, che lei prende. Come nel nostro mondo, noi percepiamo solo la materia – il desiderio di ricevere o di forma che assume.

Lezione quotidiana di Kabbalah – 05.01.10

Il libro dello Zohar – Selezioni, Capitolo “E Giacobbe esitò,” Articolo 106
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“Prefazione alla Saggezza della Kabbalah,” Articolo 108, Lezione 43
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“Prefazione al Libro dello Zohar,” Articolo 34, Lezione 10
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