Pubblicato nella 'Lezione quotidiana di Kabbalah' Categoria

Lezione quotidiana di Kabbalah – 28.09.2010

Scritti di Rabash, Shlavei ha Sulam, Art. 19
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Dal Libro dello Zohar: Capitolo “VaYechi”(E Giacobbe visse nella terra d’Egitto) Punto 451, Lez. 26
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Rav Yehuda Ashlag: Talmud Eser Sefirot, Volume 6, Punto 105
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Rav Yehuda Ashlag: “L’ Amore per il Creatore e Amore per gli Esseri Creati ”, Lezione 2
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La linea di mezzo è l’anima

Lo Zohar. Capitolo, VaYeji (Giacobbe visse), Articolo 119) “Il Signore volle solo i tuoi padri”. “I tuoi padri”, in realtà sono tre: Abramo, Isacco e Giacobbe. Scrive “solo”, realmente solo, poiché non ce ne sono di più di questi tre e da loro, tutti gli altri si espandono e si afferrano, cioè tutti i gradi di BYA. Loro si elevano da MAN a ZoN, per coronare il Nome, per estendere nuovi Mochin alla Nukva, che si chiama “Nome”.

Lo Zohar ci conduce sempre alla linea di mezzo in tutti gli stati. Questa è la sua missione: mostrarci costantemente come possiamo organizzare le due linee che riceviamo dall’Alto, dal Creatore, che sono la forza della dazione e la forza della ricezione. Lo Zohar ci insegna a costruire la nostra realtà con esse, affinché ci troviamo al di sopra della forza della dazione e della ricezione. Ci eleviamo al di sopra di esse e le riceviamo nella misura in cui abbiamo la capacità di includerle una dentro l’altra. La loro combinazione mutua costruisce la linea di mezzo dentro di noi.

La linea di mezzo si costruisce con la somma delle due linee, usando il meglio di ambedue. La linea di mezzo si forma quando la linea sinistra si include in quella di destra e la linea di destra nella linea di sinistra ed allora si prende quello che ambedue condividono, le loro combinazioni mutue di ambo i lati (Malchut in Binà e Binà in Malchut). Così si forma la linea di mezzo.

Questo è il principio fondamentale e lo stesso succede con l’anima. L’anima non esiste a meno che non la costruiamo. A prescindere da che si chiami “una parte del Creatore in Alto”, di fatto questa parte non proviene dal Creatore, a meno che non la costruiamo attraverso la connessione tra noi. Questo vaso spirituale (il Kli) non esiste. Noi lo costruiamo sotto forma di una rete di connessione tra noi.

Lo stesso succede con la linea di mezzo perché è l’anima. La linea destra e la sinistra, la dazione e la ricezione arrivano a noi. Sono due forze della natura. Quando le combino in maniera corretta, allora la linea di mezzo o l’anima si forma a partire da esse.

Nelle nostre relazioni lavoriamo con le forze di dazione e ricezione. Prendendo come base la nostra ricezione, costruiamo la forma della dazione e così raggiungiamo l’anima, creando la linea di mezzo tra noi. Non c’è realtà a parte quella che costruiamo tra noi. Tutto si rivela lì, in quella realtà.

Lo Zohar ci porta la linea di mezzo dall’alto. Leggendolo, dobbiamo cercare di includerci in questa linea. Allora ci sintonizziamo con la stessa onda attraverso la quale ci arriva la Luce e ci riporta alla Fonte, il Creatore.

(Dalla seconda parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 30 Agosto 2010 sullo Zohar).

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 27.09.2010

Dal Libro dello Zohar: Capitolo “VaYechi”(E Giacobbe visse nella terra d’Egitto) Punto 419, Lez. 25
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Rav Yehuda Ashlag: Talmud Eser Sefirot, Volume 6 , Punto 104
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Rav Yehuda Ashlag: “L’ Amore per il Creatore e l’ Amore per gli esseri creati”
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I Kabbalisti sono anime che ridanno vita alla generazione

L’articolo di Baal HaSulam “ Introduzione al libro Panim Beirot uMasbirot” punto 8: Perciò vieni e vedi quanto dobbiamo essere grati verso i nostri insegnanti, che ci rivelano le loro Luci sacre e dedicano le loro anime per fare del bene alle nostre anime. Loro si trovano al centro, tra il percorso dei duri tormenti ed il percorso del pentimento. Loro ci salvano dal mondo inferiore, che è più duro della morte e ci abituano ad arrivare ai piaceri celestiali, la sublime gentilezza e la piacevolezza che è la nostra condivisione, pronta ad aspettarci fin dall’inizio, come abbiamo detto anteriormente.

Non dobbiamo pensare a questi grandi Kabbalisti come a delle persone che hanno vissuto molto tempo fa; sono parti di un enorme sistema: l’anima. Un Kabbalista è un’anima che raggiunge il Creatore, che Lo conosce e Lo sente, che abita nel sistema collettivo delle anime, Adam HaRishon. Lui è la sua parte integrante ed agisce come un mezzo che ci lega al mondo spirituale in un momento del quale non ci accorgiamo e non percepiamo.

In altre parole, un Kabbalista non ci lascia soltanto i suoi scritti, ma mette in atto un collegamento tra le nostre anime ed il sistema collettivo. Noi stessi non percepiamo le anime dei Kabbalisti. Tuttavia, loro collegano le nostre anime (punti nel cuore) con il sistema comune, permettendoci di collegarci uno con l’altro e diventare una parte di esso. Per cui, un raggio di Luce che fluisce nel sistema ci da vita in modo che possiamo diventare le loro parti integranti attive.

Questo costituisce il lavoro dei Kabbalisti in tutte le generazioni. Loro assicurano la nostra vita all’interno del sistema spirituale. In questi tempi, noi viviamo in questo sistema soltanto come dei punti senza coscienza. Ma i Kabbalisti ci aiutano trasmettendoci le Luci Circostante e Interiore che sono presenti nel sistema e quindi svegliandoci.

Per cui, la vita di un Kabbalista non finisce con la morte del suo corpo fisico. Quando parliamo di un Kabbalista, stiamo parlando di un’anima che esiste nella totalità delle anime ed agisce sia che suo corpo esita o no nel mondo materiale. Quest’anima è la parte attiva e più vicina a noi del sistema (ad esempio Baal HaSulam o Rabash )

Il nostro intero gruppo Kabbalistico rappresenta un certo organismo spirituale dell’anima collettiva, e si prende cura di noi spiritualmente. È scritto su di noi: “Dobbiamo essere grato ai nostri insegnanti che ci rivelano le loro Luci sacre” Ce le stanno rivelando in questo momento!

Non ci spostiamo da un sistema all’altro: Rimaniamo sempre nello stesso sistema, solamente ci svegliamo verso una maggiore consapevolezza.

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Quale percorso intraprenderai?

L’articolo di Baal HaSulam “Prefazione di Panim Meirot uMasbirot”, punto 7: Adesso puoi capire le loro parole sul verso “Io,il Dio, l’accelererò a suo tempo” Il Sinedrio (98) interpretato “Non ricompensato – a suo tempo; ricompensato – io l’accelererò”

Per cui, ci sono due metodi per raggiungere il traguardo menzionato in alto. Attraverso la loro attenzione viene chiamato “Percorso di pentimento”. Se loro ne sono ricompensati, allora “Io accelererò” sarà applicato a loro. Questo significa che non c’è un tempo preciso per questo, ma quando sono ricompensati, la correzione finisce, senz’altro.

Se non sono ricompensati dell’attenzione, esiste un’altra strada “Il percorso della sofferenza”. Come disse il Sinedrio (97), “Io metto davanti a loro un re come Haman, e loro se ne pentiranno contro il loro volere”, significando a suo tempo, perché in questo caso esiste un tempo determinato.

Ci sono due percorsi davanti a noi che conducono allo stesso traguardo, e noi siamo nella loro intersezione: In qualsiasi momento dovremmo sentire che siamo nella crocevia che determina il nostro libero arbitrio, e qui la scelta è veramente semplice: intraprendere il percorso della Luce o intraprendere il percorso della sofferenza.

Un terzo tempo non esiste. Noi dobbiamo avanzare in uno di questi due percorsi e decidere in qualsiasi momento quale sarà il nostro prossimo passo. Il tuo piede è già in aria, adesso devi scegliere dove posarlo: nel cammino della Luce o in quello della sofferenza.

Il momento passerà, e dovrai di nuovo fare la scelta. Il tuo piede è stato sollevato dall’Alto per forzarti a fare un passo, e dipende da te dove metterlo, in quale dei due percorsi. Ed in base alla tua scelta, tu riceverai la forza ed i mezzi per avanzare dato che dovrai proseguire in avanti, in un modo o nell’altro.

Se tu vai avanti nel percorso “Beito” (sviluppo naturale, a suo tempo) le forze naturali ti stanno spingendo in avanti contro il tuo egoismo, dato che tu desideri andare avanti condotto dal tuo ego. Quindi tu sei influenzato dalle forze che si oppongono al tuo egoismo, cercando di mantenerti in dazione. Ma nel percorso di “Ahishena” (tempo di accelerazione), tu inizi coscienziosamente a convincere te stesso attraverso l’ambiente che essere in dazione vale la pena. E perciò tu attiri la Luce Circostante, e questa ti riporta alla benevolenza.

Nel percorso di “Beito”, tu ricevi colpi ed impari da loro. Prima o poi risulterà nella tua richiesta o preghiera per la correzione e avanzamento come avresti avuto nel percorso di “Ahishena”. Contrariamente, se tu inizialmente intraprendi il percorso della Luce, risparmierai del tempo nel primo segmento del cammino, dove altrimenti avresti sprecato del tempo attraverso la tua mancanza di desiderio di ascoltare ed esercitare il tuo proprio sforzo.

Non c’è tempo per decidere dove mettere i piedi ! Tutto dipende dalla preparazione del ambiente spirituale.

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 26.09.2010

Dagli scritti di Rabash: Articolo: “E si aiutano a vicenda”
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Dal Libro dello Zohar: Capitolo “VaYechi”(E Giacobbe visse nella terra d’Egitto) Punto 395, Lez. 24
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Rav Yehuda Ashlag: Talmud Eser Sefirot, Volume 6, Punto 103
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Baal HaSulam, “600.000 Anime”, Lezione 2
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L’ARI, Issac Luria, l’uomo devoto

L’articolo di Baal HaSulam “Introduzione al libro Panim Meirot uMasbirot” punto 8: I nostri saggi hanno già detto “Non esiste una generazione senza un Abramo, Issac e Giacobbe”. Infatti, quel uomo Devoto, il nostro Rav Issac Luria, se n’è preoccupato e ci ha provvisto della misura più piena. Ha fatto mirabilmente di più dei suoi predecessori, e se io avessi una lingua che glorifica, io loderei quel giorno in cui la sua saggezza è apparsa come il giorno in cui la Torà è stata data a Israele. Non ci sono parole sufficienti per misurare il suo santo lavoro per noi.

L’intero metodo di correzione ci è venuto dall’ ARI. Lui attualizzò tutto quello che era stato preparato precedentemente dai suoi predecessori. L’anima dell’ ARI ha un posto cosi speciale nel sistema comune delle anime che dal suo tempo in avanti la Luce inizia ad agire su tutte la anime, portandole alla correzione finale (Gmar Tikkun).

Prima di lui tutto lo sviluppo si svolse attraverso i passi 0,1,2,3 e soltanto l’ARI attraverso le sue correzioni nel sistema delle anime entrò nella fase 4 ed iniziò a costruire il vero Malchut nella sua forma iniziale. Lui è Sefira Yesod (l’ultima prima di Malchut) e perciò viene chiamato Mashiach ben Yosef (Messia, Figlio di Giuseppe, laddove Giuseppe significa Sefira Yesod) dopodiché Malchut stesso inizia la sua correzione.

Tutte le anime precedenti appartenevano alla fase di preparazione della correzione. È fu soltanto con l’ARI che iniziò il risveglio delle anime. Ovviamente, questo processo accade in centinaia di anni, ma l’ARI apri un canale per la Luce dalle tre precedenti fasi fino all’ultimo, il quarto stadio dove ha inizio la correzione.

Messia, è la rivelazione della Luce nel sistema comune delle anime. Questa Luce entra in Malchut attraverso Yesod. L’ARI apre un cancello per la Luce, e perciò è chiamato Messia Figlio di Giuseppe. Messia è una forza di correzione. L’ARI manifesta questa forza che passa in giù attraverso la sua anima. Mentre risiede nel sistema collettivo, lui esegue correzioni nella sua anima, ed adesso la Luce fluisce attraverso di essa dentro di Malchut ed agisce sulle anime.

Adesso, tuttavia, è nostro compito preparare le nostre anime per l’ascesa da Malchut verso Bina. Questo processo appartiene alla correzione di Malchut, Mashiach ben David (Messia Figlio di David).

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Di quale tipo di società scrisse Baal HaSulam

Ho ricevuto una domanda: Di quale tipo di struttura sociale “giusta” scrisse Baal HaSulam nel suo articolo “La nazione”, per lui riguarda l’organizzazione di una vita più confortevole e ben nutrita all’interno di questo mondo? Come può trattarsi dell’attinenza di un Kabbalista che sa che tutto è governato dalla Forza Superiore, mentre noi siamo in questo mondo provvisoriamente soltanto per correggere la nostra anima?

La mia risposta: Malgrado quello che dici, Baal HaSulam sapeva che le persone avrebbero raggiunto un punto nel loro sviluppo in cui avrebbero scoperto la mancanza della Forza Superiore per correggere le loro relazioni. Allora avrebbero avuto bisogno della scienza della Kabbalah perché soltanto la Luce Superiore può correggere le relazioni tra le persone. Non può esistere una buona relazione tra le persone se non sono collegate con il Creatore. Solo attraverso Lui le persone possono unirsi tra di loro. In altre parole, la vita stessa forzerà le persone a scoprire il percorso e le forze di correzione.

Due persone non possono essere collegate tra di loro direttamente, ma attraverso la qualità di dazione, che è chiamata il Creatore. Baal HaSulam capiva molto bene questo dato che lui possedeva il più alto grado di raggiungimento. Comunque, in modo di avvicinare un lettore comune a questo, lui inizia le sue spiegazioni da lontano. Quando una persona capisce che tipo di unità e collegamento dobbiamo raggiungere d’accordo al piano della natura, e che questo sia inevitabile, l’unica cosa che rimane da fare è quella di scoprire i mezzi per implementare la correzione: la Luce Superiore che Riforma.

Per forza, Baal HaSulam non pensava al socialismo ed il comunismo come un traguardo per creare una società ben nutrita per la persona media di questo mondo. Piuttosto, lui aveva una vastissima conoscenza e raggiungimento personale sul traguardo della creazione.

Lezione quotidiana di Kabbalah – 24.09.2010

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Chi mi mostrerà la verità?

Domanda: Come fa una persona situata in una capsula isolata del suo egoismo a sapere cosa è vero e cosa è falso?

Risposta: Adesso capirai quanto generosamente il serpente primordiale ci abbia aiutato, avendoci spinto a “peccare” con l’Albero della Conoscenza. Specificamente, grazie a questa rivelazione dell’immenso desiderio egoistico chiamato “il serpente” abbiamo ricevuto un’opportunità di ascendere dal grado spirituale di “un animale” a quello di “un umano”.

La differenza tra i due gradi (in simbolo della Delta nel disegno) è chiamato “il serpente”. Se vuoi ascendere da un grado spirituale a quello successivo, per favore vai avanti, ma devi lavorare contro questo serpente, contro lo spazio vuoto che ha creato in te. Per di più, se non fosse così per lui, saresti rimasto “un animale”.

Proprio questa forza, la forza del serpente egoista in noi, coltiva un umano in noi. Tutte le frammentazioni, i peccati e le trasgressioni descritte nella Torah sono azioni utili. Esse sono il modello per i desideri malvagi, attraverso il quale noi scopriamo il Creatore. Un desiderio aggiuntivo ci viene dato dal “serpente” e la sua correzione viene attraverso i libri di Kabbalah, il gruppo, l’insegnante e la divulgazione.

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