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Una madre felice di 7 miliardi di bambini

Domanda: Se accetto i desideri degli altri come miei, non vuol dire che, insieme ai loro piaceri ricevo anche tutte le loro sofferenze, di tutta l’ umanità? Sono venuto a ricevere piacere ultraterreno, ma perché ho bisogno di sofferenza in più?

Risposta: Non si riceve la sofferenza degli altri, ma i loro desideri. Come si può godere di riempimento degli altri desideri se non sei vuoto prima? Devi sentire il loro vuoto.

Chiaramente non è piacevole avere desideri vuoti. Ma se li acquisite al fine di soddisfarli, allora sarete felici che siano vuoti! Ciò significa avere la possibilità di riempirli! E’ come una madre che è felice di aver preparato tanto cibo e il suo bambino affamato lo mangia con gusto.

Pertanto, non c’ è sofferenza qui, ma solo piacere! E’ come se ci fosse un buon pasto di fronte a voi e vi si risveglia l’ appetito prima del pasto. Dopo tutto, questa è l’ unica cosa che vi manca per riceverlo.

La Luce è a riposo assoluto e ci troviamo in un oceano di Luce. Quanto più si riceve da altri vasi vuoti o dai desideri, tanto più sarete in grado di riempirvi con la Luce e tutta questa realizzazione sarà vostra! Questo è ciò che la scienza della Kabbalah insegna. E’ “la saggezza di ricezione” o di realizzazione.

Tu sei come una madre che ha 7 miliardi di bambini affamati e latte a sufficienza per tutti loro – tutta la Luce dell’ Infinito. Potete immaginare quanto piacere è!?

(Dalla 4a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 17.12.2010, “La Libertà”)

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 20.12.2010

Il Libro dello Zohar: Introduzione “Le Lettere di Rabbi Amnon Saba”, Punto 39, Lez. 7. Punti 40.41, Lez.1
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Talmud Eser Sefirot, Parte 8, Punto 26, Lez. 15
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Beit Shaar Ha-Kavanot, Punto 85, Lez. 42
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Rav Yehuda Ashlag: “Pace nel mondo”, Lezione 1
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Come andare d’ accordo con le leggi della natura?

Nell’ introduzione al TES (n°4) Baal Sulam scrive: Il “Creatore” pone nelle mani dell’ uomo un buon destino. La scelta dell’ uomo consiste solo nel rinforzarlo.

Il Creatore conduce l’ uomo agli amici, allo studio, e il resto dipende da lui. Non aspettarti che altri facciano il lavoro per te. Tu stesso devi individuare tutti i mezzi e metterli in ordine nella maniera giusta.

“Ma io ancora non capisco niente ! Non so come imparare, non so come comportarmi coi compagni, mi si confonde tutto dentro e fuori…!”

Puoi lamentarti con la mamma, ma non presentare reclami alla legge della creazione. Ciò non sarebbe meno insensato che combattere la legge della gravità.

Il Creatore – Legge della Natura, è dazione assoluta. Se ti adegui a Lui, ti andrà bene, altrimenti ti andrà male, sullo scalino della conformazione. Oltre a ciò, l’ un l’ altro sono correlati al livello del tuo sviluppo. Pure nel nostro mondo ci comportiamo diversamente con i bambini, con gli adolescenti, con gli adulti e con gli anziani.

Immaginandoci erroneamente il Creatore, gli aggiungiamo una certa umanità, attribuendogli dei sentimenti che sono nostri. Cerchiamo di “persuaderlo” sperando che cambi idea. Questo è il più grave e serio difetto, frutto della nostra natura egoistica.

Da tempi immemorabili la gente commette sempre lo stesso errore, attribuendo le proprie caratteristiche al mondo circostante. Addirittura dagli animali domestici pretendiamo delle reazioni simili alle nostre. Ed in generale, da tutti i livelli della natura, compreso quello umano, ci aspettiamo cose simili a noi, corrispondenti alle nostre rappresentazioni.

In ciò, la scienza della Kabbalah si differenzia per principio da tutte le religioni e i credo. E’ detto: “Data la legge, non bisogna trasgredirla”, “Io non mi sono cambiato”. La Luce superiore si trova in una quiete assoluta, e tutti i cambiamenti avvengono solamente nei vasi. O chiedo al Creatore che cambi Se stesso, oppure so che devo essere io a cambiare me stesso.

La mia preghiera è “legata” a me. Pregare significa giudicare se stessi e cambiare. Solamente così ottengo un’ altra reazione da parte della Legge immutabile.

Le religioni non parlano della trasfigurazione dell’ uomo. Esse mi chiedono di “corrompere” il Creatore con delle azioni meccaniche o con richieste appassionate. La gente spera che ciò  l’ aiuterà, benché la Storia dimostri il contrario.

La Kabbalah dice che a cambiare devi essere tu e nessun’ altro. Continua a rivolgerti al Creatore come prima, ma per un motivo completamente diverso: questa è la Sua volontà, e tu agisci contro il tuo stesso desiderio.

Ti trovi di fronte alla luce. Cambiando te stesso e diventando simile a Lui, incominci a percepire la Sua influenza, che prima rimaneva fuori del tuo sentire.

Diventi un recipiente per la luce, e cresci fino a quando non ti avrà completamente riempito.

Aspettare la luce dall’ alto, non è come stare al mare e aspettare che arrivi il bel tempo. Muoviti interiormente verso di Lui, desiderando cambiare, ed Egli eserciterà su di te la Sua azione. Tutti i cambiamenti che vediamo nel mondo, sono cambiamenti in noi stessi.

(Da una lezione del 17.12.2010 sull’articolo del Rabash)

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Un Professore nel Mondo di Atzilut

Non si può entrare nello stato finale in una sola volta fino a quando tu non sarai indipendente. Devi ri-creare, costruire dei legami con le altre anime da solo. I collegamenti scompaiono, l’immagine viene cancellata per te, e devi ripristinarla ancora e ancora. In tal modo si crea la tua personalità indipendente.

Lo stato finale corretto non è importante: esso esiste già! Il vostro stato attuale non è importante anche perché è immaginario. Ciò che conta è solo il vostro sforzo, il desiderio di immaginare questo sistema e metterlo in movimento, nel modo in cui un bambino gioca alla sua vita adulta. In questo gioco si costruisce il vostro “io”

Lo stato in cui si è continuamente collocati si chiama “questo mondo.” Uno stato corretto dipende solo dal livello di connessione nel quale si origina: Assiya, Yetzira, Beria, Atzilut , o il mondo dell’ Infinito.

Ogni volta entrate ed uscite dal mondo spirituale, anche nei più alti gradi in cui l’ intero sistema diventa chiaro per voi e solo qualche piccolo, forse anche impercettibile dettaglio è lasciato poco chiaro. Improvvisamente, si è buttati completamente fuori, nel buio completo, e si deve tornare indietro.

E il lavoro diventa sempre più difficile, come dovrebbe essere per le persone grandi. Infatti, chi è considerato un grande esperto? Una persona che è in grado di eseguire compiti difficili e risolvere i problemi che nessun altro è in grado di gestire.

Quindi ne consegue che egli lavora più duro rispetto agli altri, guadagna più soldi (Kesef– copertura, schermo), fama e status più di tutti gli altri.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah  del  13.12.2010 , “una serva che è l’ erede della sua padrona”)

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 19.12.2010

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Beit Shaar Ha-Kavanot, Punto 82, Lez. 41
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Baal HaSulam, Art. “Una serva che è l’erede della sua padrona”, Lezione 9
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L’ Anti-mondo secondo una formula sconosciuta

E’ così difficile far conoscere la Kabbalah alle masse e spiegarla all’ uomo, perché si tratta di una realtà che egli non percepisce, e per di più all’ opposto da lui, un anti-mondo.

E non si tratta semplicemente di una realtà all’ opposto, dove il “più” si può cambiare con il “meno”; non ci è assolutamente comprensibile questa “antitesi”, questa formula che non esiste nel nostro mondo. E’ naturale che per questo motivo siano in pochi ad occuparsene.

Anche se un gran numero di persone è dell’ opinione che si tratti di qualcosa di molto elevato, di buono e giusto, pur tuttavia non sono capaci di afferrarla.

E perciò vediamo l’ umanità sprofondare sempre più nell’ inganno e tranquillizzarsi con dei surrogati che sostituiscono la verità: teologia, mistica, ogni sorta di correnti “new-age”.

Qui non c’ è altro da fare, solamente aspettare che l’ umanità maturi. Più ci saranno uomini di scienza che si daranno da fare pretendendo veramente di scoprire lo spirito, tanto prima l’ uomo incomincerà a scoprire dov’ è il bene e dov’ è il male.

E’ una legge conosciuta, che più famoso diventa un uomo, tanto prima si scoprirà quanto in realtà valga. Se un medico fa di tutto per autoreclamizzarsi, tutti andranno da lui a farsi curare. Ma se lui non è un buon medico, di fronte ad una tale quantità di pazienti diventerà tutto chiaro, e tutti lo lasceranno.

E’ possibile che prima qualche malato si recasse da lui, ma dopo tutta questa pubblicità non verrà più nessuno. Ossia, va a finire che la pubblicità contribuisce alla scoperta della verità.

Per questo motivo i kabbalisti non si mettono contro alcun uomo di scienza, basta che tutti rimangano al loro posto. Tutti loro infatti si trovano in balìa di desideri andati a male.

Fino a quando la gente trova in queste varie metodiche qualcosa che le aggrada, non c’ è niente da fare. Che l’ uomo faccia da sé chiarezza dentro il proprio egoismo, e allora arriverà alla verità.

Una gran quantità di ostacoli e tanti falsi maestri si trovano lungo il nostro cammino. Ma essi sono come dei filtri che ci aiutano, appunto filtrando il nostro ego. E quando l’ uomo infine è passato attraverso tutti questi filtri, e la smette di credere nelle varie correnti (“nei vari dei”), nelle proprie forze e in tutti i possibili immaginabili feticci (filo rosso, una pietra, varie benedizioni, ecc.), capirà che nessuno lo può aiutare, fuorché la luce superiore, e allora arriverà a lei.

(Da una lezione del 16.12.2010 sull’articolo “La serva che ha ereditato dalla padrona”)
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Preparare il suolo per il lavoro di Davide

Domanda: Come si può esprimere nel lavoro di gruppo la storia di Davide e Bat-Sheva?

Risposta: É una domanda corretta. Noi non lavoriamo esclusivamente nel desiderio individuale di una persona, ma nel desiderio che si trova tra di noi. Questo è precisamente quello che è stato rotto, ed è questo quello che deve essere corretto.

Nel desiderio generale di correzione ogni persona è presente con il proprio egoismo, che non viene considerato per niente. Dentro di me ci sono desideri dei livelli animato, vegetativo e livelli inanimato, che non sono soggetti a correzione direttamente. Saranno corretti nel grado in cui io lavoro nel livello umano.

Quello che deve essere corretto sono i rapporti tra di noi, i fili di collegamento tra di noi. Questo desiderio generale è il male in relazione a te – l’ intenzione con lo scopo di dare.

Lascia tutte le altre cose e lavora sull’ essere umano in te – Adamo, quello che deve essere similare (Dommeh) al Creatore. Tutti gli altri desideri lo seguiranno automaticamente.

È per questo che tutto il lavoro viene fatto nel gruppo, Malchut, Bat Sheva, è il Kli comune rotto per il quale dobbiamo trovare correzione, unità. La Luce Superiore di discernimento AB-SAG viene e prende una parte di Luce da noi. È cosi che Uriah muore, la Luce Yod-Hey. Solamente rimane Vav-Hey con la quale possiamo lavorare.

Allora Davide prende una parte di Zeir Anpin, che è intesa per correggere Malchut, e inizia a lavorare. Essendo uno schermo (Masach) con l’ intenzione “con lo scopo di dare”, lui corregge Bat Sheva e raggiunge il giusto Zivug, unità con lei, in modo di poter dare piacere al Creatore.

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Che cosa mi ispira?

Devo sempre cercare il mezzo più comodo che mi aiuti a sentirsi ispirato il più velocemente possibile per l’importanza dell’ obiettivo. Questo mi permetterà di aspirare al “luogo” o alla “goccia di unità”, dove infine spero di rivelare il Creatore. A questo proposito, tutto dipende dal mio stato attuale. Vari Reshimot stanno costantemente emergendo in me. Come regola, comincio a costruire un’ intenzione nell’ inconscio, un vago stato “a secco”, senza una goccia di sentimento e ragione.

Quindi, devo svegliare questo “stupore”, tanto da bruciarmi con un forte desiderio se in questo momento non rivelo in me ciò che il libro kabbalistico mi sta raccontando, cioè che “la morte è meglio” di questa vita senza la connessione superiore.

Dobbiamo cercare e utilizzare tutto ciò che può emozionarci e toccarci. A volte il gruppo aiuta, ricordandomi l’ unità, la garanzia mutua, e la responsabilità. A volte siamo ispirati al pensiero del Creatore come un meraviglioso obiettivo molto elevato. A volte mi sento eccitato per l’ azione stessa e l’ opera di unificazione con gli amici, nonostante i disturbi.

È necessaria la ricerca dei mezzi che mi facciano avere una inestricabile domanda spirituale durante la lettura dei testi kabbalistici nella lezione.

L’ approccio a questi testi deve essere equilibrato. In linea di principio ho ragione di lamentarmi. Da un lato, se io non capisco niente, allora io non ho niente a cui riallacciarmi. Dall’ altro lato, quando inizio a prestare attenzione al contenuto, ho nutrito la mente e perso l’ intenzione.

Ecco perché Baal HaSulam scrive quanto segue nella “Lettera 17”: “E ‘meglio per voi mantenere l’ obiettivo e aspirare alle indicazioni del Padrone. Dopo tutto, uno che non conosce le vie del paese che lo ospita e le direttive del Padrone, il significato dei segreti della Torah, come potrà servirlo? Questa è la garanzia più sicura della linea mediana al di fuori delle tre. “

Noi desidereremo capire quello che dobbiamo fare, chiedendo: “Dacci la mente, dacci la forza, dirigici, spiegaci, dimostraci attraverso l’ esempio in che modo dovremmo agire correttamente.” Potete richiedere tutto questo al Creatore come un bambino che chiede ad un adulto. Allo scopo del bambino solo il desiderio è necessario, mentre agli adulti gli fornisce tutto il necessario. Raccolgo questo desiderio dal gruppo, dai miei amici. Qui sta la mia libera scelta.

Dall’ Alto ho ricevuto tutto quello di cui ho bisogno sul sentiero spirituale, a parte la domanda, che devo sviluppare per conto mio. E’ verrà solo quando mi sentirò ispirato dall’ ambiente e dalla grandezza dell’ obiettivo. Poi l’ ispirazione esploderà dal cuore e io aspirerò alle indicazioni del Padrone con tutte le mie forze al fine di imparare a servirlo.
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(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah 13/12/10 , Lo Zohar)

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Se sei un eroe …

Domanda: Ultimamente mi sento molto stanco e mi addormento alla lezione. Questo significa che il mio desiderio per lo scopo non è abbastanza forte?

Risposta: Prima di tutto dobbiamo accettare ogni stato come proveniente dall’ Alto, dal Creatore, perché “Non c’ è nessun altro al di fuori di Lui.” Se faccio riferimento a tutti gli stati in modo che siano costruttivi e provenienti dal Creatore, e quindi avanzando verso la meta, allora sono già in uno stato veramente utile, che mi fa innalzare. A questo proposito non tutto dipende dallo stato stesso, ma dal mio atteggiamento verso di esso. Da dove viene?

Non importa in che stato mi trovo, in quello buono, cattivo, intermedio, o in uno che manca di qualsiasi azione, anche se resto in esso per diversi mesi. Se io vi faccio sempre riferimento, come uno stato di diritto per fare riflessioni, correzioni, e’ avanzamento, quindi non mi preoccupo di ciò che sta realmente accadendo.

Devo sempre alzare MAN, restando nelle intenzioni e in risposta, dall’ Alto, ricevo MAD, lo stato che viene a me. L’ intenzione viene da me, mentre lo stato viene dall’ Essere Superiore.

Pertanto, dobbiamo guardare a tutto ciò che ci viene dall’ Essere Superiore come una benedizione. Qualsiasi cosa che è venuta a noi è venuta perché arriva, senza dubbio, da Colui che è buono e fa del bene, e non c’ è nessun altro al di fuori di Lui. Devo trattare ogni stato come necessario per il percorso.

Se io continuo il cambiamento e l’ approfondimento allo studio, con il gruppo, e con l’intenzione, allora io non sono preoccupato per quello che ho ricevuto da Lui. Al contrario, è possibile che ogni volta che riceverò un trattamento duro (Gevurot) da Lui, avrò capito che proprio questo trattamento è quello che mi fa avanzare. Dopo tutto, è così che una persona seria è trattata, uno che si aspetta di fare progressi, a differenza di un bambino che viene trattato con tenerezza e nulla ci si aspetta da lui. Quindi, tutto dipende da: se sei o non sei un eroe ….

(Dalla seconda parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 15/12/10 , Lo Lo Zohar)

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