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Unità come un vaso

Domanda: Nella nostra divulgazione, possiamo descrivere il Creatore come una forza d’unificazione e usare l’unità degli organi del nostro corpo come esempio?

Risposta: No, l’unificazione è il mezzo, non il fine. Tutti gli organi del corpo sono saldati insieme, lavorano in armonia e si complementano uno con l’altro e ognuno annulla se stesso per unirsi e servire gli altri.

Per questo motivo il corpo diventa un sistema integrale, che risveglia una forza speciale che appartiene alla dimensione superiore: la forza della vita. Non è semplicemente un’esistenza materiale nel livello animato, ma uno stato superiore dell’essere, il raggiungimento della completezza del corpo e del suo scopo.

Da dove viene? Inizialmente, attraverso le quattro fasi della Luce Diretta, tutto è sceso dalla fase radice alla quarta fase. Ma, più avanti, avendo raggiunto l’unità, il quarto stato sale alla forza che ha creato questa completezza per iniziare; cioè, torna alla fase radice.

Questa è una legge universale: Completando un livello inferiore, sia arriva all’inizio del seguente. È per questo che quando ci uniamo raggiungiamo una forza superiore. La completezza è un vaso, e la forza che riveliamo in esso è il Creatore.
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(Dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 03.05.2011, L’importanza della divulgazione della Kabbalah)

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 04.08.2011

Discussione riguardo la crisi
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La forza dall’esterno

Il nostro sviluppo può dividersi in due parti:

1) Tutte le fasi inevitabili nelle quali le persone sono capaci di calmarsi da sole con la vita e le azioni nei confini del nostro mondo.
2) La fase in cui la persona comprende che nessuno dei mezzi che sono a sua disposizione sono più efficaci e che deve per forza raggiungere la radice.

E allora tutte le cose esteriori retrocedono verso il fondo, com’è scritto: “Il Creatore non s’interessa della maniera nella quale viene tagliato un’animale sacrificale se dalla gola o dalla nuca”. In altre parole, non ci sono delle azioni nel nostro mondo per mezzo delle quali sia possibile realmente raggiungere il Creatore. Quindi, dobbiamo trovare per forza un mezzo nuovo, completamente diverso- la Luce che riforma. Grazie a questa forza iniziamo a svilupparci.

C’è una chiara demarcazione qui:

-Sia che siamo in questo mondo e adoperiamo i suoi attributi poiché il nostro desiderio si trova solamente qui, e noi desideriamo ricevere quello che questo mondo ha da offrirci, e in addizione ci aspettiamo qualcosa oltre la vita;
-Oppure desideriamo rivelare un altro mezzo in questa vita che non è presente nel nostro mondo- la Luce che riforma, una nuova forza speciale che si apre e inizia a portare alla luce nuovi desideri e riempimenti in noi, che sono completamente diversi da qualsiasi altra cosa che abbiamo conosciuto fino allora.

Io vivo come una persona nel nostro mondo – ho una famiglia, un lavoro, relazioni sociali, con le mie conoscenze e sentimenti, ma questa persona non è collegata in nessun modo con quello che si forma dentro di me sotto l’influenza della Luce che riforma.

Questa sviluppa la mia anima dentro di me, la parte del Creatore dall’alto, l’immagine Divina che io raggiungo e costruisco dentro di me, partecipando nel processo insieme alla Luce. In quel caso, quello che è venuto prima si chiama “livello animale”, mentre la nuova parte è denominata “umano” (Adamo) perché è similare (Domeh) al Creatore.

È per questo motivo che le azioni esteriori non contano. Mi serve soltanto una cosa – attrarre la Luce che riforma. Non esiste nessun’altra forza che possa sollevarmi dal livello animale verso il livello umano. L’unica cosa necessaria è una forza dall’esterno, e l’intero metodo della Kabbalah è focalizzato soltanto in questo.

(Dalla quinta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 07.06.2011, Matan Torà)

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Portare a termine il lavoro di Abramo

Oggigiorno stiamo portando a termine quello che iniziò Abramo quando insegnava ai figli delle sue concubine diverse pratiche spirituali che precedono lo stato spirituale attuale con il fine di dazione. Lui le ha conficcate nelle fondamenta di sistemi di credenze e le ha portato all’esterno, in terre occidentali. Più tardi, lo stesso lavoro di Abramo si è materializzato nelle persone d’Israele, le quali dopo la distruzione del Tempio sono cadute dal livello spirituale causando la nascita di diverse religioni.

Quindi, le credenze che ebbero inizio ai tempi di Abramo, e le religioni, che sono sorte ai tempi della distruzione del Tempio, rappresentano essenzialmente le tappe dell’inclusione del metodo d’Israele alle nazioni del nostro mondo. Il Giudaismo, il Cristianesimo e l’Islam, tra gli altri hanno fatto avanzare l’umanità verso la comprensione della devozione. Le persone sarebbero rimaste dei barbari senza di esse.

Ai nostri giorni, dopo migliaia di anni di sviluppo, è impossibile per noi concepire una persona che non consideri queste cose e i mondi futuri, il Creatore, o il bene e il male. Se non ci fossero le religioni, non avremmo avuto una cultura, un’educazione e la società umana nella sua moderna comprensione.

Semplicemente non siamo consci del ruolo che hanno avuto le religioni nel far progredire l’umanità. Le università sono sorte grazie alle religioni. Dovuto al desiderio di espandere le religioni, le persone hanno scoperto continenti, si sono stabiliti in nuovi posti, e hanno iniziato ad aspettarsi qualcosa dal futuro.

In questa maniera, il messaggio spirituale è diventato parte dell’egoismo del mondo e raggiunto persone che non avevano connessione con il Creatore e nemmeno un desiderio di Lui dovuto alla mancanza del punto nel cuore. Tuttavia, adesso hanno un nuovo impulso, appartenenza e paura del mondo futuro, un possibile castigo, e qualcosa sopra questa vita.

Hanno il sentimento di qualche cosa di più grande e si aspettano di vedere certe cose. E anche se nella loro immaginazione appaiono delle cose corporali, anche se questo è idolatria, comunque, qualcosa di umano inizia a crescere da “l’animale superiore”. Pensano già a cose alle quali gli animali non s’interessano.

Anteriormente, le persone non pensavano oltre un cerchio chiuso di rendita, alimenti, riproduzione e morte. Semplicemente non ci rendiamo conto del contributo che le religioni hanno avuto nella cultura umana e nell’arte.

Tuttavia, adesso il nostro sviluppo sta arrivando alla fine, e la crisi globale facendo presa su tutta l’umanità, ne è la prova. La religione non è il problema: Semplicemente non possiamo continuare a sostenere una società egoista che vive in base alla legge dell’amor proprio.

Il nostro egoismo ci ha portati al suo componente spirituale. I soldi sono diventati un “valore spirituale” per le persone, forzandole a soffiare incredibili bolle d’aria nell’economia nel vendersi l’aria l’uno all’altro nella forma di affari virtuali.

Questo ci ha condotto al bisogno di un cambiamento. Siamo di fronte a un vero lavoro spirituale a fine di dazione.
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(Dalla lezione quotidiana di Kabbalah del 1.05.2011, “L’articolo sulla saggezza” di Ramchal)

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Due discernimenti per essere identificati

Shamati (Ho Udito) N°166, “Due discernimenti per essere identificati”: Esistono due discernimenti: 1) La discesa dai mondi dall’Alto verso il basso a modo di caduta; 2) Dal basso verso l’Alto.

Il primo discernimento: “che Dio ha creato e realizzato”. Questo vuol dire che il Creatore ci ha preparato un luogo per il lavoro. Il secondo discernimento: quando cominciamo ad impegnarci e ci vestiamo dal basso verso l’alto. Però, prima di raggiungere il grado completo, non possiamo sapere niente con piena certezza. Questo si chiama “imparare prima, capire dopo”.

Un piccolo, che comincia a mangiare il pane, ancora non possiede la conoscenza, ma lo mangia soltanto. Quando comincia a crescere, comincia a capire che c’è una ragione per il pane, che è la causa della forma dello stesso …

Se continua a riflettere su questo, arriva allo stato in cui si prende il grano e si pianta nella terra. Fino ad allora, può solo ricevere il pane, cioè, ridurre il pane che esiste in questo mondo. Dopo però, sa già come aggiungerlo.

Se io prendo semplicemente un pezzo di pane e comincio a mangiarlo, sentirò solo il piacere che si veste nel desiderio e nient’altro. Poi, comincio a pensare di cosa è fatto il pane. Questo è il suo stato precedente. Per raggiungere questo stato precedente, devo affondare in esso, elevarmi ad esso e raggiungerlo.

Era lo stato che ha preceduto il pane, ad esempio, la pasta. Devo avanzare ed imparare sulla sua esistenza. Mi elevo un passo al di sopra di me, dal pane alla pasta e realizzo quello che è successo durante l’espansione dall’Alto verso il basso, dalla pasta al pane.

Poi ascendo più in alto, dalla pasta alla farina ed all’acqua, per sapere che la pasta ne è composta. Quindi, avanzo ancora di più e capisco da quale fonte si prende l’acqua e che la farina viene fatta dal grano. Da dove proviene il grano?

Pertanto, mi muovo sempre di più fino ad arrivare alla fonte. Dalla mia prospettiva, sono andato verso la radice, ma capisco i livelli nella caduta dalla radice verso il basso, fino a me, fin quando hanno realizzato “il pane”.

“Pane” significa piacere. Esamino sempre il mio desiderio: vale a dire il piacere o la mancanza, la ragione per la quale non ho il piacere e come arrivare ad esso. Non ho nient’altro per indagare. Tutta la nostra vita e le sue sensazioni girano intorno a questo.

Attraverso le azioni, raggiungo la radice dalla quale viene tutta l’attitudine verso di me, me stesso e tutto questo cammino dall’Alto verso il basso, che contiene anche dentro di sé il mio ritorno dal basso verso l’Alto. Se raggiungo la radice, raggiungo il vero stato. Tutti gli stati precedenti che sono stati rivelati da me fino a questo momento (che si sono formati durante la discesa dall’Alto verso il basso e nella mia ascesa verso l’alto, alla radice) sono stati necessari solo affinché io rivelassi questo unico stato esistente.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 27.06.2011, Shamati 166).

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L’espansione è nella dazione

Domanda: Mi dirigo al Creatore affinché mi aiuti nella dazione verso un essere umano. Potrebbe descrivere questo in un linguaggio più scientifico, giacché in essenza, il Creatore è la legge della natura?

Risposta: Come sappiamo, Malchut dovrebbe cancellarsi davanti a Zeir Anpin (ZA). Quindi ZA accetta il suo desiderio ed i loro desideri si elevano insieme alla madre, Binà. In risposta, Binà deve dare a Zeir Anpin uno stato adulto (in maniera che ZA cresca), come la Luce di Malchut.

Questo è ciò che il datore realizza. Se qualche volta desideri davvero dare al tuo amico, riceverai il doppio. Quello che gli dai creerà uno stato adulto in te, così produci un grado più alto nel tuo amico e glielo dai.

Per lui, sarai spiritualmente grande, sarai il datore. In questo ruolo, riceverai nuovi desideri da lui, e dall’alto, ottieni il riempimento. Pertanto, ti espandi “costantemente” ricevendo i desideri degli altri e la Luce dall’alto.

Questo è ciò che significa essere il datore. Tuttavia, ti “espandi” nei vasi di dazione. Qui si nasconde una trasformazione psicologica. Come puoi crescere di più nella dazione? Dov’è il beneficio? Come posso riempirmi? Cosa mi riempie?

Il nostro problema è che non sentiamo molto guadagno nei vasi di dazione, ma questo è evidente dal grafico.
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[Dalla 5° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 27.06.2011, “Matan Torà (La Dazione della Torà)]

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Ricevere la Luce per illuminarmi

Domanda: Come evito di confondermi pensando che sto avanzando, ma valutando allo stesso tempo il mio progresso con precisione?

Risposta: Non puoi valutare il tuo avanzamento adeguatamente, visto che non hai nessun mezzo per misurarlo. Fin quando non raggiungi il mondo spirituale, sei incapace di capire quello che possiedi, come un bambino non può fare differenza tra giocare con i giocattoli e la realtà.

Allo stesso modo, un adulto che lavora in una grande impresa, un laboratorio di scienze o un sistema sociale enorme, che si considera grande, importante e che partecipa ad un lavoro serio, non sente di vivere in un piccolo pianeta, vicino alla frontiera di una piccola galassia persa nell’universo. Tutti sentono il loro luogo in accordo al loro grado.

Però, come riceviamo una porzione di Luce affinché possiamo misurarci con essa nel nostro grado? Non deve essere una valutazione completa in relazione al nostro stato finale, completamente corretto (questo non si può fare fino alla fine della correzione), però, gradualmente ci muoveremo verso di essa lungo le linee di “destra” e di “sinistra”; ed useremo le impressioni “destra” e “sinistra” per equilibrarci correttamente lungo la linea “media”.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 28.04.2011, Scritti del Rabash)

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La radice dell’oscurità

Baal HaSulam, Lo Studio delle Dieci Sefirot, parte 1, “Tabella di domande e risposte sul significato delle parole”: domanda 17. Cos’è l’oscurità.

Bechinà Dalet (la quarta fase) del Ratzon (desiderio), il quale non riceve la Ohr Elyon (la luce superiore) dentro di sé, a causa dello TzimTzum (restrizione), è considerata come la Shoresh (radice) dell’oscurità.

Questo, a prescindere dal fatto che lo TzimTzum (restrizione) della quarta fase sia avvenuto per il suo stesso desiderio. La quarta fase ha vinto il suo desiderio di ricevere ed ha cominciato a voler essere come il Creatore, in accordo alla sua libera scelta.

Certamente, non si può dire che era completamente libero, se sentiva una così orribile sofferenza. Questo non perché non avesse la Luce; aveva tutta la Luce dell’Infinito, ma anche così, si sentiva male a causa della ricezione.

Quindi decise che riempirsi di Luce nella quarta fase significava la completa oscurità. Da questo momento in avanti, questo è ciò che significa “oscurità”. Vale a dire, se ricevo dall’Anfitrione, dal Creatore, per me stesso e sento di essere il ricettore; se sto beneficiando non solo di quello che sto ricevendo, ma anche del fatto che sto ricevendo da Lui per il Suo amore e la buona attitudine verso di me, cioè che ottengo tanto la Sua attitudine quanto il piacere in sé (altrimenti questa sarebbe la prima fase), allora decido che è la completa oscurità per me.

In realtà, non cambia niente. Si dice che la Luce stia partendo, ma Questa non sta entrando, né uscendo in nessun punto. Dipende solo da come tratto il mio stato, pensando di essere nell’oscurità.

Solo un secondo fa ero nel mio migliore stato e felice di tutto: l’Anfitrione ed i rinfreschi. Stavo ottenendo il piacere dalla vicinanza con il Creatore e potevo ricevere il piacere da tutto quello che Lui ha. All’improvviso, proprio nello stesso stato, comincio a scoprire il contrasto tra di noi, cioè capisco che c’è un’altra contraddizione, l’equivalenza della forma tra le mie qualità e le sue. Quindi decido che il mio stato è la completa oscurità e che niente è peggiore di questo.

Da questo momento in avanti, questa decisione presa in un livello più alto, si disperde verso tutti i livelli più bassi, essendo questa la radice dell’oscurità anche nel nostro mondo. L’oscurità è la sensazione di essere opposti al Creatore, che io sono il ricettore e Lui è il datore.
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(Dalla 3° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 20.06.2011, Talmud Eser Sefirot)

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La rottura dell’egoismo

Baal HaSulam, “Arvut” (Garanzia Mutua): Se una parte della nazione non vuole mantenere l’Arvut, ma sceglie di ostinarsi nell’amor proprio, fa si che il resto della nazione resti immersa nella sua sporcizia e bassezza, senza trovare mai un modo di uscire dalla sua immondizia.

Domanda: Come posso correggere il mio desiderio per la sporcizia e la bassezza?

Risposta: Io agisco in relazione ai miei amici, e questi agiscono in relazione a me. Ciò significa che questi mi correggono? Si, loro così lo fanno. Ed io posso correggerli? Si, posso. Come posso correggermi io? Io mi correggo correggendo loro.

Questa è la garanzia mutua. Nessuno lo fa senza gli altri e lui dipende dagli altri in tutte le sue azioni nel senso positivo e negativo, nell’allegria e la tristezza. Lui dipende dalle loro azioni buone e malvagie, e loro dipendono dalle sue azioni buone e malvagie.

Ad oggi, questa sta diventando una realtà che si manifesterà nel nostro mondo in una maniera molto sgradevole. Se succede qualcosa di male in un paese, gli altri paesi lo sentiranno immediatamente. D’altro canto, se si realizza qualcosa di buono in qualche luogo, anche gli altri cambieranno per il meglio.

Questa è la rottura reale del mio egoismo. Voglio che gli altri si sentano male ed io, paragonato a loro, voglio sentirmi bene per essere un vincitore. Io voglio il peggio per loro più che per me e questo mi rallegra il cuore; però adesso, vediamo in che modo l’integrità della natura ci obbliga a pensare in maniera differente. Ci insegna che nessuno può beneficiarsi da solo. Se è bene per qualcuno, sarà bene anche per gli altri. Non esiste una situazione tale in cui sia buona per alcuni e cattiva per altri.

Ci stiamo avvicinando gradualmente a questa immagine del mondo. Guarda cosa sta succedendo nei paesi sviluppati. Se c’è un bradisismo in uno, il resto dei paesi non sa che fare e cade dopo di esso. Siamo arrivati ad un ordine economico, cioè ad un egoismo tale che il mondo dipende da tutti. Si tratta della garanzia mutua ed è così che si manifesta.

Non pensavo che sarei dipeso, diciamo … dalla Francia. Cos’ho a che fare con la Francia? Tuttavia, adesso devo fare attenzione che lì non ci sia nessun problema. Se la Francia si dichiara in bancarotta, allora, senza dubbio, influenzerà le mie tasche due giorni dopo; per di più lo farà negativamente. Se ho ottenuto qualche beneficio da questo, potrei lasciarla andare in bancarotta, ma non funziona in questa maniera, anche io mi comprometterei.

Inoltre, precedentemente, i problemi degli altri portavano dei benefici. Prima che il mondo fosse connesso ad un sistema integrale, tutto il mondo agiva per il proprio interesse, senza considerare gli altri. Ogni paese si preoccupava solo del proprio beneficio. Ogni volta, facevamo dei calcoli salutari ed egoistici per guadagnare a spese degli altri. Anche se questo richiedeva iniziare una guerra contro di loro e distruggere l’altro lato della terra, per me era meglio.

Oggigiorno, ci piacerebbe continuare sulla stessa linea, ma non possiamo. Molto presto, scopriremo che la guerra non può essere iniziata. Dipendiamo gli uni dagli altri a tal punto che non posso garantirmi niente da solo. Mancherei di tutto quello che distruggo agli altri.

A questo siamo arrivati: a desiderare il bene per noi, per la nostra nazione, per il nostro paese con la sua struttura e le istituzioni, io devo curarmi di tutti. Solo allora ci sarà il benessere per me.

Questo meccanismo lavora sulla dazione tra i Partzufim, tra le persone e tra la persona ed il Creatore. Devo prendere il desiderio del mio prossimo, con l’obbiettivo di riempirlo e mettere il mio desiderio al suo servizio. Solo a condizione di riempirlo e di aver cura di lui, tutta l’abbondanza scorrerà attraverso di me e mi sarà rivelata 620 volte più grande.

Il mondo ancora non capisce in quale sistema stiamo entrando. Per far si che funzioni, dobbiamo raccontare alle persone di questo non appena possibile. Al contrario, la loro disperazione le porterà alla guerra. Loro, semplicemente, non avranno altra scelta.
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[Dalla 3° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 17.07.2011, “Arvut (Garanzia Mutua)”]