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Lezione quotidiana di Kabbalah – 25.08.2011

Scritti di Baal HaSulam, Shamati, Articolo 113 “La Preghiera Diciotto”
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Libro dello Zohar, VaYikhael (Mosè raccolse), Articolo “L’ Ascesa della Preghiera ”, Punto 132, Lezione 8
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TES, Parte 2, Capitolo 2, Histaklut Primit, Capitolo Uno, Punto 17, Lezione 17
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Prefazione alla Saggezza della Kabbalah, Pagina 605, Punto 86, Lezione 42
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Parte 5: ARVUT, Lezione 4
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Fare insieme i compiti

Baal Hasulam, giornale “Hauma’ ” (La Nazione): “Riflettendo sulla vita vediamo che il percorso di una nazione è simile a quello di un solo uomo, e la funzione di ogni individuo nella nazione è simile alle funzioni degli organi del corpo di un uomo. Come nel corpo di un uomo, allo stesso modo, è neccessario che trovi in se un equilibrio, un armonia piena nei suoi organi: gli occhi vedono, il cervello coadiuvato da essi può pensare e proporre, affinchè le mani agiscano, le gambe camminino etc. Ognuno (degli organi) è situato sulle proprie postazioni aspetta il suo compito – si, gli organi costituiscono il corpo della nazione: consulenti, datori di lavoro, lavoratori, capi, e via dicendo, devono operare in totale armonia fra loro. E questo è neccessario per condurre una vita normale per una nazione e per un esistenza sicura. E come la morte naturale dell’individuo che è frutto della disarmonia dei suoi organi, così la nazione, il suo declino naturale è frutto di un turbamento tra i suoi organi come testimania la nostra storia.”

E’ chiaro quindi, che il nostro corpo può continuare a vivere in modo corretto, sano, solo se tutte le sue parti sono collegati fra loro. Ogni parte sa come svolgere la sua attività rispetto al resto del corpo, e dispensare in tutto il corpo il suo lavoro ed i suoi elementi.

Dà ed in cambio riceve – e tutto ciò in piena armonia e totale coordinazione.

Questo è chiaro a ciascuno. Ma solo per noi non è chiaro che questa legge esiste in tutta la realtà, in tutto l’universo. Vi sono, tuttavia, manifestazioni improvvise ed esplosioni in diverse parti del corpo, ma in fin dei conti, ciò crea un unico e grande sistema di vita. Quindi può darsi che in tutto l’universo tutto si svolga in armonia totale, solo che non ci è chiaro che sia così!

E quindi anche nella società umana evidentemente è la stessa cosa. Più progrediamo e più ci accorgiamo gradatamente che vi è qui, un determinato processo, che ci conduce ad un rapporto più dipendente dell’uno con l’altro. E la domanda da porsi è, cosa in tutto questo legame e dipendenza si rivela sempre di più in noi – Dunque, cosa dipende da noi, qual’è la nostra parte, e qual’è quella della natura.

Da parte della natura si sta rivelando sempre più, fra noi, la reciproca dipendenza, mentre da parte nostra dobbiamo dare una soluzione a questa dipendenza. Ciò significa che dobbiamo connetterci nella giusta maniera, e restarvici. E’ molto simile al modo col quale cresciamo nella vita, in questo nostro mondo. Dove la vita ci impone tutta una sorta di esercizi, pressioni, opportunità di mutamenti, e nella quale siamo costretti a modificarci, ed eseguire questi esercizi per essere adeguati ed idonei al mondo.

La stessa cosa succede anche oggi giorno. Ciò significa che non abbiamo altra scelta che capire, che a quanto pare, la natura ci manifesta una sua nuova forma che non riusciamo ancora ad identificare esattamente. Perciò dobbiamo decidere come accettarla, e come svolgere correttamente gli attuali esercizi.

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Una bella donna, una bella casa e dei bei vasi

I saggi dissero: “Tre ragioni migliorano la saggezza dell’uomo: una bella donna, una bella casa e dei bei vasi.” La “bella donna” è Malchut, che diviene così bella perché io voglio entrare in Shechina, l’adunata di tutte le anime, e connettermi con tutti coloro che cercano di essere in dazione.

Le anime dei grandi Kabalisti di tutti i tempi e generazioni, che si sono trasformate, e tutti coloro che si sforzano per la correzione sono già li. Quelli come me sono considerati i miei amici, e coloro che mi seguono sulla scala spirituale e ottengono da me aiuto sono stati chiamati i miei discepoli . Insieme, noi vogliamo far parte di una sola anima,  Shechina  considerata una “bella donna”.

Una “bella casa” ed i “bei vasi” sono specifici alla persona che vuole correggere il suo cuore, tutti i suoi desideri, sono organi particolari della Shechina. Ogni giorno, egli si connette con lei per vedere cos’altro può depositare li perché ogni particella è aggiunta sul conto collettivo.

Quindi noi avanziamo, passo dopo passo, e soprattutto, dobbiamo rimanere sensibili. Ogni giorno ci sono date nuove opportunità per avvicinarci alla dazione, ma non il “combustibile” , il risveglio, il quale è fatto in modo tale che io lo riveli da solo.  Altrimenti, io mi comporterei come un burattino che si gira intorno mosso dai fili, ovvero da puro istinto, come un animale.

Ma mi fu data la libertà di scelta – di realizzare che non mi sento inspirato e ciononostante devo svegliarmi, senza alcun desiderio di farlo, ed iniziare la giornata, superando il sentimento di pesantezza : fisico ed emotivo, la confusione nella mente e gli altri disturbi, gli stati sgradevoli, i pensieri contro la dazione e i problemi esterni. E devo ringraziare per tutti questi ostacoli come per gli stati nuovi, sui quali io adesso ho bisogno di scegliere la mia attitudine verso la Shechina , Malchut del mondo di Atzilut che unifica tutte le anime.

Li, all’interno di esso, voglio vivere insieme connesso con ognuno e vedere la corretta umanità. E voglio che ogni giorno sia come nuovo per me, ovvero, voglio portare sopra, ancora una volta, ogni proprietà in modo che ogni goccia fu depositata sulla giuntura, il grande conto. E cosi noi ascendiamo.

Se la persona lavora in questa maniera e cerca in tutti i suoi stati personali di venire dai “bei vasi” (desideri) ad una “bella casa”, il cuore corretto, e riunirsi con la ”bella donna” , Malchut del mondo di Atzilut, quindi lui combina tutte queste tre condizioni e riceve il pensiero superiore. Ovvero, lui si eleva al di sopra del suo desiderio corrotto di ricevere piacere – con l’intenzione di dare.

La Santa Shechina rappresenta le nostre intenzioni le quali possono essere trasformate al di sopra dei nostri desideri corrotti.
[52009]

(Dalla prima parte della lezione del mattino 21.08.2011 , Shamati )

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La percezione del mondo: Quello che avverto é quello che vedo

Il nostro percorso evolutivo di perfezionamento, i cui valori parla l’antica e saggezza tradizionale, deve concretizzarsi in tutti gli aspetti anche quelli più materiali e peggiori. Si chiama ” correzione finale”. La trasformazione da individuo egoista in un individuo altruista. Acquisire cioè la capacità di superare il proprio innato egoismo, trascenderlo, per conseguire la capacità di donare al prossimo in modo assoluto.

Tutta la natura, tranne l’uomo, opera nella totale donazione, in maniera completamente altruista, solo che noi, non lo scopriamo.

Penso che se gli animali si mangiano l’un l’altro, in realtà non è proprio così, Non possiamo certo attribuire loro intenzioni altruiste, ma sappiamo che sono mossi dalla natura ed eseguono i suoi intenti e propositi che sono (della natura) di assoluta donazione. Mentre io invece no. Io eseguo la volontà e gli obbiettivi del mio ego che mi indirizza solo a ricevere. Anche quando guardo la natura, le attibuisco intenti egoisti che riflettono le mie imperfezioni.

Quando evolviamo, ci correggiamo, conseguiamo concetti ed immagini globali. Diciamo che il mondo inanimato, vegetale ed animale anch’essi si sviluppano, progrediscono in questo senso, intendendo con questo che la nostra nuova ed acquisita percezione ci mostrerà il mondo corretto. Sono io che all’improvviso vedrò un mondo perfezionato. Oggi vedi un mondo immerso nei conflitti e nelle discordie perché tu stesso sei tale.

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 24.08.2011

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Parte 5: ARVUT
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La perfezione è l’unione della ragione con il cuore

Il lavoro con la Luce e con lo schermo (Zivug de Hakaa) è un genere di azione in cui un uomo verifica con attenzione tutte le proprie impressioni, sensazioni, amore e odio, e decide come usare tutto questo, riducendo e, allo stesso tempo, sviluppando le proprie sensazioni. E’ detto:”Tanto più grande è una persona, tanto più grande è il suo egoismo,” nel senso che sono più forti le sue sensazioni.

Egli è grande in base al proprio livello nel quale può bilanciare linea di destra e quella di sinistra, la mente ed i sensi, e mettere insieme le due linee formando la linea di mezzo, unendo cioè le due linee nella dazione.

Perciò, ci sono due stati nel lavoro spirituale: l’amore ed il timore, che sono uniti insieme nel lavoro stesso. Amore significa che un uomo scopre un’opportunità di aggrapparsi a colui che è superiore e, di conseguenza, di comprendere e percepire i modi che usa il Creatore, tutti i Suoi modi. La chiave è comprendere!

E prima di questo, un uomo lavora, elevandosi al di sopra delle sue sensazioni e lavorando con la sua ragione, e fa tutto questo mentre consegue la ragione di colui che è superiore. In questo modo egli continua a muoversi lungo due linee, una per gamba.

Nel nostro mondo, la ragione ed i sentimenti sono sempre in conflitto e ci spingono a commettere degli errori. Tuttavia, nel mondo spirituale, ci assistono e si uniscono per un solo scopo, ed in questo modo un uomo diventa perfetto.
[50654]

(Dalla 1.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah dell’8.08.2011 Shamati 45)

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Un’opportunità per fare il prossimo passo

Dato che tutti i cambiamenti sono fatti esclusivamente dalla Luce, ogni volta che agiamo, le nostre azioni ci mostrano quanto siamo inadeguati confrontandoci a essa. In altre parole, io devo agire come fa Lui per vedere quanto sono diverso da Lui nel mio attuale livello.

È del tutto simile a quando un bambino cerca di imitare il comportamento di un adulto. Dopo averlo fatto, lui si rende conto quanto le sue azioni siano corrette o incorrette. È come se stesse facendo degli esercizi mentre mette insieme dei piccoli blocchi giocattolo per fare delle strutture o facendo i compiti per la scuola.

Tutto questo è fatto per misurare noi stessi e confrontare i nostri risultati con quelli corretti. Il nostro avanzamento si basa sulle differenze rivelate tra il “desiderato e attuale”, tra quello di cui sono capace e quello che si suppone io sia adesso.

Questo significa che dobbiamo compiere costantemente delle azioni di dazione e di usarle per esaminare e valutare quello che non ho ancora ottenuto. Non devo disperarmi ogni momento che fallisco, ma piuttosto amare questo stato d’illuminazione. Dopo tutto, questo è quello che ci insegna ad andare avanti.

Questo non significa che io deva aver fatto qualcosa di male e per la quale sentirmi adesso in colpa. Per il contrario, ho avuto successo, e quindi mi è mostrato in che cosa devo avanzare. La Luce continua a mostrarmi i cambiamenti per fare il prossimo passo. Se io non ne fossi capace, la Luce non me li rivelerebbe, e si fermerebbe in uno stato nebbioso, come d’incoscienza. Io sarei insensibile e mi sentirei bene. La Luce non illuminerebbe le mie incrinature né mi mostrerebbe cosa fare.

Io non avrò nessuno cui parlare se non mi sarò preparato lavorando nel gruppo, studiando seriamente e facendo altre cose. Perciò, la Luce non mi permetterebbe di fare nessun’altra azione che non abbia delle fondamenta sottostanti. In quel caso, potrebbe sembrare che in me tutto sia a posto e non ci sia niente su cui lavorare. Io entrerei in uno stato illusorio che potrebbe durare molto tempo, addirittura degli anni.

Infatti, tutto si basa sulla preparazione, mentre la preparazione dipende dall’ambiente. Quindi, dobbiamo fare alcune azioni materiali, come studiare, il gruppo, la connessione con gli amici e tutti i discernimenti che lottiamo per fare insieme.

Se io sono entusiasta di unirmi agli altri e di trovare lì la proprietà di dazione, io dovrò formare in me l’attitudine al concetto interiore di “gruppo” e “luogo” dello spazio spirituale, il desiderio integro dove la proprietà della dazione mutua tra tutti quanti è rivelata.

È la Luce che ci insegna la dazione, e quando questa rivelazione raggiunge una certa piena misura al minimo livello, questa ci soddisfarà. Esperimenteremo la dazione in se e il suo origine, cioè della forza superiore che sostiene questa proprietà. Riveleremo non solamente la Luce, ma anche la sua fonte.

Rabash finisce la sua lettera: “Possa il Creatore aiutarci ad accettare il governo superiore oltre il tempo e lo spazio e ad aderire a Lui sempre”.
[43068]

(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 15/05/2011, Gli scritti di Rabash)

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