Pubblicato nella 'Lezione quotidiana di Kabbalah' Categoria

La molla continua a contrarsi

Tutte le leggi della nostra esistenza, tutto quello che succede in migliaia di situazioni differenti, avviene solo allo scopo di raggiungere la similitudine con la natura, è un processo graduale che porta la persona alla meta mediante la catena di causa ed effetto. Non c’è nient’altro che questo, perché dal principio tutto è venuto da una decisione superiore, perché il desiderio di ricevere piacere deve raggiungere la forma della dazione “a partire dall’assenza”.

Così, quando sei in corrispondenza con questa legge, significa che finirai nel migliore stato possibile, ed in base alla misura in cui non corrispondi ad essa, soffrirai in accordo al livello del tuo sviluppo. La persona che non è molto sviluppata non soffre molto, ma quando qualcuno si sviluppa senza osservare le leggi della corrispondenza delle qualità in accordo al suo livello, la sua sofferenza si incrementerà. La natura ci castiga in accordo a questo, come un giudice che vede tutto.

La natura è lo stesso Creatore, la stessa legge della corrispondenza che abbiamo davanti. Non c’è altro Creatore, desiderio superiore o piano. Tutto questo è esistito nel momento stesso della creazione, laddove la decisione è stata presa e da allora si è realizzata. È come se queste due forze principali opposte, la dazione e la ricezione, mettessero in tensione una molla ed ora questa abbia cominciato a rilasciarsi e gli estremi si avvicinino.

Il cambiamento avviene perché l’uomo cambia se stesso e comincia a vedere il mondo in maniera differente.

Dopotutto, in realtà, viviamo nel mondo dell’Infinito; però c’è una legge della natura che stabilisce che, in base alla misura nella quale corrispondo a questa legge naturale, in questa stessa misura, vedrò tutto in maniera più perfezionata, perché io stesso mi sono avvicinato di più alla perfezione. Tutta la natura si rivela dentro di me ed in nessun altro luogo. Non è possibile fare un passo in avanti, verso l’equilibrio, la connessione e la somiglianza delle qualità e sentirmi male dentro. Questo non succede!

Tuttavia, se non faccio questo passo in avanti, mentre il meccanismo continua a funzionare, la molla continuerà a rilasciarsi ed il misuratore si muoverà di un punto; cioè, il mio ritardo continuerà ad aumentare ed io, naturalmente, mi sentirò peggio. Non ci sono lacune qui, questa è una legge assoluta. Quanto più ti avvicini alla sua osservazione, tanto più ne guadagnerai e quanto più ti allontani da essa, tanto più ne perderai.

Perché adotto delle buone misure e mi sento peggio? Mi sentirò male dentro solo nella misura in cui penso che non sto dando a sufficienza, che non ho raggiunto ancora una grande connessione. Queste sono conosciute come le sofferenze dell’amore. In questo senso, continueremo davvero a soffrire di più: quanto più si avanza, maggiore sarà la perfezione che sentiamo e sentiremo una mancanza ancora più grande di perfezione. Come uno scienziato che cerca una micro particella persa e non può rilassarsi finché non risolve questa discrepanza che lui considera come un problema mondiale, mentre allo stesso tempo, un’altra persona vive in pace, senza nessuna preoccupazione per la sua esistenza. Ogni persona percepisce in accordo al suo grado.

È per questo che il progresso ci farà sentire dei buoni cambiamenti, tanto nel mondo fisico, quanto in tutti gli altri aspetti. Non avremo bisogno di sentire il male, perché la natura non avrà bisogno di spingerci attraverso la sofferenza. Sentiremo solo: “Perché non sono arrivato ancora ad una maggiore connessione?”; la sofferenza dell’amore, ci tira in avanti! Questa è la sofferenza interna che arriva nel momento stesso della sensazione del proprio buon avanzamento, la Luce.
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(Dalla lezione quotidiana di Kabbalah del 2 Settembre 2011, articolo di Rabash)

Lezione quotidiana di Kabbalah – 11.10.2011

Scritti di Rabash, Lettera 12
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Libro dello Zohar, Pekudei (Quantità), Pag. 32, “Montagne di bronzo”, Punto 158, Lezione 8
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TES, Parte 6, Capitolo 15, Domanda 185, Lezione 10
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Prefazione alla Saggezza della Kabbalah, Pagina 628, Punto 148, Lezione 64
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KFS, Pagina 88, Rav Yehuda Ashlag, Articolo “Pace nel Mondo”, Lezione 5
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Lezione quotidiana di Kabbalah – 10.10.2011

Scritti di Baal HaSulam, Shamati 85
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Libro dello Zohar, Pekudei (Quantità), Pag. 28, “Ogni sequenza è in tre”, Punto 144, Lezione 7
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TES, Parte 6, Capitolo 15, Domanda 149, Lezione 9
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Prefazione alla Saggezza della Kabbalah, Pagina 628, Punto 147, Lezione 63
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Rav Yehuda Ashlag, Articolo “Pace nel Mondo”,“Difficoltà pratiche nel determinare la Verità”, Lezione 4
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Lezione quotidiana di Kabbalah – 07.10.2011

Scritti di Baal HaSulam, Shamati 167 “La ragione per Cui Viene chiamato Shabbat Teshuvà
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Scritti di Baal HaSulam, “Un Comandamento”, Lezione 5
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Rav Yehuda Ashlag, Prefazione al Libro dello Zohar, Pagina 410, Punto 9, Lezione 4
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Libro dello Zohar, Pekudei (Quantità), Pag. 23, Articolo “Il 1,775”, Punto 121, Lezione 6
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Nascere nella spiritualità senza un taglio cesareo

Domanda: Perché l’ascesa al primo livello e l’ingresso nel mondo spirituale è la cosa più difficile?

Risposta: Il parto è l’atto piu’ difficile e pericoloso. Oggi non lo percepiamo più così acutamente da quando il nostro mondo è passato attraverso molte correzioni, grazie allo sviluppo della medicina nell’ultimo secolo. Prima di questo, tuttavia, molte donne e neonati usualmente morivano durante il parto. Era molto comune.

Il parto è l’atto più difficile, sia nel mondo corporeo che nel mondo spirituale. Questo è il motivo per cui noi non dovremmo considerarlo come nell’attuale mondo corporeo, dove ci siamo abituati a contare su medici e tagli Cesarei. Dobbiamo comprendere che è questione di vita o di morte, specialmente quando riguarda una creatura sviluppata come un essere umano.

Questo è il motivo per cui la nostra nascita spirituale non è un processo semplice. Più una creatura è perfezionata, più è difficile per essa riprodursi. La nascita spirituale rappresenta l’inizio della vita spirituale. Non è il proseguimento della stessa vita sulla terra sullo stesso livello corporeo. Tu devi nascere su un livello completamente differente!

Ora noi non possiamo neppure immaginare che cosa è la nascita di una nuova mente, di una nuova consapevolezza e percezione. E’ una nuova sensazione, una rivelazione che non esisteva in te precedentemente! Tutto questo nasce, viene rivelato in te improvvisamente; erompe da dentro in un tale modo che tu neppure te lo aspettavi un momento prima. A un tratto scopri che esiste, che può essere. Prima non potevi neppure immaginartelo correttamente. Questo è un vero miracolo! Questo e’ il motivo per cui è chiamato il miracolo dell’esodo dall’Egitto.

Allora ha inizio il processo di sviluppo e di crescita. Questo non è una tale rivoluzione come la nascita.

Le fonti kabbalistiche descrivono la nascita spirituale come una leggenda di una cerva che vaga per le montagne e incontra un serpente che la morde dove dovrebbe venire alla luce il feto. Questo aiuta la cerva a partorire. La storia descrive il taglio del “cuore di pietra” , il desiderio egoistico più crudele che non può essere corretto. Diversamente è impossibile nascere.

A questo punto tutte le forze esterne contrapposte nella creazione si riuniscono per far nascere una nuova creatura che incorpora le due forze (dazione e ricezione). Questo è un vero miracolo del Creatore. Dopo tutto Lui è Colui che ha generato l’uomo.
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Abbiamo bisogno di un nuovo inizio!

Le feste e i giorni speciali descritti nella Kabbalah non sono date del normale calendario, ma il conseguimento di un proprio stato personale, speciale, dove la persona opera un calcolo interiore fondamentale con se stesso. Se una persona raggiunge questo calcolo, ciò significa che ha realmente un nuovo inizio, chiamato il nuovo anno, Rosh HaShana. E di conseguenza acquisisce la preghiera della festa.

Ogni festa è un calcolo spirituale e una preghiera perché non c’è nulla oltre la correzione dei nostri desideri. Ma l’inizio del nuovo anno è speciale perché arriva dopo molti discernimenti. Si verifica solo una volta che una persona ha verificato se stesso completamente, discernendo tutti i desideri che vengono a lui rivelati, perché ogni più alto livello include tutti quelli precedenti come una minuscola parte di esso.

Tuttavia, quando una persona fa un calcolo con ciascuna delle sue azioni e pensieri, vede che non ha successo, che non avanza perché non è stata affatto creata per l’ascesa spirituale. Allora essa è sopraffatta da pensieri gravosi riguardo la spiritualità e da dubbi e invidia verso gli altri. Vuole essere al di sopra di loro e pensa: “Perché loro e non io?”

Dopo molti calcoli come questo, essendo diventata completamente perduta in essi, la persona alla fine sente che ha bisogno di un nuovo inizio. Non c’è via d’uscita perché tutti questi calcoli, discernimenti, critiche, invidie e avversioni non cambiano per anni.

E la sola cosa che gli/le è rimasta è la preghiera, e un grido di aiuto perché solo la forza superiore può aiutare. Questo urlo interiore e’ chiamato preghiera di Rosh HaShana, il nuovo inizio.

Prima che ciò accada una persona percepisce se stessa come completamente perduta. Vede che il mondo intero e’ in disaccordo con tutto quel che sta facendo e anche lui stesso non comprende cosa gli sta succedendo o che cosa e’ questo percorso. Tutte queste critiche arrivano dal suo egoismo.

Questo è il motivo per cui la preghiera parla delle sollecitazioni, il bisogno di analizzare tutti i propri desideri e azioni, e soffiare nel corno (Shofar) perché noi dobbiamo elevare il nostro percorso spirituale nonostante tutto (in Aramaico, Shufra significa bellezza). Ciò avviene quando uno deve rivolgersi alle fonti primarie per poter avanzare.

Ci sono molte opinioni e persone nel mondo che influenzano una persona a che la imbevono con i loro pensieri e la trascinano in direzioni diverse. Tuttavia uno deve porre su di sè un giudice severo e verificare costantemente se stesso rispetto alle fonti superiori nella misura in cui lui comprende ciò che vi è scritto.

Nonostante il proprio ego, il proprio desiderio di innalzarsi, avere profitto e divenire superiore agli altri, uno dovrebbe aspirare all’opposto, desiderando solo acquisire la forza della dazione e dissolversi nella nazione dentro cui dimora il Creatore.
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Lezione quotidiana di Kabbalah – 06.10.2011

Scritti di Baal HaSulam, Shamati 177 “Espiazioni”
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Libro dello Zohar, Pekudei (Quantità), Pag. 19, “Se il Signore non costruisce la Casa”, Punto 103, Lezione 5
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TES, Parte 6, Capitolo 15, Domanda 143, Lezione 8
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Prefazione alla Saggezza della Kabbalah, Pagina 627, Punto 144, Lezione 62
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Rav Yehuda Ashlag, Articolo “Pace nel Mondo”,“Difficoltà pratiche nel determinare la Verità”
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Capovolgere un albero secco nell’albero della vita

Il rapporto con l’ambiente si può costruire in vari modi. Puo darsi che un uomo investa nell’ambiente in modo quantitativo ma può anche in maniera qualitativa su di lui. Può darsi che egli non abbia investito molto sull’ambiente, mentre l’ambiente lo abbia molto influenzato. Egli, in effetti, non si è sufficientemente aperto verso gli altri, tuttavia l’ambiente suscita in lui interesse e riesce a stimolarlo. In questo caso, egli dovrà in seguito completare con la sua Yeghia (duro lavoro) per reintegrare l’ambiente.

Questo principio si esprime con la frase che per cosi’ dire il Creatore dice: “Mi sia prestato e rimborserò “. Possiamo ricevere ” a credito” le forze neccessarie per progredire, ma poi il debito sarà restituito impartendo a nostra volta agli altri.

Questo è chiaro entro la struttura dello stesso sistema, nel quale nessuno può progredire con la sua propria “forza motrice”. Possiamo immaginare questo sistema come ” l’albero della vita”, una specie di struttura gerarchica a forma piramidale: se non ricevo una spinta da coloro che si trovano sotto di me in questa specie di catena, non potro’ risveggliarmi da me.

In definitiva , devo investire sugli altri, sull’ambiente, sul gruppo. E mediante ciò divento più grande. E tutti quelli che si trovano sotto di me , mi risvegliano con le loro mancanze, e quindi evolvo attraverso le stesse mancanze da loro ricevute.

Ma queste mancanze sono iscritte sul mio conto, perche’ sono io quello che le ha sollecitate.
Vi sono inoltre delle mancanze, che non ho neanche stimolato, ma fanno sorgere questa preghiera (MAN) inducendomi ad avanzare e raggiungere quello che desiderano, analogamente ai bambini quando pressano i genitori. In questo modo ricevo un ulteriore sollecitazione, la quale dovrò poi sopperire con la mia Yeghia (duro lavoro). Poichè il mio risveglio lo devo a tutti coloro che si trovano nel sistema sotto di me.

In un sistema integrale esistono numerosi rapporti, dove tutti dipendiamo da tutti. Completiamo sempre la Yeghia reciprocamente, fino al punto che ciascuno è integrato con gli altri tanto da potere sollecitare tutti ed essere a sua volta sollecitato da tutti.

In questo modo egli riceve il contibuto da tutti! Ed è così per ciascuno.

A nessuno più mancherà qualcosa. Fino a tal punto il completamento è perfetto. Questo in definitiva è la compiutezza dell’assolutaYeghiia’, quando ciascuno ha dato la sua Yeghiià ricevendo in cambio l’intera pienezza, come nel detto: ” Ho lavorato ho trovato- credi!”.

(Dalla lezione sull’articolo di Baal Hasulam dal libro “Shamati”)

Lezione quotidiana di Kabbalah – 05.10.2011

Scritti di Baal HaSulam, Shamati 42 “Che cos’è l’Acronimo Elul nel Lavoro”, Lezione 2
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Libro dello Zohar, Pekudei (Quantità), Pag. 15, “Oro dal Basso in Alto e Argento dall’ Alto in Basso”, Punto 82, Lezione 4
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TES, Parte 6, Capitolo 15, Domanda 143, Lezione 7
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Prefazione alla Saggezza della Kabbalah, Pagina 626, Punto 143, Lezione 61
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KFS, Arvut (Garanzia Mutua), Pag.251
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I principi del Lavoro Spirituale del 9 Settembre 2011

Una collezione di consigli e principi del lavoro spirituale che sono stati studiati durante la lezione del mattino.

La verità nasce solo attraverso un lavoro difficile.

Il lavoro spirituale consiste nel preferire la verità al di sopra di tutto il resto: la menzogna e la dolcezza in contrapposizione all’amarezza. Quando mi aggrappo a questa verità, comincio a raggiungere la perfezione e l’eternità che prima non conoscevo. Quando metto la verità al di sopra di tutto il resto, senza preferire nient’altro, in ultima istanza apprendo che non c’era nient’altro che questa.

Quando il desiderio di ricevere piacere si eleva al di sopra del proprio punto della creazione, questo si include nel pensiero superiore, dove ancora non esisteva realmente, ma solo potenzialmente. Questo scompare nel superiore in maniera tale che comincia a percepire l’eternità. Tutti i passi che facciamo per ritornare alle nostre radici restano in noi.

Quando li ascendiamo, li raccogliamo e li includiamo dentro di noi. Questa è la ragione di tutto questo processo, di tutta la nostra storia, che diventa la parte interna della nostra esistenza. Sperimentiamo nel nostro cammino tutti gli stati descritti nei libri di Kabbalah. Li includiamo dentro di noi e ci sentiamo in unità con le anime di tutti i Kabbalisti che hanno già completato il cammino completo del ritorno al mondo dell’Infinito.

Non esiste nient’altro che il desiderio. Il luogo del mondo spirituale è il desiderio che è simile al desiderio del Creatore. Il luogo del mondo fisico è il desiderio che è opposto al Creatore.

Quando la persona vuole raggiungere il Creatore ha tutti i mezzi necessari per farlo: l’ambiente, i libri ed il maestro. Loro possono aiutare ad analizzare la forza del loro desiderio reale di arrivare al Creatore.

La mia libera scelta costante è di determinare quanta importanza io considero che abbiano questi paragonati a me, cioè se sono più importanti di me o sono io più importante di loro. Ho davvero un’opportunità per valutarlo. Se il Creatore mi si è rivelato, io avrei potuto cancellarmi completamente davanti a Lui. Sarei come uno schiavo, come una macchina e non realizzerei la mia esistenza. Arriverei ad esistere nel livello del Creatore stesso.

Quando uno da, si rivela all’improvviso la fonte del piacere infinito in base alla misura del suo desiderio per essa. Appare una forza infinita, una ragione infinita, dei sentimenti infiniti e lui li riempie tutti. Questa è conosciuta come l’accettazione della forma del Creatore, la forma di qualcosa di eterno che non era conosciuto fino ad allora. Quando uno comincia ad agire in questa maniera verso gli altri, comincia a percepire Lui.

Io sento il dolore del mondo e la sofferenza in base alla misura in cui lo riempio ed allora riempio i suoi desideri. Alla fine, faccio una preparazione e facilito il progresso spirituale degli altri. Ricevo da loro i Kelim (vasi) e dal Creatore ricevo la Luce e questo mi da un riempimento sempre maggiore, tutto il cammino verso l’Infinito.

La divulgazione locale è molto importante. Tu vuoi avere una relazione con qualcuno, influire su di lui e tutte le Luci passano attraverso di te.

L’anima è il desiderio di ricevere piacere che ha assunto l’intenzione di dare, la quale può connetterti con il tuo prossimo per il suo bene. L’amore è dare al tuo prossimo quello che desidera, invece di dargli ciò che tu desideri. Quando sei in uno stato di dazione, anche la carenza di riempimento si percepisce come una ragione per riempire.

Preparazione alla lezione

Lo Zohar è un libro speciale che descrive uno stato speciale, nel quale la persona che riceve il riempimento dall’Alto, passa la forza spirituale agli altri. Questo libro descrive come si sente la persona quando si rivela una nuova realtà.

Certamente, non capiamo questi stati perchè non esistiamo in essi. Tuttavia, se desideriamo esserci, cominciamo ad avvicinarci ad essi. Gli scritti in questo libro ci influenzano e ci avvicinano ad essi.

La gente

L’economia è un modello del nostro egoismo. Siamo connessi attraverso differenti relazioni e vogliamo pesarle, valutarle e regolarle. Stabiliamo differenti tipi di connessioni tra di noi per provvedere a noi stessi, e queste connessioni si misurano con una scienza conosciuta come “economia”.

La base dell’economia consiste nel valutare le relazioni tra di noi. Abbiamo bisogno di capire in che modo fornire i mezzi dell’esistenza a noi ed agli altri, in che modo connetterci per “riempirci” a vicenda per il bene del nostro stesso riempimento ed in che modo si allaccia la rete della nostra interconnessione. I loro segnali di espansione di un vizio grande, egoista, si manifesteranno presto in essa e dovremo correggerlo.

C’è una connessione tra di noi ed oggigiorno stiamo cominciando a rivelare che si tratta di una connessione cattiva, rotta. Questo tipo di connessione ci uccide e ci distrugge. La ragione per tutto il nostro lavoro è solo tra di noi; come un mondo vecchio e rotto è il risultato di una connessione egoistica, un mondo nuovo, corretto, sarà il risultato di una dazione reciproca.

La nostra unica correzione è unirci, diventare la “Luce per le nazioni” e mostrare il cammino della correzione a tutto il mondo. Oggi il mondo è indifeso, le sue menti più grandi non sanno cosa fare. Il nostro tempo è arrivato; una volta che faremo quello che dobbiamo fare, meriteremo il rispetto e la gratitudine del mondo.

Per questo dobbiamo divulgare di più, spiegare di più, ed essere quelli che danno l’esempio corretto. Stiamo entrando nel momento della Kabbalah pratica, nella quale il suo unico proposito è la correzione dell’uomo.
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