Pubblicato nella 'Lezione quotidiana di Kabbalah' Categoria

In Brasile con il mondo intero

Domanda: Come dovremmo prepararci per il Congresso in Brasile nel miglior modo possibile?

Risposta: Prima, vorrei dire che all’inizio dovremmo avere degli incontri corti con i gruppi di Colombia e Cile. Ma questo non rimpiazza assolutamente il congresso. Perciò, io invito tutti i nostri amici nel Sud America, e in generale, da tutto il mondo a questo congresso. Io raccomando fortemente che veniate in Brasile. Penso che avremmo un meraviglioso “carnevale” là.

È molto importante partecipare almeno una volta ad un congresso. Non so quando potrò visitare di nuovo il Sud America, perciò incontriamoci. Non è soltanto un incontro, ma un altro tipo di contatto, non come attraverso internet. Se non è possibile, venite in Colombia o Cile, ma se potete, venite in Brasile.

Questo congresso sarà multi-linguistico. Forse sarà più facile che vengano quelli che abitano in Australia e nel lontano oriente venire in Brasile che in altri nostri congressi, e ne vale la pena. È un problema se una persona non ha mai assistito a un congresso “fisicamente”. Dopo tutto, nel nostro mondo esistiamo in un corpo e abbiamo bisogno di questa interazione. Ancora non possiamo formare una connessione virtuale che lasci una così grande impressione.

Non è un caso che le persone si spostino nel mondo per degli incontri di affari, anche se potrebbero chiamarsi o collegarsi attraverso Skype. Ci si potrebbe chiedere perché le persone perdano così tanto tempo in voli. Sarebbe meglio stare seduti in un ufficio; si porterebbe avanti più lavoro. Ma le persone hanno ancora bisogno del contatto diretto, anche se talvolta mancano di sentimento e tepore. Aridi, astuti, e lontani dall’essere onesti, questi contatti richiedono degli incontri faccia a faccia.

Allora credetemi che per noi è molto importante. Questo è un congresso collettivo, e così dovremmo sentirlo. Ignorarlo potrebbe causare un gran danno a tutti noi. Non dovremmo sederci ad aspettare che qualcuno organizzi le cose per noi. Se questo succede, non potrai trarre profitto dal congresso in nessun modo. Senza la preparazione non ha nessun valore connettersi attraverso internet perché sarebbe come rubare, proprio come rubare. Devi fare degli sforzi e trarrai beneficio di conseguenza. Se nessuno ci pensa, se nessuno se ne preoccupa, il congresso porterà solo danno.

Tutti devono prendere parte attiva, per lo meno in qualche cosa in base alle proprie abilità. Uno dovrebbe esserne coinvolto per lo meno nel cuore: “Per quale motivo lo faccio?” Senza partecipare non avrai un vaso. E allora che cosa potrai ricevere? In quale desiderio lo ricevi? Chiaramente è solamente attraverso il nostro lavoro congiunto che stiamo creando questo vaso.
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(Dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 02.04.2012, “Introduzione a TES”)

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Zohar per Tutti – Pasqua, Bo (Venite a Faraone), Pagina 8, “E’ avvenuto a mezzanotte”, Punto 108
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Preparazione alla Lezione – 2
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Scritti di Rabash, Articolo 20
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Libro dello Zohar, Brani Selezionati
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Scritti di Baal HaSulam, Shamati Articolo 86
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Scritti di Rabash
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Scritti di Rabash “Ma hu tzorech
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Scritti di Baal HaSulam, Igrot, Lettera 57
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L’unica opportunità del mondo

Domanda: Quando il nostro lavoro potrà creare un grande impatto nel ragionamento degli scienziati e dei ricercatori?

Risposta: Noi dobbiamo aiutarli a vedere l’intero disegno. Stanno già pensando ai segnali di un mondo integrale, ma non possono riunire le osservazioni individuali in un sistema, in una metodologia unificata.

Inoltre, hanno paura di indagare più profondamente questo tema perché l’idea di un mondo integrale li conduce a confrontarsi con chi è al potere. I governi attuali continuano ad agire in maniera egoista e individualista, senza rendersi conto che così facendo danneggiano loro stessi. Ai politici manca una percezione integrale. In maniera diversa da loro, gli scienziati guardano la natura e parlano di quello che vedono. Chi l’ascolta è un’altra storia.

C’è un altro problema: per quanto siano meravigliose le parole dette da diversi esperti e specialisti, non importa quanto pontifichino sull’interconnessione e il bisogno di unirsi, non possiedono il metodo per implementarlo. I soldi e le forze armate non possono essere d’aiuto qui. Anche se tutte le persone del mondo dicono “Si, vogliamo essere un villaggio globale!”, che cosa accadrà dopo la dichiarazione unanime del loro desiderio? Niente, eccetto una guerra mondiale. Dopo aver sentito in maniera più acuta i legami che uniscono l’uno all’altro, scateneranno una guerra per separare questa connessione.

Gli scienziati non hanno la soluzione, loro non sanno come cambiare l’uomo. E allora perché piangere pensando a quanto sia dannoso l’egoismo se non si ha il rimedio? In passato i medici non informavano i pazienti terminali del loro stato. Non c’erano i mezzi per rallentare la progressione di una malattia e di conseguenza la persona era lasciata all’oscuro per evitarle più sofferenza. “Non mettete ostacoli davanti a una persona cieca”, dice la Torà. Perché rivelare la verità se sei incapace di aiutare la persona ad affrontarla?

Allora, senza rivelare la saggezza della Kabbalah, senza il messaggio della garanzia reciproca che procede da noi, l’umanità non ha una singola opportunità di correggere niente. È questo il nostro problema adesso: in quale maniera possiamo stabilire contatto con le persone e spiegare loro che è possibile correggere l’egoismo e di conseguenza correggere il mondo.

Stiamo precisamente parlando della correzione dell’uomo. Non aiuterà nient’altro. Molti capiscono già che il male è insito nella natura umana. Tuttavia, alzano le mani: “Un essere umano è egoista e non c’è niente da fare al riguardo”. Se non forniamo alle persone il metodo per la correzione dell’egoismo, se non spieghiamo che è raggiungibile, il mondo non ha un’opportunità. E allora, abbiamo lavorato con mezzo cuore.
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(Dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 30.03.2012, “Prefazione al Libro dello Zohar”)

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Il Ruolo di Israele e il Mondo
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La luce è quando c’è chiarezza dentro

Domanda: Come posso ottenere la luce della fede?

Risposta: Il nostro desiderio determina tutto, la luce non cambia. Tutti i cambiamenti avvengono solo all’interno della persona: quando  questa orienta il suo desiderio e, in relazione a questo, di quanta forza ha bisogno. Essa riceve in base a questo.

Siamo sempre sotto l’influenza della luce, ma è molto debole. Noi non corrispondiamo a questa luce, ma sentiamo la sua mancanza, ed è per questo che noi non ce ne accorgiamo.

La luce è una forza, che ci influenza sia per quanto riguarda la nostra somiglianza con essa che il contrario. Ecco perché la luce della festa di Pasqua ebraica è una grande luce, ma non si manifesta apertamente.

Pensiamo che la luce esiste quando c’è luce fuori. Ma non c’è nulla fuori, il mondo intero è dentro di noi. Ed ecco perché per luce si intende la luce della mente, la luce dei sentimenti, di apertura del nostro cuore e dei pensieri.

Un mondo vasto che sembra che ci circonda viene rivelato, ma in realtà, è nelle nostre sensazioni e nella nostra mente. E la luce è la forza della rivelazione nelle sensazioni o nei pensieri.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 02.04.2012, Shamati 59)

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Zohar per Tutti , Pasqua Shemot (Esodo), Pagina 3, Articolo “Contro tutti gli Dei di Egitto, mi farò giustizia”, Punto 317
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