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Siate in salute!

Dall’alto, un colpo è giunto in tutto il mondo in una volta sola, a tutta l’umanità. E questo è un chiaro segnale che siamo nell’ultima generazione e siamo arrivati ​​a un sistema globale.

Dall’alto non veniamo considerati come esseri separati, come singoli paesi, ma siamo percepiti come un unico organismo, che cerca di avanzare e ritornare alla forma dell’uomo, Adamo, cioè alla forma di un’anima.

Ma come è possibile riconoscere che il mio desiderio personale e il desiderio della società, di tutta l’umanità, sono ugualmente importanti e che ho il diritto di prendermi cura di me stesso solo nella misura in cui mi prendo cura dell’umanità? Questo è molto difficile perché colpisce il punto egoistico più doloroso.

Ma questo è esattamente il sistema integrale che si sta sviluppando nell’ultima generazione e siamo obbligati a raggiungerlo.

Se ogni cellula in un organismo perfetto pensa a tutto il corpo come a se stessa, è segno che il corpo è sano.

Il mondo spirituale si trova nello stesso posto del mondo materiale e con lo stesso desiderio di ricevere, che non scompare, ma viene solo integrato dall’intenzione che ne cambia l’uso. Una persona resta una persona; l’unica domanda è come usa il proprio desiderio – se a beneficio del suo vicino o esclusivamente per il proprio vantaggio.

Certo, continueremo a pensare a noi stessi, ma possiamo anche iniziare a pensare agli altri almeno un po’? Altrimenti, subiremo altri colpi, un virus dopo l’altro, che ci costringeranno a correggerci e gradualmente inizieremo a pensare integralmente e globalmente come un sistema interconnesso.

Ma sarà un percorso difficile di sofferenza. Un virus ha infettato il mondo intero e se non iniziamo a pensare l’uno all’altro, la pandemia non si fermerà, ma si espanderà.

Il prossimo virus sarà tale che non avrò bisogno di proteggermi indossando una mascherina e mantenendo le distanze, ma di proteggere gli altri. Se non penserò agli altri, mi sentirò male, infetterò qualcuno con il virus e quando lo stesso virus tornerà da me, starò male davvero.

E questo mi insegnerà a prendermi cura degli altri; mi preoccuperò solo di assicurarmi che tutti intorno a me siano sani e che nessuno venga infettato dal mio virus.

Se trasmetto questo virus a qualcuno e lo riprendo, sarà un vero colpo. È allora che inizieremo a pensare a come non trasmettere qualcosa di brutto al nostro vicino. Questi virus correggeranno le nostre intenzioni e ci insegneranno a non danneggiare gli altri. La natura ha, in serbo, molti modi per insegnarci.

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Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 4/05/2020, “Connettere il mondo nell’ultima generazione”

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Come dovrebbe essere strutturato il sistema sanitario mondiale?

Come dovrebbe essere strutturato il sistema sanitario mondiale? Tutte le persone si dovrebbero impegnare costantemente nella loro connessione, ad eccezione del tempo che sarà necessario per produrre prodotti di prima necessità, quali cibo, abbigliamento e costruzione nelle quantità richieste.

Questa è la prima legge da stabilire nel nostro mondo. E il resto del tempo, la maggior parte della giornata, sarà dedicato allo studio, alla divulgazione e all’unificazione; è per questo motivo che siamo nati e solo questo ci porterà al livello del mondo futuro. Questo lo dobbiamo fare durante la nostra permanenza in questo mondo.

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Dalla seconda parte della lezione quotidiana di Kabbalah, 26/04/2020, “La connessione del mondo nell’ultima generazione”

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Cerchiamo la cura contro il virus

Il Coronavirus ci sta facendo capire che tutte le nostre attività non sono realmente necessarie e che tutta la nostra vita non è stata orientata nella giusta direzione. L’educazione che abbiamo ricevuto e che stiamo passando ai nostri figli è sbagliata. Bisogna capire che il mondo deve esistere in un modo nuovo: sulla base dell’unificazione.

Possiamo raggiungerlo perché esiste il metodo della Kabbalah. La forza superiore ci manda intenzionalmente vari ostacoli in modo da abbandonare le nostre attività inverosimili e iniziare a costruire la vita in un modo nuovo in cui non c’è differenza tra questo mondo e quello spirituale e la differenza tra vita e morte scomparirà…cioè, non ci sarà la morte. La morte sarà solo per il desiderio di ricevere: è così che la percepiremo.

Sono certo che ci riusciremo. La cosa principale è progredire giorno dopo giorno con comprensione, consapevolezza, buona connessione tra noi e aumentando i desideri dell’umanità al Creatore. Anche se le loro richieste derivano dalla paura del Coronavirus, assorbiamo questi desideri, li innalziamo al Creatore e gli chiediamo la medicina.

Per me non importa quale medicina ci darà il Creatore, non gli dico quale medicina dovrebbe essere: contro il virus o contro il nostro egoismo. Scopriamo quindi che è la stessa cosa: non esiste altro parassita oltre al nostro egoismo. È solo che ora appare come un virus.

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Dalla terza parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 31/03/2020, “L’Arvut”

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Il percorso virale

Il Coronavirus mi mostra il mio egoismo: dove lo devo domare e dove utilizzarlo correttamente.

Ed usando correttamente le restrizioni che il virus mi impone e seguendo le direttive del Ministero della Salute e del Governo, io mostro al Creatore che sono disposto ed in grado di completare il Suo programma di trattamento e che tramite esso io voglio arrivare a stabilire nuove relazioni nella società. Così io avanzo in questa direzione.

Prova a fare così e vedrai come questo ti organizzerà da dentro, ti raddrizzerà e ti indirizzerà.

Non bisogna biasimare le persone per la pandemia e neppure i virus o i Governi o i dottori. E’ il Creatore che ci conduce attraverso tutte queste restrizioni verso quel percorso preciso che porta a Lui. Questo è ciò che sta accadendo ora.

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Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 18/03/2020, Lezione sul tema “Pesach (Pasqua)”

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Dov’è la salvezza dal Coronavirus?

Come usciamo dal nostro egoismo? Tiriamo fuori il nostro desiderio di godere e voler essere in connessione l’uno con l’altro.
Quindi, nessuno presta più attenzione a se stesso ma solo a cosa c’è tra noi. E tra noi c’è lo spazio spirituale. Che è fuori di me.

Io sono il mio egoismo, fuori da questo c’è la forza di amore e dazione, il Creatore, un posto chiamato il mondo superiore. C’è lo scopo delle nostre vite, l’obiettivo della creazione che dobbiamo raggiungere.

Ogni volta, nella misura in cui saliamo al di sopra del nostro egoismo, il nostro “io”, e facciamo un passo verso un amico, iniziamo a sentire il mondo spirituale, la forza superiore, una realtà fuori da noi, fuori dal nostro ego. Così, abbiamo l’opportunità di allontanarci dal Coronavirus. Il virus ci spinge fuori dal nostro egoismo, ci forza a uscire dal nostro “Io”.

Questo è il rimedio più efficace e appropriato. Uscire dall’egoismo è la soluzione a tutti i problemi; il virus ci è stato mandato per curare l’egoismo. Ci mostra la necessità di salire al di sopra del nostro egoismo, al di sopra del nostro “io” e connetterci con gli altri. Questo è il modo in cui scopriamo il giusto rimedio e correggiamo appropriatamente il nostro stato.

Io devo fuggire da me stesso, dall’egoista che c’è in me, verso lo spazio fra di noi, dove è il mondo spirituale, il Creatore. Ancora io non capisco cosa ci sia “tra di noi”. Questo è uno spazio di cui non sento l’esistenza, ancora. Ma noi dobbiamo sforzarci per la connessione, poi sentiremo che su questo ponte tra il mio egoismo e il tuo c’è il mondo superiore, un’altra dimensione, che è un livello al di sopra del nostro.

Qui troviamo la terra di Israele (“terra” significa desiderio e “Israele” significa dritto al Creatore, Yashar-Kel), qui possiamo anelare al Creatore ed essere capaci di sentirLo, perché è qui che Lui esiste. Qui c’è il mondo futuro, la nostra vita spirituale eterna – tutto è solo lì, nella connessione fra noi.

Pertanto, amare gli amici come te stesso è la legge principale di tutte le correzioni tra le quali risiede il Creatore.

La connessione con gli amici diventa più importante per me di quanto non lo sia io stesso. Più è importante il mio amico, più grande è il mio avanzamento e sono ulteriormente rimosso da questo mondo fino a che il mondo spirituale diventa più importante per me, cioè, amore e dazione agli amici, la nostra connessione diventa più importante di me stesso.

Significa che rompo le barriere fra l’Egitto e Israele, attraverso il Mar Rosso (l’ultimo mare), il confine finale dal quale non c’è ritorno. Dopotutto, prima di questo, c’è sempre il rischio di tornare in Egitto.

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Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 01/04/2020, Lezione sul tema “Pesach (Pasqua)”

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Non saremo più gli stessi

In questo momento difficile della pandemia di Coronavirus, le donne possono svolgere un lavoro molto più grande rispetto agli uomini perché hanno più connessione con la vita, così come un forte senso della vita in relazione alla propria famiglia e ai propri figli.

Dopo questa epidemia, le persone non saranno più le stesse. Ci vorranno diversi mesi e tutti si abitueranno a questo nuovo stato. Inizieremo a percepire il mondo in un modo nuovo; sentiremo che è sotto il controllo della forza superiore.

Ora tutti si pongono le stesse domande: da dove arriva questo problema? Perché si è presentato ? Cosa succederà dopo? Improvvisamente abbiamo perso la nostra forza di perseguire i diversi piaceri di questo mondo, la cosa principale è sopravvivere e vivere in pace in questo mondo, sia noi che i nostri figli.

Questa è una fase molto importante dell’educazione dell’umanità. Il virus ci educherà in modo che non saremo più le stesse persone. Immaginate che tra quattro, cinque o sei mesi vedremo l’epidemia placarsi e il Coronavirus smetterà di circolare tra di noi, allora saremo già diversi.

Nel frattempo, dobbiamo solo sostenerci a vicenda e continuare a spiegare che questo colpo proviene dalla natura perché violiamo le sue leggi e violiamo la sua integrità e globalità.

Distruggiamo la natura e, di conseguenza, involontariamente tiriamo fuori da essa tutti questi virus e li costringiamo a manifestarsi. Se continuiamo a trattare la natura in questo modo, ci saranno molti più virus nuovi, molto più terribili del Coronavirus. Pertanto, non c’è scelta, dobbiamo cambiare le relazioni tra di noi e il nostro atteggiamento nei confronti della natura, e quindi tutto andrà a posto.

Prima di tutto, dobbiamo capire che il Coronavirus è una conseguenza dello squilibrio nella natura creato dall’uomo. Questo squilibrio deriva dalla mancanza di connessioni amichevoli tra le persone.

Dobbiamo esistere in un sistema integrale, ma invece facciamo il contrario e ci stiamo allontanando sempre più l’uno dall’altro. L’egoismo cresce continuamente e ci mette sempre più l’uno contro l’altro. Se non fermiamo il processo di separazione globale, provocheremo la comparsa di virus ancora più dannosi.

Tutti concordano sul fatto che sia necessaria la connessione tra le persone, ma non credono che sia possibile realizzarla e la considerano un bellissimo sogno. Tuttavia, il fatto è che non siamo tenuti a raggiungere la connessione, dobbiamo solo volerci arrivare.

Desiderando ardentemente la connessione, stiamo già investendo i nostri sforzi nella natura e, di conseguenza, la nostra natura verrà corretta e migliorata. Quindi tutti i tipi di parassiti, compresi i virus, smetteranno di prendere vita nel mondo.
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Dalla lezione di Kabbalah per le donne, 04/04/2020

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Previsioni sull’epidemia di Coronavirus

Quali previsioni possono essere fatte in merito allo sviluppo dell’epidemia di Coronavirus, si diffonderà ulteriormente in tutto il mondo o potrà essere fermata? Esistono ormai diversi livelli di protezione.

Innanzitutto, dipende dalla diffusione della scienza della Kabbalah, dal fatto che le persone almeno sentiranno parlare dell’equilibrio e dell’armonia del mondo, delle connessioni positive nella società umana a cui la natura ci obbliga e che la nostra discrepanza con le leggi della natura dà origine a tutti questi virus. Questo deve essere spiegato e diffuso attraverso tutti i social network. Tutto è nelle nostre mani. Non aver paura di essere troppo piccolo per farlo da solo, pensando che nulla dipenda da te. È nostra responsabilità svolgere il nostro lavoro, spiegare che la natura ci guida verso il nostro obiettivo e che dobbiamo iniziare ad agire di conseguenza. Non possiamo liberarci del Coronavirus: se non questo virus, ne compariranno altri. L’era della fine della correzione è un tempo di colpi intensi.

La Kabbalah ci insegna che la cura migliore per il virus è l’unità tra le persone. Ma l’umanità ha trovato un rimedio diverso e opposto contro l’epidemia: l’isolamento, per non infettarsi a vicenda. Sembra che ci sia una contraddizione, ma in realtà non c’è: in tali condizioni l’unificazione è espressa tramite l’isolamento.

Prendersi cura degli altri in una tale epidemia si esprime nella separazione, nell’isolamento. Il mio amore per il mio prossimo si manifesta in quanto fisicamente sono lontano dagli altri. Per questo motivo, mi avvicino a loro internamente, mentalmente; dopo tutto, mi prendo cura di loro e quindi mi allontano fisicamente. La mia azione di alienazione è in realtà una connessione.
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Dalla seconda parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 05/03/2020, Gli Scritti di Baal HaSulam, “La Pace”

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Coronavirus: un’occasione per unirci attorno ad un problema

Dobbiamo sempre ricordare che tutto ciò che ci accade ci viene inviato dal Creatore e lavora per il nostro bene. Ma negli eventi recenti con il Coronavirus, l’azione della mano del Creatore è particolarmente pronunciata. La connessione con il Creatore è possibile solo a condizione che le creazioni Gli chiedano qualcosa o Lo ringrazino per quello che ha fatto per loro, una delle due cose: o richiesta o gratitudine. Altrimenti, non ci sarà alcuna connessione della creazione con un potere superiore. Riceviamo solo l’illuminazione minima, che ci dà l’opportunità di esistere in uno stato di attesa. Ma un tale stato non è desiderabile né per le creature né per il Creatore.

Pertanto, dobbiamo capire che risvegliandoci con l’aiuto del Coronavirus, il Creatore ci aiuta a organizzarci e a rivolgerci a Lui. Ora tutta l’umanità si sta rivolgendo al Creatore consciamente o inconsciamente.

Ecco come si rafforza la connessione tra il desiderio della creazione di ricevere e il desiderio del Creatore di dare. Siamo tenuti a massimizzare questa connessione, espanderla, approfondirla e, soprattutto, a farlo insieme, trasformando la connessione in una preghiera comune. Tale preghiera rompe tutte le barriere e apre la connessione corretta e vera con il Creatore.

Riveliamo la connessione che esisteva già prima, ma non si sentiva, come un bambino che riposa tra le braccia di sua madre e non ne è consapevole. Questa è una connessione naturale inconscia. Ma quando il bambino cresce, inizia a rafforzare questa connessione, rendendosi conto che può essere interrotta. Ecco come cresce un bambino.

Tutto il nostro sviluppo e la nostra ascesa lungo il percorso spirituale, il riavvicinamento reciproco, risiedono nel fatto che ci stiamo organizzando sempre più per la preghiera, l’appello e la gratitudine verso il Creatore. In questo modo rafforziamo la nostra connessione, che diventa la cosa più importante per noi.

Tutta la mia vita è determinata solo dal grado della mia connessione con il Creatore, più o meno, da quanto fortemente mi aggrappo a Lui. Continuo a girare intorno a questo parametro come il più prezioso della mia vita.

I kabbalisti di tutte le generazioni hanno affermato che ogni cosa viene raggiunta solo dal potere della preghiera e sarebbe positivo se una persona pregasse tutto il giorno. Dopotutto, hanno rivelato quanto sia importante che ci rivolgiamo al Creatore consapevolmente, con comprensione dalla nostra connessione. Tutte le nostre azioni devono essere ponderate rispetto alla misura in cui ciò ci aiuta a rivolgerci al Creatore. Questa è l’unica conseguenza del nostro lavoro.

Ci sono solo due forze: il Creatore e le creazioni. Le creazioni dovrebbero sempre rivolgersi al Creatore, con tutte le loro forze, rivolgersi a Lui, chiedere e ringraziare. Ora il Creatore sta risvegliando il Coronavirus, inviando pensieri ai governanti del mondo e a noi il desiderio di rinchiuderci, fermarci, farci sedere tranquillamente a casa, in modo che possiamo concentrarci sempre di più sul nostro appello al Creatore.

Questo appello è il punto più centrale della creazione, che dobbiamo espandere sempre di più, fino a quando tutta la realtà, tutti i mondi, si inseriranno in questo punto per elevare una sola supplica come una sola persona ad un solo Creatore. Solo allora potremo dire che avremo raggiunto la connessione e l’adesione tra di noi. La cosa principale che il Creatore si aspetta è il nostro appello unito. Se un miliardo di persone invoca individualmente il Creatore, o se questo miliardo si unisce e fa un unico appello al Creatore, allora la differenza tra questi due appelli è come questo mondo e il futuro mondo della correzione finale. La cosa principale è la preghiera comune.

Pertanto, ci viene data un’occasione dall’alto per unirci attorno a un problema al fine di rivolgerci al Creatore tramite esso. Questo ci consente già di connetterci tra di noi e con il Creatore grazie al risveglio dall’alto. Sebbene questa connessione non sia nata a spese delle creazioni stesse, è anche una presa di coscienza ed è inclusa nella correzione generale.
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Dalla seconda parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 29/03/2020, Gli Scritti di Rabash

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Cosa ci insegna il Coronavirus

L’umanità ha fatto molta strada nel proprio sviluppo e ha raggiunto il punto in cui inizia a sembrare un unico organismo. Dobbiamo ringraziare il Coronavirus per aver portato il mondo intero a tale unità. Se questa epidemia andrà avanti, allora l’umanità scoprirà che apparteniamo davvero a un unico sistema e siamo tutti dipendenti l’uno dall’altro.

Finora, questa dipendenza si esprimeva di fatto nella paura dell’infezione, mi isolo dagli altri e mi disconnetto dall’influenza negativa.

Quindi iniziamo a rivelare la dipendenza positiva. Se ci connettiamo correttamente, inizieremo a produrre dei virus positivi.

In questo momento la natura ci sta svelando i virus dannosi come rivelazione del male. Allora dobbiamo continuare questo processo verso la realizzazione del bene, pertanto scopriremo che unendoci gli uni con gli altri, potremo raggiungere un enorme successo.

La soluzione principale non si trova nella sospensione dei voli aerei o nel rilancio di un’economia paralizzata, ma nella connessione fra le persone. Il virus inizierà a scomparire quando ci sarà almeno un leggero spostamento verso l’unificazione, e poi vedremo che non vorremo più interrompere i legami con gli altri perché vorremo connetterci. E vorremo metterci in contatto per non vagare di nuovo da una parte all’altra del mondo, ma vorremo connetterci con le persone.

La connessione precedente era scadente, ma ora costruiremo una buona connessione. È questa la medicina che vogliamo usare in questa condizione critica: ripristinare la nostra connessione, ma ad un livello completamente diverso, essendo gentili invece che sfruttarci a vicenda. In virtù della nostra connessione, sconfiggeremo qualsiasi male, qualsiasi virus e arriveremo ad una buona vita.

La natura ci condurrà comunque a questo obiettivo, e se noi stessi siamo disposti a muoverci verso di esso, non dovremo essere infettati da altri virus lungo il percorso. Tutto dipende dalla nostra necessità di correzione delle relazioni tra le persone. Questa conoscenza dovrebbe essere diffusa in tutto il mondo in tutte le forme: nei pensieri, nelle conversazioni e nelle azioni. E allora il potere superiore, la natura, farà il suo lavoro. Un potere superiore unisce tutte le parti della creazione insieme. E noi vogliamo correggere il livello umano in cui si è verificata la frammentazione, riportarlo alla sua unità in modo da poterlo vedere nella sua vera forma non distorta dalla nostra visione egoistica. Correggendo noi stessi, correggiamo la realtà.

Il Coronavirus ci rivela la nostra dipendenza negativa l’uno dall’altro. Innanzitutto, scopriamo che non siamo in grado di sopravvivere senza lavorare insieme, senza essere utili l’uno all’altro. Dovrebbe essere chiaro a tutti che ognuno di noi è sostenuto da tutto il mondo. Ma tutto ciò può essere portato avanti solo a condizione che la nostra connessione diventi positiva. Una connessione negativa distrugge l’umanità e noi non possiamo continuare a esistere in questa forma. Il mondo cadrà in uno stato tale che le persone non avranno nulla da mangiare o aria da respirare.

Immagina come diventerà bella la vita quando l’umanità sarà unita, come tutte le altre parti della natura, inanimata, vegetale e animata, in un sistema integrale in cui ognuno include tutte le altre parti in se stesso. Dove possiamo ottenere una forza che ci unirà in un unico organismo, in grado di “cucirci” e “incollarci” in un unico sistema? È ovvio che in un sistema così perfetto tutti si sentiranno bene. Naturalmente, se fosse chiaro a tutti noi che uno sguardo gentile verso un’altra persona ci guarirà immediatamente dal Coronavirus, tutti sulla terra diventerebbero all’istante dei giusti.

Ma non è solo questo che il potere superiore ci chiede. Le persone hanno bisogno di rendersi conto che dovrebbero lottare per la dazione, non per il guadagno egoistico, pensare agli altri, non a se stesse. E quando grazie a questo, tutti si sentiranno bene, nessuno si ammalerà più.

Nel frattempo, mentre l’epidemia continua, noi abbiamo qualcosa da imparare da essa …
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Dalla terza parte della lezione quotidiana di Kabbalah dell’11/03/2020, Baal HaSulam, “La pace”.

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Legati strettamente alla fonte

La saggezza della Kabbalah differisce da tutte le altre scienze per il fatto che questa conoscenza e questa realizzazione sono trasmesse di generazione in generazione, da kabbalista a kabbalista, dalla catena continua che è partita da Adam HaRishon. Adamo è chiamato il primo uomo perché è stato il primo a ricevere la rivelazione del Creatore. Dopo di lui, questa conoscenza è passata attraverso tutte le generazioni: venti generazioni da Adamo ad Abrahamo e da Abrahamo in poi. In ciascuna di queste fasi: Adam HaRishon, Noè, Abrahamo e così via, questa saggezza è stata tramandata e sviluppata.

La Kabbalah è speciale perché lo studente non riceve conoscenza ma una connessione con la fonte. Lo studente deve connettersi all’insegnante e ricevere tutto attraverso di lui. Non ha altro modo perché l’insegnante è davanti a lui nella catena che si collega alla fonte di questa saggezza che si estende da Adam HaRishon e oltre, al mondo dell’infinito.

Il trasferimento delle conoscenze kabbalistiche dipende dalla connessione tra lo studente e l’insegnante. Il mezzo di trasporto principale e più elevato è “da bocca a bocca” (“Peh el Peh“), cioè attraverso gli schermi reciproci che lavorano fra loro. Tuttavia, dovrebbe esserci almeno il passaggio “dalla bocca all’orecchio” (“Peh el Awzen“) – la prima fase dell’allenamento.

“Kabbalah” significa ricezione della luce che riforma e quindi della luce interiore. L’apertura del percorso per la luce è possibile solo attraverso uno schermo reciproco, attraverso gli sforzi reciproci dello studente e dell’insegnante. Tuttavia, studiando questa saggezza da solo, uno studente può ricevere solo conoscenze astratte. Comunque, se parliamo della vera saggezza della Kabbalah, cioè della trasmissione della saggezza spirituale, allora è possibile solo attraverso il trasferimento da insegnante a studente o gruppi di studenti. Qui è necessario formare un vaso speciale (Kli), uno strumento per ricevere il messaggio spirituale passato da una fonte superiore a una inferiore.

Ciò non significa che uno studente debba trovarsi più in basso rispetto all’insegnante nella sua realizzazione spirituale. Un esempio di questo è l’Ari, che si è elevato al di sopra di tutti i kabbalisti che lo hanno preceduto. Non è necessario che ogni elemento successivo in questa catena sia inferiore ai precedenti. Questo si riferisce solo alla trasmissione di questa conoscenza, ma la sua rivelazione in ogni kabbalista corrisponde alla radice della propria anima e agli sforzi che ha compiuto.

Questo filo conduttore della trasmissione della saggezza della Kabbalah si estende da Adam HaRishon attraverso altri kabbalisti, e tutti coloro che vogliono diventare kabbalisti, cioè ricevere la realizzazione, devono connettersi con l’insegnante. Non si può valutare quanto sia alta la realizzazione dell’insegnante, e non importa. Se questo filo è sceso in modo tale e gli è stato rivelato, lo studente deve legarsi il più strettamente possibile alla fonte, all’insegnante e provare a ricevere la saggezza della Kabbalah da questa fonte.

La cosa più importante nella Kabbalah è: da chi hai imparato? Questa è la prima domanda: chi è il tuo insegnante? La principale preoccupazione dello studente è di chiarire se sta imparando ciò che gli viene insegnato. Cioè, deve essere il più vicino possibile al messaggio che l’insegnante vuole trasmettere a lui per connettersi con l’insegnante e attraverso di lui a tutta la catena che si estende fino ad Adam HaRishon.1

Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 20/11/2019, Fede nel Rav

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