Pubblicato nella 'Lezione quotidiana di Kabbalah' Categoria

Un’unica Luce, molte diverse espressioni

L’1% dell’umanità che vuole scoprire il Creatore è costretta a stabilire una connessione con Lui e con tutto il resto degli uomini. Questa è la ragione per cui ci è stato dato questo desiderio. Infatti, lo scopo della creazione è nascosto nel 99% dell’umanità, mentre l’1% è chiamato a comportarsi secondo la diretta volontà del Creatore. Dunque, il nostro unico compito è di servire il 99%.

Domanda: Il loro scopo, quello del 99%, è di avere una buona vita nel mondo fisico usando il metodo del sostegno reciproco e della connessione reciproca, mentre il nostro scopo è il Creatore. Come si possono mettere d’accordo queste due posizioni? Questi due scopi, quello materiale e quello spirituale, come si uniranno alla fine?

Risposta: Per te si tratta di uno scopo spirituale perché tu devi richiamare la Luce e scoprire il Creatore in modo d’avere qualcosa da passare agli altri. Ad ogni modo, tu stai già passando la Luce nella forma che è giusta per loro.

Noi riceviamo la Luce superiore nella forma della nostra Luce che Ritorna, mentre le masse ricevono da noi la forza, la guida, e le soluzioni sotto forma del metodo del sostegno reciproco e della reciproca connessione. Sebbene il loro scopo sia materiale, la Luce che opera dall’interno passa a loro attraverso di noi e allora essi percepiscono i cambiamenti nei loro pensieri e nei loro sentimenti.

Sotto l’influenza della Luce, noi sentiamo che qualcosa è cambiato internamente mentre gli altri non lo percepiscono, sebbene anche loro stiano cambiando con il tempo. Ora, gli uomini stanno cercando un modo per progredire e questa esigenza ha origine da qualche forza interiore. Essa li cambierà, e allora, improvvisamente, essi incominceranno a vedere il mondo in modo diverso e a giudicare ciò che sta succedendo a loro stessi in modo diverso. Questa è la conseguenza dell’influenza della Luce che Corregge.

E’ la Luce e non noi che lo realizza internamente, mentre noi dobbiamo solamente creare la connessione tra il Creatore ed ogni altro uomo. Questa infusione dovrebbe attraversare tutta la creazione seguendo il filo di Einf Sof (l’infinito) che passa da Ein Sof fino al più piccolo ed infimo dei livelli. Infine, se la conoscenza dell’unione arriverà agli uomini da noi, ci porterà necessariamente alla vita, e le cose inizieranno a migliorare.
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(Dalla 4.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 01.06.2012 “L’Essenza della Saggezza della Kabbalah“)

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Di fronte a un muro di Ego

Domanda: Non capisco qual’è il punto in cui posso essere colpito se io sono totalmente assorbito nel mio ego.

Risposta: Non posso spiegare ancora, ma si può già sentire che sta accadendo: una sorta di passaggio si apre, il quale non riusciamo ad identificare nei nostri sensi corporei. C’è una sorta di nascondiglio qui in cui possiamo entrare.

C’è un muro prima che improvvisamente si apre e si può attraversare. Si chiama apertura ed una porta nella spiritualità. Quando succede? Quando non si vuole identificare un muro prima di voi, si decide che non è un muro e che si sta per entrare attraverso di essa! Poi si entra effettivamente se si vuole annullare il vostro ego, che si frappone tra voi e il Creatore. Questo significa che si accettano le condizioni della garanzia reciproca.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 31.12.2013, Preparazione al Congresso)

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Il problema è solamente dentro di Noi

Il desiderio di ricevere non scompare; non nasce, non si sviluppa, e non cambia; rimane solamente nascosto o si rivela nella misura in cui può essere usato. L’occultamento del desiderio e la sua rivelazione avvengono in base ai gradini della scala spirituale.

L’intero sistema è già organizzato e costruito dall’alto in basso: quando i livelli scendono verso il basso, essi nascondono in sé un’altra parte del desiderio di ricevere. Il suo uso è a noi nascosto, poiché non possiamo usarlo nel modo corretto.

Per impedire agli esseri umani dal fare errori quando ascendono dal basso verso l’alto, i desideri vengono gradualmente rivelati a loro, ma soltanto la parte del desiderio con la quale possono lavorare correttamente.

L’intera scala spirituale è un segno dell’ampiezza di quanto del nostro desiderio può esserci rivelato in modo da poterlo usare, in modo che saremo in grado di superarlo e correggerlo, e non perderemo la testa, volendolo colmare ad ogni costo.

Se ci venisse rivelato immediatamente un desiderio forte, penseremmo solamente al suo appagamento egoistico. Se ci venisse data una posizione molto importante, per esempio, se fossimo responsabili di tutte le stazioni radio e di tutti i canali televisivi, allora non parteciperemmo più alle lezioni. Diremmo che avevamo delle cose più importanti da fare, che dovevamo prenderci cura del mondo.

Perciò, non ci viene data questa posizione ma qualcosa di più semplice. Tutto dipende da quanto ci possiamo veramente preoccupare e prendere cura del mondo e, naturalmente, in base a cosa va bene per il mondo e se è arrivato il suo momento. Se potessimo avanzare di più da soli, potremmo dare al mondo di più poiché è pronto per questo. E’ già aperto, disponibile. Potremmo donargli di più ed avvicinarlo a noi ed insieme potremmo elevarci ad un livello più alto.

Il mondo è il livello più basso, e noi siamo il livello intermedio, e sopra di noi c’è un livello ancora più elevato, il Creatore. Dobbiamo risvegliare il mondo in modo che il mondo ci risveglierà. Ciò significa che dobbiamo donare al mondo e diffondere il messaggio ovunque sia possibile. Allora il mondo incomincerà a risvegliarci, e noi saremo in grado di elevarci verso il livello superiore e compiere le azioni spirituali per il mondo.

Tutto è già al suo posto, ed è chiamato cerchio interno e cerchio esterno, e poi c’è un altro cerchio ancora più esterno. Il problema è solamente dentro di noi.
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(Dalla 3.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 10.01.2013, Lo Studio delle Dieci Sefirot)

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Che cosa fai quando il Creatore è ovunque?

Domanda: Da un lato, è scritto: “Non esiste nessuno tranne Lui“, ma, dall’altro, una persona si chiede: “Se non c’è nessun altro oltre il Creatore, se tutto dipende da Lui, allora cosa posso fare?”

Risposta: “Non esiste nessuno tranne Lui” significa che tutto proviene dal Creatore affinché io possa rivelarLo per davvero e stare con Lui in aderenza. Lui mi lascia spazio per poter compiere il mio lavoro, Lui non mi blocca da nessun punto di vista, ma piuttosto mi da’ l’opportunità di diventare come Lui.

Ma in ogni altro riguardo, è vero che “non esiste nessuno tranne Lui.” Non dovrei pensare che ci sia qualcun altro vicino a me. Vedendo la moltitudine di fattori che mi influenzano, devo capire che in sostanza, tutti questi fattori sono solo Lui.

A volte sento provenire da Lui delle positività, talvolta delle negatività, inoltre, i vantaggi e gli svantaggi possono assumere varie forme. Ma alla fine mi dico: “No, Lui è sempre una grande positività, e mi influenza solo attraverso vantaggi di vario genere. Nel frattempo, a volte li percepiscono come vantaggi e a volte come aspetti negativi. Così, devo cambiare me stesso affinché tutto possa diventare per me un vantaggio. “Allora, Io e Lui saremo uguali, e questo stato si chiamerà adesione.

(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 07.02.2013, “Discorso per il completamento dello Zohar”)

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La dispersione è un bene per coloro che sono malvagi ed il congresso è un bene per coloro che sono giusti

Gli Scritti del Maggid di Koznitz, “Il Lavoro di Israele”: I saggi dicono:“La dispersione è un bene per coloro che sono malvagi ed il congresso è un bene per coloro che sono giusti”. Questo per via del fatto che un uomo malvagio si separa dal Creatore, Pensa di poter gestirsi da solo grazie al suo proprio desiderio e quindi dice: “Comanderò io”, il che è la sorgente della frantumazione.

E quindi ciascun malvagio sente “Comanderò io” e così sono nel mondo della separazione e non possono collegarsi come un cerchio perché non possono sedere assieme, e quindi l’essere dispersi va bene per loro. Comunque anche se i giusti lavorano per il creatore secondo il loro proprio stile, hanno sempre un obbiettivo per una cosa in comune: Il loro Padre nei Cieli, e si riuniscono e radunano come fossero un solo uomo ed un solo cuore.

Quando ciascuno abbassa se stesso ed esalta il lavoro del Creatore, questo conferisce potere alla mente per lavorare per Lui così non si sente superiore al suo amico, e nel mondo della verità sono uniti l’uno all’altro.

Una persona deve convincersi il più velocemente possibile e non perdere tempo sino a che finalmente ascolta e crede che il mondo spirituale non è al di là di qualche galassia molto distante o in una dimensione lontana. Egli è invero in un’altra dimensione, ma questa è nel suo cuore e nei pensieri del suo cuore. Ogni cosa giace nel cuore dell’uomo, nei suoi desideri: “il cuore capisce,” il cuore pensa.

Solo controllando il desiderio è possibile raggiungere la dimensione superiore in cui abita colui che è superiore, dove è Colui che dona a quello inferiore, quello che riceve nei suoi pensieri, desideri ed intenzioni.

Uno può avere dei pensieri che sono volti all’unità ed agire per conto dell’unità solo attraverso l’annullamento di se stesso e attraverso la sottomissione; ovvero, il pensiero dei giusti si può unire visto che sono tutti volti alla stessa singola sorgente, verso la loro unificazione con il Creatore. I pensieri dei malvagi, comunque, sono ciascuno per il proprio tornaconto e così sono separati e non possono raggiungere nulla.

Quindi dovremmo scoprire il più velocemente possibile in un modo vero e decisivo che il primo livello spirituale consiste nell’auto annullamento, nella connessione con gli altri in ogni modo possibile. Non dovremmo aver paura che questo sia troppo schietto e che qualcuno possa spaventarsi e correre via. Il Creatore ci fornisce un esempio mostrandoci che l’intero mondo è in una crisi terribile che trafigge con la disperazione ed il senso di impotenza i cuori delle persone.

Quindi come risultato dei nostri sforzi di connetterci egoisticamente e di trovare la spiritualità dove in realtà non c’è, dobbiamo trovare questa impotenza. E quindi, da quest’impotenza, come è scritto “ed i bambini di Israele sospirano struggendosi per il lavoro” saremo forzati a rivolgerci alla forza superiore e chiedere che Egli ci salvi.

Il più velocemente e correttamente scopriamo il fatto di non aver il potere di raggiungere l’auto-annullamento, più velocemente saremo capaci di raggiungere la verità. Questo è possibile solo attraverso la connessione, l’unità e lo sforzo verso la singola sorgente.
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(Dalla preparazione alla Lezione quotidiana di Kabbalah  del 22.04.2013)

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Allargare gli orizzonti della dazione

L’occultamento del volto diventa il Kli per scoprire il Creatore. Senza questo periodo di preparazione l’uomo non avrebbe nulla con cui percepire questa scoperta. E’ impossibile scoprire il Creatore solo perché lo volete adesso. Come si fa ad avere un desiderio se non si passa attraverso le fasi della ricerca, della chiarificazione, della pressione, e della disperazione mentre si tenta di scoprire il Creatore? Nel senso di scoprire le caratteristiche della dazione e dell’amore, che si vogliono acquisire ma che non si riesce.

E’ impossibile senza una ricerca come questa, e la cosa principale è che bisogna essere in un ambiente che vi indirizzi sempre verso l’obbiettivo. E anche se non vi state ancora connettendo al giusto obbiettivo non lo vedete, e siete confusi, tuttavia lo cercate costantemente ed incessantemente. E quindi la modalità inizia a stabilizzarsi sempre di più; è stabilizzata in molti modi e in molti percorsi e contratta sempre di più in un solo modo e percorso. In conclusione, lo scopo inizia ad essere più chiaro, inizia a rivelare che è imperativo. In questo modo, si raggiunge uno stato in cui c’è un obbiettivo davanti a voi; c’è una missione chiara. L’obbiettivo superiore diventa più chiaro, e così il vostro obbiettivo.State già lavorando in base ad un accordo per avvicinarvi, per scoprirlo e realizzarlo.

E’ impossibile farcela senza questa fase perché specialmente in essa mettiamo insieme il Kli per percepire il Creatore, il Kli per percepire la spiritualità. Ci sono 125 gradi in questa strada ed ogni grado comprende molte modalità, stati, ascese e discese, infinite integrazioni delle Sefirot l’una nell’altra.

Adesso non percepiamo i cambiamenti che avvengono in noi in questa misura anche se, insieme a questo, stiamo attraversando una moltitudine di stati. Come un bambino piccolino che gioca e corre dietro ai suoi genitori, non vede e non percepisce l’esistenza di un grande mondo intorno a lui con una moltitudine di attività e di eventi dove qualcosa succede sempre. Egli vive nel suo piccolo mondo.

Quindi, noi ci troviamo in un qualche genere di Klipa che ci nasconde la vera realtà. Ma, quando mettiamo insieme un po’ di esperienza, nel senso che impariamo a fare le azioni che sono sempre più dirette verso l’obbiettivo, secondo le possibilità che sono richiamate per noi da una supervisione superiore, allora allargheremo sempre di più i nostri orizzonti, cioè allargheremo il nostro Kli che assorbe, e allora inizieremo a percepire un mondo più ampio con tutti i sistemi che ci sono in esso.

Questo è il modo in cui avviene la maturazione nella vita materiale, ed è esattamente lo stesso nella vita spirituale. Solo nella vita spirituale, l’allargamento dipende dalla nostra capacità e prontezza a tollerare la dazione, Lishma, cioè, la capacità ad agire non per il nostro interesse, ma per l’interesse di tutti. Ed in seguito, da questo “per il bene di tutti” passiamo al “per il bene del Creatore”, come è detto: “Dall’amore per la creazione all’amore per il Creatore.” In questo modo passiamo attraverso le fasi dello sviluppo.
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(Dalla Preparazione alla Lezione quotidiana di Kabbalah del 12.05.2013)

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Giustificando il principio dell’approccio scientifico

Domanda: Com’è la richiesta di giustificare tutto ciò che succede riguardo all’approccio scientifico abituale della Kabbalah?

Risposta: Si riferisce a come dobbiamo vedere giustamente la realtà. Questo è ciò che ci viene insegnato. Uno scienziato potrebbe provare a cambiare i suoi attrezzi: i prodotti chimici, se si tratta di un esperimento di chimica, o microscopi o telescopi, ma in questo caso gli è detto che se vuole arrivare alla causa iniziale del fenomeno, lui può farlo soltanto tramite un’equivalenza di forma.

Questo modo è l’ unico per cominciare a lavorare con le due forze della natura: la forza di ricezione e la forza di dazione, l’universale più e meno. Queste due forze sono la base di tutta la creazione. E’ possibile scoprirle soltanto tramite l’equivalenza e l’equilibrio tra le due, il quale si raggiunge attraverso l’equivalenza graduale fra loro.

Scopriremo che queste due forze si incontrano e si contraddicono l’una l’altra dentro di noi. Qualsiasi cosa sentiamo ora, la nostra esistenza e l’esistenza del mondo intero, è il risultato di queste due forze che si uniscono e non possono raggiungere uno stato di equilibrio fra loro. Però questo squilibrio è rivelato in una gamma che possiamo scoprire. Se ora possiamo bilanciare queste due forze, diventiamo la linea di mezzo che le attraversa e le include dentro di noi. Poi possiamo vedere lo stato vero.

Tramite questa corretta connessione e l’integrazione fra le due, portandole all’equivalenza della forma, che serve da adattatore nel mezzo, noi stabiliamo il punto della nostra esistenza nella quale la realtà si apre a questo punto davanti a noi, a questo livello, su questa scala, nella linea mediana. Così scopriamo l’immagine della realtà vera. Questa è chiamata la saggezza della Kabbalah: l’equilibrio sulla linea di mezzo in ogni punto della nostra esistenza.

Questo tipo di scienziato si chiama Kabbalista. Colui che raggiunge l’equilibrio delle forze e che le controlla, verificandole e studiandole e lavorando con loro tramite la sua ricerca, il suo sforzo, il suo lavoro con gli strumenti più interni, con i suoi desideri, non con equipaggiamenti esterni, ma con i suoi vasi interiori.

Si scopre che non ha bisogno della fisica, della chimica, o di tutte le altre scienze esterne, poiché cambia la natura dalla sua base. Non ha bisogno di tutti i metodi superficiali allo scopo di gestire la sua vita e controllare qualche fenomeno. Questo è così goffo ed inutile rispetto al suo stato attuale.

Giustificare ogni stato significa raggiungere la radice della creazione in ogni stato, su ogni livello. Quando queste due forze sono in equilibrio, vedo come la forza di dazione si veste della forza di ricezione secondo la legge di equivalenza di forma fra loro. Poi vedo che succede nella forza di dazione, nell’ essere creato come egli si identifica ed è aderito alla forza superiore di dazione, al Creatore. Poi giustifico la creazione, come l’essere creato raggiunge il livello del Creatore, che significa lo stato di assoluta bontà e benevolenza.

Intanto, finché non ho raggiunto una correzione nella quale sento e scopro il Creatore come il buono e benevolente, i miei stati sono chiamati gli stati di lavoro. Devo anche giustificarli, significa provare e raggiungere la giustificazione. Non posso dire che il Creatore è buono e benevolo e allo stesso momento gridare di dolore. E soltanto “dalle Tue azioni Ti riconosceremo.” Non capisco qual è il buono e il benevolo se non l’ho raggiunto. Il buono e benevolo è diverso in ogni stato.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah  del 19.12.2013, Shamati #15 “Che cos’è Altre Dèi nel Lavoro”)

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