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Giudica te stesso

Domanda: La saggezza della Kabbalah dice che non esiste il peccato, ma che si tratta di esperienza. Ma poi parliamo sempre di redenzione e del perdono dei peccati prima di Yom Kippur. Se il peccato è una mancanza di fede nel Creatore, allora perché la saggezza della Kabbalah non è anche una religione oltre che una scienza?

Risposta: La saggezza della Kabbalah non dice nulla a riguardo di una persona che perdona se stessa.

Il perdono dei peccati durante Yom Kippur è legato alla persona stessa. Una persona deve giudicare se stessa per non essere abbastanza gentile con gli altri, per non avere lavorato abbastanza per connettere le persone.

Questo riassume il giudizio di una persona su se stessa; nessuno la giudica. Non c’è nessuno davanti al quale dover rendere conto. Una persona giudica se stessa e si comporta di conseguenza.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 25/09/16

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Perché ognuno di noi è unico?

Dalla Torah, (Deuteronomio 15:11): “Poiché qualche povero non mancherà mai in mezzo al paese. Per questo ti comando, dicendo: ‘Devi aprire generosamente la tua mano al tuo fratello afflitto e povero nel tuo paese’.”

La Torah chiama ognuno di noi alla rivelazione, attraverso la connessione con tutti gli altri, allora tutti potremo diventare il meccanismo del riempimento degli altri, perché siamo una parte del sistema generale. Ognuno deve farlo, perché siamo unici proprio in questo. E “non cesseranno mai di essere bisognosi” fino alla correzione finale, fino a quando tutti saranno riempiti gli uni dagli altri, uno attraverso l’altro.

Pertanto, di fronte a ciascuno di noi c’è il resto dell’umanità, tutte le altre anime. Essi sono i “bisognosi” che ognuno di noi deve riempire. Dopo tutto, tutti gli altri sono in me! Solo che adesso io ancora non li sento, ma non appena comincerò a riempire i loro desideri, io sentirò che tutti sono dentro di me.

Ognuno di noi è unico, perché la Luce passa attraverso di noi e arriva poi al resto delle anime. Nessuno può evitare questo lavoro. Ognuno è obbligato a compiere la propria missione e il risultato complessivo dei nostri singoli lavori sarà il raggiungimento della perfezione.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 10/08/16

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Qual è la causa della sofferenza?

Domanda: Perché, se per una persona non è ancora arrivato il momento della correzione, essa ha comunque bisogno di soffrire ancora? E, durante le migliaia di generazioni che si sono succedute fino al 1995, quando la saggezza della kabbalah era nascosta, cosa avrebbero potuto fare le persone, oltre a soffrire?

Risposta: La sofferenza è provocata dal fatto che il nostro egoismo si deve sviluppare al punto in cui esso vorrà veramente i piaceri superiori, speciali, ed eterni.

Quindi abbiamo avuto una lunga strada da percorrere, a partire dalla creazione degli atomi, delle molecole, del suolo e dell’acqua, poi sono arrivati gli organismi primitivi, le piante, gli animali, e, infine, l’essere umano nel suo stato attuale. Questo è stato davvero un lungo cammino e tutto questo è avvenuto nella sofferenza.

Solo oggi abbiamo cominciato a svilupparci nella nostra fase finale. Ma noi ora abbiamo la possibilità di progredire con l’aiuto della saggezza della Kabbalah, che è un metodo speciale con il quale è possibile attirare la Luce Superiore.

E allora noi potremo avanzare per la via dell’Achishena (affrettando il tempo), accelerando il nostro sviluppo senza che la natura ci spinga attraverso la sofferenza, ma con il desiderio di andare avanti anticipando l’arrivo al traguardo finale. È in questo modo che la sofferenza si ferma. Ciò significa che è possibile “correre” in avanti verso l’obiettivo della creazione più veloce del “bastone” che è sempre alle nostre spalle, in modo che non ci colpisca.

[197485]

Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 28/08/16

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“Fare del male agli occhi di Dio”

Dalla Torah, (Deuteronomio 17:2 – 17:5): “Nel caso che si trovi in mezzo a te, in una delle tue città che il signore tuo Dio ti dà, un uomo o una donna che pratichi ciò che è male agli occhi del Signore tuo Dio in modo da trasgredire il suo patto, e vada ad adorare altri dèi e si inchini davanti a loro o al sole o alla luna o a tutto l’esercito dei cieli, cosa che io non ho comandato, e ti sia stato riferito e tu lo abbia udito e abbia indagato con cura, ed ecco, la cosa è stabilita come verità, questa cosa detestabile è stata fatta in Israele! Allora devi far uscire alle tue porte quell’uomo o quella donna che ha fatto questa cosa cattiva, sì, l’uomo o la donna, e devi lapidare tale persona con pietre, e tale persona deve morire.”

Se scopro dentro di me delle qualità negative che prima non potevo vedere perché non ero ancora a questo livello di correzione, devo farle uscire fuori da me, isolarle e cominciare a lavorare con loro. Queste invenzioni egoistiche vengono chiamate “un uomo o una donna che fa il male agli occhi del Signore, tuo Dio, trasgredendo il Suo patto.”

Le esamino sino a che le uccido, perché così avviene la loro correzione. Quindi, è scritto, “Allora devi far uscire alle tue porte quell’uomo o quella donna che ha fatto questa cosa cattiva, sì, l’uomo o la donna, e devi lapidare tale persona con pietre, e tale persona deve morire.”

Una pietra o “cuore di pietra” è la sensazione interiore attraverso la quale una persona determina come insignificante la propria natura e decide di cambiarla.

Domanda: Tuttavia, le organizzazioni dello “Stato Islamico” interpretano questo alla lettera, proprio come è scritto: lanciano pietre, tagliano teste, e così via.

Risposta: Questa non è correzione. Non si può ottenere nulla in questo modo, perché alla fine uno distrugge l’altro e non c’è scopo per questa faida senza fine.

Domanda: Ma loro dicono che seguono il Corano alla lettera, senza sospettare che questo, in realtà, significherebbe giustiziare il loro stesso egoismo. E’ possibile almeno spiegarglielo?

Risposta: Lo capiranno subito dopo che lo avrà compreso il popolo di Israele. Non dobbiamo spiegare nulla al mondo. Dovremmo solamente parlare apertamente della saggezza della Kabbalah.

La correzione dovrebbe essere fatta dal popolo di Israele e, attraverso di loro, la Luce arriverà all’intero mondo. Ma tutta l’umanità dovrebbe conoscere la saggezza della Kabbalah.

[200068]

Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 24/08/16

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La legge della purificazione dell’egoismo

Dalla Torah, (Deuteronomio 14:21): “………non devi cuocere il capretto nel latte di sua madre”.

È impossibile iniziare la correzione se non c’è la giusta separazione fra la linea di destra e la linea di sinistra. Il latte rappresenta la linea di destra e la carne o il sangue, la linea di sinistra. Perciò, la carne e i latticini devono essere consumati in pasti separati con un certo intervallo di tempo fra loro al fine di consentire una netta separazione fra loro: fra la carne e i latticini e fra i latticini e la carne. E’ vietato consumarli insieme o consumare il sangue animale in qualsiasi forma.

Queste leggi per la purificazione dell’egoismo umano vengono spiegate sulla base della materia esterna poiché è impossibile spiegare nulla solo basandosi sulle proprie sensazioni interiori. Esse sono chiare solo a coloro che capiscono la conformità dei segni esteriori alla propria struttura interiore spirituale, morale, sensoriale e verso i desideri. E coloro che non lo capiscono, percepiscono il pesce, la carne, il latte, e le leggi della kashrut solo dal punto di vista gastronomico.

Per tutti coloro che comprendono ciò che viene detto, tutta questa “gastronomia” è una caratteristica interiore. Ogni persona deve creare settori dentro di sé per dividere il latte, la carne, il pesce, i volatili e altri desideri, nei livelli inanimato, vegetale, animale ed umano. Sale, acqua e anche alcuni tipi di minerali commestibili appartengono al livello inanimato.

Le qualità dei latticini in me sono le qualità di dazione, e il capretto è un animale, la linea di sinistra, la qualità della ricezione. Pertanto, si dice, “Non devi cuocere il capretto nel latte di sua madre”, cioè non connettere la linea di destra con quella di sinistra, altrimenti tu connetti il più e il meno e provochi un corto circuito.

Domanda: In che modo si manifesta la linea di mezzo?

Risposta: Quando tu vuoi dirigere entrambe le linee a vantaggio degli altri al di fuori di te, esse si connettono attraverso la dazione di ogni linea, non dentro di te ma nel ricevente, perché tu dai questo vantaggio alla terza linea.

Il ricevente non sente entrambe le linee insieme, ma le percepisce solo come dazione. Quando tu dai di tua spontanea volontà, la dazione perde apparentemente le sue qualità iniziali. Non importa da quale linea arrivi, dalla tua linea di destra o da quella di sinistra, nel ricevente viene percepita esattamente come dazione. Quindi, tu puoi dare da entrambe le linee.

Questa è una qualità molto interessante. Noi studiamo ciò che accade nella terza linea come se avvenisse l’allestimento delle due linee che si inglobano una nell’altra attraverso l’esempio dell’influenza reciproca dei sistemi spirituali Aba ve Ima (padre e madre). Anche se il padre dà la qualità di Hochma e la madre dà la qualità di Bina ed essi sono opposti l’uno all’altro come la carne e i latticini, insieme si connettono nella parte inferiore (Zeir Anpin) e si rivestono gli uni negli altri nel padre.

E’ possibile aggiungere il latte alla carne e la carne al latte? Essi si connettono simultaneamente nella linea di mezzo quando si sentono completamente realizzati in tutta la loro opposizione.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 27/07/16

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E’ tutto nelle tue mani

Dalla Torah, (Deuteronomio 15:09 – 15:10): “Guardati affinché non ci sia nel tuo cuore parola vile, dicendo: ‘Il settimo anno, l’anno della remissione, si è avvicinato’, e il tuo occhio divenga in realtà ingeneroso verso il tuo fratello povero, e tu non gli dia nulla, ed egli debba invocare il Signore tuo Dio contro di te, e ciò divenga un peccato da parte tua. Devi dargli in ogni modo, e il tuo cuore non deve essere tirchio nel tuo dargli, perché a motivo di ciò il Signore tuo Dio ti benedirà in ogni tua opera e in ogni tua impresa.”

Non voler dare ad un fratello bisognoso rappresenta la nostra psicologia materialistica. Il Creatore ci incoraggia a fare l’opposto. Una persona però non è in grado di dare anche se vuole, inoltre deve attraversare tali stati, nei quali sente che questo è suo fratello, il più vicino ed il più caro ma non riesce a dargli nulla.

Nel corso della storia ci sono state persone che hanno fatto morire di fame i propri figli. Esse hanno contribuito attivamente in questo. Ma ciò non è derivato da disturbi mentali bensì dalla malvagità.

E’ scritto “……ed egli debba invocare il Signore tuo Dio contro di te, e ciò divenga un peccato da parte tua. Devi dargli in ogni modo, e il tuo cuore non deve essere tirchio nel tuo dargli, perché a motivo di ciò il Signore tuo Dio ti benedirà in ogni tua opera e in ogni tua impresa”. Questo significa che tu devi dare a lui, non solo perché altrimenti commetteresti peccato, ma perché devi dare dal tuo cuore, con devozione, disinteressatamente e senza alcun profitto per te. Nel lavoro interiore di una persona il “fratello bisognoso” è qualsiasi azione di dazione, diretta alla società o al Creatore.

Dato che il riempimento della Luce Superiore può giungere a chiunque tramite me, le persone e persino il Creatore hanno sempre bisogno di me. Il loro riempimento è nelle mie mani. Significa che la qualità della dazione ha sempre delle necessità.

Oggi io riesco anche solo a pensare di dare agli altri senza alcun beneficio per me? A me non interessa assolutamente se qualcuno si trova in una brutta situazione. Anche se lo vedo, io tiro avanti senza notare nulla. E anche se lo noto, io comunque mi giustifico per non occuparmene e se me ne occupo, sarà solo per trarne beneficio o perché in futuro il mondo dirà di me: “E’ così caritatevole”.

Ma se non c’è beneficio in questo o nel mondo futuro, allora io non vedo nulla, perché io guardo tutto attraverso la mia visione egoistica. Questo è un problema.

Domanda: E’ questo il motivo per cui oggi c’è un tale divario fra ricchi e poveri?

Risposta: Oggi siamo in una situazione tale per cui una persona non è in grado di rinunciare a nulla di sua spontanea volontà. Nel momento in cui un altro zero viene aggiunto sul suo conto bancario, la persona prova piacere ma dopo un istante quella sensazione svanisce e si torna a rincorre lo zero successivo. La persona non sente che c’è gente che muore a causa di quell’ennesimo zero.

Commento: Ma tu non incolpi mai nessuno.

Risposta: No. Noi dobbiamo incolpare solo il Creatore. Egli ha detto “Ho creato l’inclinazione maligna” ma ha subito aggiunto “Ho creato la Torah per la sua correzione, cioè la Luce, perché la sua Luce riporta le persone alla Fonte, a Me. Usatela e trasformerete tutto il male in bene e diverrete simili a Me, eterni e perfetti. Tutto vi verrà rivelato, uscirete dai confini di questo piccolo mondo e vivrete in una dimensione completamente diversa”.

Commento: Significa che sono ricco, e che tutto è nelle mie mani.

Risposta: La ricchezza di tutti gli altri dipende da ciascuna persona, poiché tramite ciascuno di noi, come tramite una conduttura, la Luce passa a tutti gli altri e nessuno può sostituire nessuno.

[199385]

Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 10/08/16

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Tu Mi Hai Creato

Dalla Torah (Deuteronomio 04:35): “……..non c’è nessun altro all’infuori di Lui”.

Domanda: Tu ci parli spesso del fatto che il Creatore non esiste ma, ancor più spesso, affermi che esiste solo il Creatore. Come è possibile giustificare entrambe queste affermazioni? Il Creatore esiste o non esiste?

Risposta: Il Creatore di per sé non esiste.

Il Creatore è ciò che una persona crea dai propri desideri altruistici, dalle proprie intenzioni e dalle proprie azioni. Nella misura in cui costruisce tutti quei desideri, intenzioni e azioni con i propri amici all’interno di un gruppo, allora rivela il Creatore.

La Luce Superiore amorfa che si chiama “la Sua essenza” esiste sempre intorno a noi. Non è tangibile, non ha forma, non è “rivestita” da qualcosa, ed è impossibile raggiungerla. Ma il Creatore è qualcosa che una persona assorbe attraverso i suoi “sensori”, attraverso le sue caratteristiche spirituali, che essa crea attraverso un’alleanza con il gruppo degli amici.

Quindi non c’è divinità. Riguardo al Creatore, si dice, “Tu Mi hai creato.”

Nel mondo ci sono il 2% di atei e il 98% di credenti , ma la divinità venerata da questi credenti non esiste, anzi essa esiste attraverso quello che viene raggiunto con i nostri sentimenti corretti, e questo è chiamato il “Creatore” (Boreh) dalle parole, “Bo” (vieni) e “Reh ” (vedi). Nella misura in cui una persona si avvicina alle caratteristiche del Creatore e Lo sente, è lì, a quel livello che lei Lo raggiungerà, e per lei questo sarà il Creatore.

La saggezza della Kabbalah ci insegna come raggiungerLo.

[199021]

Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 7/08/16

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Non Fare Di Più E Non fare Di Meno

Dalla Torah, (Deuteronomio 12:32 – Bibbia Ebraica): “Ogni parola che vi comando è ciò che dovete aver cura di mettere in pratica. Non dovete aggiungere a esso né togliere da esso.”

Tutte le misure delle azioni spirituali devono essere molto precise. Una persona non può fare di meno o di più. Se fa di meno di quanto é in grado di fare, in base alla propria caratteristica di dazione, significa che é avida e non da abbastanza di se stessa. E se da troppo, allora significa che ha attratto sconsideratamente il proprio egoismo incorretto.

Tutto dovrebbe essere tagliato lungo il bordo della realizzazione, in modo che possa funzionare per conferire un certo stato e niente altro. Quindi, ci sarà una chiara distinzione, né più né meno.

Tutto questo è deciso all’inizio del Partzuf spirituale. L’anima ha una parte di testa ed una parte di corpo. La parte della testa trova la soluzione per tutti i problemi, e la parte del corpo la mette in pratica.

Domanda: Può capitare che la parte del corpo sia in disaccordo con la parte della testa?

Risposta: No, non deve capitare. Ma la conferma di quello che realizzate deve essere esattamente nella parte del corpo materiale, la testa deve riconoscere chiaramente ciò che potete permettere a voi stessi nel vostro corpo. Non accade spesso nel mondo materiale, ma il percorso spirituale è costruito interamente su questo.

“Non devi fare alcuna aggiunta, né alcuna diminuzione”, è un’azione chiaramente assoluta misurata in anticipo.
Se fate il calcolo “alcuna aggiunta, né alcuna diminuzione” nella vostra testa, significa che niente succederà nel vostro corpo.

Non andrete neppure nella Klipa (nelle qualità impure) della linea corretta o Klipa della linea di sinistra.

[197361]

Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 13/07/16

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Animali Kosher

Dalla Torah, (Deuteronomio 14:3 – 14:6): Non devi mangiare nessuna cosa detestabile di alcuna sorta. Questa è la sorta di bestia che potete mangiare: il toro, la pecora e la capra, il cervo e la gazzella e il capriolo e la capra selvatica e l’antilope e la pecora selvatica e il camoscio; e ogni bestia che ha l’unghia spartita e ha una fenditura che forma due unghie, e che rumina fra le bestie. La potete mangiare. “

La correzione spirituale è basata sull’azione chiamata Tzimtzum Bet (Seconda Restrizione). La sua essenza è che la divisione dei nostri desideri avviene in noi grazie alla connessione della Luce Superiore (la qualità di dazione e amore) con la caratteristica più bassa delle persone (quella di ricevere solo per il proprio piacere).

I desideri sono divisi in deboli, chiamati desideri di dazione, anche se non abbiamo intenzione di concedere nulla in loro, e i desideri più rozzi chiamati desideri di ricezione.

Tzimtzum Bet afferma che possiamo lavorare con le altre persone al livello dei piccoli desideri perché possiamo aiutarli con questi, influenzarli e relazionarci a loro correttamente, mentre i grandi desideri non possiamo usarli, così essi sono ristretti.

Questo è rappresentato dalla divisione fra animali Kosher e non Kosher. Kosher, dunque utilizzabili, sono i desideri che indicano che sono propensi alla dazione. Al livello animale, bue, pecore, agnello, cervo, ecc. simboleggiano questi desideri in noi.

Tutti loro si differenziano dagli altri animali perché hanno lo zoccolo spaccato, che indica una chiara divisione fra le qualità di dazione e ricezione. Anche se la qualità di ricezione è manifesta in loro, è comunque così piccola che opera nella dazione. Inoltre, questi animali rigurgitano continuamente ciò che mangiano, il che sta a significare che hanno un ciclo chiuso nel consumo del cibo. Nel nostro mondo, questa è una conseguenza della Seconda Restrizione.

Dalla Torah, (Deuteronomio 14:6 – 14-7): “…..e ogni bestia che ha l’unghia spartita e ha una fenditura che forma due unghie, e che rumina fra le bestie. La potete mangiare. Solo queste sorte non dovete mangiare di quelle che ruminano o che hanno l’unghia spartita, divisa: il cammello, la lepre e l’irace, perché ruminano ma non hanno l’unghia spartita. Sono per voi impuri.”

Se all’animale manca anche uno solo degli elementi Kosher che rappresentano i segni dello Tzimtzum Bet, non può essere mangiato.

Dunque, la Torah parla della correzione dei nostri desideri egoistici e del loro uso con la giusta intenzione. La persona fa una restrizione sui propri desideri egoistici e cerca un’opportunità di lavorare ulteriormente con essi. Quelli che può usare con “lo scopo di dare” sono chiamati Kosher, in altre parole sono adatti per dare agli altri.

Nel nostro mondo, queste qualità sono rappresentate in un certo modo da alcuni animali, pesci, uccelli ed anche piante. Da tutto quello che la circonda, la persona deve scegliere solo quello che può usare con l’intenzione di dare.

[198239]

Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 20/07/16

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Illusione E Realtà Secondo La Kabbalah

Domanda: Cosa è l’”illusione” e cosa è la “realtà” secondo la Saggezza della Kabbalah?

Risposta: L’illusione non è nulla che somigli al Creatore, mentre la realtà è la parte del Creatore che io percepisco. Questo è un campo immenso, che io percepisco correttamente e in base al grado in cui sono simile ad esso. Questo campo è percepito da me come il Creatore e non è un’illusione ma la verità.

La vera realtà – La Luce Superiore o il Creatore – si trova in assoluto riposo. Ma la nostra percezione di questa realtà può cambiare. Il cambio dipende dalla correzione. Se una persona corregge completamente se stessa, allora non cambia più nulla nella sua percezione.

Tutto questo deve sempre essere valutato in base ad ogni singola persona.

[198273]

Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 18/09/16

 
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