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Tutto il popolo in una persona sola

Dalla Torah, (Esodo 23:23): “Allora il mio inviato ti andrà innanzi, e ti condurrà agli Emorei, agli Hhittei, ai Perizzei, ai Cananei, agli Hhivvei, ed ai Jevussei; ed io gli esterminerò.”

Tutte queste tribù rappresentano i desideri di cui abbiamo bisogno per cambiare da un comportamento egoistico ad uno altruistico.

Un angelo è una forza che ci porta verso questi desideri. Sentirai come alcuni tipi di inclinazioni egoistiche sono rivelate in te. E puoi contare su di loro visto che ognuna di loro ha le sue manifestazioni ed il proprio carattere, come se ci fossero delle persone dentro di te.

Come risultato, è come se tu prima diventassi una persona, poi un’altra, poi un’altra ancora.

E’ scritto: “Ed io li esterminerò”. Mentre sei dentro ai desideri egoistici, tu vuoi eliminarli perché queste qualità sono completamente opposte al Creatore.

Il desiderio di liberartene è necessario, non possiamo farlo senza di essi. A meno che una persona non decida di eliminarli, non importa come, e chieda per questo, la Luce non sarà in grado di fare quest’azione.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno”, 1/07/2013

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“Ed il popolo si alzò, e per tutto quel giorno…”

Dalla Torah, (Numeri 11:32 – 11:34): “Ed il popolo si alzò, e per tutto quel giorno, e per tutta quella notte, e per tutto il dì seguente, raccolse le quaglie, chi meno ne raccolse ne raccolse dieci mucchi; e le distesero intorno al campo. Avevano ancora la carne tra i denti, ancora non era consumata, e l’ira del Signore s’accese contro il popolo, ed il Signore fece nel popolo una strage grandissima. E quel luogo fu chiamato Kivròt hattaavà [i sepolcri della concupiscenza], perché ivi seppellirono i concupiscenti.”

Tutti sono morti tranne quelli che non hanno toccato questo compenso del cielo. Non si tratta di persone, ma di desideri in ogni persona.

Tutti i desideri egoistici, quelli che cacciano questi doni, sono immediatamente puniti nel deserto. Qui sta la loro correzione: muoiono. Si tratta di una persona che avanza nel proprio sviluppo spirituale e vede che tutte le sue richieste possono essere soddisfatte, ma implicherà la sua morte spirituale.

Domanda: Quali sono le “quaglie”?

Risposta: Tutto nel nostro mondo deriva dall’influenza sul desiderio di una certa Luce e il desiderio è formato dalla sua influenza. La luce genera desideri, che poi vengono rivelati come morti, ed è chiamata in questo mondo.

Domanda: In linea di principio, si eliminano tutti i desideri che impediscono ad una persona di avanzare?

Risposta: In questo grado, sì. Ma poi si alzano di nuovo e vengono corretti. Nulla rimane nello stato egoistico.

Morto significa non adatto per l’uso ora. Nel prossimo momento, al prossimo grado, tutto questo viene ripreso e corretto. Proprio come moriamo in questo mondo, nella nostra comprensione, nella nostra visione di ciò che ci accade e poi rinasciamo.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno”, 25/03/2015

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“Fino a quando non sarai cresciuto e potrai occupare la terra”

Dalla Torah, (Esodo 23:28 – 23:30): “Ti farò precedere dai calabroni, i quali discacceranno dal tuo cospetto gli Hhivvei, i Cananei, e gli Hhittei. Non li scaccerò dal tuo cospetto in un anno, perché il paese non resti deserto e si moltiplichino contro di te le bestie selvagge. A poco a poco gli scaccerò dal tuo cospetto; sino a che, prolificando, tu possa occupare il paese.”

Ci sono innumerevoli qualità e desideri in una persona. Correggendoli, la persona deve gradualmente sostituirli con le qualità del Creatore: sostituendo l’uso egoistico per se stessi con l’uso altruistico, e l’odio verso gli altri con l’amore.

È scritto: “Non li scaccerò dal tuo cospetto in un anno, perché il paese non resti deserto”. Il paese è il desiderio. Come possiamo lavorare con essi? Il fatto è che siamo disposti secondo le quattro fasi del principio interiore e, quindi, noi ci correggiamo gradualmente dagli strati più leggeri agli strati egoistici più grezzi.

Questo è un processo individuale tipico per una persona che vuole raggiungere l’obiettivo. Tuttavia, per le persone che non capiscono e non realizzano la loro natura egoistica, tali azioni devono essere eseguite su di loro come sui bambini piccoli.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno”, 1/07/2013

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Chi può valutare correttamente la saggezza della Kabbalah?

Domanda: Solo una persona che ha attraversato il Machsom, il confine simbolico fra il mondo materiale e quello spirituale, può comprendere l’essenza della Kabbalah. Ai giorni nostri solo tu sei riuscito a fare questo, solo tu capisci questa essenza. Cosa possiamo fare?

Risposta: In primo luogo, non solo io sono riuscito ad attraversare il Machsom.
Secondo, come è possibile valutare correttamente la Kabbalah, il Creatore, il sistema dell’universo e le forze del governo se non si è in questo sistema?

Attraversare il Machsom significa entrare nel sistema spirituale e diventare almeno una componente minima di esso in modo che anche attraverso la più piccola connessione con il sistema si possa capire di cosa si tratta. Altrimenti, una persona è in qualche tipo di fantasia.

Quindi, naturalmente, colui che non ha attraversato ciò che è chiamato il Machsom e non ha creato in sé il sistema del mondo superiore secondo il metodo del confronto con il resto degli amici, non capisce di cosa stia parlando la Kabbalah.

Lo sentiamo anche prima di attraversare il Machsom. Tu attraversi e attraversi; oppure non attraversi, no non lo fai. E tu sei dentro o fuori, o uno o zero. Non c’è nient’altro.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 10/09/2017

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“Luminoso è comparso in favore di essi, dal Seìr”

Dalla Torah, (Deuteronomio 33:02): “Il Signore è venuto dal Sinai; luminoso è comparso in favore di essi, dal Seìr; è apparso dal monte Paràn; è venuto per essi da miriadi di santi, dalla destra di questa pendice”.

La correzione dei figli di Israele ebbe inizio sul monte Sinai. Prima di ciò, essi erano sotto il dominio del loro egoismo.

È stato sul Monte Sinai che hanno iniziato la correzione sotto l’influenza della Luce superiore, chiamata Torah. Prima di uscire dall’Egitto, si trovavano sotto il dominio del Faraone, che sta a significare, ovviamente, che la Luce non funzionava su di loro e non seguivano le chiare istruzioni per la propria correzione.

Il fatto è che, a partire dal Monte Sinai in poi, viene rivelata la connessione a doppio senso fra loro e il Creatore. Qui è già realizzato ciò che chiamiamo innalzare una MAN, col nutrirsi della cosiddetta manna.

I figli di Israele hanno elevato i loro desideri al Creatore, il livello successivo sopra di loro, poi hanno ricevuto da lì un’influenza e sono saliti ulteriormente, fino a raggiungere l’ingresso della terra d’Israele, cioè, fino a quando non hanno acquisito tutti gli strumenti con i quali poter lavorare apertamente col loro egoismo.

È scritto: “Luminoso è comparso in favore di essi, dal Seìr; è apparso dal monte Paràn”. Seir e Paràn rappresentano una specie di segnaletica stradale.

Il fatto è che nei tempi antichi, lungo ogni strada c’erano indicatori precisi che mostravano la direzione al viaggiatore. Il popolo di Israele si è spostato da un posto all’altro usandoli come pilastri stradali. Ciò significa che si sono spostati nei livelli spirituali da uno stato all’altro.

Lo “Splendore” (Zaffiro, dalla parola “Sefira”) rappresenta la Luce riflessa. Iniziano a lavorare con questo, cioè, con la qualità della dazione, proprio come è emanata dal Creatore. Cioè, la persona stessa diventa sorgente di Luce, sebbene riflessa, ma è sempre una sorgente.

Domanda: Cosa significa: “E’ venuto per essi da miriadi di santi”?

Risposta: È molto difficile commentare la traduzione della Torah. Per farlo, dobbiamo prendere il testo originale in ebraico e vedremo un quadro completamente diverso. Forse significa decine di migliaia di gradi, quando hanno già raggiunto il livello del Rosh di Arich Anpin, la testa del mondo di Atzilut.

Questo è il livello più elevato, e lì il Creatore già comincia a passare a loro il regno del controllo. È perché i desideri che hanno raggiunto un tale livello sono già pronti per compiere tutte le azioni di correzione su se stessi.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno”, 2/06/2017

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Come avviene la percezione oggettiva del mondo?

Domanda: Secondo il metodo della saggezza della Kabbalah, io prendo dieci persone, organizzo relazioni con loro secondo certe leggi e attraverso queste relazioni comincio a percepire il mondo. Questo metodo non è soggettivo? Ad ogni modo, io percepirò tutto attraverso di loro, vedrò un altro mondo. E il mio amico vedrà qualcosa di diverso.

Risposta: Tu non hai altre possibilità per raggiungere il mondo superiore. Tuttavia, tu e i tuoi amici sentirete la stessa cosa perché ognuno di voi includerà in se stesso tutto il resto, l’intera decina.

Essendo nella decina, io rimango Malchut (M), e i miei nove amici rappresentano le prime nove Sefirot davanti alle quali io mi annullo. Io li includo tutti in me stesso e scopro che vedo tutto in loro.

 

Allo stesso tempo, io non mi prendo in considerazione. Faccio una restrizione (Tzimtzum) su me stesso.

Agisco solo attraverso gli amici e quindi percepisco il mondo oggettivamente, attraverso di loro. Io vedo il mondo spirituale, i gradi di conseguimento. L’unica cosa che viene rivelata a questi livelli di unione è il Creatore. Non c’è niente e nessun’altro.

Domanda: Significa che non ci sono le stelle, gli alberi e le città?

Risposta: No. Il kabbalista percepisce tutto questo nei suoi cinque organi sensoriali (corporei) animaleschi.

Se tu vuoi percepire correttamente la storia del mondo, devi immergerti nella tua decina e cercare costantemente una maggiore compressione in essa, cioè l’unione. In questa misura, inizierai a raggiungere i gradi di connessione e i tuoi passaggi di ascesa sulla scala della rivelazione dell’universo, della Luce.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 16/07/17

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Chi si trova più in alto degli altri

Domanda: Se un kabbalista ha l’egoismo più grande del mondo, significa che è la persona meno libera di tutte?

Risposta: Una persona usa il proprio egoismo allo scopo di elevarsi al di sopra di esso.

L’egoismo è una forza e, quando ci eleviamo al di sopra di essa, sentiamo la libertà ad un livello sempre più elevato. Non posso sentirmi libero se prima non provo la sensazione di non esserlo.

Pertanto, la Kabbalah è fondata su due parametri: il Creatore e la creazione: un’immensa qualità di dazione e amore, e un enorme egoismo.

Domanda: Cioè, io sono grato al Creatore per avere questo mio grande egoismo e anche per desiderare di distaccarmi da esso?

Risposta: Questo è un obbligo. Chi è più in alto degli altri ha anche un egoismo più grande. Altrimenti, come potremmo elevarci?

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Dalla lezione di lezione di Kabbalah in lingua russa del 2/7/2017

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“Mosè salì dunque sul monte”

Dalla Torah, (Esodo 24:15 – 24:18): “Mosè salì dunque sul monte e la nube coprì il monte. La Gloria del Signore venne a dimorare sul monte Sinai e la nube la coprì per sei giorni. Al settimo giorno il Signore chiamò Mosè dalla nube. La Gloria del Signore appariva agli occhi degli israeliti come fuoco divorante sulla cima della montagna. Mosè entrò dunque in mezzo alla nube e salì sul monte. Mosè rimase sul monte quaranta giorni e quaranta notti.”

“Mosè salì dunque sul monte e la nube coprì il monte” significa che Mosè aveva completamente raggiunto la proprietà di Bina (la quarantesima proprietà). Quaranta è il livello di Bina rispetto a Malchut. Assoluta, completa dazione, è il primo grado generale dell’ascensione di una persona.

Domanda: Perché Mosè è entrato nella nube?

Risposta: Entrare nella nube rappresenta l’ingresso del potere del Creatore in questo grado. E poi, nel corso di 40 anni, Mosè salì più pienamente in questo grado e completò il lavoro prima dell’ingresso del popolo nella “Terra di Israele“, nel prossimo grado. “Mosè rimase sul monte quaranta giorni e quaranta notti” perché non c’è giorno senza notte e notte senza giorno. Una persona deve prima immergersi nella notte, in tutte le sue opposte qualità egoistiche e manifestarle, e solo allora, con l’aiuto della Luce, può correggerle fino alle proprietà di Bina. Pertanto, “E fu sera, e fu mattina: primo giorno” (Genesi 1:4) significa che tutto inizia di notte.

Mosè ricevette le tavole, la Torah e i comandamenti; discese dalla montagna e iniziò a lavorare. Ciò significa che una persona si è innalzata al suo livello più alto, si è agganciata, è venuta al mondo come un neonato e ora ha bisogno di elevarsi nel nuovo mondo.

Per arrivare a questo grado, le viene data un’istruzione, cioè una Luce di correzione che attende finché la persona ne ha bisogno.
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Dalla trasmissione di Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno”, 1/07/2013

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Il compito del Creatore

Dalla Torah, (Deuteronomio, 32:26 – 32:29): “Io ho detto: li voglio disperdere, cancellarne tra gli uomini il ricordo! Se non temessi l’arroganza del nemico, l’abbaglio dei loro avversari; non dicano: la nostra mano ha vinto, non è il Signore che ha operato tutto questo! Sono un popolo insensato e in essi non c’è intelligenza: se fossero saggi, capirebbero, rifletterebbero sulla loro fine”.

Il compito del Creatore non è di distruggere l’umanità, ma di portarla alla realizzazione che l’ascesa al di sopra della nostra natura è una benedizione, una necessità e una libertà assoluta da parte del Creatore.

Lui deve portarci in uno stato interessante e quasi paradossale, dove essendo assolutamente liberi e non sotto l’effetto di stati terribili, scegliamo volontariamente la qualità del dare e dell’amore. Anche se non lo vediamo. Al contrario, ci avviciniamo verso “La felicità dalla punizione a bacchetta”.

Ma sotto l’influenza di questa bacchetta, una persona realizza la sua vera natura e dirà: “Anche se ritorno allo stato egoistico precedente, vorrei in ogni caso rimanerci dentro! Grazie a Dio, riconosco il male della mia natura e adesso le dico addio. Non perché mi sento male ad esserci dentro o perché ho attraversato una grande sofferenza, ma perché l’egoismo è un male nelle relazioni fra me e le altre persone, e fra me e il Creatore.”

Qui si manifesta il raggiungimento di un grande innalzamento, la qualità di perfezione del dare e dell’amore. Anche se tutto questo accade attraverso una grande sofferenza. Vediamo che le persone che attraversano la sofferenza, ciononostante, sono le stesse ad essere attratte dalla misericordia perché un po’ di luce entra dentro di loro dandogliene un assaggio.

È scritto: “Se non temessi l’arroganza del nemico, l’abbaglio dei loro avversari;” per poi affermare, “La nostra mano ha vinto, non è il Signore che ha operato tutto questo!” Una persona deve vedere con i suoi stessi occhi che tutto quello che le è successo non può essere accaduto da solo (da un punto di vista della natura inanimata), ma è un programma controllato che lavora su di lei e la porta alla realizzazione di questa fonte.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno”, 1/02/2017

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Le risposte alle vostre domande – Parte 205

Domanda: Come consiglieresti di vivere alle persone dei nostri giorni, senza usare gli altri a proprio beneficio? Chi provvede per il sostentamento, per il vestiario, ecc?

Lo studio della Kabbalah non riempie la persona e la sua famiglia, il capitalismo non scomparirà domani mattina, e il gruppo non guadagnerà da vivere per le proprie famiglie.

Tutti questi bisogni animali creano e coltivano la maggior parte dell’egoismo che continua nel gruppo.

Risposta: La saggezza della Kabbalah ci spiega come vivere in modo da sentire il mondo superiore, il sistema che governa il nostro mondo. Questo si realizza nel gruppo nella misura in cui riempie le condizioni del mondo superiore nelle relazioni fra i loro membri.

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