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La profondità delle leggi della Torà

Quando studiamo le leggi della Torà, è impossibile chiarire pienamente la loro essenza spirituale in una sola volta. Siamo in grado di entrare in contatto con una certa legge per un po’, ma solo da un angolo a causa di molti percorsi, rivelazioni, e connessioni.

Dietro ogni legge vi si trova una grande e speciale profondità che viene celata in quanto appartengono tutte ad un sistema integrale. Quindi, non importa quale legge prendiamo mentre attiriamo la fine della sequenza e cominciamo a parlarne. In tal caso attiriamo un’ altra estremità, e tutto progredisce in modo diverso secondo un punto di vista completamente diverso.

Domanda: Come viene espressa la loro integralità?

Risposta: È impossibile esprimere l’integralità, dato che non si riflette nella nostra coscienza in una forma piatta, lineare o in una lingua che possiamo raffigurare nella nostra mente. Come ha detto Kozma Prutkov, “È impossibile circondare l’infinito.”

Non ci sono parole per questo. È impossibile, ad esempio, spiegare il termine Ein Sof (Infinito), o interezza. Come? Paragonata a quali attributi? Se tu cominci a prendere tutto questo separatamente, si tratta semplicemente di differenziazione e non d’integrazione. Nel momento in cui inizi a dividere delle parole diverse e a metterle in frasi, dopo non potrai metterle in un integrale.
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(Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 29.04.2013)

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Una scala per il futuro

Abbiamo bisogno di immaginare il futuro, cioè il nostro prossimo livello, che rispetto a noi è dazione perfetta a cui noi possiamo solo pensare – che non è metà, non è un quarto, ma dazione completa – il solo modo in cui il grado inferiore immagina quello più alto, come lo standard del suo corretto stato finale. Dopo tutto, al fine di salire al grado successivo, ha davvero bisogno di raggiungere la sua fine correzione.

Tutte le qualità devono essere corrette e completate alla perfezione, tutti gli ostacoli e le delusioni che esistono in una persona. Nulla scompare senza lasciare traccia, ma tutto viene corretto, aggiungendosi alla forma di dazione completa che una persona può solo immaginare. Deve vedere che il mondo intero, tutte le persone, sono nella dazione e lui è incluso e ne viene assorbito, si dissolve in essa.

Questo è il suo grado successivo, e dopo essersi elevato ad esso, scopre il desiderio e la profondità supplementare che si trova là, tutta una nuova serie di lavori. Gli sarà necessario effettuare nuovamente degli sforzi per rivelare tutti i desideri di questo grado, la profondità dei suoi vasi e le proprietà, e sforzarsi di nuovo per correggere questo grado pienamente. Quando raggiunge questo, sarà il completamento delle dieci Sefirot del grado successivo. Così, egli salirà di stato in stato, di grado in grado.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah, 30.06.2013, Gli scritti di Rabash)

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Coprire tutta la creazione da solo

Le leggi della Torà sono molto complesse. Possiamo studiarle ed esaminarle in base al Libro dello Zohar o in base agli scritti dell’Ari, ma riguardano tutte dei sistemi molto complessi. Poiché ogni persona è in sostanza un sistema che è “allungato” su tutta la creazione, ognuno di noi è come la pelle che è tirata su tutti i mondi.

Però, a noi mancano questa conoscenza e queste sensazioni. Non viviamo in questa dimensione in modo che possiamo discuterne comprendendola e comprendendo le interruzioni che immettiamo nel sistema generale con le nostre azioni, che siano positive o negative. In qualche modo, questo sistema funziona in reciprocità con noi raccogliendo in noi certi vuoti, desideri, e risvegli, e noi dobbiamo rispondere a tutto questo.

Quindi io devo percepire il sistema nel suo complesso. Deve essere dentro di me, e lo devo controllare, gestire. In questo caso, possiamo parlare di come una persona sia responsabile di tutto questo. Ne consegue che tutte le leggi della Torà sono effettivamente le chiarificazioni del mio stato dentro il sistema. Dove scopro la mia corruzione adesso, la mia incompleta incorporazione nel sistema? Come dovrei completare tutto questo, che significa allontanarmi da una cosa ed avvicinarmi ad un’altra?

Parlando in senso generale, la vita intera di un uomo che è correttamente incorporato nel sistema scende alla sua determinazione di come “diffondersi” ancora di più su tutto il sistema ed essere incorporata in esso più pienamente in modo da coprire tutti i cinque mondi con la sua essenza. Poi, io divento una persona totalmente corretta. Quindi, le cinque parti della Torà ci parlano di come io gradualmente copro in cerchi tutta la creazione: tutti i mondi Assiya, Yetzira, Beria, Atzilut, e Adam Kadmon (il primo uomo) perché tutta la creazione è dentro di me.

“Coprire” significa percepire e cooperare totalmente con tutta la creazione. E’ la mia struttura complessiva ed interiore, la mia costituzione interiore. Anche oggi, tutta la creazione è dentro un uomo, ma il fatto è che egli non lo percepisce. Egli sente il mondo al di fuori di sé.

Però, egli deve sentire che tutto è dentro di lui, come un musicista o un pittore che sente nei suoi sensi interiori che tutto quello che vuole trasmettere avviene attraverso la sua creazione, da dentro di sè. Un uomo raggiunge questa sensazione quando desidera percepire che è connesso al mondo intero.
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(Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 29.04.2013)

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Come colmare il divario

Domanda: Ci sono momenti in cui ci si sente fortemente impressionati ed euforici, si ha bisogno di passare questo agli altri. Ma ci sono alcuni momenti in cui questo non funziona: Qualcuno è in uno stato di discesa, un altro è attivo e si allontana, e il divario continua a crescere.

Risposta: In realtà questa è una cosa positiva! Quando tutti sono in uno stato di ascesa è negativo. Eppure, ci verranno dati tali stati. Se potessimo vedere la parte interiore di chi ci circonda invece dei corpi, vedere degli altri parametri, vedresti che tutti stanno saltando su e giù. Ma questi salti sono totalmente diversi e sono tutti connessi tra loro.

Domanda: Ma come possiamo sostenerci l’un l’altro in modo da non far aumentare il divario e non far peggiorare gli stati di discesa?

Risposta: Sorridetevi reciprocamente, sostieni l’altro tramite i tuoi desideri. Fate del vostro meglio per investire tutti i vostri sforzi in questo. Non c’è niente altro che posso desiderare per voi o suggerire in questo caso. Dovete mostrare agli altri che il vostro cuore è aperto per loro. Questo è il modo in cui li convincerai e di conseguenza li batterai.
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(Dal congresso di San Pietroburgo, 12.07.2013, Lezione 1)

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Capire l’amico

Domanda: Cercando di sentire il desiderio dell’amico, sarò in grado di sentire specificamente che è il suo desiderio e non confonderlo con qualsiasi altra cosa?

Risposta: Non mi interessano i desideri mondani dell’amico. Sono interessato a qualcosa d’altro dato che i suoi desideri sono uguali ai miei. Per raggiungere l’obiettivo spirituale, lui ha bisogno del mio sostegno ed io ho bisogno del suo. Io ho bisogno di pensare a questo sostegno.

Non ho bisogno di conoscere i suoi gusti, cosa vuole mangiare, bere, vedere, o ascoltare. Soltanto una cosa è chiara —il suo desiderio è uguale al mio. Egli vuole raggiungere lo stesso obiettivo come me: rivelare il mondo superiore, svelare se stesso nello stato perfetto eterno, nella proprietà di dazione. Ecco perché capisco come posso aiutarlo, che cosa posso dargli.

Se vuoi capirlo, capisci te stesso. E’ molto semplice. Non ci sono scuse. Tutto è così naturale che si dovrebbe prendere questo come una base e cominciare ad agire.
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(Dal Congresso in Krasnoyarsk, 14.06.2013, Lezione 2)

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Non ci sono punizioni, ci sono solamente correzioni

La Torà, “Esodo,” 21:18-21:19: Quando gli uomini litigano e uno colpisce l’altro con una pietra o con un pugno e quest’ultimo non muore ma è costretto a mettersi a letto (nel suo), se poi si alza ed esce con un bastone, chi lo ha colpito sarà ritenuto innocente, ma dovrà offrire solamente (il pagamento) del suo riposo (forzato), e procurargli le cure.

Dal punto di vista corporale, capiamo di cosa si tratta, ma se entriamo più in profondità scopriremo che è molto più complicato. Si tratta di un uomo che può essere inserito nel gruppo dopo il danno che gli è stato causato, per essere normale, una parte integrante di esso, e chiunque gli abbia provocato un danno dovrebbe ripagarlo.

Domanda: Qual è il significato di “e uno colpisce l’altro” nel lavoro interiore?

Risposta: Un uomo include il mondo intero dentro di sé, e quando c’è una guerra dentro di lui, egli dovrebbe diventare il suo solo giudice e considerare chiaramente e attentamente cosa dentro di lui è “a favore” e cose è “contro”, in base al suo livello.

C’è una corte superiore, una locale, e una regionale, e così via, il che significa che ci sono differenti livelli in base alla profondità dei problemi che si sollevano. Ci sono problemi che possono essere risolti con un semplice dialogo tra le persone, e ci sono problemi che richiedono l’intervento di una terza parte. La Torà parla dell’intervento di una terza parte, dove il giudice decide cosa fare in un caso specifico.

Si tratta delle tre linee della nostra condotta. Ci sono azioni che sono risolte dall’intervento di forze superiori speciali, di condizioni e così via.

La Torà non si riferisce alla prigione. Secondo la Torà, non solo è inutile ma anche dannosa per un uomo perché lo taglia fuori dalla società. Non c’è punizione più grande che tagliare un uomo fuori dalla società poiché è nella società che l’uomo realizza se stesso, e se lo si taglia fuori dalla società, egli è considerato morto. Quindi, non può esserci isolamento. Possiamo bandire un uomo da una società e portarlo in un’altra, una inferiore che sia più adatta a lui.

In passato, ci sono state delle città-rifugio nelle quali un uomo poteva scappare se aveva commesso un peccato non intenzionalmente. Però se lasciava questa città, poteva essere catturato e punito. La fuga in una città-rifugio, in un asilo, era la sua correzione.

Ciò significa che la Provvidenza superiore aveva operato sull’uomo in modo tale che egli non intenzionalmente avesse ucciso un altro uomo o provocato un danno ad un altro uomo. Ciò significa che egli non aveva preso parte a questa azione e che inizialmente non era stata intenzionale da parte sua ma, interiormente, in base a tutti i suoi pensieri e alle sue idee, era stata comunque parte della sua natura o della sua connessione con questa persona. Ne consegue che egli aveva provocato un danno o la morte di un altro uomo, anche se era stato non intenzionale. Ora, per correggere questa situazione, egli deve fuggire. La parola “punizione” non esiste affatto nella Torà; c’è solamente la parola “correzione”.
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(Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 29.04.2013)

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Sollevare facilmente un carico pesante

Domanda: Partecipando ad un’attività di divulgazione, possiamo attirare la Luce Circostante?

Risposta: Partecipando e impegnandoci nella divulgazione espandiamo i nostri vasi e attraverso questo, i vasi di tutto il gruppo. Così tu faciliti l’ascesa del gruppo, ampliando la sua infrastruttura. Tutte le persone che hanno ricevuto da te l’informazione si uniscono a noi anche se si trovano nei livelli di inanimato, vegetale, animato della stessa piramide in cui noi invece siamo al livello umano.

In questo modo abbassi la tensione nel gruppo e cambi i nostri sforzi dalla qualità alla quantità. Perdiamo nella distanza, ma guadagniamo in potenza. È come se noi usassimo una carrucola per sollevare un carico pesante, e girandolo, attraverso molti movimenti, possiamo gradualmente sollevare un carico molto pesante. In questo modo aumenteremmo la distanza, ma ridurremmo la forza da investire.

La stessa cosa si verifica quando divulghiamo la saggezza della Kabbalah o l’Educazione Integrale: perdiamo per quanto riguarda la lunghezza del percorso mettendo davanti dei piccoli sforzi, ma guadagniamo in potenza, è come acquisire il potere di sollevare una tonnellata con le nostre mani. È lo stesso principio degli ingranaggi che si trovano in una bicicletta che ci permettono di scalare una collina.

Perciò, più gruppi si uniranno a noi prima del congresso, più tutti guadagneremo. Sarà più facile per noi raggiungere lo stato desiderato.

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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 30.06.2013,  Scritti di Rabash)

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Elevarsi al di sopra della crescita dell’ego

Domanda: Con il passar del tempo, una persona che studia Kabbalah, comincia a sentire pesantezza, in particolare quando guarda le lezioni del mattino o legge qualcosa di serio. Il Creatore ci da’ “ostacoli intenzionali” come questi, che noi chiamiamo disturbi. Perché? Che cosa significano?

Risposta: A quanto pare è così che la vita non sembrerà dolce come il miele, anche se non sembra davvero essere così. Diciamo questo per tutto il tempo, che tutte le nostre ascese si svolgono solo al di sopra della crescita dell’ego. Non esiste nient’altro! Tu fai qualcosa di buono, questo è un segno che puoi aumentare il tuo ego, e così il sistema aggiunge immediatamente a questo. Tu attiri la Luce superiore su te stesso attraverso la vostra unione, attraverso un ulteriore desiderio per lo scopo, e subito l’ego viene aggiunto da sinistra di nuovo, e così via.

Tu chiami questo costante appesantimento dell’ego “ostacoli intenzionali”. In realtà la persona sente: “Cos’è questo sporco trucco”?

Mi ricordo come sono arrivato per la prima volta a questo da Rabash: “Guarda quello che mi sta succedendo! Tu vedi che è impossibile resistere a questo…”. Come al solito ho lavorato per tutto il tempo, ho fatto di tutto, e improvvisamente ci fu una discesa di un paio di settimane. Non riuscivo davvero a vedere la luce del giorno.

Cosa voglio dire con questo? La crescita dell’ego è obbligatoria. Immagina di avere ora cinque grammi di ego, per quanto riguarda la spiritualità è come se non esistesse. Ma, per poter lasciarlo, odiarlo, strangolarlo, hai bisogno di poche centinaia di chilogrammi. Come puoi raggiungere un tale stato di odio in modo che sarai pronto a fuggire da lui? Quando “la mia morte sarebbe meglio della mia vita”? Quando inizierai a sentirti così, solo allora sarai in grado di effettuare una transizione a questa fase.

Questa è davvero una rivoluzione interiore dentro di te quando sei disposto a morire pur di non restare con lui: “Prendi tutto quello che mi hai dato, non ho bisogno di nulla, tirami soltanto fuori da questo ego!” Inoltre, questo non è casuale, anzi è veramente una decisione seria.

Come è possibile raggiungere questo? In questo modo ti portano ad questo gradualmente. Ma tu puoi accelerare il tuo avanzamento solo a condizione che il gruppo ti aiuti, e che tu sia costantemente alla ricerca di uno stato contrario alla ego, il che significa connessione, dazione e amore.
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(Dal congresso di Krasnoyarsk 13.06.2013, Lezione 3)

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La Torà è la base di tutte le Leggi

Le leggi della Torà sono diventate la base di tutte le leggi poiché sono le leggi della naturale connessione umana. Se gradualmente ci evolviamo da una scimmia in un essere umano, allora ci avviciniamo gradualmente all’adempimento delle leggi o, almeno, pensiamo che dovremmo fare in questo modo, anche se di fatto non abbiamo successo. Ciò significa che esse sono le leggi del mondo superiore alle quali dobbiamo alla fine diventare uguali, e le leggi della natura superiore sono fisse.

L’umanità incomincia a risvegliarsi piano piano e vuole comportarsi in base a queste leggi e vivere in base ad esse. E’ molto difficile dire in che misura ci riusciamo, poiché gli uomini non hanno la forza di osservarle; si tratta di una forza che devono ricevere. Questo è ciò che la saggezza della Kabbalah fa nel dare ad una persona la forza di osservare queste leggi. Noi non possiamo adempierle da soli poiché sono opposte alla nostra natura.

Tuttavia, se una persona usa correttamente il metodo della Kabbalah, riceve la forza e la ragione per farlo, e allora può vivere in base a queste leggi. In sostanza, è tutta una questione di educazione. Noi dobbiamo educare una persona correttamente al fine dal farla passare effettivamente da scimmia in essere umano. Al momento, il comportamento degli uomini è di gran lunga peggiore di quello di una scimmia.

Le scimmie vivono in base a chiare leggi della natura del livello animato ed esse osservano le sue regole istintivamente. Perciò, niente è bene o male perché è la loro natura.

Noi abbiamo l’opzione di agire “per” o “contro”, “in favore”, e così via. Ciò significa che ci viene dato un certo livello di libertà che ci permette di chiarire a favore di cosa dovremmo usare queste leggi, in mio favore o in favore della società, e come diventare parte della società per un essere tutti un unico insieme.

Solitamente, scegliamo in nostro favore e non riflettiamo sul fatto che se ci connettiamo alla società allora tutti i problemi scompariranno e non ci saranno più dilemmi. Questo è il problema del futuro.
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(Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 29.04.2013)

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Verso cosa vi attira il vostro cuore?

Un uomo che non si impegna nella saggezza della Kabbalah, ma guarda e ascolta soltanto le nostre trasmissioni inizia a percepire automaticamente tutti i termini e tutti i concetti della Torà in modo corretto, poiché la Luce superiore opera su di lui.

Egli non ha bisogno di niente altro che di questo. Se egli farà tutto sistematicamente, allora incomincerà a percepire senza dubbio un mondo opposto e a capire che tutto quello che percepiamo al di fuori, in realtà, è dentro di noi. Sarà più facile e più semplice per lui percepirlo. Egli ha soltanto bisogno di passare attraverso questo cambiamento, è tutto qua.

Nell’insieme, questo è ciò di cui parlano i campi che si occupano delle questioni al limite come la fisica quantistica e la teoria della relatività. Un uomo prova e non capisce perché le cose succedono in una certa maniera, e allora incomincia a rendersi conto e a pensare in base ai termini di un nuovo sistema di coordinate.

Ma prima di ogni nuovo livello, prima della realizzazione, c’è una sensazione di oscurità, di confusione, come se il fango fosse stato mescolato con l’acqua e niente è chiaro.

La cosa principale è che noi siamo parte della natura e non possiamo scappare. Ci impegniamo nella scienza più naturale, la sola che ci chiarisce dove siamo, come viviamo, e come percepiamo la natura.

Ma se un uomo non ha questa inclinazione, non riuscirete a persuaderlo a studiare. Se egli incomincia a sentire il bisogno di farlo, allora non ha bisogno di parole. Lo sente come fa un animale, “questo si riferisce a me”. Si guarderà intorno fino a quando non arriverà alla saggezza della Kabbalah.
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(Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 29.04.2013)

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