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Un’indicazione in anticipo

Baal HaSulam “Un Comandamento”: Non esiste servire il Creatore e mantenere le mitzvot (comandamenti) salvo in Lishma (per il Suo Nome) – portando compiacimento al proprio Creatore. Eppure, i nostri saggi hanno già introdotto la pratica di impegnarsi nella Torà e nelle mitzvot anche in Lo Lishma (non per il Suo Nome), dal momento che “da Lo Lishma egli arriverà a Lishma“…

Non possiamo, inizialmente, “solo” diventare simili alla forza superiore. Dopo tutto, essa è dare in assoluto, e per raggiungere lo stesso livello, anche noi dobbiamo dare a lei. Come nell’esempio dell’ospite e del Padrone di casa, se voglio crescere al meglio, nello stato perfetto, allora devo diventare come la fonte della creazione.

Il Padrone di casa è pieno di dazione e amore, e se voglio aumentare il suo grado di eternità e perfezione, allora devo raggiungere l’equivalenza della forma con Lui. E questo significa procurarGli piacere così come Lui vuole procurarlo a me. La saggezza della Kabbalah si ripropone questo scopo; il metodo consente, attraverso la Luce che Riforma, di attirare la forza che ci corregge in modo da raggiungere l’equivalenza della forma con la forza superiore, il Creatore.

La prima e unica Mitzvà (comandamento) che garantisce il raggiungimento dell’aspirazione a raggiungere Lishma, è quella di assumersi la responsabilità di non lavorare per i propri bisogni, in altre parole, seguendo rigorosamente ciò che è necessario per provvedere alla propria sussistenza. Nel resto del tempo, la persona lavorerà per il pubblico: salvare gli oppressi e ogni creatura nel mondo che ha bisogno di salvezza e beneficio.

Dato che questo è il “primo e unico” principio, non cercare soluzioni altrove perché non ci sono altre opzioni . È chiaro e certo che, prima di tutto, la persona debba provvedere alla sua esistenza, e, non appena i suoi bisogni basilari sono soddisfatti con tutti i mezzi, prendersi cura del benessere degli altri. Questa è la forma corretta di somiglianza al Creatore.

Provvedendo ai suoi bisogni di base, una persona si “riempie” a livello inanimato, vegetale ed animato. Dobbiamo essere come la natura su questi tre livelli.

Il livello umano che sta crescendo al di sopra del livello animato dura, diciamo, centomila anni e non appartiene al corpo; è tutto dentro.

Non lo vedrai con l’occhio materiale, esso si estende nella mente e nel sentimento, nello sviluppo interiore. E tutto il mondo interiore della persona deve essere rivolto al dare agli altri.

I livelli “naturali” precedenti differiscono per il trattamento del materiale, il metodo di comunicazione. Ma il livello umano è offuscato, confuso e incomprensibile per noi. Che cos’è un “essere umano”? A volte, quando guardiamo una persona, diciamo: “Questo non è un essere umano, si comporta come un animale”. Nel complesso, tuttavia, non abbiamo una definizione limpida di segni esteriori chiari con cui identificare un vero essere umano. In cosa esattamente si differenzia da un animale? I criteri sono vaghi.

Quindi, se oggi siamo alla ricerca di un’espressione interiore del livello umano, allora la chiamiamo così per lo stato futuro, per lo scopo verso il quale è diretta. Questa è la forma che deve essere trasformata, paragonata al Creatore, e poi sarà chiamata “essere umano” (Adam). Per ora, si tratta di una designazione formale a causa dei meriti futuri.

Quindi, il primo principio sul cammino verso la meta è quello di lavorare per se stessi non più di quanto viene richiesto da esigenze di base e prendersi cura degli altri per tutto il resto del tempo. Questa sbarra si trova adesso davanti a te, e se lo fai di tua spontanea volontà, allora raggiungerai l’equivalenza con il Creatore.

Inoltre, il prendersi cura di sé fa anche parte del prendersi cura dell’altro, a condizione che tu mantenga questa intenzione fin dall’inizio. Dopo tutto, “lo scopo dell’azione si trova nel suo pensiero iniziale”.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 22.09.2013, Scritti di Baal HaSulam)

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La Correzione è soltanto durante l’ascesa

Il Libro dello Zohar, Introduzione, Item 210: Tuttavia, se ZON sono connessi sotto, la Sitra Achra può ricevere l’abbondanza, quindi AVI sono separati e il loro Zivug è fermato.

Tutti i discernimenti inerenti in Malchut di Ein Sof (Infinito) sono inclusi nei nostri vasi. Nel nostro lavoro dobbiamo imporre restrizioni sui vasi che usiamo e che non usiamo. É impossibile liberarsi di qualcosa dentro di me, tagliarlo fuori come se fosse al di fuori di me, ma devo decidere a cosa dare importanza nel mio contatto col Creatore, con dazione. Per rivelarLo devo costantemente chiarire dove restringo me stesso e dove già lavoro con Masachim (schermi).

Quando ZON illumina, è uno stato pericoloso, visto che si tratta di un esempio di come due attributi possono essere connessi anche se sono di natura opposta. A grandi linee, la connessione di ZON durante la discesa può fornire alla Sitra Achra i poteri per connettersi. Quindi Zeir Anpin e Nukva non devono connettersi di sotto. La connessione è possibile solo se si innalzano al superiore.

Le correzioni avvengono sempre nel superiore. Siamo incorporati in esso e ci da il modello giusto. Io posso comportarmi in una maniera perfetta se mi trovano in un posto con le condizioni necessarie per farlo. Per esempio, potrei venire ad una festa dove gli uomini e le donne si siedono su lati opposti del tavole e non si mescolano durante le comunicazioni.

Questo mi porta immediatamente ad un certo modello, una certa struttura, non lasciando spazio alla confusione. Io partecipo alla conversazioni d’affari e non sono distratto e attirato verso altre problematiche. Il posto stesso modella il modello giusto per me e mi protegge.

Per quanto riguarda ZON, i suoi vasi inferiori sono l’intera impurità (Klipà). Quindi non ci possono essere delle misure specifiche in essi al di sotto, che permettono la connessione quando discendono. La connessione può essere solo al di sopra, quando sono in Partzuf dei genitori, AVI.

Quindi come ha fatto ZON a discendere alle anime per poter dare la Luce sulle di loro? ZON discende veramente e da per poter innalzare le anime insieme a esso. Non ci sono mai correzioni sotto dove si trova il vaso difettoso. Questa è la legge. Tutte le correzioni sono soltanto durante l’ascesa.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 17.09.2013, Introduzione al Libro dello Zohar)

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Come Baal HaSulam ha contribuito al Sistema Spirituale

Baal HaSulam “Un Comandamento”: I primi saggi hanno scelto per sé un modo riservato ed io ho scelto un modo generale perché, da come la vedo io, la materia Divina si adatta meglio ad essere rivestita nell’eterne combinazioni delle lettere che non cambieranno mai. Vorrei dire che con questo successo fisico, non cambieranno in nessun luogo e in nessun momento. Per questa ragione le mie parole sono limitate.

Grazie alla fede al di sopra della ragione, sono stato spinto ad esprimere la spiritualità in una maniera generale. Tuttavia, invece, ho scelto di spiegare tutti i dettagli e tutte le combinazioni spirituali fin nei più piccoli dettagli, che non hanno altra fonte e origine di questa raccolta, cioè, la purezza della Kabbalah. E poiché io chiarisco i dettagli spirituali senza rivestirli nelle combinazioni fisiche, questo farà molto meglio allo sviluppo del conseguimento. E questa saggezza è chiamata “la saggezza della verità”.

Solamente dopo molti capovolgimenti e rivelazioni lungo la strada, l’uomo che percorre il cammino della verità inizia a rendersi conto di quali cambiamenti Baal HaSulam ha reso possibili. Sembra che egli abbia soltanto scritto dei nuovi testi ma, di fatto, noi stiamo parlando di cambiamenti nel sistema stesso.

In generale, ogni Kabbalista fa dei cambiamenti nel sistema attraverso le sue correzioni, le sue aggiunte. Questo significa “chiarire” il sistema nel suo insieme o nei dettagli, in una forma o nell’altra. L’essenza non è di descrivere il mondo spirituale con delle parole o in un certo stile. No, Baal HaSulam ha semplificato il sistema e ha aggiunto alcune componenti in modo che l’uomo che avanza lungo il percorso le potesse usare, ricevendo continuamente sostegno, assistenza, spinta, e così muoversi in avanti.

In questo, l’analisi ed il chiarimento è fatto sia nei dettagli che nel suo insieme e prende forme più distinte necessarie per muoversi verso lo scopo dello creazione ad una velocità più alta rispetto a coloro che si sono occupati prima del sistema, prima che Baal HaSulam vi contribuisse con i suoi sforzi, e con i suoi cambiamenti.

Ogni Kabbalista aggiunge qualcosa, ognuno produce dei cambiamenti sistemici, e non riguarda soltanto lo scrivere un libro. Ne “Introduzione allo Studio delle Dieci Sefirot“, Baal HaSulam parla dei saggi del Talmud che hanno compiuto queste correzioni nel sistema, di modo che, invece dell’ascetismo, possiamo avanzare attraverso gli sforzi e lo studio. Egli stesso ha compiuto questa correzione, attraverso la quale noi possiamo, invece di studiare, essere ancora più coinvolti nelle azioni tra di noi: la divulgazione e l’unione.

La Luce che corregge dipende di più dalle azioni, chiamate lo “studio della Torà“. E “studiare la Torà” significa imparare le azioni della dazione, imparare a compierle in modo tale che la Luce di Hochma si possa rivestire nella Luce di Hassadim ed esse diventano le “lettere” della vita. In questo modo un uomo scrive il libro della Torà nelle pieghe del suo cuore e avanza lungo il cammino.

Noi impariamo dal “Libro della Vita”, lo viviamo, lo sperimentiamo nella pratica, e riveliamo le sue lettere nella forma di stati che passano attraverso i nostri desideri, i nostri vasi. E Baal HaSulam aveva organizzato tutto in modo che passando per le nostre azioni individuali possiamo ottenere la conoscenza del sistema nel suo insieme.

E’ come se guardassimo ad un grande schermo del quadro generale, nell’angolo del quale c’è un piccolo frammento con una parte di esso. Allo stesso modo, un chirurgo vede il quadro generale in base alle condizioni del paziente e, allo stesso tempo, sul piccolo schermo, lo specifico punto dell’operazione che si sta tenendo.

In questo modo, muovendosi individualmente, siamo riempiti delle stesse impressioni del processo complessivo.
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(Dalla 4.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 29.09.2013, Gli scritti di Baal HaSulam)

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Fisiche e testi del mondo spirituale

Noi parliamo il linguaggio delle emozioni, dei sentimenti nel nostro desiderio di ricevere, in materia di creazione. Ma se potessimo usare il linguaggio delle forze come fa la saggezza della Kabbalah: in termini di Masachim (schermi), Aviut (spessore), e le forze di attrazione e di rifiuto, cioè, di come funziona la natura e non ciò che sentiamo come risultato di tali forze operanti sulla nostra materia, parleremmo in maniera più concreta.

Cos’è l’ “importanza del Re”, per esempio? È una forza che permette alla persona di eseguire determinate azioni in una certa direzione, è la forza di attrazione del Creatore, la sua grandezza, l’importanza, la forza della fede, la forza della dazione o la forza del ricevere. E se usassimo questo linguaggio specifico, non filosofeggeremmo e non ci confonderemmo.

I kabbalisti spiegano che è possibile parlare della realtà nei quattro linguaggi che correlano i quattro livelli della nostra materia, perché tutto avviene riguardo i kabbalisti e la loro rivelazione. La saggezza della Kabbalah è la lingua più profonda, perché non parla di sentimenti, ma di forze.

Condizioni come il divieto di aggiungere o sottrarre dal lavoro e la fede nella grandezza e nell’importanza del Creatore traducono nel linguaggio dei vettori di forze, le relazioni tra le forze e il modo in cui interagiscono. Collegandole in forme diverse, generano fenomeni diversi.

Ma se ci riferiamo alla nostra realizzazione, al nostro penetrare più profondamente utilizzando queste forze, e non per il nostro studio esteriore, allora non abbiamo scelta. Non possiamo usare questi concetti automaticamente come nel nostro mondo dove siamo sullo stesso livello operativo in cui esse si trovano. Nel mondo spirituale, dobbiamo iniziare prima con queste forze, e poi abbiamo bisogno di un linguaggio diverso, il linguaggio del sentimento, il linguaggio del lavorare con loro.

Abbiamo bisogno di elevarci al livello in cui le forze spirituali operano sui nostri sentimenti al fine di sapere come usarli. Questa saggezza è chiamata la saggezza della Kabbalah, ricezione. Quando cominciamo a studiare la vera realtà come un insieme di forze che operano, scopriamo che dietro le due forze: la forza della dazione e la forza della ricezione, vi è in realtà una sola forza del Creatore, e che non esiste nessuno tranne Lui.

Il Creatore utilizza queste due forze per condurre la creazione, e se vogliamo raggiungere Colui che è al di sopra di quella natura di ricezione e dazione, dobbiamo acquisire queste due forze nella combinazione giusta, nel giusto equilibrio, ed arrivare così a Lui. Quindi entrambe le fisiche del mondo superiore, la saggezza della Kabbalah, che parla di queste forze, e noi che raggiungiamo queste forze nel linguaggio del lavoro del Creatore, il che significa nel linguaggio delle emozioni, che sono connesse in noi. Attraverso questi due linguaggi espandiamo i nostri vasi di percezione e siamo in grado di sentire la vera realtà.
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(Dalla preparazione alla Lezione quotidiana di Kabbalah del 22.09.2013)

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L’Intenzione: Un ritratto ad olio

Domanda: Che cos’è la giusta intenzione? Come si manifesta: nei sentimenti o nella mente?

Risposta: La giusta intenzione è la fotografia dello stato desiderato, il ritratto, che contiene me, il mondo, e il Creatore tutti insieme. Il dipinto raffigura le mie aspirazioni. Voglio raggiungere questa immagine nella realtà; si tratta dello stato futuro che mi ero prefissato come obiettivo.

L’intenzione non è un mantra, non è una fantasia vuota, ma l’immagine del mondo futuro che voglio realizzare nella vita. Essa cambia tutto il tempo, ma soprattutto, incorpora tutti. Non cancello o non sorvolo su nulla, io non sono il padrone di questo maestoso panorama, voglio solo che tutte le sue parti siano allineate proprio in questo modo.

Guardando alla realtà futura, voglio che tutti vivano in adesione con il Creatore. È l’idillio, l’armonia, la tela perfetta dell’unione universale. Tutti Lo raggiungono, tutti sono uniti a Lui, e per questo si sono uniti tra di loro. Ognuno è come un uomo con un solo cuore e insieme con il Creatore – Israele, la Torà , e il Creatore è uno. Questa è la mia intenzione quindi voglio vedere, capire, e sentire la realtà, io voglio vivere in questo mondo. Questo è il mio sogno.

Quando parlo con qualcuno, nell’ambito della divulgazione, ho più o meno un programma chiaro di come portarlo a questa immagine della mia intenzione. Egli si integrerà ad esso; sarà più o meno attivo in esso, dipende se in lui è stato risvegliato il punto nel cuore. Comunque, io voglio anche che sia coinvolto nel processo, che è lo scopo della mia divulgazione. Dopo tutto, io so che solo in questo caso andrà bene. Questo è il motivo per il quale voglio coinvolgerlo in questa immagine.

Naturalmente, lungo il cammino gli porto delle prove evidenti che dimostrano che questa è l’unica vera via; spiego come agire e dimostro che questa tecnica non è piena di pericoli e porta solo cose buone a lui, ai suoi figli, ai suoi amici…

Questo avviene lungo il cammino, ma alla fine, voglio che diventi una sola cosa con me, al fine di raggiungere l’obiettivo.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 22.09.2013, Scritti di Baal HaSulam)

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“Dopo l’umiltà arriva il timore del Signore”

Domanda: Posso diventare anch’io il padrone di casa che riceve gli ospiti come il Creatore, o resterò per sempre un ospite?

Risposta: Non sarai mai capace di essere il primo. Tu sarai solo in grado di rispondere, di essere grato, e di chiedere, e attraverso questo sviluppare te stesso. Non puoi salire sopra di Lui, naturalmente, e tu non vuoi che sia così.

Ci sono situazioni in cui senti di essere il Faraone e ti chiedi: “Chi è il Signore perché io debba ascoltarLo?” Ma quando raggiungi i livelli spirituali nel tuo lavoro spirituale, decidi di voler annullare te stesso e sottometterti.

Tutte le azioni spirituali arrivano dopo il livello di Hafetz Hesed, dare allo scopo di dare. Prima avanza Mosé e poi segue l’intera nazione, il che significa: tutti gli altri nostri attributi.

Questo ordine deve essere mantenuto. In caso contrario, come la Torà ci dice, emergono ad uno ad uno i peccatori, ribellandosi contro Mosè e determinando situazioni spiacevoli. Così veniamo a sapere che solo Mosè può condurci. Questo studio è necessario per chiarire tutti questi discernimenti: i figli di Aronne, le spie, ecc.

Tutto questo è necessario per aumentare ulteriormente il livello di Mosé poiché lui è modesto e non può elogiare se stesso.

Quindi egli ha bisogno in realtà di tali avversari che lo elevino. Le corazze emergono, e come risultato della chiarificazione, scopriamo che Mosè si trova al di sopra di loro, che l’attributo di dazione li domina tutti; domina attraverso la sua umiltà, attraverso la sua modestia.

Quando completiamo il livello di Bina impariamo come utilizzare il nostro desiderio di godere correttamente, come è detto: “Dopo l’umiltà arriva il timore del Signore”.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 11.09.2013)

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Un Milione di dollari o la Luce Superiore?

Domanda: L’obiettivo della nostra divulgazione è di dare alle persone ciò che vogliono. Cosa li stiamo dando? Si tratta del milione di dollari che vogliono, un regalo, o qualcos’altro?

Risposta: La nostra relazione con le persone nel mondo è come la relazione con i nostri figli, li diamo quello di cui hanno bisogno,e non ciò che chiedono, perché chiedono qualcosa che li farà del male,e noi cerchiamo di proteggerli e tenerli lontani da queste cose.

Se dovessimo uscire nel mondo e dire “Chiedi quello che vuoi, e ti sarà dato” allora la tua domanda sarebbe corretta. Ma noi andiamo al mondo e diciamo “Vuoi soldi, conoscenza, ricchezza, felicità, salute e sicurezza? Tutto questo è disponibile con soltanto un piccolo sforzo per unirsi” Non offriamo semplicemente ciò che vogliono, ma piuttosto stabiliamo le condizioni necessarie per la connessione.

E’precisamente il loro sforzo di connettersi che risveglia la Luce Circostante che li raggiunge tramite noi, e con questa influenza il loro desiderio inizia a cambiare, diventa più spirituale.

Certamente, vogliano ancora i riempimenti di questo mondo,come cibo sesso, una famiglia normale, vari intrattenimenti, ma insieme a questo, i loro desideri sono fondamentalmente cambiati. Quindi il nostro appello è chiamato Educazione Integrale. Cominciano a fare domande diverse.

Essenzialmente li presentiamo con azioni normali che sono accettate in questo mondo. Sappiamo che se le persone si incontrano e fanno qualcosa insieme il più delle volte ci riusciranno. Ma insieme a questo, facciamo l’opposto. Li facciamo incontrare non per farli lavorare insieme per il bene del pubblico, ma in modo che con la discussione che avranno prima del lavoro collaborativo, sentiranno una sorta di nuovo potere, una società sarà creata dentro di loro, “una sfera di lampone” viene creata in loro.

In sostanza cominciano a capire che la connessione li porta non solo ad una soluzione ai loro problemi quotidiani, ma li da anche calore, elevazione nella vita, e un po’ di energia.

Non sanno da dove arriva, ma esiste.

Facciamo delle tavole rotonde intorno alle quali si uniscono persone di vari campi che si odiano tra di loro, Arabi, Ebrei, Druze e Beduini. Improvvisamente dopo 40-50 minuti, sono pronti ad abbracciarsi e cantare insieme. L’aggressione sparisce, e la Luce Superiore passa a loro attraverso di noi. Questo loro non lo sentono. La Luce agisce su di loro ed improvvisamente cominciano a capire che devono innalzarsi al di sopra del loro antagonismo e, proprio grazie all’odio, nonostante l’odio, devono sentire un’attrazione reciproca e persino amore.

L’ego è stato creato per potersi elevare al di sopra, ed arrivare alle caratteristiche opposte. Dalle caratteristiche della ricezione, arriviamo alle caratteristiche della dazione, dall’odio, arriviamo all’amore. Quindi giustifichiamo il Creatore che ha creato l’ego. É detto “ho creato l’indole maligna , ho creato la Torà come correzione”- prendetelo, correggetelo, e ricevete una caratteristica che è completamente l’opposto del male, la bontà e l’amore.

Quindi la tua domanda: “Cosa li diamo” è la domanda giusta. Attraverso noi, portiamo la Luce Superiore.

Quando lavoro con il pubblico, inizio ad avere bisogno del Creatore, perché investo, prometto, lavoro con la gente. Se niente ha successo, questo sarà un disastro. Sono come una specie di ladro o truffatore, entro in una situazione pericolosa e aspetto per vedere se avrò successo o no. Se non avrò successo allora mi arriveranno dei colpi, o peggio, mi umilieranno e malediranno.

Quindi sono costretto (e questa è la situazione migliore) di rivolgermi al Creatore, perché sostanzialmente sento un bisogno per Lui. Per la prima volta nella mia vita ho veramente bisogno di Lui. Questo è perché sento che il mio ego, il mio orgoglio, la mia terribile vergogna che sentirò se non avrò successo, semplicemente brucerà in me. É la sensazione peggiore. E senza una scelta, con gli amici, siamo pronti a fare ogni cosa per avere successo.

Di certo siamo fortunati ai nostri tempi che abbiamo un’opportunità del genere. Altrimenti non costruiremo questa catena, non saremo pronti a rivolgerci al Creatore, perché il nostro appello sarebbe egoistico.

E da quando iniziamo a pensare alla gente, il nostro appello al Creatore e’ un vero MAN. Infatti, ogni cosa è molto semplice. Dobbiamo solo cominciare a vedere come il Creatore ti mette le condizioni davanti che ti inseriscono in questo sistema, inferiore, superiore, e con te nel mezzo.

Specificamente tu sei nel mezzo; quindi senza qualcuna scelta, sia dall’alto al basso e anche dal basso verso all’alto, non agisci per il bene proprio. In sostanza meriti di ricevere le parti anti-egoistiche, prima zero, poi il primo, secondo, terzo. Questo vale a dire che inizi e sentire i mondi spirituali: Assiya, Yetzira, Beria, e così via.
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(Dal Congresso in Stoccolma “Joy in Unity” del 31.08.2013, Lezione 4)

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Le melodie dell’amore

Quando cantiamo le melodie che sono state scritte dai Kabbalisti o leggiamo i Salmi o gli altri scritti dei Kabbalisti, abbiamo bisogno di capire che essi sono tutti stati scritti in uno stato di adesione con il Creatore. Pertanto, qui non vi è alcuna tristezza, pessimismo, o sensazione di difficoltà nel lavoro.

Tutto ciò che appare come espressione di debolezza o di tristezza sono sentimenti completamente opposti e provengono precisamente dalla speranza, dalla nostalgia dell’amore, dall’interno della Luce che illumina già da lontano, come l’alba nascente.

Queste melodie possono sembrare secondarie, nella tristezza, con una sensazione di pesantezza e debolezza, ma non è affatto così. Vengono da un desiderio appassionato, dall’adesione, dalla gioia e dalla devozione. Provate a cantarle e sentirle in particolare in questo modo.

Lo stesso vale per i Salmi. Tutti i versi apparentemente più tragici del Re Davide parlano di come lui deve scappare da tutti coloro che lo perseguitano e lo odiano, e viene abbandonato dal Creatore, sono stati tutti scritti da un altissimo livello di adesione. Dobbiamo cercare di sentire ciò in queste melodie.
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(Dalla preparazione alla Lezione quotidiana di Kabbalah del 11.09.2013)

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Domanda: Una persona, a volte, durante una discesa perde tutte le sue forze e cerca di scappare dal lavoro nel gruppo. Come possiamo affrettare le transizioni che si verificano durante le discese?

Risposta: Una persona non deve scappare dal gruppo. Chi smette di venire al gruppo durante una discesa danneggia tutto il gruppo. Gli altri devono semplicemente portarlo su una barella. Gli amici devono essere molto sensibili a ciò che accade nel gruppo. Se essi non prestano attenzione al fatto che i loro amici sono in calo e che non vengono a lezione, è segno che non sono abbastanza seri e non possiedono lo spirito giusto per attaccare.

Se ritenessimo che ogni giorno è il giorno dell’attacco, come sul fronte, allora capiremmo che se perdiamo anche un solo amico, non possiamo vincere. Un amico che cade in battaglia sconvolge la totalità dell’esercito e distrugge le linee, ma noi non siamo consapevoli di questo e anche gli amici che cadono non sono consapevoli dei danni che stanno causando agli altri amici. Questo significa che non stiamo lavorando sulla connessione tra noi e stiamo rallentando il nostro progresso.

Eseguiamo molte azioni, ma dovrebbero essere tutte concentrate sul nostro senso di unione tra di noi, che è al centro di tutti i nostri sforzi e la nostra ricompensa. Il centro, il fulcro della rivelazione del Creatore, e della fine della correzione si concentra nel punto della nostra connessione.

Solo se guardiamo in questo punto centrale di connessione nel gruppo potremo scoprire l’odio reciproco, il rifiuto e la separazione, e quindi anche la connessione, l’unione, e la rivelazione del Creatore. Si tratta dello stesso punto che dobbiamo raggiungere costantemente e da cui dobbiamo essere attratti, e l’unico punto su cui dovremmo concentrarci. Invece ognuno guarda nella propria tasca.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 13.09.2013, Shamati 33 “La sorte di Yom Kipur e Haman”)

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Domanda: Come può una persona continuare per la sua strada e non essere in preda alla disperazione, dopo che, dopo aver studiato per tanti anni, non ha ancora raggiunto nulla?

Risposta: Non hai fatto niente allo scopo di ottenere qualcosa. Tu sei stato coinvolto con la saggezza della Kabbalah come egoista per la realizzazione di te stesso. Hai fatto qualcosa tra di voi in un gruppo. Non hai portato del bene a nessuno. Non sei stato coinvolto nella divulgazione. Stai stufando nel tuo stesso brodo.
Cosa intendi per raggiungere qualcosa? Quali atti di dazione hai compiuto? Perché pensi di meritare qualcosa? Sulla base di che cosa?

Certo, io ti incoraggio sempre, “Vieni, va avanti, e ancora…” Per quale scopo oggi il Creatore richiede così tante persone che stanno imparando la saggezza della Kabbalah? Perché Egli risveglia questo desiderio in voi? È così che andranno avanti, verso il popolo. Inoltre, Egli li fa crescere non qualitativamente, verso l’alto, come i grandi Kabbalisti del passato, ma quantitativamente in modo che essi cominceranno a entrare nelle masse.

Davanti a te adesso si sta aprendo la realizzazione pratica della saggezza della Kabbalah. Se tu inizierai a essere coinvolto con questo, allora la Luce Superiore passerà attraverso di te e la riceverai. Se non passerà attraverso di te verso le masse, allora non l’hai mai ricevuta. Questo perché tutte le tue richieste sono egoistiche, “Dai a noi!” Pertanto, il tuo destino è nelle tue mani.

Per molti anni, siamo stati coinvolti con la divulgazione allo scopo di attirare persone come noi. Per questo, abbiamo preparato un gruppo. Ci siamo preparati.

Ora, stiamo cominciando a realizzare la saggezza della Kabbalah tra le masse e precisamente nella forma di educazione integrale. L’umanità deve unirsi, affinché l’amore per l’altro diventi il fondamento del metodo integrale. Qui non ci sono materiali nobili e spiegazioni. Se divulgheremo questo, allora riusciremo sicuramente.
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(Dal congresso in Stoccolma “Joy in Unity” 31.08.2013, Lezione 4)

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