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Un esempio di vita felice

Dr. Michael LaitmanDalla Torah (Deuteronomio, 4:5-6): “Guardate, io vi ho insegnato leggi e norme, come il Signore, il mio Dio, mi ha ordinato, per applicarle in mezzo al paese in cui state per entrare per prenderne possesso. E voi [le] osserverete e [le] attuerete, perché questa è la vostra saggezza e la vostra intelligenza agli occhi dei popoli, i quali vorranno ascoltare tutte queste leggi e dire: “Solo questa grande nazione è fatta di persone sagge e intelligenti”.

Questo comandamento suggerisce che se il popolo d’Israele inizia realmente ad eseguire i comandamenti in modo corretto e svolge tutte le sue azioni, non per se stesso, ma per il bene della dazione, per il bene degli altri, e attraverso loro per il Creatore, allora tutte le nazioni del mondo, tutte le proprietà della natura entreranno in armonia tra di loro e il mondo arriverà all’equilibrio universale.

E vedendo l’esempio di vita felice, l’umanità dirà: “Come sono sagge e intelligenti queste grandi persone!”
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Dalla trasmissione di Kab TV “I segreti del Libro Eterno” 10/02/16

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Sono salito nella Spiritualità o mi sembra soltanto?

Dr. Michael LaitmanDomanda: Se l’uomo pensa di essere salito nella spiritualità e poi, improvvisamente, gli viene il pensiero che gli possa solo sembrare che sia così, significa che è veramente salito o che gli sembra solo?

Risposta: Molto probabilmente gli sembra solo.

Un’ascesa spirituale è un’azione molto seria che risulta dall’assoluta vicinanza dell’uomo ad un gruppo e dal ricevere una forza speciale dal gruppo, il quale eleva gradualmente chi collabora con esso. Questa è un’ascesa verso l’attributo di amore e dazione, sopra la nostra natura egoistica.

Inoltre in questo stato nulla “sembra” all’uomo, poiché egli ha delle sensazioni molto precise fino al dettaglio più elementare dei diversi desideri e forze.
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Dalla lezione di Kabbalah in russo 20/03/16

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La Nazione Divisa

Dr. Michael LaitmanDomanda: I miei soci in affari sanno molto bene come essere subdoli e truffare i propri clienti. Mentre io, al contrario, cerco di essere onesto e faccio quindi affidamento sull’onestà degli altri. E alla fine vengo lasciato da parte senza nulla, e inizio ad invidiare gli altri: “Perché io non riesco a realizzarmi nei miei affari come gli altri?”, si tratta di una Klipa, di un difetto?

Risposta: La Klipa è il lavoro contro la santità, contro il Creatore, un lavoro molto sofisticato in effetti.

Per quanto riguarda il tuo esempio, posso dirti che l’uomo che inganna la gente, alla fine, inganna il Creatore, e allunga le distanze che lo separano da Lui. Su questo non ci sono dubbi.

Se prendo quello che non merito dalla gente o dalla natura, ovvero il Creatore, allora questo è già l’inizio di una Klipa. E cosa merito? Io merito qualcosa se lavoro al fine di dare, se io esisto per raggiungere la dazione. In questo caso, anche le necessità che ho, sono solo per esistere e per essere in dazione, al fine di essere simile al Creatore e fare il lavoro di Dio. Non posso prendere per me tutto il resto che si trova al di fuori delle mie necessità vitali. Tutto il resto mi serve solo per dare agli altri. Questo deve essere il calcolo che fa l’uomo, e lo determina per sé: “Questo è ciò di cui ho bisogno per esistere al fine di portare soddisfazione al Creatore”. Tutto inizia con questa decisione, e continuando nella stessa direzione si arriva alla Kedusha (Santità).

Nella Klipa mi trovo nella situazione opposta perché prendo dagli altri, anche se non lo merito e forse non l’ho nemmeno guadagnato. Questo vale anche per quella parte del popolo d’Israele che non lavora ed è immersa completamente nello studio della Torah.

In generale, a causa dell’errore di calcolo in questo senso, stiamo tutti annegando nel mare dell’egoismo e dell’allontanamento dalla forza superiore. Anno dopo anno questo errore colpisce tutti in maniera sempre più forte e in questa fase stiamo iniziando a cadere in uno stato che abbiamo già sperimentato nel secolo scorso.

Ma ciò non significa che ognuno di noi deve andare al lavoro, o al contrario, che dobbiamo tutti vivere alla giornata. Una parte della popolazione ha davvero bisogno di studiare, così come un’altra parte ha bisogno di lavorare. Forse ci dovrebbe essere una certa rotazione. Perché non organizzarsi in modo tale che tutti abbiano la possibilità di lavorare e studiare?

Naturalmente, nel periodo del Tempio, molti nel paese si dedicarono allo studio. E non si trattò quindi di una questione di quantità, ma di discernimento. Questo è il nostro lavoro.

Inoltre, l’epoca che si prospetta davanti a noi non richiederà lo stesso numero di lavoratori com’è accaduto in passato. Quindi abbiamo solo bisogno di organizzare tutto in forma corretta.

Il problema è che le due metà della nazione, il sacro e il profano, non sanno come comunicare fra loro, non si capiscono a vicenda. Questo è l’unico ostacolo. Dopo tutto, se fossimo stati in grado di trovare un terreno comune e posizioni corrispondenti, credo che tutti avrebbero capito: chi studia deve continuare nel proprio studio. Ma non c’è alcun contatto tra le due parti della nazione, non ci sono buoni rapporti, non esiste un dialogo costruttivo e reale; esiste solo un odio reciproco, e quindi ci manca la corretta analisi della situazione.

In realtà il paese non ha bisogno di decine di migliaia di lavoratori e soldati. La dimensione del mercato del lavoro si contrarrà nel corso degli anni, e l’esercito moderno ha bisogno di più tecnologia che di persone.

Pertanto, l’attuale conflitto in Israele è causato dai giochi politici. I poteri che stanno dietro le quinte, stanno deliberatamente alimentando il fuoco.

E d’altra parte il grave problema dei religiosi è che non possono creare un corretto contatto con la parte laica della nazione per spiegare la propria posizione. La parte religiosa non apre una finestra di dialogo per paura di essere influenzata dalla cultura esterna. Ma la mancanza di dialogo fomenta la guerra fra fratelli.

Da Notare: Questo anche se i muri si stanno sgretolando e le influenze esterne sono penetrate all’interno.

Risposta: Ma questo non porta al contatto, alla comprensione reciproca. I muri si stanno sgretolando, non secondo la nostra volontà, ma per volere del tempo.

Le parti devono mettersi in contatto ed iniziare un chiarimento reciproco. Il nostro problema deriva dall’avere un unico “paniere”. Negli Stati Uniti non vi è alcuna collisione tra il popolo laico e quello religioso; essi “non mangiano dallo stesso piatto”, non hanno lo stesso esercito, non ci sono punti di contatto, non c’è alcun conflitto che qualcuno vive per conto di qualcun altro, e non c’è mancanza di comprensione fra loro.

In Israele la nazione è divisa, spaccata, e quindi continuiamo la distruzione del Tempio. In realtà le due parti partecipano a questo processo, compresi quelli che studiano la Torah. Essi chiamano la parte laica “il bambino viziato”. Ma se è un bambino, allora ha bisogno di un atteggiamento particolarmente paziente, e va da sé che richieda più attenzioni. Non è questo quello che dice la Torah? Dov’è il cuore grande, l’approccio simpatico e attento, dove non ci sono litigi e conflitti.
Alla fine tutto questo ci indebolisce e ci porta al collasso.

Domanda: Cosa diresti alla parte religiosa della nazione?

Risposta: Ai loro occhi io non sono nessuno, perciò non ho niente da dire o nessuno con cui parlare.
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Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 20/02/14, Gli Scritti di Baal HaSulam, “Introduzione al Libro dello Zohar”, Articolo 55

Cos’è eterno?

Dr. Michael LaitmanDomanda: Perché dovremmo anelare allo scopo della creazione? Forse sarebbe meglio vivere e pensare di raggiungere qualcosa nella vita.

Risposta: Forse è un auto inganno! Non possiamo ignorare il fatto di essere stati dotati del desiderio di comprendere la gestione del mondo, la sua struttura, il nostro destino, il significato della vita e lo scopo della creazione.

Queste domande appartengono al nostro livello umano e non possiamo sottovalutarle, altrimenti diventiamo depressi come la maggior parte della gente.

E anche se questa depressione non ha portato le persone alla rivelazione della saggezza della Kabbalah, noi ci siamo già arrivati. Pertanto, dobbiamo aiutarle a superare la depressione e l’abuso di droghe.

Domanda: Negli ultimi istanti di vita, le persone sono solite pensare: “Ho fatto qualcosa nella mia vita! Lascio qualcosa di me!”

Risposta: E io dico, a differenza loro, che questo mondo e la nostra piccola e insignificante civiltà sono limitati. Non importa cosa fate in questo mondo, tutto svanisce e non rimane nulla. L’unica cosa che viene registrata è quello che hai fatto per unire le persone in un unico sistema in cui il Creatore può essere finalmente rivelato. Rimangono solo le qualità e le azioni. Sono conservate nel sistema e quindi sono eterne. Per di più, sono registrate sul vostro conto. Niente altro rimane o continua nel futuro.
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Dalla lezione di Kabbalah in russo del 13/03/16

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Un confronto interminabile

Dr. Michael LaitmanDomanda: Perché l’uomo deve studiare la saggezza della Kabbalah se ci si possono aspettare solo dei problemi? Non ce ne sono già abbastanza?

Risposta: I problemi del Kabbalista hanno un carattere assolutamente diverso, sono problemi d’amore.

Il Creatore apparentemente si diverte con l’uomo, si nasconde un po’, poi si rivela, ritorna ad occultarsi e si rivela nuovamente, affinché l’uomo impari ad identificarlo e a percepirlo. Infatti, il Creatore sta tutto il tempo davanti all’uomo, ma noi non lo percepiamo. Ci manca la possibilità di percepirlo.

Spetta all’uomo incontrarLo attraverso l’aiuto del lavoro di corteggiare il Creatore. Supponiamo che l’uomo sperimenti qualche tipo di malessere. Il Creatore lo fa intenzionalmente affinché, in questo modo, egli Lo veda e Lo percepisca; a volte la scoperta arriva attraverso situazioni gradevoli.

Vuol dire che i problemi sono progettati per scoprire il Creatore in tutti i livelli e in tutte le circostanze dietro le quali Lui si trova.
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Dalla lezione di Kabbalah in russo del 16/02/16

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Come si può prevedere il futuro?

Dr. Michael LaitmanDomanda: Nella Torah, molte volte viene previsto il futuro: sono menzionati i sogni profetici dei profeti e vi erano persone che li interpretavano. Come si relaziona la saggezza della Kabbalah alla chiromanzia e alla previsione del futuro nei sogni?

Risposta: I kabbalisti possono davvero vedere il futuro, non in un sogno, ma in uno stato di veglia assoluta, per mezzo di una speciale ascesa al livello successivo. Questo grazie all’acquisizione della caratteristica di dazione al posto della caratteristica di ricezione, una caratteristica altruistica invece di una caratteristica egoistica. Essendo in parte liberi dal livello materiale, cominciano a sentire uno più elevato, il livello delle forze che gestiscono la materia. Entrando nel campo di queste forze, l’uomo comincia a vedere passato, presente e futuro, al di là del tempo.

Così, per un kabbalista la previsione del futuro generalmente non è una previsione; piuttosto, è una situazione attuale, proprio come tutto il resto del tempo. Io offro questa possibilità a tutti, ma prima devono salire al livello detto “profetico”. Per farlo non serve alcuna speciale capacità, a parte il desiderio. Tutte le altre profezie, compresa la chiromanzia, sono fondamentalmente “magia nera”.
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Dalla lezione di Kabbalah in russo 20/03/16

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Scoprire il Creatore

Dr. Michael LaitmanDomanda: Ha detto che, per riuscire a leggere nelle fonti, ci aiuterà la Ohr Yashar (Luce Diretta). Esiste un modo per percepirla, o tutto succederà all’improvviso?

Risposta: Come regola generale, avviene improvvisamente. Esiste un processo di avvicinamento ed allontanamento dal Creatore, ma quando ad un uomo giunge la Sua rivelazione, questo è sconosciuto sino al secondo prima.

Domanda: Cosa sente l’uomo quando succede?

Risposta: Egli sente un flusso di Luce nella sua mente e nelle sue sensazioni, nelle sue caratteristiche e nella sua comprensione. Il Creatore non è un concetto con qualche piacevole sensazione; piuttosto, comincia a vedere la profondità del Suo sistema naturale, e come si muove.

Il Creatore è un Sistema. Così è possibile conseguirLo solo attraverso il Suo operato su di noi, attraverso la nostra integrazione all’interno di questo sistema.
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Dalla lezione di Kabbalah in russo, 13/03/16

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Un rigido programma di gestione

Dr. Michael LaitmanDomanda: Se il Creatore è una forza, una legge e un codice nascosto, i Kabbalisti sono dei programmatori spirituali che imparano a leggere il codice nascosto dell’universo per inserire modifiche nel programma di gestione?

Risposta: I Kabbalisti non inseriscono cambiamenti nel programma di controllo. Non hanno il diritto di farlo e non possono farlo.

Il rigido programma di gestione è immutabile. L’unica cosa che i kabbalisti possono fare è cambiare se stessi! Così loro inseriscono un parametro positivo nel sistema con cui affrettano e accelerano il sistema in modo da essere più piacevole e facile per tutti.

Vi è un certo campo nel programma all’interno del quale è possibile cambiare il suo movimento in una direzione più positiva o più negativa inserendosi e partecipando correttamente in quel campo.

Se il programma funziona in un certo modo e poi ad un certo punto viene cambiato e tu cominci a muoverti tra il più e il meno, un po’ su e un po’ giù, accelerando i tuoi movimenti o rallentandoli, tu raggiungi finalmente l’ultimo traguardo.

Essendo parte di esso, correggendo te stesso e diventando un elemento positivo in quel sistema, questi influenza tutti gli altri in modo positivo.
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Dalla lezione di Kabbalah in russo 13/03/16

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Due sistemi di controllo

Dr. Michael LaitmanDomanda: Qual è la radice spirituale della crudeltà?

Risposta: Esistono due sistemi di controllo: destra e sinistra. La sinistra è il sistema crudele e atroce e la destra è esattamente il suo opposto; quest’ultima ammorbidisce tutto gentilmente, con affetto, accoglienza, incoraggiamento e sostegno. E noi avanziamo nella linea di mezzo, più o meno intorno ad essa.

A volte la linea di sinistra prende il controllo del mondo e iniziano le guerre e l’annientamento, e con essi una profonda sofferenza. Se la linea destra prende il controllo del mondo allora percepiamo che tutto va bene.

Il problema è che quando ci sentiamo bene, siamo inclini ad ammorbidirci e a diventare deboli, così il mondo ritorna di nuovo alla linea dura.
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Dalla lezione di Kabbalah in russo del 14/02/16

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La traversata del Mar Rosso (Yam Suf), parte 2

Dr. Michael LaitmanCi sono diversi livelli nel rapporto tra le persone e la forza superiore, il pensiero della creazione.

Alcune persone pensano nel seguente modo: “A quanto pare, esiste una forza superiore che ha un grande obiettivo. Questa forza ci chiede di fare ciò che vuole nella nostra vita. Riceveremo una ricompensa se noi facciamo ciò che desidera almeno nella forma semplice, nella nostra vita materiale e osserviamo i comandamenti”.

Per alcuni, il premio può essere sentirsi bene in questa vita, e quindi loro considerano che valga la pena farlo. Altri considerano che avranno un mondo futuro dopo la morte.

Ci sono ancora altre persone che non sono d’accordo con questo e la pensano diversamente: “La forza superiore non vuole che noi ci relazioniamo a questo sistema in cui oggi esistiamo in una forma così semplice, ovvero, avere solo qui una vita migliore o anche acquisire un cosiddetto mondo futuro dopo”.

Al contrario, questa forza superiore vuole che noi la conosciamo, per raggiungere il suo livello, per diventare simile ad essa, prenderci cura di tutto il sistema nel modo in cui essa lo fa, e attraverso questo, di diventare suoi compagni. Essa vuole che ogni piccola parte all’interno di questo sistema, ogni persona assuma il peso della cura di tutto il sistema comune e influenzi l’intero sistema dal suo personale punto, nel modo in cui la forza superiore influenza e supporta questo intero sistema con la dazione e l’amore, perché essa è buona e benefica.

Esiste quindi una differenza tra questi tre tipi di persone. I primi due tipi che hanno a cuore la loro vita personale in questo mondo o nel mondo futuro, rimangono nel loro egoismo con il Faraone e non vogliono lasciarlo. Ma loro sono pronti a soddisfare i comandi della forza superiore pur rimanendo all’interno del proprio egoismo.

Solo le persone del terzo tipo non sono d’accordo con questo e dicono: “La forza superiore ci vuole come lei, per raggiungere la dazione e l’amore per gli altri, perché ‘Ama il prossimo tuo come te stesso’ è la regola principale della Torah’”. Queste persone sono pronte ad uscire dall’Egitto e a fuggire con Mosè lontano dal loro egoismo, sono disposti ad uscire dal controllo dell’ego. Questo significa che escono dall’Egitto.

Quando scappano, desiderando di disconnettersi dalla cura di sé, la cura per i loro parenti, per salire un po’ verso la cura del sistema comune, non abbandonano le loro preoccupazioni personali, ma comprendono che tutto questo può esistere solo in un unico spazio insieme a tutti quanti, e che tutta l’umanità, tutte le persone e tutte le anime sono un sistema globale, e l’uomo non può occuparsi solo del suo benessere personale perché questo lo renderà simile ad un animale.

Poi, durante il tentativo di pensare a grandi cose, di rompere con il controllo del proprio egoismo e quindi disconnettersi da esso, loro sentono improvvisamente che questo egoismo arriva, li afferra e dice: “No! Perché hai bisogno di scollegarti completamente da me? Tu puoi, insieme a me guadagnare il mondo futuro e un po’ di questo mondo. Ti prego, puoi osservare tutti i comandamenti, anche ‘Ama il prossimo tuo come te stesso’, ma pensa anche a come far sentire bene te stesso, prendi per te stesso il mondo futuro e tutto il resto!”.

Questo significa che nell’uomo si stanno risvegliando certe forze che gli dicono di non avere bisogno di scollegarsi completamente dall’egoismo, perché con questo dove vorresti andare, in quale mondo, in che tipo di strano spazio? Prenditi cura di tutti, ma assicurati che sia per il tuo bene!

In seguito, l’uomo vede di essere perseguitato da queste forze, da questi pensieri che sono chiamati “ministri del Faraone timorati di Dio”. Da un lato, essi sono apparentemente pronti a fare tutto ciò che la forza superiore gli dice, osservare i comandamenti, ma non per staccarsi dall’auto-amore e per non muoversi verso l’amore universale, verso l’amore per gli altri.

Coloro che vanno con Mosè chiedono: “Allora, cosa facciamo?”. E loro rispondono: “Osservate solo i comandamenti fisici, ma senza l’intenzione di dare al fine di fare del bene agli altri. Fatelo solo per fare il bene a voi stessi, per guadagnare questo mondo e il mondo futuro. Osservate i comandamenti, ma le vostre intenzioni devono rimanere egoistiche”.

Questo contraddice assolutamente i desideri e i pensieri che vanno con Mosè, perché ciò che è più importante per loro è staccarsi dai pensieri di beneficiare se stessi e passare ai pensieri di beneficio per gli altri, e da loro ai pensieri verso il beneficio del sistema comune, cioè il Creatore.

Tra loro, qui, esiste una grande lotta. Queste forze egoistiche perseguono le forze che vanno con Mosè, le vogliono catturare, fermare e farle tornare in Egitto, ovvero, al lavoro materiale, puramente egoistico. Dopo tutto, il Faraone era intelligente e diceva: “Vuoi eseguire tutte le azioni che il Creatore ti ha comandato qui? Per favore fallo!”.

Questo significa che l’uscita dall’Egitto è esattamente quando io mi scollego dall’intenzione di ricevere per me stesso, per il beneficio di me stesso, e penso solo e puramente al beneficio per gli altri, lasciando da parte me stesso. Questo si chiama l’uscita dall’Egitto e l’attraversamento del Mar Rosso. Questi desideri egoistici chiamati “servitori del Faraone timorati di Dio” non sono in grado di farlo. Quindi, non hanno altre correzioni, tranne l’annegamento nel Mar Rosso sulla strada.

Il Mar Rosso è l’attraversamento tra l’Egitto, nel quale io sono sotto il controllo del Faraone, e un luogo in cui sono staccato da lui, in cui non posso pensare al beneficio di me stesso. Forse non riesco ancora a pensare al beneficio per gli altri, ma sto uscendo dal controllo dell’amore per me stesso.

Pertanto, non vi è altra correzione per questi desideri se non l’annegamento nel Mar Rosso. In questo modo sacrificano se stessi e poi vengono gradualmente corretti. Naturalmente, i desideri non possono morire. Questo è solo un modo per elaborarli quando si perdono, si correggono e poi si innalzano per correggere il lavoro, completamente in dazione e amore, e nella forza della luce della fede.
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Dalla trasmissione di Kab TV “Nuova Vita” 21/04/16

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