Pubblicato nella 'Lavoro interno' Categoria

Usare il binocolo nel percorso verso il traguardo

Ho ricevuto una domanda: Come faccio a dirigermi in modo corretto verso il traguardo?

La mia risposta: Il Creatore mi ha dato il binocolo attraverso il quale io posso vedere la mia destinazione nella distanza e camminare verso essa. Questo binocolo è una manciata di anime alle quali mi unisco e attraverso di loro riconosco il traguardo. Io inizio a muovermi verso il traguardo con il loro aiuto.

Da tutte le anime, il Creatore ha scelto un gruppo di anime per me. Questo gruppo di anime è un organo dell’anima collettiva, l’organo al quale io appartengo. Il Creatore non ha soltanto scelto il gruppo di anime, mi ha anche condotto a collegarmi con loro in modo che il gruppo di anime possa diventare l’unità delle anime che sono intese per me. Quest’ unità di anime mi aiuta ad avanzare. Io lo ottengo collegandomi a esso, e attraverso questo io raggiungo il sistema generale de l’unica anima.

Io non sono ancora collegato a queste anime e non le riconosco. È come se l’intero collegamento fosse sott’acqua. Sopra l’acqua io vedo i corpi fisici come il mio dato che il Creatore mi ha condotto in un gruppo fisico. Il Creatore mi ha dato l’opportunità di iniziare ad entrare dentro la rete interiore delle anime attraverso la mia organizzazione del collegamento fisico con gli amici, assumendomi delle responsabilità, effettuando lavori, compiti e statuto di gruppo.

Nella mia unità intrinseca con loro “sommergendomi nell’acqua”, io scopro che questo gruppo è già completamente corretto mentre io non lo sono. Mi è data l’opportunità di unirmi ad un sistema corretto. Attraverso questo gruppo mi è data l’opportunità di entrare in una parte del sistema di Adamo, di Malchut dell’Infinito.

Devo acquisire l’attitudine di “ama il tuo prossimo come a te stesso” per quanto riguarda gli amici, mentre la mia attitudine riguardante tutte le altre persone deve essere “perdona ogni uomo”. “Amare gli altri” significa unirmi con l’opinione ed il desiderio di questo gruppo dove il Creatore mi ha condotto.

Posso perfino scegliere se accettare il gruppo che il Creatore ha portato a me oppure rimanere apparentemente “libero” (ma che in realtà è precisamente seguendo i Suoi ordini). Proprio qui sta il libero arbitrio: muovermi coscienziosamente con il gruppo oppure per forza (in apparenza liberamente) come gli altri.

Quando il cuore comprende

Lo Zohar, capitolo Va YiKra ( Il Signore ha chiamato), articoli 147-149: Il Yod del Sacro Nome si collega in tre nodi. Per questo motivo una punta è sopra, una punta in basso, e un’altra punta è al centro, dato che tre nodi pendono da lei. La punta in alto è Keter superiore, al di sopra di tutti i superiori, la testa di tutte le teste è sta in alto sopra di loro…La punta inferiore è l’altra, la punta inferiore di Yod. Ed è Bina, la testa per innaffiare il giardino, Malchut. Questa è la fontana dì acqua da cui tutte le piantaggioni vengono innaffiate, dato che tutti i Mochin e Zon e BYA si estendono da Bina

La lettera Yod è Hochma del mondo di Azilut, la sua “mente occulta” Attraverso il punto superiore entra la Luce dell’Infinito, e dal suo punto inferiore esiste la luce di Bina, fluendo attraverso Zeir Anpin, innaffia il giardino, Malchut.

Sarebbe possiblile descrivere l’intero sistema in dettagli come questi, ma noi stiamo studiando Lo Zohar con lo scopo di destare la Luce che Riforma, non per studiare delle aride teorie. Noi studiamo Lo Zohar non per acquisire conoscenze teoretiche sulla spiritualità, ma piuttosto per farne esperienza! Quando iniziamo a capire quello che Lo Zohar ci sta dicendo, sentiamo la dazione e la ricezione in noi e la differenza tra di loro; soltanto allora saremmo capaci di leggere e svelare l’intero disegno, che apparirà come sensazioni. Noi studieremo Lo Zohar per poter capire quello che stiamo sentendo! Allora inizierò a studiare la Kabbalah come una scienza; aggiungerò intelletto ai miei sentimenti.

Ma prima devo ricevere le sensazioni. La mente segue. Se non fosse cosi, sarebbe soltanto un ragionamento teoretico senza una comprensione pratica. Rimarremmo bloccati in questi diagrammi e in questo mondo a intellettualizzare, come se sapessimo quello che sta succedendo “la” nel mondo spirituale.

Ma non abbiamo bisogno di sapere quello che sta succedendo là. Dobbiamo esserci! C’è una enorme differenza tra quelli che stano percependo il mondo spirituale e i teorici che stano imparandolo nello Zohar. Questi ultimi sono quelli che Bal HaSulam incontrò a Gerusalemme quando arrivò in Israele. Stavano studiando Lo Zohar e ne conoscevano tutti i libri cosi come gi scritti dell’Ari a memoria. Ma quando lui chiese se riuscivano a percepirlo loro risposero “Non c’è niente da percepire qui. Semplicemente memorizziamo il testo”.

Ma per noi, prima di tutto, è importante acquisire la capacità di percepire il mondo superiore: Lo Zohar deve entrare in noi , e noi dobbiamo iniziare a vivere in lui. Dopo studieremo quello che sentiamo e come cambiare questi sentimenti, come camminare nella spiritualità.

Non possiamo ricercare quello che non percepiamo. Dato che noi siamo la sostanza del desiderio di ricevere, dobbiamo percepire la realtà che è in esso. Solamente allora potremo studiare in che cosa consiste la nostra percezione.

Bina deriva dalla parola “Havana” comprensione, com’è scritto: “il cuore comprende”. È per questo che studiamo Lo Zohar, in modo di poter donare e percepire il Creatore. Più tardi si potrà discutere su tutte le pagine di Lo Zohar , e vedremo tutto quello che contiene, la completa sinfonia dei sentimenti.

Materiale correlato:

Laitman blog: Alla ricerca di sensazioni spirituali
Laitman blog: Dal punto nel cuore fino a Malchut dell’infinito

Non si può camminare da soli

Se resto solo per un momento, senza il supporto del gruppo, cadrò immediatamente. Da solo non ho presa sulla spiritualità, sul Creatore o sulla dazione. Posso essere nel mio vaso spirituale mentre sono connesso con gli altri e ricevere supporto da loro, oppure esserne al di fuori. Appena perdo il loro supporto, cado.

Uno non può avanzare e raggiungere qualcosa da solo. Non sarà capace di portarsi nella spiritualità neanche per un istante. Se una persona pensa di poter avanzare da sola attraverso la lettura dei libri di Kabbalah, compiendo determinate azioni e tenersi nel cammino spirituale, allora si tratta di un’illusione. Mentirà a se stessa e spererà invano di avanzare. Senza la partecipazione e la connessione al gruppo, chiamata “garanzia mutua”, non abbiamo possibilità di essere nella spiritualità neanche per un momento.

Inoltre, essere presenti nell’ambiente spirituale non significa esservi fisicamente. Ciò che importa è quanto fortemente una persona desideri che questo ambiente la colpisca finché ciò dimostri al suo desiderio di porsi sotto l’influenza della Forza Superiore del Creatore; ma se una persona legge semplicemente i testi di Kabbalah in solitudine, non sarà sotto l’influenza del Creatore perché tutto ciò che una persona legge, passa attraverso i suoi filtri egoistici. Una persona percepirà il libro come lo capisce, lo sente e desidera vederlo!

Perciò, io sono sotto l’influenza del Creatore solo se quello che leggo viene a me attraverso il gruppo. Il Creatore o la Luce “dimora in mezzo alla sua gente”, vuol dire il gruppo, l’assemblea corretta delle anime.

Individualmente non abbiamo possibilità di avanzare spiritualmente. Dobbiamo capire molto chiaramente che il solo nostro strumento per rivelare il Creatore è la nostra unità.

Materiale correlato:

Laitman blog: Perché Sodoma fu distrutta?

Essere impressionato e dipendente allo stesso tempo

L’ambiente mi porterà a pensare allo scopo spirituale, se io, in cambio, mi preoccupo che ognuno stia pensando alla nostra unità e non abbandoni questi pensieri. Quindi, ognuno riceverà questa impressione, crescerà più forte ed avanzerà. Questa è chiamata “garanzia mutua”, per mezzo della quale ognuno si preoccupa che gli altri abbiano tutto ciò che è necessario per l’avanzamento spirituale. Se invece di preoccuparmi di ricevere dall’ambiente, mi preoccupo di come fortificare il legame tra gli amici, come una madre si preoccupa dei propri figli, allora questo è sufficiente a questo ambiente per cominciare ad influenzarmi.

Prima di tutto, devo intraprendere azioni nella direzione della dazione, della connessione e della vigilanza. Dovrei esaminare me stesso su come essere più grande di loro riguardo a ciò, con lo scopo di influenzarli e fortificarli; dovrei cercare modi aggiuntivi per fornire questo a loro; e dopo devo essere capace di umiliare me stesso per ricevere da loro.

Questo ti verrà, perché facendo sforzi in qualcosa, essa diviene cara ed importante per te ed allora ti influenza. È simile ai genitori che sono entrambi impressionati e dipendenti dai loro figli.

Aiuto nella nascita spirituale

Domanda: Cosa significa “attivare l’anima del giusto” (Ibur neshmat tzadik)?

Risposta: Significa che una persona desidera raggiungere una meta e cerca la maniera di riuscirci, all’improvviso sente che riceve aiuto ed appoggio. Sente un’anima superiore che si veste in lei, come NHY de Ima si veste in Zeir Anpin. È come il nostro mondo: quando nasce un bebè, ci sono sempre familiari ed adulti che lo circondano; sono quelli che lo amano e lo spalleggiano. Queste persone diventano responsabili di lui ed il bambino le corrisponde con il suo amore e la sua lealtà.

Così si compie la legge “Ho chiesto in prestito e pago”. Questo vuole dire che la persona accetta il loro aiuto e le loro attenzioni e dopo ricompensa, o paga, non direttamente loro, ma altre anime. Così si completa il ciclo. Allo stesso modo, nel nostro mondo, nasce un bebè ed i suoi genitori se ne prendono cura; quando i genitori invecchiano, il bambino che è già un adulto, ha cura di loro e dei suoi figli piccoli, unendo così tutte le generazioni con le precedenti ed i livelli successivi.

Solo questa disposizione di legare tutti i livelli ci offre l’opportunità di ascendere. In realtà, è impossibile ascendere passo dopo passo senza l’aiuto esterno. Ogni volta che ascendo ad un nuovo grado spirituale, torno a nascere. Per ascendere, ho bisogno dell’aiuto del gruppo (attraverso la garanzia mutua), del Creatore (che lavora con noi per mezzo del gruppo) e delle anime speciali (i nostri maestri e coloro che ci aiutano).

Non importa se si trovano nel nostro mondo o se ci aiutano dal sistema delle anime. Riceviamo l’aiuto di tutti i kabbalisti che si sono corretti. Le loro anime corrette hanno già raggiunto il sistema comune di Adam HaRishon nel Mondo dell’Infinito ed essi ci stanno aiutando. Per tanto ascendiamo. Questo sistema di aiuto si chiama il pastore dei muli; è l’anima comune (l’aiuto collettivo) che ci aiuta a correggere il nostro asino (la nostra materia).

Dall’inganno alla Luce

Ho ricevuto una domanda: Come possiamo esigere la correzione oggigiorno, quando siamo totalmente immersi nei desideri egoisti?

La mia risposta: E’ chiaro che attualmente non possiamo esigere la correzione. Se sono un egoista assoluto, come posso chiedere la correzione? Tuttavia, ciò che mi si richiede è chiedere un po’ di dazione, nella misura in cui sono capace di chiederla, mentre sono nell’egoismo. Questo significa che mentre lei sta in Lo Lishma, (cioè, nell’inganno, nell’ego, nel suo desiderio di piacere, e nei pensieri su se stesso), sta realizzando un debole pianto che desidera offrire.

Certamente, è un inganno; lei non vuole amare gli altri, né donare loro, né arrivare ad essere simile al Creatore. Lei semplicemente, non sa cos’è la dazione, e grazie a questo, è capace di dire simili parole. Se lei sapesse cos’è, uscirebbe correndo immediatamente. La verità si nasconde da lei, affinché non sappia cosa sta chiedendo. La dazione è tanto contraria alla sua natura da implicare realmente la morte dei suoi desideri e qualità presenti.

Nella scienza della Kabbalah, studiamo la relazione tra la luce ed i desideri. C’è un vaso o desiderio, e a sua volta una Luce opposta ad esso. Affianco a questo, esiste un altro stato nel quale il desiderio non è certo, ma falso, e la Luce che è opposta a questo desiderio, non è diretta, ma circondante. Questo è esattamente lo stato nel quale ci troviamo adesso. Tuttavia per il momento, chiediamo che questa Luce venga e ci porti questo desiderio di dare, come se volessimo diventare datori e funziona grazie a questo.

Il sistema è disegnato in maniera tale che, dal nostro stato attuale, nel quale ci troviamo, non vogliamo il successivo stato, tuttavia lo stiamo chiedendo, possiamo arrivare ad esso; possiamo cominciare a volerlo, a riceverlo ed a stare con esso. Ciò si deve alle Reshimot, i geni spirituali, che rimangono in noi dallo stato corretto, che poi fu frammentato. Queste Reshimot risvegliano le luci nel mondo di Atzilut, queste luci sono lontane da noi. Possiamo attrarle affinché ci influenzino e diventino ciò che chiamiamo “luci circostanti”.

In effetti ci troviamo in un inganno e non vogliamo dare o amare il nostro prossimo. È certo. La Torà non ci nasconde questo fatto. Al contrario, ci dice che il Creatore si nasconde ed il mondo spirituale è nascosto perché se lei lo vedesse, mai lo vorrebbe.

Così dunque la spiritualità si nasconde in modo che lei possa immaginare che questa è buona per lei, anche nei suoi desideri egoistici. Quando pensiamo ad alcune ricompense egoistiche per noi, come se desiderassimo il mondo spirituale, la Luce ci influenza ancora e cambia i nostri desideri e pensieri dal ricevere al dare. Funziona così. Il sistema è stato disegnato precisamente per questo processo.

Funziona in questo modo non solo nel nostro stato, quando ascendiamo da questo livello di ricezione al primo grado della dazione. Quando oltrepassiamo il Machsom (la barriera della spiritualità), ascendiamo da un stato all’altro, secondo lo stesso principio: desiderando l’indesiderabile. Anche se in queste tappe, “l’anima di una persona le insegna”, e abbiamo qualcosa su cui appoggiarci, perché siamo già nel mondo spirituale.

Materiale correlato:

Laitman blog: La Medicina più potente: Gocce di Fortuna
Laitman blog: La Luce dello Zohar

MAN: La preghiera che contiene tutto

Domanda: Dobbiamo elevare MAN (Mayim Nukvin, una preghiera). Questa azione si realizza all’interno del desiderio?

Risposta: MAN significa che chiedo la forza della dazione. All’interno di Malchut, mi rivolgo a Binà e le chiedo la capacità di dare. Tuttavia, devo arrivare ad uno stato nel quale essere pieno di questa preghiera (MAN) è sufficiente per me; mi sento felice di poter elevare MAN.

Come descrive la Torà questo stato? È quando entri alla “luce del giorno”. Un “giorno” è quando non hai niente e sei stato a vagare nel deserto, cercando il MAN (il desiderio di dare) e lo trovi. Scoprendolo, ti animi e si soddisfano tutti i tuoi piaceri. Lì si trova tutto ciò che desideri.

Che tipo di “piacere” è? Da dove proviene? Cosa è il MAN? Viene a te da Binà. È quando la semplice possibilità di fare la supplica al Creatore è sufficiente per te: “Ho la connessione con Lui. Posso chiedere a Lui. Non mi importa più di niente”.

Ma non voglio avere il desiderio con il quale posso rivelare il Creatore? No, mi sento soddisfatto solamente col sentire l’aspirazione per Lui. Ciò costituisce adesso la mia pienezza. La connessione con il Creatore per mezzo del gruppo mi riempie.

“Ma che tipo di connessione è questa? Cosa hai? Non hai niente”. È vero, ma posso appellarmi a Lui elevando il MAN? Quando questo è possibile, è sufficiente. Ciò si chiama, “vagare nel deserto”: acquisire le proprietà di “Chafetz Chesed” (colui che non vuole niente). Nel deserto ti trovi sprovvisto di tutto; in verità non desideri niente per te stesso; ma con questo acquisisci la correzione che proviene dall’attributo della dazione, la somiglianza con il Creatore e questo è il tuo riempimento.

Materiale correlato:

Laitman blog: L’intenzione che da la forza
Laitman blog: La preghiera del cuore

Come può una persona ereditare “Il Merito dei padri”

Domanda: Cosa è “Il Merito dei Padri”?

Risposta: Esiste una parte nel sistema generale delle anime che ha già completato la sua correzione. La chiamiamo “i patriarchi”. Questa parte esiste in uno stato corretto, pieno di Luce. Queste furono anime molto luminose, per la qual cosa essi poterono correggere completamente le loro parti nel sistema generale di Adam HaRishon.

Ma adesso, come ci correggiamo? Potremo raggiungere la correzione aggrappandoci ad essi. Se io mi sforzo di farlo, mi chiamano giusto, poiché voglio ottenere lo stesso loro stato per giustificare il Creatore e la creazione; ed è quando “il merito dei padri” comincia ad influenzarmi (in altro modo non influenza) ed io ricevo da loro la Luce che ci riporta alla Fonte.

Per prima cosa ho bisogno di un sistema chiamato gruppo kabbalistico, affinché al suo interno, io possa realizzare i consigli che questi kabbalisti (i padri) mi danno. Essi mi dicono ciò che ho bisogno di fare per ubicarmi dentro la loro parte corretta nel sistema generale delle anime. Ciò si definisce “fare uso del merito dei padri”. Essi mi hanno dato la Kabbalah (la Torah), mi hanno detto come ottenere la correzione e come utilizzare la correzione che essi hanno già fatto nel sistema generale. Non ho bisogno di torturare il mio corpo; necessito solo di attrarre la Luce Circondante attraverso il loro sistema corretto.

La mia scelta radica solo nel connettermi al gruppo, attraverso il quale posso concentrarmi nell’arrivare al sistema corretto chiamato “padri”. I “padri” hanno fatto correzioni dentro il sistema frammentato di Adam HaRishon e grazie a queste correzioni, chiunque può, a prescindere dal tempo o dalla situazione, connettersi ad essi per ricevere da lì la Luce che riporta alla Fonte, utilizzando in questa maniera, il potere della Luce che essi hanno acquisito.

Nel nostro gruppo cabalistico vogliamo essere come quel gruppo corretto di anime chiamato “i padri”. Per tanto, tutti dovrebbero dire “Quando le mie azioni saranno come quelle dei padri?”. In questa maniera, avremo un esempio di come il nostro gruppo può connettersi al loro gruppo.

In quanto detto radica la nostra scelta e l’eredità del merito dei nostri padri. Se il nostro gruppo entra nella parte corretta di Adam HaRishon, chiamata “padri”, uguagliamo le sue qualità alle loro e ci connettiamo con loro, allora faremo uso del loro merito e ritorneremo allo stato corretto che esiste lì.

Materiale correlato:

Laitman blog: Il sistema di Rashbi ravviva l’anima comune
Laitman blog: Lo Zohar: su Adam HaRishon e Abramo

Per chi facciamo la nostra preghiera?

Una domanda che ho ricevuto: Per chi posso chiedere la Luce che riforma? È per i miei amici corretti, per così dire, o per me?

La mia risposta: La richiesta della persona esce dalla profondità del suo bisogno interiore, dal suo desiderio. Il desiderio dovrebbe essere per la società. Infatti, se stiamo parlando di raggiungere la spiritualità, non vi è alcuna resa dei conti individuali con nessuno.

Cio non è un caso dove Io esisto nel mondo spirituale. Io è la colettività delle anime che mi include. Pertanto, uno non può restare lì da solo nella separazione dagli altri. Quindi, per questo che la vita non si chiede per rinforzare il singolo? La forza della vita è per il corpo comune dell’anima unificata. Quindi, si ha la forza di chiedere, al fine di dare a questo corpo. Tutta la sua vita è definita da quanto egli dà al sistema comune.

Pertanto, anche se la propria preghiera è motivata dalla volontà di ricevere forza, è una preghiera per avere la forza di donare al corpo comune dell’anima .Per questo, se sta chiedendo per tutti o per se stesso, è la stessa preghiera .

Quando diciamo che c’è “la preghiera di uno” e “la preghiera di molti,” è ancora una preghiera non corretta. Non c’è altra preghiera, ma solo la “preghiera di molti” che è la preghiera per la società.

Tuttavia, fintanto che una persona non è in stato completamente corretto, chiede un po ‘per se stesso e in parte per la società. In base a questo, ottiene il suo scopo riformato e corretto in modo che egli comincia a sentire dove è meglio e dove peggio. In questo modo, è condotto alla preghiera corretta.

Materiale correlato:

Laitman blog: L’umanità e la Natura vogliono la stessa cosa – l’unione
Laitman blog: La preghiera del cuore
Laitman blog: Dirigete il vostro desiderio all’Altissimo!

Il Lavoro Interno di un Kabbalista: “Riguardo all’Amore degli Amici” – 23.05.10

Articolo, “Riguardo all’Amore Degli Amici:”

1. Perchè ho bisogno dell’amore degli amici?

L’amore degli amici è la connessione fra le anime.

“Io” sono la mia anima, un “amico” è un’altra anima, ma l’amore è il tipo di connessione tra di noi per cui lui diventa più importante per me di me stesso e di conseguenza io divento più importante per lui di lui stesso. Devo sentire i suoi desideri più vicini dei miei stessi desideri. Questo è riconosciuto come ama gli altri come te stesso.

Tuttavia amare gli altri non vuol dire sentire I desideri materiali del nostro mondo e servirli, più propriamente vuol dire unire I nostri desideri per raggiungere il Creatore. Sto edificando una forma spirituale completamente nuova, l’anima comune di Adam HaRishon , che non è mai esistita prima d’ora e che si trova al di sopra della realtà fisica.

2. Perchè ho scelto questi amici speciali, e perchè loro hanno scelto me?

Ho veramente scelto io questi amici? La forza dall’Alto mi ha condotto a questo gruppo . E quindi da dove inizia la mia libera scelta? Noi edifichiamo la nostra libera scelta ogni giorno, verificando costantemente il perché dobbiamo unirci con gli amici.

a.) Vedo in loro, e loro in me, il punto nel cuore, cioè il desiderio di unirsi per raggiungere l’adesione con il Creatore?
b.) Che tipo di connessione dovrei instaurare per scoprire Lui tra di noi secondo la legge dell’equivalenza della forma?

3. Ogni amico dovrebbe esprimere apertamente il suo amore o basta che sia nascosto nel suo cuore?

Ognuno deve esprimere apertamente il suo amore per il gruppo . Facendo questo, aumenterà l’amore nel cuore dei suoi amici e così rimarrà impressionato da loro. Se prima possedevo solo la mia forza individuale dell’amore per gli amici, ora potrò ricevere la forza da tutti gli amici del gruppo.

Bisogna sempre ricordare lo scopo del gruppo che è quello di unirsi al Creatore.

Un gruppo kabbalistico è fondato sull’amore degli amici perchè è il trampolino per raggiungere l’amore del Creatore. Questa è la ragione per cui dobbiamo mostrarci come esempi di amore per l’altro.

4. E’ necessario sapere le mancanze di ogni amico per poterle riempire, o basta amare gli amici generalmente?

Basta amare gli amici generalmente, in modo di assicurarci che a quell’amico non manchi la motivazione, il sostegno nel cammino, l’ispirazione e il sentimento dell’importanza del Creatore e del gruppo e di provvedere a tutto questo al meglio delle proprie capacità.

(Dalla 4° parte della Lezione quotidiana di Kabala 23.05.10, Articolo “Riguardo all’Amore Degli Amici)

Riassunto Completo dell’Articolo

1. Perchè ho bisogno dell’amore degli amici?

L’amore degli amici è la connessione fra le anime.

“Io” sono la mia anima, un “amico” è un’altra anima, ma l’amore è il tipo di connessione tra di noi per cui lui diventa più importante per me di me stesso e di conseguenza io divento più importante per lui di lui stesso. Devo sentire i suoi desideri più vicini dei miei stessi desideri. Questo è riconosciuto come ama gli altri come te stesso.

Tuttavia amare gli altri non vuol dire sentire I desideri materiali del nostro mondo e servirli, ma più propriamente vuol dire unire I nostri desideri per raggiungere il Creatore. Quando i nostri desideri si uniscono in un unico grande desiderio che sarebbe sufficiente nella forza e nella qualità di dazione (simile agli attributi del Creatore), allora diventa una forza per scoprire il Creatore come una terza parte che risiede nella nostra connessione, tra di noi.

Allora la domanda che sorge:
а.) Perchè ho bisogno dell’amore degli amici? E’ per raggiungere il Creatore?
b.) Sono consapevole del fatto che non posso raggiungere questo obiettivo da solo, ma solamente grazie agli amici?
c.) Gli Amici sono coloro a cui tengo di più di me stesso. Nella nostra connessione scopro la proprietà della dazione nella quale il Creatore si rivela, Lui a me. Significa che sto edificando una forma spirituale completamente nuova, l’anima comune di Adam HaRishon, la quale non è mai esistita prima d’ora e che è al di sopra della realtà fisica.

2. Perchè ho scelto questi amici speciali, e perchè loro hanno scelto me?

Ho veramente scelto io questi amici? La forza dall’Alto mi ha condotto a questo gruppo . E quindi da dove inizia la mia libero scelta?
Noi edifichiamo la nostra libera scelta ogni giorno, verificando costantemente il perché dobbiamo unirci con gli amici.

a.) Vedo in loro, e loro in me, il punto nel cuore, cioè il desiderio di unirsi per raggiungere l’adesione con il Creatore?
b.) Che tipo di connessione dovrei instaurare per scoprire Lui tra di noi secondo la legge dell’equivalenza della forma?

3. Ogni amico dovrebbe esprimere apertamente il suo amore o basta che sia nascosto nel suo cuore?

Ognuno deve esprimere apertamente il suo amore per il gruppo . Facendo questo, aumenterà l’amore nel cuore dei suoi amici e così rimarrà impressionato da loro. Se prima possedevo solo la mia forza individuale dell’amore per gli amici, ora potrò ricevere la forza da tutti gli amici del gruppo.

Se tuttavia, non rivelo questo amore agli amici, non sarò capace di ricevere la loro forza. Ognuno potrà pensare di essere il più virtuoso nell’amare i suoi amici e che gli altri non lo amano. Egli giudicherà gli amici e rimarrà solamente con la sua piccola forza. Quindi, l’amore deve essere dimostrato apertamente e non essere nascosto.

Bisogna sempre ricordare lo scopo del gruppo che è quello di unirsi al Creatore.

Altrimenti il corpo (desiderio) dimentica immediatamente lo scopo spirituale (riempimento, dazione) e inizia a pensare ai suoi guadagni egoistici (al profitto che può ottenere dall’amore degli amici e dal Creatore).

Pertanto, in ogni momento, devo controllare la mia attitudine verso il Creatore, verso il gruppo (il mezzo per raggiungere Lui), verso gli amici, e verso lo studio. Tutto deve essere valutato a norma per lo scopo finale.

Un gruppo kabbalistico è fondato sull’amore degli amici perchè è il trampolino per raggiungere l’amore del Creatore (lo scopo). Questa è la ragione per cui ho bisogno degli amici, per dare a loro. Se ho bisogno degli amici per ricevere da loro è un gruppo che coltiverà solo il mio egoismo.

Un amico mi deve dimostrare quanto desideri donare e annullare se stesso, e farlo silenziosamente attraverso il suo atteggiamento verso lo studio e il gruppo. Poi, la mia forza originaria della dazione aumenterà secondo il numero degli amici. Ma se gli altri non mi dimostrano il loro amore, gradualmente perderò anche la forza che possedevo e annegherò nell’amore per me stesso. Questa è la ragione per cui dobbiamo mostrarci come esempi di amore per l’altro.

4. E’ necessario sapere le mancanze di ogni amico per poterle riempire, o basta amare gli amici generalmente?

Basta amare gli amici generalmente, in modo di assicurarci che a quell’amico non manchi la motivazione, il sostegno nel cammino, l’ispirazione e il sentimento dell’importanza del Creatore e del gruppo e di provvedere a tutto questo al meglio delle proprie capacità.

Materiale correlato:

Laitman blog: Ci siamo riuniti qui per diventare umani
Laitman blog: Lo scopo della società – 2