Pubblicato nella 'Lavoro interno' Categoria

Non è facile essere d’ accordo con la Luce

Domanda: Come sentiamo che la Luce sta lavorando in noi, classificando le Reshimot in noi?

Risposta: Con il fine di raggiungere uno stato nel quale la Luce seleziona le nostre Reshimot (impressioni spirituali di informazione), una persona deve essere preparata per questo. In realtà, io non discerno le mie Reshimot, la Luce lo fa. Non sono io a decidere, ma la Luce. Sono disposto ad accettare la sua decisione ed a chiedere alla Luce di farlo per me. Questo avviene come conseguenza della rottura più poderosa.

Dobbiamo soffrire la frammentazione al fine di arrivare ad essere d’accordo con tutto quello che il Superiore discerne in noi per il nostro bene.
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(Dalla 2° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 19.12.2010, Talmud Eser Sefirot)

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Lo spazio derivato dall’ anima

Domanda: E’ scritto che il primo uomo, Adamo, aveva molti corpi e rivestimenti. Come differiscono “corpo”, “materia” e “vestito”?

Risposta: La “Materia” è il desiderio di ricevere. Un “vestito” è il grado di dazione nel quale può essere.

Tutta la “storia” della materia comincia con la rottura dei mondi, seguita dalla nascita dell’ anima collettiva (Adamo), che anche si rompe e noi dobbiamo riformarla visto che siamo sue parti. Per farlo, è necessario selezionare i desideri (Kelim), dopo aver chiarito quali di essi possono e quali non possono essere riformati, e quali non hanno bisogno di essere corretti. Pertanto, essi sono divisi in tre categorie o tre corpi.

Il corpo esterno è il peggiore desiderio che non può essere riformato per niente. Il corpo interno non ha bisogno di essere corretto perché viene riformato dall’ Alto. Di fatto, se non fosse stato corretto dall’ Alto, noi non potremmo correggere assolutamente niente.

Non ci si aspetta che noi correggiamo tutto il danno della rottura, visto che non siamo capaci di riuscirci. Dobbiamo diventare parte del sistema che ci aiuterà a realizzare le correzioni. Pertanto, i desideri che sono nella dazione vengono corretti dall’ Alto. Gli autentici Kelim (vasi) di ricezione, il “cuore di pietra” (Lev ha Even), non può essere riformato da noi.

In realtà, noi non correggiamo assolutamente niente, discerniamo solo la differenza tra il Creatore e il creato! Non ho bisogno di correggere il mio desiderio di sentire piacere, visto che mi è stato dato allo scopo del chiarimento, affinché attraverso analisi e sintesi, io appaia con un “derivato”, un nuovo significato sintetizzato.

Non è la materia ad essere interessante (“corrotta” o “corretta”), anzi è più interessante usarla per discernere un concetto più elevato: “Chi è il Creatore?”. Il che significa arrivare a conoscerlo attraverso i “Suoi atti”, e pertanto non ho bisogno di lavorare con desideri che non possono essere riformati o che non hanno bisogno di essere riformati. Quello che ho bisogno di fare è esaminare il luogo dove tutti essi sono mescolati.

Nel “cuore di pietra”, non esiste niente da studiare ed esaminare. Neanche con i desideri più elevati, GE (Galgalta ve Einaim), c’ è qualcosa da fare, dato che essi sono le proprietà dell’ anima e non mi appartengono. Io posso solo essere nel mezzo, tra l’ uno e l’ altro. Tutta la mia correzione equivale ai discernimenti, chiarendo il bene dal male.

In questo modo, non correggo niente, visto che non è il mio lavoro; ma grazie ai miei discernimenti ed ai miei sforzi, l’ agitazione ed il dolore, posso acquisire qualcosa di speciale, che è al di sopra dei desideri che non vanno al di là del livello animato.

Questa è tutta la materia della creazione, il desiderio di ricevere piacere: i gradi, inanimato, vegetale ed animato; ma devo scoprire il livello umano, il grado del Creatore in me! Attualmente, non esiste niente dentro di me, ma verificando la differenza tra la ricezione e la dazione, comincio a capire il Creatore.

Questo è il “beneficio” del lavoro spirituale.
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(Dalla 3° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 23.12.2010, Beit Shaar HaKavanot)

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Lascia entrare la Luce!

Domanda: come si realizzano le Reshimot (impressioni spirituali di informazione)?

Risposta: Tutte le Reshimot sono selezionate dalla Luce Superiore (la Luce di AB-SAG). Immagina che tipo di lavoro è classificare tutte le Reshimot che sono rimaste dopo la Malchut collettiva frammentata mentre si desidera realizzare la correzione completa (Gmar Tikkun).

Malchut dell’ Infinito realizzò uno “Zivug” (adesione, fusione) con la Luce della correzione finale nel suo volume totale creato dal Creatore nella sua fase completa Dalet (4/4), e tutto si frammentò nei più piccoli frammenti. Non c’è nessuna proprietà, Sefirà o sua sub-Sefirà che possa rimanere vincolata all’ altra. Esse si odiano.

Che moltitudine infinita delle diverse proprietà ci sono adesso nel Rosh de SAG dalla moltiplicazione di queste luci che si elevarono a lui dopo la frammentazione. È impossibile contarle ed immaginarle. La Luce della correzione finale è contraria al Kli (il desiderio di ricevere, desiderio) alla fine della correzione e invece dell’unificazione, c’è odio tra di loro. Tutto questo Kli è completamente frammentato, scomposto in frammenti.

Adesso, Rosh de SAG deve ordinare il vaso frammentato in tutte le sue Sefirot individuali: cosa raccogliere di queste al fine di fare del primo Partzuf, per lo meno qualcosa di corretto, sotto la Seconda restrizione e da varie limitazioni. Che lavoro enorme e complesso è questo!

D’ altro canto, quando la Luce Superiore entra, illumina tutta questa moltitudine di rotture, le Reshimot, ed esse si allineano immediatamente nella loro luce con ognuna di esse, occupando il loro luogo corretto. La Luce le organizza, illuminandole, chi più e chi meno ed in questa Luce tutte loro si allineano in linea retta in una sola volta.

Allora, dalla innumerevole moltitudine di queste forme, SAG seleziona le forme corrette e le mette in ordine; ma come riconoscerle? Questo lavoro è fatto ancora dalla Luce Superiore che illumina le Reshimot dall’ alto, i più meravigliosi discernimenti di ciò che è corretto e di ciò che non lo è, secondo la proprietà, la direzione ed in che modo allinearle lungo le tre linee, dall’ Alto verso il basso, con gli schermi affinché tutte loro siano connesse reciprocamente.

La Luce raccoglie i pezzi rotti nella prima goccia di seme, che è l’ inizio di un embrione. Questa contiene tutto, eccetto il lavoro, che deve essere aggiunto. Comunque, tutte le classificazioni sono fatte dalla Luce; ed allora, l’ inferiore è capace di lavorare. In quanto al discernimento, l’ inferiore non può mai ottenerlo.

Pertanto, se vogliamo discernere qualcosa, classificarla ed unirci agli altri nel nostro mondo, non saremo mai capaci di farlo. Niente e mai! Abbiamo bisogno della Luce Superiore per connettere tutte le parti separate, visto che anche noi rimaniamo nel mondo frammentato. Intanto, vogliamo organizzarlo, restauralo e riviverlo noi stessi … Che impegno insensato!
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(Dalla seconda parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 19.12.2010, Talmud Eser Sefirot)

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La mia candela

Se ci fossimo  guardati dall’ esterno, dai confini di questo mondo, allora avremmo visto che “questa vita” non è la vita reale. Siamo separati del tutto dalla nozione autentica di ciò che è la vita.

Spiritualmente siamo morti e la nostra realtà è un’ illusione in uno stato inconscio, una scintilla di vita breve che sostiene il mondo intero.

Una persona vive davvero solo quando riceve la Luce e la mantiene al di sopra di se stessa, non permettendo che questo piacere si plachi ed allo stesso tempo non permettendogli di entrare nel suo desiderio di ricevere direttamente. La Luce ed il desiderio non si spengono reciprocamente ed allo stesso tempo non perdono la connessione mutua. Essi sono come una candela, come l’olio e il fuoco che sono uniti per mezzo di una miccia.

L’ olio è la nostra materia, il nostro desiderio di ricevere. La miccia è lo schermo (Masach) e la fiamma della candela è la Luce. Mantengo il fuoco al di sopra di me, disegno la frontiera tra esso ed il desiderio in modo tale che non lo rifiuto del tutto, ma lo conservo per la dazione.

Faccio il calcolo costantemente di quanto olio devo aggiungere, quanto desiderio devo aggiungere affinché le fiamme ardano correttamente. Allora la mia candela non si spegnerà.

Se riusciamo a fare questo, allora sperimentiamo la vita eterna e perfetta. Questa possibilità è davanti a noi.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 24.12.2010, “La perfezione nella vita”)

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Lo scudo protettore di una persona

Baal HaSulam, Beit Shaar HaKavanot (La porta delle intenzioni), articolo 87: La Sefira Keter con la Luce di Nefesh è chiamata lo stato di Ibur (embrione) di ogni grado, la quale anche se non ha esaminato il suo “corpo” è localizzata interamente nella Klipat Noga, dove il bene è mischiato al male.

Per adesso solo la radice che è in esso è corretta, non il corpo stesso e per questo, per adesso, tutto il corpo è chiamato la “pelle”. Pero, quando raggiunge lo stato di Yenika (allattamento) e riceve il Kli di Chokhmà, nel quale si veste la Luce di Ruach, questo allora riceve il “corpo”.

In questo stato di “embrione” (Ibur), il bene è mischiato al male e non sappiamo come differenziarlo. Tuttavia, nello stato di “allattamento” (Yenika, succhiamento del sostentamento) cominciamo già a distinguere tra il bene ed il male e ad usare i buoni desideri. A causa dei nostri chiarimenti, cresciamo e per questo, questo stato è chiamato “allattamento”.

Non è un bambino materiale che nasce e cambia il suo posto, uscendo dalla madre all’ esterno. Un “embrione” spirituale e un “bambino” che riceve sostentamento sono diversi tipi di connessione tra il superiore e l’ inferiore.

Se non posso esaminare niente per conto mio ed il superiore lo fa per me, allora questo stato è chiamato “embrione”. Se io partecipo ai chiarimenti e differenzio il bene dal male, usando il bene, allora questo è “allattamento”.

Se chiarifico la Klipat Noga (la buccia Noga) in modo tale da fare uno “scudo”, a partire da essa per le tre Klipot (bucce) impure, convertendo il male selezionato nella “pelle” che mi protegge, allora posso cominciare a costruirmi, scegliendo dalla miscela dei buoni e dei cattivi desideri.

Questa è una miscela speciale, poiché in questa, le qualità del Creatore e della creatura sono mescolate. È proprio a partire da questo che devo costruire qualcosa di nuovo: un uomo indipendente (Adam, che significa “simile” al Creatore).
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(Dalla 3° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 20.12.2010, Beit Shaar HaKavanot)

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Crescere da zero

Domanda: Lei ha affermato che al fine di costruire noi stessi dobbiamo usare due forze: ricezione e dazione. Che cosa succede se invece di due forze, ne ho una sola, la forza di ricezione?

Risposta: Voi avete entrambe queste forze, tranne che non desiderate utilizzare la seconda! Partiamo in ordine crescente dal basso, dallo “zero” della dazione, fino a quando abbiamo percorso 125 gradi spirituali e acquisiamo la dazione assoluta. Ma “zero” dazione non significa che non ce l’ avete, semplicemente non impiegate questa forza che possedete.

Non possiamo dire che qualcosa non esiste nell’ universo, solo perchè questa forza non viene registrata in noi, nella nostra percezione. E la conferma del fatto che esiste è che può dispiegarsi in voi nell’ istante successivo, per poi scomparire di nuovo.

Questo è considerato come uno “zero”. In realtà, però, non esiste. Può essere così solo nella percezione dell’ uomo.

Avete il libero arbitrio per evocare la forza della dazione da questo zero. Facendo così state costruendo un ambiente costituito dal gruppo, dal maestro, e dai libri. Iniziate ad utilizzarlo per lavorare sul vostro zero della dazione e non sarà mai più uno zero.

Dopo tutto, si può evocare la forza della dazione solo quando fate riferimento a qualcun altro che desidera sperimentare la stessa cosa. Quindi iniziate a costruire tali rapporti: non bloccatevi in voi stessi! Quale altro modo c’ è per svelare la dazione?

La forza della ricezione è concentrata in una sola persona, ma bisogna essere in due per mantenere la forza della dazione in modo che possa operare tra i due. In ciò sta la principale differenza tra le scelte egoistiche e altruistiche: nel vostro ego, siete soli, ma per dare è necessario il giusto ambiente. In caso contrario, dove è la realizzazione? Dove troverete questa forza ed esprimerne veramente il possesso?

Pertanto, non appena una scintilla spirituale si risveglia in una persona e chiede lo sviluppo dell’ anima, lui o lei è immediatamente portato in un gruppo e istruito: “Sceglilo”. Qui è dove il vero libero arbitrio  è esercitato: nella scelta dell’ ambiente corretto.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 5.01.2011 , “La Saggezza della Kabbalah e Filosofia”)

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Il mondo proiettato dalla Luce

Domanda: Potrebbe spiegare tutte queste forme di connessione che Lo Zohar descrive, o può fare un esempio? Qual è il modo più semplice per visualizzarle?

Risposta: Lo Zohar descrive le forme di connessione tra le anime: i generi (leone, toro, aquila, uomo), le Sefirot (Gevurah, Hesed, Tifferet, Yesod), le lettere (Chaf, Zain, Tav), i colori (bianco, nero, rosso, verde), e così via. Quando ad un tratto si riscontra un certo senso spirituale, questo ti dà una chiara comprensione che si chiama “il sopracciglio destro,” e un’ altra sensazione chiamata “il sopracciglio sinistro,” e così via; lo senti.

Supponiamo che io guardo il viso di una persona. Evoca varie impressioni in me: “Quale fronte! Quali occhi! “Ma non sono la fronte e gli occhi, ma, piuttosto, le mie impressioni interiori, i sentimenti, un fenomeno nel mio desiderio di ricevere piacere.

Sono colpito in un certo modo e esso crea una immagine dentro di me. Il suo nome corrisponde ai sentimenti che evoca in me, ma non ciò che realmente è.

Lo stesso vale nella spiritualità, solo senza l’ immagine che di solito vedo in questo mondo. Le immagini spirituali esistono senza la mia partecipazione. Io svelo queste forme, le forze, le impressioni, e l’ etichetta con tutti i tipi di parole: “rosso”, “bianco”, “nero”, “amaro”, “dolce”, “acido”, “alto”, “breve”, e così via. Ma tutto questo esiste senza un’ immagine corporea.

In verità, non vediamo le immagini del nostro mondo al di fuori del nostro desiderio di godere, li vediamo dentro, proprio come vediamo le varie combinazioni dei segnali elettrici sullo schermo del computer che vengono assemblati in un filmato. Dobbiamo raccogliere tutti i nostri desideri in combinazioni simili, al fine di vedere che questo mondo, questa forma di realtà che noi percepiamo in questo momento, è, infatti, solo immaginato . Non esiste di per sé, ma esiste solo in rapporto a noi perché noi lo percepiamo in questo modo.

Ognuno di noi è un prodotto della proiezione della Luce, simile a forme ottenute mediante proiettori laser. Ci sono tutte le forme, le immagini, rappresentate attraverso la Luce; ci sentiamo come se noi esistessimo in alcune realtà, in qualche spazio. Ma in verità, non c’è niente di vero in queste immagini. Si tratta semplicemente di una proiezione delle forme che appaiono davanti a me perché io sono ancora in grado di percepirle in una forma più interiore.
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(Dalla seconda parte della lezione quotidiana di Kabbalah 5.12.2010 “, Introduzione al libro dello Zohar,” articolo ” Yitro”).

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Tutti i problemi portano al gruppo

Dagli scritti di Rabash Quali sono le disgrazie che arrivano ai malvagio …: I saggi hanno detto: “La sfortuna arriva nel mondo solo quando in esso vi sono peccatori, e inizia con i giusti … ”

E’ impossibile avanzare da soli. Una serie di discese causa la nascita nell’ uomo di un tale grande egoismo, che lui stesso si chiede: “E’ possibile uscirne”? L’ uomo è spinto a rivolgersi al gruppo da una necessità permanente di uscire dall’ egoismo, e può evocare la forza per farlo solo insieme agli altri.

Avranno esito negativo tutti i tentativi di scalare in maniera indipendente. Da solo non si può fare nulla, perché l’ uomo deve correggere la rottura, la vergogna e preparare da sé l’ uscita verso il prossimo.

Tutte le discese sono pertanto destinate a portarci alla realizzazione della nostra impotenza in modo che, non avendo altra scelta, ci rivolgeremo al gruppo e poi, con il suo aiuto, dobbiamo acquisire la realizzazione dell’ importanza del Creatore che ci costringerà a cercare una via d’ uscita e ci porterà alla scelta giusta: solo nell’ambiente troveremo le forze per avanzare.

L’ ambiente, come lo intendiamo noi, è un’ immagine artificiale e all’ uomo sembra solo un elemento estraneo, che viene deliberatamente fatto in modo da essere capace di respingere il suo egoismo, il suo desiderio di godere.

Le disgrazie ci arrivano per rivelare sempre di più i “peccatori” dentro di noi, ma allo stesso tempo, scendono sugli stati chiamati i “giusti”.
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(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 5.01. 2011, Gli Scritti di Rabash)

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Il mondo intero? Che cosa di poco conto!

Domanda: Qual è la mia responsabilità verso il mondo? Se durante la giornata non ho avuto successo in qualche cosa, questo si riflette sul mondo?

Risposta: Senz’ altro. Dopo tutto tu sei un “ingranaggio” nel meccanismo comune della creazione. Il Creatore ha creato un sistema dove tutto il mondo è egoista. Questo sistema è diviso per te in 125 gradi o stati spirituali: dalla completa separazione dagli altri ad una connessione sempre più stretta e più forte del tuo ingranaggio con gli altri, finché tutti diventeranno un insieme.

Inoltre, cosi come tu vedi, in realtà non ci sono altre persone, ma soltanto Adam HaRishon. Tu sei sotto l’ influenza delle stesse leggi che lavorano su tutti gli altri. La tua volontà di ricevere (desiderio) è semplicemente maggiore di quella degli altri. Loro sono soddisfatti dalle “inezie”, mentre tu invece desideri “consumare” anche il mondo spirituale.

Il punto nel cuore non è ancora la dazione. Contrariamente,il più “inquieto” dei desideri di piacere si sviluppa nella spiritualità. E soltanto allora, quando questo abisso si apre, una persona si prepara per la trasformazione.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 26.12.2010, “La Pace nel mondo”)

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Non c’è niente di più facile

Domanda: Se le anime riescono ad unirsi, il Creatore é rivelato nella loro connessione reciproca. Chi crea questa connessione, noi o la Luce?

Risposta: Noi non facciamo mai niente. Tutto viene fatto unicamente dalla Luce. Questa ha rotto i desideri (Kelim) e Lei li riforma. Dobbiamo solamente esprimere la nostra volontà di elevare MAN (Mayin, Nuvkin, acque femminili) e chiedere che la Luce corregga la nostra connessione e sia rivelata tra di noi, riempiendoci. Lei farà tutto quello che sarà necessario.

Non abbiamo bisogno di nient’ altro oltre la preghiera, come un neonato che sta costantemente piangendo ed esigendo. Questo è tutto il nostro lavoro . Non c’ è niente di più facile: esigere, chiedere, piangere! CostringerLo!

È questo quello che viene chiamato “i miei figli mi hanno sconfitto”. Facciamo pressione, esigiamo da Lui e questo è tutto quello che Lui si aspetta da noi. È cosi che lavora tutto il sistema superiore: si aspetta solo una preghiera dal basso, dato che tutto quello cui anela Binà (la Madre Superiore) è di “nutrire” le anime, riempirle di Luce.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 24.12.2010, La perfezione nella vita)

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