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Noi non esistiamo ancora

Come si può mettere in pratica il metodo della Kabbalah e considerarlo come un esperimento da laboratorio? Infatti, la Kabbalah è una scienza puramente pratica; non si fa della filosofia, e nemmeno ci dice quanti angeli governano nei cieli e dove va una persona dopo che muore. No, con la Kabbalah una persona ha l’occasione di rivelare il suo successivo stato di esistenza qui e adesso.

Come ci si arriva? Come troviamo l’equilibrio tra le forze della ricezione e quelle della dazione per svelare il mondo superiore, la vita spirituale e la nostra anima? Oggi abbiamo l’opportunità di mettere in pratica questa scienza. Anche se ho solamente un amico, insieme possiamo costruire tra di noi un sistema di connessione reciproca che ci permetterà di conseguire il livello umano, che è più elevato del livello animato di sviluppo nel quale mi trovo in questo momento.

Che cosa mi fa sentire vivo oggi? Io sono nato da una madre che si trova a sua volta al livello animato, e sono stato allevato in un “apparato animato”. Da bambino ho succhiato il latte; poi ho incominciato a camminare, ho cambiato taglia di vestiti e sono entrato nel mondo. Quali sono i criteri della crescita, non animata, ma umana?

Quando io ed il mio amico, nonostante il nostro egoismo che ci divide, ci eleviamo al di sopra di esso, il livello che attraversiamo comportandoci in questo modo è considerato come il Machsom (in Ebraico, “la barriera”), che mi permette di smettere di pensare a me stesso e che da me stesso mi libera. Questo succede quando smetto di essere schiavo dei miei desideri che continuano a lanciarmi l’esca, ed io sono incapace di resistere.

Ci si riferisce a questa ascesa come alla “nascita spirituale”. Questa nascita è poi seguita dai periodi del nutrimento, della fanciullezza, e della maturità, che sono tutte fasi della crescita spirituale. Oggi noi vediamo noi stessi come delle persone mature, importanti, e “a posto”, ma questa visione è puramente corporale. Se guardassimo attraverso delle lenti che filtrano tutto tranne che il quadro spirituale, vedremmo uno sfondo bianco. Spiritualmente, noi non esistiamo ancora. Dobbiamo ancora entrare nella fase del concepimento spirituale e nascere nel mondo spirituale.

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(Dalla 1.a lezione al Congresso di Madrid del 03.06.2011)

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Diffondere il calore dei nostri cuori

Domanda: Oggi molta gente verrà da noi per la festa di Shavuot. Alcuni di loro non sono connessi in nessun modo alla Kabbalah. Come dobbiamo trattarli?

Risposta: E’ molto importante infiammarli con l’aspirazione attraverso le canzoni, i balli ed il calore dei cuori aperti. I miei discorsi con loro non sono così importanti, dato che le persone hanno difficoltà nel sentire la differenza per mezzo dell’ascolto. Voi potete pensare che la mia conferenza sia la cosa più importante in tutto questo, ma non è così. Le persone hanno bisogno di portare alle loro case un buono stato d’animo da queste riunioni.

Per quanto io lo voglia, non sarò capace di dare loro un buono stato d’animo o l’ispirazione. Tutto questo è “lo spirito senza un’ascesa”. Voi dovete portare il vostro spirito qui. Inoltre, tra le persone, ci saranno molti dei nostri amici con lo stesso “bagaglio”.

La cosa più importante è la sensazione interiore che resterà nelle persone quando andranno via, anche se non è rivestita di parole. Se una persona è incapace di restare tranquilla, significa che il risultato non è stato ottenuto.

Domanda: Li influenzerà questo spiritualmente?

Risposta: Si, poiché nonostante ciò, vogliono unirsi a noi ed essere parte di questo. Questa è la maniera in cui funziona. Ad ogni modo niente passerà dalla mente.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 6.06.2011, Scritti del Rabash)

Gli extraterrestri

Domanda: Lei compara la nazione Ebraica ad un’unità di forze speciali inviata in missione speciale. Dove?

Risposta: E’ inviata a conquistare l’inclinazione al male. “Israele” è una scintilla, il punto nel cuore, la forza esterna nel “paese ostile”, nell’egoismo. Dobbiamo lottare per distruggere questo egoismo e correggerlo. Dobbiamo prima fortificarci e dopo, essendo stati riformati, dobbiamo dare agli egoisti la Luce e correggere il mondo intero.

Dopotutto, è vero che non siamo di qui, non siamo della terra dell’egoismo. La nostra radice si trova al di fuori di essa, noi la penetriamo per mezzo della frammentazione dei vasi dell’anima integrale. Dentro di questa, al principio ci siamo frammentati, ma alla fine dobbiamo riuscire a correggerci. In base al grado della nostra correzione, riformiamo l’ego collettivo.

Domanda: Chi è il comandante in capo che ha inviato in missione l’unità di forze speciali?

Risposta: Lo ha fatto il Creatore. Israele è una parte di Lui, i vasi di dazione collocati nell’egoismo, nei vasi di ricezione. Il comandante in capo ha inviato i soldati, avendoli riforniti di tutti gli equipaggiamenti e le munizioni necessarie e mettendoli in territorio ostile. Lui li “frammentò” intenzionalmente affinché loro potessero vedersi come chiunque altro e non restare al di fuori della moltitudine.

Pertanto, possiamo essere paragonati agli agenti segreti. Ognuno di noi si vede esattamente come tutti i nativi di questo paese egoista. Immagina di cadere in Africa e vederti esattamente come loro: hai lo stesso carattere, la stessa mentalità e gli stessi gusti. Tutto è identico a loro, dentro e fuori.

Per un periodo di tempo l’agente incorporato non riceve istruzioni. Lui deve istallarsi in un nuovo luogo, trovare un lavoro e formare una famiglia. Gli anni passano, prima che lui si imbarchi per la sua missione. Comunque un giorno riceve un avviso. Per adesso, ha dimenticato tutto ciò che è relazionato a questo, quando comincia a suonare un telefono: “Questo o quello parla …”. È come in un film.

È così che riceviamo una chiamata: è ora di svegliarti e di ricordarti che qui abbiamo una missione speciale, che questa non è la nostra casa e che proveniamo da un mondo totalmente diverso. In verità siamo di un altro pianeta, di un’altra dimensione. Abbiamo ricevuto un impulso e siamo usciti dal letargo. Tutti gli extraterrestri di questo pianeta si sono svegliati, si riuniscono in gruppo e cominciano a prepararsi per conquistare il pianeta Terra. Questa è la nostra missione.

Domanda: Allora, come ci riusciremo?

Risposta: Ci hanno inviato delle istruzioni, spiegandoci in esse gradualmente tutto quello che abbiamo bisogno di sapere e di mettere in azione. Allora, otteniamo una nuova mente ed una nuova sensazione. Il nostro pianeta madre ci sta inviando il potere della nostra natura iniziale, con l’aiuto del quale, conquisteremo ogni abitante della Terra.

Siamo venuti qui per una ragione: per stabilire lo stesso ordine che esiste nel nostro mondo, laddove tutto è opposto; questo è governato dall’amore e dalla dazione.

Adesso dobbiamo finirla con tutti gli orrori che qui vengono visti come una regola. Le persone stanno distruggendo se stesse, la vita sul pianeta, mentre noi siamo venuti ad aiutarle, a salvarle ed a fornire loro una vita totalmente diversa. Siamo stati risvegliati attraverso un segnale speciale da casa, in una frequenza speciale, il che significa che è tempo di agire.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 9.05.2011, Sulla Nazione di Israele)

La Kabbalah è la fisica del Mondo Integrale

La saggezza della Kabbalah è la fisica del mondo integrale. Cosa sia tutto questo mondo integrale, non lo sappiamo. Noi ne realizziamo solo un piccolo pezzo e siamo incapaci di percepirlo per mezzo degli organi sensoriali del nostro mondo fisico, similmente a tutti gli altri animali.

D’altro canto, diversamente da loro, noi abbiamo una mente spaziosa, un grande desiderio e per tanto stiamo in un altro mondo un po’ meglio rispetto alle bestie comuni, mentre cerchiamo di trarre maggior vantaggio da esso. Adesso, la nostra percezione sensoriale, basata sui nostri cinque organi sensoriali, la vista, l’udito, il gusto, l’olfatto ed il tatto, sono molto peggiori delle loro. Loro sono migliori di noi nel sentire la natura.

Solo la nostra mente ed il nostro ego sono molto avanzati e questo perché siamo migliori delle bestie, più crudeli e perversi. Noi possiamo trarre vantaggio da questo mondo ed anche loro si rendono conto di questo. Nonostante ciò, in ogni caso, siamo capaci di percepire solo una piccola parte della realtà.

La saggezza della Kabbalah ci spiega tutta la nostra esistenza, la realizzazione della vera realtà. Secondo la saggezza della Kabbalah, la più grande differenza tra la nostra percezione limitata di questa piccola parte della realtà e la capacità di vedere la vasta realtà, come se planassimo al di fuori di questa stretta gabbia del nostro piccolo mondo chiuso verso l’enorme e splendido mondo esterno, giace nel sapere come non essere dipendenti da ogni tipo di cambiamento, forze ed azioni, ma piuttosto, percepire una sola forza.

Non appena cominceremo ad attrarre questo numero infinito di forze, azioni, cambiamenti e pensieri, tutto questo disordine che ci circonda diventerà una forza sempre più unita. Ciò significa che noi stiamo scalando la scala dei mondi, finché non raggiungiamo il mondo dell’infinito, nel quale di fatto c’è solo una forza e nel quale tutti i pensieri, i desideri, le percezioni, gli insegnamenti e le azioni, assolutamente tutto quello che prima era così confuso per me, diventa unito. È lì che realizziamo “Non esiste nessuno tranne Lui”, questa forza singolare, il Creatore.

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Imparare a vedere il bene

Domanda: La Kabbalah insegna che il Creatore è il bene e fa il bene, ma come si mette d’accordo questo concetto con una vita piena di problemi e di sofferenza?

Risposta: Il Creatore è il bene e fa il bene, ma l’uomo deve arrivarci raggiungendo la somiglianza con le Sue qualità. Infatti, se sono cattivo, se sono un bambino capriccioso che non vuole ascoltare cosa dice la mamma, prima mi sgriderà poi mi punirà. E allora dirò che mia mamma è arrabbiata, come pensano di solito i bambini quando vengono sgridati.

Le sue urla e le sue sculacciate avevano una ragione perché voleva farmi del bene. Come posso vedere questo bene dietro a tutto quello che mi succede, vedere che c’è una buona predisposizione verso di me, anche se io percepisco tutto come male, come fa un bambino? Come posso capire che proprio qui, dove sento il male, ho bisogno di completare me stesso e il mio atteggiamento verso la natura, il genere umano, ed il gruppo, al fine di correggere il mio ego così da poter sentire che tutto era sempre il bene?

Colui che si sforza di realizzare questo lavoro il prima possibile ed è pronto ad individuare il posto dentro di sé che ha bisogno di essere corretto, incomincia a vedere che il mondo è stato veramente creato per il bene e che il Creatore è il bene. Esattamente nello stesso posto dove adesso noi ci troviamo, in questo mondo, incominciamo a percepire le forze rivelate della natura che attraversano ogni cosa e che collegano ogni parte della creazione: inanimata, vegetativa, animata e parlante.

Improvvisamente iniziamo a vedere il mondo spirituale invece del nostro mondo! Incominciamo a rivelare sempre più forze: le forze eterne che governano la nostra esistenza. Allora, questo mondo sembrerà come se scomparisse: diventerà trasparente, vacillante. Sarà un mondo “virtuale”, anche adesso, ed esisterà nella mia mente ed io lo guarderò come se stessi al di fuori.

Ne consegue che tutti i nostri problemi e tutti i nostri guai sono un’indicazione dei nostri difetti: essi sottolineano dove c’è l’errore, e dicono: “Correggi qui! E anche là!” Se lo faremo velocemente, correggeremo certamente l’imperfezione.

Se non sappiamo a chi rivolgerci, guardiamo al gruppo. Se ci connetteremo con esso e saremo pronti a dare ciò di cui il gruppo ha bisogno per l’unione, e saremo pronti ad esserne influenzati, non faremo più errori.

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Dalla 1.a lezione del Congresso di Roma 21/05/2011

L’uscita dal labirinto della sofferenza

La scienza della Kabbalah si rivela a noi dalla notte dei tempi. In sostanza, si tratta della prima scienza scoperta dall’umanità che, nella forma dell’insegnamento, spiega la struttura del mondo. Proprio come oggi, in tutte le generazioni del passato, la maggioranza degli uomini non ne avevano bisogno, perché il loro ego si stava ancora sviluppando. Abbiamo attraversato tutte queste reincarnazioni, sviluppandoci da una generazione all’altra, e la vita ci sembrava buona. Ci sforzavamo continuamente di raggiungere nuove conquiste, desiderosi di appagarci con piaceri sempre più grandi.

Migliaia di anni fa, la saggezza della Kabbalah ha detto che questa ricerca del piacere è soltanto una corsa attivata dal motore che funziona dentro di noi e che non ci dà il vero appagamento. Tutto è falso; stiamo semplicemente giocando con i nostri desideri, con questi piaceri effimeri che scompaiono all’istante. Qual è il senso di tutto questo?

Nonostante questo, la gente non presta ascolto. Solamente in pochi si sono domandati qual è il significato della vita: qual è lo scopo della mia vita, di questa corsa tra la vita e la morte? Questi pochissimi uomini svilupparono sempre di più la saggezza della Kabbalah. Essi scoprirono che, infatti, questo gioco che il nostro ego, la nostra natura, gioca con noi è un gioco mortale; essi avevano scoperto che siamo finiti dentro un tritacarne che ci schiaccia, che ci spinge continuamente verso azioni inutili: piaceri che non riusciamo a rifiutare o sofferenze dalle quali proviamo a scappare.

Quindi, sotto l’influenza di queste due forze, il piacere e la sofferenza, io corro in continuazione come un insetto. Queste forze mi colpiscono, ed io scappo via per evitare i colpi. Mi mostrano il piacere, ed io mi ci tuffo. Così concludo la mia vita, riempiendo i miei giorni con questa corsa.

Osservando lo sviluppo dell’umanità, questi uomini cercavano una via d’uscita a questa corsa senza senso, fino a quando non scoprirono che tutto questo processo ha una fine. Essi si resero conto che noi viviamo in un ondeggiare senza fine tra queste due forze, il bene ed il male, tra la rincorsa eterna dei piaceri, e la fuga dalla sofferenza senza fine, cercando un modo di migliorare le nostre vite ed evitare il male. Essi videro che alla fine arriviamo al completamento di questo sviluppo.

Questo completamento si sta realizzando proprio oggi, dopo un lungo processo evolutivo dell’umanità. Noi siamo la prima generazione che, dopo un numero di reincarnazioni ed in conseguenza dello sviluppo di tutte le generazioni del passato, sta incominciando a capire cosa ci sta succedendo.

Abbiamo iniziato a renderci conto di aver raggiunto una certa situazione, e molti uomini sono ormai delusi da questa corsa. Sebbene non si rendano conto di aver passato tutta la loro vita a dare la caccia al piacere e a fuggire dalla sofferenza, si sentono frustrati e cadono in depressione. Molti uomini stanno incominciando a capire che questa è una pazzia, non la vita: arrivare in questo mondo per una specie di corsa e poi lasciarlo come se fossero entrati in un casinò, imbrogliati, e senza aver fatto niente perché costretti a scappare dalla sofferenza e ad inseguire il piacere.

Dunque, questi uomini sono arrivati a capire che, evidentemente, non è così perché niente in natura succede senza una ragione. In natura, ogni cosa è stabilita in modo preciso in base al principio di causa ed effetto e, apparentemente, questo intero processo è spinto dalla legge dello sviluppo che dovrebbe condurci ad un certo obbiettivo.

Sebbene questo processo sia molto lungo e sembri illogico, in verità, in esso si nasconde una logica interiore speciale: noi dobbiamo riconoscere il male che è innato nella nostra natura per ricavarne il bene. La possibilità di raggiungere questo bene oggi si sta manifestando, ma dobbiamo accelerare il riconoscimento del male.

Questa è la ragione per cui la scienza della Kabbalah è stata rivelata, in modo che non avanziamo come in passato per un percorso lungo e casuale, in una scelta senza fine tra il bene ed il male, affrontando ogni volta dei problemi, risolvendoli per scappare verso qualcosa di meglio; ma questa rivelazione ci serve affinché, dopo molte ricerche, dopo essere stati delusi dal precedente percorso, desideriamo vedere che cosa ci aspetta e così avanzare consciamente.

La saggezza della Kabbalah viene divulgata per uomini come questi. Il punto nel cuore si risveglia in loro e non li lascia in pace. Essi giungono in un luogo dove possono ottenere la conoscenza su come tracciare il giusto cammino per loro stessi, senza oscillazioni, ma diritti, in base alla legge della natura, diventando come il cammino stesso ed usandolo correttamente.

In sostanza, non ci viene assicurato né garantito un miracolo; conosciamo solamente la legge. Invece che raggiungere lo scopo camminando a zig zag, andiamo diritti seguendo la via di questa legge. Si tratta di un cammino più facile e più vicino, ma allo stesso tempo è anche più complesso. Infatti, dobbiamo studiare e mettere in pratica questa legge noi stessi invece che le forze della natura, che ci impastano dandoci la loro forma. Noi stessi dobbiamo prendere parte a questo processo, per ritagliarci la forma che la natura ci richiede. Se ce la faremo, prenderemo la stessa forma che dovremmo acquisire alla fine, e raggiungeremo lo scopo della creazione.

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(Dalla 1.a lezione al Congresso di Roma del 21.05.2011)

Non credere ai tuoi occhi

Nella Kabbalah, parliamo del lavoro interiore di un uomo. Ogni uomo deve scendere più in profondità dentro di sé e lì costruire le immagini degli amici, del gruppo, di se stesso, del suo mondo interiore, della sua impressione circa la spiritualità, non facendo attenzione a ciò che gli arriva dall’esterno che può essere anche del tutto opposto.

Le impressioni che un uomo riceve dall’ambiente esterno possono non essere vere, perché queste sono sensazioni che derivano dagli stati (Reshimot, informazioni pre-stabilite legate ai ricordi) che si risvegliano in lui. Un uomo non può basarsi su queste impressioni. Invece, l’uomo deve basarsi sulle immagini che ha costruito dentro di sé degli amici, del gruppo, di se stesso, del Creatore, e della connessione tra di noi.

Io non mi baso molto su quello che oggi vedo e sento intorno a me. Infatti, chi vede tutto questo? Io stesso vedo e sono assolutamente fuori strada. Quindi, non fa differenza cosa vedo adesso. Devo costruire dentro di me un modello di mondo futuro in cui siamo tutti collegati reciprocamente dall’amore e dalla dazione, e dentro questo mondo riveliamo il Creatore, cioè la Divinità (Shechina).
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(Dalla 1.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 26.05.2011 Gli scritti del Rabash)

Noi siamo cambiati

Domanda: Qual è la differenza tra la necessità di preparare la lezione prima del Congresso e ora?

Risposta: È ormai chiaro a tutti noi che siamo sotto la regola del desiderio egoistico che non ci lascerà mai a rivelare il Creatore da soli, senza l’aiuto dall’alto. Noi abbiamo rivelato la nostra impotenza un po’ di più, l’incapacità di andare avanti con le proprie forze, e, contrariamente a ciò, siamo giunti a renderci conto che c’è una Forza Superiore che può fare questo se lo vogliamo davvero.

È diventato un po’ più chiaro, ma che “un po’” davvero tanto! È una rivelazione dall’ alto. In realtà è “l’ illuminazione del giorno,” come “illuminazione della luce,” e la luce ci rende visibile l’ egoismo, qualcosa che Baal HaSulam chiamava “la rivelazione del malvagio”. Il Congresso ha fatto il suo lavoro.
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Mille volte il giusto cadrà e si rialzerà

Domanda: Perché la mia mente capisce che il Creatore è degno di essere giustificato per quello che mi fa in questo momento e tuttavia mi sento male? Perché non posso influenzare il mio stato interno con azioni esterne come la preghiera?

Risposta: Quello che il tuo desiderio sente in questo momento, in realtà sei tu. Nella spiritualità non puoi fingere e dire qualcosa che non senti. Devi arrivare alla correzione del tuo cuore e prima di tutto, dobbiamo anche verificare cosa c’è esattamente nei nostri cuori.

Se piangi, cosa piange in te: i tuoi occhi o il tuo cuore? Questa è la differenza! Il problema è che tutto quello che facciamo è nell’esteriorità, mentre la scienza della Kabbalah è la saggezza interiore, la parte interna della Torà. Devi scavare fino al cuore dei cuori, studiarlo e sperimentarlo.

Allora capirai che le azioni esterne ostruiscono solo e coprono l’immagine autentica, ti ingannano e ti confondono. Hai bisogno di svestire il tuo cuore e lavorare su di esso senza nessuna teatralità, lamenti e lacrime esterne!

Se prendi un calmante e la smetti di arrabbiarti, davvero questo trasformerà il peccatore in giusto dentro di te? No, tutto viene valutato dalla sensazione interna del cuore, e sappiamo cos’è questo. Pensiamo che tutto quello che dobbiamo fare sia amareggiarci e piangere. La Kabbalah non cancella le azioni esterne ma vuole che riflettano gli stati interni, poiché se questo non avviene, il nostro lavoro non ha senso e non realizzeremo il nostro destino.

Pertanto, non temere di dover diventare un “peccatore” in un punto ed un “giusto” in un altro. Sono due tappe dello stesso grado spirituale, come è detto: “Uno non può realizzare una Mitzvà (comandamento) a meno che prima non la infranga”. Questo significa che bisogna prima sottomettersi al peso del cuore (un peso addizionale dell’egoismo) ed è considerato come un “peccatore” che ha infranto la “Mitzvà” e sente fino a che punto è incapace di realizzarla.

Quindi si fortifica con l’aiuto dell’ambiente, esige la Luce che Riforma, corregge il suo desiderio e diventa “giusto” solo per cadere un’altra volta. Dopotutto, riceve un’altra dose di desiderio egoista e diventa ancora una volta un peccatore col fine di continuare a correggersi per diventare “giusto”. È detto: “Mille volte il giusto cadrà e si rialzerà”.

Ogni grado spirituale comincia con un nuovo carico di egoismo e lo inizi come un “peccatore”. Più tardi, finalizzi la sua correzione ed arrivi all’adesione con il Creatore in questo grado ed allora sei considerato un giusto.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 2.05.2011, Shamati 16)

Un paraurti contro i colpi della Natura

Tutta la nostra crisi attuale ha origine dal fatto che il mondo si connette in modo egoistico e che la proprietà totalizzante della natura si scontra con l’odio reciproco che c’è tra i paesi e le nazioni. Dunque, se noi ci troviamo in mezzo a tutto questo come una forza che crea un paraurti e ammorbidisce il colpo, riduciamo la crisi. E quando questi due opposti crollano, attenuati dal paraurti che assorbe l’impatto, essi non hanno più forza per colpirsi.

Questa è la ragione per cui il nostro posto è di tutto rispetto e si trova proprio nella linea di mezzo tra le forze positive e negative della natura. Essendo nel mezzo, dobbiamo connetterci a tutta la forza negativa dell’umanità e legarla alla natura positiva del sistema della creazione. Il nostro gruppo mondiale è proprio questo paraurti, cioè la forza che unisce.

La gente parla di una imminente fine del mondo, ma noi dobbiamo portare a termine il nostro compito. Da una parte, dobbiamo stabilire una connessione con la natura, l’intero sistema della creazione, attraverso l’ unione tra di noi. Dall’altra parte, dobbiamo andare in giro per il mondo per divulgare la saggezza della Kabbalah a tutti. Dobbiamo collegare queste due parti.

Il nostro gruppo è nel mezzo; il resto dell’umanità è alla nostra sinistra, e la natura, che è in equilibrio, è alla nostra destra. Dunque, da una parte, dobbiamo unirci insieme, e questo ci connetterà alla natura, al sistema della creazione. Dall’altra parte, dobbiamo divulgare la Kabbalah nel mondo.

Questo è ciò a cui siamo stati predestinati, e senza di questo, il mondo non raggiungerà la correzione. Le forze perfette della natura non riusciranno ad arrivare in questo “mondo opposto”, al mondo dell’umanità non corretta, se non riusciamo a stare in mezzo a loro come dei paraurti.

La parte che usiamo per unirci tra di noi e che vuole connetterci alla perfezione della natura è chiamata Galgalta ve Eynaim (GE), GAR de Binà. La parte che usiamo per connetterci con tutta l’umanità è chiamata AHP, ZAT de Binà. Dunque, siamo noi che ci uniamo con ogni cosa in un solo sistema e diamo vita ad ogni cosa.

Le parti della natura che sono in equilibrio sono Keter e Hochma. Noi siamo nel mezzo, nel mezzo di un terzo delle Tifferet. AHP, Netzah, Hod, Yesod, e Malchut sono al di sotto di noi. Solamente noi, la parte di mezzo delle Tifferet, abbiamo libertà di scelta. In questo modo, colleghiamo tutte le parti della creazione nelle dieci Sefirot.

Dunque, tutto dipende da noi. Non è necessario aspettare fino a quando il mondo sentirà e comprenderà quello che sentiamo e comprendiamo noi.

Attraverso l’amore, dobbiamo aiutarlo a rendersene conto il più possibile. Ed il nostro aiuto non deve riguardare solamente un’ampia divulgazione attraverso i mezzi di comunicazione, ma attraverso la nostra sempre più profonda comprensione dei sistemi interiori del mondo e della connessione tra tutte le anime. Non dipende dai presidenti o dai primi ministri, ma solamente da noi.
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(Dalla 1.a lezione al Congresso di Roma del 21.05.2011)