Pubblicato nella 'Lavoro di gruppo' Categoria

Per l’amore di entrare nel mondo

Domanda: C’è una tale nozione “a lungo raggio” dove alla fine dovrebbero essere le nostre azioni  a guidare gli workshop ?

Risposta: Lo facciamo solo per andare nel mondo. Abbiamo bisogno di elaborare questo sistema, afferrare saldamente la nostra unione, il centro del gruppo. Dobbiamo sentire il modo in cui cominciamo a vedere in esso la manifestazione dello stato maggiore, la Forza Superiore, come ci riguarda, come ci aggrappiamo ad esso, e come ci tiene, per non lasciarci andare. Ognuno di noi dovrebbe capire chiaramente come lavora su tutte le sue manifestazioni egoistiche, rifiuti, ecc.

Quando questo metodo viene correttamente stabilito in noi, guardiamo il mondo in modo diverso. Vedremo tutto ciò che è contro di noi come aiuto “contro di noi,” non solo “contro”. E allora saremo in grado di portare questo nel mondo.

Dopo tutto, tutto è cominciato da movimenti di resistenza in tutti i paesi. Per questo motivo, abbiamo cominciato ad uscire e a fare dei cerchi.

Ed ora, facciamo questi circoli, queste “tavole rotonde” dentro di noi. Abbiamo bisogno di lavorare fuori spiritualmente su di un grado diverso, per andare nel mondo, e per iniziare a diffonderli non, come abbiamo fatto prima, ma in una forma più intensa e luminosa, collegata con la radice superiore, in modo che il mondo senta che non è solo un accordo tra noi, ma che c’è una forza con cui risolvere i problemi. Questo è importante.
[79130]

(Dalla Lezione virtuale del 20.05.2012, Nozioni di base di Kabbalah)

Materiale correlato:

Laitman blog: Conferenza stampa del movimento Arvut
Laitman blog: Preparazione per 1000 Tavole Rotonde

Eleva i tuoi desideri ad un nuovo livello

Baal HaSulam:L’Arvut (Garanzia mutua)”: Con questa responsabilità collettiva, ogni membro della nazione è stato liberato dalla preoccupazione dei bisogni del proprio corpo e poteva mantenere il comandamento di “Ama il tuo amico come te stesso” in maniera piena, e dare tutto quello che possedeva a una persona bisognosa.

Questo significa che riceveremo un piacere cosi grande nel nostro sentimento, che nella nostra vita corporale non avremmo bisogno di altro che non sia necessario per la nostra esistenza, proprio come gli animali che non hanno bisogno di biscotti ma unicamente di cibo naturale che è sufficiente per loro. Se i nostri desideri, che non sono nel livello animale smetteranno di confonderci e ci eleveranno al livello “Umano”, ci sbarazzeremo di tutto il superfluo che solamente inquina la terra e rimarremo unicamente con ciò che è necessario per le nostre necessità basiche nella vita corporale.

Dalla connessione con gli altri noi raggiungiamo il riempimento nel livello “Umano”, similare al Creatore. Poi, non penserete al piacere personale più del necessario. Noi scopriamo il Creatore nella connessione con gli altri e naturalmente diamo tutti i nostri poteri per i bisogni degli altri. Per questo si dice: “Io risiedo nel mio popolo”.

Giacché non si preoccupava più dell’esistenza del proprio corpo, poiché sapeva di essere circondato da seicentomila amanti leali, che erano pronti per provvedere a lui.

È la società che supporta che innalza l’importanza della connessione ai miei occhi e provvede un certo senso di sicurezza che non avrò carenza di nessuna delle necessità basiche, che permette alle persone di preoccuparsi degli altri.

Più tardi, anche questo sparirà ed io riceverò tutto grazie all’unità con la società; io non dovrò vedere il sistema che provvede la prova dell’amore e dell’interesse delle persone che mi circondano. L’amore che io sento per loro riempirà tutti i miei vasi.
[79445]

(Tratto dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 31.05.2012, “L’Arvut (Garanzia Mutua))

Materiale correlato:

Laitman blog: Garanzia Mutua: Non sogni rosei ma la vera realtà
Laitman blog: La vita della dazione: Facile e bella

Un filo vivo

Noi cresciamo unicamente con l’aiuto dell’ambiente, come bambini che prendono esempio dagli adulti. Nella misura in cui io apprezzo il mio ambiente, esso servirà di esempio per me. Se io vedo quelli intorno a me come delle persone ordinarie, non meglio di me, che cosa posso imparare da loro?

Se lavoro su di me, sul mio ego, per poter elevare gli amici, io li vedo come gli emissari del Creatore. Dopo tutto, oltre la persona c’è solamente il Creatore, com’è detto: “Non c’è niente tranne Lui”. Io posso crescere in tale ambiente.

Io cresco precisamente con la comprensione che non c’è nessun altro oltre il Creatore. Io devo vedermi costantemente in contatto con il Creatore, e come risultato, controllare quali attributi e pensieri mi separano da Lui, in “parole” e specialmente in “fatti”.

Questo è tessuto e diventa una richiesta, una preghiera, perché la persona inizia ad avere paura della disconnessione dal pensiero e da questo sentimento che può essere il primo, e molto debole sentimento di connessione con il Creatore. Se io riesco a sentire questo filo sottile che mi lega con il Creatore, io devo avere cura che non si rompa e scompaia. Nessuna interruzione può negare la ricognizione che io ho, che sono legato al Creatore da questo filo sottile.

Questa paura inizia a vivere in me, perciò io accetto tutti i problemi e difficoltà che sorgono nei miei pensieri estranei, nei desideri e confusione, io la prendo come una “compagnia”. Io vedo che il Creatore m’invia tutto questo perché io superi gli ostacoli e rafforzi la nostra connessione.

Io non posso superare gli ostacoli da solo, ed io devo chiedere aiuto al Creatore. Allora il Creatore mi da potere, e invece di essere un filo quello che ci unisce, adesso ce ne sono due.

Allora arriva un altro ostacolo, e grazie a questo, io ricevo un terzo filo. Poi, gradualmente, i fili vengono tessuti insieme e diventano una fune spessa che mi lega al Creatore.

Io non dovrei chiedere che “tutti i mali che vengono dovrebbero morire”, cioè che tutti gli ostacoli dovrebbero scomparire. Altrimenti, come potrei costruire la mia connessione con il Creatore? Io devo chiedere che il male sia “riformato” e voltato verso il Creatore, cioè, significa usare questi ostacoli, e mentre io li supero io rafforzo il mio contatto con il Creatore.

Ed io ho cura costantemente di preservare e rafforzare il filo che ci unisce, ed esso diventa gradualmente un tubo da dove fluisce l’energia della vita.

All’inizio io ricevo il potere della vita solo dal sentimento della connessione, ma più tardi io inizio a conoscere il suo carattere, le sue diverse facce, le sue diverse forme. Io accumulo esperienza: Quali ostacoli ho affrontato, come gli ho superati, grazie a quale richiesta, come ha sistemato questi ostacoli il Creatore per poterne fare dei fili che ci legano insieme. Perciò, io imparo come mi tratta il Creatore mentre io faccio diventare positivi gli stati negativi.

Io lavoro su questo contrasto di bianco e nero: Una volta io vedo il viso arrabbiato del Creatore sullo sfondo di un disturbo, e un’altra vedo i Suoi occhi dolci e amorevoli. Allora io inizio a conoscerlo da questi due aspetti, come un padre, che a volte guarda il figlio con un amorevole viso sorridente e altre volte con rigore, e in questo modo mi insegna.

Io rafforzo costantemente il contatto tra di noi, e i livelli di questa connessione determinano i livelli della scala spirituale. All’inizio la connessione è molto debole, solo per afferrarlo come un embrione nel ventre della madre. Ma più tardi la persona inizia a essere più attiva, uno stato chiamato Yenika (alimentare). Allora diventa “adulto”, che significa che lui sa come usare questa connessione coscienziosamente; lui la evoca più o meno e attraverso essa riceve la Luce per un certo traguardo.

Tutto questo dipende da quanto forte la persona si aggrappa al gruppo che gli provvede supporto, imparando costantemente. Allora la connessione si forma da questi fili sottili che sono creati dai suoi sforzi infiniti per non permettere che questa connessione si rompa nemmeno per un momento, che porta la persona alla rivelazione. Ma tutto il lavoro inizia dalla paura reverente che la connessione della persona con il Creatore si possa rompere.
[79358]

(Tratto dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 30.05.2012, Shamati n.61)

Materiale correlato:

Laitman blog: Una nota della massima importanza
Laitman blog: Essere impressionato e dipendente allo stesso tempo

Molte reincarnazioni in un solo corpo

Domanda: Che cos’è una reincarnazione?

Risposta: Io sono nel desiderio di ricevere e scopro la frammentazione delle Reshimot (ricordi), significa che sento il mio legame con l’ambiente e il Creatore come se fosse rotto. Quindi io faccio gli sforzi per connettermi con l’ambiente al fine di diventare un recipiente adatto per il Creatore, per la Luce.

Supponiamo di lavorare sopra il mio desiderio frantumato, io ho chiesto e ottenuto l’influenza della luce che corregge il mio legame con i vasi frantumati che sono vicini a me, e noi collegandoci abbiamo raggiunto una maggiore compatibilità con la luce. Ora il vaso che è stato corretto da me viene riempito con la luce di Nefesh. Così io ho adempiuto al desiderio frantumato che è stato rivelato a me. Questo significa che ho vissuto una vita e ho eseguito una correzione.

Ora il livello successivo si è rivelato a me. Il precedente desiderio muore, non avrò più bisogno di lui. La luce che esce dal Partzuf spirituale precedente e si rivela nel prossimo Reshimo è maggiore e più avanzata. Questo significa che questo è ancora più rotto! Ma con l’esperienza che ho dalla vita precedente, so già come correggerlo. Pertanto, io continuo ad avanzare per correggere me stesso.

È necessario collegare i vasi rotti che sono ancora di più in opposizione uno rispetto all’altro e devo chiedere alla luce di connetterci. Così passa una vita dopo l’altra fino a quando raggiungo la mia correzione completa. Allora, i frantumi delle Reshimot cessano di essere evocate e rivelate dal momento che io ho corretto tutte le rotture, nel senso che ho attraversato tutte le mie vite. Queste vite non hanno nulla a che fare con il nostro corpo materiale che vive come un animale. È soltanto simile a un animale dal momento che la nostra vita simboleggia l’avanzamento del desiderio di ricevere.

In contrasto con la natura inanimata, vegetale e animale, noi siamo animali speciali in cui il desiderio di ricevere cambia continuamente e alla fine raggiunge un punto morto, che noi sentiamo oggi. Ci rendiamo conto improvvisamente che non è vita e che non capiamo dove stiamo andando. Le sofferenze ci obbligano a cominciare a chiedere sul senso della vita, circa il suo scopo e la sua radice. Nel desiderio che si sviluppa nei livelli inanimato, vegetale e animale, c’è già l’inizio di una nuova brama che ci obbliga a chiedere su ciò che c’è nel livello sopra di me.
[80163]

(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah dell’8.06.2012, Scritti di Rabash)

Materiale correlato:

Laitman blog: Passare la luce della realizzazione alla catena delle anime
Laitman blog: Da cosa dipende il mio futuro

Garanzia Mutua: Non sogni rosei ma la vera realtà

Alcuni dei nostri gruppi trovano difficile legare la saggezza della Kabbalah con la garanzia mutua. Le persone che sono arrivate a studiare Kabbalah non vogliono veramente imparare la garanzia mutua e ovviamente non vogliono divulgare il messaggio della garanzia mutua al mondo.

In realtà li comprendo. Quando sono andato da Rabash all’età di 33 anni, ero uno scienziato devoto al mio carattere e alla mia previa occupazione. Prima di arrivare in Israele, dall’età di 6 fino ai 28, ho studiato e letto letteratura scientifica tutto il tempo. Anche questo derivava da una deficienza per scoprire il Creatore, la forza che governa qualsiasi cosa.

Dal Rabash, ho udito riguardo: “ama il tuo amico come te stesso.” In Russia questo principio è stato distorto a favore dell’elite e per me era veramente sgradevole ascoltare questo perché dietro alle parole di amore c’erano i peggiori imbroglioni e ladri che fecero l’esatto opposto e impiegarono gli altri per il loro bene. Era veramente difficile abituarmi all’idea che questo principio fosse il principio base della saggezza della Kabbalah, perché si suppone parlare dei segreti della creazione, e improvvisamente parla delle cose passate.

Poi ho cominciato a imparare il sistema interno: Risulta che il desiderio di ricevere rotto è diventato egoista, e per tornare al mondo di Ein Sof (Infinito), dobbiamo correggere il nostro ego. Questo significa che dobbiamo portare internamente e avvicinare a noi quello che sembra distante, per trasformare in amato ciò che sembra odiato. Nonostante il nostro desiderio corrente, nonostante l’orgoglio, le passioni, il rispetto, dovresti camminare e rinnegare il tuo ego sempre più avvicinandoti alle persone che odi. Così puoi scalare gli scalini del sentiero spirituale.

Solo dopo aver compreso la strada, mi sono fermato rabbrividendo quando ho ascoltato parole riguardo all’amore. Mi ci sono voluti dai due ai tre anni e non è stato per niente facile in comparazione alla forte repulsione iniziale. Ma il fatto di aver imparato il sistema e le sue leggi mi ha aiutato, come un dottore che legge il risultato di un test o i raggi-x. Poi ho capito da dove queste parole sono state prese; ho compreso che queste parole non hanno nulla a che fare con gli aspetti umani, o con il benessere e il vivere in fratellanza. E’ riguardo la fonte di tutti i nostri conflitti, riguardo alle basi della nostra natura, che noi, non avendo scelta, dobbiamo adempiere. Questo è quello che mi ha convinto.

Allora, noi dovremmo spiegare a tutti i nostri amici in Israele e non, cosicché loro possano capire che la divulgazione verso tutti quelli che vogliono imparare la saggezza della Kabbalah e la più ampia divulgazione della garanzia mutua al mondo intero è il significato del Tikkun (correzione). Se in passato un Kabbalista poteva correggersi attraverso se medesimo o con l’aiuto di un insegnante, oggi è impossibile.

Non sono stato io a dirlo, Baal HaSulam scrive riguardo al fatto che noi dobbiamo fare questo. Così non puoi raggiungere la correzione interna se non stabilisci un gruppo. Perché il gruppo cominci a vivere e avanzi nella giusta direzione, devi essere connesso al mondo intero. Inizialmente, la divulgazione dovrebbe essere fatta in Israele perché le persone di Israele dovrebbero diventare la fonte del sistema per l’intero mondo.

Così i cerchi si sono creati: Attorno a te c’é il gruppo, attorno al gruppo c’é Israele, e attorno a Israele c’é l’intero mondo. Se non prendi in considerazione questo sistema non avrai successo e non attrarrai la Luce che Riforma. Devi racchiudere tutto in una certa estensione. Questo deriva dalla rottura dei vasi e dalla correzione necessaria dell’intero percorso dal periodo vitale del quale parla Baal HaSulam. Le persone che non vogliono riempirsi così semplicemente non vogliono ascoltare cosa dice il nostro maestro spirituale.
[79524]

(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 1.06.2012, “L’essenza della Saggezza della Kabbalah”)

Materiale correlato:

Laitman blog: La Crisi del sistema educativo è la Crisi dell’umanità
Laitman blog: Novantanove più uno

L’abbigliamento del Re

Dalla lezione di Rabash: Quando una persona è nuda, egli sente una mancanza ed ecco perché l’abbigliamento per lui è come il riempimento che copre la sua mancanza. Lo stesso nella spiritualità, un desiderio vuoto sente di avere una mancanza. Quando la luce arriva e lo riempie, essa è come l’abbigliamento.

L’abbigliamento è il livello di compatibilità del desiderio con la luce. L’abbigliamento può essere inanimato, vegetale, animale o diversi caratteri umani — tutto questo è l’abbigliamento che una persona ha, questo determina quali attributi della luce il desiderio può adottare vestendosi in essi per assomigliare alla luce.

Il nostro lavoro principale è quello di aspirare a diventare l’abbigliamento di colui che è superiore, per ricevere una forma che è maggiormente compatibile con il Creatore. Dobbiamo prepararci costantemente ad assumere una nuova forma. Tutto è determinato dall’abbigliamento perché il desiderio stesso non ha alcuna forma. Dipende dall’abbigliamento se una persona sarà una bestia o un umano che assomiglia al Creatore; può essere solo uno dei due.

Lungo il percorso noi dovremmo costantemente vedere noi stessi in uno stato di libero arbitrio, metà colpevole e metà innocente in accordo all’abbigliamento, a seconda della forma a cui io sono inclinato. Al fine di fare questo io ho il gruppo, l’insegnante e i libri, che mi possono sintonizzare con un abbigliamento, una forma che sia più simile possibilmente al Creatore.
[79808]

(Dalla preparazione alla Lezione quotidiana di Kabbalah del 4.06.2012)

Materiale correlato:

Laitman blog: Tutti i cambiamenti sono dentro di me, non al di fuori
Laitman blog: Una coppia inseparabile: La Luce ed il desiderio

La vita in costante rinnovamento

Domanda: Il centro del gruppo cambia costantemente fino alla fine della correzione, o per caso, una volta che viene scoperto, continuiamo ad usarlo cosi com’è?

Risposta: Niente rimane costante. Devi prenderlo, e si perde immediatamente. Hai capito qualche cosa e all’improvviso niente è più chiaro. Tuttavia ne sei felice; solo allora comprenderai nuovi dettagli.

Uno deve compiere sforzi costantemente. Una persona inizia a gioire per ciò che ha raggiunto, il gradevole sentimento di confidenza e riempimento, e non vuole perderlo. Tuttavia, questo non porta beneficio allo sviluppo.

Se vuoi conservare il momento gradevole, diventerai una statua di sale come la moglie di Lot. In base alle leggi spirituali questo non dovrebbe farsi, ci viene chiesto di aggiungere costantemente chiarimento addizionale e comprensione.

È per questo che noi dobbiamo costantemente anelare a fortificare il significato del centro del gruppo, di non calmarci quando raggiungiamo qualche cosa. Non dobbiamo anelare a tornare al momento passato.

Non ho bisogno di richiamare quello che ho sentito e compreso. Per il contrario, devo cancellare tutte le vecchie impressioni e anelare delle nuove!
[78656]

(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 22.05.2012, “Conversazione sul Workshop”)

Materiale correlato:

Laitman blog: Se guardi indietro diventerai una colonna di sale
Laitman blog: Una Vita e una preghiera comune per tutti

L’obiettivo: Unità integrale!

Domanda: Su cosa dovremmo concentrarci ora? Dove dovremmo indirizzare i nostri sforzi? Voglio dire, la divulgazione e il lavoro di gruppo.

Risposta: Nel lavoro di gruppo, dovremmo dirigere i nostri sforzi ai nostri workshop di domenica.

Negli altri giorni, ci devono essere almeno alcuni corsi. Vedo che ci sono gruppi che studiano seriamente. Una lezione, in generale, è organizzata e diretta verso l’unità. In pratica, il materiale dell’intero corso parla di questo. Anche nel “Lo Studio delle dieci Sefirot”, si parla di unità, della connessione delle anime tra di loro. In tutto ciò che è descritto non c’è altro che la connessione delle anime in un unico sistema.

Oltre a ciò, abbiamo iniziato a creare corsi per la formazione di docenti per il movimento “La Garanzia Mutua“, cioè, i docenti per il 99%. Essi diventeranno leader e organizzatori di seminari, tavole rotonde, ecc. Oggi, sono pronte già circa 300 persone, e vengono aggiunte sempre nuove persone; è in arrivo una nuova ondata.

Nel nostro paese [Israele], abbiamo raggiunto un punto in cui siamo invitati come docenti permanenti e consulenti di educazione nelle scuole, luoghi di lavoro, municipi e altri luoghi.

Penso che entro pochi mesi, arriveremo a un punto in cui gli esperti preparati da noi, saranno in grado di iniziare a lavorare in varie organizzazioni. In ogni caso, ci stiamo avvicinando a un tale stato in cui nessuna impresa potrà funzionare se non si sarà riorganizzata internamente, e le persone non saranno collegate correttamente l’uno con l’altro in una piccola comunità integrale. Niente funzionerà senza questo!
[79634]

(Da domande riguardo i Workshop 27.05.2012)

Il mio amico è il rappresentante del Creatore

Domanda: Come dobbiamo lavorare durante un seminario? Come dobbiamo ascoltarci uno con l’altro?

Risposta: Un amico può dire delle cose che io comprendo oppure no. Può dire delle cose che considero grandiose o che considero delle sciocchezze. In ogni caso, io lo percepisco come un rappresentante del Creatore. Il Creatore mi sta influenzando attraverso lui.

Se provo repulsione dalle apparenze del mio amico, dall’espressione, dal significato delle sue parole, o qualsiasi altra cosa, potrei non percepirlo ne volerlo. E questo è un meraviglioso esercizio! Io voglio sollevarmi sopra di questo! Se lui è il rappresentante del Creatore, poiché, “Non esiste nessuno tranne Lui”, specialmente in ogni evento come questo al quale stiamo partecipando, allora io devo innalzare il mio amico e cercare di penetrare nell’essenza spirituale attraverso di lui, che sta presentando tutto questo a me e si presenta anche in questa maniera. Io devo sollevarmi a uno stato, dove percepirò tutto nella sua assoluta benevolenza, dazione assoluta, e assoluta qualità spirituale-malgrado tutto quello che sto sentendo dentro di me, nonostante il fatto di non averlo.

Ed è molto buono che queste due qualità si manifestino in me: l’attitudine egoista verso il mio amico, quando tutto quello che vedo in lui non prende nessuna critica, e dall’altra parte, per il contrario, quando io lo tratto con fede oltre la ragione, come un rappresentante del Creatore, perché niente può venire da nessuno al mondo che sia negativo, male imperfetto. E se esiste in me, allora è mio; io lo sto guardando con i miei occhi.

È per questo che, se io sono capace di notare questi due stati, io ho già fatto un certo lavoro spirituale. Dobbiamo mettere insieme tutti gli stati critici superiori e inferiori in relazione uno con l’altro, e avremo un vaso comune- Malchut che è alla base e consta solamente di cose sgradevoli- e continuerà a diventare più brillante e peggiore in noi, e noi saremo capaci di continuare a salire verso Keter oltre questo. E poi creeremo una tale distanza tra di loro, tale tensione, che saranno uguali allo stato quando la Luce Circostante diverrà la Luce Interiore e brillerà lì. Allora acquisteremo il primo livello spirituale.

Che cosa fa questo? Noi innalziamo MAN verso Malchut del mondo di Azilut, che ci connette insieme, e lì stabilieremo noi stessi per la prima volta come neonati. E una persona non può nascere da sola, ma perlomeno in dieci persone.
[78780]

Materiale correlato:

Laitman blog: E’ più importante il consenso comune o le impressioni condivise?
Laitman blog: Tutto dipende da voi

Una Vita e una preghiera comune per tutti

Il centro del gruppo è il punto in cui ci liberiamo da tutti i frammenti della rottura e vogliamo concentrarci solo sulle nostre scintille e unirle insieme. E più si cerca di unire queste scintille, più saliamo sulla scala spirituale.

A causa di questi sforzi, riveliamo una nuova profondità del desiderio in noi, e una Luce più grande si rivela nell’unità delle scintille. Il collegamento delle scintille è la “Reshimo de Hitlabshut“, e la profondità del desiderio, sopra la quale vogliamo collegarci, è il “Reshimo de Aviut,” e quindi cominciamo a collegarci al nostro primo Partzuf spirituale comune in cui ci sentiremo una sola anima.

La prima volta che noi ci sentiamo nella realtà integrale in cui tutti siamo collegati l’uno all’altro, e al suo interno sentiremo la vita spirituale-uno per tutti. Come si dice: “Non c’è nessun altro oltre il Creatore,” uno per tutti: un solo pensiero, una luce, un sistema unificato. Noi sentiremo noi stessi vivere all’interno di una forza superiore.

E poi, inizieremo a riconoscerla sempre di più, distinguendo più funzioni in esso, atteggiamenti diversi verso di noi in rapporto alle dimensioni del Partzuf. Ma il primo punto da cui dobbiamo partire è il punto della nostra unità, chiamato il centro del gruppo. Si compone di due elementi: Il primo è il superamento del nostro egoismo, la Reshimo de Aviut, e la seconda è il nostro desiderio di unire le nostre scintille, che determina il Reshimo de Hitlabshut.

Se Io installo correttamente l’uno rispetto all’altro, è chiamata fede al di sopra della ragione. Tutto si riduce ad una realtà, ad un singolo stato. La fede è la connessione delle scintille, e la conoscenza è la forza del desiderio egoistico, sopra il quale vogliamo costruire la nostra connessione.

Non importa se non riusciamo a raggiungere il desiderio e a collegarlo al centro del gruppo. La cosa principale è quanto impegno vi abbiamo messo dentro. L’entità degli sforzi determina lo stato di successo.

Non riusciremo mai a raggiungere il successo direttamente attraverso le nostre azioni, ma solo attireremo la Luce a noi stessi, in modo che il Creatore terminerà questo lavoro per noi! Dopo tutto, “un prigioniero non può liberarsi dal carcere,” tutto accade per l’aiuto dall’Alto, attraverso la preghiera e la risposta ad essa.
[78878]

(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 24.05.2012, conversazione sul Workshop)

Materiale correlato:

Laitman blog: Il più efficace metodo per progredire
Laitman blog: Raggiungere la professione del Creatore