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Un progresso spirituale

Domanda: Come possiamo trasformare l’intenzione di una persona nell’intenzione di molti, nella “preghiera di molti“?

Risposta: C’è una grande differenza. Se penso alla società, tentare di connettermi con loro al fine di trasmettere la Luce che si aspettano, si chiama una “preghiera di molti”, una “preghiera pubblica.”

Se ogni individuo del gruppo si comportasse in questo modo, noi formeremmo l’area della mancanza collettiva generale in cui tutti, mediante la loro inclusione in ognuno di noi, costituiscono già un progresso spirituale. Io penso a tutti, tu pensi a tutti, e così tutto il gruppo. Poi ognuno moltiplica la sua intensità per il numero di persone per le quali si vuole chiedere un riempimento. Si scopre che questa preghiera diventa già un vaso spirituale. Il vaso spirituale è un risultato della connessione. Se io prego per voi e voi pregate per me, allora ognuno di noi contiene l’altro dentro di sé. Allora i nostri desideri che comprendono l’un l’altro si connettono e creano un vaso spirituale tra di loro.

Questo significa che le parti dei nostri desideri in cui io prego per voi e voi pregate per me si connettono. La loro connessione diventa un vaso spirituale. Le parti in cui ognuno è per sé restano al di sotto.

Si scopre che influenzi la Luce solo attraverso la tua mutua inclusione tra di loro, in cui tu lo includi dentro di te e lui ti include dentro di sé. Quindi una persona non funziona nella spiritualità, ci devono essere almeno due, come si dice: “Il minimo di molti è due”. Così come: “O insieme o la morte”, il che significa che o hai un amico con cui esegui un’azione spirituale o sei morto, e non hai la possibilità di attirare la Luce che Riforma.
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(Dalla seconda parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 24.01.2013, Lo Zohar)

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Io do significa io esisto

Io mi divido in due parti: GE e AHP. La parte importante in me è GE, e in essa io sono in uno stato fisso.

D’altra parte, utilizzo il mio AHP solo per le esigenze di un altro: è come se “ingoiassi” il suo desiderio e cominciassi a servirlo. La Luce viene dall’Alto, e passo su questa Luce agli altri attraverso il mio AHP, che è l’unico modo in cui usare l’AHP.

Se, invece, l’altro non ha bisogno di nulla, il mio AHP non esiste. Si è piegata nel mio GE, e ritorno allo stato di piccolezza, allo stato fisso.

Questo avviene perché io in realtà non ho bisogno di nulla, tranne che del mio GE, e ho bisogno di loro solo al fine di essere pronto a dare agli altri. In ogni contatto io controllo immediatamente ciò che l’altro vuole e quando trovo dei desideri non realizzati in lui, distribuisco e sviluppo in me solo la parte in grado di fornire ciò che egli desidera dall’Alto. Solo a questo punto posso utilizzare il mio AHP.

Questo è chiamato il mondo spirituale: io non esisto. Io esisto solo nella misura in cui do agli altri. Fino a quando non ci sono gli altri, io sono niente, uno zero. La ragione è che il mio GE non sono io, essi sono solo lo stato di prontezza, di ricerca – chi ha bisogno della mia dazione?
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 24.01.2013, Scritti di Rabash)

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Le porte al territorio del Creatore

La cosa più strana nella saggezza della Kabbalah avviene quando un principiante sente il messaggio riguardo “amore, unità, e inclusione reciproca” che sono totalmente contrari ai nostri desideri naturali. All’inizio, la Kabbalah ci appare come convenzionale, una scienza difficile: “Voglio comprendere il sistema, studiare i fenomeni dietro la facciata della natura, comprendere la forza superiore e i principi del Suo lavoro, studiare le leggi dell’universo e trovare le cause nascoste della storia…” In altre parole, una persona tende a studiare formule concrete e poi lui scopre che è tutto riguardante l’amore.

C’è qualcuno che seriamente indirizza questo soggetto? Hollywood? Le persone serie stanno sedute a Wall Street, mentre l’amore è dominio di compagni e “Bohemiene…”

Si impiega molto tempo per iniziare a comprendere il messaggio dell’amore. S’impiegano anni per avere questa informazione “va sotto la tua pelle” e raggiungere il cuore di ognuno. Il nostro egoismo non vuole accettare cose come l’amore, e neanche permette il messaggio che solo attraverso l’unità noi riveliamo una nuova realtà e che solo grazie all’amore noi ci eleviamo al nostro stato più elevato, diventare più gentili d’animo e riveliamo i nuovi mondi. La nostra esperienza materiale non provvede alcun esempio dall’alto, neanche questo prova questi stati in alcuna via.

Alcune persone sono maggiormente inclini ad accettare queste idee; agli altri, questo messaggio è veramente difficile da apprendere. Dipende dal fatto di essere pronti nelle nostre anime e sulla “profondità” del nostro desiderio (Aviut). Richiede anche persistenza, diligenza e un senso di totale necessità per raggiungere questo stato. Se entrambi questi fattori, un forte rigetto e un’attrazione travolgente, forzandoci a stare nel nostro cammino non importa cosa, allora, anche prima di raggiungere l’amore, noi continuiamo a scoprire che tutto dipende dalle nostre qualità. La Luce superiore ci influenza e iniziano diverse impressioni in noi; così, noi cominciamo a realizzare che i nostri cambiamenti interni o chiudono o aprono l’immagine del mondo superiore a noi.

Qualcosa “clicca” dentro di noi e cominciamo a vedere molto di più e avere sensazioni molto più acute di prima. Noi continuiamo a penetrare nella struttura della realtà; noi acquisiamo una più chiara ed ampia comprensione di ciò… Tutto dipende dal nostro cuore. E’ il posto dove sentiamo e distinguiamo tra tutti e tutte le cose che sono nel nostro campo di visione e sensazione.

Allora, la “porta” si chiude, come se un vestito nero scendesse sulle nostre sensazioni e l’intelletto, e ora di nuovo, noi ci fermiamo di comprendere e sentire qualunque cosa, come se camminassimo in un sogno e potessimo difficilmente far fronte alle nostre responsabilità. Il tempo passa, la porta si apre ancora, e così, si richiude. Quindi gradualmente noi cominciamo a realizzare che tutto dipende nel livello di apertura o chiusura della nostra mente e dei sensi.

E allora noi penetriamo profondamente dentro il centro del meccanismo che apre e chiude le porte. Dopo che siamo passati attraverso tutti questi stati molte volte, noi realizziamo che le “porte” ci mandano non solo verso qualcosa al di fuori di noi, ma verso gli altri. Quando ci sentiamo estremamente vicini a loro, i nostri occhi e le orecchie si aprono e avanziamo. Quando siamo più lontani da loro, tutto si spegne.

Questa è la via in cui la Luce ci impatta, così gradualmente formando la connessione tra le nostre sensazioni e la mente e costruendo la nostra attitudine verso gli amici, aggiungiamo maggior garanzia mutua, sensazioni profonde e aperte l’un l’altro, facendoci familiari con il mondo superiore e lo stato superiore. In questa fase, una persona realizza che questo mondo non è da qualche parte nelle nuvole, non è nemmeno dietro l’orizzonte, ma è soprattutto nelle nostre sensazioni: Più ci apriamo agli altri, maggiormente ci eleviamo.

Gradualmente, noi approcciamo i “bordi” e cominciamo a distinguere i dettagli del nostro desiderio di ricevere. Noi separiamo questo in diversi step e livelli; in visione di questo, costruiamo i desideri vicini alla mente.

Impiega diverso tempo. Noi dobbiamo includerci nel gruppo più che possiamo; letteralmente “buttarci” nel gruppo come dentro al mare; “perderci” in questo, dissolverci negli amici. Da questo tipo di “auto-annullamento,” uno si “immerge” negli altri e realizza che “non è importante cosa riceviamo da questa connessione e inclusione mutua. Tutto ciò che arriva dai nostri amici è territorio del Creatore. Tutto ciò che è in me è territorio dell’inclinazione maligna, “l’angelo della morte.”

Quando uno realizza così tanto, il requisito “di amare il prossimo come te stesso,” emerge. Uno sente che ha bisogno di loro e si sforza di relazionarsi a loro come se fossero veramente vicini a lui, come una madre che permanentemente abbraccia internamente il suo bimbo al fine di proteggerlo dai pericoli.

Da questo punto di vista è più facile avanzare, giacché uno ha già costruito il suo cammino correttamente: Uno già conosce che tutto è dentro di lui, dentro le sue sensazioni, nella sua attitudine verso gli amici e vicini, che nei fatti sono parti della sua stessa anima. Lui comprende che invece di vedere esternamente nella forma di natura inanimata, vegetativa e animata, lui deve osservare “dettagli” esterni che sono prodotti dalla sua mente e i suoi sensi come qualcosa che gli appartiene, ma allo stesso tempo sono separati da lui dalle “nuvole” e la “polvere” che coprono la sua percezione del mondo. Significa che uno deve ritornare a una visione chiara, anche se c’è confusione creata dall’inclinazione maligna; lui tende a unire la corretta visione del mondo e diventa un sentimento e intelletto unificato.

Questa è l’essenza del nostro lavoro. Se noi gestiamo questo, gradualmente ascendiamo la scala dei mondi. Al grado della nostra abilità nel ritornare nelle nostre parti “esterne”, li sentiamo come se fossimo riempiti dalla Luce superiore.
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(Dalla 2° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 16.01.2013, “Amore degli amici”)

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Trasformare tutti i meno in più

Domanda: Come faccio a fare un patto con il Creatore se non Lo conosco?

Risposta: La domanda è: perché è solo lo sposo che firma l’accordo di matrimonio (Ketubah) e non la sposa? C’è una sorta di impegno unilaterale qui? Lo stesso accade quando una persona firma un accordo con il gruppo o con il Creatore.

Ciò significa che la mia firma su questo contratto è sufficiente dato che l’accordo della controparte è certo. Quindi, solo chi esita e non è sicuro deve firmare, e in questo modo, è obbligato a firmare l’impegno.

C’è una forza superiore, e per rivelarla, ci deve essere una forza inferiore. La forza del superiore è la dazione e la forza dell’inferiore è il ricevere. La forza dell’inferiore deve raggiungere l’interezza nella sua mancanza per connettersi alla forza superiore che è eternamente intera.

La forza inferiore raggiunge l’interezza attraverso la connessione di 10 persone, poi di 100, e poi di 1000. Aggiungiamo sempre un altro zero.

Se non mi connetto con 10 persone, non posso essere definito una “unità” spirituale, e, se non mi connetto con 100 persone, non posso essere definito una seconda “unità” spirituale, che significa salire al secondo livello spirituale. Il contatore conta solo gli zeri aggiuntivi, e questo è considerato un salto al livello successivo.

Per adattarmi all’intera forza superiore, devo raggiungere almeno la connessione dei primi 10. Questo significa che devo connettermi a 10 persone in quanto secondo la nostra natura interiore, raggiungiamo il primo, la misura minima della dazione, # 1, attraverso la connessione di dieci persone, come un solo cuore e una sola anima. Allora, ho la prima forza della dazione.

Se mi è possibile connettermi a 100 persone in un modo simile a un solo cuore e una sola anima annullando totalmente me stesso, io raggiungo la seconda forza della dazione, il secondo livello spirituale. Di conseguenza, devo passare attraverso 125 livelli.

Per entrare in contatto con loro, firmo un contratto reciproco. Dobbiamo essere connessi in modo che ognuno si dimentichi di sé e si connetta con tutti come un tutt’uno. È impossibile farlo da soli e dobbiamo aiutarci a vicenda. Dobbiamo offrire a tutti la grandezza della meta, la connessione, il calore, e gli esempi positivi. Per fare questo, firmiamo un contratto, e questo viene chiamato patto.

Ognuno di noi passa attraverso stati di “+” e “-“, e abbiamo bisogno dei meno, per salire ai più, per “raddrizzare” noi stessi. Ciò è possibile se, mentre io sono in uno stato di “meno”, la società intensifica la mia intenzione. Il mio meno cresce e cresce anche il più, essi aumentano costantemente. Dopo un piccolo più, c’è un grande meno, e dopo un grande più c’è un meno che è due volte più grande.

È per questo che non posso mai superare il segno meno che ricevo e che mi butta sempre a terra. Io posso essere completamente buttato fuori pista, e posso continuare a lavorare, ma senza l’ispirazione e il pensiero. Quando cado in un tale stato, in questi meno, la società deve intensificare la mia intenzione.

È una buona cosa che ho ricevuto questo meno dato che ho bisogno di un meno grande, devo raggiungere la sua piena misura per riempire la mia misura. Il problema è come trasformarlo in un vantaggio. Per fare questo, ho bisogno di un’intenzione! Se la mia mancanza e l’intenzione della società si connettono, posso trasformare ogni volta i meno in più, e di conseguenza, salire costantemente. Questo si chiama fare un patto.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 25.01.2013, Scritti di Rabash)

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Quello che ricevo dipende da me

Rabash, Lettera # 29: Ma una persona non ha la necessità di portare i rifiuti dal di fuori, come nel caso di concimare un albero. Deve tradurre le impurità dal mondo della rivelazione, il che significa, nel suo sentimento.

Domanda: Che cos’è per me “il rifiuto” e cos’è “il fertilizzante”?

Risposta: Dipende dalla tua scelta. Ti viene data la possibilità di decidere se preferisci mangiare dai rifiuti o cose buone dalle cose cattive? E tu scegli sempre qualcosa da queste due possibilità, ma a poco a poco l’ago della bilancia pende in direzione della dazione. Non hai la forza di annullare completamente la ricezione, ma in ogni caso, avanzi nella giusta direzione.

Nel tuo vaso, Kli, ci sono sempre tre parti. Nella parte superiore si può lavorare per il bene della dazione, nel mezzo regna la restrizione, e nella parte inferiore si trova qualcosa che si desidera per se stessi.

La linea di destra non può esistere senza la linea di sinistra, e la linea di sinistra non può esistere senza la linea di destra. Tutto deve essere diversificato, fino al Gmar Tikkun (la correzione finale), tutto il male funziona come bene.

Domanda: Questo significa che se gli amici creano un ostacolo per me, poi mi danno il “fertilizzante”?

Risposta: Dipende cosa intendi per “ostacolo”. Se gli amici mi dimostrano quanto desiderano riconoscere la grandezza del Creatore, ad un livello superiore, per l’adesione, per Gmar Tikkun, per l’unione e la connessione tra di loro, per la rivelazione della Luce, allora per me può rappresentare un ostacolo dal momento che questo approccio viene odiato dall’ego, ma può anche essere una motivazione che spinge in avanti.

La parte superiore mostra a quella più bassa la Luce, la Sua dazione, e quella inferiore, sentendo questo, deve chiarire se per lui questo è da considerare cibo o rifiuti. È scritto, “Diritte sono le vie del Signore, in esse vi è il solo cammino, ma i peccatori vi inciampano”. Posso decidere che la dazione per me è proprio la Luce che mi tira in avanti. Voglio aderire ad essa e superare me stesso per fare questo, anche se non è semplice riceverlo come cibo. E poi, in questo caso, io sono chiamato “giusto.” Ma se io non lo voglio, allora sono chiamato “peccatore”.

In questo modo, esamino me stesso secondo il principio di “una persona si vedrà sempre come mezza giusta e mezza malvagia”. Il superiore mi dà la Luce e io lo sento come Luce o come buio.

Per esempio, oggi durante la lezione c’erano molte persone sedute lì senza un buon umore. E sono stato molto felice di questo. Perché è così che si scopre una malattia. È molto buono. Ora, ciò che resta è portare la cura. Ma non la pensano così. Si sentono male.

Ciò significa che, la domanda è: Dipende da come una persona decodifica ciò che riceve. Non vi è alcun male nel mondo, ma tutto dipende da come si interpreta ciò che accade. Per me, la Luce, la forza della vita, può essere cibo o rifiuti. L’albero, naturalmente, riceve concime dagli animali, come una cosa buona, e noi dobbiamo scegliere, perché fin dall’inizio il “fertilizzante” che arriva dal superiore non sembra buono per noi. Questa cosa non mi sembra buona nella misura in cui sembra come un “escremento” e non come un tesoro…
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 25.01.2013, Scritti di Rabash)

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Perdere il proprio “io” materiale

Domanda: Come diventiamo un Partzuf inferiore che si annulla dinanzi a quello superiore e chiede di essere creato nel mondo spirituale durante il congresso?

Risposta: Il nostro Partzuf superiore è il gruppo e solo lì il Creatore si rivela. Trasformiamo il gruppo in Malchut, la Shechina, mentre la parte superiore è Zeir Anpin, il Creatore. Abbiamo bisogno di indurre lo stato in cui si rivela la nostra connessione con la forza superiore.

È abbastanza fattibile e molto probabile che accada. L’illuminazione da questo stato ci sarà concessa sicuramente, e la stiamo già ricevendo, ognuno secondo il proprio grado. Ma quando ci connettiamo veramente, allora invece di una illuminazione personale, noi riveliamo la Luce.

Sarà inoltre rivelata ad ogni persona nella misura in cui essa ha raggiunto l’unione e la esercita. Ma sarà una parte di Luce chiaramente definita e non un po’ di illuminazione esterna. Sono convinto che non solo durante il congresso degli uomini, ma anche durante quello delle donne potremo sentire una simile illuminazione. L’annullamento del nostro gruppo dinanzi al superiore significa che tutti rinunciano a sé stessi per il bene dell’unione e dell’ inclusione negli altri, e perdono lì i loro “io” materiali ed esistono unicamente sotto l’influenza spirituale.

Nell’articolo “600.000 anime” abbiamo studiato che vi è una sola anima, tutti raggiungono solo essa, e le spine nell’anima stessa. In verità, non c’è divisione e solo la forza dirompente ci sta causando dolore in questo momento perché pensiamo che ognuno di noi abbia la propria anima personale. Lo immaginiamo solo perché non abbiamo ancora ottenuto il raggiungimento completo e rimaniamo in confusione, nella nebbia, e nella perdita di coscienza. Pertanto, al congresso, speriamo di inserirci in questa anima.
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(Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 10.01.2013, Talmud delle dieci sefirot)

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Non trascurare la routine quotidiana

Domanda: Durante il congresso di Arava il nostro gruppo ha raggiunto un nuovo livello. Ora dobbiamo aggrapparci ad esso e mantenerlo, e questo richiede repulsioni. Ma d’altra parte, secondo l’esempio che Baal HaSulam ci offre: “per saltare su un tavolo devi saltarci sopra”. Quindi qual è il punto successivo “sopra il tavolo” su cui dobbiamo concentrare i nostri sforzi?

Risposta: Questa settimana andremo tutti a casa e torneremo alla nostra quotidianità. Personalmente credo che la routine quotidiana sia la cosa principale, i congressi sono il risultato di quella routine. Giorno dopo giorno, lavoreremo su noi stessi sempre di più, aprendo quello che abbiamo raggiunto ora e tenendoci pronti per la nuova rivelazione. Il nostro lavoro consiste in questo.

Il congresso in sé non è un lavoro. Abbiamo fatto questi grandi preparativi e così ci siamo riusciti. Parte di questo successo è dovuto al congresso delle donne. In aggiunta a ciò, la raccolta di denaro per la nostra nuova casa e l’unione intorno a questo problema ha creato una forza sorprendentemente potente. Naturalmente, non dobbiamo dimenticare i congressi di Kharkov e Novosibirsk.

Alla fine vediamo che siamo maturati. Il mondo sta avanzando più velocemente in discesa mentre noi di conseguenza ci stiamo elevando. Qui dobbiamo chiarire i punti principali: frequentare le lezioni quotidianamente, leggere il mio blog in modo selettivo, partecipare ai workshop, e divulgare.

La cosa principale è l’auto-esame e il rapporto che si ha con sé stessi: la persona deve costantemente controllare sé stessa e la propria connessione con il gruppo.

In questo contesto, durante le lezioni e i workshop, siamo in attesa di nuovi stati e di problemi sempre più profondi. Oggi durante la lezione e il workshop continueremo quello che abbiamo iniziato durante il congresso di Arava.

In questo tipo di lavoro, riempiremo il vaso goccia a goccia, fino a quando non “salteremo” al livello successivo e, così, ancora e ancora. Non trascurate queste aggiunte quotidiane che si stanno accumulando “centesimo per centesimo”. Non c’è altro modo. Attraverso ciò scopriamo interiormente molti vasi e desideri. Anche se ci sembra che non succeda nulla, il risultato di tali sforzi, infatti, li scopriremo in seguito.

È la stessa cosa con un bambino che deve passare attraverso diversi stati nell’ambiente umano. Se non dispone di un ambiente del genere durante i primi anni della sua vita, allora nulla lo aiuterà in seguito: non importa quanto investirai su di lui, non sarà mai un essere umano. I diversi esempi di bambini Mowgli lo dimostrano. Come può essere? Il fatto è che lui nel tempo non ha sviluppato i suoi desideri.

Abbiamo a che fare con cose che sono essenziali al livello attuale del nostro sviluppo, e quindi dobbiamo dedicare il tempo allo studio e ai cambiamenti interiori, cercando di valorizzare ogni momento in questo lavoro.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 20.01.2013, Shamati 26)

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L’inizio di tutti gli inizi

Il contenuto dei Libri Kabbalistici può essere diviso in due parti.

Una di loro descrive il nostro lavoro nelle sensazioni tra di noi e spiega come attraversarle per raggiungere il Creatore, che non è situato da qualche parte bensì è tra noi.

Dall’altra, ci vengono forniti determinati testi Kabbalistici, come L’introduzione alla Scienza della Kabbalah, Lo Studio delle Dieci Sefirot e Il Libro dello Zohar, che sono assolutamente incomprensibili a noi. Questi libri parlano riguardo il grado verso il quale dobbiamo ascendere e le azioni che dovremmo compiere, quindi avendo riunito e ricevuto la proprietà della dazione, iniziamo a sentire il mondo superiore in questa proprietà.

Questo perché, basandoci sugli articoli e consigli di Baal Ha Sulam e Rabash, noi dobbiamo condurre azioni di unità tra di noi, e durante la lettura dei libri di testo riguardo ai mondi spirituali, noi attiriamo la Luce superiore a noi.

In altre parole, una parte delle risorse primarie è educazionale, formando le nostre connessioni corrette fino al punto che all’interno di queste noi sentiamo la qualità della dazione, il Creatore.

La seconda parte è dedicata al perseguimento dello scopo di unità tra di noi, durante lo studio, nella misura in cui la Luce superiore, le forze superiori, proprietà, gradi, mondi e Luci siano rivelati tra noi.

Noi dovremmo sforzarci in questo come un bambino che desidera diventare un adulto guidato dalla sua natura egoistica. Continua a mettergli pressione, insegnandoli come crescere e s’impegna instancabilmente in questo. Quindi, nella nostra crescita spirituale, noi dobbiamo provare ad essere come i bambini, e con la stessa energia giocare tutto il tempo ad arrivare al prossimo livello, a diventare adulti, esplorare questo mondo di adulti e relazioni adulte.

Per fare questo, da una parte, dobbiamo annullare noi stessi prima degli amici e dall’altra, essere sopra di loro, lavorando sull’unità all’interno del gruppo, cercare ogni opportunità da aggiungere, più profonda, più vasta e concentrare questo affinché ogni grande scintilla si unisca e brilli tra noi. Non dovremmo spaventarci che noi ci “sfreghiamo” l’uno contro l’altro come noci in un sacchetto, perché questa frizione produce anche scintille. Se noi conosciamo il perché facciamo questo, noi avremo successo.

La cosa più importante è che dovremmo costantemente essere coscienti del bisogno di unirsi e aderire al Creatore, e non aver paura. Non appena il gruppo o le persone individuali dimenticano perché sono qui, loro immediatamente diventano da un gruppo Kabbalistico ad una “cozzaglia di schernitori.”

Com’è scritto nei Salmi: “Beato l’uomo che non cammina nel consiglio degli empi, non si ferma nella via dei peccatori e non si siede in compagnia degli schernitori.” Con queste parole il Re Davide comincia i conosciutissimi Salmi, il libro delle ragioni dell’uomo e appelli al Creatore. Sono accettati in tutto il mondo come lo sfogo del cuore umano. Questa è la cosa più importante! Questo è l’inizio di tutti gli inizi!

Noi sappiamo che i gruppi hanno molte condizioni particolari e problemi, ma tutti convergono in un punto – la realizzazione della legge “ama il prossimo tuo come te stesso” perché è la legge del Creatore. Quando l’egoismo si corregge all’amore, uno diventa simile al Creatore.
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(Dal Congresso di Novosibirsk 08.12.2012, Lezione 4)

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“Sbattere la testa contro il muro” o cominciare a pensare?

Domanda: Cosa significa chiedere al Creatore? Dov’è il Creatore? Come posso chiedere qualcosa da Lui se non lo conosco?

Risposta: Tu devi cercarLo! Ognuno dovrebbe immaginarLo nel suo cuore, o magari nella sua mente, benché i Kabbalisti non abbiano a che fare con l’immaginazione mentale.

Il Creatore è chiamato la forza generale della natura. Perché diciamo che ci rivolgiamo a Lui? E’ molto confondente questo. Ma c’è una forza che posso scoprire in accordo al mio desiderio. Nella nostra vita corporale scopro diversi fenomeni in accordo al mio desiderio. Se non avessi nessun desiderio, non vedrei, non respirerei. Per tutto, c’è prima un desiderio e poi l’esperienza, la scoperta, l’ascolto e la comprensione, apri maggiormente i tuoi occhi e fai un passo in avanti. E’ tutto in accordo al desiderio.

Qui è lo stesso. Il mondo spirituale è meramente una connessione che s’è occultata per il momento. In questa scopriamo la nostra vita che è indipendente dal corpo; il corpo è morto, mentre noi continuiamo a vivere in questa connessione. Questa è chiamata un’ ”anima.” Ora noi dobbiamo scoprirla. Il nostro corpo non interferisce. Se lo annulliamo – che significa che viviamo in esso perché siamo vivi, senza dargli attenzioni particolari, senza glorificarlo, usandolo com’è, alimentandolo, dandogli da bere, lavandolo e portandolo a dormire, prendendosi cura di lui come se accudissimo un animale e non più di questo – e investi tutto il resto nello scoprire l’anima, allora così la riveleremo.

Un’anima è la connessione tra tutti. Al fine di scoprirla, hai un punto, l’inizio di un’anima. Se questo punto è mancante, non c’è niente di cui possiamo parlare, sei libero, accudisci il tuo corpo, gioisci della vita. Ma se tu hai il punto nel cuore, l’inizio di un’anima che ti chiama, che non ti dà riposo, allora arriverai a un gruppo Kabbalistico e ti diranno come cominciare a rivelare la tua anima, la tua connessione con gli altri.

Non è una connessione tra umani, tra i loro corpi, ma una connessione tra desideri individuali nei quali c’è un punto, l’inizio di un’anima.

Immagina che ci sia una rete nascosta tra un milione di membri del nostro gruppo globale (benché ce ne sono molti di più). Questo è quello che dobbiamo scoprire. Nel momento in cui scopro la prima parte su 125 di questa connessione, io sono già sul primo livello del mondo spirituale e in questa rete, io scopro il mondo spirituale, me stesso, l’eternità al di sopra del tempo, movimento, e spazio, l’intera dimensione spirituale e la fonte di tutto ciò è chiamata “il Creatore.” Questo è quello verso cui siamo attratti.

Ci sono persone che hanno già scoperto la spiritualità, scritto riguardo a questo, e ci hanno detto accuratamente e in grande dettaglio come riempire questa rivelazione gradualmente e cosa dovremmo fare. Tutto questo è chiamato “Torà, il libro delle istruzioni. Non parla di alcuna azione fisica o movimento col nostro corpo; possiamo lasciare stare questo. E’ solo riguardo a come possiamo sviluppare la nostra sensibilità mediante la connessione con gli altri, con la forza superiore, e così raggiungerai l’eternità.

Domanda: Sto sedendo qui con il testo dello Zohar, cercando di sentire qualcos’altro rispetto a quello che c’è qui come un risultato dei nostri sforzi collettivi, ma non posso. Continuo, e fallisco continuamente. Tu dici: ”Chiedi al Creatore!” ma non so niente di Lui, non ho niente per cui possa tenere duro.

Risposta: Il mio consiglio è che se tu hai sbattuto la testa contro il muro un centinaio di volte, allora magari qualcosa si è “smosso” nella tua testa come risultato e puoi cominciare a pensare più profondamente riguardo al Creatore: “Chi si sta nascondendo là? Chi c’è nel mio cammino? Chi ha posto questo muro prima di me?” Tu non stai più colpendo la tua testa contro il muro, ma tu stai aggiungendo pensieri a questo. Una persona cresce saggiamente come risultato dei colpi, giusto? Questo è quello che mi aspetto da te.
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(Dalla seconda parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 06.01.2013, Lo Zohar)

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Passando per il Congresso

Domanda: Come si dovrebbe risvegliare un nuovo studente che entra nel gruppo per fare il giusto tipo di lavoro?

Risposta: Il gruppo lo guida verso certe azioni e gli fonisce una possibilità. Non è per un caso che siamo quì e non in un’altra realtà. Nel mondo delle azioni possiamo esistere anche al livello “animale”, scollegati dalla spiritualità, che costruiamo sopra di noi. Sopra i nostri attributi di ora, creo gradualmente l’immagine di un essere unamo. La costruisco tramite la connessione agli amici e creando la forza del Creatore tra di noi. Queste sono azioni interne spirituali che sono al di sopra di quello che siamo al momento.

Nel frattempo ci colleghiamo al livello corporale senza intenzioni spirituali, e quindi costruiamo l’ambiente. Abbiamo l’infrastruttura necessaria per fare quello, che è “questo mondo” dal quale iniziamo il nostro sviluppo spirituale. Quì abbiamo una rara opportunità. D’altra parte, questa base è adattabile in un modo al mondo spirituale e dall’altro lato ci permette di esistere senza alcuna modifica per adattarci ad essa. La realtà che vedo e sento nei miei cinque sensi corporali è veramente un dono prezioso. Siamo sull’orlo di un’azione spirituale, un’ascesa spirituale, ed allo stesso tempo possiamo influenzare la spiritualità.

Domanda: E cosa posso fare se sono all’opposto e tendo ad essere scollegato? Per esempio, un  congresso si avvicina e non voglio andare. Questa è la frantumazione?

Risposta: Si certo. Ed inoltre la mancanza di desiderio di andare al congresso non è ancora il più grande dei disturbi.

Se sei stato invitato ad una festa che ti era piaciuta, sarai felice di andare ancora, visto che i sapori che ti piacciono e quello che succede e che eccita il tuo ego ti aspetta là, e quindi correrai alla prima avvisaglia.

In questo caso, comunque, avanzi spiritualmente e così senti che il congresso è un posto dove sforzarti. Ecco da dove origina il rifiuto: improvvisamente diventi pigro, diventi irriguardoso e “qualcosa di più importante” compare e ci sono altri piani… questo è il risultato della Luce che ti illumina, e quindi è una cosa buona, ma usala dove c’è un posto per lavorare.

Più avanziamo più ci sentiamo così. Vedrai che in questo modo ci saranno sempre meno persone con noi. Al momento assumiamo che più avanziamo più saremo in molti, ma in realtà non è così.

Nel 2007 ero in un tour in dieci città americane e c’erano circa 600 persone ad ogni conferenza che tenevo e 2000 a New York. Oggi, invece, ci sono circa 50-100 persone.

Perchè succede così? Perchè noi ci siamo evoluti e così anche il pubblico. Le persone non sono poi così attratte dalla parola “Kabbalah” di per se stessa. Comprendono di più e sanno che si tratta di lavoro interiore. Grazie alle Luci che ora sono più vicine, le persone capiscono qualcosa di nuovo ed in generale non vogliono andare alle lezioni o partecipare ai congressi

C’è una piccola minoranza rimasta e queste sono le persone che relizzeranno la correzione. Almeno uniremo “i pionieri” in qualche modo ma solo attraverso la sofferenza. Molto pochi si muoveranno per mezzo della luce, il resto si muove per via delle sofferenze…
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 04.10.2012, Scritti di Baal HaSulam)

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