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Impara a guardare te stesso da un lato

Dr. Michael LaitmanDomanda: Il mio desiderio di ricevere mi domina. Come posso guardare a me stesso da un lato; cosa mi permette di farlo?

Risposta: Questa possibilità è già insita nella nostra Reshimo (gene spirituale). Non è per caso che ci sentiamo attratti fuori da noi stessi e che ci vediamo da un lato, anche se può essere molto spiacevole. Questo desiderio ha già le sue radici nella Reshimo.

In quale vaso sento il risveglio? Nella parte che può essere diversa dal livello animale che c’è dentro di me. E’ la Luce a venire ed ad iniziare a far le dovute differenze, a togliere la buccia, a togliere l’ego da me stesso, e io sento un risveglio, e ne risulta un sentimento di gioia. Vedo il mondo con altri occhi e lo sento in modo differente.

Questo ha già radici nella Reshimo, e la Reshimo proviene da un livello superiore. Questo è l’inizio del mio lavoro: sino a che punto posso aggiungere il mio sforzo a questa Reshimo e cerco di unirmi adesso, per poter vedere il mio intero livello animale da un lato e da sopra di esso.

Allora poi chiedo alla Luce superiore di aiutarmi ed inizio a capire perchè I Kabbalisti dicono che abbiamo bisogno di un gruppo per poter predenre esempio dai suoi componenti, per aderire a loro invece che a me stesso. Far sì che il proprio desiderio divenga il desiderio del Creatore e del tuo amico e servire gli altri invece che servire te stesso.

Tutto questo proviene dal fatto che una persona deve innalzarsi dal livello animale al livello del parlante. Per porter compiere questa cosa, devo preparare tutti i mezzi. Preparo un mini mondo, ovvero il gruppo e la divulgazione, e con il loro aiuto attiro la Luce che Riforma che mi porta sempre più lontano dal mio animale così che non richieda più delle necessità basilari. Ovviamente c’è una lotta costante, visto che più mi allontano dall’animale più questo mi tira indietro per darmi l’opportunità di crescere.
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(Dalla Prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 5.04.14, Scritti del Rabash)

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Nascere nel Sistema di Adam HaRishon

Dr. Michael LaitmanDomanda: Qual’è la differenza tra realizzare una Reshimo da soli o assieme agli altri?

Risposta: Io realizzo la mia particolare Reshimo come una parte della Reshimo del gruppo. Ma la Luce Superiore considera solo la Reshimo del gruppo. La luce non sarà rivelata sino a che questa Reshimo collettiva non avrà raggiunto un’intensità sufficiente a realizzarla all’interno della nostra connessione. Non c’è alcun conto privato per nessuno di noi.

Questa è la condizione per ricevere la Torà, come un solo uomo con un solo cuore, ovvero secondo la Reshimo collettiva. Possono esserci miglioni di Reshimo individucali, ma non potranno innalzarsi al prossimo livello sino a che non sono connesse in una Reshimo collettiva.

Siamo, al momento, al livello dell’animale e abbiamo bisogno di realizzare una Reshimo dal livello del parlante. Questa è una Reshimo collettiva che possiamo raccogliere tutti assieme e che deve essere della sufficiente quantità e qualità. Non si può sapere cosa questo sia esattamente, ma è solo chiaro che l’ammontare di tutti i nostri patti moltiplicati per la loro qualità, per l’intensità del nostro sforzo, deve collegarci ad un livello più elevato di Reshimo.

Tutta la materia inanimata è equipollente ad una sola pianta, Tutte le piante ad un solo animale, e tutti gli animali ad uno solo essere del livello del parlante. Quindi, abbiamo bisogno di tutte le Reshimot dell’animato per connetterci e ricevere una Reshimo del parlante.

E questa è chiamata la Reshimo collettiva del gruppo, che potrebbe includere sotto, entro di se un milione di persone. Non importa quanti sono, la cosa più importante è che la nostra Reshimo otterrà qualitativamente l’intensità di una Reshimo del prossimo livello. Allora nasceremo.

Quando siamo nati in un nuovo mondo, non ci sarà uno di noi laggiù, piuttosto ci saremo “noi”. Quando nasci, sentirai immediatamente un Sistema che ti include e nel quale ti trovi assieme a Rabbi Shimon e Adam HaRishon. Allora inizierai già a considerare le anime.
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(Dalla Seconda parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 4.05.2014, Lo Zohar)

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Da un cerchio nel mondo spirituale

Domanda: Una combinazione di persone nel cerchio integrale forma una nuova forza, l’integralità, questo significa che le menti e i sentimenti delle persone sono combinati insieme?

Risposta: Essi non sono semplicemente combinati insieme, ma, piuttosto, la mente e i sentimenti sono integrati tra loro. Pertanto, essi formano una nuova, fisica, forza integrale. Questa non è solo una somma, ma piuttosto una somma di tutti gli sforzi comuni di superare se stessi per connettersi agli altri, si tratta, cioè di una forza spirituale.

Spirituale significa “lontano dall’egoismo“, perché tutti devono salire per iniziare il collegamento con gli altri.

Tutti i nostri piccoli sforzi si accumulano insieme. Poi, dalla nostra connessione, cominciamo a percepire qualcosa di nuovo. È molto buono, gentile, piacevole e sicuro.

Diciamo che dieci persone sono sedute in un cerchio. Tuttavia, durante la discussione, non costituiscono solo una combinazione di dieci persone, ma è moltiplicato per un numero infinito. Questo perché, quando mi annullo per connettermi con uno e un altro e un terzo, e che, a sua volta, loro fanno lo stesso, in questo modo, ciascuno di noi riceve il desiderio integrale. Quindi, con questo desiderio integrale, noi, di nuovo, “entriamo” uno nell’altro in un’ esperienza, e, in questo modo, formiamo una molteplicità di moltiplicazione. È come se ci tirassimo per i capelli dal nostro mondo al mondo spirituale.

(Da Kab.TV “Segreti Professionali” del 10.02.2013)

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La missione più rilevante

Dr. Michael LaitmanDomanda: La parola educazione è di solito associata con l’educazione dei bambini e con la scuola, mentre noi parliamo di educare una persona di qualsiasi età.

Risposta: L’educazione è rilevante per tutta la vita di una persona.

L’educazione è la nostra missione principale, ed il suo obiettivo è che una persona deve essere in grado di imparare ad educare se stesso nuovamente, attraverso la Luce Superiore. Poi sarà gradualmente in grado di sacrificare tutto il suo ego, che si chiama “offrendo sacrificio”.

In primo luogo una persona deve imparare questo da solo e poi con il suo esempio, insegnare all’ altro come collegarsi alla Luce della correzione. Dopo tutto, non potremo mai correggere l’un l’altro, solo la Luce Superiore è in grado di farlo. Tutto il potere del gruppo sta nell’ impostare un esempio per ciascuno dei suoi membri.
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(Da Kab.TV  “I Segreti del Libro Eterno” del 20.11.2013)

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Non Fuggire dal lavoro ma da te stesso

Dr. Michael LaitmanDomanda: Qual è la schiavitù di una persona in Egitto?

Risposta: Egli cerca di connettersi con gli altri e ogni volta ha un po’ di successo attraverso qualche nuova prova, ma i frutti di questa connessione vanno al Faraone che li succhia da dietro il collo. Questo significa che l’ego ruba tutto e lo tiene all’interno di se stesso. Una persona sente di non avere nulla. Questo è ciò che ci accade.

Poi, come è detto, (Giobbe 20:15): “Egli vomiterà le ricchezze che ha inghiottito”. Il potere dell’ego ingoia i frutti del lavoro e poi li sputa fuori, vomita dando tutto indietro alla persona, tutto insieme.

Domanda: Quando accadrà questo finalmente?

Risposta: Quando si accumula una quantità sufficiente di sforzi che sono stati inghiottiti dall’ego, questo consente alla persona di salire al bene della dazione. Non è possibile fare una scorta di sforzi negativi, impressioni negative, in qualsiasi altro modo. Non puoi lavorare se sono tutti davanti a te.

Anche se un po’ ti viene mostrato, prendi in considerazione quello che hai, questo è male e ciò che è male ti scappa immediatamente. E in questo modo non scappi ma continuerai a lavorare, le tue delusioni scompariranno. Questo ci da’ l’opportunità di continuare a ritornare ripetutamente sulle delusioni delle nostre abilità.

In seguito, la delusione accumulata e di conseguenza la necessità per il gruppo, deve essere così grande che tu gridi e vuoi andar via. Non significa scappare dal lavoro, ma scappare dal tuo ego!

Ci sono alcune condizioni che devono maturare e accumularsi. Questo è un processo cumulativo; nulla può essere fatto su di esso. Allo scopo di aiutarti con questo, ci sono il buio e l’assorbimento dei tuoi fallimenti. E poi devi essere ispirato dal gruppo, dallo studio, e dall’insegnante, e ogni giorno hai bisogno di alzarti in piedi di nuovo.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 14.04.2014, Scritti del Rabash)

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Scambio di disperazione con anticipazione

Baal HaSulam, L’Arvut” (La Garanzia Mutua): Con questa responsabilità collettiva, ogni membro della nazione è stato liberato dal preoccuparsi delle esigenze del proprio corpo e potrebbe mantenere la Mitzvà, “Ama il tuo amico come te stesso” nella più alta misura, e dare tutto ciò che aveva a qualsiasi persona bisognosa, dal momento che non è più curato per l’esistenza del proprio corpo, come egli sapeva con certezza che era circondato da seicentomila amanti fedeli, che stavano pronti a provvedere per lui.

Ci sono due discernimenti qui.

In primo luogo, la garanzia reciproca e il mutuo interesse di una persona libera dalle preoccupazioni su se stesso. Ognuno si appoggia sugli altri e tutti si sentono bene. Questa è la “terapia psicologica” per sbarazzarsi della paura.

Secondo, attualmente ci connettiamo per essere collegati con il superiore per noi. Noi vogliamo l’unità, perché lo vediamo come un modo per raggiungere questa connessione. Aneliamo sempre verso l’alto e ogni nostra azione di seguito deve essere finalizzata alla meta finale e non per l’auto-sedazione. Diverso da una squadra di calcio che si collega per avere successo, la nostra connessione è per elevarci verso l’alto. Anche se con questo ci sbarazzassimo di tutti i nostri problemi, non è la tranquillità che stiamo cercando. Stiamo semplicemente cambiando i problemi precedenti e i problemi che ci spingono ad unirci, verso disturbi e problemi di una diversa qualità che vengono creati quando ci uniamo con il Creatore.

Questo si chiama “paura superiore,” e questo è dove l’amore risiede. La paura è una nave, e l’amore è il ripieno. Ora mi sento impaurito di fronte al Creatore, non di fronte alla minaccia di guai, vergogna, disperazione, ecc io cambio tutto ciò che per la paura di essere vicino al Creatore, il desiderio di andare a Lui, per essere vicino a lui in dazione. Questo è il mio obiettivo.

Quando avrò nostalgia per esso? Quando non importa ciò che è dietro di me, fintanto che aumenta la mia attrazione in avanti.

Così scambiamo i problemi corporei con problemi spirituali chiamati “dolori d’amore”.

Domanda: Ma se gli amici mi sostengono assolutamente, non spengono il mio problema principale, non è che così facendo sfuma il mio desiderio di avvicinarmi al Creatore?

Risposta: Se mi inserisco nel gruppo correttamente, acquisisco nuove paure invece che le vecchie paure. Nessuno mi sta promettendo una vita tranquilla, c’è un’avventura che mi inquieta in anticipo, che gli alpinisti, i pionieri, i viaggiatori hanno già sperimentato nel mondo. La loro preoccupazione è l’anticipazione, sono costantemente in avanzamento verso qualcosa di meglio, così mi sento anche un deficit sul sentiero spirituale, ma anticipare la gioia, con questa anticipazione è meglio che la stessa gioia.

Sappiamo per esperienza che il piacere scompare immediatamente, ma l’anticipazione può far sentire una persona viva per molti anni. In spiritualità, questo è davvero un riempimento, che chiamiamo con l’aiuto della luce ritornante, al di sopra del desiderio di ricevere, rivestito in dazione….
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(Dalla quarta parte delle Lezione quotidiana di Kabbalah del 30.05.2012, “L’Arvut”  (La Garanzia Mutua)

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Non una festività istituzionale, ma un balzo spirituale

Dr. Michael LaitmanDomanda: Qual’è il significato del vaso che abbiamo preso dagli Egizi?

Risposta: Senza di loro siamo incapaci di rivelare la Luce (il Creatore) perché tutto quello che siamo capaci di fare è di modificare l’intenzione. L’Egitto è l’intenzione per il proprio benessere.

La terra di Israele (Eretz Isarael) è un desirerio (ratzon) direttamente verso il Creatore (Yashar-El). Lo stesso desiderio che esiste in Egitto si trasforma in Israele dopo aver cambiato la propria intenzione.

Abbiamo solo un desiderio. Quando lo riveliamo all’inizio sembra come l’antica Babilonia perché tutto ci pare così confuso. E’ un egoismo enorme che mischia tutti gli stati assieme. La prima volta siamo usciti dal nostro ego grazie al metodo di Abramo, secondo il quale ci sforziamo di innalzarci al di sopra della nostra volontà di ricevere e di staccarci dai nostri stati precedenti più che possiamo.

Questo fenomeno è chiamato “Abramo”. Abramo ci guida fuori da Babilonia e ci separa dal nostro consueto egoismo corporale.

All’inizio, quando uno viene ad un gruppo, gli viene insegnato come lavorare oltre il prorio egoismo ed a connettersi con gli amici. Mentre si compie questo tentativo di raggiungere l’unità, improvvisamente uno prova una caduta terribile.

Questo è l’ingresso in Egitto: una intenzione ancora più egoista e dura. Si desidera ricevere tutti i mondi. E’ un’intenzione maggiormente egoistica e concentrata. Si desidera persino usare la saggezza della Kabbalah allo scopo di accrescere il proprio benessere personale. Questo è detto il potere del Faraone.

Se continuiamo a lavorare, il gruppo e la Luce Circostante ci influenza. Noi non percepiamo la Luce, ma notiamo le conseguenze del suo impatto su di noi. Sentiamo di essere obbligati ad uscire dal nostro egoismo, di liberarcene. Pratichiamo gli sforzi e abbiamo l’esperienza dei guai e di molti problemi che ci aiutano a staccarci dal nostro ego.

A volte cadiamo a fondo nel nostro egoismo. A volte ci stacchiamo dall’ego e ci innalziamo al di sopra di esso. Andiamo attraverso molti su e giù. Il nostro egoismo (il faraone) continua a ricevere coltpi sino a che non ci liberiamo da esso.

Il primo scollegamento dall’intenzione egoistica è chiamato l’esodo dall’Egitto. Questo è quanto speriamo di attraversare tutti assieme quando ci uniamo. Vi posso anticipare che questa Pesach che sta arrivando non sarà solo una festa comandata per noi e che noi sperimenteremo un balzo spirituale.

Cosa cambierà dentro di noi se succede questo balzo? Prima di tutto la Babilonia si tramuterà nella sensazione che siamo in Egitto, nella schiavitù, sempre all’interno del desiderio di ricevere. Tutto dipende dalla nostra percezione. In Babilonia tutti agivano entro il loro egoismo e questo era considerato normale visto che questa è la natura umana.

Ma noi non siamo più in accordo con questo stato e vogliamo innalzarci al di sopra dell’ego. Quando abbiamo provato ad innalzarci siamo passati da Babilonia alla terra di Canaan, la futura terra di Israele. Là abbiamo improvvisamente sentito che non potevamo farcela con il metodo che stavamo adottando, e che dobbiamo stare all’interno del desiderio di ricevere, altrimenti non potremo avanzare per nulla. Ovvero questo significa che siamo entrati in Egitto.

Quando comprendiamo la necessità di cambiare le intenzioni da egoistiche a tese alla dazione, iniziamo a lavorare sull’uscita dall’Egitto e continuiamo il nostro lavoro siano a che non riusciremo a disconnetterci dalle nostre intenzioni egoistiche. Lo scollegamento da queste ultime è l’uscita dall’Egitto.

Allora non siamo più sicuri di quanto dovrebbe essere fatto di seguito: ci siamo scollegati dall’egoismo, ed adesso? A questo punto iniziamo ad acquisire l’intenzione di dare che aggiungiamo al di sopra dello stesso desiderio che avevamo quando eravamo in Egitto. Ecco perché ogni comandamento che osserviamo, ogni azione di dazione, è solo un ricordo del nostro esodo dall’Egitto.

Uso il desiderio che prima era detto Babilonia, e poi Egitto, e poi si è trasformato nel Deserto del Sinai e poi finalmente è diventato la terra di Israele. Il desiderio rimane lo stesso, ma l’intenzione migliora ad ogni passo.
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(Dalla seconda parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 3.04.2014, Domande e Risposte con Rav Laitman)

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Io sono là, non qua

Dr. Michael LaitmanDomanda: Potrebbe essere che il grido dalla schiavitù in Egitto non è la mia frustrazione, ma la nostra frustrazione comune?

Risposta: In effetti, comincio a vedere me stesso come un uomo integrale. Io non sono io, ma la mia connessione con gli altri, la reciproca integrazione. Io prendo la decisione che io sono il mio collegamento col gruppo, che io non sono qua nel mio corpo ma là nel gruppo.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah 02.04.2014, Scritti del Rabash)

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Una rete da pesca in un mare di Luce

Dr. Michael LaitmanDomanda: L’anno scorso non ho frequentato le lezioni, ma ho studiato per 11 anni e voglio sapere, dove sta la rivelazione del Creatore? Ho già rinunciato, la mia vita passa, ed io non ho raggiunto la rivelazione. Dove si trova il Creatore? Devo trovarlo durante questa vita.

Risposta: Dove si trova il Creatore? Il Creatore (Bore) si chiama “vieni e vedi” (Bo-Re). “Vieni (Bo) significa preparare un posto con le caratteristiche che rendono possibile al Creatore di diventare rivelato. La forma del tuo vaso deve essere in equivalenza con la forma del Creatore.

Se tu vuoi che Lui sia rivelato, devi preparare la forma adatta. Supponiamo che sei arrivato al negozio e hai comprato una rete da pesca, invece di usarla per la cattura dei pesci, tu volevi versare cento chilogrammi di zucchero in essa. Funziona questo? No, perché hai bisogno di un sacco per lo zucchero!

Tu vieni al negozio per comprare un sacco, ma questa volta non hai bisogno di comprare lo zucchero ma acqua o succo. È adatto un sacco per l’acqua? Non è adatto.

Ogni volta si avanza in questo modo, raggiungendo il prossimo stato e nel frattempo chiarendo che il tuo vaso non è un vaso. Fondamentalmente hai bisogno di portare la tua mancanza, il tuo vaso, in corrispondenza precisa della prima minima quota di Luce.

Questa corrispondenza è essenziale, e questa si chiama “vieni” (Bo). Pertanto è detto, “Vieni al Faraone,” “vieni (Bo) e vedi” (il Creatore). Il Faraone fa parte del Creatore, il Suo livello preparatorio, l’Achoraim (posteriore).

Non c’è niente che tu possa fare al riguardo, è un prerequisito. Non sei in accordo con la creazione intera, e ti capisco. Mille persone passano davanti a me, ma chi è rimasto, rimane. Sono anche felice per coloro che ci hanno lasciato, perché nonostante tutto, qualcosa rimane in loro. Un giorno torneranno per continuare, se non in questa generazione, poi nella prossima.

Attraverso le tue lamentele non si cambia la legge della natura secondo il tuo desiderio. Non abbiamo scelta: soltanto inclinare le nostre teste e lavorare. Il problema principale è che dimentichiamo che tutto il lavoro non viene fatto all’interno di una persona, ma fra le persone. Invece di un vaso, una tazza, arriviamo con una rete da pesca chiedendoci: “certo che voglio farlo, allora perché il Creatore non dà a me, perché non si rivela?”

Però che cosa si vuole ottenere, e dove si vuole ottenerlo? Se si vuole acquisire il potere di dazione, esso si rivela in un posto nel quale vi è la necessità per esso. E la necessità per la dazione si trova fra te e qualcun altro. Prepara un posto come questo e vedrai che la dazione sarà rivelata. Non c’è nulla più semplice di questo.

Non è molto semplice fare questo con la nostra natura egoistica. Però la soluzione è veramente nelle nostre mani: Il Creatore è fra te e un amico. Ti prego, vai avanti e rivelaLo.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana della Kabbalah 11.04.2014, Scritti di Rabash)

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La tensione critica per disconnettersi

Dr. Michael LaitmanQuando il desiderio per la spiritualità, per il fine della creazione, per il Creatore, appare dentro di noi, significa che un punto nero, che è parte di Malchut si è svegliato in noi. Ma questo punto nero è circondato dal desiderio di ricevere, l’ego, da tutti i lati.

 Se riusciamo ad innalzare il nostro punto nero sopra l’ego così che sia al di sopra dell’ego e che l’ego rimanga completamente sotto, significa che saremo attratti al Creatore, anche se l’ego ci tira dalla parte opposta, allora questo punto si disconnetterà dall’ego. Non prendo il mio ego in considerazione nella mia disposizione verso il Creatore. Questa disconnessione è chiamata Tzimtzum (restrizione).

Se connettiamo tutti i nostri punti, viene a crearsi un grande punto nero. E’ nero perché sente l’oscurità. Vuole sforzarsi verso il Creatore, ma non sa come fare. Tutti i nostri punti sono sopra, collegati l’uno all’altro, ed il nostro intero grande ego è giu sotto che ci tira verso il basso.

Se otteniamo una massa critica per il nostro sforzarci verso il Creatore contro l’ego, ovvero se raggiungiamo una tensione sufficientemente forte, allora sotto l’influenza della Luce che circonda, ci disconnettiamo dall’ego ed esegiuamo lo Tzimtzum Aleph (la prima restrizione). Questo è detto l’esodo dall’Egitto, la disconnessione dal nostro desiderio di ricevere.
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(Dalla Lezione quotidiana di Kabbalah 11.04.2014, Un discorso riguardo alla divulgazione: Domande e Risposte con il Dr. Laitman)

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