Pubblicato nella 'Israele' Categoria

Il pentimento prima di Rosh Hashanah

Dr. Michael LaitmanPer chiedere perdono, bisogna sapere che cos’è l’amore per le persone come te e che cosa significa farsi queste domande “Cos’è che non ho fatto in nome di questo amore? Se è necessario sentire di avere l’amore per altri, che è la principale Mitzvah (Precetto) della Torah, lo sento o non lo sento affatto?”. Molte persone pensano che sia sufficiente fare solo le Mitzvot (Precetti) fisiche.

I Kabbalisti ci consigliano di unirci in gruppi di 10, in modo che insieme possiamo verificare se ci stiamo veramente trattando bene a vicenda. Stanno tutti cercano di prendere le distanze dal proprio ego e si connettono agli altri, si integrano con i desideri di tutti e sentono l’amore tra di noi?

Se ci rendiamo conto che tutto questo non esiste, ci sentiamo da biasimare, quindi chiediamo perdono. Il perdono serve per non uscire dalla condizione principale di “Ama il prossimo tuo come te stesso”.

Oggi, questa condizione è diventata un imperativo per tutto il mondo per poter uscire dalla crisi globale. Ma il popolo di Israele deve essere il primo a realizzarlo, e noi non lo facciamo. Quindi chiediamo la forza che ci aiuti a raggiungere questo amore. Vediamo chiaramente di non essere preparati a svolgere questa condizione da soli, tuttavia, possiamo chiedere aiuto. E concludiamo il Selichot (Perdono) chiedendo di poter compiere la principale Mitzvah e far avvicinare le persone. Attraverso questo, ci avviciniamo sempre più anche noi alla forza superiore, al Creatore.

L’uomo non può realizzarlo da solo, quindi lavoriamo in gruppo, questo è il modo in cui controlliamo se abbiamo raggiunto o meno la reciproca dazione e la connessione. Altrimenti abbiamo bisogno di chiedere la forza per aiutarci a connetterci e per raggiungere l’unione. Questa richiesta comune è chiamata preghiera e deriva dalla nostra connessione, dal centro del nostro cerchio, come una colonna che si erge verso l’alto. Quando esaminiamo la nostra unione, raggiungiamo il Selichot.

Da questo punto, vediamo che senza studiare la Saggezza della Kabbalah è impossibile scoprire cosa chiedere, da cosa dobbiamo essere attratti, lo scopo della Creazione e come la Torah è collegata alle Mitzvot di amore per gli altri e di amore per il Creatore attraverso l’intero ordine della correzione. La Saggezza della Kabbalah ci insegna come realizzare noi stessi secondo ciò che è scritto nella Torah. L’unica Mitzvah è quella di superare il nostro ego e di raggiungere la connessione e l’unione tra tutti. Essa comprende, al suo interno, tutto il resto delle Mitzvot, le quali sono correzioni individuali del nostro ego. Il desiderio egoistico è composto da 613 parti, dobbiamo correggerle tutte a cominciare dalla più semplice fino a quelle sempre più difficili. Così è necessario effettuare le 613 correzioni, chiamate le 613 (Taryag) Mitzvot.

Quando ci aiutiamo l’un l’altro, in ultima analisi, raggiungiamo la redenzione, nel senso che scopriamo la forza superiore, il Creatore, dentro la nostra connessione reciproca corretta della dazione e dall’amore. Questo è il perdono prima di Rosh Hashanah. Ovviamente, è impossibile iniziare un nuovo anno, un nuovo inizio, il livello successivo, verso il quale dobbiamo salire grazie alla nostra correzione, senza chiarire tutto quello che abbiamo passato. E questa è l’essenza del pentimento, chiedere con maggior vigore alla Luce che Riforma di correggerci e di renderci possibile il raggiungere un’unione ancora più forte.

[166.295]

Dalla trasmissione di Kab.TV “Selichot” 17.08.2015

Materiale correlato:

Selichot: Il Tempo del Pentimento
Il cammino verso lo stato di Yom Kippur

I colpi del passato e del futuro

Dr. Michael LaitmanDomanda: Parecchi ricercatori dell’antisemitismo moderno rimandano al fatto che la Torah chiama la nazione di Israele gli eletti e la nazione santa, che è difficile da digerire per chi cerca una correzione in uguaglianza …

Risposta: Non è che la Torah ci dice queste cose; è piuttosto che la nazione israeliana non le manifesta e non le proclama come suo fondamento. Molti non ne sanno niente, ma questo non diminuisce l’intensità dei loro sentimenti.

Noi abbiamo a che fare effettivamente con la forza che si trova nella natura, nei nostri desideri umani. Anche le persone che non sentono qualcosa verso la nazione di Israele e non sanno nulla sulle sue radici, percepiscono ugualmente questo odio. Esso deriva dalla loro stessa natura, e non c’è nulla che possiamo fare al riguardo. I vasi del desiderio di ricevere odiano naturalmente la dazione e la vera connessione di cui parla la Torah.

Non sentiamo l’odio nei confronti di questo ma una resistenza. La dazione appartiene ancora a noi e a nessun altro. Quelli che non sentono di farne parte, la odiano a tal punto che in realtà sono pronti a distruggerla, ucciderla ed eliminarla.

Non c’è niente di più naturale. Questo, in realtà, è la ragione per cui Esaù voleva uccidere Giacobbe, ma non poté farlo perché l’immagine subconscia di Esaù in una persona è il pensiero che senza Giacobbe non sopravviverà, e questo lo ferma. Nella Torah vediamo che è impossibile gestire il mondo senza una fonte di dazione. Tuttavia, il desiderio di distruggere o di soggiogare e di piegare la caratteristica della dazione brucia sempre nell’uomo, soprattutto ora.

Possiamo chiederci come questo sia possibile nel XXI secolo. La gente non capisce che sta iniziando una nuova era, in cui si richiede alla nazione di Israele di agire in modo reale. In passato era così. Nonostante l’odio delle altre nazioni, non c’era un obbligo effettivo di effettuare la correzione, tuttavia eravamo sottoposti ancora a delle terribili sofferenze.

Non abbiamo sofferto solo di recente e per un breve periodo di tempo, perché il Creatore ci ha permesso di tornare alla Terra di Israele e di stabilire che noi siamo qui per iniziare la correzione. Il periodo iniziale del nostro ritorno a questa terra è tuttavia finito. Baal HaSulam ce ne parla ne Il Discorso per il Completamento dello Zohar dicendo che ci è stata data la possibilità e ora, se la nazione di Israele non adempie realmente alla sua correzione, tutte le sofferenze che abbiamo subìto ci sembreranno nulla in confronto alle nuove sofferenze che arriveranno.

Questo perché, dopo l’esilio della nazione di Israele, non siamo mai stati nello stato in cui abbiamo dovuto compiere la correzione, e quindi il rendiconto di questa nazione sarà molto duro. Tutti i colpi che abbiamo ricevuto in precedenza erano soltanto per impedirci di connetterci alle nazioni del mondo in modo che non lo avremmo dimenticato. Loro ci hanno aiutati a restare separati e a custodirci in modo che saremmo stati in grado di ritornare alla correzione che sarebbe avvenuta in seguito. Anche quelli erano comunque dei colpi terribili.

Ora, però, verranno da una fonte completamente diversa. Dobbiamo capire che il nostro dovere è portare al mondo il messaggio della correzione. Dopo tutto, in ultima analisi, siamo noi quelli da biasimare. Gli altri non lo sanno ancora, mentre noi lo sappiamo, e quindi ci viene richiesto di compierlo. Se ci addormentiamo, tutti i colpi del mondo saranno sulla nostra coscienza.
[128921]

Dalla 3° parte della lezione quotidiana di Kabbalah 02.03.2014, Gli scritti di Baal HaSulam

Materiale correlato:

La salvezza si trova nella connessione
Il piano segreto del popolo ebraico

Aprire la strada verso l’unione

Dr. Michael LaitmanDalla Torah (Numeri 11:18-20):E al popolo dirai ‘Preparatevi per domani e mangerete carne, perché avete pianto nelle orecchie del Signore dicendo: “Chi ci nutrirà con carne, era meglio per noi in Egitto”. [Pertanto], il Signore vi darà carne e voi la mangerete.

Ne mangerete non per un giorno, non per due giorni, non per cinque giorni, non per dieci giorni, e non per venti giorni.

Ma per un mese intero fino a quando non uscirà dal vostro naso e non vi verrà la nausea. Poiché avete disprezzato il Signore che è in mezzo a voi, e avete pianto davanti a Lui dicendo: “Perché siamo usciti dall’Egitto?”‘”

Il Creatore promette di nutrire i figli di Israele con il loro ego dicendo: “Prima vi sembrerà buono, ma quando raggiungerete uno stato in cui non potrete superare l’ego, inizierà a traboccare da tutte le parti, e cercherete un modo per frenarlo e non troverete una risposta, e l’ego inizierà a gestirvi e controllarvi. Così, a malincuore, avanzerete verso la morte, la sofferenza e la malattia, vedrete come i vostri bambini si faranno del male e moriranno davanti ai vostri occhi. Non sarete in grado di fuggire da nessuna parte! Tutti ciò che vi è caro: i vostri genitori, i vostri figli e i vostri nipoti soffriranno terribilmente per un lungo periodo di tempo. Essi vorranno morire, ma non saranno in grado di farlo. Questo è ciò che vi farà il vostro ego”.

I Profeti dissero che le donne virtuose cucineranno i loro figli e li mangeranno. L’egoismo interiore dell’uomo lo costringerà a comportarsi in questo modo. Questo è il posto in cui siamo diretti e tutto può succedere, come ci dissero i Profeti, se non ci rivolgiamo alla linea di destra in tempo, nella direzione della connessione e dell’unione affinché MAN possa iniziare a scendere su di noi.

Ascendere sull’ego non è affatto la morte. La morte è la libertà da una vita senza senso. Oggi, molti di noi rinuncerebbero volentieri a questa vita: è meglio non nascere affatto che vivere in questo modo. L’uomo, tuttavia, non può morire. L’uomo gira intorno ad un vortice di grandi problemi; striscerà e si aggrapperà con le unghie e graffierà se stesso fino a sanguinare, ma non sarà in grado di fare niente di se stesso. Egli sognerà di morire, ma senza alcun risultato.

Quando l’uomo si trova in punto di morte, in queste afflizioni mentali, comincerà gradualmente a capire la sua natura egoistica, fino a quando non sarà determinato a sbarazzarsene; tuttavia, non è proprio così facile ed immediato. Egli dovrà attraversare questa via fino in fondo, poiché la segue in base al metodo delle punizioni e delle sofferenze.

D’altra parte, lungo la via della Luce avviene tutto in maniera totalmente diversa: la Luce splende e si vede che da un lato vi è un abisso nero che inghiotte tutto, e dall’altro lato vi è la Luce. Lungo la via della sofferenza, d’altra parte, non c’è Luce, non si può vedere nulla, solo un grande vuoto pieno di sofferenze, e si vuole morire in ogni minuto perché la completezza sembra un grande dono.

Pertanto, la risposta del Creatore alla richiesta di nutrire le persone con la carne è molto dura: mangerete carne continuamente fino a quando vi darà la nausea e poi ritornerete ai vostri sensi. Questo significa che voi seguirete la via della sofferenza fino a quando capirete che la vita egoistica è la morte stessa e il Creatore che detestate è l’attributo dell’amore e della dazione. Provate a cambiare e a scegliere una delle due: il percorso dell’ego o la via dell’amore.

Per la prima volta nella storia ci troviamo a questo bivio. Vediamo come la natura del mondo si è unita internamente e l’antisemitismo si è rivelato. Le nazioni del mondo cominceranno tutte istintivamente ad odiarci, senza eccezioni. Loro si opporranno a noi, mostrando così i loro denti come dei lupi. Non è la loro volontà, ma il lavoro della Provvidenza Superiore che opera attraverso loro. Non è mirato a nient’altro se non al nostro ego. Se lo modifichiamo in attributo d’amore e di dazione, vedremo davanti a noi solo persone buone che ci amano.

Ce la possiamo fare!
[163922]

Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 25.02.2015

Materiale correlato:

I problemi del Faraone
Dentro di noi ci sono Mosè ed il Faraone

Le 12 Tribù di Israele

Dr. Michael LaitmanLa formazione delle 12 tribù di Israele deriva dal fatto che l’intero desiderio ha 12 parti. Il desiderio in se stesso è composto da quattro fasi di sviluppo che corrispondono al nome di 4 lettere del Creatore. Oltre a questo, il desiderio è diviso in 3 linee. E l’intera manifestazione di questo schema è il Creatore.

Quattro fasi per tre linee fa 12. Quindi, l’intera società è divisa in 12 parti. Il che risale al tempo di Giacobbe. Quando Giacobbe era connesso all’enorme ego della fase successiva, egli fu “diviso” in 12 parti perché non poteva sopportare questa situazione da solo. E coloro che sono chiamati i 12 figli di Giacobbe iniziarono a lavorare sul loro ego per trasformalo in altruismo e in amore reciproco. E’ così che furono formate le 12 tribù con le 12 bandiere per tutti i campi.

Domanda: Ciò vuol dire che ognuno dei capi di una tribù: Giuda, Beniamino, Giuseppe e così via, è una parte più grande o più piccola del mio ego?

Risposta: Certamente. Una persona è un piccolo mondo! Ha tutto dentro di sé. Ogni nome corrisponde ad una particolare caratteristica, ed ogni caratteristica ha la propria specifica correzione.

Domanda: Che genere di ego aveva Giuseppe, visto che fu venduto come schiavo in Egitto: il più grande o il più piccolo?

Risposta: Giuseppe rappresenta la totalità di tutti i tipi di ego. Ciò significa che non aveva un suo ego, per questo è chiamato “Giuseppe il Giusto”. Ma, d’altro canto, soprattutto grazie alle caratteristiche dello Tzadik (giusto), che non appartengono a tutti, fu separato dai suoi fratelli. E così poté raggruppare tutte le loro caratteristiche ed entrare con esse in Malchut, nel senso che poté rivolgersi al Faraone. Le raccolse dentro di sé, e così egli è chiamato Giuseppe, che è il simbolo di colui che “raggruppa” (L’Asof).
[162844]

Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 11.02.2015

Materiale correlato:

Le dodici tribù dell’anima comune
Correzione in tre linee: Un elevato compromesso complementare
Il dolore per tutta l’umanità

“La saggezza tra I gentili, credici”

Dr. Michael LaitmanLe argomentazioni di Mosè convinsero Jethro a lasciare i suoi bambini nel campo degli ebrei. I nipoti di Jethro entrarono nella terra d’Israele e, come aveva promesso Mosè, ricevettero le terre fertili di Gerico e dei suoi dintorni.

In definitiva divennero dei maestri importanti della sapienza nella Torah. I discendenti di Jethro divennero famosi come capi del Sinedrio insegnando la Torah a tutta la comunità di Israele (Midrash Mesaper, Parshat Beha’alotcha).

Quelli fra le nazioni del mondo che hanno avuto i più grandi desideri egoistici e che riuscirono a correggerli, divennero i più grandi della generazione. Divennero superiori e maggiori rispetto ai capi delle tribù, come nell’esempio di Rabbi Akiva.

Secondo la sua radice, Israele è Galgalta ve Eynayim, i desideri più facili e più puri che non possono assorbire la luce di Chochma in loro, mentre le nazioni del mondo, quando ricevono questo metodo da Israele e si correggono, scoprono una grande Luce di Chochma.

Quindi è scritto: “Se qualcuno dice che vi è la saggezza tra i gentili, credeteci” (Eicha Rabbah 2,13) perché esiste in una fase di correzione.

Le nazioni del mondo che raggiungono il concetto di “Israele” si uniscono al popolo di Israele per diventare un ponte per la loro gente. Israele stesso non può diventare un ponte del genere, dal momento che, per fare questo, sarebbe dovuto diventare AHP de Aliyah, che è una salita dal basso verso l’alto.

È indispensabile quindi, diffondere la Saggezza della Kabbalah al mondo intero.
[163166]

Dalla trasmissione di Kab TV “I segreti del Libro Eterno” 11.02.2015

Materiale correlato:

Il Linguaggio è formato delle interazioni della Luce con il desiderio.
Miti e realtà della Bibbia

 

La chiamata dell’Anima per la Terra Promessa

Dr. Michael LaitmanLa Torah, Ezechiele 36:24: “Io vi trarrò da tutte le nazioni, e vi radunerò da tutti i paesi e vi porterò alla vostra terra”.

Da un punto di vista storico gli Ebrei si sono riuniti nella loro terra sotto una spinta e per via dell’oppressione delle altre nazioni del mondo.

Allo stesso tempo dovettero liberarsi della loro religione, la quale richiedeva di star seduti ad aspettare il Messia che li avrebbe redenti delle loro sofferenze, come dice il profeta Ezechiele.

Mentre aspettavano il Messia, gli Ebrei religiosi non avevano fretta di ritornare dall’esilio alla loro terra. Solo quelli che si allontanarono dalla religione capirono di poter costruire il loro stato solo nella terra di Israele.

Ricordo me stesso come un Sionista. a quei tempi vivevo in Russia ed avevo uno scopo specifico: andare in Israele per vivere lì. Devo ammettere che il Sionismo ha risvegliato per un po’, dentro di me, delle domande molto grandi e profonde riguardo al significato della vita ma successivamente quando sono arrivato qui, ho iniziato a sentire la necessità del livello successivo del mio sviluppo: per cosa, perché e come.

Tuttavia, la domanda è riapparsa e ha continuato a disturbarmi sino a quando non è diventata “Qual è il significato della mia esistenza?”. Ora sono tra la mia gente e costruisco il mio stato, cosa c’è dopo? Allo stesso tempo ho sempre sentito di essere un Sionista.

La parola “sionista” viene dalla parola “Sion” che si riferisce al posto in cui la radice spirituale si collega al suo ramo corporeo. In questo posto, dobbiamo ricreare la nazione di Israele, ovvero, il gruppo (che consiste anche di molte milioni di persone) che vive secondo le leggi di Abramo.

Domanda: Sappiamo che nella spiritualità non c’è tempo e spazio ed adesso, improvvisamente, dici che Israele è in un certo senso un pezzo di terra santa e che ha degli attributi spirituali.

Risposta: Sì, ci sono attributi che sono al di sopra del tempo. La connessione della nazione Giudaica alla sua terra è descritta in molti scritti Kabbalistici. Questa è la ragione per cui dobbiamo tornare a questa terra e non in Uganda.

Domanda: Perchè alcuni sentono un’attrazione molto forte per questa terra e altri non la sentono per nulla?

Risposta: Dipende dalla radice della propria anima. Quando ho lasciato la Russia, a Vienna ci offrirono la scelta di emigrare in qualunque stato avessimo voluto. Di un treno pieno di Ebrei solo due famiglie, la mia ed un’altra, sono andate in Istraele; tutte le altre si sono disperse in Europa e in America.

È una necessità che si origina dalla radice spirituale e che porta le persone in Israele. Oggi si rivela in molte persone e l’umanità inizia a sentire di aver bisogno della connessione e dell’unità.

Le persone non capiscono perché ne siano attratte. Sentono questo calore e che qui c’è qualcosa! E anche quando sono arrivate qui, sentono di star bene in questo posto.

Domanda: Queste persone sono i discendenti delle 10 tribù disperse?

Risposta: No, queste sono persone completamente diverse che non sono ebree di origine ma che sentono che l’idea dell’unità è vicina ai loro cuori e che tutta l’umanità si sta avvicinando a questo.
[163030]

Da Kab.TV “L’Ultima Generazione” 23.06.2015

Materiale correlato:

Entrando alla Terra di Israele
Racconti Brevi: Le scuole di Kabbalah

Suonerete le trombe e sarete salvati

Dr. Michael LaitmanLa Torah, Numeri 10:8: I discendenti di Aronne, i sacerdoti, suoneranno le trombe; questo sarà una legge eterna per i vostri discendenti.

Una tromba simboleggia una salita, la forza di ascendere. Solo il sacerdote ha questa forza perché egli è in contatto con il Creatore. I Leviti, d’altra parte, servono i sacerdoti. La parte della nostra anima che appartiene al Creatore, è chiamata sacerdote (Cohen). I Leviti, anche loro sono la parte superiore che appartiene al Creatore, e sono impegnati nella conduzione della luce da Lui a coloro che sono inferiori. I sacerdoti lavorano dal basso verso l’alto, per amore del Creatore, mentre i Leviti lavorano dall’alto verso il basso, per il bene degli esseri creati.

La Torah, Numeri 10:9-10: Se andrete in guerra nella vostra terra contro il nemico che vi opprime, dovete soffiare un Teruah con le trombe e sarete ricordati davanti al Signore vostro Dio, e quindi sarete salvati dai vostri nemici. Così anche nei vostri giorni di gioia, alle vostre festività e alle vostre celebrazioni di luna nuova, suonerete le trombe quando offrirete olocausti e sacrifici di pace, esse vi ricorderanno davanti al vostro Dio; Io sono il Signore vostro Dio.

Le trombe sono utilizzate al fine di aumentare l’intenzione, per qualsiasi cosa e dovunque voi siete diretti, e ciò per cui vi connettete. È così perché queste non sono trombe normali che suonano una marcia, ma vasi che fanno suoni speciali a frequenze speciali e in un ordine e sequenza speciale, ripetendosi più e più volte. Tutto questo simboleggia le fasi della correzione dei vasi e delle parti dell’anima che vengono corrette in questo modo specifico. E’ la parte più complessa della saggezza della Kabbalah. Suonare lo Shofar (corno) nel nostro mondo significa semplicemente emettere alcuni suoni, mentre è un azione molto seria nel lavoro interiore di una persona.

[162910]

Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 11.02.2015

Materiale correlato:

Le qualità del Sommo Sacerdote, Parte 1
Le qualità del Sommo Sacerdote, Parte 2

La scala dell’unione

Dr. Michael LaitmanDomanda: È possibile misurare il livello d’unione tra la gente e, in base a questo, poter dire quanto siamo lontani da un altro olocausto?

Risposta: In base al grado di connessione tra di noi possiamo misurare il nostro posto sulla scala spirituale, chiamata La scala di Giacobbe, come saliamo i 125 livelli dal nostro mondo, attraverso cinque mondi fino a quando raggiungiamo Olam Ein Sof.

In ogni mondo ci sono cinque Partzufim, in ogni Partzuf ci sono cinque Sefirot che sommati sono 125 livelli (5 x 5 x 5). La differenza tra tutti questi livelli è la maggiore connessione e unione tra noi.

Questa unione si realizza sempre in un gruppo di dieci (Minyan). Se ci connettiamo correttamente ci annulliamo e, di conseguenza, cominciamo a sentire la connessione tra noi come una nuova forza spirituale che viene scoperta nella nostra connessione.

Quanto più ci connettiamo, tanto più ognuno di noi sente il modo in cui sale sulla scala dei livelli spirituali, fino a raggiungere il gradino finale.
[163008]

Dal Programma  radiofonico Israeliano 103FM, 12.07.2015

Materiale correlato:

Nel centro di tutti i cerchi e alla fine della linea
Un Gruppo di Dieci è pari ad un’intera unità spirituale

Il terzo tempio e una soluzione al problema globale

Dr. Michael LaitmanVagare nel deserto è uno stato interno molto difficile attraverso il quale una persona cresce gradualmente.

Il deserto cambia una perosna da essere schiavo del desiderio egoistico ad essere il maestro dell’ego. Questo accade durante i 40 anni di pellegrinaggio nel deserto. Una persona sale gradualmente al di sopra del suo ego, passo dopo passo e lo cambia nell’attributo di dazione.

Non è facile attraversare il deserto; questo è un problema dell’ uomo, e deve essere superato. Questo è il motivo per cui la Torà finisce con la traversata del deserto e l’entrata nella terra d’Israele. Questo è tutto! Questo è tutto quello che ci serve. Otteniamo la forza con la quale possiamo avanzare correttamente.

Però, perché la Torà non ci dice come lottare e conquistare la terra di Israele. Dopo tutto, le spie hanno detto che sette nazioni vivono lì. È perché è inutile combattere contro di loro. Oggi viviamo nello stesso modo.

Ci è stato dato un metodo che ci dice come assorbire la luce della correzione, ma nulla di più. Si scopre che se si mette se stessi nel paese d’Israele, sembra che dopo si viene lasciati soli, perché a questo punto si passa direttamente verso la conquista della terra di Israele, che significa il superamento del proprio desiderio egoistico vero. Prima di questo era solo preparazione. Adesso vi inserite nel vostro cuore egoistico e cominciate a conquistarlo, a digerire, per elaborare l’attributo dell’amore e della dazione.

In passato abbiamo costruito il Primo e il Secondo Tempio, che sono stati distrutti. Adesso dopo queste due distruzioni, dobbiamo costruire il Terzo Tempio sulle fondamenta dei primi due. Però non possiamo costruirlo da soli, non la nazione di Israele da sola. Deve essere costruito dal mondo intero. Questo è il motivo per cui è così potente ed eterno. Il Terzo Tempio è la correzione del desiderio globale egoistico creato dal Creatore. Il mondo intero deve prenderne parte. Come ha detto il profeta Ezechiele: “Le nazioni del mondo porteranno i figli di Israele a Gerusalemme” significa che li porteranno alla necessità di costruire il Terzo Tempio.

Domanda: Questo significa che il Terzo Tempio non sarà più ebraico ma internazionale?

Risposta: Sì. Oggi il mondo comincia già a sentire che tutti i problemi si riducono a una rete intricata, a qualcosa che tutti condividono: se si tira lo spago, tutto cade in pezzi proprio come un castello di carte. Se c’è un piccolo problema in qualche parte del globo, si espande immediatamente come un eco in tutto il mondo.

Il mondo diventa reciprocamente più connesso ogni giorno in modo che cominciamo a comprendere che dobbiamo trovare una soluzione globale al problema e non siamo preparati per questo. Il nostro ruolo è quello di portare l’ umanità alla comprensione di come essere pronti ad affrontare questa nuova situazione.
[161107]

Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 28.01.2015

Materiale correlato:

Entrando alla Terra di Israele
Il tempio che sta nel tuo cuore

Solo un giorno di unità, Parte 2 — Non ci sono opzioni senza unità

Dr. Michael LaitmanDomanda: Recentemente Israele ha celebrato la Giornata dell’Unità. Il governo lo ha annunciato e quindi la gente è uscita nelle strade, si sono seduti in cerchio e hanno discusso lo stato attuale della nazione. Queste discussioni circolari si sono svolte nelle università, in varie organizzazioni e nelle piazze delle città. Sembra che stiamo lavorando nella giusta direzione, quindi qual è il problema?

Risposta: Il problema è che l’unità non dovrebbe durare solo un giorno. L’unità deve essere il nostro stato costante. Abbiamo bisogno di una vera unità interna quando le persone si sentono vicine l’una all’altra e calorosamente connesse. Dovremo lavorare molto sul nostro egoismo, perché senza questo non saremo in grado di vivere come una nazione, anche senza il boicottaggio internazionale. Possiamo vivere su questa terra solo se realizziamo la nostra vera essenza, come nazione di Israele.

Se cediamo alla pressione esterna e accettiamo le richieste imposte su di noi, il risultato è predeterminato. Dopo tutto, tutti coloro che le hanno avviate, fondamentalmente vogliono distruggere lo stato e la nazione e mandarci via in qualsiasi modo per prendere in consegna lo spazio che sarà lasciato libero qui. Tenendo conto di ciò, la Giornata dell’Unità è certamente meglio di niente, ma può anche avere implicazioni negative se si confonde la gente e li si porta a credere che hanno già fatto tutto e che non vi è alcuna necessità di unirci ulteriormente, dopo tutto, hanno trascorso un giorno intero in questo.

D’altra parte, abbiamo semplicemente lucidato il nostro orgoglio per il momento, dimostrando una nobile iniziativa. Purtroppo, io non sento alcuna unità e non sento che la nostra nazione è salda come un tutto unico. Al contrario, le persone sono sommerse nell’alienazione, allontanandosi l’una dall’altra, odiandosi a vicenda. Non abbiamo bisogno di un giorno in un anno, ma di un intero sistema educativo che si occupi di questo. Dobbiamo considerare il nostro stato diviso come un problema nazionale. Dobbiamo utilizzare tutti i canali mediatici per guidare la nazione nella giusta direzione e per mostrare alla gente come realmente unirsi.

Anche se non abbiamo aspirazioni spirituali, stiamo cercando di assomigliare al mondo spirituale attraverso la nostra unità. Ma prima di tutto, la gente deve capire che noi non sopravvivremo se non siamo uniti.
[161236]

Da Kab.TV “A proposito sul Boicottaggio di Israele” 03.06.2015

Materiale correlato:

Rifugio
I primi passi sono abbastanza