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La disoccupazione: C’è la luce alla fine del tunnel?

Opinione (B. Bernanche, capo della FRS Federal Reserve System): Noi supponiamo che un livello alto di disoccupazione negli Stati Uniti bisognerebbe vederlo come una cosa ciclica. I tempi dello sviluppo del settore economico sono deplorevolmente lenti. Oltre al livello della disoccupazione cresce il livello di stratificazione della società dove, al momento attuale, ha raggiunto il massimo per i trentenni e continua a crescere.

Il mio commento: La disoccupazione e la stratificazione della società cresceranno continuamente – finché il sistema capitalistico socio economico non cambierà col sistema di garanzia mutua e con un consumo ragionevole. A questo noi possiamo arrivare con le guerre oppure con un cambiamento cosciente.
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Che bazar!

Opinione The Business Week L’arcipelago Tuvalu (un governo nell’oceano Pacifico, 11.000 abitanti) ha ricevuto in regalo un lotto di acqua dolce dall’Abhasia, con l’intento di convincerli a riconoscerla.

Proposte del genere sono state fatte ad altri quattordici paesi. Anche la Russia ha pagato dieci milioni di dollari a Nauru, un governo nel dell’oceano Pacifico che ha riconosciuto l’Abhasia e l’Ossetia del sud nell’anno 2009 e adesso Tuvalu si aspetta l’aiuto della Russia. I governi insulari dell’oceano Pacifico sono abituati a cambiare i riconoscimenti diplomatici di altri paesi per ottenere gli aiuti umanitari. Prima si approfittavano della concorrenza della Cina con Taiwan. L’Australia, che è vicina alla Nuova Zelanda, è un grande paese donatore della regione, che convince la Russia a trattenersi dal comprare i governi del Pacifico per promuovere i suoi interessi.

Il mio commento: Così si comprano i “riconoscimenti” internazionali!
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All’Europa la minaccia di “un decennio perso”

Opinione (D. Soros, finanziere, Le Monde): Nei prossimi sei mesi per le banche diventerà un grande problema l’ennesima strettoia creditizia. L’Euro zona e la valuta unica europea sono in pericolo, il loro crollo diventerebbe una catastrofe per i paesi EU e di tutto il mondo.

L’Europa arriverà alle Euro obbligazioni, alla maggiore integrazione economica ed al coordinamento delle tasse. È necessario dare un nuovo impulso all’idea di un’Europa unita! Noi siamo i testimoni della nascita dell’atteggiamento ostile verso l’Europa e che le soluzioni puramente nazionali porteranno alla dissolvenza dell’idea europea.

Il mio commento: I finanzieri propongono, ma la natura agisce a modo suo e con il suo piano e muove tutto verso l’integrazione, cioè non unendo i capitalisti, ma unendo obbligatoriamente le persone in un unico organismo. La crisi obbligherà tutta l’umanità ad unirsi, e non per un guadagno materiale, ma per una vita equilibrata, nei limiti del consumo ragionevole nella società umana.
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Le possibilità innovative nel tempo della crisi

Opinione: Gli specialisti del centro “Le innovazioni nella formazione economica” cercano di chiarire i motivi e le conseguenze della crisi globale finanziaria contemporanea. Secondo l’opinione dei partecipanti del progetto, l’implementazione della crisi si supererà con la distruzione delle strutture economiche precedenti e la formazione di quelle nuove.

Con questo, gli istituti preesistenti finanziari, economici e politici devono ristrutturarsi in corrispondenza alle necessità della crescita dei nuovi sistemi industriali tecnologici, oppure finiranno la loro esistenza. La crisi avrà un impatto diverso sui vari paesi a seconda della combinazione della loro situazione oggettiva, della capacità scientifica e tecnologica e dell’efficienza della politica economica. Questa può essere catastrofica per alcuni paesi e regioni, e gestita per altri.

Il mio commento: Tutti i governi e gli istituti sociali a breve tempo dovranno cambiare altrimenti si distruggeranno da sé oppure noi, in maniera ragionevole, li cambieremo in globali e unificati.
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La peste del 21° secolo: le persone si infettano di stress come se fosse influenza

Opinione (The Daily Mail): I risultati delle indagini dell’Università delle Hawaii: le persone si infettano l’una con l’altra di stress, così come si infettano con l’influenza.

Le persone assorbono i fluidi emotivi e, riempiendosi di sensazioni estranee, iniziano a pensare in maniera negativa e ad esprimere lo stress ricevuto attraverso il linguaggio del corpo, cambiando la posizione, la camminata e l’espressione facciale.

Gli uomini sono meno percettivi nel sentire lo stato d’animo circostante, soffrono di meno lo stress derivato, invece le donne spesso cadono sotto la sua influenza. “L’istituto britannico del personale e dello sviluppo delle figure professionali” chiama lo stress derivato “la peste del XXI secolo”.

Il mio commento: Con il maanifestarsi dell’integrità, dell’interdipendenza nel nostro mondo,  si manifesterà sempre di più la nostra influenza reciproca, fino ad un comune stato d’animo, salute, successo e così via …

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Gli americani chiudono i conti

Messaggio: Migliaia di americani hanno preso la decisione di chiudere i conti nelle banche come gesto di protesta contro il sistema bancario. 60.000 persone hanno sostenuto la protesta su Facebook, in quattro settimane 650.000 persone hanno già trasferito i soldi dalla sfera bancaria ai crediti cooperativi.

L’organizzatore dell’azione annuncia il rifiuto del sistema bancario con il quale gli investitori sono obbligati a fare pace con l’innalzamento degli oneri, oppure con le difficoltà nel ritiro dei soldi.

La partecipazione ad un’azione del genere non richiede ai cittadini di uscire per strada con i cartelli e gli slogan. Tutto ciò che si chiedeva loro era di trasferire tutti i soldi dalla banca (proprio le banche, secondo il parere dell’organizzatore dell’azione, sono le colpevoli della crisi finanziaria negli USA e nel mondo) ai crediti cooperativi (Credit Union’s), che sono organizzazioni non commerciali auto controllate.

Dopo aver fatto questo, segue la chiusura dei conti in banca e l’interruzione dei servizi imposti.

Il mio commento: Noi seguiamo nuovi tipi di rivoluzione e l’innalzamento della coscienza della popolazione ci porterà in conclusione al riconoscimento dell’unico motivo della crisi che si trova dentro tutti noi, bisogna cambiare e controllare proprio noi stessi. Per adesso vediamo l’egoismo negli altri, ma presto verrà riconosciuto come comune a tutti noi e dovremo iniziare a liberarcene.
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L’Europa deve sparare sulla crisi

Opinione: (N. Roubini, economista, capo Roubini global economics LLC):
Temo che la situazione possa andare fuori controllo. E’ necessario accorrere in aiuto con non meno di 2 miliardi di Euro, e per questo non possiamo aspettare altri tre mesi, ma dobbiamo farlo nelle prossime settimane.

Il problema non è che la Grecia sia insolvente, ma che la crisi possa avere influenza sulle grandi economie europee come l’Italia e la Spagna che sono paesi troppo grandi per consentire un crollo, ma sono altrettanto grandi per poter essere salvate. L’Italia e la Spagna hanno già perso la fiducia dei mercati per i problemi di liquidità. L’eurozona deve fare una scelta: optare per l’integrazione economica, integrazione finanziaria e politica unita oppure affrontare la disintegrazione.

Ben presto, il mondo affronterà una nuova depressione finanziaria. Questo può portare ad un ulteriore rallentamento della crescita globale. Solo pochi mesi fa ho pensato che una “PERFECT STORM” (tempesta perfetta) sia attesa per l’economia globale nel 2013. Ma ora sta cominciando a prendere slancio la debolezza economica degli Stati Uniti, della zona Euro e del Regno Unito. Pertanto si potrà arrivare ad una nuova recessione ancora prima di questo termine.

Il mio commento: Per arrivare ad una conclusione del futuro bisogna prendere in considerazione tre modi di muoversi:
-Attendere fino a quando l’evento non si manifesti in modo chiaro;
-Un intervento d’aiuto;
-Mancanza d’aiuto.

Anche se il futuro non è chiaro e ci sono diverse opinioni, deve esserci una comprensione delle tendenze nel nostro movimento: lo sviluppo del genere umano giunge alla sua piena integrazione. Anche se questa tendenza verso l’unità è contraria al nostro personale e nazionale egoismo, dobbiamo accettare il fatto che sia necessaria per il miglioramento e prendere le conseguenti decisioni.

L’unità d’Europa è parziale perchè è dovuta alla paura di una guerra e non per un desiderio di integrazione; ma oggi non è solo l’UE, il mondo intero dovrebbe prendere in considerazione la necessità di integrazione, in conformità all’evoluzione della società umana. Siamo di fronte al fatto che l’integrazione dell’umanità stia sorgendo come modello successivo e non si può non prendere in considerazione questo fatto.

Ogni giorno che passa siamo sempre più vicini e siamo obbligati a ricostruire il nostro rapporto su tutti i livelli. In caso contrario, avverrà il crollo di tutta l’umanità, in tutte le sue relazioni e istituzioni. L’Europa dovrebbe essere per noi un esempio.
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A breve inizierà una crisi colossale nell’UE

Opinione: (V.Belov, coordinatore dell’Istituto europeo RAN-Accademia Russa delle Scienze): Tra pochissimo in Europa inizieranno eventi colossali, collegati alla crisi della zona Euro. Io penso che vedremo questo da subito, saremo testimoni di questi eventi praticamente già da adesso, entro la fine dell’anno. L’Europa non ha più tempo. Eventi importanti toccheranno i rapporti con l’Euro e con la zona Euro.

Guardiamo l’essenza del problema: l’Euro zona è un’economia di diciassette paesi che è composta non solo da varie grandezze, ma anche da diverse realtà produttive e dalla concorrenza economica, questo in essenza fa crollare un’unione del genere. Se per il nord è importante l’esportazione delle merci con un alto valore aggiuntivo del prezzo, per il sud invece è importante l’esportazione dei prodotti alimentari, agricoli, del turismo e degli immobili.

Il mio commento: La salvezza si trova solo nel portare tutte le economie verso un’unica forma, un’economia basata sulla produzione ragionevole e di consumo, sulla quale non ci sia un’aggiunta di prezzo, ma che tutto venga calcolato soltanto su ciò che riguarda la necessità basilare della popolazione europea e poi anche di tutto il mondo. Finché non cambieremo i nostri rapporti come se fossimo un’unica famiglia, invece di pensare a farci concorrenza, non usciremo dalla crisi e ci avvicineremo alla guerra mondiale.

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Non è il mondo dei disoccupati, è dei liberi

Opinione: l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL), nella nuova ricerca aperta “Il mondo del lavoro 2011” avvisa che il mondo si trova sull’orlo di una nuova recessione del mercato del lavoro, che può sollevare agitazioni sociali. Prima dell’apertura del Summit “G 20” si parla di questo. Il 75% dei paesi sviluppati e il 50% che si stanno sviluppando dimostrano già il rallentamento della crescita dell’occupazione. La disoccupazione globale ha raggiunto il livello record di 200 milioni di persone. In 45 paesi su 118 cresce la possibilità di agitazioni sociali e i primi sarebbero i membri dell’Unione europea e i paesi arabi.

Il mio commento: Nel mondo ci si aspetta una crescita continua della disoccupazione. La natura ci obbligherà a una società di consumo ragionevole, quando noi ragionevolmente produrremo ed utilizzeremo soltanto  il necessario.

Con la tecnologia esistente che si sta sviluppando, scopriamo che ad ogni abitante adulto della terra basterà dedicare al lavoro una-tre ore al giorno, il resto del tempo tutta la popolazione della terra, indipendentemente dall’età, sarà obbligata a studiare continuamente la vita nella nuova società integrale. L’uomo riceverà tutto il necessario per l’esistenza per questo lavoro e studio. Inoltre lo studio sarà obbligatorio per tutti.

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La ricetta fondamentale per l’uscita dalla crisi europea

Opinione (M. Delyagin, direttore dell’istituto dei problemi di globalizzazione): Esiste un algoritmo basilare economico per l’uscita dall’attuale fase europea di crisi economica internazionale?

Un algoritmo del genere c’è. La sua essenza consiste nello spostamento nel baricentro dal settore economico “virtuale” della borsa, di nuovo nel suo settore reale. E con questo è indispensabile assicurare un graduale fallimento delle banche investitrici in tuto il mondo (anche sulle basi di compromesso) e salvare le banche, che hanno un’importanza sociale. Ma le banche investitrici non vogliono fallire volentieri quindi a loro tocca fallire attraverso la crisi. La terza guerra mondiale non è una cosa definitiva, ma ci è assicurata una recessione a lungo termine.

Il mio commento: Certamente sia la contrizione delle banche investitrici, sia tutta la struttura economica si deve scuotere e ricostruire sul compiacimento di una politica socaile giusta, generale e mutua garanzia. Gradualmente diminuire la produzione delle merci e servizi fino al necessario per il livello di esistenza normale.

Tutto il tempo e le risorse liberate, indirizzarle sulla formazione ed educazione di tutta la popolazione, verso la comprensione dei nuovi rapporti sociali e la loro creazione da parte di tutti. Di questo se ne occuperà ognuno, tranne l’investimento nelle industrie e nei servizi necessari.
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