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Gli Stati Uniti continuano ad affrontare una crisi nazionale in corso

Nelle News (discorso del Presidente Obama al Congresso): … La questione è se, di fronte a una crisi nazionale in corso, possiamo fermare il circo politico ed effettivamente fare qualcosa per aiutare l’economia. In definitiva, il nostro recupero sarà guidato non da Washington, ma dalle imprese e i nostri operai. …

Sto trasmettendo a questo Congresso, un piano che è necessario passare subito. Si chiama Jobs Act americano. …

Lo scopo dell’American Jobs Act è semplice: mettere più persone al lavoro e più soldi nelle tasche di coloro che stanno lavorando. … Fornire una pausa fiscale alle aziende che assumono nuovi operai, e tagliare le imposte sui salari a metà per ogni lavoratore americano e ogni piccola impresa. Essa fornirà una scossa a un’economia che è in stallo ….

Commento: Se questo è ciò che realmente pensa Sig. Presidente, è sbagliato alla radice. È necessario modificare il proprio atteggiamento al mondo, per visualizzare un esempio di un paese che ha sostituito il potere politico economico con una politica ed economia dell’unità.

E per realizzare questo, è necessario avviare un ampio sistema in tutto il mondo, educazione integrale nello spirito di “garanzia mutua” e secondo la comprensione dei nuovi collegamenti nella società, per creare l’economia del nuovo mondo – l’economia di garanzia mutua.

Solo questo ci aiuterà a uscire dalla crisi!
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Il mondo intero si unisce a Toronto

Domanda: Come possiamo usare meglio il congresso di Toronto per arrivare al grado della garanzia mutua?

Risposta: Spero che quando andrò a Toronto, faremo insieme dei chiarimenti, studieremo, parleremo e realizzeremo degli eventi tutti uniti, con i nostri studenti di tutto il mondo. Allora potremo saltare al gradino successivo nella nostra divulgazione.

Ho molta speranza nel fatto che tutti i nostri amici dell’America alla fine organizzino la connessione con noi e vengano al congresso, perché dobbiamo capire che il nostro buon futuro è molto vicino e tutto dipende solo da come acceleriamo il tempo.
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(Dalla 5° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 5.09.2011, “La Nazione”)

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Come raggiungere giustizia sociale

Domanda: Come si possono congiungere le decisioni della tavola rotonda, come in famiglia, con le neccessità private di ciascuno?

La mia risposta: E’ pur vero che parte dei manifestanti pretendono pannolini, altri “Cottage” (ricotta), alloggi non dispendiosi, e via dicendo ma tutto il popolo e unito da un’aspirazione comune di giustizia sociale. Ciascuno avverte che non v’è giustizia sociale, anzi, che viene sovente raggirato, che non riceve quello che gli spetta rispetto ad altri.

Ed è proprio questa giustizia sociale che occorre raggiungere nella divisione della “torta”. Ma cos’è giustizia sociale? – Giustizia è quando tutti acconsentono, e nelle condizioni verificatisi, questa è l’unica soluzione ottimale.

Tutto deve essere risolto intorno ad una tavola rotonda. Non potremo trovare delle soluzioni a problemi senza che vi sia un vero rapporto con gli altri, perchè tutto si riferisce alla cassa comune. Se ciascuno dovesse concentrarsi solo sulle sue esigenze, non potremmo arrivare a nessuna decisione corretta, e ricomincerebbero da capo le contestazioni. Tutti devono capire che non è possibile risolvere il problema in maniera diversa. Sarà possibile raggiungere una giustizia mediante un mutuo consenso e una garanzia mutua.

Non è dato di sentire e di vedere immediatamente, fino a che punto questo principio sia profondo, ma questo cambia tutta la predisposizione che deve prodursi nel popolo. Dato che non è importante quanti mezzi riesci a togliere da qui o da li, ma è importante la sensazione che sei con tutti gli altri.

Anche ora le persone vivono, ma vivono depresse, scoraggiate, e per loro è importante sentire che non sono discriminate, che non “sono state messe da parte”.

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Verso la Garanzia Mutua

Editoriale nelle Notizie (Dal Professor Y. Zair): Gli eventi degli ultimi giorni ci mostrano che la società israeliana resiste minimizzando la partecipazione del governo israeliano nella gestione del popolo perché le persone vogliono vivere in una società unificata che non esalta la competizione a nessun prezzo, ma supporta la garanzia mutua, l’interessamento di uno verso l’altro e una società molto più umana.

Tutte le classi sono collegate una con l’altra. La gioventù sta dando una lezione di relazione fraterna tra le persone.

Non esiste un solo partito in Israele che proclami l’uguaglianza come un valore. Forse il fenomeno che stiamo osservando in Israele è uno dei primi precursori di una nuova tendenza mondiale.

Il mio commento: Tutto quello che rimane è discernere come fare diventare questa tendenza in nuove relazioni sociali che possano rivelare il nuovo mondo superiore al loro interno.
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Il popolo neccessita Garanzia Mutua

Giorni fa abbiamo inviato alla commissione Trachtenberg la nostra proposta per la risoluzione dei problemi sociali del paese. La nostra proposta è stata pubblicata nel sito ufficiale della commissione ed ha riscosso già numerose repliche e voti di sostegno. Questa la proposta:

La risoluzione a tutto. va cercata in una nuova attitudine – Garanzia Mutua!
Vediamo che insieme alla richiesta di un “equo” budget (bilancio di previsione), è neccessaria al popolo anche una giustizia sociale, non meno che una nuova distribuzione. Percio il “Movimento Arvut” (garanzia mutua),  questa è proprio la sua specializzazione, ha scelto di mettere in evidenza tale bisogno.

L’onda di queste sommosse, sono fenomeni esteriori che testimoniano le neccessità più profonde social- interiori, il desiderio di sentirsi parte di qualcosa di grandioso, sentire l’appartenenza ad una società equanime che difende, protegge il privato, il bisogno di qualcuno che ascolta, che prende atto delle nostre opinioni, ci prende in considerazione e si preoccupa di noi…La necessità di una percettività della garanzia mutua come in una sola e grande famiglia.

Questo documento espone a grandi linee l’unica atitudine che restituirà al popolo la sensazione di una giustizia sociale. Solo la creazione di un clima sociale nel quale siamo tutti una sola famiglia, seduta intorno ad una tavola rotonda per un scambievole dibattito che permetta di trovare una soluzione a lungo termine.

Gli occhi di tutti, oggi, sono rivolti alla “commissione della modifica economico- sociale ” a capo del prof. Trachtenberg, che ha il potere di risolvere i problemi dell’attuale contestazione e dare al popolo il senso di una giustizia sociale, di consenso generale, di solidarieta’. Conosciamo benissimo i pericoli di un’eventuale trasgressione del quadro budgettario.

Ma cosa potrà fare la commissione nella distribuzione per soddisfare richieste
così numerose ed una “torta” budgettaria limitata?

E’ chiaro che, non sarà possibile replicare al diluvio di richieste economico- sociali.
Il bilancio nazionale è fragile e non è abbastanza grande per soddisfare tutti, inoltre il mondo sta attraversando oggi una crisi economica che peggiora sempre di più, e potrebbe influenzare in modo negativo l’economia del paese, la dipendenza economica di Israele dai mercati esteri è alta. Un paese che esporta il 45% del prodotto lordo nazionale all’estero, è prevedibile che venga danneggiato da questa crisi e ciò si esprimerà in un calo acuto delle entrate date dalle tasse, con un aumento del debito pubblico nel caso non diminuissero le spese. L’accettazione sia pure in minima parte, delle richieste della ”giustiza sociale”, ci condurrà ad un aumento significativo delle spese pubbliche. Abbiamo di fronte, in questo caso, una via senza uscita.

L’ondata contestataria mondiale che ora è molto in voga, “la giustizia sociale”. Dicevo, quest’onda è presente anche in Israele si caratterizza anche per una necessità esistenziale come, il problema degli alloggi, le sovvenzioni agli studi, la salute, la vita cara e via dicendo, ma anche per problemi socio-interni come la modifica di patti consensuali e valori sociali.

Ed è proprio questa neccessità, che ha generato questa massiva partecipazione alla generale contestazione “delle tende”, anche di coloro che non hanno problemi di sopravvivenza.

Da un punto di vista prettamente economico, le richieste hanno un notevole costo finanziario che impone l’aumento del debito pubblico da ritenersi pericoloso per il mercato. Tuttavia, vi è una neccessità immediata di distribuire l’attuale ” torta budgettaria”, in modo almeno soddisfacente, una risoluzione temporanea ai bisogni basilari, immediati, dei settori più disagiati, bisognosi di aiuti urgenti, in accordo alle decisioni prese consensualmente intorno ad una tavola rotonda.

Le numerose richieste budgettarie, per quanto leggittime esse siano, non sarà possibile soddisfarle economicamente tutte, nel quadro coercitivo budgettario. E’ chiaro che la “coperta è troppo corta” ed ogni esigenza verrà a scapito di un’altra richiesta. Quindi , ci troviamo di fronte, “il gioco con l’ammontare (della cassa) zero” nel quale la vincita dell’uno corrisponde naturalmente alla perdita dell’altro.

Il ” finanziatore” principale del diluvio di richieste, chi dovrà subire maggiormente il carico, sarà la classe media, che oggi paga già la parte sostanziale degli introiti mediante le tasse. Sarebbe un’ulteriore colpo, senza contare la completa noncuranza, in questa manifestazione, alle sue esigenze, ciò colpisce la colonna vertebrale economica israeliana e dunque, è pericoloso per il mercato. Di nuovo arriviamo ad un vicolo cieco.

La soluzione all’impasse, si trova nell’istituzionalizzazione della nuova economia, economia sociale equilibrata, in una economia di garanzia mutua.

Il maggior risalto sarà dato alla procedura stessa e necessariamente le decisioni economiche saranno prese cercando un largo consenso, prendendo le giuste decisioni.

La sensazione di discriminazione per le doverose rinuncie, saranno in questo caso, sostituite da entusiasmanti e calorose soddifazioni alle quali dovremo dar vita, permetteremo così a tutti, di sentirsi come in una sola famiglia valutata per il 90% della soluzione economica. Una volta deliberato, si troverà forzatamente il 10% restante dal bilancio nazionale. Non solo tutto ciò accrescerà la sollecitudine alla rinuncia a favore dell’altro, ma si arriverà in seguito alla condizione che le persone vorranno da se dare il loro contributo agli altri.

Vale a dire, l‘ombrello della garanzia mutua crea un valore economico indicibile nel quale si cela la vera soluzione dei nostri problemi.

Da un punto di vista sociale, tocca alla commissione fornire al popolo un nuovo clima di giustizia sociale, altrimenti la delusione sarà terribile ed il senso di separazione e rottura sarà penoso da sopportare.

Per superare sia l’aspetto economico che quello sociale, si dovrà invitare al più presto
tutto il popolo ad un dibattito mezzo stampa collettivo e pubblico. La contestazione è del popolo e va risolta di fronte a tutto il popolo.

Si dovrà cercare di creare la sensazione di una sola famiglia nella quale tutti vogliono aiutarsi vicendevolmente e perciò rinunciano vicendevolmente. Non sarà possibile che ciascuno e tutti quanti, ricevano immediatamente quello che chiedono. Il dibattito collettivo sulla distribuzione del budget dovrà svolgersi nell’assoluta trasparenza per evitare eventuali impressioni e sensazioni di diversificazioni o di sfiducia che ora sono presenti.

Soltanto quando ciascun cittadino capirà e sentirà che fa parte di una grande famiglia, ed accetterà anzi sarà fiero di rinunciare a favore di un bambino malato e debole della famiglia. Questo dibattito collettivo dissolverà le resistenze e le opposizioni anche in coloro che cercano le separazioni e vogliono scongiurare il dibattito collettivo. La determinazione della scala delle priorità resposabilizzerà tutti.

Se non agiremo secondo queste regole, queste disposizioni, ogni settore sarà in qualche modo discriminato. La commissione finirà il suo mandato e distribuirà le risorse in maniera un po’ diversa da oggi, ma il senso di ingiustizia nel popolo non sarà risolto.

Solo un’attitudine basata su una reciproca solidarietà, che colloca tutte le parti in un collettivo dibattito nella collettiva accettazione delle decisioni, potrà sanare il clima che si è venuto a creare nel popolo.

La commissione Trachtenberg è obbligata a dare un esempio a tutto il popolo, come si può arrivare a sentirsi veramente come in “una famiglia”. I membri della commissione devono vivere questo spirito interiore del senso della famiglia e della giustizia sociale. Deve mostrare a tutti come si dibatte insieme sul futuro comune, impostando una volta per tutte una sola giustizia. Una vera giustizia può svolgersi solo entro un reciproco consenso, nella garanzia mutua. Oggi un cittadino avverte l’ingiustizia sociale, è infuriato perchè si sente “raggirato”, perché non riceve quello che chiede e crede che gli spetti.

Ogni tentativo di risolvere il problema senza riuscire a creare in ogni cittadino la sensazione che siamo tutti membri di una sola grande famiglia, non soddisferà tutti e porterà a contestazioni più violente. Il popolo deve percepire che i suoi rappresentanti lo servono, deve tornare a credere nel sistema e sentire che gli può dare speranza ed un futuro migliore.

La ristabilizzazione della giustiza al popolo, mediante il principio della famiglia riunita, si deve realizzare attraverso dibattiti collettivi aperti a mezzo stampa. Si può aprire al popolo un luogo per partecipare in modo attivo ai dibattiti, sia fisicamente, via internet o esprimendo la propria opinione con SMS.

Perché il popolo adempia al suo diritto a partecipare, sarà doveroso accompagnare i dibattiti con l’intervento di esperti che sappiano spiegare la complessità dei problemi economico-sociali con un linguaggio semplice e comprensibile. Questo processo educativo ed esplicativo inviterà il cittadino a prendere parte attiva al dibattito, accanto alla richiesta di prendere delle responsabilità su tale processo. La vera comprensione delle realtà – aiuterà a raggiungere il consenso – un consenso generale che restituirà un clima di partecipazione collettiva e con essa anche un senso di giustizia sociale al popolo.

Mobilitando anche la stampa sarà data la possibilità di creare prospetti che illustreranno i problemi, e soprattutto le proposte di soluzione verrannò spiegate per far capire fino a che unto siamo “tutti nella stessa barca“. Si possono usare pezzi teatrali, canzoni, incontri chiarificatori in tutto il paese – perché è importante capire che l’attitudine verso “una sola famiglia” che si riunisce attorno ad una tavola rotonda, predispone favorevolmente tutti, permettendo di risolvere i problemi in tempi netti e vincolanti.

Siamo, membri del “Movimento Arvut “(garanzia mutua), con esperienza collaudata in questo tipo di processi. Decine e centinaia di volte abbiamo sperimentato processi collettivi, nei quali pertecipano tutti, conseguendo il consenso collettivo, come una sola famiglia, che cambia l’equilibrio delle forze.

Quest’attitudine riduce le opposizioni nella società, associa tutti, immette un nuovo vento di giustizia ed attenua il fatto che il mio problema non sia stato risolto nell’ immediato.

La gestione di dibattiti con questa predisposizione è proprio il campo della nostra singolarità, così come abbiamo già iniziato a realizzare, sedendoci intorno ad una tavola rotonda nella tenda del “Movimento di Arvut” in via Rotshild.

Non si trattava di un’ “operazione instant” ma era neccessario istituire un processo consegeuente, metodico ed incessante e per lungo tempo, vigilando di mantenere un clima giusto nell’adempimento di tutto ciò, fino ad arrivare ad un vero consenso. Con questo saremo un esempio per tutto il mondo.

Ci troviamo nell’ora propizia, nella quale al governo ed in special modo alla commissione Trachtenberg è data l’occasione di condurre il processo sociale per costituire in Israele una società equa ed ancora più progredita.

Il “Movimento Arvut” (garanzia mutua) si vede impegnato a mettere a disposizione della commissione tutte le istituzioni a livello nazionale, sostenerla ideologicamente ed essere la “madre della famiglia” che apporta il clima giusto di  connessione nel popolo, per portare avanti un processo che istituirà alla fine e per tutti, il senso di giustizia sociale che permetterà di risolvere insieme i problemi fondamentali.

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La commissione per la trasformazione economica-sociale

Informazione: La contestazione sociale ritorna all’ordine del giorno: La commissione Trachtenberg si è riunita questa mattina (martedi) nell’istituto Wan Lear a Gerusalemme e per la prima volta si sono incontrati con vari rappresentanti del pubblico per sentire le loro proposte e le loro opinioni circa il mutamento della condizione economica-sociale.

Il prof. Emanuel Trachtenberg ha aperto il dibattito dicendo: “Oggi sono venuto per ascoltare il pubblico e se riusciremo ad agire in modo idoneo, tutte le persone in questa stanza ne traranno profitto. Forse ascolteremo cose che non abbiamo sentito prima.

Siamo convinti che le propste del pubblico sono indispensabili per consolidare i consigli della commissione.”

Ha anche aggiunto: “Sono emozionato dal fatto che una generazione di giovani si è mossa per fare sentire la sua voce, sono emozionato da questo incontro. E’ un’esperimento in tempo reale e chiedo a tutti, dunque, coraggio e fermezza, questo non è un programma di reality questa è la realtà israeliana, la realtà israeliana al suo apice.”

Nel dibattito intercorso è intervenuto anche l’uomo d’affari direttore generale del movimento “Educazione e’ Tutto”, Dov Lautman, che si è espresso in questi termini: “Se c’è un modo per dare una risposta alla disparita della società israeliana e quello di dare maggiore risalto all’educazione accrescerebbe significativamente i fondi e le opportunità”.

Parallelamente al dibattito dei membri della commissione Trachtenberg, si è riunito un “gruppo alternativo” la commissione Spibek, per un dibattito con la partecipazione di esperti in materia sociale. Nel dibattito ha detto uno dei capi della commissione, prof. Yossi Yonah, che la commissione Trachtenberg non ha il mandato”.

La mia risposta: Fin tanto che la commissione ascolta e segna le rimostranze ed i problemi, le proposte e le risoluzioni- va tutto bene…

Ma come intende proseguire? Poichè se non condurremo la società alla consapevolezza della necessità di una garanzia mutua, non si arriverà a nessuna risoluzione e nemmeno ad una giustizia sociale!

Dov Lautman ha ragione, bisogna iniziare con il sistema educativo, che deve veramente dare maggior risalto non solo all’ istruzione. L’educazione non riguarda solo i bambini ma anche i grandi.

Bisognerebbe istituire dei corsi educativi (sul tema della garanzia mutua): nei posti di lavoro, nei media – e così, verso la fine della raccolta delle proposte, si potrà arrivare ad un’equa soluzione, ad una giustizia sociale collettiva comunemente accettata da tutti.

Altrimenti, il risultato della commissione causerà solo risentimenti e cosa ancor più grave, contestazioni con sommosse!

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Manca solo l’amore

Il nostro mondo si è trasformato in un mondo globale. In altre parole, la legge principale che la creazione ci rivela è la legge circolare. “Globale” che vuol dire cerchio, globo come la Terra.

All’improvviso siamo tutti connessi fra di noi, dipendenti uno dall’ altro. Quindi non puoi entrare in discussioni e discordie, sei costretto ad arrivare a rapporti sereni e calorosi con gl altri, che ti avviano a rapporti di mutua considerazione. Infatti che cos’e’ la garanzia mutua? – E’ la condizione nella quale io sono garante per te, tu per me e tutti garantiamo tutti, sarà così su tutta la Terra.

Progrediamo verso tutto ciò molto velocemente. Lo si può verificare dal ritmo serrato con cui il mondo si trasforma, e questi cambiamenti saranno sempre più rapidi. Presto, scopriremo che non solo nel nostro paese si potranno risolvere i problemi mediante la garanzia mututa. E se ti accingi a risolverli quando sei seduto con tutti, intorno ad una tavola rotonda, questo ti consentirà di saggiare una grande soddisfazione interiore. Sarai apprezzato per avere rinunciato a qualcosa, perché hai iniziato a considerare anche gli interessi del prossimo.

Proverai sicurezza parchè ti trovi con tutti gli altri. Scoprirai così la forza interiore che si trova nell’unione, simile ad una forza superiore. Questo si svelerà  al mondo molto presto, ma per raggiungere tutto ciò, manca una sola cosa: Amore

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Garanzia Mutua

Conferenza nel circolo di Haifa ,26.07.2011

Ci troviamo ora nel paese, in tempi molto turbolenti. Il problema è che non solo nel paese, ma in tutto il mondo, siamo arrivati al punto che non sappiamo come risolvere i problemi. Vediamo come in tutti i paesi la soluzione arriva per mezzo del popolo, ed ora sta arrivando anche al popolo di Israele. E’ una specie di epidemia, oppure forse è un’onda positiva che risolverà i problemi del mondo, non sappiamo ancora. Ma la gente sente l’impulso di uscire ed iniziare ad esporre i propri desideri nei luoghi in cui vivono.

E questo succede perchè sono già sessant’anni che scopriamo che nel mondo vi è una certa inclinazione, una consapevolezza che la nostra storia precedente sta per finire. Il mondo è entrato in una crisi in tutti gli aspetti della vita dell’uomo. Non riesce a formare una famiglia come si deve, vi sono dei divorzi, non desidera sposarsi, problemi con i figli, i quali si allontanano da casa ma non riescono a sistemarsi, problemi di droga, e di alcool. I problemi non sono solo in famiglia, ma sono molte di più le crisi,  nella società, nell’industria, nell’economia, nell’educazione, nella cultura e persino nella scienza. Anche gli scienziati sostengono che anche da loro vi è la crisi, la scienza si trova in una via senza uscita,  senza nessuna possibilità di sviluppo.

Siamo veramente giunti al muro. Per millenni il mondo è progredito da una generazione all’altra, abbiamo sempre pensato che per i nostri figli ci sarà un futuro migliore, soffriamo ora per noi e per loro, ma il loro futuro sarà migliore. Il nostro amore per loro ci ha spinto a progredire, investire, e sacrificarci. Oggi questa spinta viene a mancare. Oggi addirittura non siamo certi che avranno un avvenire migliore del nostro. Perciò la gente non ha più l’impulso di portare al mondo figli e di crescerli, per che cosa e perche’. Cosa ne sarà di questo povero figlio? Vediamo quanto è dura e difficile la vita ed è senza uno scopo. La mancanza di un fine sta risvegliandosi anche in noi, ci turba la mente perchè senza soluzione. Non possiamo raggiugere le risposte, perciò l’umanità ha come perso lo stimolo per avanzare.

Questo è avvertito in tutto il mondo

E la cosa più importante è la crisi economica e finanziaria.  Perchè nella crisi finanziaria vediamo  un disfacimento totale. Non è  solo una questione economica, è uno squilibrio totale. E’ soltanto  perchè l’economia ci stringe tutti insieme. Questa rete avvolge  ed allaccia tutto il mondo, industria, commercio, banche. Questa è la  riproduzione dei nostri desideri, la riproduzione delle nostre  inclinazioni e scelte. Il rapporto fra noi si misura attraverso il  denaro, è così che viviamo nel mondo. Questo è il mondo. Ed il fatto  che esso sia entrato in crisi, è un segno ben  particolare.

Allo stesso tempo, stiamo scoprendo che il nostro mondo si sta  restringendo. La Terra è in un certo senso diventata  più piccola. In un solo giorno puoi raggiungere località più remote, e  tutte collegate fra loro. In tutti i luoghi si trovano pressapoco le  stesse cose, non ci sono grandi differenze tranne la mentalità alla  quale ci si può anche abituare. Inoltre tutte le sue parti sono in  contatto fra loro, e questo crea esiti particolari, siamo dipendenti gli  uni dagli altri.

Ogni parte della Terra influenza l’altra. Infatti non sappiamo cosa  succederà, se   l’economia americana fallirà e l’America  subirà una   bancarotta, possiamo immaginare cosa  avverrà. Può darsi che il  Mercato Comune Europeo esploderà  frantumandosi. Poichè tutto  influenza tutto.

Viviamo in un mondo inatteso. Da una parte la gente sta diventando  sempre più tesa, e dall’altra vi è una certa indifferenza “cosa ci  possiamo fare”. Questa indifferenza scaturisce dall’ integralità, dallo  stesso rapporto fra noi, perchè dipendiamo troppo l’uno dall’altro.  Non siamo stati noi a costruire tutto questo, ma è il mondo che si è improvvisamente chiuso. Un tempo era diviso in parti, ed ora  all’improvviso si è chiuso. Improvisamente siamo divenuti una sola ed  unica umanita’ intorno al pianeta, come una sola famiglia, dove tutti  dipendono uno dall’altro.

Questo crea un gran problema,  e su ciò vi sono molte indagini di  scienziati, sociologi che esaminano la odierna natura umana,  scoprendo  che siamo veramente, totalmente  e reciprocamente dipendenti. Questi  sono studi pubblicati negli ultimi cinquanta, sessant’anni, ma  ultimamente ciascuno di noi comincia praticamente ad avvertire tutto  ciò.

Trenta e quarant’anni fa leggevo queste cose, ma erano abbastanza  teoriche, e confuse.  Erano conosciute solo fra esperti, che ne  parlavano in vari convegni nei quali ero membro, oppure nei simposi del  “Consiglio dei sapienti del Mondo” ai quali partecipavo. Si trattava  allora di scienziati che si incontravano fra loro in gruppi ristretti  per parlare.

Ma oggi riscontriamo tutti questo legame, scopriamo che siamo  arrivati, come dicono gli scienziati, ad un sistema integrale. E questa è una cosa molto problematica , poichè il sistema integrale è come il  nostro corpo, dove tutte la parti sono legate una all’altra, tutti i  sistemi sono collegati uno all’altro. E se c’è qualche disquilibrio,  una incompabilità nel lavoro fra i sistemi, allora  si crea il  problema, malattia, fino al crollo del corpo, e persino la morte.

La stessa cosa nel fisico materiale, corporale, e la stessa identica cosa nella struttura comprendente l’intera umanità.

Anche se volessimo allontanarci uno dall’altro, non potremmo farlo.  Questa è la conclusione degli scienziati riscontrata dalle loro  indagini. Questo legame reciproco ci influenza enormememte. Non siamo  ancora consapevoli di quanto ci influnziamo l’un l’altro nella  mentalità, usi, educazione etc. Uscirne è impossibile.  E come nei  sistemi integrali o analoghi, dove tutte le parti sono legati, bisogna  muoversi in maniera vicendevole, e ciascuno deve sapere come, ma sempre  in funzione degli altri. Stiamo avanzando verso questo tipo di sistema.  Significa, che molto presto ci accorgeremo fino a che punto siamo  connessi l’un l’altro intorno a questo pianeta.

Dò sempre l’esempio di coppie che iniziano con piccoli problemi e   finiscono per odiarsi reciprocamente pur abitando ancora nella stessa  casa prima della separazione totale. Allora le mura  pressano da una  parta e dall’altra , anche da noi è lo stesso, il pianeta diventa  piccolo, ed il reciproco odio ci costringe ad allontanarci l’uno  dall’altro. Ma se la coppia lo può fare, noi dalla Terra, non  scapperemo. Qui proprio sta il problema, non sappiamo come risolvere la  situazione.

E’ veramente una grossa difficoltà, constatare che non siamo fatti  per stare insieme. Soprattutto ora che abbiamo raggiunto un egoismo  così estremo, i nostri caratteri, le nostre qualità interiori, ci  portano a non desiderare persino un compagno di vita, ne figli, l’uomo  si sente sempre più solo. Ma proprio con queste forze negative dobbiamo  fare i conti ed unirci. E’ straordinario, come si potrà fare?

Anche i politici tentano di unirsi. Si riuniscono in, G8 – e G20. Si  riuniscono i capi di governi per parlare e decidere come migliorare il  mondo, ed evitare guai. Sono soprattutto preoccupati di perdere le loro  sedie ed ancora peggio oggi quando assistiamo a tutto ciò che succede  con capi di governo e sovrani. Anche quando si riuniscono non sono in  grado di fare qualcosa, parlano per alcuni giorni e ripartono, e finisce  tutto li. Ciò significa che non troviamo più alcun rimedio.

Vediamo anche che gli industriali, economisti, banche nazionali,  coloro che tengono in mano il potere del mondo, anche loro  si trovano  senza risposte, impotenti, mentre nel mondo succedono eventi che  sfuggono al loro controllo. Tutto ciò è perchè siamo arrivati ad un  mondo integrale, che è un sistema analogico, dove tutti i sistemi si  collegano fra loro, come le rotelle di un ingranaggio. Non  può crearsi una situazione nella quale una ruota si muova senza muovere  anche le altre, tutte costrette, una ad una.

Ma come tutto il sistema operi,  non lo recepiamo e non lo capiamo.  Siamo arrivati al punto che ci rendiamo conto che ci troviamo dentro  alle leggi della natura. Anche l’ecologia ci influenza, ci blocca da  tutti i lati. E poichè non sappiamo dove ci troviamo esattamente, siamo  divenuti impotenti.

E qui viene la scienza che spiega come questi sistemi funzionino.  Procedono in questo modo, ogni parte si preoccupa del resto delle parti,  come nel nostro corpo dove ogni cellula si preoccupa delle altre  cellule, ogni organo sa cosa deve fare, ed opera a beneficio di tutto il  corpo, e mai per il proprio tornaconto. E come nessun organo, compreso  il cervello chè il più mportante, non esegue le sue funzioni a proprio  beneficio, nello stesso modo nessuno vive per se stesso, ma per  l’armonia di tutto il sistema.

Così in questo modo dobbiamo anche noi congiungerci. Non abbiamo  scelta, ma in compenso stiamo già dirigendoci verso  questa direzione,  tutta la nostra evoluzione converge  in questi ultimi anni in questo  senso. Lo riscontriamo secondo il ritmo con il quale stiamo progredendo  nella società umana. Dovremo poter conoscere questi sistemi, e ciascuno  di noi e tutti noi insieme  assieme a tutte le nazioni ed i popoli,  dovremmo  sapere come vivere ed operare in un tale sistema di mutuo  rapporto, ciò che si chiama “Arvut” (garanzia mutua).

Ci troviamo in effetti, tutti di fronte ad una rivoluzione interiore.  Fino ad oggi, in tutti questi millenni, abbiamo progredito con il  desiderio di appropriarci, di ricevere, di svilupparci, di guadagnare,  avere successo, di approfittare di ogni possibile cosa, ed in questo  modo dominare, diventare famosi, sapere di più. Il nostro ego ci ha  spinto sempre più avanti. Da una generazione all’altra, l’ego si è ingigantito, ogni  generazione, un salto  dell’ego, perciò ogni  generazione è differente da  quella precedente. In questo siamo  dissimili dagli animali.

Alla fine dello sviluppo del nostro ego siamo arrivati alla  condizione di provare frustrazioni, crisi, disperazione per noi stessi e  per la famiglia, figli, problemi della educazione, in definitiva di  tutto e da tutto. Perché? E’ segno che il nostro ego ha cessato di  crescere. Siamo già disperati e scoraggiati. Durante millenni abbiamo  progredito sempre più, fino alla saturazione.

Ed ora il nostro ego, la natura, ci stringe. E noi ci  troviamo di fronte alla natura, circondati da essa, dentro a questa  sfera, la sfera della natura, che si presenta ora, come globale,  integrale, connessa, mentre noi non lo siamo. Da ciò si  deduce che siamo in netto contrasto, in conflitto, in effetti, in una  grande crisi con tutta la natura. L’uomo sta scoprendo ora che e’ in  contrasto alla natura, opposto a tutte le forze che agiscono su di noi.

E questa è la causa di tutte le nostre crisi, i nostri conflitti,  insuccessi. Perché il mondo inanimato, vegetale, animale evolve mediante  impulsi istintivi. In loro vi sono stimoli, così come in noi, in  effetti, ci siamo sempre sviluppati, in tutti questi millenni, con  impulsi istintivi. Il nostro desiderio accresceva e noi lo appagavamo.  Ma se la natura dell’inanimato, vegetale, animale ha un suo piano interiore, l’uomo non lo possiede e si trova sempre alla  ricerca di cosa fare con se stesso.

Ed ora che siamo giunti, alla fine del progresso precedente, egoista,  dove ciascuno faceva quello che più gli pareva e piaceva, oggi invece  ci troviamo di fronte a tutta la natura nella sua completezza, e ci  siamo anche chiusi completamente fra di noi, dobbiamo  correggerci, trasformare la nostra natura, divenire integrali, globali,  come la natura si presenta ora a noi.  Significa, che se finora, durante  tutti questi millenni abbiamo trasformato la natura, ora la natura di  colpo si arresta manfestandosi a noi nella sua completezza, senza darci  la possibilità di intervenire. Possiamo solo, noi, cambiare.

Perciò troviamo molte indagini che indicano che tutti i nuovi  sviluppi avverranno nell’uomo. Dobbiamo modificarci, iniziare a  comportarci fra noi come la stessa natura. Allora, quando raggiungeremo  con essa un equilibrio, un armonia, avvertiremo che in accordo a ciò  anche il mondo è sereno, in pace. Cesserà in primo luogo il problema  ecologico, poichè il surriscaldamento della terra e tutti gli altri  problemi climatici sono soltanto la forma esteriore del problema  ecologico. Effettivamente tutte le crisi dipendono dalla nostra  trasformazione.

Lo vediamo ora anche nel comportamento del popolo. E’ un fenomeno  nuovo, ma molto caratteristico. La gente in tutti i paesi comincia  improvvisamente a recepire che i governi sono deboli. Non sono in grado  di svolgere il loro lavoro come prima, ne tanto meno risolvere i  problemi. Resistono a malapena e si trovano in perenne disaccordo fra  loro.

Perciò, dapertutto anche dai nostri vicini, e vedremo in seguito anche  in Europa, in tutti i luoghi nel mondo, assistiamo a quest’evento, gente  che esce per le strade unendosi fra loro. Allora si accorgeranno e  saranno consapevoli che l’unione fa la forza, acquisiranno maggior  forza. Perché Perché la loro unione è simile alla natura globale e  connessa.

Esiste quindi, nella connessione una forza aggiuntiva. Non si tratta  più di semplici    discordie ed unioni, ma ora si è giunti ad essere  in accordo con la natura, ed in ciò vi è una forza aggiuntiva,  “completa”. Anche se manifesteranno contro il governo solo  qualche studente, questo basta per sollevare nel popolo, nel gruppo di  manifestanti, una tale forza,  di fronte alla quale il governo non  reggerà.

Soprattutto ai giorni nostri, quando in realtà tutto ciò deve servire  a modificare l’uomo.  Questo significa che se vogliamo  modificarci,  dobbiamo raggiungere la condizione di garanzia mutua, di  rapporti corretti fra noi, la giusta connessione. Tanto più raggiungeremo tutto ciò tanto più saremo felici, fiduciosi, e  conseguiremo prosperità in tutti i campi che sceglieremo, come  l’educazione dei bambini, la sanità, mezzi di sussistenza , in tutti  gli aspetti della vita.

Se effettueremo dei cambiamenti nella società, come chiedono ora gli  studenti, oppure i dottori o peggio ancora come quelli che protestano  per il prezzo del formaggio “Cottage” (specie di ricotta), sarà tutto  inutile. Non disdegno queste contestazioni, ma in definitiva sono  inutili, perchè anche il governo non ha da dove prendere  i mezzi  neccessari.

Bisogna capire che se si prendono somme da una voce, ciò avverrà a  discapito di un altra  voce nel bilancio, il governo è abbastanza forte  per non distribuire il denaro in modo così sbagliato ed incontrollato.  In definitiva si tratta sempre della stessa cassa  che il governo in  qualche modo distribuisce fra tutti. Come in famiglia, non puoi fare  quello che ti pare con le entrate, ne seguire i capricci improvvisi di  qualcuno dei famigliari. La stessa cosa anche qui.

Ciò vuol dire che esiste una sola soluzione, elevare i nostri  sistemi sociali ad un altro livello, al grado di ricevere una forza  aggiuntiva, la forza che è in accordo con la natura. Significa arrivare  ad operare in equilibrio insieme con la natura, in armonia e nella  reciprocità. Questo in effetti, è quello che dovremmo capire e fare.

 

Fare insieme i compiti

Baal Hasulam, giornale “Hauma’ ” (La Nazione): “Riflettendo sulla vita vediamo che il percorso di una nazione è simile a quello di un solo uomo, e la funzione di ogni individuo nella nazione è simile alle funzioni degli organi del corpo di un uomo. Come nel corpo di un uomo, allo stesso modo, è neccessario che trovi in se un equilibrio, un armonia piena nei suoi organi: gli occhi vedono, il cervello coadiuvato da essi può pensare e proporre, affinchè le mani agiscano, le gambe camminino etc. Ognuno (degli organi) è situato sulle proprie postazioni aspetta il suo compito – si, gli organi costituiscono il corpo della nazione: consulenti, datori di lavoro, lavoratori, capi, e via dicendo, devono operare in totale armonia fra loro. E questo è neccessario per condurre una vita normale per una nazione e per un esistenza sicura. E come la morte naturale dell’individuo che è frutto della disarmonia dei suoi organi, così la nazione, il suo declino naturale è frutto di un turbamento tra i suoi organi come testimania la nostra storia.”

E’ chiaro quindi, che il nostro corpo può continuare a vivere in modo corretto, sano, solo se tutte le sue parti sono collegati fra loro. Ogni parte sa come svolgere la sua attività rispetto al resto del corpo, e dispensare in tutto il corpo il suo lavoro ed i suoi elementi.

Dà ed in cambio riceve – e tutto ciò in piena armonia e totale coordinazione.

Questo è chiaro a ciascuno. Ma solo per noi non è chiaro che questa legge esiste in tutta la realtà, in tutto l’universo. Vi sono, tuttavia, manifestazioni improvvise ed esplosioni in diverse parti del corpo, ma in fin dei conti, ciò crea un unico e grande sistema di vita. Quindi può darsi che in tutto l’universo tutto si svolga in armonia totale, solo che non ci è chiaro che sia così!

E quindi anche nella società umana evidentemente è la stessa cosa. Più progrediamo e più ci accorgiamo gradatamente che vi è qui, un determinato processo, che ci conduce ad un rapporto più dipendente dell’uno con l’altro. E la domanda da porsi è, cosa in tutto questo legame e dipendenza si rivela sempre di più in noi – Dunque, cosa dipende da noi, qual’è la nostra parte, e qual’è quella della natura.

Da parte della natura si sta rivelando sempre più, fra noi, la reciproca dipendenza, mentre da parte nostra dobbiamo dare una soluzione a questa dipendenza. Ciò significa che dobbiamo connetterci nella giusta maniera, e restarvici. E’ molto simile al modo col quale cresciamo nella vita, in questo nostro mondo. Dove la vita ci impone tutta una sorta di esercizi, pressioni, opportunità di mutamenti, e nella quale siamo costretti a modificarci, ed eseguire questi esercizi per essere adeguati ed idonei al mondo.

La stessa cosa succede anche oggi giorno. Ciò significa che non abbiamo altra scelta che capire, che a quanto pare, la natura ci manifesta una sua nuova forma che non riusciamo ancora ad identificare esattamente. Perciò dobbiamo decidere come accettarla, e come svolgere correttamente gli attuali esercizi.

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Il movimento della “Garanzia Mutua” acquista slancio

La notte scorsa, il 6 agosto hanno avuto luogo delle dimostrazioni massicce in Israele chiedendo giustizia sociale. L’evento principale ha avuto luogo a Tel Aviv, dove migliaia di persone si sono radunate per le strade.

Stendardi del movimento della “Garanzia Mutua” erano visibili in quasi tutte le foto e video pubblicati dalle agenzie e trasmessi dai notiziari. Questi stendardi, portati da migliaia di partecipanti facevano appello alla giustizia e all’unificazione senza dare importanza al proprio credo politico. Loro proclamavano la garanzia mutua come il più alto valore.

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Questo evento è stato trasmesso in diretta via radio e internet.

Il movimento “Garanzia Mutua” è stato fondato dal movimento “Kabbalah L’Am. Il loro obiettivo è di unificare la nazione, in conformità alle richieste della nuova era, come parte del processo dell’umanità di diventare un tutto, unico ed integrale. Oggigiorno, il tema della garanzia mutua che noi proclamiamo è discusso vigorosamente nei media israeliani e ascoltati da una vasta udienza.

La “Garanzia Mutua” acquista slancio!
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