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Nel vortice delle sensazioni

Domanda: Come possiamo arrivare, durante il congresso, dalla conoscenza alle sensazioni?

Risposta: Quando le persone si riuniscono, perdono la coscienza di se stesse  e immediatamente  si sintonizzano dentro alle sensazioni perché il tema delle conversazioni, l’inclusione di uno nell’altro, la dipendenza reciproca che si manifesta immediatamente spinge la persona a cercare sensazioni reciproche, che lo voglia o no. Se parla con alcuni cliché o estratti di articoli che ricorda, significa che non è in connessione con gli altri.

Dovrebbe parlare da sé, senza curarsi delle parole. Dovrebbe esprimere le proprie sensazioni riguardanti la connessione reciproca e ciò che viene  manifestato in essa.
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(Tratto dalla lezione virtuale del 29.07.2012)

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Responsabile di tutti

Nell’articolo “Matan Torà (Il Dono della Torà),” Baal HaSulam ci spiega a quali condizioni sia stata data la Torà al popolo. In primo luogo, deve trattarsi di un gruppo di persone che vogliono essere come un solo uomo in un solo cuore. Le sofferenze che hanno attraversato non lasciano loro scelta e vedono che devono fuggire, ma devono fuggire consapevolmente. Non è una fuga cieca dal dolore, poiché le sofferenze provengono da una forza speciale, dal Creatore, in accordo al Suo piano, e dentro di esso vi è un obbiettivo specifico.

Il Creatore ha causato le sofferenze di proposito. Si dice “Ho creato l’inclinazione maligna,” che significa ho creato il Faraone che porta i figli d’Israele più vicino al Creatore. L’inclinazione maligna è chiamata “un aiuto contro,” in quanto induce e spinge la persona a conoscere la forza che la controlla. Una persona si chiede: “Da dove proviene questo male? Perché sto soffrendo?” In realtà la ricerca la porta alla domanda principale: “Qual è il senso della mia vita?” E ancora: “Qual è il senso della vita?” Allora essa raggiunge la saggezza della Kabbalah.

Così ella viene per ricevere la Torà e comincia a comprendere che vi è bisogno di cambiare qualcosa. Anziché cambiare il mondo cercando di “piegarlo” da sola, la persona comprende che il mondo è una replica dei suoi attributi interiori. Cambia te stesso e il mondo cambierà.

Questo è ciò che diciamo a tutti: noi dovremmo correggere la persona e non il mondo. Naturalmente, non parliamo di percezione della realtà, riguardo al fatto che l’immagine esterna sia determinata dalla nostra interiorità. Al momento ciò non può essere spiegato, anche se vi è già qualche evidenza scientifica su questo. Nell’insieme, una persona già comprende che oggi deve correggere sé stessa. Poi sarà pronta a ricevere la Torà come una spezia “per speziare” l’inclinazione maligna tramite questo metodo in modo che abbia un buon sapore.

Infine dobbiamo porre la forma di dazione nel desiderio di ricevere originale. Se una persona è pronta per questo, riceve la Torà, ovvero il metodo della correzione, ed inizia a lavorare. Poi comprende l’essenza della condizione che gli è stata data: ciò che la mutua garanzia significa, ciò che l’unione generale è, e ciò che rappresenta lo scopo finale di “Ama il tuo amico come te stesso.” Sulla strada per raggiungere questo obbiettivo, una persona scopre la sua missione, che è definita come “un regno di sacerdoti” ed una “nazione santa.” In altre parole, deve adempiere ciò che si dice non solo per quanto riguarda sé stesso, ma anche essere responsabile del mondo intero. Giudicando sé stessi e tutto il mondo su di una scala di meriti, una persona applica correttamente il suo potenziale per il bene degli altri, facendo ciò che deve fare, il che vuol dire diffondendo il metodo della correzione in tutto il mondo.

Allora lui corregge sé stesso, in quanto egli non ha bisogno di altro fuorché questo. È sufficiente vivere lavorando per la correzione generale, il che è chiamato un “regno di sacerdoti.” I sacerdoti non hanno possedimenti materiali, “Dio è il loro possesso,” che significa il livello puro di Bina. Una persona dovrebbe anche vedere sé stessa da questo livello sublime dove il bene degli altri è la sua unica preoccupazione al di sopra di tutte le altre preoccupazioni, e l’unico obbiettivo al di sopra di tutti gli altri obbiettivi. Anche se emergono diversi desideri non voluti ed anche se le interruzioni sono globali, tutto è fatto perché al di sopra di essi egli possa essere responsabile dell’intero mondo. Altrimenti non avrà nulla su cui lavorare.

Adempiendo la missione di un “regno di sacerdoti” e una “nazione santa,” la persona soddisfa l’idea della garanzia mutua. Il punto non è che saremo responsabili l’uno dell’altro e ci manterremo a vicenda sulla via della correzione. No, noi stiamo avanzando verso la mutua garanzia insieme a tutto il mondo, noi siamo responsabili di tutti quanti, e a meno che non li correggeremo, il nostro lavoro non potrà essere completato.
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Dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah 13.06.2012, “L’Arvut (la Mutua Garanzia)”

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L’illusione del profitto personale

Domanda: Come possiamo aiutarci a vicenda? Diciamo che io sono un contadino e passo la maggior parte del mio tempo senza comunicare con le altre persone. Come potrei eventualmente dare a loro?

Risposta: Mi dica, perché e per chi lavora nella sua terra? Noi pensiamo che lavoriamo per il nostro interesse, ma in realtà non è ciò che avviene. Molto tempo fa, gli esseri umani si trovavano al livello animato pensando solo a come nutrire sé stessi. Non sentivano di essere parte l’uno dell’altro né avevano un senso di appartenenza. Ma con lo sviluppo dei nostri desideri di ricezione, le persone non erano più in grado di provvedere a sé stesse. Così, uno divenne un contadino, un altro un pastore, e un altro ancora lavorava con gli utensili. È detto: “Andate e guadagnate l’uno dall’altro.” I nostri desideri crebbero ancora più complessi; di conseguenza, il nostro mondo divenne più complesso.

Alla fine pensiamo di servire noi stessi, ma di fatto serviamo gli altri. Viviamo sotto l’illusione di agire per il nostro beneficio personale, ma in realtà si tratta di un malinteso. Effettivamente, noi lavoriamo per ottenere il nostro stipendio, che non è altro che un inganno. Infatti, lavoriamo per dare e provvedere agli altri.

Ad esempio, tu coltivi pomodori e tutto il giorno pensi a come potresti venderli e cosa ci guadagneresti. Quindi ricorda, se non prendessi in considerazione te stesso tramite il prisma ingannevole dell’egoismo, vedresti che stai semplicemente cercando di trovare un modo di aiutare l’interesse altrui. Tu sei soffocato dall’illusione che tutto quello che fai è perseguire un guadagno poiché non sai in quale altro modo motivare te stesso, dato che ancora non capisci quanto il preoccuparsi per gli altri servirà allo scopo. Bene, puoi rimanere sotto l’impressione di questa menzogna se vuoi.

In realtà, la tua ricerca del profitto è un assoluto inganno. Presto il settore bancario crollerà, e tu lo vedrai. Allo stesso modo, incoraggiamo i bambini o invogliamo l’asino facendo dondolare una carota davanti al suo naso per farlo lavorare.

Domanda: Allora un Kabbalista coltiva pomodori, guadagna mezzo milione vendendoli, e pensa di continuo a come utilizzare questi soldi per il beneficio degli altri?

Risposta: Certo! In caso contrario, lui non starebbe lavorando per il bene della dazione. Che tipo di Kabbalista sarebbe se no?

Commento: Però, le persone sono costruite in modo che la maggior parte delle volte non pensano a cose del genere.

Risposta: Continui a dimenticarlo perché la tua percezione non è ancora connessa alla dazione. Una madre sente suo figlio dentro di sé, quindi lei non si dimentica mai del suo bambino. Internamente, essa non si separa mai da suo figlio; lei semplicemente non può tagliare il cordone ombelicale che li collega insieme. Aspetta, anche tu scoprirai il cordone che ti unisce agli altri.

Commento: Ma anche egoisticamente, non mi sogno il mio stipendio futuro per tutto il giorno?

Risposta: È vero! Tuttavia, hai sempre voglia di vari piaceri che ti attraggono. Un esperto riceve appagamento fisico e intellettuale dal fare bene il suo lavoro. Alla fine, scoprirete che state lavorando per il bene degli altri. Tutti noi siamo i lavoratori del Creatore; stiamo dando gli uni agli altri tutto il possibile contro la nostra volontà e non riconosciamo la nostra dazione. Invece di una bella e perfetta immagine del mondo, vediamo un’immagine perversa e malvagia che altera la realtà nel suo completo opposto.

Alla fine, dobbiamo “togliere i paraocchi” e alzare il velo dell’occultamento. Nulla cambierà, eccetto noi; ma quando cambierai, vedrai un mondo capovolto.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 7.06.2012, “L’Arvut (la Mutua Garanzia)”)

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Tavola rotonda a Toronto – 28.06.2012

Il 20 giugno il movimento Responsabilità Reciproca di Toronto ha organizzato con successo la prima tavola rotonda nella città di Toronto. Il tema della tavola rotonda è stato: “Le relazioni tra le persone nella luce della crisi globale”.

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La discussione è iniziata nella tavola rotonda centrale alla quale assistevano:

Ryan Dyment (The Zeitgeist Movement, Toronto) Direttore esecutivo dell’Istituto per un’Economia basata nelle Risorse, che distribuisce materiale che ci aiuta a capire la natura dipendente dell’economia moderna, una vista olistica del futuro dell’umanità e la sua relazione con l’ambiente.

Trey Winney, organizzatore con Occupy Toronto.

Barbara Elizabeth Mercer, autrice, poeta e artista visuale che dal 1962 ha lavorato, tra gli altri, con TV Ontario, CBC, The Canadian Opera Company and The National Ballet of Canada.

Julian Edwards, membro attivo e portavoce del movimento Mutual Responsibility.

Eric Hellman, direttore tecnico di comunicazione, scrittore e consultore, e i cui progetti passati includono: la co-coordinazione della Tavola rotonda della Sostenibilità presso l’UN-Habitat World Urban Forum (Vancouver), co-organizzatore della prima conferenza Spiritualità al Lavoro, a Toronto, co-organizzatore dell’evento UN Giornata Internazionale di Pace alla Fiera Mondiale, e co-fondatore del programma di riciclo Blue Box e del Concilio del Riciclo di Ontario.

Tom Cooper, direttore della Tavola rotonda Hamilton per la Riduzione della Povertà.

Patrick Legaut, rappresentante della Mutual Responsibility, Toronto.

Dopo la discussione e le risposte alle domande poste dal pubblico alla tavola rotonda centrale, tutti i partecipanti hanno partecipato nelle discussioni nelle tavole rotonde rispondendo alle due seguenti domande:

  1. Quali pensate siano i due valori più importanti che dovrebbero essere in cima alla società del ventunesimo secolo?
  2. Che cosa sto desiderando fare a livello personale per iniziare la transizione a un nuovo ambiente positivo?

Le impressioni dei partecipanti alla tavola rotonda includevano:

  • C’era il sentimento che i presenti alla tavola rotonda non fossero solamente pronti per questo evento, ma che l’avessero aspettato per molto tempo. I partecipanti alla tavola rotonda hanno detto che si trattava dell’unica piattaforma giusta che permette che tutti siano ascoltati e ascoltare gli altri e di raccogliere tutto quello che abbiamo in una tavola rotonda. Le persone erano molto contente alla fine della serata e hanno chiesto quando si sarebbe svolta la prossima riunione. Durante l’incontro, c’era un sentimento molto preciso di come il mondo stia diventando unito, e tutto quello che abbiamo sentito e imparato fino ad ora è diventato all’improvviso molto pratico.
  • Come posso spiegare quello che c’è e si nasconde dietro le parole? Come posso trasmettere il pensiero e sentimento, che è molto più profondo della più profonda discussione sociale e tematica? È impossibile trasmettere, c’è bisogno di sentire. Le nostre risposte sono nelle radici delle nostre relazioni uno con l’altro.
  • Molte grazie a tutti quelli che hanno fatto molto sforzo per organizzare questa tavola rotonda ieri! Tutto è stato pensato, iniziando dai fogli e matite nei tavoli, acqua e biscotti, la logistica, i video, i moderatori…Come risultato, tutti i partecipanti hanno sentito la nostra intenzione unita. È stato meraviglioso vedere i visi e sentire le voci degli speaker che desideravano esprimere i sentimenti che noi volevamo trasmettere a tutti.

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Il mondo si sta aprendo con grande velocità

Domanda: Perché trovo così facile parlare della saggezza della Kabbalah se succede di farlo per noi stessi, ma quando comincio a parlare alla gente di mutua garanzia, diventa così difficile e devo riflettere attentamente e fare grandi sforzi?

Risposta: Questo è grandioso! Ora stai scoprendo che quando parli della saggezza della Kabbalah, stai utilizzando parole prive di significato per te, riguardanti un mondo che non senti ancora. Ma se tu inizi a parlare usando il linguaggio di questo mondo, di mutua garanzia, odio, vicinanza, alienazione e connessione, inizi già a sentire forti emozioni e quindi capisci quanto sei lontano da questi concetti.

Infatti, diventa realmente difficile parlare di questo perché fino a quando si utilizza il linguaggio della Kabbalah, tutto viene fuori molto agevolmente: Reshimot, Partzufim, Masachim (schermi) che salgono e scendono da un luogo ad un altro, restrizioni, Luce ritornante, Luce diretta… tutto questo sembra essere grandioso. Tu giochi con le parole come un prestigiatore in un circo gioca con le palline, ma in realtà, queste rimangono solo parole.

Quando tu cominci a legare le parole ai tuoi sentimenti senza usare il linguaggio della Kabbalah, ma piuttosto la lingua di questo mondo, scopri quanto è estraneo per il tuo cuore. Ecco perché diventa così difficile.

Dobbiamo iniziare a usare parole che sono più vicine al cuore, e poi capirai in che misura il cuore non è d’accordo con loro. Abitua il tuo cuore utilizzandole gradualmente, poco a poco. Questo è ciò che ci sta accadendo oggi; stiamo avanzando correttamente.

Dobbiamo avanzare al ritmo del mondo che si aprirà a noi senza forzarlo, ma semplicemente utilizzando le opportunità date a noi: collegare le diverse organizzazioni, dando fuori opuscoli e volantini, diffondendo materiali attraverso Internet, dando lezioni, ecc. Poi vedremo come la strada si aprirà per noi.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 21.06.2012, Shamati #30)

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Eleva i tuoi desideri ad un nuovo livello

Baal HaSulam:L’Arvut (Garanzia mutua)”: Con questa responsabilità collettiva, ogni membro della nazione è stato liberato dalla preoccupazione dei bisogni del proprio corpo e poteva mantenere il comandamento di “Ama il tuo amico come te stesso” in maniera piena, e dare tutto quello che possedeva a una persona bisognosa.

Questo significa che riceveremo un piacere cosi grande nel nostro sentimento, che nella nostra vita corporale non avremmo bisogno di altro che non sia necessario per la nostra esistenza, proprio come gli animali che non hanno bisogno di biscotti ma unicamente di cibo naturale che è sufficiente per loro. Se i nostri desideri, che non sono nel livello animale smetteranno di confonderci e ci eleveranno al livello “Umano”, ci sbarazzeremo di tutto il superfluo che solamente inquina la terra e rimarremo unicamente con ciò che è necessario per le nostre necessità basiche nella vita corporale.

Dalla connessione con gli altri noi raggiungiamo il riempimento nel livello “Umano”, similare al Creatore. Poi, non penserete al piacere personale più del necessario. Noi scopriamo il Creatore nella connessione con gli altri e naturalmente diamo tutti i nostri poteri per i bisogni degli altri. Per questo si dice: “Io risiedo nel mio popolo”.

Giacché non si preoccupava più dell’esistenza del proprio corpo, poiché sapeva di essere circondato da seicentomila amanti leali, che erano pronti per provvedere a lui.

È la società che supporta che innalza l’importanza della connessione ai miei occhi e provvede un certo senso di sicurezza che non avrò carenza di nessuna delle necessità basiche, che permette alle persone di preoccuparsi degli altri.

Più tardi, anche questo sparirà ed io riceverò tutto grazie all’unità con la società; io non dovrò vedere il sistema che provvede la prova dell’amore e dell’interesse delle persone che mi circondano. L’amore che io sento per loro riempirà tutti i miei vasi.
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(Tratto dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 31.05.2012, “L’Arvut (Garanzia Mutua))

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Alcuni dei nostri gruppi trovano difficile legare la saggezza della Kabbalah con la garanzia mutua. Le persone che sono arrivate a studiare Kabbalah non vogliono veramente imparare la garanzia mutua e ovviamente non vogliono divulgare il messaggio della garanzia mutua al mondo.

In realtà li comprendo. Quando sono andato da Rabash all’età di 33 anni, ero uno scienziato devoto al mio carattere e alla mia previa occupazione. Prima di arrivare in Israele, dall’età di 6 fino ai 28, ho studiato e letto letteratura scientifica tutto il tempo. Anche questo derivava da una deficienza per scoprire il Creatore, la forza che governa qualsiasi cosa.

Dal Rabash, ho udito riguardo: “ama il tuo amico come te stesso.” In Russia questo principio è stato distorto a favore dell’elite e per me era veramente sgradevole ascoltare questo perché dietro alle parole di amore c’erano i peggiori imbroglioni e ladri che fecero l’esatto opposto e impiegarono gli altri per il loro bene. Era veramente difficile abituarmi all’idea che questo principio fosse il principio base della saggezza della Kabbalah, perché si suppone parlare dei segreti della creazione, e improvvisamente parla delle cose passate.

Poi ho cominciato a imparare il sistema interno: Risulta che il desiderio di ricevere rotto è diventato egoista, e per tornare al mondo di Ein Sof (Infinito), dobbiamo correggere il nostro ego. Questo significa che dobbiamo portare internamente e avvicinare a noi quello che sembra distante, per trasformare in amato ciò che sembra odiato. Nonostante il nostro desiderio corrente, nonostante l’orgoglio, le passioni, il rispetto, dovresti camminare e rinnegare il tuo ego sempre più avvicinandoti alle persone che odi. Così puoi scalare gli scalini del sentiero spirituale.

Solo dopo aver compreso la strada, mi sono fermato rabbrividendo quando ho ascoltato parole riguardo all’amore. Mi ci sono voluti dai due ai tre anni e non è stato per niente facile in comparazione alla forte repulsione iniziale. Ma il fatto di aver imparato il sistema e le sue leggi mi ha aiutato, come un dottore che legge il risultato di un test o i raggi-x. Poi ho capito da dove queste parole sono state prese; ho compreso che queste parole non hanno nulla a che fare con gli aspetti umani, o con il benessere e il vivere in fratellanza. E’ riguardo la fonte di tutti i nostri conflitti, riguardo alle basi della nostra natura, che noi, non avendo scelta, dobbiamo adempiere. Questo è quello che mi ha convinto.

Allora, noi dovremmo spiegare a tutti i nostri amici in Israele e non, cosicché loro possano capire che la divulgazione verso tutti quelli che vogliono imparare la saggezza della Kabbalah e la più ampia divulgazione della garanzia mutua al mondo intero è il significato del Tikkun (correzione). Se in passato un Kabbalista poteva correggersi attraverso se medesimo o con l’aiuto di un insegnante, oggi è impossibile.

Non sono stato io a dirlo, Baal HaSulam scrive riguardo al fatto che noi dobbiamo fare questo. Così non puoi raggiungere la correzione interna se non stabilisci un gruppo. Perché il gruppo cominci a vivere e avanzi nella giusta direzione, devi essere connesso al mondo intero. Inizialmente, la divulgazione dovrebbe essere fatta in Israele perché le persone di Israele dovrebbero diventare la fonte del sistema per l’intero mondo.

Così i cerchi si sono creati: Attorno a te c’é il gruppo, attorno al gruppo c’é Israele, e attorno a Israele c’é l’intero mondo. Se non prendi in considerazione questo sistema non avrai successo e non attrarrai la Luce che Riforma. Devi racchiudere tutto in una certa estensione. Questo deriva dalla rottura dei vasi e dalla correzione necessaria dell’intero percorso dal periodo vitale del quale parla Baal HaSulam. Le persone che non vogliono riempirsi così semplicemente non vogliono ascoltare cosa dice il nostro maestro spirituale.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 1.06.2012, “L’essenza della Saggezza della Kabbalah”)

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L’uomo che scrive

La “settimana del Libro” di Israele incomincerà presto ed alcuni la chiamano “la festa del libro Ebraico”.

In linea di principio, un libro è una fonte di rivelazione della stessa essenza umana. E’ qui che si trova la principale differenza tra un essere umano ed una bestia; ad un certo punto della nostra evoluzione, l’uomo ha iniziato a scrivere. Sebbene all’inizio abbiamo incominciato con l’incisione delle pietre ed in seguito con la scrittura sulla carta, in un modo o nell’altro, si trattava sempre di un essere umano. Gli animali si trasmettono molte informazioni tra loro, ma non dispongono di alcuna forma scritta per far sì che questa trasmissione raggiunga le generazioni successive.

Grazie all’abilità dell’uomo di scrivere, egli ha saputo superare le distanze, il movimento e ha trasceso l’asse temporale e le tre assi spaziali, e ha vinto il controllo della natura sul suo corpo. Imparando a scrivere, è come se uscissi dal mio corpo poiché i miei scritti raggiungono coloro che di fatto non potrei mai incontrare. Questa è l’essenza dell’essere umano.

E le radici vanno molto in profondità. In passato, i libri erano rotoli di pergamena, oggi, nel mondo moderno, resiste ancora una forma diversa da quella elettronica. Sebbene sia più conveniente leggere dallo schermo di un computer ed in molti si sono abituati a farlo, io sono comunque convinto che i fogli di carta di un libro non spariranno così in fretta.

Abbiamo delle sensazioni guardando delle immagini: una scena ci può commuovere o suscitarci qualcosa, ma un testo scritto ci fa comprendere un concetto. La saggezza passa attraverso le lettere e le sensazioni attraverso le immagini.

Perciò, vale la pena pubblicare libri in tutte le forme. Tutti li possono distribuire non importa essere degli esperti oppure no. Ogni gruppo ha la possibilità di partecipare alla correzione del mondo attraverso delle azioni fisiche e di “guadagnarsi” una ricompensa spirituale.

Poiché il nostro mondo rappresenta l’ultimo gradino, quello speciale, nella scala dei mondi, qui possiamo esercitarci fisicamente e ricevere poi la ricompensa spirituale. Abbracciando gli amici nonostante l’odio che sentiamo, io continuo a richiamare la Luce che Corregge. Quindi, dall’intenzione egoistica di Lo Lishma (non per amore Suo), ci spostiamo verso l’intenzione di donare Lishma (per amor Suo), dall’inclinazione al male all’inclinazione al bene. La Luce arriva come reazione alle mie azioni fisiche e cambia il mio desiderio. Tutto questo non avviene nei mondi spirituali. Dobbiamo solo imparare come comportarci.

Allo stesso modo, con la divulgazione dei libri, di fatto sto donando. Senza neanche sapere come, attraverso il mio comportamento, apro la strada alla Luce, che poi passa agli uomini attraverso di me. Dunque io divento una specie di tubo dal quale passa la Luce. Cosa può esserci di meglio? Questa è in sostanza tutta la nostra missione: far circolare la Luce del Creatore nel mondo. Si tratta dunque di un’azione che appartiene al metodo Kabbalistico, e non c’è niente di più vantaggioso per una persona che seguire esattamente questa strada, direttamente.
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(Dalla 4.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 31.05.2012“ L’Arvut (La Garanzia Mutua)

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L’obiettivo: Unità integrale!

Domanda: Su cosa dovremmo concentrarci ora? Dove dovremmo indirizzare i nostri sforzi? Voglio dire, la divulgazione e il lavoro di gruppo.

Risposta: Nel lavoro di gruppo, dovremmo dirigere i nostri sforzi ai nostri workshop di domenica.

Negli altri giorni, ci devono essere almeno alcuni corsi. Vedo che ci sono gruppi che studiano seriamente. Una lezione, in generale, è organizzata e diretta verso l’unità. In pratica, il materiale dell’intero corso parla di questo. Anche nel “Lo Studio delle dieci Sefirot”, si parla di unità, della connessione delle anime tra di loro. In tutto ciò che è descritto non c’è altro che la connessione delle anime in un unico sistema.

Oltre a ciò, abbiamo iniziato a creare corsi per la formazione di docenti per il movimento “La Garanzia Mutua“, cioè, i docenti per il 99%. Essi diventeranno leader e organizzatori di seminari, tavole rotonde, ecc. Oggi, sono pronte già circa 300 persone, e vengono aggiunte sempre nuove persone; è in arrivo una nuova ondata.

Nel nostro paese [Israele], abbiamo raggiunto un punto in cui siamo invitati come docenti permanenti e consulenti di educazione nelle scuole, luoghi di lavoro, municipi e altri luoghi.

Penso che entro pochi mesi, arriveremo a un punto in cui gli esperti preparati da noi, saranno in grado di iniziare a lavorare in varie organizzazioni. In ogni caso, ci stiamo avvicinando a un tale stato in cui nessuna impresa potrà funzionare se non si sarà riorganizzata internamente, e le persone non saranno collegate correttamente l’uno con l’altro in una piccola comunità integrale. Niente funzionerà senza questo!
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(Da domande riguardo i Workshop 27.05.2012)

Una Vita e una preghiera comune per tutti

Il centro del gruppo è il punto in cui ci liberiamo da tutti i frammenti della rottura e vogliamo concentrarci solo sulle nostre scintille e unirle insieme. E più si cerca di unire queste scintille, più saliamo sulla scala spirituale.

A causa di questi sforzi, riveliamo una nuova profondità del desiderio in noi, e una Luce più grande si rivela nell’unità delle scintille. Il collegamento delle scintille è la “Reshimo de Hitlabshut“, e la profondità del desiderio, sopra la quale vogliamo collegarci, è il “Reshimo de Aviut,” e quindi cominciamo a collegarci al nostro primo Partzuf spirituale comune in cui ci sentiremo una sola anima.

La prima volta che noi ci sentiamo nella realtà integrale in cui tutti siamo collegati l’uno all’altro, e al suo interno sentiremo la vita spirituale-uno per tutti. Come si dice: “Non c’è nessun altro oltre il Creatore,” uno per tutti: un solo pensiero, una luce, un sistema unificato. Noi sentiremo noi stessi vivere all’interno di una forza superiore.

E poi, inizieremo a riconoscerla sempre di più, distinguendo più funzioni in esso, atteggiamenti diversi verso di noi in rapporto alle dimensioni del Partzuf. Ma il primo punto da cui dobbiamo partire è il punto della nostra unità, chiamato il centro del gruppo. Si compone di due elementi: Il primo è il superamento del nostro egoismo, la Reshimo de Aviut, e la seconda è il nostro desiderio di unire le nostre scintille, che determina il Reshimo de Hitlabshut.

Se Io installo correttamente l’uno rispetto all’altro, è chiamata fede al di sopra della ragione. Tutto si riduce ad una realtà, ad un singolo stato. La fede è la connessione delle scintille, e la conoscenza è la forza del desiderio egoistico, sopra il quale vogliamo costruire la nostra connessione.

Non importa se non riusciamo a raggiungere il desiderio e a collegarlo al centro del gruppo. La cosa principale è quanto impegno vi abbiamo messo dentro. L’entità degli sforzi determina lo stato di successo.

Non riusciremo mai a raggiungere il successo direttamente attraverso le nostre azioni, ma solo attireremo la Luce a noi stessi, in modo che il Creatore terminerà questo lavoro per noi! Dopo tutto, “un prigioniero non può liberarsi dal carcere,” tutto accade per l’aiuto dall’Alto, attraverso la preghiera e la risposta ad essa.
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(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 24.05.2012, conversazione sul Workshop)

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