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La forza di superamento, Parte 3

Dr. Michael LaitmanL’essenza del superamento di una situazione sta nel fatto che la persona sente l’importanza di ciò che prima non apprezzava. Per esempio, vuole perdere del peso e per questa ragione entra a far parte di un’associazione per la perdita del peso. In questo ambiente, tutti parlano di quanto sia brutto essere grassi, quanto danneggi la salute, facendo sì che gli altri prendano in giro chi è grasso, e lo facciano sentire impacciato e goffo.

Sentendo tutto questo, una persona si fa prendere dal forte desiderio di perdere peso. L’ambiente ha una forte influenza su una persona, e la persona inizia a seguire una dieta. In passato, non poteva fare a meno di mangiare i dolci. E adesso, improvvisamente, non ha più voglia delle cose che amava prima. In questo modo, piano piano cambia.

Vale a dire, il superamento non è relativo all’azione in se stessa, ma all’acquisizione della sensazione circa l’importanza di come precedentemente quest’azione fosse considerata non importante e non veniva compiuta, poiché le persone seguivano il loro desiderio.

Ma adesso ho superato la mia riluttanza, ho acquisito un nuovo bisogno, un nuovo desiderio, un nuovo valore e perciò, agisco per conseguirlo. Non sento nessuna difficoltà e non mi si richiede alcun superamento.

Supponete che io mi debba trattenere dal pranzare. All’inizio mi era assolutamente impossibile, perché aspettavo questo momento con grande ansia fin dal mattino. Ma adesso, non solo ho smesso di aspettarlo, ma me ne sono dimenticato del tutto. Cioè, la forza per superare questo bisogno mi serviva per smettere di pensare al cibo, ma non per non mangiare.

Domanda: Ad un certo punto, ci si abitua ad una dieta così tanto che diventa facile osservarla?

Risposta: No, non è una questione di abitudine, ma di trovare un così forte desiderio per diventare snello che sopprimerò completamente il mio appetito.

Prima ero attirato verso qualcosa di dannoso per me e ci pensavo continuamente. Ma adesso penso proprio a questo danno, che per me diventa più importante del piacere. Essere snello è per me più importante che mangiare qualcosa di gustoso ed ingrassare. Non posso perdere peso mentre mangio quello che ho a portata di mano.

Se il rischio dell’obesità è per me più importante del piacere del cibo, allora l’importanza di questa consapevolezza, del mio desiderio di essere in salute, mi guida dalla parte opposta. Quindi, per me non è difficile seguire una dieta. Mi dimentico del tutto dell’esistenza di quel cibo delizioso.

Vale a dire, non ho bisogno di superare il mio desiderio di mangiare sempre, la capacità di prevalere mi viene richiesta solamente per mantenere la costante consapevolezza dell’importanza dell’essere snello.

Solitamente le persone associano la forza per superare qualcosa con la lotta per i loro desideri di mangiare qualcosa di gustoso. Il superamento sta nel cercare sempre conferma di quanto sia bello essere in forma.

Devo sempre fare affermazioni del tipo: “E’ importante essere magri! Quante persone in forma intorno a me! Com’è disgustoso essere grassi!”

Allora non avrò paura di passare accanto ad un ristornate o a una pasticceria; i profumi non mi attireranno perché i miei obbiettivi sono altri. Il mio desiderio non sarà più orientato verso il cibo ma a come essere magro. Vale a dire, devo cambiare l’angolo della mia concentrazione, il mio obbiettivo, per spostare l’attenzione da uno all’altro: dai cibi gustosi al corpo magro. Questo è tutto il concetto relativo al superamento di una difficoltà.
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Da Kab.TV “Una Nuova Vita” 27.05.2014

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Come può qualcuno vendere la felicità?

Dr. Michael LaitmanDomanda: Quando guardo la mia famiglia e il mio ambiente circostante, mi chiedo: “La depressione è il risultato di una mancanza di desiderio di comprare cose nuove o è creato da una mancanza di denaro?”

Potrebbe essere che se ci fossero più soldi, la felicità potrebbe ritornare, e sarebbe possibile continuare a festeggiare facendo altri acquisti. Tuttavia, ho notato un’altra cosa: la noia.

Risposta: Il mondo non ha il riempimento che una persona sta cercando, per ora. In passato, era sufficiente per noi vedere un film interessante, divertirsi e avere ospiti. Abbiamo vissuto in un modo più naturale e pensato che questo sarebbe andato avanti.

Tuttavia, la situazione è cambiata. Da un lato, i produttori non tengono conto del cambiamento nelle persone. Così, nelle sfilate di moda, gli stilisti inventano costumi che sono lontani dalla realtà. Si tratta di un’arte unica attraverso la quale loro vogliono trasmettere il loro parere circa l’individualità di una persona. I loro esempi sono adatti solo per le persone che pesano 90 libre, e sono alte sei piedi e mezzo.

D’altra parte, i desideri fondamentalmente sono cambiati e sono passati ad una nuova qualità. Invece di soldi, rispetto, controllo, educazione, e conoscenza, una persona vuole ora sapere ciò per cui sta vivendo. Si ferma, apparentemente a mezza età e comincia a riflettere su queste cose.

Questo desiderio viene da dentro; e non perché siamo improvvisamente diventati più intelligenti o filosofi. La Natura ci cambia in base al suo programma e pensiero, e non siamo padroni di questo.

Dobbiamo vedere questa tendenza, ma non abbiamo alcuna possibilità di cambiarla, di arrestarla, o rallentarla in qualche modo. Dobbiamo accettare che questo processo non solo continuerà, ma che si espanderà anche. Lo sentiremo più a fondo e sarà difficile per noi resisterli.

Se noi capiamo questo fin dall’inizio e reagiamo consapevolmente, allora i mezzi di comunicazione e della pubblicità a poco a poco ci cambieranno nella direzione di una maggiore flessibilità. Poi, andranno a perdersi con naturalezza. Nella situazione opposta, sono come due treni, ciascuno andando nella direzione opposta.

Vediamo come il mondo sta tornando ad una forma naturale e contrae naturalmente i suoi consumi. Questo è espresso più chiaramente nel settore finanziario. La carta moneta sta perdendo il suo valore. Tutto sta tornando verso l’uguaglianza naturale.
In altre parole, molto presto, il livello dei nostri consumi corrisponderà esattamente alla quantità di oro che abbiamo. Poi, sarà molto importante capire quale sarà la nuova forma di produzione e di consumo.

Siamo stati educati dalla pubblicità che le cose potrebbero presumibilmente renderci belli, rispettati e di successo. Questo significa che ci vendevano il piacere, e quali piaceri possono essere venduti ora ai nuovi desideri? E’ il piacere della connessione e dell’unità! Vestite una persona di intrattenimento o di creatività e si sentirà come la fonte del suo piacere.
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Da Kab.TV di “Una Nuova Vita” 2.10.2014

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Dr. Michael LaitmanDomanda: Ne consegue che tutta la forza per prevalere sta nel desiderio che vincerà in me?

Risposta: Se i miei genitori mi puniscono, costringendomi a fare i compiti, il mio desiderio di evitare i colpi diventerà più forte del desiderio di starmene calmo e tranquillo, e andrò a fare tutto quello che mi si richiederà.

Noi agiamo sempre in base al nostro desiderio. La sola domanda riguarda se è il mio desiderio che mi obbliga ad agire o è il desiderio di qualcun altro. Se questo desiderio cresce direttamente in me, allora lo realizzerò con piacere e non mi verrà richiesta di superare alcuna difficoltà.

Se capisco che il desiderio non è mio, allora si chiama coercizione. Alla fine, io compirò comunque l’azione che mi viene richiesta di mia volontà calcolando che altrimenti sarei punito o che non avrei né denaro né cibo. Ma si tratta del desiderio di qualcun altro, non di un mio vero desiderio, che mi costringe ad agire, e questa è la ragione per cui lo faccio senza gioia.

L’azione in se stessa non contiene alcuno sforzo per superare una difficoltà! Io faccio sempre tutto in base al desiderio: sia che si manifesti in me sia che mi spinga o mi costringa. Ma, il mio superamento delle difficoltà sta nell’ottenere dei buoni desideri che mi siano utili. Quindi, io li assorbo di proposito dall’ambiente.

Per esempio, i miei genitori volevano che diventassi un musicista. E così mio padre mi portava a vedere dei film sui musicisti. Voleva che fossi ispirato dalla loro vita, dalla loro gloria, dalla fama che dava loro il mondo, e voleva che anch’io diventassi come loro. Ma sola cosa che ricordo di tutto questo, è che alla fine concludevano tutti la loro vita e morivano, perché ero un bambino di 6-7 anni.

Usando questi esempi, i miei genitori volevano infondermi il desiderio di studiare musica, ma io non l’ho assorbito e ho sofferto molto quando studiavo in una scuola per musicisti. Questo ci mostra che il superamento di una difficoltà si applica ad una persona che capisce di averne bisogno. Una persona che capisce di non avere altra scelta, ed in questo modo supera il suo desiderio originale e ne acquisisce uno nuovo.
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Da Kab.TV “Una Nuova Vita” 27.05.2014

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Dr. Michael LaitmanDomanda: La nostra vita ci richiede di superare continuamente i nostri desideri, le paure, la rabbia, e le crisi finanziarie, personali e della vita familiare. Questa lotta inizia con la nascita.

Nel momento in cui nasce, un bambino deve già superare molto stress e pressione per uscire, e anche la mamma ha bisogno di superare la paura di partorirlo.

E così va avanti la vita umana dalla primissima infanzia. Mentre cresce, il bambino è costretto a superare le difficoltà fisiche e psicologiche. Anche per reggersi sulle sue gambe ed imparare a camminare, gli si richiede di superare un bel po’ di difficoltà.

La sua vita continua in questo modo fino alla fine: asilo, scuola, educazione, matrimonio, famiglia, bambini e lavoro. Tutta la nostra vita è un continuo srotolarsi di difficoltà con il relativo superamento delle stesse, e da questo processo è impossibile scappare. Perché la nostra vita funziona in questo modo?

Risposta: A dire il vero, la nostra vita è una catena continua che ci porta a superare qualcosa, e quando una persona finisce la forza per superare le difficoltà, muore. Tutta la vita è una lotta. Il processo preciso della nascita umana è la prima difficoltà da superare. Il bambino deve respirare, espandere i suoi polmoni e ispirare l’aria. Questa è la prima azione nel mondo dalla quale inizia il processo della respirazione: la compressione e l’espansione dei polmoni.

Queste azioni, pulsazioni, riguardano la nostra vita intera: respirazione, battito del cuore e metabolismo. Questi processi avvengono in noi inconsciamente, istintivamente, agli ordini della natura. La stessa cosa succede a livello inconscio dove agisce il mio desiderio. Infatti, io devo sopravvivere, e la mia vita sta in questa capacità di prevalere.

Se voglio vivere, devo vincere me stesso in ogni situazione sempre di più. La nostra natura è totale egoismo che cerca solamente la calma, la tranquillità, ma “tranquillità” significa tanto non fare niente, ma fare solamente quello che vogliamo.

Per fare quello che voglio, non voglio usare l’energia, l’energia spirituale. Tuttavia, utilizzo un’enorme quantità di calorie come un bambino che corre in una stanza e non è capace di fermarsi. Per lui si tratta di una situazione di tranquillità.

Noi gli diciamo, “Smettila di correre, siediti e stai fermo!” Però, lui non capisce quello che diciamo perché lui è calmo e tranquillo saltando e correndo. In altre parole, superare qualcosa non è semplicemente possibile misurabile con la visione esterna di una persona. Se una persona supera il suo desiderio e fa qualcosa che va contro il desiderio, questo si chiama superamento.

Poiché noi siamo fatti di materiale egoistico, di desiderio di godere, siamo dunque attirati in continuazione dai piaceri. Se sto godendo, non ha importanza se sto correndo o se sono disteso, sono calmo e tranquillo.

La domanda è cosa dovrei fare per agire contro il mio desiderio: uscire dal letto, andare al lavoro, lavorare duro, portare cose pesanti da un posto all’altro, fare soldi, portarli a casa e sfamare me e la mia famiglia?

Naturalmente, questo non è in accordo con il mio desiderio, quindi come faccio a vincermi? Lo faccio per parecchie ragioni. Sia la società che i miei genitori mi obbligano ad andare a scuola a studiare, poi a sposarmi, ad iniziare una mia famiglia, e a lavorare. Il desiderio dei miei genitori e della società è più forte del mio, e questa è la ragione per cui io lo osservo.

Oppure, improvvisamente, mi ritrovo in un ambiente che mi influenza e che cambia il mio desiderio. Per esempio, i miei genitori mi hanno mandato a frequentare un programma sportivo per bambini. Prima di allora, non mi piacevano gli sport, ma, vedendo i miei compagni di squadra, ho iniziato ad invidiarli, mi hanno colpito. Gli amici mi passano il loro desiderio, ed invece di sedermi al computer, inizio a correre e a fare sport con loro.

Ne consegue che posso prendere desideri e bisogni dall’ambiente. In questo modo cambio il mio desiderio per uno più grande che ho acquisito dall’ambiente, dagli amici, e posso impegnarmi in azioni a cui precedentemente non pensavo affatto.
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Da Kab.TV “Una Nuova Vita” 27.05.2014

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Una crisi delle connessioni familiari

Dr. Michael LaitmanIn genere, la natura ci obbliga ad avere connessioni estese allo scopo di creare l’ambiente stabile per una persona che lo accompagnerà per tutta la sua vita, indipendentemente dai processi e dalle situazioni che sperimenta.

Tuttavia, anche se capiamo le specifiche originali della natura, vediamo anche i nostri difetti che rendono impossibile resistere alle esigenze della natura e non permettono la costruzione di una vita normale, anche in termini puramente fisiologici.

Per quanto sembra, questo richiede un lavoro da parte nostra, lavoro duro che non è facile che sia inerente soltanto nella umana libertà di scelta. E la libertà di pensiero, parola, e azione, che rende possibile il costruire una vita indipendente, essa è particolarmente espressa nell’approccio giusto riguardante la famiglia. Di conseguenza, dobbiamo compiere ciò che non si attiva dentro di noi istintivamente tramite la nostra natura.

Devo essere fedele alla mia famiglia, leale e fedele al nutrimento e all’educazione dei figli finché sono capaci di stare in piedi da soli e cominciare a stabilire le loro famiglie. E secondo la tradizione ebrea, anche se una persona raggiunge l’età adulta a tredici anni e veramente diventa un adulto e indipendente all’età di venti, anche questo è relativo. Fino ad allora, la natura ci obbliga a prenderci cura di lui.

Oggi è difficile per la gente sostenere una famiglia per un tale lungo periodo. Ancora una volta questo testimonia la crisi in cui ci stiamo trovando.

Cinquanta o sessanta anni fa, i divorzi sembravano come un gran disastro. La gente discuteva tali casi come se fosse qualcosa di sorprendente e non comprensibile, come qualcosa di raro. Allora a patto che non vi fosse alcun accordo sociale su questo tema, i divorzi non erano facili e accettabili. Oggi è difficile anche immaginare ciò che sarebbe accaduto alla gente, per essere pronta per questo tipo di situazione.

Tuttavia, nell’ultimo mezzo secolo, la situazione è cambiata drammaticamente. Adesso la maggior parte delle coppie divorziano, la gente si sposa un paio di volte e fa crescere i bambini da diversi matrimoni. Questo non sorprende nessuno. A volte le donne preferiscono avere i figli senza un marito e generalmente non si vogliono sposare.

Quando mi presento davanti ad un pubblico, di 2 000 o 3 000, a volte chiedo “Quante persone singole sono presenti in quest’aula?” In questo modo essi prendono coscienza che fino all’ 80% dei partecipanti non si trova in un rapporto familiare. E si tratta di persone di età media compresa tra i 30-40 anni.

Dopo di questo chiedo: “Chi fra voi è pronto a sposarsi?” Allora la maggior parte di coloro che rispondono positivamente sono uomini, non donne, il che conferma che questo è vero. In qualche parte dentro, le donne non sentono un bisogno per famiglia e figli. Forse qualcosa manca ed è in qualche modo gravoso per loro, ma per decidere di sposarsi e cominciare a creare rapporti familiari, per sentirsi coinvolte e impegnate, è così difficile per il nostro ego crescente, che preferiscono rimanere single.

Si prendono cura di se stesse con una relativa facilità. Possono concedersi tutte le necessità. Specialmente nel nostro tempo, tante volte le donne lavorano meglio degli uomini. In aggiunta, sanno come gestire l’economia della casa. Anche se sono occupate, rimangono sufficientemente libere da tanti tipi d’impegni e sono aperte alle opportunità che offre il mondo moderno.

Sull’altro lato, non è così facile per gli uomini. Manca loro la cura femminile, si sentono un po’ più “sospesi nell’aria” rispetto alle donne, e tante volte non sono preparati a prendersi cura di loro stessi. Inoltre, anche loro vedono la famiglia come un onere, un giogo pesante. Se fosse possibile, l’uomo moderno preferirebbe la madre a sua moglie. La famiglia e i bambini con tutte le loro implicazioni non sono per lui.
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Da Kab.TV “Una nuova vita” 22.07.2014

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L’addomesticamento dell’ostinato

Domanda: Nel sistema di completezza, si dice che una persona può utilizzare i suoi attributi egoistici per il proprio bene e per quello degli altri. Come possiamo utilizzare attributi come l’invidia, la vanità, l’astuzia e l’ambizione?

Risposta: Solo per ingannare il nostro ego.

Durante lo studio dell’educazione integrale insegniamo come usare correttamente tutti i nostri attributi contro il nostro egoismo.

Ad esempio, è possibile utilizzare la nostra furbizia per ingannare il nostro ego e non un’altra persona. Dopo tutto, portiamo il nostro ego fuori e lo combattiamo, non per ucciderlo, ma per cambiare il modo in cui lo usiamo. L’egoismo in sé può essere un ottimo attributo.

Quando tutto il desiderio egoistico viene applicato a beneficio di tutto il resto, allora si trasforma in altruismo. C’è sempre un rovescio, un’applicazione a specchio.

Prendiamo l’odio come un esempio. Se si inizia a odiare l’ego nella sua manifestazione naturale di inconscio, all’improvviso scoprirai come ti controlla. Insieme a questo, l’odio contro l’ego cresce con tanta forza che sei pronto a tutto pur di trattenerlo. E, infine, cogliere il momento, di mettere una briglia su di esso con una dolce sensazione di vittoria, e stringere sempre di più.

Ma non uccidi l’ego. Quando comincia a soffocarti, accarezzalo dolcemente, addomesticalo, proprio come domeresti un cavallo selvaggio infuriato, oltrepasserà quel punto e comincerà ad obbedirti. Allora potrà essere facilmente utilizzato in modo positivo.
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Correzione della famiglia – La chiave per la correzione del mondo

Dr. Michael LaitmanSperiamo che tutti noi scopriremo la necessità per l’unificazione totale con la regola generale “Ama il prossimo tuo come te stesso”. Prima di tutto, è veramente possibile scoprire e comprendere questo stato.

Nonostante tutto, ci sono persone che capiscono il motivo della grande crisi mondiale. Esso non si è sviluppato da qualche parte. Piuttosto, è stato specificamente all’interno della persona, nel suo ego. Allora, dobbiamo preoccuparci del nostro ego che è cresciuto. Questa è la vera causa di tutti i nostri guai.

Il primo di questi è la mancanza di abilità nel creare una famiglia, la mancanza di una connessione reciproca naturale che è imperativa per la continuazione della vita. Se adattiamo le chiavi a questo problema, poi certamente possiamo correggere tutte le manifestazioni delle crisi che sono derivate da tali cause essenziali. Il recupero della famiglia è un’indicazione da quel centro in cui risolviamo il resto delle crisi aggiungendo sempre più, nuovi circoli sul territorio di influenza sano.

Così, ne consegue che il problema principale è un problema di formazione della persona, un’educazione che la guida a creare una connessione naturale tale e quale esisteva pochi decenni fa. Poi, tutti hanno capito che è necessario sposarsi, dare alla luce bambini, e preservare la famiglia.

Tuttavia, da allora, una transizione molto forte è accaduta verso lo stato opposto che abbiamo oggi. Non c’è più alcun impegno. Le persone divorziano facilmente, non vogliono far nascere bambini, e, in genere, non richiedono relazioni familiari. Questa è la vera crisi, un’inversione polare della natura latente originale nella specie umana.

Senza dubbio, la correzione del mondo deve prima essere concentrata e diretta verso la correzione della connessione familiare reciproca. Senza dubbio, ci sono delle moltitudini di motivi che possono essere riassunti da quell’ imperativo primordiale che una persona richiede una famiglia e vuole continuare l’esistenza della specie.

Se potessimo dare alle persone l’educazione giusta, le abilità a mantenere buoni rapporti – a mantenere un amore reciproco sollevandoli fino a mantenere rapporti sessuali puliti a livello umano, rispetto reciproco tra i membri della coppia e fedeltà l’uno all’altro – poi, certamente vedrebbero che in questo c’è più vantaggio che danno. Ovvero possiamo avere successo e porre un fondamento per la correzione di tutto il mondo.
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Da Kab.TV “Una Nuova Vita” 22.07.14

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Una transizione verso una famiglia unita

Dr. Michael LaitmanStiamo attraversando un periodo speciale. Se una volta la nostra natura era vicina alla natura dello stadio “animale”, e la vita obbligava una persona ad avere una famiglia, perché senza di essa era molto difficile provvedere a sé stessi, ora con l’aiuto di vari fondi e dello sviluppo tecnologico, siamo perfettamente in grado di essere solitari, e convivere uno con l’altro, non è nei termini del matrimonio, non come una famiglia completa.

E in questo periodo, mi raccomando ancora di sposarsi, fondare una famiglia, dotare ed equipaggiare la vita in questo modo, come ci viene richiesto dalla natura. A volte mi guardano un po’ stranno, come se chiedessi qualcosa di doloroso e indesiderabile.

Oggi, spingere una persona al matrimonio sembra ingiusto. Dopo tutto, tu gli imponi un tale fardello pesante e debilitante che lei non può sopportare.

D’altra parte, è così facile vivere da solo, essere circondato da elettrodomestici che eseguono lavori che precedentemente richiedevano grandi forzi. L’uomo accende l’aspirapolvere, getta le cose in lavatrice, va al supermercato, acquista cibi pronti, li mette in frigorifero o subito nel forno a microonde, sposta indumenti lavati nell’asciugatrice e persino tira un ferro da stiro, come una cosa inutile.

La vita quotidiana è ora molto più semplice rispetto a prima, ma non aiuta l’istituzione familiare. Dovrebbe essere un sollievo che tutti i tipi di dispositivi fanno per voi la maggior parte del lavoro in casa, che non è necessario lavare i pannolini per il bambino e cucinare per lui un pasticcio … È così facile e semplice – e pure così difficile.

Qui siamo di fronte ad un problema serio, e se vogliamo vedere il bene, un prospero futuro per l’umanità, che avanza (cammina) nel modo giusto, allora, ovviamente, dobbiamo, prima di tutto, prenderci cura delle persone stesse. Esse hanno bisogno di essere addestrate in generale, nelle questioni fondamentali e capire che cosa significa essere un umano, connesso con gli altri.

Dopo tutto, prima i nostri legami con la famiglia, con i genitori e figli, con l’ambiente nei luoghi di lavoro e nella comunità erano molto più facili. Le persone viaggiavano e volavano di meno, non cambiavano così spesso un luogo di lavoro e anche la professione. La vita la si passava spesso in un “angoletto”, in un piccolo segmento ed era meno dinamica, più statica, calma e stabile. Oggi, prendiamo atto che il ritmo è aumentato e segue molti cambiamenti, e perciò riteniamo che la famiglia sia molto opprimente.

Ecco perché per primo bisogna garantire il giusto insegnamento alle persone, per cambiarla interiormente, per far vedere a loro l’essenza di ciò che accade. E che non importa se la vita è cambiata, se veniamo fuori dalla natura, che ci incoraggiava a vivere in tribù, in famiglie, in villaggi, in città, non importa se il mondo intero è diventato come un luogo unico di avanzamento per tutti – e nonostante questo, dobbiamo compilare quello, che abbiamo perso. Prima abbiamo i rapporti naturali con la famiglia e i vicini, con la città, il paese – e ora noi dobbiamo compensare la loro assenza.

Senza questo l’uomo rimane derelitto, abbandonato, come se si fosse perso. Egli può allontanarsi dai genitori e quasi non chiamarli, e comunicare con gli amici di tanto in tanto e sopratutto attraverso Internet. In generale, il nostro ambiente di vita si trasforma in un ambiente virtuale. Nel web trovo compagnia per un’ora e spesso questo mi basta.

In generale, si tratta di una fase di transizione temporanea, che durerà fino a quando una persona non constaterà che il divario tra essa e l’ambiente si compensa da solo…

Ho iniziato la mia vita nel grembo di mia madre, ho continuato in braccio a lei, e poi sono andato all’asilo, a scuola – e tutti questi passaggi mi hanno aggiunto un “avvolgente” dell’ambiente in cui devo svilupparmi a tal punto da sentirmi come una parte integrante di esso, connesso al resto delle persone così come lo ero con mia madre attraverso il cordone ombelicale.

Idealmente, ogni espansione di questo ambiente, non deve arrivare da una rottura. Andando a scuola materna, non la faccio finita con tutto – al contrario, mi stanno insegnando di un legame ancora più stretto con nuovo ambiente, e in questa scuola materna mi sento come a casa, e a casa – come nella madre.

Poi il tempo passa, e mi connetto con l’ambiente scolastico sulla base di un buon rapporto tra dare e ricevere, così cordiale che mi sento qui, come attaccato al seno di mia madre, perchè stiamo strettamente saldati insieme nell’amore e nel riempimento reciproco. Alla fine, entrando nel mondo, continuo a lavorare con l’ambiente sul principio della compensazione reciproca dei collegamenti necessari, e ci sentiamo come un’unica famiglia.

In realtà, nella vita mi mancano solo tali sforzi compensativi – da parte mia verso l’ambiente e da parte sua verso di me.

Dal Programma 213 “Una Nuova Vita”, 22.07.2013

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Un cerchio è la forma di esistenza della società corretta

Dr. Michael LaitmanDomanda: Che cosa è richiesto per la realizzazione pratica del metodo di connessione?

Risposta: Abbiamo bisogno di studiare e avere esercitazioni pratiche di connessione, workshops, e tavole rotonde che portano all’unificazione del popolo. Dobbiamo sentire che è possibile scoprire la forza tra di noi che ci collega.

L’essenza del metodo è semplice: ci si deve sedere in cerchi e parlare di connessione, riguardo le motivazioni, dell’obiettivo dell’esistenza del nostro popolo, di chi siamo. La connessione ci alza sopra il nostro stato presente. Durante una discussione come questa, improvvisamente scopriamo all’interno del nostro cerchio un tipo di forza, calore, sentimenti condivisi ci appaiono e ci connettono insieme.

All’ improvviso sentiamo di essere vicini l’uno all’altro e dipendiamo gli uni dagli altri, come una famiglia e anche di più. C’è una sorta di filo all’interno che mi connette con te e te con me. E fili come questi sono tesi tra tutti. La rete interiore che fa questa connessione ci dà esperienze eccezionali e la sensazione di una vita nuova nella quale siamo connessi in un tutto unico.

Questa connessione ci alza a uno stato unico elevato. Vogliamo rimanere in quella, a proteggere questo spirito che ci rende possibile superare questa vita. Tutta questa vita acquisisce una nuova forma. La saggezza della Kabbalah ci spiega come ottenere questa unità allo scopo di sentire, nel nostro potere di unificazione, l’elemento superiore che è pronto a cambiare tutto nel nostro mondo.

Se proviamo a scoprire questa forza di unificazione fra noi, poi scopriamo la forza superiore che è pronta a guarire tutta la sgradevolezza e i problemi nella nostra vita individuale e nella società, nell’economia, nella politica, e a mettere ordine nel mondo intero.

Cominciamo a irradiare questa forza di unificazione e il mondo intero cambierà il suo atteggiamento verso di noi. Questo perché specificamente tutte le nazioni del mondo sono rimaste in attesa per questo dal popolo ebraico. Come prova, è possibile portare una moltitudine di affermazioni: sia quelle dei saggi ebrei che quelle degli antisemiti.

Ne consegue che nulla più è necessario oltre l’unificazione. E la saggezza della Kabbalah, che è la saggezza di connessione e unificazione, deve aiutarci con questo. Così è stato rivelato ai nostri giorni.

Allora venite, impariamo come ottenere l’unificazione della società intera. E in pratica questo si riassume nel lavoro in cerchi e con lo studio di domande essenziali come queste: “Chi è un uomo? Che cosa è la connessione? Come avanziamo? Qual è lo scopo della creazione? Qual è la missione del popolo di Israele in relazione al resto dei popoli? Qual è il motivo dell’antisemitismo? Come si fa a guarire l’intero ego collettivo comune e quello che si trova personalmente in ognuno, com’è tutto il male del mondo corretto?”

La gente impara tutto questo nei cerchi; si chiariranno insieme scoprendo il potere di unificazione che guarirà tutto il male. Questo deve diventare il lavoro permanente del popolo d’Israele, la nostra missione internazionale, fino a raggiungere la connessione completa.

Ogni giorno, anche più volte al giorno, per quanto possibile, una persona deve partecipare in una discussione come questa in un cerchio. Ci sono tante persone disoccupate che hanno tempo libero, ed è possibile organizzare discussioni di questo tipo in posti di lavoro, nelle scuole, e in tv per quelli che rimangono a casa.

Il cerchio nel quale la gente discute tutti i propri rapporti diventerà la forma d’esistenza della società corretta: nei nidi, a scuola, a lavoro, fra i pensionati. Tutta la gente imparerà come svolgere i propri obblighi rispetto al resto delle persone: per correggere, per unire loro stessi in un popolo, e dimostrarsi un esempio per tutta l’umanità.

Poi tutta la gente cambierà immediatamente il proprio atteggiamento nei confronti di Israele e verso il popolo ebraico e noi diventeremo veramente una “Luce per la nazione” un “regno di sacerdoti e una nazione santa.” Diventeremo insegnanti per il mondo intero.
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Da Kab.TV “Una Nuova Vita” 2.09.2014

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L’arte dell’equilibrio

Dr. Michael LaitmanDomanda: Qual’è la definizione assoluta di bene e male?

Risposta: Bene è equilibrio, armonia e interezza di tutte le parti della natura. Il male è l’opposto, una mancanza di equilibrio, mancanza di interezza, eruzioni di una sola forza che portano a guerre e disastri.

In altre parole, il bene senza il male non è una situazione positiva. Sembra apparentemente che un giorno di sole sia meglio di uno di pioggia, ma se questo viene portato a livelli estremi, questo calore brucierà tutto.

E così tutto quello che è bene è nascosto nell’equilibrio. Questo significa che devo mantenere l’equilibrio su i tre livelli della mia esistenza: corporale (animale), umano e spirituale. Il livello corporale è quello relativo alla salute, all’economia della casa, all’alimentazione salutare, al sesso salutare, alle relazioni salutari nella famiglia. Noi dobbiamo insegnare tutto questo alle persone, visto che loro, a differenza degli animali, non ereditano queste caratteristiche come istinti.

Il livello umano è la mia relazione con la società, con l’ambiente. Il livello spirituale è la mia aspirazione spirituale: il mio obiettivo nella vita, la mia percezione della realtà, come immagino quello che è superiore. Questi tre livelli richiedono un equilibrio complessivo.

Domanda: Come si può descrivere l’equilibrio del livello umano nelle relazioni con l’ambiente?

Risposta: Non sentiamo le divisioni tra di noi, apparteniamo ad una comunità unificata, ad un solo corpo umano; siamo connessi in un unico sistema. E tra di noi desideriamo instaurare delle relazioni equilibrate di mutua cooperazione.

In sostanza nulla ci separa, siamo un solo insieme. Dipendiamo gli uni dagli altri e non sentiamo nemmeno questa dipendenza, visto che tutte le risposte alle mie richieste arrivano subito, immediatamente fornendomi tutto quello che manca, ed io stesso fornisco agli altri con gioia quello di cui hanno bisogno.

Questo è chiamato equilibrio nella società umana, questa è l’interazione reciproca basata sulle due forze opposte che ci sono in tutte le persone. Una è rivolta a tutti e l’altra verso uno solo. Dobbiamo raggiungere questo.

Domanda: Ed allora qual’è il modo per ottenere questo? Come possiamo mantenere la giusta direzione verso questo fine?

Risposta: Prima di tutto, dobbiamo studiarlo. Se cerco di organizzare la mia vita nella famiglia e negli altri ambienti in questo modo, inizierò a sentire equilibrio, armonia tra di noi e con l’ambiente. E di li a poco viene rivelata una certa specie di potere condiviso, il buono che fa il bene.

Da un certo punto di vista lo creiamo, ma d’altra parte è qualcosa di latente nella natura, sopra di noi. Da questo ne deriva che non creiamo il potere in se stesso, ma le condizioni per poterlo scoprire. E poi di potersi collegare ad esso: ci riempie e noi lo costruiamo e creiamo, sempre di più, sino a che c’è completa armonia tra noi e questa forza. Questo è il fine, ed è chiamato il “bene perfetto”.

Domanda: Questo significa che la mia “bussola” è la forza buona che si trova in tutte le connessioni ed interazioni tra me e l’ambiente?

Risposta: E’ precisamente tra di noi. Noi diventiamo uguali, come se sparissimo, lasciando un solo desiderio e questo mantiene l’equilibrio di tutta l’armonia e l’unità.

E secondo questo stato generale integrale tra di noi, posso definire il concetto di bene e male. Chiamo l’equilibrio “bene” e la mancanza di equilibrio “male”.

Ripeto, la cosa principale è raggiungere l’equilibrio con l’ambiente immediatamente circostante, con la connessione e la mutual collaborazione. In questo caso “più” e “meno” si incontrano, il dare ed il ricevere, come uno scambio di materia, solo che qui si scambiano i sentimenti e le relazioni che si sviluppano. E’ la stessa cosa che succede nel livello inanimato, vegetale ed animale ma già ad un livello mentale e spirituale.

E su di questo livello, sviluppiamo dentro di noi un “senso” del male, la capacità di riconoscerlo sulla base di un righello universale: l’equilibrio tra le persone, l’amore reciproco, la connessione – tutto questo è bene. E l’allontanamento dall’unità, la distanza da essa, questo è male.

Questo è quanto deve diventare la base dell’educazione dell’uomo modern. Questo essenzialmente per via del fatto che non ha bisogno di altro oltre a questo. Questo gli porterà il successo nella vita.
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Da Kab.TV “Una Nuova Vita” 10.4.2014

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