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Cosa si può fare con i disoccupati?

L’interconnessione tra gli uomini si basa in primo luogo sul raggiungimento di una reciproca posizione di omeostasi, cioè di equilibrio. Che genere di equilibrio? Che tutti noi non consumiamo più di quello di cui abbiamo bisogno. Potremo quindi avere a disposizione la metà del tempo che adesso passiamo a lavorare. Potremo così svolgere il lavoro di cui gli uomini hanno veramente bisogno.

Per esempio se producessimo dei frigoriferi o delle lavastoviglie, cioè strumenti necessari, utili e normali. Se domani dovessimo inventare un sistema che consumi meno energia, sostituiremmo il vecchio frigorifero con un modello nuovo. In altre parole, tutto deve essere orientato verso il risparmio energetico e materiale.

Tutte queste cose possono essere prese in considerazione solo basandosi sull’equilibrio. Noi dovremmo eliminare dalle nostre vite tutto ciò che disturba il nostro equilibrio, il non necessario. In questo modo il 50-60% degli uomini diventerebbero dei disoccupati, e questa è una gran cosa! Infatti, essi non avvantaggerebbero il resto degli uomini non lavorando.

Però, questi uomini, in che modo penseranno alle loro necessità? Lo faranno nello stesso modo in cui lo fanno tutti gli altri. Noi procureremo solamente le cose di cui ognuno avrà bisogno. Oggi ci procuriamo delle cose che superano di venti volte le nostre reali necessità. Allo stesso tempo, la metà dell’umanità muore di fame. Se facessimo come abbiamo detto, produrremmo l’esatta quantità di beni di cui abbiamo bisogno, in modo che nessuno muoia di fame.

Dite che non sia possibile? Beh, lo è! Cosa otterremo da questo cambiamento? La metà della giornata lavorativa sarà libera. E cosa ne faremo di questo tempo? Finiremo con l’ucciderci a vicenda? No, non lo faremo ma faremo una cosa molto semplice: studieremo un modo per creare l’equilibrio tra noi e la natura. Ed è qui che i metodi dell’educazione di massa torneranno utili.

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(Da un discorso sul Sostegno Reciproco del 25.09.2011)

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Brzezinski predice sommosse negli USA

L’Opinione: (Zbigniew Brzezinski, ex Consigliere della Sicurezza Nazionale del Presidente Jimmy Carter, esperto in scienze politiche): “Zbigniew Brzezinski ha predetto che il malcontento della classe media, causato dalla privazione dei diritti economici, presto colpirà l’America.

“’Non voglio essere profeta di sventura e non penso che ci stiamo avvicinando alla catastrofe, ma penso che stiamo per scivolare verso intensificati conflitti sociali, ostilità sociale, qualche forma di radicalismo; più precisamente si sta creando la percezione che questa non sia una società equa”, dice Brzezinski, aggiungendo che la ribellione civile inizierà quando la classe media più bassa sarà gravemente colpita dalla ricaduta economica e dall’aumento della disoccupazione”.

“L’ex Responsabile della Sicurezza Nazionale predisse ‘rivolte internazionali molto gravi’ come risultato del fatto che Stati Uniti, Europa e Giappone, i tre tradizionali pilastri della forza economica globale, stanno lottando contro profonde crisi finanziarie”.

“Questa tuttavia, non è certamente  la prima volta che Brzezinski abbia espresso la preoccupazione che l’aumento della rabbia, causata da una privazione dei diritti sociali ed economici, possa minacciare la struttura di potere esistente.

“Brzezinski ha avvisato riguardo un ‘risveglio politico globale’ comprendente principalmente i giovani degli stati in via di sviluppo, che hanno minacciato di rovesciare l’ordine internazionale esistente.

“Brzezinski ha spiegato ai membri dell’élite: ‘Per la prima volta nella storia umana, quasi tutta l’umanità è politicamente attiva, conscia e interattiva; l’attivismo globale risultante sta generando un sollevamento nella ricerca della dignità personale, del rispetto culturale e delle opportunità economiche, in un mondo penosamente segnato dal ricordo di dominazioni coloniali straniere o imperialiste'”.

Il mio commento: Solo la creazione della “tavola rotonda” in ciascun paese, dove i pressanti problemi della società saranno discussi apertamente con gli scienziati, i politici, gli economisti e i rappresentanti dei diversi settori della società, quando tutti loro si riuniranno per risolvere i problemi comuni come i membri di una famiglia, si ridurrà la pressione sociale che minaccia di sfociare in sommosse, in una guerra civile e anche peggio.

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Il piano in sette punti per salvare la zona Euro

Opinione: (George Soros, investitore miliardario):“‘Il mio piano in sette punti per salvare l’Euro zona …'”

Il mio commento: Certo, gli esperti come lui possono discutere, criticare e approvare questi punti. Ma anche se questi fossero completamente accettati, il declino economico dell’Europa sarebbe solo accelerato, in quanto non contengono una sola parola su come correggere la vera causa della crisi: la discrepanza tra uomo, società ed il mondo unificato.
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Gli americani chiudono i conti

Messaggio: Migliaia di americani hanno preso la decisione di chiudere i conti nelle banche come gesto di protesta contro il sistema bancario. 60.000 persone hanno sostenuto la protesta su Facebook, in quattro settimane 650.000 persone hanno già trasferito i soldi dalla sfera bancaria ai crediti cooperativi.

L’organizzatore dell’azione annuncia il rifiuto del sistema bancario con il quale gli investitori sono obbligati a fare pace con l’innalzamento degli oneri, oppure con le difficoltà nel ritiro dei soldi.

La partecipazione ad un’azione del genere non richiede ai cittadini di uscire per strada con i cartelli e gli slogan. Tutto ciò che si chiedeva loro era di trasferire tutti i soldi dalla banca (proprio le banche, secondo il parere dell’organizzatore dell’azione, sono le colpevoli della crisi finanziaria negli USA e nel mondo) ai crediti cooperativi (Credit Union’s), che sono organizzazioni non commerciali auto controllate.

Dopo aver fatto questo, segue la chiusura dei conti in banca e l’interruzione dei servizi imposti.

Il mio commento: Noi seguiamo nuovi tipi di rivoluzione e l’innalzamento della coscienza della popolazione ci porterà in conclusione al riconoscimento dell’unico motivo della crisi che si trova dentro tutti noi, bisogna cambiare e controllare proprio noi stessi. Per adesso vediamo l’egoismo negli altri, ma presto verrà riconosciuto come comune a tutti noi e dovremo iniziare a liberarcene.
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L’Europa deve sparare sulla crisi

Opinione: (N. Roubini, economista, capo Roubini global economics LLC):
Temo che la situazione possa andare fuori controllo. E’ necessario accorrere in aiuto con non meno di 2 miliardi di Euro, e per questo non possiamo aspettare altri tre mesi, ma dobbiamo farlo nelle prossime settimane.

Il problema non è che la Grecia sia insolvente, ma che la crisi possa avere influenza sulle grandi economie europee come l’Italia e la Spagna che sono paesi troppo grandi per consentire un crollo, ma sono altrettanto grandi per poter essere salvate. L’Italia e la Spagna hanno già perso la fiducia dei mercati per i problemi di liquidità. L’eurozona deve fare una scelta: optare per l’integrazione economica, integrazione finanziaria e politica unita oppure affrontare la disintegrazione.

Ben presto, il mondo affronterà una nuova depressione finanziaria. Questo può portare ad un ulteriore rallentamento della crescita globale. Solo pochi mesi fa ho pensato che una “PERFECT STORM” (tempesta perfetta) sia attesa per l’economia globale nel 2013. Ma ora sta cominciando a prendere slancio la debolezza economica degli Stati Uniti, della zona Euro e del Regno Unito. Pertanto si potrà arrivare ad una nuova recessione ancora prima di questo termine.

Il mio commento: Per arrivare ad una conclusione del futuro bisogna prendere in considerazione tre modi di muoversi:
-Attendere fino a quando l’evento non si manifesti in modo chiaro;
-Un intervento d’aiuto;
-Mancanza d’aiuto.

Anche se il futuro non è chiaro e ci sono diverse opinioni, deve esserci una comprensione delle tendenze nel nostro movimento: lo sviluppo del genere umano giunge alla sua piena integrazione. Anche se questa tendenza verso l’unità è contraria al nostro personale e nazionale egoismo, dobbiamo accettare il fatto che sia necessaria per il miglioramento e prendere le conseguenti decisioni.

L’unità d’Europa è parziale perchè è dovuta alla paura di una guerra e non per un desiderio di integrazione; ma oggi non è solo l’UE, il mondo intero dovrebbe prendere in considerazione la necessità di integrazione, in conformità all’evoluzione della società umana. Siamo di fronte al fatto che l’integrazione dell’umanità stia sorgendo come modello successivo e non si può non prendere in considerazione questo fatto.

Ogni giorno che passa siamo sempre più vicini e siamo obbligati a ricostruire il nostro rapporto su tutti i livelli. In caso contrario, avverrà il crollo di tutta l’umanità, in tutte le sue relazioni e istituzioni. L’Europa dovrebbe essere per noi un esempio.
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Una gara senza vincitore

Domanda: Oltre a tutto, dobbiamo stabilire contatto con gli economisti, ma loro sono guidati da specifici modelli computazionali. Noi non abbiamo ancora sviluppato un nostro modello economico. Su quali assiomi dovrebbe basarsi?

Risposta: Prima di tutto dobbiamo accettare come dato di fatto che il modello capitalista degli ultimi 70-80 anni sia arrivato alla bancarotta. Per diversi motivi non è più possibile una corsa per i beni di consumo e per i servizi: le risorse sono esaurite, l’ambiente è contaminato e prima di tutto, il sistema non funziona più. Vediamo chiaramente che va contro lo sviluppo della Natura. Non è realistico continuare ad aumentare la produzione e il consumo ; al contrario, la tendenza  delle attività di mercato è in ribasso (movimento verso il basso).

Vogliamo ancora di più, ma questo non funziona. La società umana si sta sviluppando nell’altra direzione, verso l’unità, e assolutamente non nella direzione in cui la nostra guida dovrebbe essere un economista egoista. Non può essere fatto niente, nonostante quello che pensano,  si sta sviluppando tutto in maniera diversa.

Come risultato ci troviamo in crisi, anche se in realtà non è una crisi ma un punto morto. Il nostro modo di pensare, come un punto morto, ci mette in una situazione senza speranza. Dobbiamo quindi aprire gli occhi e realizzare che la Natura prende un corso diverso ed ha il proprio programma, e non la fermeranno i nostri piani opposti. Un ragazzo ostinato a volte viene lasciato libero di fare quello che vuole, in modo che possa imparare dai propri sbagli e trovarsi davanti ad un punto morto. L’umanità adesso si trova nella stessa situazione.

Noi dobbiamo mostrare l’evidenza supportata dalla Natura stessa: dobbiamo essere in equilibrio con lei, cioè dobbiamo abbassarci al livello dell’economia bilanciata. Dobbiamo  “scendere dall’albero” gradualmente e andare in una direzione completamente diversa, costruire un nuovo paradigma e attraverso questo prisma, vedere la vita, noi stessi, l’istituzione familiare, l’impiego, ecc.

Prima di tutto non c’è nessun bisogno che la gente lavori 8-10 ore il giorno. A cosa serve? Guardate quello che sta succedendo ai nostri ragazzi, per loro è molto meglio rimanere con le proprie madri. E’ stato così in tutti i tempi, e soltanto negli ultimi cento anni le popolazione rurali si sono spostate, sia gli uomini che le donne, verso le città e le fabbriche. Liberate le persone da questo gioco.

Allora i ragazzi avranno una buona educazione supportata da televisione e internet “corretti”. Le madri passeranno finalmente più tempo con loro invece che mandarli a scuola a tempo pieno. È una cosa buona lasciare un bambino di uno o due mesi fuori di casa dalla mattina alla sera? A cosa serve? Quanto fa bene? Chi ne guadagna? Miliardi di guadagni per i ricchi, oltre all’incrementare dei loro conti bancari, per danneggiare tutti e al tempo stesso smettere di darci piacere.

Dobbiamo quindi costruire una nuova percezione del mondo, una nuova prospettiva di vita: tutti lavorano il necessario per l’equilibrio sociale e non per una “prosperità” imposta. La vera prosperità riflette il fiorire delle nostre relazioni, con un sentimento di pienezza della vita e non un’estenuante competizione. Abbiamo avuto abbastanza competizione tra di noi per dei premi immaginari che si sciolgono nelle nostre mani.

È necessario portare tutti “giù per terra” in maniera cosciente e ponderata con l’aiuto dei nuovi bambini, per fargli mettere fermamente i piedi per terra, dopo questo periodo prolungato nel quale abbiamo tenuto le nostre teste in nuvole piene d’illusioni. Se non lo faremo, ci sarà uno scoppio e ci troveremo ad imparare attraverso i problemi e le sofferenze. Perciò è meglio dare inizio ai cambiamenti attraverso l’educazione e cerchiamo di alleviare i colpi che la società dovrà passare.

Non abbiamo altra scelta: la nuova economia ci deve abbassare gradualmente ad un livello di consumo equilibrato.
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(Dalla quinta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 21.10.2011, “Un comandamento”)

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A breve inizierà una crisi colossale nell’UE

Opinione: (V.Belov, coordinatore dell’Istituto europeo RAN-Accademia Russa delle Scienze): Tra pochissimo in Europa inizieranno eventi colossali, collegati alla crisi della zona Euro. Io penso che vedremo questo da subito, saremo testimoni di questi eventi praticamente già da adesso, entro la fine dell’anno. L’Europa non ha più tempo. Eventi importanti toccheranno i rapporti con l’Euro e con la zona Euro.

Guardiamo l’essenza del problema: l’Euro zona è un’economia di diciassette paesi che è composta non solo da varie grandezze, ma anche da diverse realtà produttive e dalla concorrenza economica, questo in essenza fa crollare un’unione del genere. Se per il nord è importante l’esportazione delle merci con un alto valore aggiuntivo del prezzo, per il sud invece è importante l’esportazione dei prodotti alimentari, agricoli, del turismo e degli immobili.

Il mio commento: La salvezza si trova solo nel portare tutte le economie verso un’unica forma, un’economia basata sulla produzione ragionevole e di consumo, sulla quale non ci sia un’aggiunta di prezzo, ma che tutto venga calcolato soltanto su ciò che riguarda la necessità basilare della popolazione europea e poi anche di tutto il mondo. Finché non cambieremo i nostri rapporti come se fossimo un’unica famiglia, invece di pensare a farci concorrenza, non usciremo dalla crisi e ci avvicineremo alla guerra mondiale.

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È fallito il capitalismo occidentale?, Parte 2

Opinione: (Lord Desai, Membro della casa dei Lord, emerito professore della Scuola di Economia di Londra): “Il capitalismo è vivo e sta bene, ma non nelle regioni occidentali – è emigrato a est.”

“Il capitalismo russo è qualcosa di vecchio e ha bisogno di una riparazione urgente, ma lo spirito del capitalismo – prendersi dei rischi, risparmiare, investire e duro lavoro – tutte quelle virtù sono emigrate e vivono felicemente e al riparo in Cina, India, Indonesia, Korea e Giappone – le nazioni che non hanno mai pensato di poter uscire dalla povertà.”

“Il capitalismo occidentale ha avuto probabilmente mezzo secolo di sovrastimata indulgenza –prosperità continua, alta occupazione, crescita quasi assicurata – e quello a sua volta ha significato che i nostri costi siano andati in su e la manifattura industriale sia emigrata fuori, mentre la finanza ha provato a essere un’amicizia incostante.”

“Dobbiamo ripensare il nostro modello, i nostri valori, dobbiamo acquisire virtù fuori moda, poiché il capitalismo non andrà più veloce.”

“Se l’Asia ha un capitalismo energico e vigoroso e noi abbiamo un capitalismo stanco e vecchio finiremo per pagare un prezzo molto alto e commerceremo la nostra prosperità con la loro .”

“Cambia la sua forma, emigra, è totalmente globale. Adesso comprendiamo finalmente cosa significa globalizzazione – significa che siamo semplicemente importanti come tutti quanti. Se non lavoriamo duro, perderemo la nostra importanza.”

“Questa è la lezione del mondo contemporaneo.”

“Il capitalismo vive attraverso la crisi. È cosi che si rinnova e rinvigorisce se stesso.”

“Per nostra sfortuna, il capitalismo si è rinnovato emigrando a est. Siamo agli sgoccioli e dobbiamo fare qualche cosa per tirarci fuori dalla crisi, ma quello deve essere nello spirito del capitalismo, e non contro di esso.”

Il mio commento: Qui l’economista non vede la fine del precedente stadio dello sviluppo, non soltanto dell’economia, ma della società nel suo insieme, ma vede piuttosto una crisi temporanea. La causa di questo sbaglio è che le persone non sono familiarizzate con il piano generale della natura, che può essere rivelato totalmente unicamente attraverso la saggezza della Kabbalah. È per questo che la Kabbalah ha tanti oppositori, ma gradualmente, mentre la società si sviluppa, loro vedranno la luce.
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La Crisi Finanziaria ha prosciugato la forza del mondo

Nelle Notizie (tratto da World Economic Forum’s Global Risks 2011, Sesta Edizione): “La crisi finanziaria ha prosciugato la capacità del mondo di affrontare gli shock. La frequenza e la gravità dei rischi per la stabilità globale si sono amplificate, mentre l’abilità dei sistemi di governo globale di affrontarli non l’ha fatto. Queste sono le conclusioni del Rischi Globali 2011 del World Economic Forum, lanciato [il 12 gennaio 2011] . . .

“Il Rischi Globali 2011 conclude che tre gruppi chiave di rischio stanno creando significative passività per il decennio a venire:

Rischi macroeconomici: la crisi finanziaria globale fu costruita su debolezze strutturali di più lungo termine nell’economia globale. Squilibri macroeconomici, crisi fiscali nelle economie sviluppate, enormi debiti sociali privi di fondi e mercati finanziari deboli formano un nodo complesso di rischio economico.

“L’economia illegale: più numerosi stati falliti e fragili, livelli crescenti di commercio illecito, crimine organizzato e corruzione formano un legame di rischio criminalità. Un mondo collegato in rete, errori nel governo e disparità economica creano opportunità per il prosperare dell’illegalità.

“Limiti delle risorse per la crescita: il mondo affronta difficili limiti al più basilare livello in termini di acqua, cibo e energia. L’aumento delle popolazioni e dei consumi e il cambio del clima guidano questa sfida, mentre l’interconnessione tra questi problemi rende difficile la risposta.

“ ‘I sistemi del Ventesimo secolo stanno fallendo nel gestire i rischi del Ventunesimo secolo; abbiamo bisogno di nuovi sistemi di rete per identificare e affrontare i rischi globali prima che essi diventino crisi globali.’, ha detto Robert Greenhill, Amministratore Delegato e Chief Business Officer al World Economic Forum.

“L’interconnessione e la complessità dei problemi significa che abbondano conseguenze inattese, e che i tradizionali meccanismi di risposta al rischio spesso spostano semplicemente il rischio su altri azionisti o parti della società.”

Il mio commento: Gli studi mostrano che noi esistiamo nel nuovo sistema delle relazioni sociali. Noi non siamo capaci di comprendere questo sistema, figuriamoci gestirlo. Ma in questo caso, il nostro futuro è imprevedibile, e noi non sappiamo cosa fare in ogni momento. Ecco perché è meglio per noi non agire del tutto finché non impariamo questo sistema .

Tuttavia, durante il periodo che si è esteso dall’inizio della crisi (il Club di Roma ne divenne consapevole negli anni Sessanta), noi non abbiamo compreso la natura dei cambiamenti nel nostro mondo e nella nostra società. Noi ci sentiamo sempre più come ciechi in uno spazio sconosciuto. Ci mancano i sensi per comprendere la nuova rete di relazioni tra parti del mondo e della società differenti.

Definiamo questo nuovo sistema di relazioni come globale e interconnesso, ma noi stessi non siamo stati creati in un tale sistema e non vi siamo adattati internamente. La ragione è che non siamo in grado di comprendere il nuovo mondo, figuriamoci governarlo.

Tramite la forza d’inerzia, noi vogliamo applicare le leggi del vecchio mondo al nuovo mondo.

Le leggi del nuovo mondo sono le leggi della garanzia reciproca. Noi le conosciamo dalla Kabbalah. Questo è il motivo per cui viene rivelato nei nostri tempi. Finché il mondo non familiarizza con queste leggi, la crisi va avanti…
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Sul capitalismo oggi

Opinione: (Chandran Nair, fondatore e capo esecutivo dell’Istituto Globale per il domani di Hong Kong): “E’ importante capire che i principi fondamentali del capitalismo –che gli esseri umani sono razionali e che i mercati si comportano razionalmente, e che i mercati assegneranno i prezzi – si sono incrinati. È altresì importante capire le radici del capitalismo moderno.”

“Si potrebbe argomentare che la schiavitù sia stato il primo tentativo per avere risorse sottovalutate. Quando la schiavitù fini, ci fu il colonialismo, che a sua volta fu ancora un tentativo del modello capitalista per avere risorse economiche. Con la fine delle colonie, abbiamo la globalizzazione, argomento di crescita economica e dopo, la globalizzazione della finanza.”

“Quello che abbiamo bisogno di riconoscere oggi, è che adesso il mondo è un luogo molto diverso a quello che era 100 anni fa, quando c’erano due miliardi di persone.”

“Quel gioco è finito e abbiamo bisogno di una ristrutturazione fondamentale – essenzialmente su come devono vivere le persone, e dobbiamo spostarci oltre nozioni semplici sulla crescita verso discussioni più sofisticate e sfumate sul progresso umano.”

“Questo non è possibile ed è qui dove il capitalismo ha essenzialmente battuto contro il muro, e una conversazione molto diversa deve essere fatta.”

Il mio commento: La mancanza di risorse nel mondo, da una parte, e la naturale aspirazione di crescita dall’altra, ci lasciano soltanto l’opportunità di un riempimento illimitato: la soddisfazione senza acquisizioni materiali. È possibile suscitare questo desiderio attraverso la corretta educazione dei cittadini. Il sogno di tutti diverrà vero attraverso il riempimento non materiale.
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