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Roubini a Davos

Problemi (WEF-Davos, N. Roubini): Disordini sociali sono direttamente correlati all’incertezza economica. Oggi collega tutti l’instabilità dell economica mondiale, la disuguaglianza, la povertà e la disoccupazione. Debiti portano a tagli nei bilanci, aggravando la recessione.


225 milioni di persone in tutto il mondo sono disoccupati. 1 su 3 persone nel mondo sono poveri o disoccupati. 1% delle famiglie del mondo possiede il 40% della ricchezza globale. Profitti delle imprese in percentuale del PIL sono ai massimi storici. La politica attuale porterà ad esplosioni.

L’economia di bilancio, progettato per risolvere il problema del debito, aggrava soltanto la situazione.

Come risolvere tutto: Più sindacati, più potere ai lavoratori, più investimenti nelle risorse umane, nell’infrastrutture, redistribuzione del potere nella società – il potere per lavoratori, norme obbligatorie per le imprese, l’insediamento di disuguaglianza dei redditi di lavoratori e dirigenti, il coraggio sulla questione della regolamentazione finanziaria.

Il mio commento: Se questo non viene risolto sulla base dell’ educazione integrale, nessun buon piano sara’ realizzato. Dopo tutto, essi consistono in punti di “garanzia mutua“, che è impossibile senza cambiamento della consapevolezza del nuovo mondo unito.
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25 punti sulla crisi dei Baby Boomers che sta arrivando

Nelle Notizie: (Da Economic Collapse Blog): Per decenni siamo stati avvertiti che quando i Baby Boomers avessero iniziato ad andare in pensione, questa nazione si sarebbe trovata ad affrontare una crisi sul pensionamento senza precedenti. Bene, signore e signori, quel giorno è arrivato. Dal primo gennaio i Baby Boomers hanno cominciato a pensionarsi e più di 10000 di loro si pensionerà ogni singolo giorno di alcuni anni a venire. Alcuni di loro non hanno risparmiato denaro a sufficienza per il pensionamento. Allo stesso tempo, i piani di pensionamento del settore privato stanno fallendo dappertutto. Centinaia di piani di pensionamento locali e statali, da costa a costa, sono tristemente senza fondi, e il sistema della Sicurezza Sociale e sulla via di un completo e totale disastro. Un’ondata massiccia dell’umanità sta arrivando al pensionamento in un momento storico nel quale l’economia degli Stati Uniti sta arrivando alle cuciture.

“I seguenti 25 fatti sono amari e dolorosi sulla crisi del pensionamento dei Baby Boomers che colpirà la tua mente…

1. In base all’Istituto di Ricerca sul Profitto dell’Impiego, il 46% dei lavoratori americani ha risparmiato meno di $10000 per il pensionamento, mentre il 29% ne ha risparmiati meno di $1000.

2. Secondo un recente scrutino condotto dagli americani per un pensionamento sicuro, l’88% è preoccupato di poter ‘mantenere uno stile di vita confortevole dopo il pensionamento’. L’anno scorso la percentuale era del 75%.

3. Uno studio condotto nel Centro del Boston College per la Ricerca sul Pensionamento, ha trovato che i lavoratori americani hanno un deficit di “6.6 trilioni per garantirsi un pensionamento confortevole.

4. Oggigiorno, uno su sei anziani americani vive sulle soglie della linea federale della povertà.

5. L’1 gennaio del 2011 i primi Baby Boomers hanno cominciato a pensionarsi. Per i prossimi 20 anni più di 10000 Baby Boomers continueranno a pensionarsi ogni giorno.

6. Per il momento, solo il 13% degli americani ha 65 anni o di più. Nel 2030 il numero toccherà il 18%

7. In questo momento ci sono circa 40 milioni di pensionati. Nel 2050 il numero sarà presumibilmente aumentato a 89 milioni.

8. Nel 1991 metà degli americani prevedeva di pensionarsi prima di arrivare all’età di 65 anni. Oggi il numero si è ridotto al 23%

9. Secondo una recente inchiesta, il 74% degli americani spera di poter continuare a lavorare dopo il pensionamento.

10. In base a un’inchiesta dell’AARP dei Baby Boomers, il 40% pensa di lavorare “fino a cadere”.

11. Uno scrutinio condotto da Soluzioni Creditizie CESI ha scoperto che il 56% degli americani ha dei debiti importanti anche dopo il pensionamento.

12. Uno studio fatto da un professore di legge dell’Università del Michigan afferma che gli americani che hanno 55 anni o di più fanno parte del 20% di tutte le bancarotte degli Stati Uniti.

13. Tra il 1991 e il 2007 il numero degli americani compresi nell’età tra 65 e 74 anni che hanno fatto domanda di bancarotta si è elevato a uno sconcertante 179%.

14. Che cosa sta causando tutte queste bancarotte degli anziani? La causa numero uno sono le fatture mediche. In base a un rapporto pubblicato dal Giornale Americano di Medicina, le fatture mediche sono il fattore maggiore in un 60% delle bancarotte degli Stati Uniti. In queste bancarotte causate dalle fatture mediche, circa il 75% coinvolgeva individui che, di fatto, possedevano un’assicurazione sanitaria.

15. I fondi per il pensionamento pubblico in tutti gli Stati Uniti sono tristemente senza fondi. Ad esempio, è stato riportato che i $33.7 bilioni del sistema di pensionamento degli insegnanti è 61% sotto fondi ed è sull’orlo di un intero collasso.

16. La maggior parte degli stati americani hanno delle enormi obbligazioni di pensionamento che minacciano di portarli in bancarotta

17. Robert Novy-Marx dell’Università di Chicago, e Joshua de Rauch della Scuola Kellog di Management del Northwest hanno calcolato la disponibilità di pensionamento combinato per tutti i 50 stati degli Stati Uniti. Hanno scoperto che i 50 stati stanno affrontando collettivamente $5.17 trilioni in obbligazioni pensionistiche, ma hanno da parte unicamente $1.94 trilioni in fondi pensione. Questa è una differenza di $3.2 trilioni di dollari. E da dove nel mondo potrà mai arrivare una differenza del genere?

18. In base all’Ufficio Congressuale del Bilancio, la Sicurezza Sociale ha pagato nel 2010 più profitti di quanto abbia ricevuto in tasse pagate. Quello non doveva accadere prima del 2016. Tristemente, negli anni a venire, questi deficit della Sicurezza Sociale diventeranno un incubo mentre orde di Baby Boomers vanno in Pensione.

19. Nel 1950 il profitto di ogni pensionato della Sicurezza Sociale era pagato da 16 lavoratori. In base alle nuove informazioni del Bureau Americano delle Statistiche del Lavoro, adesso sono unicamente 1,75 lavoratori del settore privato a tempo pieno per ogni persona che sta ricevendo i profitti della Sicurezza Sociale degli Stati Uniti.

20. Oggi il governo dice che i fondi fiduciari della Medicare si esauriranno con cinque anni in anticipo di quanto previsto un anno fa.

21. Il costo totale di solamente tre programmi del governo federale – il dipartimento della difesa, la Sicurezza Sociale e Medicare hanno superato l’importo totale delle Imposte del 2010 di 10 miliardi di dollari. Negli anni a venire, le spese legate alla Sicurezza Sociale e Medicare aumenteranno drammaticamente.

22. La Corporazione di Garanzia del Profitto delle Pensioni è l’agenzia del governo Federale che paga ogni mese profitti di pensioni a centinaia di migliaia di pensionati che erano coperti da fondi pensione definiti che sono falliti. La crisi del pensionamento è appena iniziata e il PBGC è già rotto. Il PBGC afferma di essere andato in deficit di $26 bilioni di dollari nell’anno fiscale appena finito e di avere bisogno di un enorme piano di salvataggio da parte del governo federale.

23. Secondo un’inchiesta fatta da carrierbuilder.com, il 36% di tutti gli americani afferma di non contribuire affatto ai fondi di pensionamento.

24. Più del 20% di tutti gli investitori degli Stati Uniti che sono attualmente sessantenni, ha l’80% dei loro piani di 401k investiti in titoli azionari. E allora, che cosa gli succederà se il mercato azionario dovesse bloccarsi?

25. In un sondaggio fatto all’inizio dell’anno, il 20% dei lavoratori ha ammesso di aver posposto l’età del pensionamento negli ultimi dodici mesi. Nel 2008, la percentuale era del 14%”

Il mio commento: La crisi è aumentata inavvertitamente, o piuttosto, poiché non vogliamo prestarle attenzione, ci ha portato a un punto critico nel quale non possiamo continuare a ignorare e dobbiamo iniziare a prestare attenzione a ciò che accade. Siamo come bambini, e questo è perché tutto quello che succede è a un livello più alto del nostro sviluppo. Quindi, non vale la pena ascoltare i Kabbalisti che possono prevedere il futuro?
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Tempo di crisi stabile

Opinione (V. Koltashov, direttore del Centro di ricerca economica dell’Istituto di movimenti globali e sociali): il 2011 è stato il tempo della contrazione dell’ottimismo, la preoccupazione per il futuro prossimo attraversa i paesi.

I mercati sono crollati dando un colpo al tenore di vita, i malumori del popolo e il rapido cambiamento della crisi, da economica a crisi politica, hanno portato alla rivoluzione (araba).

La prima parte del 2011 è stata associata con i problemi degli Stati Uniti, la seconda – con il loro aiuto, rivolto ai problemi della UE. Contrariamente agli annunci ottimistici dei governi, nel 2011 l’economia mondiale non si è ripresa dalla crisi. Il declino degli standard di vita nell’Unione europea e negli Stati Uniti continua.

Il 2011 – Tempo di crisi stabile. La brutta notizia per molti governi è che la gente ha capito questa verità. Nei paesi arabi i cambiamenti sono cominciati dal basso, perchè la classe dirigente non li ha capiti.
Gli analisti non vedono nessuna ragione per un miglioramento nel 2012. Le prospettive sono di insicurezza e di eventi imprevedibili. Una sola certezza: nessuno è in attesa del miracolo economico dal nuovo anno.

Sicuramente non sarà negli Stati Uniti o nell’Unione europea. La Cina ha speso, per mantenere l’economia una enorme quantità di denaro, fallendo.
 Nel 2011, gli analisti hanno smesso di distribuire valutazioni ottimistiche per il futuro dell’economia mondiale. I mercati si sono spostati dalla ripresa alla recessione e stagnazione.
 Ma se il mercato mondiale non è in grado di dare ai paesi una nuova crescita, perché non organizzare questo attraverso una politica locale?

Il mio commento: Questo è ciò che viene proposto – ricostruire la società su nuovi principi di unità, integrazione, consumi uguali, la divisione equa e la combinazione di doveri e di diritti – tutto ciò che ci condurrà alla realizzazione delle condizioni della natura, e quindi alla prosperità e il recupero di tutti i tipi di crisi (famiglia, genitori, droga, salute, alloggio, cibo, riscaldamento, sicurezza, ecc.)
 Tutto questo si ottiene anticipando l’istruzione universale e l’educazione. Bisogna spingere nella direzione della necessità di attuare questo programma. Questo è il nostro compito nel 2012.

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Dove ci porta la crisi

Domanda: La crisi sta per finire, la percentuale dei disoccupati diminuisce, l’armageddon viene rimandato. Come lo spiega questo? Non è che nasconderanno di nuovo la Kabbalah per tanti anni?

Risposta: 1. La percentuale dei disoccupati, l’indicatore principale della crisi, non sta diminuendo, tutto dipende da come si calcola questa percentuale.

Secondo le cifre dei Ministeri del lavoro (U-6), se si prendessero in considerazione anche quei disoccupati che non sono presenti sul mercato del lavoro perché hanno perso le speranze di trovare lavoro, e quelli che in qualche modo si arrangiano nel lavorare invece di avere un lavoro a tempo pieno, allora il livello della disoccupazione negli Stati Uniti risulterebbe essere del 15% a gennaio del 2012, anziché del 8,3% come viene comunicato dal Governo. Con questo conteggio gli economisti sanno della sottovalutazione di quasi due volte del livello della disoccupazione! (vedi http://www.themarker.com/wallstreet/1.1633243)

2. La crisi non è né economica né finanziaria, ma è un’espressione dell’incorretto rapporto dell’uomo verso la società e la natura. Questa è la crisi dell’egoismo ed è presente in tutte le attività dell’uomo sulla terra. La crisi ci porterà alla consapevolezza della necessità di ricostruire tutti i  rapporti tra di noi, con la società, con il mondo, sotto lo spettro di una cosa unica.

Così scopriremo una mente unica, la forza della natura che ci controlla, ci sentiremo come esistenti in uno spazio eterno di informazioni, al di sopra dei corpi animaleschi.

La crisi è il passaggio verso nuova dimensione, la nascita di un nuovo livello, quindi non scapperemo da nessuna parte, verrà sostituita da una prosperità in base al nostro cambiamento verso la omeostasi con la natura e la società.
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I paesi BRICS sono a rischio


Messaggio (“Panorama“, Italia): Il 2012 sarà molto difficile per l’economia globale. Nella situazione più sfavorevole sarebbero proprio i paesi BRICS, entro i loro confini dove può scoppiare la crisi valutaria, la possibilità è stata per troppo tempo sottovalutata.

Per contrastare la crisi finanziaria del 2008, le banche centrali dei paesi con le economie hanno indebolito le loro politiche monetarie e fiscali, e la maggior parte del capitale “caldo” occidentale è stato rivolto ai paesi con le economie con la crescita meno rapida, al fine di sostenere la loro crescita. Ma ora c’è un pericolo, che scoppi la bolla del vecchio credito.

L’equilibrio finanziario di BRICS può fallire, perché il dollaro continua a salire e gli istituti di credito del Vecchio Mondo stanno soffrendo della scarsa liquidità. Potrebbe scoppiare la bolla cinese nel mercato immobiliare, cadere i prezzi delle materie prime che finora muovono la crescita dei paesi con le economie emergenti.

La crisi scoppierà quando saranno a corto di riserve valutarie. Se la recessione globale porterà verso il basso i prezzi dell’energia, questo pregiudicherà l’economia nazionale della Russia. Per la Cina, il più grande pericolo sta nella bolla del mercato immobiliare che potrebbe scoppiare in qualsiasi momento. Se gli Stati Uniti e l’Europa non potranno affrontare la situazione, il mondo dovrà prepararsi al peggio.

Il mio commento: La crisi ci obbliga a ripensare al nostro atteggiamento verso noi stessi e il mondo.
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Entrando nella Nuova Era

Secondo la ricerca scientifica, la tendenza del nostro sviluppo è determinata da una legge generale che ci fa crescere e che ci porta ad una forma unica. Dovremo ottenere una connessione tra noi che permetterà di sentire che tutta l’umanità è interdipendente.

Molti scienziati sono d’accordo nel sostenere che questo è la tendenza generale del nostro sviluppo. Al momento non siamo pronti ad accettare questa legge per via del fatto che è in conflitto con la nostra natura.

Ogni persona è abituata a pensare solo a se stessa e non capisce che è dipendente dagli altri. Comunque se una persona arriva a comprendere, ha il sentimento e vede con i propri occhi che lei stessa è dipendente dagli altri allora la sua priorità più importante sarà assicurarsi del benessere degli altri, in modo tale che gli altri facciano lo stesso a loro volta con lei.

Il nostro problema è che noi non vediamo quanto il mondo sia piccolo (rotondo)  e fino a che punto tutto è interconnesso. Essenzialmente questa è la ragione della situazione che viviamo oggi. Siamo in uno stato di crisi, che ci sta strappando con la forza dal modo di vivere a cui ci siamo abituati negli scorsi decenni.

Siamo abituati a lavorare molto, guadagnare molto, e spendere molto. Noi produciamo cose utili ed inutili solo allo scopo di poterle vendere. Cerchiamo tutti di guadagnarci una cintura di sicurezza: un conto in banca, un fondo-pensione, un’assicurazione medica, una buona casa e tutte le cose che ci conferiscono un senso di sicurezza ed a cui noi stessi ed i nostri bambini baderemo sino alla fine delle nostre vite. Questo era il nostro obiettivo.

Ora appare come se la nostra organizzazione fosse incorretta! La Natura sta mandando tutti i nostri piani in frantumi. Ora anche le persone ricche per non parlare del resto della popolazione, la così detta classe media ed i poveri, non riescono ad ottenere questo obiettivo.

La Natura ci sta portando verso lo stato opposto dove invece che inseguire una vita agiata solo per noi stessi dovremmo acquisire fiducia, prosperità, sviluppo e benessere dalla connessione tra di noi.

Siamo ora in grado di vedere tutto questo grazie alla crisi generale che sta rompendo tutte le regole del passato. Stiamo ora entrando in una nuova era!

(Dall’Episodio 4 di Kab.tv “Una nuova vita” 04.01.2012)

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Una soluzione semplice per i problemi economici

L’economia è una scienza sulle nostre relazioni egoiste, che oggigiorno si sta gradualmente trasformando in un differente tipo di economia – l’economia delle relazioni altruiste.

Quando risolviamo i nostri problemi economici in famiglia, generalmente ci sediamo intorno al tavolo con le nostre mogli e figli e pensiamo come usare il nostro limitato budget nella miglior maniera. Prendiamo in considerazione i bisogni di ogni membro della famiglia: il più piccolo vuole giocattoli, quello più grande desidera frequentare la scuola, quello ancora più grande ha bisogno di medicinali, dobbiamo comprare alimenti, e cosi via…Strutturiamo il budget in base ai bisogni di tutti. Dobbiamo organizzare il budget mondiale nello stesso modo.

In genere portiamo a casa tutto ciò che guadagniamo, non prendiamo una parte di questo salario per il nostro uso esclusivo; ad esempio, non teniamo da parte il 30% di questo ingresso per il nostro beneficio come fanno in genere le aziende.

Diciamo, una fabbrica produce tazze e le vende a $10 l’una; il proprietario ne prende $5 per se stesso; il resto copre i salari e i costi di produzione – ammortamento, assicurazioni, ecc.

Perché il proprietario guadagna $5 su ogni tazza più degli altri? Dovrebbe ricevere lo stesso salario che ricevono tutti quanti. Siamo in un sistema unico dove tutti dovrebbero ricevere in proporzioni ugualitarie e interagire con gli altri in maniera giusta.

Se introduciamo questo piano, ogni articolo costerebbe 50% in meno giacché tutti i prezzi degli elementi si abbasserebbero –macchinari, materiali, trasporto, ecc. Ogni persona riceverebbe un salario decente per mantenere una decente maniera di vita, non sarebbe vicino a un salario miserabile!

Emergerebbe nel mondo una grande eccedenza di beni e risorse. L’umanità sta buttando via ogni anno mezzo miliardo di tonnellate di alimenti. È cibo sufficiente per un’altra terra!

Ne risulta che le nostre cattive relazioni egoiste portano squilibrio al mondo intero. Se lottiamo per l’equilibrio nelle relazioni tra noi, questo ci porterà naturalmente a valori di pace e armonia, e finiremo con il grande eccesso di materiali e risorse naturali. Smetteremo di sciupare le risorse e smetteremo di mangiare vegetali e frutta cresciuti chimicamente poiché tutti i sistemi saranno in equilibrio.

Non dobbiamo intensificare l’industria. È sufficiente correggere le relazioni tra di noi per poter provvedere al mondo di tutto ciò di cui abbiamo bisogno: alimenti, vestiario, abitazione, ecc. – tutto a un livello normale.

In passato questo suonava come fantascienza: La città del Sole, comunismo, utopia, ecc. Ma oggi non abbiamo altra scelta. La Natura ci costringe ad agire di conseguenza.
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(Da “Un discorso sul mondo integrale”, 20.10.2011)

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Lezioni sul nuovo mondo: Produrre meno cose non essenziali

Domanda: Quali sono i principi più importanti che ogni persona disoccupata dovrebbe sapere in modo tale che potrà dirigersi nel nuovo mondo?

Risposta: Prima di tutto è impossibile dirigersi nel nuovo mondo quando ognuno pensa solo a se stesso. Noi dobbiamo pensare a tutti. Non c’è altra scelta. Questa è una legge della natura che viene rivelata nei nostri tempi.

In secondo luogo, ogni membro della società dovrebbe essere preoccupato per gli altri, come gli organi di un corpo. Nel mondo globale non abbiamo bisogno di costruire sistemi egoistici: i media, i governi, i sistemi sociali, la salute, l’educazione, ecc … che oggi non si occupano di quello che succede agli altri. Quello di cui abbiamo bisogno di essere preoccupati è come costruire una persona sana in una società sana. Tutti i sistemi dovrebbero essere focalizzati su questo scopo. Questo significa che ci deve essere un piano generale.

Solo quelli che capiscono che abbiamo bisogno di integralità e di garanzia mutua dovrebbero avere il diritto di guidare la società. Altrimenti, ognuno continuerà con il suo protezionismo, che porterà all’opposizione e alla distruzione della natura.

Noi dovremmo aspirare a che queste stesse relazioni esistano nella famiglia, nell’educazione dei bambini, nel vicinato, nelle città, nelle nazioni ed in tutto il mondo. Questo significa che non dobbiamo sviluppare degli specifici sistemi separati per l’educazione, la cultura e la salute, ma piuttosto abbiamo bisogno di lavorare in cerchi, muovendoci da un piccolo cerchio ad uno più ampio ed eventualmente racchiudendo tutta l’umanità.

Noi dobbiamo organizzare tutte le organizzazioni internazionali differentemente, in modo tale che questo sia il loro obbiettivo e questo è ciò a cui mirerà tutta la loro attività. Tutte le leggi del mondo dovrebbero essere fatte come leggi integrali, in modo tale che l’integralità diventi la legge essenziale della nostra esistenza. Il comando, i tribunali ed i sistemi per i diritti umani dovrebbero mirare solo a questo.

Quello che deriva dalla legge integrale influenza tutte le sfere delle nostre vite, specialmente le fabbriche, le compagnie e gli affari e se hanno il diritto di esistere oppure no. Se un business non si eguaglia al sistema di produzione essenziale, è come una scheggia che entra in un corpo ed infetta e danneggia tutto il corpo.

Deve essere tirata fuori e solo le cose salutari e necessarie dovrebbero essere lasciate. Questa è una percezione totalmente nuova, in accordo al fatto che nessuno ha il diritto di creare qualcosa solo allo scopo di provare a venderla. Al contrario, meno produciamo, meno vendiamo e meglio è. Questo è completamente opposto al nostro approccio presente, ed in accordo ad esso, tutto cambierà.

Domanda: Sembra che questo sia uno stato futuro molto avanzato che risulterà dall’educazione integrale, quando il governo può decidere se un business è in armonia con la natura e quindi dovrebbe operare?

Risposta: In parte, sarà il risultato del cambiamento conscio ed in parte una conseguenza dell’evoluzione naturale nella quale non necessariamente le industrie chiuderanno da sole.
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(Dalla “Lezione Sul Nuovo Mondo”, del 12.01.2012)

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Il passaggio alla dazione come processo naturale

La nostra divulgazione dovrebbe essere semplice: noi abbiamo bisogno di portare l’umanità alla realizzazione del fatto che l’attuale economia sta collassando a causa di ragioni che sono al di fuori del nostro controllo, a causa di circostanze oggettive. Nessuno è da biasimare; questa fase è impiantata nella natura della società umana in sé e si propone di unirci e di causare la creazione di una nuova società integrale che vivrà in accordo alle leggi della garanzia mutua.

Prima cominciamo a studiare e nel frattempo il nostro processo di pensiero ed il nostro approccio cambiano: da stretto e diritto essi divengono complessi ed allora cominciamo a capire come costruire dei sistemi di interazione tra le persone, tra i partner commerciali, tra i sistemi di governo e così via.

Ma prima di tutto c’è l’istruzione: un’educazione integrale. Come scrive Baal HaSulam, possono volerci fino a tre generazioni prima che l’umanità cominci praticamente a costruire una nuova società. Questo è il tempo di cui una persona ha bisogno per realizzare i cambiamenti e cominciare a pensare differentemente.

Ma fino ad allora, noi vivremo producendo tutto quello che è necessario per le nostre necessità basilari e gradualmente avanzeremo verso una visione del mondo integrale. La crisi si sbarazzerà di tutto ciò che è in sovrabbondanza e ci abbasserà al livello di produzione di beni per le necessità vitali. È già chiaro: il rialzo della disoccupazione nel singolo complesso dell’economia mondiale sottrae gradualmente i profitti a tutti, inclusi a quelli al vertice. Gli yacht, i diamanti ed i grandi conti bancari, tutto questo sparirà. Che lo vogliamo oppure no, il mondo arriverà ad un’economia diversa.

Noi, in cambio, abbiamo bisogno di preparare come possiamo ogni persona per l’imminente giro di eventi. Certamente abbiamo bisogno di investigare in che modo costruire la nuova economia, ma generalmente essa si costruirà da sé. Dopotutto, l’economia è una replica dell’interconnessione tra la gente. Il sistema finanziario e quello economico sono essenzialmente una copia del nostro egoismo. Quindi, cambiando noi stessi, automaticamente cominciamo a cambiare le nostre relazioni in tutte le sfere, incluso quella economica.

Non abbiamo bisogno di movimenti improvvisi. Non abbiamo bisogno di accelerare l’onda. Non abbiamo bisogno di rivoluzioni o metodi forzati. Tutto avverrà naturalmente, è proprio come scrisse Baal HaSulam ne “Gli Scritti dell’Ultima Generazione”: “Il concetto di collettività ha bisogno di catturare e di maturare nella mente umana in non meno di tre generazioni complete di pace e di accordo. Quindi il mondo deve ancora sperimentare molte rotazioni ed esperimenti prima di raggiungere la fase finale. E non c’è un cammino più semplice per la maturazione delle idee del cammino della Kabbalah”.
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(Dalla 4° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 8.01.2012, “La Libertà”)

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Punto di caduta – Punto di crescita

Opinione (N. Barre, Vice Editore): All’inizio di quest’anno, diciassette paesi della zona euro sono stati più vicini che mai all’abisso . Nessuno dei due problemi più urgenti è stato risolto. I leader europei hanno da tempo perso il loro rating AAA dei mercati finanziari. Si intestano, si straziano, mettono le condizioni, prendono tempo, in breve, mostrano tutta la loro incapacità di togliere la Grecia dalla crisi – un paese che rappresenta solo circa il 3% del reddito complessivo del continente.

Si ha l’impressione che siano impotenti, ma già all’inizio dell’anno osserviamo quattro segni allarmanti che un disastro è imminente.

E il primo di essi – l’inevitabilità di un default greco. Il secondo – la crescita di sfiducia nei confronti di tutti i paesi della zona euro, tranne la Germania. Il terzo – il congelamento delle transazioni tra le banche, perché non hanno più fiducia reciprocamente. Il Quarto – il declino a breve termine: per entrambi gli stati e le aziende gli orizzonti dei crediti sono in calo.

Richiede un vero salto in avanti per evitare la contaminazione dell’intero sistema finanziario europeo, che può spingere nel baratro un intero continente. Fra poco sarà troppo tardi.

Il mio commento: Cosi forse dal punto più basso della caduta inizierà la consapevolezza della necessità di rivedere l’intero sistema di relazioni sociali ed economiche e stabilire loro sulla fiducia e l’uguaglianza, perché il processo opposto ci ha portato alla rovina.
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