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Il Foro a Davos

Opinione (Michael Khazin, economista): “Il Foro a Davos non è più così interessante al pubblico. L’economia è in uno stato di recessione, e gli uomini d’affari e i politici lo capiscono bene. E’ necessario discutere cosa e come cambiare, ma c’è bisogno di gente che può fare ciò, ma questo non è visibile a Davos.

“Oggi Davos è chiamata un foro ‘dopo-crisi’, è divertente e stupido: la riduzione della domanda privata e la scomparsa della classe media indicano che la crisi sta continuando. Il rifiuto a discutere i veri problemi dell’economia moderna produce l’illusione che la crisi è finita. Come risultato, la discussione a Davos, come negli ultimi anni, non fornisce una vera soluzione alla situazione dell’economia mondiale.”

Il mio commento: In generale, tutti hanno gli occhi bassi e continuano alla vecchia maniera, e l’abitudine crea l’illusione di uno stato normale. Però la natura (le forze che gestiscono l’umanità e le nostre proprietà di sviluppo) non rimane ferma; tutto in essa sta sviluppandosi verso un’armonia generale, e il ritardo dell’umanità in divenire assomiglia alla natura, il muoversi verso uno stato armonioso (integrale) sarà sentito come una crisi crescente onnicomprensiva.
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Il futuro uomo d’ affari

Domanda: Come possono gli imprenditori giungere a conclusioni comuni, al fine di comprendere i nuovi principi integrali e cambiare nell’ ambito della comunità imprenditoriale?

Risposta: Prima di tutto, essi devono essere formati nell’ apprendimento del metodo di educazione integrale. Poi preferiranno i buoni rapporti nelle relazioni, a casa, in famiglia, nella zona in cui vivono, nella loro città, e anche nella loro nazione.

Saranno soddisfatti con un salario medio, dedicheranno molta attenzione a tutti i tipi di piani e di relazioni sociali che forniscono istruzione, assistenza sanitaria, e così via. In altre parole, gli imprenditori devono partecipare attivamente alla vita sociale.

Devono essere pronti a separarsi dal loro vantaggio materiale, a lavorare per il bene di tutta la comunità, ottenendo soddisfazione dal fatto che sono rispettati, valorizzati e amati da coloro che si rivolgono a loro come a persone funzionali che agiscono correttamente e in modo maturo nella comunità.

La reputazione di un uomo d’affari non sarà determinata dalla ricchezza ma dall’impegno nell’ attività sociale. L’educazione integrale lo deve portare ad una condizione come questa, dove lui sentirà che può essere di rilievo nella società proprio perché lui rinuncia ai lussi materiali, che saranno disprezzati nei circoli più ampi della società.
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(Da Kab.TV “Attraverso il tempo” del 16.09.13)

Vivendo con i lupi…

Domanda: Supponiamo che alcuni imprenditori, grazie al sostegno vicendevole, arrivino a una conclusione sulla necessità della reciproca, integrale cooperazione e decidano di cambiare direzione. Che cambi strategici possono fare se sanno questo?

Risposta: Il problema è che esistono imprenditori in una società egoista come un tumore cancerogeno e sono parte di essa. Pertanto è difficile immaginare che inizino in qualche modo a cambiare la cultura d’impresa in cui risiedono. Questo è possibile solo se i numeri sono grandi e se diventano gradualmente consapevoli dei cambiamenti necessari che devono avvenire in loro e nella connessione tra di loro.

Questa riforma è possibile realizzarla in un paese, un sistema chiuso, ma solo se questo paese può raggiungere una forma integrale consapevolmente, costruendo le giuste connessioni tra tutti gli strati della popolazione: tra il superiore, il medio e le classi inferiori. Ma se spieghiamo solo a qualche piccolo uomo d’affari come riorganizzare i suoi affari secondo la tendenza di oggi del mondo che cambia, allora dubito che sia possibile.

Questo perché egli è bloccato in un sistema di concorrenza e corruzione, dove ognuno caccia l’ altro, un sistema rigido. Per mettere la sua piccola e media impresa su un nuovo percorso, per produrre il prodotto più essenziale e vendere i suoi prodotti a un prezzo che è sufficiente solo per la sua esistenza e niente di più, lui sarebbe come un piccolo pesce che vive fra squali che immediatamente lo divorerebbero. Egli non sopravvivrebbe a un tale ambiente ostile.
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(Da Kab.Tv “Attraverso il Tempo” – 16.09.2013)

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La cura per il mondo è nell’educazione integrale

Il numero di persone nel mondo che soffrono di depressione sta aumentando. Rifiuto, non comprendere il significato della nostra esistenza, uso di stupefacenti, terrorismo, sono tutti indicatori di un disagio esistenziale.

Dobbiamo arrivare al punto in cui potremo portare il mondo ad uno stato razionale ed equilibrato. Adesso, quando molte persone si trovano disoccupate e senza avere niente da fare, è un fattore sociale molto pericoloso e i governi ne sono spaventati. Che cosa si può fare allora?

È impossibile distruggere milioni e perfino miliardi del supposto superfluo nel mondo semplicemente con le guerre. Ci potrebbe essere una guerra dopo la quale non rimane niente. Non c’è una soluzione ragionevole, perfino se abbiamo un approccio al problema secondo Malthus: “Purifichiamo semplicemente l’umanità da tutti gli elementi ridondanti e tagliamola a metà” – non funzionerebbe!

Abbiamo visto come il collasso del dieci per cento di una pianta nucleare in Giappone abbia avuto degli effetti terribili in tutto il mondo, molti dei quali non conosciamo, come su Chernobyl, perché l’informazione rimane classificata.

Ma anche questi “piccoli” problemi sono sufficienti per fermare la costruzione di nuove piante nucleari nel mondo. É stato capito che sono una minaccia e perciò la costruzione di nuove piante è stata bloccata. Ma da questa semplice azione vediamo che non c’è problema e non c’è soluzione. Il problema si trova tutto insieme da un’altra parte: Come possiamo portare miliardi di persone a uno stato equilibrato?

Allora potremmo vedere il licenziamento di molte persone dai loro posti di lavoro come la transizione dell’uomo a un altro tipo di lavoro, a un lavoro sociale produttivo, in modo di poter costituire veramente una società umana molto più vantaggiosa per tutti quanti.

Questo può essere implementato unicamente con l’educazione integrale per tutti. In questo modo solleviamo la persona al livello della comprensione integrale, del controllo globale della natura, e allora lei tratta se stessa, il mondo, e tutto in maniera diversa.

Prima di tutto comprende che il problema non riguarda unicamente ricchi e poveri, ma anche buoni e cattivi governanti, o miliardari che prendono tutto per loro stessi, ma comprende anche che c’è qui una chiara direzione, ed è cosi che la natura ci sviluppa. E questo significa che dovremmo prendere una forma che si adatti alla natura perché non possiamo fare niente contro di essa. L’unica cosa che possiamo fare è comprendere le leggi della natura. Se noi ci adattiamo alle leggi della natura, porteremo noi stessi allo stato più confortevole.
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(Tratto dal programma di Kab.TV “ Fondamenti della Società Integrale”, 26.02.2012)

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“Un attacco ai lavoratori”

Nelle notizie (da MintPress News): “Il giorno dopo due importanti evoluzioni negli Stati Uniti, sono state tagliate le pensioni dei lavoratori in modo da garantire i governi statali e locali, un’analisi del New York Times mostra che dall’altra parte dell’Atlantico, le nazioni europee stanno spogliando ora le loro tutele dei lavoratori e stanno smantellando le pensioni, quindi seguono il modello americano stabilito per mettere le élite aziendali per primi in una corsa al ribasso per la manodopera a buon mercato e il capitalismo deregolamentato.

“Martedì scorso a Detroit, un giudice fallimentare ha stabilito che i pensionati della città possono trovarsi i loro benefici acquisiti tagliati perché è stato approvato dal più grande fallimento comunale nella storia dello stato.

“Inoltre il Martedì, lo stato dell’Illinois ha approvato una misura che altera drammaticamente la formula pensionistica per i lavoratori pensionati e diminuisce quei programmi di benefit per gli attuali e futuri dipendenti pubblici. […]

“Nel frattempo, in un articolo espansivo del New York Times del Mercoledì, intitolato ‘le politiche del lavoro americanizzate si stanno diffondendo in Europa,’ Eduardo Porter, spiega come i governi e i policy makers europei, seguendo l’esempio di annullare protezioni di contrattazione collettiva, attaccando le pensioni negli Stati Uniti, e tagliando salari – non solo ampliano il reddito e la disuguaglianza in ricchezza, ma stanno ‘cambiando radicalmente la natura della società in Europa.’ […]

“Andrew Watt, un economista che dirige l’Istituto di politica macroeconomica in Germania, si preoccupa che la spinta alla deregolamentazione del mercato del lavoro sarà a cascata da un paese debole al prossimo, quando tutti si impegnano in una gara inutile per creare posti di lavoro guadagnando quote di mercato dagli altri in un mondo di domanda insufficiente. ‘Qualunque sia il paese più debole al momento è costretto a fare ancor più grandi tagli. In primo luogo la Germania, attualmente la Spagna, e prossimamente la Francia’, ha detto. “

Il mio commento: Quindi arriveranno alla guerra. La soluzione ad un conflitto mondiale sta in una transizione concordata consapevole degli standard di produzione e di vita sostenibili e razionali. Ma non è possibile neanche sognare a questo proposito con l’egoismo umano. Per questo motivo è necessario prima realizzare corsi di educazione integrale almeno per la parte dell’umanità che si libererà dal lavoro come condizione per fornire loro benessere. In caso contrario, la discesa verso il basso non potrà essere fermata.
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In attesa della crisi

Notizia (tratta da “Expert”): La tendenza di sviluppo delle principali economie mondiali indica che una nuova fase di crisi a livello globale è inevitabile. Indipendentemente dalla gravità della situazione, è possibile mantenere la posizione per un tempo relativamente lungo, se il potere politico è sufficientemente forte; è da circa 25 anni che il Giappone è sulla strada verso l’abisso e se i giapponesi si fossero fatti prendere dal panico, il Giappone si troverebbe da tempo sul fondo di questo abisso.

“O pensiamo agli Stati Uniti, che passano da una bolla speculativa all’altra da oltre 20 anni.

“Dato che tutti hanno imparato la lezione dell’importanza della volontà politica, ma l’economia mondiale non se la passa tanto bene, il protrarsi della stagnazione ed il relativo incremento dei problemi aumentano il rischio che il conflitto si sposti dal piano economico a quello politico.

“I vecchi Paesi sviluppati stanno vivendo una delle peggiori crisi nella loro storia; l’ordine economico mondiale, creatosi dopo la seconda guerra mondiale, sta crollando. Al momento non è ancora del tutto chiaro che un nuovo ordine si sta imponendo prepotentemente, ma è ovvio che la situazione volge in questo senso.

Il mio commento: Non è saggio attendere che un nuovo ordine venga imposto con la forza! E’ inevitabile. Ma vi è un metodo grazie al quale questo cambiamento può essere assorbito senza traumi: l’educazione integrale dell’umanità, cioè far sì che la gente si abitui ai nuovi principi, dai quali attingere gradualmente forza, di un nuovo ordine mondiale integrale. Altrimenti vi sarà una crisi!
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L’ Economia di oggi è 90% aria

Opinione (Nikolay P. Shmelyov, economista russo, direttore dell’Istituto Europeo dell’Accademia delle Scienze Russa): “Da un lato, non c’è una crisi, ma il completamento del prossimo ciclo economico. D’altra parte – tutto il mondo è cambiato. E dobbiamo pensare in modo diverso.

“In effetti, il 90% dello scambio economico nel mondo è aria e carta. Tutto ciò che è reale è circa il 10%. Non so con come trattare questo fatto. Questa non può neanche essere chiamata una bolla, ma piuttosto un mostro. Giocando ad alti margini è l’occupazione russa preferita, invece lo stile occidentale è quello di vendere con un piccolo margine, ma con elevata rotazione”.

Il mio commento: E’ vero, abbiamo bisogno di sbarazzarci di questo 90% o più del fatturato economico vuoto per entrare in equilibrio con la natura. Il 90% dei lavoratori non necessari deve essere orientato verso il sistema di educazione integrale e istruzione. Poi, dopo un po’ di tempo, sarà possibile assicurasi che tutti i membri della comunità globale saranno ugualmente forniti di tutto il necessario e a sufficienza per l’esistenza razionale. Le persone riceveranno il riempimento rivelando un esistenza più alta nella loro unità.
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Il Rapporto del World Economic Forum

Nelle notizie (da Pew Research Center): “Un nuovo rapporto del World Economic Forum classifica le 10 tendenze globali più importanti, basate su un sondaggio tra 1592 esponenti della cultura universitaria, degli affari, dei governi e dell’universo no-profit.

“Ci sono alcuni dati specifici che messi a confronto contrastano con la visione delle persone di tutto il mondo rispetto alle tendenze identificate dagli esperti.

“1. Innalzamento delle tensioni sociali nel Medio Oriente e nel Nord Africa – quest’anno, gli uomini di questa regione sono molto più disinteressati alla direzione del loro paese, secondo un ricerca del Pew Research Center rispetto agli uomini del resto del mondo. Il che comprende particolari disaffezioni in Libano (88% insoddisfatti), nei territori Palestinesi (87%) e in Tunisia (81%).

“2. Ampliamento delle disparità nei guadagni – Una delle scoperte più impressionanti della nostra recente ricerca tra i popoli del mondo è stato il livello secondo il quale le persone vedono il divario tra i ricchi e i poveri come una sfida grave. In 31 su 39 nazioni, più della metà degli intervistati hanno detto che la disuguaglianza è un problema molto grande nel loro paese.

“3. Persistente disoccupazione strutturale – I dati della ricerca hanno stabilito che più dei 2/3 delle persone nella maggior parte dei paesi dicono che la mancanza di opportunità di lavoro è un problema molto grande. Quando si è chiesto quale delle quattro questioni – inflazione, disoccupazione, disuguaglianza o debito – il governo dovrebbe affrontare per prima cosa, 22 su 39 soggetti intervistati hanno detto il lavoro.

“4. Intensificazione delle sfide telematiche – l’anno scorso gli esperti della politica U.S.A sono stati molto occupati circa la minaccia degli attacchi telematici della Cina, secondo la nostra ricerca. Tuttavia, mentre la ricerca del World Economic Forum ha individuato le minacce telematiche come la massima preoccupazione, il 47% degli esperti ha ammesso di avere una limitata conoscenza del problema.

“5. Inoperosità sul cambiamento del clima – Una media di più del 54% delle persone intervistate in Canada, Europa, Estremo oriente, America Latina e Africa vedono il riscaldamento globale come un’ enorme sfida per i loro paesi, secondo la nostra ricerca globale. Tuttavia, solamente il 40% degli americani e una media del 42% nel Medio Oriente considerano il cambiamento del clima nel mondo come una grande sfida.

“6. Diminuzione della fiducia nelle politiche economiche – Nei nostri sondaggi condotti in tutto il mondo, gli uomini hanno dato voce a una diffusissima preoccupazione circa le condizioni economiche dei loro paesi. A dire il vero, i sentimenti erano particolarmente seri nei paesi Europei, come la Francia (solo il 9% ne ha parlato bene), il 4% ha detto lo stesso in Spagna, il 3% in Italia e solo l’ 1% in Grecia. Ciò nonostante, nei mercati emergenti come la Cina, l’88% delle persone hanno la sensazione che la loro economia stia funzionando bene.

“7. Mancanza di valori nelle leadership – Tra il 2007 e il 2012, la fiducia nell’ Organization for Economic Co-operation and Development (OECD) dei governi nazionali è scesa dal 45% al 40% mediamente, rendendo difficile per le autorità nazionali mobilitare i sostegni per le riforme necessarie, secondo un recente rapporto dello OECD. Negli USA, la fiducia delle persone nel governo è scesa sostanzialmente dal 1958 ed è vicina al punto più basso di sempre.

“8. L’espansione della classe media in Asia – Più che in ogni altra regione, gli asiatici sono fiduciosi circa le prospettive economiche delle future generazioni. Al contrario, rispetto alle aspettative relativamente positive, la maggior parte dei cittadini negli Stati Uniti, Canada, e in tutta l’Europa Occidentale credono che il futuro economico sarà peggiore per le prossime generazioni.

“9. Crescente importanza delle mega-città – La vita si vive sempre di più nei centri urbani del mondo. Secondo lo United Nations Population Division, più della metà della popolazione mondiale vive nelle aree urbane. Tuttavia, non tutte le regioni del mondo sono urbane allo stesso modo. L’Africa, per esempio, è destinata a raggiungere il 50% dell’urbanizzazione entro il 2035.

“10. La rapida diffusione della cattiva informazione on-line. Un terzo (il 30%) della gioventù del mondo è stata attiva su internet negli ultimi cinque anni, secondo la International Telecommunication Union. Anche l’attività dei Social Network si è diffusa in tutto il mondo. L’anno scorso, in 19 paesi su 21, circa più di tre su dieci di coloro che sono stati intervistati hanno usato siti come Facebook, secondo la nostra ricerca.”

Il mio commento: Il rapporto è corretto, arriva soltanto a delle conclusioni completamente non corrette. Il fatto è che chi amministra dovrebbe capire che non ha i mezzi per risolvere questa crisi. Non è come in passato; non è al livello del nostro mondo, ma al livello delle forze che controllano questo mondo. E la crisi può essere risolta solamente elevando la società a livello di queste forze.

Questo rapido declino della società secondo tutti gli indicatori socio-economici ci racconta della necessità di diffondere velocemente il metodo dell’Educazione e formazione Integrale, senza il quale nessun cambiamento è possibile, perché adesso i cambiamenti possono avvenire solamente o come distruzione o come elevazione verso l’unità della nuova generazione.
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La Terza Rivoluzione Industriale

Opinione (Igor Agamirzyan, CEO Russian Venture Company): “La robotica e i nuovi metodi di produzione si trasformeranno in stabilimenti locali deserti, che saranno gestiti da una decina di operatori. Cosa si potrà fare con il tempo libero che la gente di tutto il mondo avrà?

“La prima rivoluzione industriale è iniziata in Inghilterra nel tardo 18° secolo, con la meccanizzazione dell’industria tessile. Il culmine della seconda rivoluzione industriale divennero le linee di montaggio della Ford.

“In meno di due secoli, la struttura economica, politica e sociale del mondo è diventata completamente subordinata alla nuova realtà industriale. Ora viviamo nell’era della terza rivoluzione industriale. Tuttavia, non tutti capiscono che è radicalmente diversa dalle due precedenti. E insieme ad essa, la nostra vita sarà fondamentalmente diversa.

“La caratteristica principale della nuova industrializzazione è lo spostamento del centro del valore aggiunto dalla produzione verso lo sviluppo, l’ingegneria e il design. Nell’economia moderna tecnologica, la replica degli oggetti complessi è diventata praticamente gratis.

“Nel settore farmaceutico, il costo di produzione di una pillola si avvicina a zero, mentre le aziende spendono miliardi di dollari per lo sviluppo e la commercializzazione di nuovi farmaci. Nel prossimo futuro, la capacità produttiva si concentrerà nella forma di una stampante di casa.

“La produzione ritornerà dai paesi in via di sviluppo verso quelli sviluppati perché ora i beni vengono creati nei negozi senza personale. Come risultato, il ruolo dei vari stati cambierà nel mondo globale.

“Le prime due rivoluzioni industriali hanno portato modifiche alla struttura della società. In breve tempo, il numero di persone nel mondo è cresciuto da decine di milioni a sette miliardi. La speranza di vita media si è raddoppiata, per la prima volta nella storia umana, la maggioranza della popolazione non muore di fame, e solo il 5% della popolazione sarà in grado di soddisfare i bisogni fondamentali dell’umanità. Il risultato principale di questa trasformazione è l’emergere di un surplus del tempo libero che le persone avranno. La terza rivoluzione industriale potrà riempire questo tempo con idee e significati.”

Il mio commento: Il nostro sviluppo si sta dirigendo verso la liberalizzazione dell’essere umano dal livello animale in cui è necessario prendersi cura del corpo, in modo che nel momento in cui cominceremo a riconoscere il male del nostro egoismo e della sua finalità, potremmo diventare pienamente impegnati nella nostra rieducazione e somiglianza al grado successivo del nostro sviluppo – il livello “umano”, per l’attuazione della condizione biblica di “Ama il tuo prossimo come te stesso”.
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La crisi ha cambiato l’atteggiamento dei giovani

Nelle notizie (dal Christian Science Monitor): “La Grande Recessione ha contribuito a invertire l’aumento pluridecennale del materialismo tra molti giovani. Nonostante un difficile futuro finanziario, loro sono ancora molto preoccupati per gli altri. Questo cambiamento è un regalo per coloro che cercano di fare meno spesa a Natale.

“I sondaggi mostrano costantemente che gli americani vorrebbero poter spendere meno per i regali di Natale. Ebbene, un nuovo studio suggerisce che il loro desiderio potrebbe avverarsi, almeno tra i giovani.

“I ricercatori che hanno rilevato le attitudini degli studenti delle scuole superiori nel corso dei decenni hanno trovato che la Grande Recessione del 2007-09 ha causato una grande inversione: I giovani di oggi sono meno interessati a beni terreni.

“Non è solo perché non possono permettersi tutti i flash e i gioielli bling del consumismo americano. Molti semplicemente non li vogliono. Questo cambiamento estremo di atteggiamento aumenta costantemente nei desideri materialistici dei giovani sin dal 1980, secondo i ricercatori Heejung Parco, Jean M. Twenge, e Patricia M. Greenfield della University di California, San Diego. […]

“Ma i ricercatori hanno anche scoperto che i giovani Millenniali di oggi hanno una mentalità più di comunità e mostrano una maggiore preoccupazione per gli altri. E non sono pessimisti riguardo se stessi. Loro hanno rilevato che ‘La Grande Recessione è stata l’unica nel condurre a più, piuttosto che meno, vista positiva di sé,’. […]

“Per sentirsi sicuri, i giovani sono capaci di comprare molto meno, essendo stati costretti a moderare le loro aspettative. Durante la recessione, il tasso di disoccupazione giovanile era alto quasi come quello degli adulti durante la Grande Depressione del 1930. Più del 13 per cento delle persone di età compresa tra i 25 e i 35 anni vive ancora con un genitore. Mettendo fine a una transizione di assestamento, stanno mettendo fine anche all’acquisto di materiali di consumo.

“Molti non vogliono possedere una macchina, optando invece per l’utilizzo delle Zipcars, sistemi di bike sharing e trasporto di massa. Le generazioni cablate si connettono con gli altri digitalmente. Essi sono più propensi a noleggiare che possedere una casa e vivere nelle aree urbane rispetto alla generazione precedente.

“Un sondaggio condotto tra gli Junior di successo dai 14-ai-30-anni di età, a novembre, ha trovato che il 71 per cento preferirebbe avere un lavoro che serve agli altri piuttosto che avere un lavoro che promuove un loro marchio personale.”

Il mio commento: La crisi porterà la sua generazione ad essere in grado di esistere in una comunità integrale, nella proprietà di dazione e garanzia reciproca.
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