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Cosa manca all’avanzamento spirituale degli uomini?

Domanda: Quando i punti nei cuore degli uomini si uniscono insieme, il che avviene quando cerchiamo di unirci, si uniscono anche i punti nel cuore delle donne, o non ha importanza?

Risposta: Tutte le anime sono collegate insieme perché tutti noi siamo un’unica anima. Nel suo articolo, Baal HaSulam spiega che c’è una sola anima nel mondo, che è fatta di una parte maschile e una femminile. E tutte e due queste parti creano tra loro la connessione che garantisce il concepimento della vita.

Nel nostro mondo, un uomo e una donna danno vita insieme alla loro continuazione: i figli. Nel mondo spirituale, unendoci insieme, generiamo il nostro nuovo livello che è anche chiamato “figlio” o “figlia”. Ne deriva che il Creatore è tra di noi, come è detto: “Il marito e la moglie e la Shechina tra di loro”. Di conseguenza, queste tre parti si uniscono e diventano un solo insieme – e questo è il nostro livello successivo.

Dunque, le donne devono affrontare lo stesso compito degli uomini e anche di più, visto che la donna ha Hissaron (il desiderio inappagato). Ella obbliga l’uomo ad avanzare, a lasciare la casa per guadagnarsi da vivere, a sostenere la famiglia ed essere responsabile. Lo stesso succede nella spiritualità.

Perciò, noi, gli uomini, speriamo molto che le donne si assumano la responsabilità del nostro progresso spirituale, siano più attive, ed esercitino su di noi una pressione maggiore. Questo perché il desiderio arriva dalla parte femminile, mentre gli uomini lo realizzano. Dunque, senza il desiderio gli uomini non possono realizzarlo.

Questa è la ragione per cui le donne devono unire le loro forze per chiedere agli uomini che essi realizzino veramente l’unione tra di loro, il che porterà la Luce al desiderio femminile. Dunque, dobbiamo lavorare insieme.
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(Dalla 2.a lezione al Congresso WE! 02.04.2011)

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Il giusto tipo di pressione

Domanda: Le donne dovrebbero fare pressione sugli uomini, nel modo in cui una mamma la fa sui suoi bambini, al fine di far lavorare gli uomini sull’unione?

Risposta: Si dovrebbero trattare gli uomini come bambini – con amore! Ma se non si uniscono, allora non c’è dubbio che si dovrebbe esercitare una certa pressione. E’ scritto che “Siamo usciti dall’Egitto grazie alle donne giuste” dove “uscire dall’Egitto” significa transitare da questo mondo in quello spirituale, e succede solamente grazie alle donne.

Noi studiamo che l’ascesa della preghiera MAN avviene da Malchut e che tutti i desideri si trovano in Malchut. Perciò, tutto comincia dalle donne. Se non fosse per il loro desiderio, non ci sarebbe la famiglia e nessuna nuova generazione a seguire.

La forza che guida l’umanità è la forza della donna, che desidera donare la vita per farla continuare. L’uomo ci mette la forza pratica, ma solo a condizione che ce ne sia bisogno. Questo è il modo in cui è costruita la natura.

Di conseguenza, la cosa più importante di cui abbiamo bisogno è la sensazione della necessità delle donne. Quando dei nuovi studenti arrivavano dal Rabash, egli organizzava immediatamente un gruppo di donne fatto dalle loro mogli. Queste donne si riunivano insieme una volta alla settimana, leggevano un articolo e lo discutevano. Il Rabash si curava molto del fatto che comprendessero quello che c’era scritto e di ciò che succedeva loro.

In sostanza, ci deve assolutamente essere una forte organizzazione delle donne che sia in grado di chiedere agli uomini di fare ciò di cui hanno bisogno nella spiritualità. Comunque sia, le donne non lo devono fare urlando, ma attraverso il bisogno del cuore. Allora gli uomini lo sentiranno. Ma questo non è ancora successo.

Vale a dire che le donne per natura non sanno come e non sono in grado di unirsi tra di loro. Ogni donna è separata. Ma al fine di esercitare della pressione sugli uomini, e solo a questo fin di bene, esse riescono ad unirsi per diventare una gigantesca necessità. E questa necessità è per noi essenziale.

(Dalla 2.a lezione del congresso WE! 01.04.2011)

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Il solo uso di questo mondo

Noi non ci rendiamo nemmeno conto di quanto siamo immersi nella natura egoistica. Le nostre cellule, i nostri corpi, il nostro mondo, i nostri pensieri e desideri, e in genere tutto ciò che esiste è solamente egoismo e niente di più.

L’aspirazione di ogni cosa è soltanto ricevere, assorbire tanto più bene possibile per la propria individualità. Questa è la natura nella quale siamo nati e nella quale viviamo, e non abbiamo il minimo sentore che ci sia una possibilità di vivere al di là di questo.

Ciononostante, dobbiamo passare da un mondo all’altro o, in altre parole, acquisire un nuovo mondo aggiuntivo, per crescere, partendo dal punto nel cuore, sviluppandolo in un nuovo “corpo” spirituale. In sostanza, è uguale al corpo che abbiamo adesso, che a noi appare del tutto uniforme mentre, in realtà, è caratterizzato da forze e vettori. Ma invece di vedere questa immagine sullo schermo di un computer, la vediamo sullo schermo tridimensionale della nostra coscienza.

Percepiamo la realtà sullo schermo del desiderio di ricevere. Tutto ciò che siamo in grado di ricevere e di percepire cade su questo schermo e qui si ferma, creando lo scenario di quello che vediamo.

Invece, le forze della dazione sono completamente diverse. Non possiamo fermarle con lo schermo del desiderio di ricevere e perciò non le percepiamo. Solamente creando uno schermo nel desiderio di donare riveleremo la seconda metà della realtà. In verità, non percepiremo la metà, ma quasi il 100% di tutto ciò che esiste. Qualunque quantità di Luce questo nuovo schermo, l’intenzione della dazione, fermerà, formerà il genere di scenario che vedremo sullo schermo.

E’ veramente molto difficile incominciare a far crescere un secondo “corpo” dal nostro punto nel cuore. Per riuscirci, dobbiamo entrare in un gruppo, come nel ventre di una mamma, ed incominciare a crescere al suo interno. Tutto questo sembra molto irreale e poco attraente per l’uomo. Tutto il mondo è contro questa cosa e perciò l’uomo non ci pensa o non gli attribuisce alcun significato.

Questa è la ragione per cui è molto difficile per noi concentrarci sul gruppo. Tutto ciò che l‘ambiente che ci circonda ritiene importante, diventa importante anche per noi. Se il mondo non considerasse importante il lavoro nel gruppo, anche noi ce dimenticheremmo in ogni momento. Anche se cercassimo di stabilire un filo di contatto, per ascoltarlo e mantenerlo nei nostri pensieri, ci sembrerebbe comunque infantile, irrealistico, e puerile, e questo perché non è importante per la maggioranza del mondo. E viceversa, se la cosa più irrealistica diventasse importante per tutti, allora la considereremmo, ne parleremmo, ed aspireremmo ad essa.

Questa è la ragione per cui abbiamo bisogno che “un’opinione sociale”, la fiducia, l’influenza reciproca ci convincano che stiamo facendo qualcosa di reale e che il nostro mondo non vale veramente niente. Cosa abbiamo qui a parte un’effimera vita piena di sofferenza? Se non rappresentasse la nostra unica opportunità di conquistare una vita eterna e perfetta durante questo tempo, allora questo mondo non servirebbe a niente, né a noi, né ai nostri figli.
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(Dalla 5.a lezione al Congresso WE! Del 01.04.2011)

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La chiave per capire

Domanda: Fino a quando non abbiamo incominciato a studiare il mondo di Atzilut nella parte 9.a, Talmud Eser Sefirot (TES), mi sembrava di aver capito il contenuto del materiale. Ma in questa parte, non capisco assolutamente niente. Puoi dirmi in parole povere cosa mi sta succedendo qui?

Risposta: Posso dirti quello che sta succedendo a te, perché non capisci niente. La ragione è che non hai alcuna relazione con questa parte.

Ci sono parecchi livelli di percezione del materiale di studio: “Non lo conosco”, “non sono pratico”, “non lo capisco”, e “non sono in grado di capire”. Quest’ultimo si ha quando la nostra mente non corrisponde alla mente del libro.

Se il contenuto fosse scritto in cinese e non capissimo la lingua, ci sarebbe una sola motivazione. Se dipendesse dal nostro livello di educazione e non comprendessimo certe formule o le definizioni elementari per padroneggiare la materia, avremmo comunque qualcosa da studiare.

Ad ogni modo, qui si può studiare quanto si vuole, un anno dopo l’altro, e non si capirà comunque niente fino a quando i nostri Kelim (vasi, desideri) non saranno uguali in qualche modo ai desideri descritti nel libro.

Quando ogni parola riecheggerà un cambiamento dentro di noi, incominceremo a comprendere cosa viene descritto nel testo.

Si potrebbe domandare: “Ma non avevo capito qualcosa nelle prime tre parti di TES?” No, non avevi capito. Le tre parti in questione descrivono le azioni di dazione assoluta che sono così distanti e opposte da noi che questa opposizione ci dà l’illusione di capire. In realtà, le interpretiamo in modo assolutamente non corretto.

E’ facile disegnare un Kli (il vaso), la Luce, e lo schermo in mezzo, le frecce che puntano in differenti direzioni, la percentuale di Luce ricevuta e respinta. Ma è impossibile immaginare questa azione nella realtà. Infatti, si tratta di una cosa talmente inaccessibile ed opposta a noi da farci pensare di capire.

Nel frattempo, le azioni descritte nella 9.a parte di TES ci sono molto vicine. Nel momento in cui avremo almeno un’oncia di desiderio di donare, penetreremo nella stessa azione.

Dunque se ci rendiamo conto di non capire vuol dire che la nostra mente deve diventare uguale a quella spirituale –allora la connessione apparirà e noi saremo in grado di capire. Questo è il solo modo!
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(Dalla 3.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 23.03.2011 Talmud Eser Sefirot)

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La luminosità dell’anima unica

Domanda: Cosa significa penetrare nel sistema unico e completo delle anime di cui parla lo Zohar?

Risposta: Non lo si può spiegare con le parole. Se noi potessimo entrare dentro questo sistema, vivremmo i fenomeni spirituali che sono dietro le parole dello Zohar e percepiremmo il significato di ogni parola. Saremmo capaci di riconoscere tutte queste proprietà e questi desideri. Capiremmo il perché del nome che hanno e perché sono indicate attraverso le varie relazioni che hanno tra di esse. Tutto ci risulterebbe chiaro.

Ad ogni modo, tutto questo si presenta dalla visione interiore del sistema. Le anime sono collegate tra di loro in un unico organismo, nella mutua garanzia, sostegno e rapporto, e dall’annullamento di ogni anima davanti a tutte le altre, in misura maggiore o minore, a tutti i livelli possibili, mentre ogni anima funziona sempre al di sopra del proprio ego.

In un sistema in cui siamo connessi tra di noi ad un livello interiore, ci uniamo al di là del nostro egoismo. In questo caso, si arriva a vedere l’intero sistema. Allo stesso tempo, si è anche capaci di vedere questo mondo come più esterno rispetto al sistema interiore, poiché questo mondo rimane nell’egoismo ed è controllato da esso.

Nel sistema spirituale, siamo motivati dall’aspirazione a raggiungere l’unione o unicità, mentre in questo mondo siamo dominati dall’inclinazione verso la separazione, ci allontaniamo tra di noi, desideriamo il potere personale e rincorriamo il vano orgoglio. Si tratta di due forze che si oppongono.

In questo mondo, io cancello gli altri ed esalto me stesso, mentre nel sistema interiore, io annullo me stesso ed esalto gli altri. Questa è la tendenza, e questa è la ragione per cui entrambi questi sistemi sembrano così tanto diversi.

Nella misura in cui un uomo si fa coinvolgere dal sistema interiore, egli inizia a vedere i legami tra tutte le anime. Egli sente come ogni cosa sia completamente armonizzata e come la forza della vita, la reciproca dazione che forma milioni di canali tra le anime, circoli tra di esse, mentre questa moltitudine di canali luminosi diventa una Luce perfetta che colma il rapporto tra tutte le anime.
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(Dalla 2.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 23.03.2011 Il Libro dello Zohar)

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L’intenzione: ciò che importa è il risultato

Domanda: Che cos’è l’intenzione?

Risposta: L’intenzione è ciò che desideri dal tuo stato. La cosa importante non è cosa fai o cosa dici, ma è verso cosa sei diretto, quale risultato ti aspetti dallo stato attuale, e non importa se si tratta del tuo o del nostro.

Per dirlo in modo diverso, come vuoi che sia il tuo prossimo stato? Come te lo immagini adesso? Cosa farai: donare al Creatore, ricevere per te stesso, guadagnare, rubare, tralasciare, abbandonare? Come ti vedi nel prossimo stato? Questa è la tua intenzione.

Questa è la ragione per cui solamente gli esseri umani hanno le intenzioni. L’essere umano è il solo in tutta la creazione che è fuori dal tempo. L’intenzione non funziona nel tempo materiale, ma nel tempo spirituale, che si trova al di sopra del nostro desiderio.
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La disputa irreconciliabile tra il Creatore ed il Faraone dentro di me

Domanda: Come possiamo ascendere al di sopra di tutte le dispute all’interno del gruppo prima del Congresso?

Risposta: Nella preparazione al Congresso dovete vedere come tutti questi conflitti vi sono stati dati come “un aiuto contro di Lui”, come il Faraone si incorpora e domanda: “Chi è il Creatore affinché ascolti la sua voce?”.

Il Creatore ti dice di unirti agli amici, mentre il Faraone ti dice di separartene. Il Creatore dice “Cedi!”, mentre il Faraone ti dice “No, devi governare su di loro con pugno di ferro!”. Il Creatore dice “Lavora con allegria”, mentre il Faraone dice “No, lavorerai abbattuto e schiavizzato da me!”.

Queste due forze discutono all’interno di una persona quando arriva alle “dieci piaghe d’Egitto”, mentre discerne quale di esse è nel giusto. Devo capire che io determino quale di esse accetterà la mano superiore e governerà, il Creatore o il Faraone! Tutto dipende da me.

Questo è il punto decisivo ed io sono nel mezzo di queste due parti della realtà: quella positiva e quella apparentemente negativa, le quali sono state preparate per me in questa maniera con il fine di darmi la libertà di scelta. Devo decidere di volere che la forza della dazione, dell’amore, si liberi dall’egoismo ed ascenda al di sopra di questo per assumere il potere.

Sono disposto ad accettare i colpi che ricadono sul Faraone e l’Egitto egoista e sono felice per questi. Lascio che il colpo cada su di me perché sta colpendo il mio egoismo, aiutandomi a liberarmene per ascendere al di sopra di esso e non esserne più all’interno. Dopo questi colpi, uscirò già dall’Egitto e non sarò mai più schiavizzato da esso!

Anche così, una persona non deve lavorare su se stessa, ma in relazione all’ambiente, con il gruppo. Non deve correggere un certo tipo di qualità dentro di sé, ma la sua attitudine verso gli altri. La cosa più importante qui è di non confondersi e non cambiare direzione rispetto ai suoi sforzi.
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Gli amici del mio punto nel cuore

Domanda: Una parte di me desidera davvero andare al Congresso, ma un’altra parte di me si oppone con tanta forza che non voglio vedere nessuno. Che devo fare?

Risposta: Devi fare la tua libera scelta. Devi capire che le tue due parti, come tutti i pensieri e i desideri che si risvegliano in noi in ogni momento, ci arrivano dal Creatore. Queste sono le condizioni stabilite per noi, non è l’io reale.

Quello che prende la decisione non è il mio corpo che si ammala e non vuole andare al Congresso e non è neanche il mio stato d’animo. Agiamo come un meccanismo nel quale tutti i segnali elettrici interni sono controllati dalla forza superiore in accordo al programma che ci conduce ad un determinato stato.

La vita, la morte e tutti gli stati tra di esse, sono determinati dall’alto e non c’è niente di accidentale in questo. Pertanto, in tutti gli stati, devo separarmi e guardare questo “meccanismo”, cioè il mio corpo, il suo stato d’animo e tutto in esso, da un lato. Lo scopo di questo è vedere che si tratta dell’opera del Creatore, capire quello che Lui vuole darmi in questo momento e verso quale stato Lui vuole portare il mio “asino” (“Chamor”, “asino” significa “Chomer”, “materia”). Allora capirò come lavorare con esso e non mi identificherò più con questo “asino”.

Quante più volte al giorno una persona sarà capace di distaccarsi da se stessa in questa maniera e guardarsi da fuori , come a un corpo nel quale stanno per essere risvegliate certi tipi di forze , senza identificarsi con esso , ma piuttosto utilizzandolo come mezzo per raggiungere lo scopo , tanto più rapidamente avrà successo .

. Questo è anche il modo in cui dobbiamo trattare gli amici in tutti gli aspetti. Non guardare le loro facce, né le loro personalità, ma il loro desiderio interiore nella forma pura, che non dipende da niente di esterno. Questo è l’amico del mio punto nel cuore.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 22.03.2011, preparazione per il Congresso WE!)

Quello che hai dentro è ciò che ottieni dall’esterno

Domanda: Come possiamo trasmettere l’idea del mondo globale ad un bambino?

Risposta: E’ possibile dare un chiaro esempio ai bambini più grandi, trasferendolo quindi ai bambini più piccoli. Per esempio, portando un gruppo di bambini di 10 anni ad un gruppo di bambini di 5 anni. Dopo aver trascorso un po’ di tempo insieme, vedrete che i bambini più piccoli capiscono il mondo ad un livello completamente diverso, completamente diverso.

Siamo tutti egoisti ed anche se cresciamo e diventiamo più intelligenti, siamo ancora in un sistema egoista, che è la lente attraverso la quale guardiamo il mondo. Un bambino di 5 anni vede il mondo in accordo alla sua età. Allo stesso modo, in accordo al nostro egoismo, non vediamo il vero mondo, ma quello egoista.

Pertanto, quando chiamiamo il mondo globale ed integrale, diamo a queste parole un senso egoista. Se “tutto il mondo è interconnesso”, questo significa che dobbiamo utilizzare questa sensazione per il nostro beneficio.

Non capiamo che dobbiamo cambiare e creare lo stesso sistema globale e integrale dentro di noi. Questo significa che, da tutte le persone, le anime e tutte le interconnessioni tra di loro, io costruisco il modello di tutto il mondo dentro di me. Devo riflettere il mondo esterno dentro di me con il fine di mantenere la sua connessione corretta.

Se tutto il mondo che è al di fuori di me, vive secondo la legge altruistica, se tutte le sue parti sono unite per il bene di uno scopo, per il bene dell’armonia comune, allora dentro di me devo sempre essere disposto ad includere tutti i desideri e le anime, tutto quello di cui sono capace, in accordo alla legge dell’altruismo. Attraverso questo sistema, che è la mia anima, devo cambiare il mondo.

È possibile fare contatto con il mondo per mezzo di uno strumento disfunzionale, non per mezzo della legge dell’equivalenza della forma? In questo caso, non capisco il mondo e questo non può essere conseguito attraverso di me.

Attraverso questi esempi, possiamo mostrare ai bambini questo principio: in tutte le epoche, abbiamo visto il mondo in maniera differente, ed inoltre, col fine di vedere un mondo globale ed integrale, devo anche essere globale ed integrale dentro di me.

La scienza della Kabbalah ci porta a questa correzione, per questo si rivela ai giorni nostri e di fronte ad essa, anche il mondo globale si sta rivelando. È necessario diffondere questo metodo che ci permette di raggiungere l’armonia con il mondo moderno. Al contrario, soffriremo.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 15.03.2011)

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I contorni della bellezza interiore

Domanda: Michelangelo diceva di non scolpire, ma di estrarre semplicemente l’immagine nascosta nella pietra. Quale immagine devo rivelare nella roccia dell’ “ambiente” così da far emergere il legame che c’è in essa?

Risposta: La pura dazione. Domanda alla forza superiore di tratteggiarti i contorni della dazione pura poiché è solamente la forza superiore che ci fissa i limiti. Come Michelangelo, che poteva percepire i lineamenti della bellezza dentro una pietra, io devo sapere dove sono i miei contorni, i miei confini: in quale misura posso usare la materia del desiderio per donare e fino a che punto, va oltre quello che sono in grado di fare.

Tutto quello che è adatto per la dazione diventa un capolavoro della creazione, e ciò che non lo è, per il momento non lo considero. In questo modo, genero l’immagine del vero mondo.
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(Dalla 4.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 15.03.2011 sul Mondo integrale)