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Quando la moda va fuori moda

Domanda: Oggigiorno molti prodotti superflui sono indirizzati alle donne: vestiti alla moda, gioielli, cosmetici, cibi dietetici, e così via. Veramente le donne rinunceranno a tutte queste cose?

Risposta: Se noi seguiamo i veri desideri delle persone, tutto accadrà semplicemente e senza difficoltà. La moda di oggi ci viene imposta da coloro che ne ricavano soldi. Veramente, non c’è nulla di realmente bello e utile nella moda. Stiamo parlando di un desiderio artificiale che viene imposto al pubblico. La moda è artificiosa; non deriva dalla natura umana.

Sicuramente, una donna desidera essere bella e indossare gioielli. E’ stato così per anni, ma senza la follia che l’accompagna oggi. Ora nuove regole sono costantemente dettateci, forzandoci a competere, cosa che alla fine ci porta solo più vicino al collasso.

Noi siamo comperati e venduti; loro ci stanno facendo diventare matti con tutte queste mode diverse. E’ andata troppo oltre, e non è per caso che la giovane generazione non la prende più molto sul serio, sebbene l’industria della moda e dei cosmetici facciano ancora miliardi di dollari.

Lasciate lavorare la Luce, e vedrete come la moda diverrà irrilevante, proprio come molte altre forme di egoismo.
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(Dalla parte 5 della Lezione quotidiana di Kabbalah del 23.10.2011 “La Pace nel Mondo”)

Una domanda sulla Kabbalah e la religione

Domanda: Qualcuno ha chiesto dov’è Gesù nella Kabbalah, e la risposta è stata: “Lui è assente”. Come può essere assente Gesù? La Kabbalah dice che si occupa di energia fisica, quindi come puoi separarla da Colui che la genera? È come separare la benzina dall’auto. Come può funzionare senza?

Dio è la fonte di tutte le cose. In Genesi Dio disse: “Sia la luce, e la luce fu.” Ma non è l’energia luminosa? Quindi perché dovrebbe Dio separarsi da ciò che ha creato? Perché la Kabbalah non può avere alcuna relazione con la religione? A prescindere da cos’è la religione, Dio è la fonte di tutte le energie, tutte le cose nei cieli, sulla terra e sotto di essa.

Risposta: Stai parlando del Creatore o dell’uomo, di ciò che è rivelato o ciò che la gente crede? Penso che sia una questione di fede, che non ha nulla a che fare con la scienza. Puoi chiedere a un fisico: “Dov’è la forza divina nel vostro acceleratore di particelle?” Kabbalah parla solo di ciò che è rivelato a noi, persone, di come sviluppiamo all’interno la forza della dazione e di amore.
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Crisi: Connessione attraverso un’esplosione

Domanda: Com’è possibile che durante la frantumazione il superiore sapesse che la creatura stava per frantumarsi e anche cosi rispondesse alla sua richiesta?

Risposta: Certamente il Superiore sapeva, Lui Stesso predispose questa frantumazione! Altrimenti, come avrebbe potuto Malchut connettersi a Binà se non fosse per la frantumazione?

Quando le persone parlano dell’attuale crisi, si riferiscono a essa come a una sorta di rottura (la parola crisi viene dalla stessa radice). Ma non è corretto. La crisi è la creazione della connessione tra due qualità che non possono connettersi in nessun altro modo.

Nella tecnologia usiamo spesso questo metodo di connessione, quando le forze difensive di un determinato materiale devono essere distrutte per collegarsi a un altro materiale. Questo metodo è usato per saldare metalli, per incorporare uno nell’altro. Quando le cose non possono connettersi, distruggiamo le loro forze difensive, i limiti tra di loro, e le costringiamo a connettersi. Questo diventa possibile attraverso la loro frantumazione, forzatamente, attraverso un’esplosione.

Può sembrare strano che si debba ricorrere alla rottura, ma non le rompiamo, otteniamo una connessione. E sarebbe impossibile per noi unirci uno con l’altro se ognuno di noi non rompesse le rispettive frontiere. Dopotutto, la forza dell’egoismo, la forza del desiderio di ricevere piacere, che esiste in tutti i materiali, non permetterebbe che nessun altro entrasse nel proprio territorio. Per questo motivo abbiamo bisogno di usare una forza speciale contro di esso, che possa rompere i suoi confini, per poter introdurre un secondo materiale, una seconda qualità, come un visitante non desiderato.

Questo è quanto succede durante la frantumazione con Binà e Malchut. Ma se Malchut non riceve mai le qualità di Binà, non sarà capace di correggere se stesso. E non è capace di ricevere le qualità di Binà perché ha posto più restrizioni in se stesso, schermi difensivi – non desidera ricevere niente. Ha bisogno di essere frantumato per forza! Non accetterà mai di farlo di propria scelta.

Non accetterà la frantumazione e ricevere per il proprio beneficio. Tuttavia, senza la rivelazione della ricezione egoista, è impossibile rivelare le vere qualità di Malchut che sono opposte alla dazione e non gli permettono di ottenerle.

È per questo motivo che la frantumazione è stata predisposta dall’Alto. La chiamiamo cosi, ma in realtà è la connessione tra Malchut e Binà perché appena accade questo, le qualità di misericordia e giustizia si mischiano.

Alla fine abbiamo Binà e Malchut che sono fortemente connesse una con l’altra, ma frantumate. Anche questo è considerato un raggiungimento perché anche se sentono la distanza dal Creatore hanno l’abilità di correggere questa distanza perché sono connesse!

Ne risulta che la frantumazione è una grande correzione della costruzione di un vaso. È impossibile per noi ottenere la continuazione o qualsiasi altra correzione senza questo stato intermedio. È per questo che abbiamo bisogno di vedere una svolta, un punto di “biforcazione”, nell’attuale crisi –una possibilità per un giro netto verso uno stato completamente nuovo.
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(Dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 09.04.2011, Prefazione alla saggezza della Kabbalah)

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Per il bene del mondo e per portare piacere al Creatore

Domanda: Per caso il mondo moderno si sta aprendo verso la scienza della Kabbalah?

Risposta: Si, a condizione che noi ci uniamo e formiamo un posto dentro di noi per la qualità di dazione, per la Luce, perché attraverso di noi possa influenzare tutto il mondo. Dobbiamo diventare un vincolo di trasmissione, un “adattatore” che conduca la Luce verso tutte le nazioni.

Se noi facciamo questo, non rimarranno dei problemi e l’onda del risveglio globale ci eleverà nel mondo superiore. Ma questo accadrà soltanto se ci uniamo con lo scopo di trasmettere quest’unità a tutta l’umanità e di portare piacere al Creatore. In questa maniera, Lui, noi e tutto il mondo insieme saremmo saldati in un unico sistema.
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(Dalla quinta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 14.08.2011, “La Nazione”)

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I costruttori della nuova società

Domanda: Lei dice che bisogna mettere le masse a studiare, ma capisce lei che le masse, in genere, non sono capaci di imparare qualcosa?

Risposta: La questione è che in Europa e anche negli USA, a breve, avverrà la distruzione delle classi medie, invece loro – le persone intelligenti e formate, non anziane – ecco, loro saranno i più attivi costruttori della nuova di società di garanzia reciproca.

Loro sono in grado di capire velocemente l’essenza del significato di ciò che accade allo sviluppo umano e sociale, del suo movimento verso l’unione (globalità e integralità), e la soluzione di tutti i problemi che è la nostra corrispondenza a questa legge dello sviluppo sociale.
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Concorda con esso e sarà rivelato!

Domanda: Come posso io personalmente influenzare il processo dell’emergere dei mondi?

Risposta: Tu esisti già nel mondo dell’Infinito, hai solo bisogno di scoprire te stesso in esso. Noi tutti esistiamo nel cerchio del mondo dell’Infinito – tutti noi! Noi esistiamo automaticamente in questo sistema in uno stato ideale. Proprio ora anche noi siamo nel mondo dell’Infinito in uno stato completamente corretto, ma non in relazione con noi. Questo stato di assoluta dazione, amore e piena interazione di ciascuna persona con tutti gli altri è totalmente opposto a noi.

Viene gradualmente rivelato a noi nella misura in cui noi siamo capaci di sopportarlo. E’ lo stato più disgustoso, odioso e ripugnante che potrei immaginare. E questo è il motivo per cui mi viene rivelato nella misura in cui sono potenzialmente in grado di aderirvi in anticipo.

Negli scritti di Baal HaSulam “La Pace nel Mondo”, “La Libertà,” così come in altri articoli, noi studiamo che siamo tutti interconnessi come ruote in un meccanismo dove esse sono tutte rinchiuse insieme, concatenate in modo ideale. Loro sono così strettamente connesse che il più lieve movimento di una delle ruote causa il movimento dell’intero sistema. Ciascuno dipende da tutti gli altri, e ognuno deve muoversi armoniosamente. Inizialmente siamo in questo sistema.

Siamo tutti così diversi, e noi esistiamo in questa immagine (vedere il riquadro nel disegno sotto). Questa immagine può essere bidimensionale o tridimensionale, può essere qualunque cosa. In essa noi siamo strettamente legati come in un Cubo di Rubik: Ognuno di noi è composto da 613 desideri. In altre parole noi siamo completamente “intessuti insieme”

Ma fortunatamente, questa immagine non ci viene rivelata perché non siamo in grado di tollerarla. Tuttavia, noi esistiamo in essa, e noi eseguiamo tutte le nostre azioni automaticamente, incluse anche le attuali. E tutte queste azioni sono rette. In realtà, tutto ciò che facciamo è dazione gli uni agli altri. Ma noi non lo vediamo. Invece, noi vediamo un immagine opposta, quello che noi vogliamo vedere.

La Kabbalah ci conforma per rivelare gradualmente il nostro stato ideale così questa immagine comincerà a vivere in me, cosicché io voglio che essa viva in me. E allora diviene rivelato.

Non c’è niente di nuovo nel mondo. Semplicemente uno stato inizialmente creato dal Creatore e dove tu esisti fin dall’inizio diventa rivelato. Questo è perché la nostra sola saggezza è la saggezza che riguarda la rivelazione del Creatore, tutto questo sistema, e niente più di questo. Tutto quel che si esige da noi è di sentire la mancanza che quel che esiste divenga rivelato. Ma dobbiamo cambiare noi stessi e aderire a questa immagine per desiderarla e rivelarla. Questo è il nostro lavoro.
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Oltre la ragione

Domanda: Come posso sapere per certo che mi sono elevato al di sopra della ragione?

Risposta: Elevarsi al di sopra della ragione significa entrare nella ragione del prossimo.

Noi esistiamo nel mondo dell’Infinito, ed io sono uno dei molti. Restando in me stesso, esisto all’interno della mia ragione: mi preoccupo per me stesso, penso a me stesso, in una corsa per il mio personale benessere. Questo è il nostro stato ordinario; inconsciamente e consciamente, pensiamo solo a questo.

Indubbiamente, i miei figli, mia moglie, i miei parenti ed amici e forse persino la mia nazione ed il paese in cui vivo sono anche parte della mia sfera. Questo è determinato da quanto dipendo dalla gente intorno a me e da che misura io sono soggetto alla loro influenza. In accordo a questo, li attribuisco al mio stesso Io.

Cosa significa ascendere al di sopra della ragione? Significa che mi muovo all’interno della ragione, dei desideri delle altre persone, invece di restare dentro di me. Io sono completamente al servizio di lui o di lei. Per me, l’altra persona è primaria, mentre io, il solo che esegue, sono secondario. Il prossimo è per me come un bambino amato, mentre io sono la madre di lui o di lei.

Questo è ciò che elevarsi al di sopra della ragione comporta. In altre parole è un cambio di priorità: adesso, per me il prossimo è più importante di me, come un bambino per sua madre. Questo è un vero segno del fatto che ho avuto successo.
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(Dalla 5° lezione del Congresso di Kabbalah di Toronto, del 17.09.2011)

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Pregate per il potere interno della dazione

Domanda: Che significa chiedere al Creatore? Devo acquisire i suoi attributi per farlo?

Risposta: Chiedere significa cercare, domandare ed anche chiedere la mia trasformazione. Dopotutto, devo esprimere il mio desiderio per essa. Condanno me stesso (questo è il significato di “pregare” o “Lehitpalel” in ebraico), io ricerco gli attributi dei quali manco ed in che modo posso raggiungere la forza della dazione.

Questa forza esiste all’interno della società, pertanto se entro nella società, sviluppo il desiderio di “investirmi” nei miei amici con tutta la mia anima e tutto il mio cuore e mi connetto a loro internamente col fine di dissolvermi completamente in questa connessione, quindi troverò lì il potere della dazione. Questo è esattamente quello che chiediamo.

Prego per arrivare ad uno stato nel quale vedrò che tutto è perfetto e connesso. Questa situazione si chiama Shechinà (divinità), la riunione generale delle anime (Knesset Israel). Voglio essere lì e prego affinché la connessione che riunisce tutti i desideri delle anime “Yashar-El” (diretto al Creatore) si realizzi in me.

Non mi rivolgo a nessun potere esterno o desiderio che esiste in maniera indipendente oppure ad una figura immaginaria. Tutte le preghiere si dirigono a Malchut (del mondo di Atzilut o del mondo dell’Infinito), per la connessione tra di noi, nella quale scopriamo la dazione reciproca. Voglio che questo stato mi si riveli e questo è ciò che viene chiesto.

Questo è un punto molto delicato e dobbiamo aver cura di non cominciare ad immaginare una statua o una figura, ma solo lo stato nel quale siamo connessi e ci incorporiamo gli uni negli altri, uniti nella più completa dazione. In modo più corretto, questo dovrebbe essere definito un attributo e non una forza, a causa del fatto che una forza può sembrare qualcosa di lontano, mentre un attributo è quello che voglio acquisire io stesso. Queste sono differenze molto sottili, ma determinano la purezza della mia attitudine e pertanto sono cruciali.

Ci viene detto: “Non esiste nessuno a parte Lui”, tuttavia, dobbiamo immaginarlo come il nostro stato in un sistema perfetto. Allora potremo essere sicuri di non confonderci.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 22.09.2011, Shamati 240)

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La luce è la musica dell’anima

Domanda: Capisco perché il riempimento ci è nascosto, ma perché le connessioni tra noi ci sono nascoste?

Risposta: La connessione ed il riempimento sono inseparabili.

Cos’è la Luce? Come possiamo spiegare cos’è la sensazione? All’improvviso sento qualche tipo di vibrazione in relazione a qualcuno: l’odio, la paura, l’attenzione. Queste vibrazioni non sono venute dall’esterno, ma sono nate dentro di me, nella mia attitudine verso quella persona.

Esse emergono perché stabilisco una connessione speciale con lei e lavoro su questo. Poi quando mi connetto con lei, sento delle impressioni speciali, come delle vibrazioni all’interno dei miei desideri, delle sensazioni e delle qualità. Questa è chiamata Luce.

La Luce non viene dall’esterno per vestirsi dentro di me, ma si rivela dentro di me, nella mia attitudine verso qualcuno. Non può essere rivelata “inaspettatamente”. Questo è impossibile; può essere solo sentita nella mia connessione con qualcun altro, come quando io gli do una sensazione e lui la riceve o viceversa.

Ci deve essere una connessione che unisce due persone, all’interno della quale viene sentita qualche tipo di vibrazione o di impressione, chiamata Luce. È come una corda o un tubo che ci connette, che si estende dall’uno all’altro, attraverso il quale scorre una corrente elettrica.

Ne risulta che la Luce è il vaso che sente ogni genere di cambiamento dentro di sé. Non è la Luce reale che cambia, ma i desideri e le impressioni sperimentati nei desideri. Tuttavia, nessuna Luce viene dall’esterno.

È come la vibrazione di una corda che produce il suono di uno strumento musicale. Questa è chiamata Luce. Quindi, noi stessi dobbiamo creare l’amore e la dazione dentro di noi e poi, all’interno di questo amore e della dazione, sentiremo la radice interiore chiamata Creatore.

(Dalla 3° parte della Lezione Quotidiana di Kabbalah del 20.09.2011, Talmud Eser Sefirot)

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La scelta delle masse

Domanda: Le masse hanno la libertà di scelta per unirsi nella dazione?

Risposta: Né l’AHP né Galgalta ve Eynaim hanno la libertà di scelta. Loro trovano la libera scelta nel terzo medio di Tifferet solo unendosi l’uno con l’altro.

Certamente, la scelta dell’AHP non è la stessa di Galgalta ve Eynaim. La scelta delle masse si esprime quando queste si rendono conto di dover completare il lavoro sull’unione il prima possibile, non attraverso il cammino della sofferenza, ma attraverso una connessione cosciente e volontaria con i leader spirituali.

Non dovremmo sottovalutare l’AHP per il fatto che è diretto da un pastore. Anche Galgalta ve Eynaim sta seguendo il Creatore, la forza della dazione, il programma della creazione, come un gregge. Non è questo che ci rende speciali, siamo speciali perché acceleriamo il tempo cercando un’opportunità di chinare le nostre teste noi stessi. Si tratta della nostra libertà di scelta.

Tuttavia, l’AHP non è meno significativo di Galgalta ve Eynaim, al contrario, è più importante.
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(Dalla 5° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 25.09.2011, “La Nazione”)

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