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Separate voi stessi dal vostro stesso io

Domanda: Quando ho iniziato a studiare la Kabbalah un anno e mezzo fa, ho sentito quanto amo la gente, e quanto la gente mi ama. Ora, ho una sensazione molto strana e cioè che effettivamente non tratto bene la gente e che anche la gente non è troppo buona con me. Sento dell’ostilità da parte degli uomini, anche da parte di coloro che studiano la Kabbalah. Cosa dovrei fare con questa sensazione?

Risposta: Quando una persona studia la Kabbalah, attraversa ogni genere di stato. Una persona deve attraversare gli stati in cui odia tutti, li allontana, e in cui sente che anche tutti gli altri la trattano in questa maniera – con scaltrezza, con secondi fini, e così via. Questa persona attraversa tutti gli stati che possono esistere in ogni persona del mondo.

Una persona che consegue il mondo superiore deve attraversare assolutamente ogni cosa che l’umanità affronta. L’individuo e l’insieme sono uguali e, dunque, non c’è alcuna sensazione, alcun avvenimento interiore, alcuna intima analisi che una persona non attraversi o di cui non faccia esperienza.

Dobbiamo capire che abbiamo bisogno di tutto questo in modo da poter rimettere insieme dentro di noi quelle proprietà che servono per stabilire un equilibrio tra noi ed il mondo intero.

Tuttavia, dobbiamo guardare da lontano tutti questi accadimenti e sensazioni che affrontiamo dentro di noi. In altre parole, io mi dovrei osservare da lontano. Cosa significa “io”? Una certa creatura, che in questo preciso momento sta attraversando certi stati, e alla quale viene mostrato chi essa è, come percepisce il mondo, e così via. E’ come se in questo caso partecipassi ad un esperimento. L'”IO” è il mio corpo, le mie qualità, il mio carattere. E chi sta conducendo questo esperimento? Il punto nel cuore che è al di fuori di me. Io sto cercando di tirarlo fuori, di essere come un ricercatore rispetto al mio stesso io, per guardare a me stesso e per vedermi come se mi fossi accanto.

Se una persona riesce a farlo, fa dei grandi passi in avanti e progredisce rapidamente. In nessun caso ci dovremmo identificare con il nostro io, perché non è noi, è il Creatore! Egli ha creato il desiderio, ed Egli muove questo desiderio come meglio crede. Ma io non devo considerarmi un giocattolo e mettermi da parte a guardare come Egli gioca.

Allora, perché mi sento come se il desiderio fosse il mio? Al fine di capire e percepire veramente come Egli gioca, ci è stata data una sensazione che è nostra, altrimenti l’avremmo ignorata: “Che senso ha, Egli sta soltanto giocando con degli animali, delle piante e delle rocce”. Tutto è compreso nel dominio del Creatore, una singola forza governa ogni cosa. Ma quando Egli governa su di me: Oh, adesso è tutta un’altra storia!

Sono in grado di considerare tutto quello che Egli controlla come fatto da Lui e non da me? La capacità di “separare” noi stessi dal nostro proprio io e di guardarci come se fossimo fuori da noi stessi, è la condizione per andare avanti rapidamente.

Allora, non siamo noi! Guardiamo soltanto a quello che Egli fa con noi. Proviamo!

Avanzando in questo modo, saremo in grado di separare noi stessi tra il ricercatore (questo punto diventerà la nostra linea di destra) e l’egoismo, che continuerà a crescere sempre dentro di noi (linea di sinistra) in opposizione al ricercatore. Tutto questo è necessario.

Questa è la ragione per cui diciamo, “Non esiste nessuno tranne Lui”, a parte il Creatore. Perché? Se ci fosse qualcuno a parte Lui questo starebbe ad indicare me. Così non va bene. In questo modo non sto percependo la realtà correttamente.

“Non c’è nessuno tranne Lui”: ciò significa che a parte il punto che Egli mi ha dato (il punto nel cuore), tutto il resto è Lui, mentre il punto nel cuore mi viene dato perché io sia indipendente ed autonomo. Ciò significa che io lavoro per tirare fuori questo punto, ma tutto il resto è Lui. Il mio carattere, le mie qualità, tutto quanto proviene da Lui. Questo è il modo in cui dovrei percepire ogni cosa. Io mi devo identificare con il punto nel cuore. Eleviamo questi punti al di sopra di noi stessi e uniamoli. E tutto il resto, il nostro egoismo, il nostro corpo, rimarrà di sotto.

Dunque, proviamo a separare sempre noi stessi in questo modo, e allora non avremo problemi con il mondo. Naturalmente, io sono un egoista, e sono cattivo, e odio gli altri, e gli altri mi odiano. Tutto quello che mi appare, mi appare attraverso il mio corpo, che in realtà non è mio – è il modo in cui il Creatore me lo sta mostrando. Questo è il lavoro da fare.
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(Da Kab.Tv “Le basi di una società indivisibile” 26.02.2012)

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Trasformare noi stessi

Domanda: Qual è il ruolo della famiglia e dello stato in questa nuova società? Ci sarà bisogno di loro?

Risposta: Immaginiamo il disegno finale dove ci porta la natura. La Natura ci sta portando a uno stato dove avremo una vita di famiglia normale. La famiglia è il fondamento, e nel livello animato non cambia. Abbiamo bisogno di avere una famiglia, una casa e dei bambini, tutto questo è necessario. Per quanto riguarda il lavoro, il lavoro principale obbligatorio per tutti sarà l’educazione integrale. Tutta l’umanità ne sarà coinvolta.

La famiglia futura sarà dove i bambini riceveranno educazione attraverso una rete virtuale, senza testi, senza pressione. Ma per poter avere la crescita integrale, si riuniranno insieme in gruppi. I gruppi devono esistere. Non abbiamo bisogno dell’educazione frontale, dove gli sfortunati studenti siedono davanti all’insegnante, forzati ad ascoltare, e l’insegnante sta in piedi davanti a loro come un poliziotto che gli sorveglia. Non va bene.

Dopo tutto, l’educazione attuale è eredità dei tempi in cui c’era bisogno di trasformare i contadini in operai. Allora, le persone erano prelevate dai campi e imparavano diversi mestieri; un poco di lettura e di scrittura, un poco di aritmetica, in modo che potessero lavorare vicino a una macchina. E da lì iniziò il nostro sistema educativo, che si è discreditato completamente adesso, ma che è difficile di cambiare.

La nuova scuola sarà costruita con dei principi completamente diversi. Prima di tutto, bisogna prendere in considerazione che i genitori passeranno molto più tempo a casa con i figli. Il grande problema è stato che la donna non è riuscita a rimanere a casa con i figli. Lei deve sapere che cosa stanno imparando e come aiutarli. Lei ha bisogno di tempo in più poiché deve simultaneamente studiare a scuola, all’università, per poter essere un’insegnante per i figli, e anche più di questo, un’educatrice per i figli e per il marito. Lei ha bisogno di educare l’intera famiglia. Questo è il vero problema.

Forse le mie osservazioni suonano un po’ aggressive, ma cerco di farvi comprendere di quale tipo di cambiamento critico e trasformazione della famiglia stiamo parlando. È sul costruire un grosso sistema di relazioni completamente nuove. La natura ci forzerà comunque ad arrivare a questo perché attraverso la crisi ci porterà via dal lavoro e ci troveremo a casa. E allora saremo forzati a cambiare la società per poter portarla in equilibrio con la natura.

Ad ogni modo, l’educazione e crescita integrale porterà un’educazione integrale che si realizzerà attraverso una rete virtuale, mentre la crescita integrale si porterà avanti nella struttura di attività di gruppo, dove i bambini si riuniranno in gruppi di dieci con un insegnante (educatore) che sa come portarli a essere un insieme. Hanno bisogno di imparare a interagire integralmente. Hanno bisogno di essere degli psicologi loro stessi: comprendere, criticare e giustificarsi. I ragazzi che ricevono l’educazione integrale sentono le persone, le comprendono, conoscono la loro natura, le loro debolezze, e allo stesso tempo, partecipano con loro.

Non è semplice, ma oggi ci troviamo alle soglie di un grande cambio. È inevitabile, altrimenti, semplicemente distruggeremo il mondo.
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(Tratto dalla lezione preliminare del Congresso di Vilnius, 22.03.2012)

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Una ragnatela di connessioni

Domanda: Ci dev’essere sempre una connessione tra un uomo e una donna. Quando è tra figlio e madre, questa connessione è dell’amore del figlio verso la madre e della madre verso il figlio. Quando è tra marito e moglie, è dell’amore della moglie verso il marito e dell’amore del marito verso la moglie. Quando è degli amici che compartono un’aspirazione e un traguardo, ci dev’essere simpatia e amicizia tra di loro. Che tipo di connessione dovremmo avere noi?

Risposta: Nel nostro mondo, la connessione tra madre e figlio, o tra uomo e donna e cosi via, viene dal nostro essere nello stesso livello egoistico e cerchiamo di ottenere qualche cosa da questo. Ci sono solamente due di noi che esistono: un marito e una moglie o una madre e un figlio.

Ma nel nostro caso siamo in tre: uomini, donne, e la forza superiore –il Creatore. In Lui, tutti e tre si riuniscono insieme in amore reciproco. Non è mai due di noi che si connettono! Questo non è amore animale ne dipendenza fisica. Ci lega insieme unicamente perché abbiamo uno scopo, e in esso, noi ci connettiamo insieme in un singolo tutto. È per questo che è un sentimento completamente diverso, che non ha niente in comune con l’attrazione animale di uno verso l’altro.

Scusate se sto dicendo questo riguardo al sentimento di una madre verso il figlio, per esempio, ma basicamente è quello che esiste nel livello animale.

Ma qui unicamente il Creatore e nient’altro ci costringe ad avere questa connessione. È solamente il Creatore perché noi chiediamo a Lui di manifestarsi tra di noi. Saremmo degli assoluti estranei senza di Lui. In altre parole, ogni volta che c’è una relazione tra di me e il mio amico, uomo o donna, io immagino la rivelazione del Creatore tra i noi.
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(Tratto dalla lezione n.2 del Congresso di Vilnius, 23.03.2012)

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Le cose più importanti sono la connessione e l’amore

Domanda: Come possiamo condurre la riunione degli amici durante il congresso?

Risposta: La riunione degli amici durante il congresso dovrebbe includere i gruppi di tutto il mondo. Potreste includere dei saluti, ma non dovrebbero prendere troppo tempo. Avendo l’opportunità di fare un saluto, il gruppo deve calcolare il tempo; 15 secondi sono sufficienti. La focalizzazione è tutta nell’amore e nella connessione.

La riunione degli amici deve riflettere prima di tutto il gruppo mondiale, il nostro grande volume. Dovete preparare diversi spot in maniera che ci sia una grande impressione dell’immenso desiderio globale unito, connesso oltre tutti i continenti, differenze, tempo e distanza, cosi che sappiamo che c’è un gran numero di noi; in modo di sentire la dipendenza reciproca, connessione e amore.

In principio, è questo ciò che significa la riunione degli amici – essere impressionati uno dall’altro dalla grandezza del traguardo, la grandezza del nostro potere e aspirazione.

Domanda: Come vede le serate culturali durante i congressi?

Risposta: Penso che le serate culturali dovrebbero essere con meno parole e con più musica e canzoni, inoltre, più melodie senza parole per farle ancora più internazionali. Anche se la nazione ospitante ha la propria cultura sudamericana con ritmi eccitanti, devono prendere in considerazione altre persone. Si potrebbe dedicare la metà del tempo alle musiche del folclore locale, e l’altra metà alle melodie comuni, che sono anche meglio senza parole quando semplicemente intoniamo la musica insieme.
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(Tratto dalla lezione virtuale del 22.04.2012, Preparazione al Congresso)

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Perché il deserto?

Domanda: Perché l’ultimo congresso in Israele si è tenuto nel deserto? Il simbolismo è davvero così importante per i Kabbalisti?

Risposta: Vediamo che davvero importa e fa la differenza. La prima volta che ci siamo andati è stato perché lì abbiamo un gruppo serio di 40-50 persone, che sono sparpagliate da un capo all’altro di piccoli posti nel deserto. Loro vivono nelle loro piccole case nel mezzo del deserto e coltivano per vivere, coltivando pomodori, cetrioli, peperoni, fichi, banane, ecc …

Teoricamente non piove mai nel deserto, il più delle volte abbiamo poche gocce una volta all’anno. Quindi, quello a cui abbiamo testimoniato è stato un fenomeno soprannaturale. Persino le persone che sono nate in quell’area ed hanno vissuto lì per più di 40 anni non hanno mai visto qualcosa del genere; figuriamoci il fatto che la pioggia è stata accompagnata da tuoni e fulmini, il che è completamente innaturale per il deserto. Noi vediamo questo come un buon auspicio.

Perché il deserto? Non è il deserto nel senso tradizionale. C’erano montagne lì. Essenzialmente, è un luogo deserto, ma non c’è sabbia.

Abbastanza curiosamente, ci sono enormi riserve d’acqua nel sottosuolo: dall’acqua salata, come nel Mar Morto, all’acqua con concentrazioni di sale, come in un mare o in un oceano normale, alla pianura, chiamata acqua dolce. In funzione di dove perfori la crosta terrestre, puoi produrre un tipo differente d’acqua e mentre nel sottosuolo c’è un oceano d’acqua, sopra c’è il deserto.

Ecco perché le popolazioni locali coltivano lì dei frutti e dei vegetali speciali. In funzione della concentrazione di sale nell’acqua che usano per irrigare il loro raccolto, ottengono un particolare sapore. Ad esempio, i fichi sono molto dolci per natura, ma se li irrigate con acqua salata, essi crescono diverse volte più grandi e diverse volte più dolci perché hanno bisogno di combattere l’acqua salata.

C’è anche una riserva naturale nella quale nascono degli speciali animali con le corna. Molte organizzazioni internazionali finanziano la riserva perché lì vengono condotti degli speciali esperimenti genetici.

In breve, è un luogo molto interessante. Nel deserto puoi davvero isolarti dalle distrazioni esterne. Noi siamo già andati lì diverse volte e ci è piaciuto; ma questa volta, ovviamente, il congresso ha superato tutte le aspettative.

Io penso che il posto del congresso ed il tempismo sono stati scelti bene. Noi dovremmo tutti essere contenti di quello che abbiamo ottenuto. Noi ci siamo sentiti come un singolo insieme ed attraverso questo possiamo continuare a sviluppare dentro di noi i rudimenti della visione del mondo in una maniera integrale. Da questo possiamo rivelare il Creatore per mezzo della legge dell’equivalenza della forma.
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(Da Kab.Tv “Fondamenti della Società Integrale”, del 26.02.2012)

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Aumentare la grandezza del Punto nel Cuore

Domanda: Hai detto che dobbiamo guardare il mondo attraverso il prisma del gruppo. In altre parole, tutto quello che ci succede nella vita fisica ci deve ricordare che dobbiamo riportare il pensiero ai nostri amici e al livello di unione che c’è tra di noi. Ho capito bene che tutto quello che succede serve a ricordarci questo? E’ questo il prisma del gruppo?

Risposta: Qui non ci sono memorandum da ricordare. Noi esistiamo in un gigantesco, infinito ed indivisibile mondo. Il Creatore non ha creato nulla tranne il mondo dell’Infinito. Tutto quello che esiste in ciò che comprendiamo e percepiamo, a parte il mondo dell’Infinito, è una percezione parziale dello stesso mondo dell’Infinito.

Riceviamo la grande Luce Circostante (Ohr Makif), la Luce della correzione, nella misura in cui siamo capaci di spingerci verso la percezione dell’indivisibilità del mondo. In altre parole, dobbiamo cercare di avvicinarci a questo mondo, cercare di percepirlo come una Luce completa, eterna e perfetta, come di fatto lo è, e non nel modo in cui noi immaginiamo che sia. Richiamiamo su di noi la Luce dai livelli superiori nella misura dei nostri sforzi, ed in questo modo cresciamo.

Oggi abbiamo raggiunto uno stato in cui siamo in grado di guardare il mondo e di incominciare a percepirlo come un solo insieme, e percepire noi stessi come coloro che lo rivelano. Questa è la necessità.

Perché abbiamo bisogno di un gruppo? Il nostro Kli (desiderio) comune si è frantumato semplicemente perché noi ricominciassimo a rimetterlo insieme con i nostri sforzi. Questi sforzi richiamano la Luce Circostante. Da una parte, la Luce Circostante aumenta la sensazione della nostra individualità, nel senso che il nostro egoismo cresce (la parte di sinistra, la linea di sinistra). Ma dall’altra parte, la Luce ci dà la sensazione di unità, la rivelazione della qualità della dazione (la parte destra, la linea di destra).

Quando non siamo nel mondo dell’Infinito, ma 125 livelli al di sotto, spingendoci verso di esso, con forza, come se fossimo su una sbarra, allora attireremo su noi stessi la Luce Superiore dallo stesso mondo dell’Infinito, nella misura della nostra aspirazione. La Luce aumenta sia il nostro egoismo che la nostra qualità della dazione – le due qualità opposte.

In questo modo riveliamo nel mondo dell’Infinito un potere che è di 620 volte maggiore rispetto a prima. Se, in precedenza eravamo al livello più basso, il livello zero, poi, conseguendo il 125° livello, accresceremo noi stessi di 620 volte. Conseguiremo tutte le Luci di Nefesh, Ruach, Neshama, Haya, e Yechida, ci eleveremo da Malchut a Zeir Anpin, Bina, e da Hochma verso Keter, ed in questo modo arriveremo allo stato dell’Infinito dal nostro mondo.

Tutte queste sensazioni non sono fisiche; sono dentro di noi. E’ come se gonfiassimo un organo sensoriale dentro di noi, che all’inizio è solo un punto, e questa è la ragione per cui si chiama il punto nel cuore, dove non siamo in grado di sentire nulla. Piano piano iniziamo a gonfiarlo usando le due linee opposte: la linea della ricezione e la linea della dazione, i desideri di godere e le intenzioni di donare.

Cresciamo, mentre ascendiamo lungo questi livelli, nella misura della nostra intenzione di donare e del nostro desiderio. Dunque, tutto dipende dalla nostra volontà, da quanto ci diamo dentro, dalla nostra aspirazione verso il successivo e sempre più grande livello.
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(Da Kab.TV “Basi della società indivisibile” 26.02.2012)

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C’è una donna dietro ogni uomo di successo

Domanda: Le donne dovrebbero agire come se gli uomini si trovassero già nella qualità di Lishmà (intenzione altruistica)?

Risposta: No! Le donne non dovrebbero pensare che gli uomini siano già a tale livello. Li devono vedere come dei bambini: Tutti insieme stiamo partecipando a questo gioco. Loro trattano gli uomini come una madre tratta i suoi figli e come una moglie che manda il marito a lavorare.

Dicono che c’è sempre una donna dietro ogni uomo di successo, e questo è realmente vero. Non potrebbe essere in altro modo. Allora, vogliamo essere degli uomini fortunati!
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(Tratto dalla lezione 2 del Congresso di Vilnius, 23.03.2012)

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Unione sopra e sotto

Domanda: Abbiamo bisogno di essere impregnati di desiderio dal gruppo, ma anche dalle masse. Qual è la differenza?

Risposta: C’è il nostro gruppo, Bnei Baruch (BB), e ci sono le nazioni del mondo. Anche se un’unità (∑) delle nazioni si eleverà in futuro, sarà capace solamente di generare un pianto diretto verso l’alto. La loro unione è buona per unirsi alla nostra unione. E la nostra unione, in cambio, si unirà con l’Uno (1).

Perciò, c’è l’unificazione delle nazioni, l’unificazione tra di noi, e  l’unificazione delle nazioni con noi, dove le masse vengono incluse in noi come le sette Sefirot basse di Bina. È necessario avere un’unione interiore sotto e unione interiore sopra, e allora ci uniremo tutti quanti e ci fonderemo con il Creatore come un tutt’uno.

In questa maniera, noi, come le tre Sefirot superiori di Bina (GAR de Bina), dovremmo provvedere alla correzione delle sue sette Sefirot inferiori (ZAT de Bina).

Domanda: Allora ci sono due livelli di correzione? Noi ci uniamo per il bene della dazione, mentre le masse devono correggere l’egoismo nel livello materiale?

Risposta: Noi non correggiamo niente là tra le nazioni. Noi ci connettiamo con le persone e prendiamo il loro desiderio, che ci aiuta a unirci in maniera ancora più stretta e a stabilire una connessione con la forza superiore, con la Luce. E la Luce agisce in loro attraverso noi.

Alla fine, siamo noi che stiamo portando avanti il lavoro, e non le masse. Senza essere capaci di farlo da soli, loro ci danno la forza per la correzione, e non più di questo. È vero che anche loro hanno bisogno di cercare di unirsi; tuttavia, nessuno è capace di vera unità, nemmeno noi. Soltanto la Luce la realizza. Ed è per questo che la cosa più importante per loro è di comprendere che senza l’unità tra di loro, non ci sarà una buona vita. E noi prenderemo questa richiesta, noi penetreremo e assorbiremo la profondità del dolore amaro e lo trasformeremo in una preghiera.
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(Tratto dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah dell’ 08.04.2012, Gli scritti di Rabash)

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Un Workshop senza fine

Domanda: Al workshop, sentivo l’interazione tra le parti maschili e femminili. Questa è stata una sensazione assolutamente straordinaria! Ora occorre un’ intensificazione per amplificarla non dieci volte, ma cento volte di più. Come possiamo ottenere questa aggiunta, questa intensificazione? Cosa dovrebbe essere fatto e da chi, adesso o al prossimo workshop?

Risposta: Un workshop non dovrebbe finire mai. Un workshop è un piccolo, intermedio trampolino di lancio al grado successivo. Noi non dovremmo dimenticare questo stato, ma tenerlo dentro di noi. Se dovessimo andar fuori o sederci a mangiare, dovremmo mantenere lo stesso stato come ora.

Il pasto dovrebbe procedere con calma. Non disturbare una persona seduta accanto a te con questioni estranee. Dovrebbe esserci solo una minima discussione.

Non sto dicendo che dovresti ritirarti in te stesso, in alcun modo. Ma ogni persona dovrebbe sentire che ha tempo per i pensieri e i sentimenti. E la cosa più importante è quella di preservare ciò che abbiamo sentito proprio ora. Questo è lo stato che abbiamo bisogno di mantenere.

E dopo un pasto, cerchiamo di preservare questo stato ancora di più, perché qualsiasi disturbo che succede qua e là, ha bisogno di essere collegato verso il rafforzamento della nostra sensazione presente.

Tutto deve passare agevolmente da uno all’altro. Praticamente l’intero congresso è una singola azione. In principio, tutto questo dovrebbe essere accompagnato da movimenti consolidati di costante ascesa.

Vi chiedo di non perdere quello che abbiamo ricevuto, ma di raccoglierlo poco a poco, come un bambino accumula le conoscenze e le competenze e diventa grande. Ecco perché tutti i disturbi dovrebbero essere attribuiti immediatamente al movimento successivo. Così vedrete come essi diventeranno fecondi. È grazie a loro che noi avanzeremo. È scritto che l’egoismo è “un aiuto contro di noi”. Esso è contro, ma a tutti gli effetti è un aiuto.
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(Dal Congresso di Vilnius del 24.03.2012, Workshop 2)

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Rivelare l’unione della Natura

Domanda: Se raggiungiamo la meta  e ci uniamo in un kli comune mondiale, che cambiamenti succederanno in Europa?

Risposta: Dobbiamo capire che tutti i problemi, incluso la crisi, con tutta la sofferenza, compaiono per una ragione: per poter guidare le persone a scoprire la causa, la radice, per scoprire perché sta succedendo tutto questo. Vediamo che gli scienziati, gli economisti ed i politici non possono fare nulla.

Il mondo è entrato nello stato che la Kabbalah  menzionava da molto tempo. Abbiamo parlato di questo prima del ventunesimo secolo. Ne ho sentito parlare venti anni fa e non credevo che potesse succedere. “Così”, ho pensato “che cosa posso fare?”.

Il mondo è entrato in uno stadio differente. Oggi, siamo in un livello completamente differente. Noi dobbiamo rivelare l’unione della natura. Ecco perché il mondo è globale, integrale e non solo dentro di noi, ma anche attorno a noi.

Oggi, riveliamo la forza superiore a tutti i livelli di sviluppo, anche il livello inanimato della natura incluso lo spazio vuoto, per non menzionare gli strati più elevati, vegetale ed animale della natura sono tutti un’unica cosa. Tutto questo è una forza globale, integrale dallo zero all’infinito, un unico insieme.

C’è un eccezione che è un problema interno, c’è l’essere umano, il centro del mondo. A lui è data la libertà, e egli compie quello che gli pare a discapito di tutto il resto. Egli è terribilmente negativo contro tutto il resto.

Noi paragoniamo questo essere umano, che poi è tutta l’umanità, ad una crescita tumorale per via del fatto che mangia tutto quello che lo circonda. Distrugge tutto quello che è vivo ed è in contraddizione con il resto della natura. Tutto il resto della natura è globale, integrale e unito. Noi non siamo per nulla uniti, né globali né integrali.

Diciamo che è arrivata la crisi globale. Cosa significa? Significa che non ci accordiamo con il resto della natura! Dov’è la crisi? E’ dentro di te o in quanto ti circonda?

Devi ricostruire te stesso. Anche la vostra società umana deve diventare globale ed integrale. Come si può fare? Può realizzarsi attraverso l’uno, ottenendo l’eguaglianza, la connessione, la comprensione reciproca. Tutto il nostro sviluppo mostra quanto siamo interconnessi, non possiamo liberarci da questa cosa.

Guarda cosa succede, un paese viene boicottato, scollegato dalle transazioni finanziarie o qualcosa di simile, e non può più fare nulla. E’ la fine, la vita è finita. Tagliato dal resto del mondo, e non può esistere. Questa è la misura di quanto il mondo sia globale.

Questo non era mai successo prima.

La nostra società è opposta a questa globalità. La natura umana al momento è opposta a questo. Ecco perché, naturalmente, se rimuoviamo questa contraddizione, vedremo le forze della natura rivelate nella loro interezza.

Troveremo noi stessi completamente collegati con il mondo intero, ed inoltre, senza limiti, infiniti. Ci sentiremo vivere eternamente, in  armonia  con tutti gli altri strati della natura.

Questo non si applica solo ai paesi che stanno soffrendo per la crisi. Dovremmo considerare il livello per cui ci innalziamo e vediamo che questi fenomeni della crisi sono un ostacolo per noi da superare per raggiungere lo scopo più elevato. Proprio come una persona che vive una crisi a livello individuale, così succede per una nazione e per la società umana in termini globali. Questo è l’unico modo di guardare la natura.

Noi non possiamo oggi avvicinarci ai governi e parlare di questo con loro per via del fatto che rappresentano i più grossi egoisti e non sono in grado di comprenderlo. Nientemeno, le loro menti stanno cambiando. C’è una grossa differenza tra quanto dicevano cinque anni fa e quanto dicono oggi. Questo perché i colpi e le punizioni rendono una persona più saggia e ricettiva. Ecco perché spero che saranno in grado di realizzare questo.

In aggiunta ai materiali che ci stiamo preparando a sottoporre all’UNESCO; alle Nazioni Unite e ad altre organizzazioni internazionali, stiamo collegando molti scienziati al nostro lavoro che hanno le nostre medesime idee, costoro che comprendono che la natura umana, la natura della società umana deve essere cambiata nelle sue fondamenta.

Il problema è che non hanno un metodo. Non c’è dubbio che abbiamo bisogno di un equilibrio globale con la natura. Di essere in un omeostasi con essa. Migliaia di scienziati nel mondo stanno parlando di queste cose. Ma come si può fare? Si Deve ? Non c’è risposta.

Milioni di persone nel mondo stanno perdendo il posto di lavoro. La crisi ci porterà al punto in cui produrremo solo quanto è necessario per la nostra esistenza.

Ecco perché le persone devono comprendere. Devono studiare sé stesse e cambiare invece di inquinare e rovinare la natura. Non ho bisogno poi di così tanto nutrimento per dare da mangiare al mio “animale” per la mia esistenza comune.

Devo dedicare il tempo che rimane, il resto della mia forza a cambiare la società umana. Ed allora, sentiremo l’armonia eterna e totale. Questo sarà molto di più di quanto cerchiamo di ottenere oggi. Quindi dovremmo vedere la crisi come un ostacolo sul quale innalzarci assieme. Ecco perché siamo qui.
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(Dal Congresso di Vilnius 24.03.2012, Lezione 3)

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