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Una correzione a “Coppie” in tutti i livelli

Domanda: Perchè ci connettiamo durante il congresso? E’ per preparare il vaso alla rivelazione dell’attributo della dazione o solamente per sostenere gli uomini?

Risposta: Primo, non c’è un vaso separato maschile e femminile. Malchut del mondo di Atzilut comprende tutte le anime in sé e se gli uomini e le donne non si connettono ad esso, non facciamo in modo che Zeir Anpin e Malchut si connettano per attirare la Luce dall’Alto che ci corregge.

Oggi, noi, gli uomini e le donne, cioè le anime spezzettate, dobbiamo elevare MAN (la richiesta della correzione ) a Malchut del mondo di Atzilut. Questa richiesta dovrebbe essere compresa nel desiderio collettivo degli uomini e delle donne ed in contatto con la sua parte superiore, Zeir Anpin (ZA). Allora essi possono anche mettere in funzione una coppia superiore che è chiamata “padre e madre”.

Dunque, ci sono tre coppie in funzione qui, che corrispondono alle stesse fasi di sviluppo o di regressione. Con la nostra “iniziativa” evochiamo la seconda coppia, che evoca la terza coppia, e la quarta coppia già appartiene a Arich Anpin, a Ein Sof (l’Infinito).

Ciò significa che dobbiamo stabilizzare noi stessi in modo equilibrato rispetto ai livelli spirituali di cui ci parlano i Kabbalisti. Ci sono due “metà” qui, maschio e femmina che compiono un’azione spirituale, totalmente complementari tra loro per donare. Se noi ci comportiamo esattamente nello stesso modo, ci adatteremo alla parte superiore e poi scopriremo di essere in ascesa verso di Lui.

(Dalla 2.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 13.01.2013, Shamati #7)

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Non vergognarti del cambiamento

Baal HaSulam, “Corpo e Anima”: E loro rappresenteranno il corpo come una macchina elettronica con fili che vengono tirati dal corpo alla mente e operano tramite incontri con cose esterne.

In più, loro mandano le sensazioni di dolore o piacere alla mente, ed essa istruisce i comandi all’organo.

Domanda: Tutto quello che il corpo sente è realmente la nostra vita come un “film” in cui è proiettata?

Risposta: Ci sono due approcci che vengono qui integrati, il soggettivo e l’oggettivo. Nel complesso, se già vedi, se percepisci una figura certa del mondo, non puoi cancellarla e dire che è la tua immaginazione. Potrebbe essere la tua immaginazione, ma questa “immaginazione” è la nostra vita e noi dobbiamo accettarla come un fatto.

Domanda: Quindi dov’è la verità?

Risposta: Non c’è verità. Tutto è relativo riguardo a una persona. Ci sono sette miliardi di persone sulla terra e ognuno detiene la sua verità. Dopo tutto, noi non abbiamo una scala assoluta in accordo alla quale misuriamo la verità. Noi siamo tutti appesi nello spazio, come la terra, come tutto l’universo; chi conosce dove siamo “appesi?” Sei vivo ora, ma in un momento potresti morire e chi sta controllando questo? In che mani sono i fili?

Nel nostro stato corrente, quando non ci sono standard di base, noi non misuriamo le cose accuratamente. Abbiamo stabilito molti sistemi e unità di misura, che sono relativi: il meridiano di Greenwich, un kilogrammo, un watt, un ohm, ma questi sono unità relative per misure comparative. Loro confermano solo il fatto che non c’è nulla su cui ci possiamo afferrare e che in realtà non possiamo misurare alcuna cosa.

Non conosciamo cosa sia la verità, e siamo d’accordo su un certo quadro di riferimento di comparazioni nominali giacché noi necessitiamo un linguaggio comune al fine di condurre una vita normale. Altrimenti, come riusciremmo a tenere la connessione tra noi e viverla insieme? Allora non c’è realtà. Nessuna ne ha bisogno. Se le persone scoprono qualcosa che è assoluto, io vorrei accettarlo come un fatto, e preferisco la mia propria “verità.” E’ vero che possiamo raggiungere valori assoluti, ma il nostro ego non ci lascerà farlo e quindi siamo immersi in relatività e instabilità.

Noi dobbiamo abituarci a questo stato e ad accettarlo, ad accettarlo come un fatto. E’ normale mostrare che sono cambiato in relazione a ieri. Una persona che avanza comprende che nulla è certo e stabile. Se ciò che era buono ieri, sembra buono ancora oggi significa che sono “inanimato”, nemmeno al livello “vegetativo”, ma al livello di natura “inanimata.” Al livello “parlante”, comunque, ho visto “un mondo opposto” ogni giorno. Dopo tutto, ogni livello è opposto da quello che ha preceduto.

Nel cammino spirituale, non aggiungo semplicemente a quello che esiste già; io mi sto trasformando ogni istante e non c’è nulla di cui vergognarsi. Non c’è necessità di essere una “pietra indistruttibile”; noi tutti stiamo costantemente cambiando, il che è un bene. Solo i bambini piccoli che sono costantemente inquieti e agitati possono crescere.

Dunque, noi non possiamo determinare che tutto sia assoluto, e allora dobbiamo credere che “un giudice ha solo ciò che i suoi occhi possono vedere,” e accettare questa figura come reale. C’è solo una realtà – che non c’è nulla di stabile e che tutto cambia riguardo a una persona.
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(Dalla 1° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 31.12.2012, “Corpo e Anima”)

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Il Vostro invito personale alla Luce

Domanda: Quale stato un uomo deve attraversare quando si trova al livello più basso di discesa e cosa dovrebbe fare in quel momento? Qual è il nostro errore?

Risposta: Se cado sul fondo della discesa, allora in questo punto critico di massima caduta non posso fare nulla da solo. E’ come se fossi neutralizzato da tutta la Luce che opera su di me.

La luce opera su di me durante tutte le fasi del mio sviluppo (La Luce Circostante 1), e sotto la sua influenza io discendo. La sua azione mi porta alla mia discesa aggiungendomi un desiderio corrotto. Alla fine mi ritrovo al punto più basso nel quale non posso fare nulla. Non ci sono mezzi attraverso i quali posso ascendere; mi ritrovo sotto la totale influenza dell’ego.

Ma nel momento in cui incomincio ad elevarmi, almeno un pochino, grazie alla distanza tra il mio nuovo stato e lo stato in cui mi trovavo, io devo già fare qualcosa di indipendente. Mi elevo al primo livello con l’aiuto del gruppo, ma grazie al livello in cui mi sono elevato, adesso devo iniziare a fare qualcosa da solo: elevare MAN, una preghiera, una richiesta, per spingere me stesso. Io devo attirare la Luce da solo per dare il via alla sua influenza, in base ad un mio invito e non attraverso qualcun altro.

Non mi posso svegliare e tirarmi fuori da questo punto bassissimo da solo e senza aiuto: “Un prigioniero non può prestarsi soccorso da dentro una prigione”. Ma nel momento in cui mi elevo un pochino con l’aiuto degli amici, posso già andare avanti da solo. Non sono più un prigioniero che è tenuto in catene! Ho un amico che dall’esterno mi aiuta ad uscire da questo buco.

Ma se, dopo che sono stato aiutato ad elevarmi un pochino, sono troppo pigro e non mi sforzo, se non mi rivolgo immediatamente alla Luce che Corregge, ma aspetto e mi innalzo semplicemente in base al momento, con l’aiuto dell’ambiente, allora non attirerò a me dei nuovi poteri spirituali.

Nel momento in cui mi arriva un’opportunità, devo immediatamente lavorare su me stesso. Altrimenti il Creatore mi aiuterà ad uscire dalla buca una o due volte e poi mi abbandonerà perché non faccio nulla da me. Egli mi manda l’aiuto: attraverso il gruppo, gli amici, in modi diversi, ma se io non rispondo sufficientemente, Egli mi abbandona.

Ne consegue che Egli aggiungerà della negatività e della sofferenza nel punto bassissimo in cui sono caduto, sotto forma di diversi problemi corporali, di modo che alla fine comprenderò che non ho scelta e che mi devo elevare. Vedrò che ne vale la pena sforzarmi un po’ e progredire per le più semplici ragioni corporali.

Proverò a sfuggire dalla materialità verso la spiritualità perché mi sento male nella mia vita quotidiana.
In questo caso, non mi eleverò attirando la Luce che Riforma, ma grazie alle quotidiane sofferenze corporali.
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(Dalla 1.a parte della Lezione Quotidiana di Kabbalah del 07.01.2013 “Introduzione allo studio delle Dieci Sefirot”)

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Il Comandamento dell’amore

Domanda: Che cosa significa dare piacere al Creatore?

Risposta: Deliziare, dare piacere al Creatore, amare il Creatore, queste sono tutte parole molto belle. Ma come si può amare una forza, anche se questa è eterna e gestisce tutto quello che c’è? Tutte queste parole sono dette ad una persona in modo da potersi adattare in qualche modo.

Dobbiamo imparare ad amare il Creatore solo attraverso l’amore per gli altri. Nell’articolo, “Un comandamento,” non vi sono delle istruzioni per arrivare ad amare il Creatore. Ma come possiamo essere obbligati ad amare? Possiamo farlo solo quando lavoriamo sull’ amore di un altro, dobbiamo creare una massa comune dei nostri desideri verso l’altro, una connessione comune al di sopra del nostro egoismo, e ricoprirla con l’amore reciproco. È scritto: “L’amore copre tutte le colpe”. Quando costruiamo una proprietà collettiva di mutua connessione e desideriamo verso tutti mentre interiormente coltiviamo l’amore, allora all’interno del nostro egoismo sorge una struttura completamente nuova: l’adesione reciproca, la mutua inclusione.

Amore vuol dire che io mi assumo tutti i vostri desideri e mi prendo cura di loro, pensando solamente a come soddisfarli, mentre voi pensate al mio, e così via. Amore significa soddisfare i desideri dell’ altro al posto del mio, utilizzandoli per questo scopo. Se organizzo dentro di me tali condizioni, allora, così facendo, sviluppo un vaso che lavora per il bene della dazione. E questo vaso comune che tutti noi stiamo creando insieme contiene la nostra componente collettiva chiamata “amore per il Creatore”.

Cominciamo a sperimentare non solo il vaso comune, il nostro atteggiamento verso gli altri, l’amore per loro, il dare a loro, ma anche noi cominciamo a percepire ciò che mi riempie lungo la strada. Questa sensazione è chiamata il Creatore, Boreh in ebraico (“Bo” – vieni, “Reh” – vedi). Quando creiamo un vaso collettivo spirituale, come risultato il Creatore si rivela.

Quindi, la Mitzvà principale è molto semplice: “Ama il prossimo tuo”. Attraverso l’amore per un altro, nel vaso che hai creato, sentirete l’amore per il Creatore e, rispettivamente, il suo amore per voi.

Domanda: Qual è l’obiettivo finale di questo lavoro?

Risposta: È nel fatto che si arriva ad una completa somiglianza e adesione con Lui nel nostro egoismo riformato. Questo è il modo per elevarsi al livello del Creatore. Questo è l’obiettivo finale della creazione. Si inizia a sperimentare una sensazione di essere in totale adesione con Lui, ma non vi dissolvete in essa, perché il vostro intero vaso rimane con voi.

In altre parole, la sensazione di essere opposti non viene distrutta dall’adesione con il Creatore che si verifica al di sopra, altrimenti si verificherebbe l’annientamento reciproco. Quindi, dobbiamo vedere il nostro egoismo, come l’aiuto attraverso cui ci muoviamo in avanti. Dovremmo trattarlo con il dovuto rispetto in quanto è l’immagine rovesciata del Creatore. Al contrario, il nostro mondo è la Sua immagine inversa al nostro livello.
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(Dal congresso di Novosibirsk del 08.08.2012, Lezione 4)

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Guardare dal punto di vista del Creatore

Domanda: L’egoismo è il motore del progresso. Come posso raggiungere la sua essenza?

Risposta: Incominciando a relazionarti ad esso in modo corretto: l’egoismo ti sta assistendo, è “aiuto contro”. Si sviluppa in modo che tu possa trasformarlo nel suo contrario, e allora diventerà un aiuto. Se guardiamo le cose per bene, la vita smetterà di sentire una dura resistenza e un “muro infrangibile”. Al contrario, continuerai sempre a giocare con il tuo egoismo, “manipolandolo” costantemente. Vi aiutate l’un l’altro, ed è risaputo che sia la cosa più giusta da fare.

E ad un tratto, dietro l’egoismo appare il Creatore. Si scopre che Lui sta tirando le corde, e ora Egli diventa il vostro partner. Prova a vedere tutto, non solo dal basso verso l’alto, ma anche dall’alto verso il basso e, non dal punto di vista della creazione, ma dal punto di vista del Creatore, il che significa come Egli deve limitare stesso, ciò che deve inviarti e come.

Supponi di aver ricevuto qualcosa da lui. Ora considera come lavorare con esso dal basso, inoltre, puoi prendere uno sguardo dal Suo punto di vista e visualizzare come Egli ti manda certe condizioni e come scendano verso il basso fino a formare l’esatta situazione in cui ti trovi.

E cosa dovrei fare adesso? È necessario ricorrere a Lui dal basso verso l’alto, dargli credito per tutto, e cominciare a studiare con pazienza mentre distingui come organizzare le cose in modo da rafforzare la consapevolezza di due principi:

  1. Non esiste nessuno tranne Lui
  2. Buono e Benefattore

Questa è la chiave. Dopo tutto, non importa ciò che il Creatore mi sta dando, ogni caso si riduce a questo, e per tutto il tempo l’obiettivo deve essere questo. Come risultato, ogni volta, la risposta dovrebbe essere come segue: portare questi due principi (1, 2) da stato a stato, migliorarli sempre di più. Questo è il solo scopo di tutto ciò che accade.

Ovviamente, al fine di attuare questo, ho bisogno di una garanzia, il supporto, la Luce che Riforma (Luce Circostante, Ohr Makif – O “M), e, in generale, il metodo kabbalistico. Ma in un modo o in un altro, tutto ciò avviene al solo scopo di darmi la possibilità di avvicinarmi a rivelare il Creatore, come “Non esiste nessuno tranne Lui, che è Buono e Benefattore”.

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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 14.12.2012, “La Pace”)

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Una lettera agli amati al fronte

Domanda: Come possiamo connetterci a quello che studiamo nel TES riguardo Malchut che eleva MAN a Zeir Anpin, la preghiera da dove comincia la nascita spirituale, nel congresso delle donne?

Risposta: Vero, comincia tutto della deficienza femminile; questa è quella vera, la deficienza di Malchut. Zeir Anpin rappresenta il maschile e Malchut, Nukva, il femminile.

Noi ci aspettiamo un forte desiderio generale da essere accumulato e messo insieme nelle donne in questo congresso al di sopra di tutte le differenze e l’individualismo. Noi speriamo che le donne si aiuteranno l’un l’altra a connettersi e saranno in grado di elevare la loro deficienza generale talmente tanto che si farà sentire nel sistema spirituale.

Se è sentito e rivelato nel sistema generale anche noi uomini lo sentiremo. Ho chiesto alle donne di scrivere una lettera con una richiesta, con una domanda, con un appello dal congresso delle donne a quello degli uomini, ma realmente, nel mondo spirituale, non importa veramente se la richiesta è espressa tramite scrittura, la cosa più importante è che sia incorporata nel sistema del desiderio generale della creazione, della realtà generale.

Una lettera, comunque, può affrettare questa dazione e tenerci insieme, giacché ci obbliga a rispondere; speriamo che riceveremo una forte spinta dal congresso delle donne, uno stimolo, una richiesta per attirare la Luce che Riforma.

Se provassimo a raggiungere la Luce in accordo con la richiesta delle donne, noi avremmo una forma simile alla dazione in confronto alla forma che potremmo creare da noi. Le donne possono anche chiedere egoisticamente per loro stesse per aiutarle a connettersi e a raggiungere la spiritualità. Ma quando questo desiderio è mirato alla dazione e connessione, almeno un pochino, è connesso alla saggezza della Kabbalah e incorporato in un uomo; lui accetta già che sia un desiderio spirituale, giacché è una domanda estranea.

Allora dal riempimento di questa richiesta noi creiamo un atto spirituale molto più forte che se provassimo a crearlo da noi stessi, per noi stessi.
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(Dalla 3° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 09.0.2013, “Introduzione alla Studio delle Dieci Sefirot”)

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Le azioni del fronte casalingo preparano le armi per l’attacco nel deserto

Domanda: Ultimamente il Creatore ci sta fornendo le perfette condizioni per esprimere il nostro atteggiamento positivo verso di Lui nei due prossimi congressi: il congresso delle donne Un’unica Donna Globale ed il congresso degli uomini Una Fiamma nel Deserto. Come ci dovremmo preparare per realizzare con successo l’opportunità che ci viene data?

Risposta: E’ molto importante rispettare il congresso delle donne e non denigrarlo con arroganza. Questo perché si tratta di un’azione spirituale e non di un’azione corporale. E’ un’azione molto significativa nella spiritualità, che non è meno importante del congresso degli uomini. Io li vedo come assolutamente uguali e spero veramente che la generale mancanza che le donne conseguiranno e stabilizzeranno in questo congresso ci influenzerà ed opererà con forza su di noi, gli uomini.

Raggiungeremo il congresso nel deserto pronti ed equipaggiati con questa grande, buona e corretta mancanza con un desiderio ardente per la correzione, e saremo in grado di rivelare e mettere insieme con tutte queste parti la prima parte dell’anima corretta.

Ogni persona ha i suoi punti di forza e i suoi punti deboli. Ma la spiritualità è un sistema perfetto, e quindi chiunque compia una rivelazione colma tutti gli altri. Ci colmiamo reciprocamente. Spero che questo si possa veramente realizzare. Se ci impegneremo seriamente a camminare verso la connessione, ce la faremo.

La prima parte dell’anima corretta è l’obbiettivo dei prossimi due congressi per raggiungere la rivelazione del Creatore all’essere creato, per renderLo felice, per rivelare il primo livello dei 125 livelli spirituali.
[97651]

(Dalla 1.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 08.01.2013 “Introduzione allo Studio delle Dieci Sefirot”)

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Il Congresso delle donne: Un unico desiderio

Domanda: Che cos’è l’unione del desiderio?

Risposta: Il desiderio non si riferisce ai desideri di questo mondo: cibo, sesso, famiglia, denaro, potere, e conoscenza, ma al desiderio di unirsi, per uscire da se stessi, per dare.

Dobbiamo sforzarci di ottenere un desiderio enorme che tutti noi vogliamo. E quando, avendo superato noi stessi, noi tutti desidereremo la nostra unione, riceveremo la Luce superiore che ci connetterà e formeremo un’anima comune, un sistema comune spirituale. In esso, inizieremo ad esistere.
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(Dalla lezione virtuale del 06.01.2013)

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Passare avanti la Luce come in una catena

Domanda: Se un uomo raggiunge un certo livello di correzione, influisce sul resto del mondo?

Risposta: Naturalmente, la correzione di ogni uomo influenza tutti gli altri poiché siamo tutti nello stesso sistema. Abbiamo quindi il concetto di “diritto di nascita”, che ci aiuta a progredire. Come può aiutarci il concetto di “diritto di nascita” e che cos’è? E’ una specie di documento storico tenuto in un archivio? Naturalmente no.

Si tratta della correzione dei desideri. I grandi Kabbalisti, i saggi del Talmud, hanno compiuto una correzione speciale dopo la quale non dobbiamo più attraversare una penitenza fisica per uscire dal nostro ego. E’ sufficiente fare lo sforzo di studiare la Kabbalah. Se studio in un gruppo e mi voglio connettere agli altri al fine di scoprire il Creatore nella connessione tra di noi ed in questo modo renderLo felice, è abbastanza per farmi progredire. Non devo tormentare il mio corpo, picchiarmi e farmi buttare a terra.

Prima della correzione dei saggi del Talmud, un uomo affliggeva il proprio corpo se voleva raggiungere l’elevazione spirituale. In base alle leggi della natura dovevamo umiliare il nostro corpo fisico e affliggerlo in modo da voler uscire dalla nostra pelle. I Kabbalisti del passato hanno compiuto le correzioni in modo che non dovessimo più usare questi metodi.

I nostri progenitori appartenevano alle Sefirot: Keter, Hochma, Binà, e Daat (HBD). Poi sono arrivati i saggi del Talmud che appartenevano a Hessed, Gevura, Tifferet (HGT) e per questo essi sono chiamati i “figli”. Il periodo dei saggi del Talmud è durato fino alla distruzione del secondo Tempio. Questi Kabbalisti hanno corretto la parte della creazione che apparteneva al loro desiderio. Perciò, la Luce si è rivestita negli stessi vasi e si è avvicinata a noi!

Noi apparteniamo alle ultime Sefirot: Netzach, Hod, Yesod (NHY). Ogni periodo: HBD, HGT, e NHY dura duemila anni e oggi abbiamo raggiunto l’anno 5773, il che significa che abbiamo quasi raggiunto la fine dei 6000 anni di correzione.

Prima la Luce Circostante raggiungeva solamente il cerchio più esterno – HBD. Ma i padri l’hanno avvicinata attraverso le loro correzioni ed ha raggiunto le Sefirot di HGT. I saggi del Talmud hanno portato la Luce Circostante ancora più vicino a NHY, e poi i Kabbalisti che sono vissuti durante l’ultimo esilio ci hanno portato la Luce ancora più vicino. Ciò significa che i Kabbalisti del passato ci hanno preparato le correzioni che adesso possiamo usare. Si tratta di un solo sistema generale.

Con le nostre correzioni, stiamo preparando l’infrastruttura per la prossima generazione. Questo aiuto non è solo nei libri e nei video che produciamo; l’importante è che stiamo preparando un sistema pieno di Luce per le prossime generazioni e stiamo avvicinando la Luce ancora di più! Grazie a ciò, il mondo intero si sta svegliando e non è a causa di alcuni articoli o video su internet.

Tutto si risveglia dal basso, attraverso il sistema generale delle anime. Quindi, più siamo uniti, desiderando la rivelazione della Luce nella connessione tra di noi, più avviciniamo la Luce a tutta l’umanità.

In questo modo possiamo comprendere la connessione tra tutte le anime, in tutte le generazioni. Grazie ad ogni correzione, la Luce si avvicina gradualmente ai desideri che sono più corposi e più interiori. Fin tanto che non ci saremo corretti, ci saranno parti del desiderio del mondo che non saranno in grado di risvegliarsi.
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(Dalla 1.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 31.12.2012, “Introduzione allo Studio delle dieci Sefirot”)

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Kabbalah per Tutti – 14.01.2013

Kabbalah per Tutti “Conversazioni”
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