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I tempi passati da molto

Domanda: Supponiamo di avere due personalità conflittuali, una capo contabile e un dirigente marketing che si rivolgono al loro direttore in qualità di arbitro. Quali principi egli dovrebbe prendere in considerazione per risolvere il conflitto: gli interessi degli affari, le relazioni personali, o le leggi della natura?

Risposta: Per esempio, io risolverei queste faccende in modo semplice. Chiederei loro di lasciare l’ufficio e di risolvere le loro questioni da soli perché questo non è il modo per risolvere i problemi.

Abbiamo già finito la fase dello sviluppo umano dove era possibile risolvere i problemi al livello del “re-padre” che decideva per gli altri. Nel caso esaminato, il direttore non deciderebbe perché il suo pensiero non è integrale, e dunque non funzionerebbe.
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(Da Kab.TV “Segreti Professionali” 08.02.2013)

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La coppia: Amici

Domanda: In che modo il mondo degli affari ha bisogno di essere collegato alla famiglia basata sulle leggi della totalità della natura?

Risposta: Al momento siamo in una tale situazione in cui le masse non sono ancora inserite nell’educazione integrale. Dunque, nel frattempo, è difficile per noi parlare di questo progetto. Tuttavia, immaginiamo che domani durante la pausa pomeridiana, portassimo un po’ di lavoro al laboratorio dove sono presenti alcune coppie sposate. Esse condividono delle idee su come risolvere vari problemi e si aiutavano a vicenda a risolvere i problemi che hanno davanti.

La questione è che ci sono delle cose che, in linea di principio, non possiamo cambiare in noi stessi, ma possiamo cambiare il nostro atteggiamento verso queste cose. Chiediamo ai partecipanti alla discussione di cambiare il loro approccio, di essere più tolleranti, comprensivi, compassionevoli, collaborativi, e così via.

Questo è il primo obbiettivo che dobbiamo conseguire nei lavori familiari di gruppo. Attraverso la discussione insieme di tutte le questioni possibili, gli uomini incominciano a capire che questo genere di problemi esistono per tutti, e questa consapevolezza li calma, riduce l’ardore della passione di metà. Quando vedo che la stessa cosa succede a tutti, allora mi rilasso: “Cosa si può fare? Tutti vivono così”.

Secondariamente, gli uomini si danno a vicenda dei consigli interessanti.

Durante le discussioni, all’improvviso ognuno inizia ad ascoltare ciò che non aveva ascoltato prima. Quando entrambi, il marito e la moglie, si alzano ed esprimono insieme le loro opinioni, allora si crea una connessione più forte tra di loro. Incominciano a sentire la forza di una coppia che affronta tutte le altre. Questo fatto li unisce, dona loro una sensazione molto forte di identificazione! In seguito, diventano qualcosa di completamente diverso.

Dunque, momenti come questi sono molto di aiuto, soprattutto quando i coniugi si alzano. All’inizio, nei lavori di gruppo, è possibile parlare di tutte le cose diverse possibili, tranne che dei problemi che sono particolarmente seri, come la droga o l’adulterio. Per quanto riguarda questo genere di problemi che sono difficili da risolvere, una persona ha bisogno di affrontarli con attenzione e nel tempo. Tuttavia, alla fine, per le coppie è possibile anche trovare la loro soluzione attraverso la connessione nel modo integrale.

I lavori di gruppo integrali cambiano le persone e le avvicina.

Domanda: E’ vantaggioso lavorare con la propria moglie nello stesso posto di lavoro o essere soci al lavoro?

Risposta: Se si tratta del lavoro personale della coppia, allora è vantaggioso.

Per quanto riguarda lavorare nella stessa azienda, quello che succede è che, quando le persone iniziano a prendere parte alla connessione integrale, le loro relazioni personali sono eliminate e soprattutto, le relazioni collettive iniziano ad elevarsi perché hanno uno spazio per le emozioni che è completamente diverso – non è piatto o lineare. Dunque, non vedo alcun problema al riguardo.
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(Da Kab.TV “Segreti Professionali” 08.02.2013)

Quando la luce incontra le Reshimot

Domanda: A volte mi stupiscono i miei stessi pensieri, ma da dove vengono?

Risposta: Dal Creatore.

Domanda: Ma anche quando penso ai miei pensieri, è sempre qualcosa che viene da Lui. Ed allora io nei fatti dove sono?

Risposta: Devo attribuire a Lui ogni cosa, tutto ad una stessa sorgente, alla Luce che si riversa da Sopra e richiama le Reshimot sotto. L’incontro della Luce con le Reshimot è quanto ha creato la realtà in cui sono. Da questo si sviluppa il mio senso della realtà.

Ci sono cinque livelli di sviluppo dentro di me ed io desidero ottenere la sorgente, il mio Creatore, il che significa che ho raggiunto il quinto livello. Poi desidero raggiungere quello di cui sono costituito: la “Luce” e le Reshimot.

In altri termini mi domando riguardo al significato della vita: Da dove viene la vita? A che scopo e come?

Di solito questa domanda arriva per via di sentimenti dolorosi, quando mi sento male. In questo caso i Kabbalisti ci dicono che una persona non può capire e fare nulla da sola. Prima deve raccogliere e costruire un sistema nel quale opererà – sia dalla prospettiva delle Reshimot e sia dalla prospettiva della Luce.

In questo sistema, ci sono io e gli altri, e questo mi permette di evocare le Reshimot e la Luce. Poi inizio ad assomigliare al Creatore, come è detto, “Ti conosceremo per via delle Tue azioni”

Questo sistema è detto un “gruppo“.
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(Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 01.03.2013, “La Pace”)

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Equilibrio collettivo

Domanda: Gli uomini hanno delle sensibilità che differiscono. Esiste l’eventualità che qualcuno non riesca ad integrarsi nell’unione che si manifesta durante i workshop?

Risposta: E’ quasi impossibile, perché gli uomini che siedono insieme in cerchio si influenzano a vicenda. E questa è la ragione per cui il più insensibile tra loro acquista gentilezza, tenerezza e sensibilità dagli altri, ed il più sensibile realizza un equilibrio attraverso gli altri. Tutto raggiunge un comune denominatore.

Gli uomini non hanno nulla di personale perché tutto cambia nella collettività. Tu dici che alcuni di loro si sentono così e qualcun altro si sente in modo diverso. Non c’è più “qualcuno” – ogni uomo include tutti gli altri in se stesso.
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(Da Kab TV “Segreti Professionali” 08.02.2013)

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Annullare se stessi e sapere=Rivelare=Connettersi

Domanda: Come è possibile integrare l’annullamento di se stessi verso il gruppo ed il desiderio di comprendere il significato del testo che viene studiato?

Risposta: Una sensazione non cancella l’altra. Devo desiderare ardentemente insieme agli altri di connettermi in un solo punto comune. In questo punto di connessione dove siamo insieme, percepiamo dei fenomeni che sono chiamati Malchut.

Prima di tutto, è richiesto il desiderio di tutti di integrarsi insieme agli altri. Per questo, sono necessari i seguenti elementi: auto-annullamento, la grandezza dello scopo, e l’importanza degli amici e del gruppo. Ci dobbiamo concentrare insieme su tutto questo e desiderare questo punto di connessione generale.

Gli altri uomini partecipano insieme a me in questo desiderio ardente. Agiamo insieme, ognuno annulla quello che ha. Lasciamo il mondo intero sul fondo e tutti noi ci spingiamo in avanti. Attraverso la nostra connessione, vogliamo formare il vaso della dazione nel quale la nostra relazione con il Creatore, il desiderio di donare, nascerà.

Poi, in questa brama di donare al Creatore, incominceremo a percepirLo, la Luce Superiore che cala su di noi e ci colma. Più questo desiderio si fa chiaro, crescendo secondo lo spessore del desiderio: 0, 1, 2, 3, e 4, più questo desiderio si svilupperà. E nella stessa misura, la forza della dazione, l’adesione con il Creatore si riveleranno in noi. Questo è in sostanza tutto il nostro lavoro.

La domanda è: come può essere combinato il desiderio di auto-annullamento e la comprensione del materiale studiato? Comprendere significa conoscere, nel senso di rivelare e connettersi. La Sefira Daat (Conoscenza) simboleggia la connessione, come è detto, “E Adamo conobbe Hava (Eva) sua moglie”.

Quando io mi annullo fino in fondo, mi aiuto a prepararmi per la connessione. Senza questo, non sarò in grado di connettermi con gli altri. Al fine di elevare il punto della connessione, devo annullare me stesso.
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(Dalla 1.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 28.01.2013, Gli scritti di Baal HaSulam)

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Con il gruppo sulla montagna del Creatore

Baal HaSulam, “Un discorso per il completamento dello Zohar“: Se l’intenzione di un uomo nello studio della Torà e nei Mitzvot non è quella di dare beneficio al Creatore ma a se stesso, non solo la natura del desiderio di ricevere che c’è in lui non verrà invertita ma, il desiderio di ricevere che c’è in lui sarà molto più grande di quello che gli è stato dato dalla natura alla sua creazione.

Domanda: Baal HaSulam sta parlando di noi qui?

Risposta: Sì e no. Prima il desiderio di ricevere deve essere rivelato al suo massimo. Questo perché un uomo può soltanto correggere i difetti che sono dentro di lui. Ma fino a quando un uomo non acquisisce il Masach (lo schermo), il desiderio cresce in modi differenti: o attraverso il piacere o attraverso la sofferenza.

Nel secondo caso, cresce nella volontà di evitare la sofferenza, e questa pressione dirige la sua crescita in una certa direzione, nella direzione che è “anti-sofferenza”. Per quanto riguarda il piacere, cresce “inghiottendo” questi difetti e si trova sempre in una doppia mancanza.

Allora, durante il periodo della preparazione, quando desideriamo ardentemente la connessione e l’amore, il desiderio cresce in direzione opposta al fine di fornire costantemente il materiale per la correzione. Nell’insieme, la crescita del desiderio non si ferma e non si ritira, si muove sempre in avanti.

Domanda: Qual è la differenza tra il desiderio che cresce opposto allo scopo ed il desiderio che cresce orientato verso lo scopo?

Risposta: Supponete che ci sia un posto carino dove a tutti siano dati dei regali. C’è un binario che raggiunge questo posto ed io ci posso arrivare con un treno.

Posso muovermi all’indietro credendo che vada bene (!) fino a quando non sbatto contro qualcosa e scopro di aver scelto la strada sbagliata. Scoprendo un minus (-), mi resta una domanda (?): Dunque, cosa dovrei fare adesso? Allora incomincio piano piano a muovermi in avanti. Questo è il lungo cammino della sofferenza. Infatti, compio una deviazione prima di scoprire di aver preso la direzione sbagliata. Tuttavia, nel corso del processo, il mio desiderio cresce.

Posso essere attirato in avanti metro dopo metro lungo i 125 livelli; il mio desiderio di ricevere cresce ancora rendendo la strada sempre più dura. Diciamo che non è più un binario piatto ma un’ascesa su per una montagna che diventa sempre più ripida. Lassù, in cima alla montagna, si trova il palazzo del Re, e la strada per arrivarci può essere difficile, ma è diritta e senza alcuna deviazione.

Domanda: In base a quali parametri mi verifico? Come faccio a sapere che sto puntando diritto alla montagna e che non sto andando nella direzione opposta?

Risposta: I parametri sono il gruppo e, all’interno di esso, l’annullamento e la connessione. In poche parole, non ci sono altri mezzi con i quali puoi verificare e misurare con sicurezza i tuoi passi.
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(Dalla 4.a parte della lezione Quotidiana di Kabbalah dello 03.02.2013“Un discorso per il completamento dello Zohar”)

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Lo spazio condiviso dove nasce una famiglia

Domanda: Quali sono le fasi che dobbiamo attraversare per stabilire le relazioni nella famiglia sino a che non raggiungeremo la completa unità?

Risposta: In primo luogo ho bisogno dell’aiuto di mia moglie, che è detto “l’aiuto in contro”, così posso esaminare me stesso ed unirmi ed esplorare l’altro il più possibile. Devo scoprire che vedo gli altri come figure distorte dall’ego che li rappresenta per me. Questa è la psicologia che dobbiamo imparare; questo è quello che dobbiamo insegnare a tutti in modo da essere degli adulti maturi che capiscono i loro stessi sentimenti e attributi speciali. Poi ciascuno sarà in grado di usare tutti i suoi attributi speciali correttamente in relazione al partner.

Prima costruisci una relazione con tua moglie, disegnando la tua e la sua immagine e decidendo sino a che punto puoi entrare nella sua e lei nella tua e dove c’è un punto di incontro. Si inizia dalla comprensione di base secondo cui siete due egoisti l’uno di fronte all’altro separati da una distanza infinita. Adesso ciascuno deve lasciare questo punto di partenza ed avvicinarsi al partner.

Più mi avvicino all’altro lato, più mi allontano dal mio punto di partenza naturale e più difficile diventa avanzare. E’ anche sempre più difficile per mia moglie sino a che lei rimane con il suo “se stessa”. Dobbiamo ringraziarci l’un l’altra per questi sforzi, e così saremo capaci di avanzare mano a mano l’uno verso l’altra. Tutto questo succede grazie alle concessioni che ci facciamo sino a che raggiungiamo una connessione interiore.

Questo è il punto di contatto per cui siamo pronti ad abbandonare la nostra posizione e a connetterci. Connetterci significa ricevere dalla propria moglie quello che è essenziale per lei secondo il carattere, così che diviene l’essenziale per me. E così si crea il contatto tra di noi, una connessione, un’incorporazione mutua. Ci sono delle protusioni delle rientranze in ognuno di noi grazie alle quali ci colleghiamo.

Quello che è importante per mia moglie dovrebbe essere importante anche per me, e lei fa la stessa cosa verso di me in modo da creare uno spazio condiviso tra di noi. Lavorando in questo spazio, grazie ai nostri sforzi di continuare la connessione in stati differenti, ci aiuta a connetterci. Questo spazio condiviso è detto la coppia.

Ci sono spazi enormi oltre questi spazi condivisi che appartengono solo a me ed a lei. E’ come due cerchi che si intersecano con un’area in comune nella quale ognuno riceve i desideri dell’altro come se questi fossero più importanti dei suoi stessi desideri.

Io vedo che non c’è scelta e che queste sono le necessità di mia moglie. Cosa dovrei fare per le aree che sono ancora distanti? Ci dovremo lavorare sopra, chiarirle e grazie a sforzi comuni che facciamo sul nostro desiderio arrivare a creare una cosa sola di noi due.

Se sappiamo come unirci in unico insieme nella famiglia, allora riusciremo nei grandi cerchi più esterni, anche in quelli molto più ampi, sino a che l’intero mondo diventa una persona. E così non ci sarà una crisi integrale, globale. C’è tanto di ogni cosa nel mondo, ma ci siamo sviluppati nella direzione sbagliata. Invece di sviluppare ogni cosa per l’uomo buono, ci siamo comportati in modo da nuocergli. E’ come nel caso di una coppia chiusa a chiave in un appartamento incapace di andare d’accordo e così sono pronti a bruciare ogni cosa con il loro odio reciproco; è la stessa situazione e lo stesso problema.
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(Da una “conversazione di “Una Nuova Vita” 25.07.2012)

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Sottigliezze di ricezione allo scopo di dare

Domanda: Come può il desiderio di ricevere lavorare al fine di dare?

Risposta: Si può se si ha l’intenzione con lo scopo di dare. In questo caso si ottiene un desiderio da qualcun altro e questo gli permette di dare.

Keter ha creato il desiderio di ricevere, Hochma. Al termine di questa fase il desiderio sente una scintilla di dazione, ne fa la sua parte principale, e ora vuole solo dare.

Così è stata creata Bina, e le sue prime tre Sefirot (GAR di Bina) sono simili a Keter. Proprio come in Keter, il punto rosso (nel disegno) determina l’essenza di Keter così fa la dazione, determina l’essenza di Bina. Di conseguenza, la creatura diventa simile al Creatore e segue i suoi esempi: Keter ha creato Hochma, così Bina, anche, ha preso la sua metà inferiore, le sette Sefirot inferiori (ZAT di Bina) da Hochma.

La questione è se si sta ricevendo o dando quando la parte inferiore di Bina riceve la Luce di Hochma.

Nel complesso, è circa l’azione del punto stesso, che sente la dazione da questa azione.

La parte superiore di Bina è un desiderio di donare che si rivolge al Creatore: Vuole dare come Lui (↑), e per lo scopo di fare che riceve (↓). La dazione in realtà si trova nel riempimento di sette Sefirot inferiori.

Allo stesso modo una madre nutre il bambino ed è felice per lui, il che significa che è possibile riempire i vasi di ricezione e attraverso ciò, dare.

Domanda: Allora come fanno i vasi di ricevere a trasformarsi a loro volta in vasi di dazione?

Risposta: Dopo che sono “limitati”, essi sono pieni di Luce di Hassadim, questo è già dare al fine di dare, Lishma (nel suo nome). Poi possiamo usarli anche per ricevere al fine di dare. Così diventano vasi di dazione, dal momento che ricevere al fine di dare è pura dazione. Questo è l’unico modo in cui gli esseri creati possono dare.

D’altra parte, dare con lo scopo di dare non significa che sia dazione reale. È solo la preparazione per la dazione effettiva, e questo è il processo di correzione dei vasi.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 24.01.2013, Scritti di Rabash)

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I segreti della lettura dello Zohar

Domanda: E’ vero quello che si sente dire che quando guardiamo le lettere del Libro dello Zohar in Aramaico questo ci collega automaticamente alla Luce anche se non capiamo la lingua?

Risposta: Non succede nulla automaticamente. Questa situazione può paragonarsi al caso di un neonato che nasce e vive in questo mondo e cresce per via del fatto che ci si prende cura di lui, ed egli si annulla dinanzi alle persone adulte. E’ una caratteristica innata e, grazie a quella, egli permette ai genitori di prendersi cura di lui. Loro lo fanno ed egli cresce.

Se una persona si annulla mentre studia durante la lettura del libro dello Zohar, egli si pone sotto l’influenza e la custodia degli amici, anche se non capisce e non sente nulla, solo perché vuole stare sotto l’influenza della Luce, degli amici e della società che se ne interessa. In ogni caso è necessario che egli abbia quell’intenzione. Anche quando se ne dimentica, egli comunque ha bisogno di sentire che egli appartiene a questo.

Domanda: Come si può seguire il testo mentre si legge il Libro dello Zohar e contemporaneamente mantenere l’intenzione?

Risposta: La cosa più importante è l’intenzione, ed il testo è importante nella misura in cui gli possiamo attribuire la giusta intenzione. Gradualmente, egli inizia a vedere il giusto significato delle parole che contiene: un “bambino”, “saggio”, Sefirot, Malchut e Bina. Egli lo vedrà. Sotto l’influenza della Luce che riforma che agisce molto lentamente, gradualmente, a poco a poco, una persona inizierà a sentire diverse impressione. Egli sentirà la connessione con quanto legge.

Domanda: Quale dovrebbe essere il nostro approccio mentre leggiamo il Libro dello Zohar o cosa dovremmo cambiare in esso in modo che la Luce ci influenza e ci cambi?

Risposta: Dobbiamo assolutamente connetterci. Una persona dovrebbe sentire di essere in un gruppo unito come un commando, come in uno stesso insieme fatto di parti separate. Altrimenti le sue intenzioni non sono le giuste intenzioni.

Così, non appena sente l’intera realtà collegata in se stesso, egli desidera appartenere al Creatore assieme ad essa, desidera connettersi ed aderire a Lui. Egli comprende che questo accade per via del suo cambiamento interiore e lo desidera.
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(Dalla seconda parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 21.02.2013, Lo Zohar)

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Tutti prendono una decisione

Domanda: Possiamo ora prendere le forme di unione integrale già pronte e attuarle sul posto di lavoro?

Risposta: No. Se iniziassi a implementare questo nei luoghi di lavoro sarebbe comunismo puro, non funzionerebbe. Dovresti portare gradualmente le persone ad un livello integrale, in caso contrario, non ne verrebbe fuori nulla.

Quando l’avanzamento spirituale delle persone, l’interconnessione, la sensazione di essere una comunità, e il lavoro diventerà per loro una cosa comune, quando sentiranno che i loro contributi determinano il destino della società il quale si riflette chiaramente su di loro, sulla loro interazione, sulla loro realizzazione morale e materiale, allora sarà possibile avviare queste azioni.

Inoltre, è necessario dimostrare che eliminando alcuni problemi e riducendo i costi inutili grazie alla nostra buona cooperazione, potremo permetterci di aumentare del 20% i salari dei lavoratori meno pagati, mentre i lavoratori più retribuiti saranno pronti a ridurre i loro stipendi del 5%.

Domanda: Come possiamo prendere queste decisioni, dopo tutto, ognuno di noi ha un diverso livello di sviluppo?

Risposta: È necessario stabilire alcuni criteri: assenteismo, numero di giorni di malattia, qualità del prodotto, velocità e affidabilità. È necessario prendere in considerazione tutti i fattori che esistono nell’azienda: l’ammortamento, il livello di energia risparmiata, la quantità di risorse umane e materiali, ecc.

Allora diventerà chiaro quanto avrete avuto successo come risultato delle corrette relazioni con gli altri, ossia quando ci si relaziona agli altri come in una sola famiglia: si risparmia energia, non si creano problemi, ci si prende cura degli altri e ci si sostiene a vicenda, ecc. Secondo questo, è possibile aumentare gli stipendi o fare qualcos’altro. E la gente sarà orgogliosa!

Queste decisioni sono prese dal comitato locale, che comprende le persone più spirituali e collettivamente coscienti, dal personale delle pulizie ai vicepresidenti, che insieme discutono in una tavola rotonda, e per di più si sentono assolutamente uguali.

Il comitato locale è un gruppo selezionato di persone che rappresentano l’intera società. Essi non sono promossi in base ad una lista preparata, ma direttamente nel corso della riunione generale in cui tutto il team seleziona e vota per loro. Questa è una parte della loro unione collettiva, sulla base dell’analisi di chi può realmente esprimere la propria opinione.
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(Da Kab.TV “Segreti Professionali” 05.02.2013)

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