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I virus benefici

Dr. Michael LaitmanDomanda: Non è pericoloso unirsi agli altri? Possono trasmettermi malesseri e sentimenti negativi?

Risposta: Nella vita ci scontriamo ed interagiamo con altre persone e durante la vita, ogni tipo di germi e virus passano dall’uno all’altro. Ma proprio per questo diventiamo più forti e sviluppiamo l’immunità.

La stessa cosa accade anche quando applichiamo il metodo dell’unione. Quando lavoriamo sull’ego separatamente è pericoloso, ma quando cominciamo a lavorare insieme e ci eleviamo al di sopra di esso scopriamo quanto sia utile. Viene dato come aiuto contro di noi. Questo è il metodo della correzione che dobbiamo studiare.

Dobbiamo essere grati al nostro egoismo perché, con il suo aiuto, saliamo la scala spirituale di 125 livelli.

Quanto più in alto saliamo sulla scala, tanto più il nostro egoismo cresce e si sviluppa.

È un processo stupefacente in cui più l’uomo sale, più diventa egoista e, nello stesso tempo, diventa più spirituale. In questo senso la Saggezza della Kabbalah differisce da tutti gli altri metodi, perché noi usiamo tutte le forze della natura inclusa la forza egoistica. Nulla viene lasciato fuori dalla mia correzione, assorbo tutte le forze positive e negative e le unisco in una simbiosi, un legame speciale, grazie al quale salgo la scala spirituale.
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Dalla lezione di Kabbalah in russo 15/11/15

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Imparare dai Saggi

Dr. Michael LaitmanDomanda: Perché non sei contento di conseguire il significato rivelato della Torah? Perché dobbiamo penetrare gli strati interni nascosti?

Risposta: Secondo il Baal HaSulam nell’Introduzione a Lo Studio delle Dieci Sefirot e il Gaon di Vilna nel Sidur de HAGRA, è impossibile raggiungere la Torah senza capire i suoi quattro strati.

I saggi che scrissero la Torah e tutti i libri sacri, li scrissero dal livello dal quale avevano conseguito ogni parte della realtà e della realtà materiale che ci è rivelata. Questo è il motivo per cui voglio imparare da ciò che essi rivelarono nella Torah, e non accontentarmi delle azioni meccaniche. Se non capisco il significato interiore della Torah, non riesco a capire quello che dice e quello che i saggi vollero trasmettere. Io sono come un bambino che non sa leggere, ma che sfoglia un libro guardando solo le foto.
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È possibile per il corpo avere vita eterna?

Dr. Michael LaitmanDomanda: Il corpo fisico dell’uomo è parte della creazione. Se egli impara a vivere in accordo alle Mitzvot (Precetti), il suo corpo diventerà immortale?

Risposta: Il corpo fisico non ha alcun collegamento alle Mitzvot. L’osservanza delle Mitzvot è una correzione dell’ego verso le caratteristiche di dazione e amore per gli altri. È proprio questa la caratteristica chiamata l’Adam (Uomo) corretto.

Ci viene comandato di cambiare gradualmente, di volta in volta, ognuno dei 613 desideri dall’uso egoistico a quello altruistico e, in questo modo, attraverso queste caratteristiche corrette, sentire sempre più il mondo superiore con maggiore chiarezza.

Domanda: Che cos’è il corpo nella Kabbalah?

Risposta: Il corpo è un insieme di desideri. Ora abbiamo 613 desideri egoistici, il che significa un corpo egoistico e, quando correggiamo l’ego, acquisiamo un altro corpo sacro, ovvero, il desiderio di dazione e di amore.
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Dalla Lezione di Kabbalah in russo 11.10.2015

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Il rapporto tra i due mondi

Dr. Michael LaitmanDomanda: Qual è il rapporto tra i due mondi: quello spirituale e quello fisico? È possibile influenzare il mondo spirituale da quello materiale e viceversa?

Risposta: Il mondo è colto dai miei desideri egoistici nel momento in cui assorbo le impressioni e le informazioni attraverso i miei cinque sensi: vista, udito, olfatto, gusto e tatto.

Tutto quello che sento nel mondo materiale, dal massimo assorbimento del piacere e dal massimo rifiuto delle cose spiacevoli, passa attraverso i miei filtri egoistici e vengono classificati. Io voglio vedere solo il bene, quindi mi allontano da tutto il male, tanto da non riuscire ad identificare gran parte di ciò che sta accadendo perché non voglio vederlo.

Tuttavia, il mondo superiore è costruito secondo un principio diverso; io non disegno per me ciò che è bene per il mio ego ma interagisco in senso opposto: io amo gli altri e non me stesso; esco da me stesso per un buon rapporto con gli altri.

E così, comincio a vedere intorno a me un quadro completamente diverso; è un mondo completamente diverso! Si dice che sia superiore perché si trova sopra il mio ego, sopra la mia attuale esistenza.

La connessione tra i due mondi è molto semplice: se io mi relaziono a tutto egoisticamente, sento il mondo materiale, e se mi relaziono altruisticamente, sento il mondo superiore. Questa connessione esiste dentro di me, io connetto i due mondi; tutto sta avvenendo solo in relazione a me. La Saggezza della Kabbalah parla solo della percezione soggettiva dell’uomo.

Domanda: Chi esce verso il mondo spirituale può staccarsi da questo mondo?

Risposta: No. I suoi sentimenti egoistici, bestiali e abituali rimangono in lui e. con tutte le sue pulsioni umane, esce da se stesso per dirigersi verso la connessione con gli altri per dare a loro in base alla regola generale di “Amerai il prossimo tuo come te stesso” (Levitico 19:18). E con questa intenzione di uscire da se stesso, scopre un mondo rovesciato.

Domanda: Questo non sembra troppo semplice? Dopo tutto, chiunque può dire: “Io amo gli altri”.

Risposta: È molto facile dire questo. Quando l’uomo cerca di vedere il mondo superiore, capirà che questo è semplicemente impossibile da fare se non in base ad un sistema specifico di lavoro in un particolare gruppo, con un chiaro supporto, in accordo a particolari libri e ad un metodo speciale. Inoltre, ci vuole un certo numero di anni.

Quindi, chi dice: “Qual è il vostro problema?! Io amo tutti!” è profondamente sbagliato. Questo è l’errore umano.
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Dalla lezione quotidiana di Kabbalah 27.10.2015

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La Saggezza della Kabbalah non è una religione

Dr. Michael LaitmanDomanda: Sta ricevendo un sacco di critiche sulla sua posizione per cui la Kabbalah non è una religione e non ha alcun collegamento al giudaismo. La prego di spiegarci perché i grandi Kabbalisti che sono vissuti nei nostri tempi come Baal HaSulam e Rabash che erano ebrei ortodossi, non abbiano mai detto che Dio è solo natura e non una personalità.

Risposta: Baal HaSulam lo ha spiegato nel modo migliore nel suo articolo L’Essenza della religione ed il suo scopo“. Ne sappiamo ancora di più da Ramchal (Moshe Chaim Luzzatto) riguardo alla Saggezza della Kabbalah per le persone che non sono ebree. Tutta la Saggezza della Kabbalah parla dello sviluppo dell’amore per gli altri, e la religione parla della realizzazione delle Mitzvot (Precetti) materiali.

La definizione di Saggezza della Kabbalah è: il sistema per rivelare il Creatore agli esseri creati in questo mondo. La religione non aspira a raggiungere lo stesso obiettivo della Kabbalah (la rivelazione del Creatore attraverso l’amore degli altri). Quindi non è la stessa cosa.

Pertanto, la sua proposta che Dio è semplicemente una personalità mi fa domandare se forse non siate solo un adoratore di idoli.
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La scala dell’unione

Dr. Michael LaitmanDomanda: È possibile misurare il livello d’unione tra la gente e, in base a questo, poter dire quanto siamo lontani da un altro olocausto?

Risposta: In base al grado di connessione tra di noi possiamo misurare il nostro posto sulla scala spirituale, chiamata La scala di Giacobbe, come saliamo i 125 livelli dal nostro mondo, attraverso cinque mondi fino a quando raggiungiamo Olam Ein Sof.

In ogni mondo ci sono cinque Partzufim, in ogni Partzuf ci sono cinque Sefirot che sommati sono 125 livelli (5 x 5 x 5). La differenza tra tutti questi livelli è la maggiore connessione e unione tra noi.

Questa unione si realizza sempre in un gruppo di dieci (Minyan). Se ci connettiamo correttamente ci annulliamo e, di conseguenza, cominciamo a sentire la connessione tra noi come una nuova forza spirituale che viene scoperta nella nostra connessione.

Quanto più ci connettiamo, tanto più ognuno di noi sente il modo in cui sale sulla scala dei livelli spirituali, fino a raggiungere il gradino finale.
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Dal Programma  radiofonico Israeliano 103FM, 12.07.2015

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La competizione come motore per lo sviluppo sociale

Dr. Michael LaitmanDomanda: Per una persona comune il successo significa una famiglia, una vita ordinata, sicurezza finanziaria, sicurezza in generale, o in breve, tutto ciò che si ottiene attraverso la competizione. Ma le persone si sono già stancate di questa caccia. Come si può raggiungere una semplice vita normale, che ognuno possa considerare un successo?

Risposta: Sta diventando molto semplice nel nostro mondo. Se stiamo parlando di un corpo fisico, dobbiamo provvedervi con cure sanitarie, una pensione e un ambiente buono. Però una persona non può ottenere il successo in questo modo. Ciò viene ottenuto dalla società, da tutti i suoi membri insieme. Questo è il motivo per cui una persona deve creare un ambiente che può provvedere a lui con l’assistenza sanitaria e una vita stabile, con tutto ciò di cui ha bisogno.

Domanda: Però nella nostra società il successo si ottiene attraverso la competizione. Può essere ottenuto diversamente?

Risposta: Nella nostra società il successo è ottenuto tramite la competizione perché il nostro egoismo ha due direzioni. Una è per dominare gli altri ed essere al di sopra di loro, mettondo una persona sotto grande stress e portando a una grande perdita d’energia e a pressioni costanti. L’altra direzione è l’attrazione del corpo fisico (lo stesso egoismo) al riposo completo. Questi due opposti esistono in noi e fanno della competizione, una necessità. Ci svegliano e ci spingono a lavorare duro.

In più, la condizione di competizione può essere molto diversa: il concorrente può essere un mio rivale o un mio collega, ma, di base, è per via della competizione che ci viene di fare buoni gesti, quando si lotta per fare qualcosa per il bene della società.
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Da Kab.TV “Conversazioni con Michael Laitman” 17.06.2015

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Esiste un Dio?

Dr. Michael LaitmanDomanda: Esiste un Dio?

Risposta: Io non so cosa intendono le persone quando dicono “Dio”. Se con “Dio” si intende una forza che controlla tutto, allora questa forza è la natura.

Quanto più impariamo sulla natura, vediamo che tutto è razionale, equilibrato, e funziona secondo le proprie leggi. Noi conosciamo alcune di queste leggi, altre non ancora, e per questo motivo la loro essenza è nascosta a noi. Noi crediamo in vari miracoli e azioni che apparentemente possono influenzare il nostro corso delle azioni, e questo è tutto perché ci manca la conoscenza. La scienza della Kabbalah offre la possibilità di imparare queste leggi.

La natura può essere chiamata Dio, se ci ricordiamo che si tratta di una forza assolutamente rigida, che non dimora in nessuno dei nostri desideri. Non è come i nostri genitori dai quali possiamo andare a piangere e loro avranno pietà di noi. Le nostre lacrime non ci aiuteranno. Si tratta di un sistema che agisce secondo le sue leggi precise. Come è scritto, “Ho dato una legge, e non la cambierò.”

Secondo la scienza della Kabbalah, il valore numerico (Gematria) della parola “natura” e “Dio/Creatore” è lo stesso. Quindi, rivolgersi al Creatore è la stessa cosa che rivolgersi alla natura. Tuttavia, è meglio chiamare questa forza natura perché così capiamo subito che stiamo parlando di leggi rigide e supplicarle non ci aiuterà.

Una persona dovrebbe sapere come comportarsi e correggersi in modo che queste leggi diventino benevole per lui. E se non le usa correttamente, allora naturalmente lui riceverà una reazione negativa, come per tutte le leggi fisiche.

Pertanto, non vi è alcun Dio che siamo in grado di addolcire o in qualche modo placare!
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Da Kab.TV “Conversazioni con Michael Laitman” 10.06.2015

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