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Quando il mio bambino è tenuto in ostaggio

Domanda: Io sento che il mio traguardo spirituale “il mio bambino” è tenuto in ostaggio da altri. Cosa posso fare per averlo indietro?

Risposta: Non hai bisogno di averlo indietro, ma piuttosto hai bisogno di assicurarti che queste persone ti siano leali. Dio loda se tu ti preoccupi come se fosse il tuo bambino. Per esempio, se tuo figlio stesse per cadere in mano ai nemici, puoi immaginare cosa potresti sentire? Dopo tutto, lui si trova con dei rivali senza legge, e gioiscono nel fargli del male.

Continuazione della domanda: E questi sono i miei amici?

Risposta: Si, lo sono: É per questo che gli chiami amici. Sono quelli a cui devi unirti. Infatti, se foste già uniti come un insieme, tu sentiresti di essere nel Mondo dell’Infinito proprio adesso. Queste sono le regole iniziali, e non vale la pena cercare di dipingere tutto di rosa. Il nostro egoismo nasconde ancora molte orribili aspirazioni.

Senti adesso come dovrebbe essere il tuo interessamento? Il tuo frutto rimarrà nelle mani dei nemici, e loro cercheranno costantemente il modo di fargli del male, in modo che possa soffrire sempre di più senza morire. La tua unica scelta è quella di far tramutare il loro odio in amore. Per cui, tu devi preoccuparti solamente di farli diventare tuoi amici e far si che ti amino.

Pensa come ottenere questo. Nel gruppo, l’interessamento deve essere presente e sentito. Installalo in tutti quanti; chiedi per questo mentre stai studiando, perché la preghiera durante la lettura dei testi Kabbalistici è la più efficace.
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Desiderare il Creatore

Domanda: Baal HaSulam scrive che solo quando uno è disperato può rivelare il Creatore. Questo significa che in un certo momento dobbiamo arrenderci e negarci di continuare la lotta?

Risposta: No, non dobbiamo arrenderci. Dobbiamo continuare a lottare per entrare nel mondo spirituale con le nostre forze. Dopo, ci dispereremo e capiremo che con le nostre proprie forze non potremo attraversare il Machsom (la barriera che ci separa dalla spiritualità). Solo allora sentiremo veramente che abbiamo bisogno dell’aiuto del Creatore, evocheremo la Sua forza ed usciremo dalla prigione.

È impossibile sentire che abbiamo bisogno del Creatore fino a quando non perdiamo la speranza di provarci con le nostre proprie forze. Per adesso vogliamo unirci, cambiare e sistemare le nostre relazioni da soli, mediante i nostri sforzi. Cerchiamo di agire di nostra iniziativa come se il Creatore non esistesse.

Tuttavia, quando vogliamo davvero avvicinarci agli altri, allora capiremo quello che abbiamo sentito nel Congresso: che non possiamo riuscirci. Una barriera ci separa dagli altri e non possiamo attraversarla. Ognuno si trova nella sua cella isolato dagli altri, come le api nei vespai.

Ma quando voglio uscire da questa cella, quando avrò utilizzato tutte le mie forze, capirò che sono indifeso ed allora mi sarà chiaro che lì c’è il Creatore che può darmi forza e salvarmi. Ho letto e ascoltato di Lui, ma Lui era al di fuori dei miei desideri e pensieri. Egli non era ancora il mio socio. Adesso, per la prima volta, sento che sono incapace di fare qualsiasi cosa senza di Lui.

In questo modo il Creatore risveglia il Faraone in me. Una volta sperimentato questo alcune volte, mi renderò conto che senza di Lui non posso ottenere la libertà. Quando lo sentirò, chiamerò Lui e Lui mi aprirà tutti i lucchetti.
Il mio problema è desiderare il Creatore, desiderare che Lui si riveli in me e cambi la mia natura, desiderare che la Sua forza di dazione si vesta in me.
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(Dalla lezione su un articolo di Rabash del 12 Novembre 2010)

È così cattiva Sodoma per il desiderio di ricevere?

Domanda: Perché il termine “Sodoma” è associato a cattive relazioni tra le persone?

Risposta: Se osserviamo questa qualità di per sé, apparentemente significa proteggere la società, stabilendo un ordine rigido in essa: ognuno ha cura di se stesso e della sua famiglia, senza allontanarsi dalle regole accettabili. C’è qualcosa di abbastanza razionale in questo e non è facile ottenere questo stato.

Le regole della vita a Sodoma sono molto semplici: “Quello che è mio è mio, quello che è tuo è tuo”, “Non toccarmi e non ti disturbo”. È proibito fare prestiti e non è permesso prendere in prestito. Tutti vivono in accordo allo sforzo che compiono; quello che hai guadagnato è tutto tuo.

Uccideremo i ladri, distruggeremo i bugiardi; chiunque aiuta un altro lo rovina, giacché la carità porta alla pigrizia e alle menzogne, una persona adesso vuole ricevere e smettere di lavorare. In questo senso, il nostro mondo è peggiore di Sodoma!

La proprietà di Sodoma significa che non invidio nessuno, io ho quello che mi è stato assegnato e tu hai quello che meriti. Questa filosofia di vita è unica e complessa! Usiamo questa parola per offendere, ma noi non ci siamo neppure avvicinati a questo.

L’attributo di Sodoma non è negativo in sé ma in relazione alla Terra di Israele, il desiderio di raggiungere l’amore per gli altri, la qualità di Abramo. In questo cammino, Sodoma trattiene la persona, ma di per sé, questa attitudine è abbastanza utile per il desiderio di ricevere.

Se non passiamo al desiderio di dare, allora il livello di Sodoma rappresenta la relazione più favorevole nella società: non dare niente a nessuno e non ricevere niente da loro! Questa è un’attitudine sana per il desiderio di ricevere; se ti viene assegnato di fare qualcosa, vivi, altrimenti muori. Dopotutto, qualunque cosa che si riceva oltre il bisogno, danneggia il nostro desiderio di ricevere, giacché attraverso i lussi, ci si abitua ad usare gli altri, il che danneggia.

Gli abitanti di Sodoma capirono che non dovevano cedere davanti al desiderio di ricevere. Ricevi in conformità allo sforzo applicato, come è detto: “Lo sforzo determina la misura della ricompensa”. Allora, cosa c’è di male in questo?

Per questo è difficile per Abramo separarsi da Lot e la sua relazione dura per molto tempo. Solo quando Abramo vede la necessità di avanzare per trasformare Sodoma (la terra di Canaan) nella terra di Israele in futuro, egli rivoluziona ed inverte le posizioni dal desiderio di ricevere al desiderio di dare, nei termini della loro importanza. Questo è descritto come un terremoto a Sodoma.

È una decisione molto seria di una persona che sente la necessità di cambiare la sua attitudine nei confronti dell’egoismo. Avendo preso questa decisione, una persona diventa davvero libera.
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(Dalla lezione settimanale della Porzione della Torà del 15 Ottobre 2010)

Tu lo hai ottenuto, adesso passalo!

Domanda: Come possiamo diventare uguali al Creatore, la cui proprietà è la dazione, mentre siamo stati creati con il desiderio di ricevere e siamo rimasti per sempre con questo desiderio?

Risposta: Se cominci a dare agli altri attraverso il tuo desiderio di ricevere, incrementerai solo la tua dazione.

Esistono due nature:

1. La Luce = La Fonte della Luce = Il Creatore = Colui che da

2. Il Desiderio = Il Ricettore = La Creatura.

La Creatura non da mai, riceve solamente. Quando leggiamo che la creatura diventa come il Creatore, si riferisce alla “ricezione per la dazione”, ciò che significa, ricevere e passarlo!

Però non posso passare la Luce come una cosa che può essere passata nel nostro mondo da una persona all’altra. Allora, come funziona? Come posso darti qualcosa? Io ricevo dal Creatore e non può essere diversamente, perché io sono il desiderio di ricevere piacere.

Il desiderio di ricevere non può dare, questo non esiste in natura. La Nostra natura funziona solo per consumare ed assorbire. Questa è una legge della natura che non può essere violata. Allora, come do a te, un estraneo? Qui si produce un’azione molto speciale.

La Luce Circostante proviene dal Creatore stesso e questa Luce corregge. Questa Luce esegue una correzione e ci connette tutti. Allora non ti sto dando, io ricevo, ma ricevo nei tuoi desideri. Questo è quello che significa per me dare a te.

Io mi connetto a tutto il “corpo” dell’anima collettiva in me, tutto questo diventa qualcosa di mio, ed allora ricevo da questo, però si riferisce come alla mia dazione a questo “corpo”. Questo è il trucco meraviglioso che succede qui. Quando percepisco un’altra persona come parte di me, ricevo per questa persona, ed è come se stessi dando. Puoi obbiettare e dire: che genere di dazione è questa? È la stessa ricezione!

Diciamo che esista una persona alla quale non ho voluto dar nulla e all’improvviso, mi rendo conto che è mio figlio. Allora, sono pronto per dargli tutto, perché lo percepisco come parte di me. Tuttavia, possiamo chiamare questa dazione? Per esempio, se già gli avevo dato prima di sapere qualcosa di lui, allora sicuramente la possiamo chiamare dazione; ma adesso, che genere di dazione è questa quando è il mio stesso figlio? È lo stesso che dare a te stesso.

Tutto questo sarebbe verità se io scoprissi che altre persone sono assolutamente una parte di me; però, il problema è che l’odio rimane tra noi. Questo è un grande beneficio e dobbiamo amarlo. Un’altra persona continua ad essere un’estranea per me, però la Luce Circostante viene e crea un’attitudine amorosa al di sopra del mio odio. Amore e odio restano come due linee: la destra e la sinistra, con me in mezzo ad esse. Questa è la ragione per la quale ci si continua a riferire a questa come “dazione”.

Nella linea di destra, percepisco l’altro come qualcuno vicino a me, come parte di me, come qualcuno per il quale sono disposto a sacrificare tutto, perché questa persona può anche essere me stesso. Nella linea di sinistra, la odio e sono disposto a distruggere ogni piccola parte di lei. Queste due linee esistono unite e simultaneamente nella linea di mezzo.

Questo continua fino alla fine della correzione, il Gmar Tikun; e nessuno sa cosa viene dopo.
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(Estratto dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 20 Ottobre 2010- La Libertà.)

Perché mi alzo per la lezione?

Domanda: Tre o quattro volte a settimana mi alzo per la lezione e non capisco davvero perché. Cosa succede qui? Perché lo faccio?

Risposta: Tu ricevi un esempio dall’alto: il Creatore ti forza ad uscire dal tuo sonno, e vieni alla lezione. Ciò è destinato a mostrarti che sei capace di alzarti e di venire alla lezione, ma solo tre volte a settimana, quando il Creatore ti sveglia. Il resto lo lascia alla tua decisione. Adesso vediamo cosa fai quando non ti da questo impulso. Se non capisci perché sei qui, devi analizzare la situazione. All’apparenza vieni qui perché se non lo fai, ti senti male. In conclusione, vieni per sfuggire al male.

Domanda (continuazione): Allora cosa devo fare per cominciare a venire tutti i giorni e per mia scelta?

Risposta: Per questo hai bisogno di un altro tipo di combustibile. Hai bisogno di venire qui non per sfuggire al male, ma per prendere coscienza dell’importanza dello scopo. Hai bisogno di alzarti non perché diversamente succederanno cose spiacevoli, ma perché ti sta aspettando uno scopo elevato.

Domanda (continuazione): Come elevo lo scopo ai miei occhi?

Risposta: Sei incapace di farlo da solo. Lo scopo non può essere ottenuto individualmente. Qui hai bisogno di vedere il tuo vero stato. C’è un solo sistema di anime, simile al Creatore, dentro il quale la Luce interna della vita (NRaNJaY) è rivelata. Questo è il Creatore. Siamo separati da questo stato da 125 “filtri” che indeboliscono la Luce. Voglio ricevere la forza per ritornare a questo stato.

Osservando il sistema delle anime, vedo che unisce tutti in un tutt’uno, e grazie a questo, la Luce le riempie e da loro vita. Di conseguenza, per ascendere, devo stabilire una connessione più forte con gli amici.

Il Creatore non si relaziona con nessun individuo solo. Qualsiasi passo verso la correzione deve essere considerato come un livello più grande di unione nel gruppo.

Si conclude che se ci unissimo in anticipo con gli amici, riceveremmo da loro l’aspirazione ed il combustibile per venire alla lezione quotidiana. Mentre adesso sei isolato da loro, anche a livello corporeo, la fiamma che brucia dentro di loro non ti si attacca.
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(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 26 ottobre 2010 – Tutto Israele ha una parte nel mondo a venire.)

Misticismo o forza della vita?

Domanda: Le persone nuove che studiano la kabbalah sono sconcertate dalla parola “Luce” e la associano a qualcosa di misterioso.

Risposta: La Luce Superiore è una forza vitale che ci anima come la luce del sole, dalla quale dipendono le nostre vite e la nostra salute. Questa è la ragione per la quale la Forza Superiore è anche denominata “Luce”. Come la luce del sole “anima” la nostra vita materiale, allo stesso modo la Luce Superiore ci trasporta alla spiritualità.

Tutto il sistema che opera in questo mondo (la terra il sole e la luna) corrisponde al lavoro del Mondo di Atzilut dove si originano tutte le influenze e dove la Luce di Chockma (Saggezza) si veste con la Luce di Binà e discende alle nostre anime. Questa è la ragione per la quale agli oggetti spirituali vengono assegnati questi nomi, in accordo al “linguaggio dei rami”.

La Luce Superiore, come la luce del sole, ci offre la vita; però in questo mondo, non siamo circondati dalla vera Luce. Al contrario, siamo avvolti solo dalla luce che anima la nostra “materia proteica”, che mantiene il nostro metabolismo ed in questo modo, ci permette di restare vivi per circa 70 anni.

Ci sforziamo per ricevere la vera Luce della vita che illumina le nostre anime ed è capace di garantirci una vita pienamente perfetta ed eterna. La saggezza della Kabbalah è un metodo per le persone di attrarre e ricevere questa Luce. Quando una persona riceve la Luce significa che ha ottenuto la saggezza della Kabbalah, la quale fa restare “vivi” coloro che la posseggono.

La nostra vita deriva dalla Luce di Chockma. La Luce di Hassadim (misericordia) rappresenta la correzione, ma tutte le persone in questo mondo desiderano essere riempiti dalla Luce di Chockma. Questa è la ragione per la quale la scienza della Kabbalah porta il nome della “saggezza della ricezione”, visto che ci insegna a ricevere la Luce di Chockma.

È proibito ricevere la Luce di Chockma direttamente, possiamo riceverla solo dentro la Luce di Hassadim. Questa è la ragione per la quale studiamo come mettere la Luce di Chockma dentro la Luce di Hassadim ed eventualmente ottenere tutta la Luce.
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(Estratto dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 18 Ottobre 2010-L’insegnamento della saggezza della Kabbalah e la sua Essenza).

Dall’odio alla perfezione

Domanda: Perché abbiamo bisogno dell’odio?

Risposta: Se non esiste una familiarità tra me e te non ci può essere nessuna inclusione, la connessione tra di noi non è rivelata ed io non sento nessun odio verso di te. Potresti vivere in Alaska e non essere di nessun interesse per me. Tuttavia, più ti avvicini a me, più entri nel mio campo visivo.

Se tu sei mio vicino di casa, io ti guardo attentamente: Lasci la spazzatura dappertutto, ieri c’era molto rumore nel tuo appartamento, e via di seguito. In questa maniera noi riveliamo quanto siamo collegati tra di noi. Comunque, siamo tutti egoisti. Perciò, il nostro ego, più il collegamento tra di noi fa nascere l’odio.

Domanda: Ma quando andrà via questo odio?

Risposta: Non andrà via! Non abbiamo dove andare ne dove scappare uno dall’altro. Questo è il problema! Abbiamo bisogno di raggiungere la pace e l’accordo tra di noi al di sopra del nostro ego senza distruggerlo, ma innalzandoci su di esso. Questo costituisce il conseguimento della perfezione, com’è scritto: “Tutti i peccati saranno coperti dall’amore” La parola “Shalom” significa perfezione in ebraico (Shlemut).

Nelle braccia del Creatore

Domanda: Il fatto di vivere nell’ultima generazione è una enorme e seria responsabilità?

Risposta: Per il contrario, vivere nell’ultima generazione non è una seria responsabilità: la vita è molto buona e semplice! Tutti si preoccupano di me, io sto bene, sono circondato dall’amore dei miei amici, ed il Creatore mi dona il bene attraverso di loro.

La rivelazione della faccia del Creatore significa che la vita inizia a andare bene, io sono sano, i problemi scompaiono, e mi sento bene e confortevole. Ed io vedo il resto del mondo nella stessa maniera: vedo che tutti hanno una buona vita! Io vedo l’intero Mondo Superiore rivelato davanti a me ed è eterno.

Io non posso contare i momenti della mia vita che mi sono stati donati fino al giorno della mia morte senza sapere quello che mi sarebbe capitato il giorno dopo; piuttosto mi sciolgo del Mondo dell’Infinito. Allora perché dovrei pensare che questo mi porti dei problemi? Non c’è male nel mondo; io “mi collego al bene!” è questo è precisamente quello che dobbiamo ottenere durante la nostra convenzione, in modo che questo sia una costante buona influenza su di noi.

Tutti i problemi e le preoccupazioni attese devono essere cancellate e scartate, dato che non esiste niente di questo! Nel momento in cui sei in connessione con gli amici e desideri rivelare il Creatore in questa connessione, tu ti vieni a trovare sotto la migliore influenza della Fonte di tutto il bene. Non esiste un’altra forza oltre a questa che ci possa influenzare.

Attraverso il gruppo tu ti colleghi alla più forte e buona fonte di energia. Hai solamente bisogno di continuare a rafforzare questa connessione superando tutti gli ostacoli, ed ecco fatto! Cercheremo di fare questo durante i tre giorni della convenzione, e scopriremo che tute le cose nella vita possono essere organizzate ed ordinate nella stessa maniera. Tu acquisisci una forza fantastica attraverso questa connessione, che ti permette di ottenere successo in tutte le cose che tu faccia nella vita. Ma questo può accadere soltanto a una condizione: che tu voglia essere collegato a questa forza perché questa determina tutti i fatti ed eventi della tua vita.

E tu, chiara ed assolutamente lo rivelerai. Ti sentirai come un bambino afferrando la mano di un adulto e portando l’adulto ovunque egli voglia. Come un piccolo bambino, che prende per mano suo padre e sua madre e li tira in modo che facciano per lui quello che lui non è in grado di fare. E tu farai la stessa cosa con il Creatore. Lui vuole questo da te!

Cerchiamo di ottenere che Lui ci prenda nelle Sue braccia e ci aiuti a fare tutto quello che abbiamo bisogno di fare!

Segula è l’accesso al sistema spirituale

Introduzione al libro dello Zohar, “La notte della Sposa”: c’è un libro del ricordo davanti al Creatore che parla dei peccati e le trasgressioni che si svolgono in tutto il mondo. E lui ha bisogno di loro per il giorno in cui egli esibirà un miracolo (Segula).

Domanda: Che cos’è Segula?

Risposta: La luce, la forza superiore o il Creatore è all’interno del gruppo. Possiamo ricevere le correzioni solo se studiamo le fonti primarie, insieme al gruppo.

Questa è la Segula – i mezzi speciali, le opere dei Kabbalisti, che rendono possibile unire una persona, il gruppo e il Creatore in un insieme. La loro unità è possibile solo a condizione che il sistema nel quale si trovano viene utilizzato correttamente.

Anche adesso siamo parte di esso. I mondi e Partzufim sono tutti qui, ma per rivelarli dobbiamo evocare l’influenza delle forze spirituali su di noi. IL desiderio da solo non è sufficiente. Abbiamo bisogno di un mezzo che imposterà il sistema in movimento, in modo che inizierà a lavorare su di me attraverso il gruppo.

Il sistema è impostato in movimento con l’aiuto delle fonti primarie. Ecco perché dobbiamo studiare le opere di Baal HaSulam, Rabash, Ari e Rashbi. Senza questo è impossibile stabilire una connessione con il sistema spirituale e fissare il movimento.
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Dopo il Congresso: le prime conclusioni

Una mail che ho ricevuto: Caro Rav Laitman, credo di parlare a nome di molte persone se dico che sono preso da una grande delusione. Cosa ci posso fare?

La mia risposta: Nell’ultimo giorno del Congresso ho sentito molto spesso che molte persone speravano di fare un grande salto nel modo spirituale durante il Congresso, e adesso sono presi da una grande disperazione.

Lo dirò di fronte: Personalmente sono molto sorpreso dai risultati ottenuti nel Congresso che è appena finito. E non sto parlando della quantità dei partecipanti ne della reazione positiva della stampa, ma dai cambiamenti interiori e dalla maturità dei partecipanti e di tutto il gruppo mondiale. Per la prima volta le persone hanno attraversato degli stati che sarebbero stati impossibili a livello individuale. Ci sono stati dei discernimenti estremamente importanti nella loro interiorità.

E per quanto riguarda le tue aspettative: Se il tuo desiderio è stato quello per la vera spiritualità, per la dazione e per l’amore del tuo prossimo, allora non devi sentire questa disperazione perché hai sempre l’opportunità di dazione e di amare. Nessuno te lo può dare o togliere.

La prima qualità spirituale, Bina, è una aspirazione per Hafetz Hesed (essere al di sopra dell’egoismo), la sensazione fuori dal tuo desiderio. Se tu hai aspirato a questo, allora non devi preoccuparti in quale stato ti trovi dato che tutto viene dal Creatore e soltanto Lui decide, d’accordo al Suo piano, quello che succederà a tutti ed ognuno di voi. La tua unica reazione dovrebbe essere di gioia ed il desiderio di essere sotto il potere del Creatore, la qualità di dazione. Il Machsom viene attraversato da quelli che sono scappati dal loro egoismo e che accettano tutte le condizioni di liberarsene, accettando la condizione di “tutti come uno” (come un uomo con un cuore o desiderio) e la garanzia mutua, “uno per tutti e tutti per uno”.

Nessuno di noi ha il potere di strapparsi dal proprio egoismo. Per ora ne abbiamo parlato, ma siamo incapaci di fare precisamente il discernimento interiore perché questa è precisamente la qualità che non ci permette di entrare nella spiritualità, la qualità di dazione. Siamo incapaci di distinguere di cosa si tratta e dove si trova al nostro interno. Si nasconde dentro di noi come un serpente e non possiamo identificarlo esattamente, confondendolo sempre con altre qualità.

Proprio come il dolore durante una malattia, solo il dolore della delusione ci aiuta a riconoscere il nostro egoismo e di scoprire che non è un bene, che è il cattivo che ci governa, il Faraone. Dobbiamo essere talmente delusi che lo odieremo al nostro interno, e desidereremo soltanto una cosa, separarci da esso. Comunque, per arrivare a tale grado di disperazione, dobbiamo aspirare a questo con tutto il nostro egoismo (Lo Lishma). Ho parlato di questo prima del Congresso, che “stiamo uscendo da Egitto”. E tutti erano sicuri che doveva accadere. Se non avessimo avuto questa convinzione, non avremmo avuto questa delusione e questo discernimento su questo male (Faraone) dentro di noi che non ci permette ascendere alla qualità di dazione.

Per poter svegliare questo male immediatamente, io ho dichiarato all’inizio del Congresso che siamo obbligati a raggiungere l’unità, che tutto il nostro lavoro nel Congresso deve essere fatto per mezzo di una ricerca profonda dentro noi stessi ed il nostro atteggiamento verso tutti gli amici. Tuttavia, invece della “rivelazione dei cieli”, che ci aspettavamo, ci ha portato una discesa, raffreddandoci. Con la mia supplica per cercare l’unità e di ascendere al disopra di noi, sopra il proprio “se stesso” io volevo mostrare ai partecipanti del Congresso che ancora non siamo pronti per questo, e come risultato di questo sentimento i partecipanti sono entrati in trance.

Da una parte ero molto contento di questa “rivelazione del male”. Ma dall’altra parte iniziai a temere che il gruppo non sarebbe stato capace di uscire da quello stato in un lasso breve di tempo. È similare a quando una persona malata scopre un dolore e deve capire che sta a indicare una malattia, dopodiché inizia a curarsi con l’aiuto di un dottore, il Creatore. Inoltre il 30, 40% dei partecipanti del Congresso erano nuovi alla Kabbalah e non capivano quello che gli stava succedendo. Perciò si è deciso di fermare d’un colpo il Faraone, le tue speranze egoiste e di ascendere al disopra da esse.

Comunque, precisamente questi processi che abbiamo sperimentato sono quelli che ci hanno preparato per il passaggio – che non sia egoista, aspirando di rivelare il riempimento, ma che desidera rivelare l’opportunità di dazione, di unirsi “come un uomo con un cuore” accettando la garanzia mutua. Il risultato della Convenzione è il primo colpo al Faraone – il nostro amor proprio, le nostre speranze egoiste di “attraversare il Machsom” e ricevere il Mondo Superiore cosi come questo mondo dentro di noi, dentro i nostri desideri, dentro il nostro riempimento.

Baal HaSulam scrive che quando una persona si avvicina alla frontiera spirituale, è convinto che il Mondo Superiore non gli appartenga, e soltanto allora lui attraversa la Klipa, la frontiera, ed acquisisce la qualità di dazione.

La rivelazione della nostra mancanza di volontà è venuta fuori subito, durante la mia prima lettura. Quando io dissi all’ inizio che al posto delle azioni esterne noi dobbiamo esplorare al nostro interno, nella connessione tra di noi, nella garanzia mutua. Immediatamente tutto si ghiacciò! Il nostro egoismo venne fuori, ma questa rivelazione del male dentro di noi è anche una grande conquista che ci è stata portata dalla nostra unità (la santità del giorno).

Nel corso del Congresso abbiamo scoperto che il Faraone è dentro di noi e non fuori. Ha ricevuto questo primo colpo attraverso il fatto che eravamo delusi dei risultati del Congresso. Abbiamo pensato (essendo Faraone) che avremmo ricevuto qualcosa all’interno di noi,ma non abbiamo ricevuto niente. Questo è il primo colpo al Faraone, il nostro egoismo. Abbiamo scoperto che non riceveremo niente all’interno del nostro desiderio egoista.

Adesso abbiamo un’abilità maggiore per dire in quale qualità deve essere rivelata la spiritualità dentro di noi. Abbiamo una comprensione migliore sul fatto che non succederà dentro il Faraone , e cosa significhi pensare all’Altissimo. Questo vuol dire non pensare a te stesso. A questo punto ognuno di noi tremava d’impazienza: Quando succederà il miracolo in modo che possiamo ricevere tutto in questo mondo insieme al mondo spirituale – dentro di noi?! Adesso abbiamo un nuovo sentimento sulla necessità di separarci da quello che ci porta questa delusione, e questo è l’inizio del rifiuto del egoismo.

Abbiamo pagato a caro prezzo questa lezione, ma il costo è molto più di questo. Precisamente la delusione, il colpo al nostro amore proprio, al nostro egoismo, le nostre speranze di ricevere, è il più grande acquisto che potevamo desiderare, ed io sono sopraffatto dalla gioia nel vedere degli egoisti che sono delusi.

Adesso devi solamente realizzare quello che è successo a te. In base alla preparazione di ogni persona, una parte di voi lo realizzerà mentalmente e un’altra parte continuerà a sperimentare delusione nelle proprie sensazioni, allora prenderete coscienza. In ogni caso, ci sarà soltanto una conclusione: Una persona non potrà più rimanere legata al proprio egoismo. Precisamente questo colpo alle nostre ingiustificate, speranze egoiste ci aiuterà ad iniziare ad allontanarci da lui (il Faraone).

È possibile che abbiamo ancora bisogno di sperimentare dei colpi, ma andranno sempre nella stessa direzione che abbiamo acquisito nel Congresso. Può anche darsi che dovremmo sperimentarli non soltanto nel Congresso, ma insieme nella nostra connessione quotidiana virtuale, nella sensazione che abbiamo acquisito insieme. Per ora dobbiamo solamente desiderare una cosa: rifiutare il nostro egoismo, che è il solo male che c’è e di ascendere oltre “noi stessi” nella qualità di dazione.

Il Creatore ci ha presentato questo grande regalo! Non esiste nient’altro oltre a Lui! Scrivetemi e fate le domande durante le lezioni. Io no ho mentito a voi, ma al vostro egoismo.

Per voi con amore,
Dr. Laitman
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