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Il richiamo della luce

Domanda: Da dove provengono miei desideri?

Risposta: Tutti i desideri provengono dal Partzuf superiore che si riveste e si risveglia. Il tuo desiderio è la luce che si espande dall’alto, una mite illuminazione che innesca un desiderio. Dopo tutto, tu sei un mero desiderio, simile a un pezzo di metallo.

Quando la luce scende su di te, inizia il “riscaldamento” dall’ alto, sta facendo qualcosa con te.

Dove ottieni la sensazione che desideri qualcosa? La luce che è già presente in te, ti attira, anche se solo con il suo rovescio, la parte più lontana. E come se il desiderio che proviene dalla luce, non venisse riempito, semplicemente non abbiamo abbastanza esperienza.

Stiamo vivendo in Malchut dell’ infinito come diciamo. E allora? Cosa dobbiamo sperimentare? Solo questo mondo corporeo e nulla di più. Perché è così? Tranne questo piccolissimo posto, tutti gli altri desideri in me non sono illuminati, ed ecco perché non li sento. Non sono minimamente attratto da loro.
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Non aver paura di essere girato alla rovescia

Domanda: Perché c’ è una così grande differenza tra gli oggetti spirituali, nei quali l’ inferiore è sempre molto peggiore del superiore?

Risposta: il Partzuf inferiore non solo è più piccolo del superiore, è assolutamente peggiore in tutto ed opposto ad esso perché nella scala spirituale, tutti i gradi sono opposti tra di loro.

Il grado superiore non è solo un po’ più intelligente, più conoscitore e percettore. È la stessa cosa delle quattro fasi della Luce Diretta. La prima fase (Bechina Alef) è totalmente opposta alla seconda (Bechina Bet), tanto in relazione ai desideri (Kelim, vasi), quanto in relazione alle Luci. Allo stesso modo, la terza fase (Bechina Ghimel) è opposta a Bechina Bet. Nessun grado successivo differisce un poco dal precedente, sono sempre completamente contrari.

Noi non sentiamo questo nel nostro mondo fisico. Il nostro desiderio egoista, semplicemente continua a crescere, diventando sempre più intelligente, qui tutto è chiaro per noi. Tuttavia, nella spiritualità, il grado superiore è così opposto al precedente, che sono incapaci di capirsi. Si riferisce anche ai gradi adiacenti, per non menzionare quelli che sono separati da un intervallo.

Pertanto, quando leggiamo un testo scritto da un kabbalista, possiamo solo chiedere la nostra correzione, elevare il Man (Mayin Nukvin, acque femminili). La mia spiegazione è anche diretta unicamente a centrarsi in essa.

Tutte le cose immaginarie che stiamo studiando ci aiuteranno solo nella formazione di una preghiera al Creatore. Questo perché l’ ascesa da un grado all’ altro, può essere fatta a condizione che la Luce Superiore ci giri “alla rovescia” o “dal basso verso l’ alto”, facendo ogni volta una rivoluzione completa.

È così che avviene l’ ascesa nei gradi spirituali, come un embrione che si gira quando è sul punto di nascere. In questa maniera lui è pronto ad uscire; e mentre sta nascendo (uscendo), si gira di nuovo ed esiste ora nel grado successivo. Comunque, copre la breccia tra i gradi, girandosi al contrario.

È impossibile ricevere il grado successivo senza essersi liberato completamente dal precedente. “Alla rovescia” significa vuotarsi di tutta la Luce di Nefesh, poiché sono opposti l’ uno all’ altro.
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(Dalla 2° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 2 Dicembre 2010, Talmud Eser Sefirot)

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Donne, uomini e la garanzia mutua

Domanda: La garanzia mutua riguarda anche le donne?

Risposta: Sia uomini che donne, senza differenze, devono raggiungere la garanzia mutua. Quando diciamo che gli uomini sono stati nel Monte Sinai e le donne gli circondavano, questo riflette le qualità interiori di ognuno di noi.

La “donna” rappresenta il desiderio di ricevere piacere, mentre “l’ uomo” è il simbolo del superamento di questo desiderio. “Uomo “ è “Gever”, in ebraico, che viene dalla parola “Hitgabrut” o superamento. Lui è il desiderio di dazione che scopre la proprietà opposta del Monte Sinai, il “monte dell’ odio” dentro di se.

Ma unità e la garanzia mutua riguardano tutti: le donne devono cercare di collegarsi a tutti interiormente, proprio come gli uomini. Ma gli uomini hanno bisogno di dimostrarlo anche esteriormente, mentre le donne lo sperimentano all’ interno.

Tuttavia, le donne devono “fare pressione” sugli uomini. Questo è cosi, perché proprio per la sua natura l’ uomo tende ad ascoltare la donna, sua moglie. Sua moglie è una madre per lui; è cosi che lui la percepisce.

Il prototipo del uomo è Zeir Anpin , che si trova tra due donne, due Nukva: Malchut e Binà. Sua madre è Binà e sua moglie è Malchut. Lui riceve i desideri da Malchut, e torna da Binà per il loro compimento.

In altre parole, lui è incapace di tornare a Binà senza Malchut, e una volta andato da lei, lui non ha altra scelta se non di passare a Malchut tutto quello che ha avuto da Binà. In questo modo opera l’ uomo. Ed è per questo che la moglie rimpiazza sua madre inconsciamente in molte cose.
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(Dalla lezione quotidiana di Kabbalah del 12/11/10, Shamati N.1)

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Dare significa riempire i desideri degli altri

Domanda: Posso capire come la gente da nel mondo materiale (tu puoi aiutare la gente volontariamente), ma non capisco, come si può dare nel mondo spirituale?

Risposta: Io, al contrario, non capisco come si possa dare nel mondo materiale. Dopotutto, la ragione dietro tutte le tue azioni è che desideri sentirti bene, il che non è considerato dazione.

Nel mondo spirituale, dare significa elevarsi al di sopra di tutti i calcoli egoistici, al di sopra del proprio ego, dei propri desideri. Quando ciò avviene, una persona acquisisce una nuova forza, della quale è carente. Questa forza fa in modo che sia possibile dare senza nessuna risposta del proprio desiderio.

Oggigiorno, tutte le tue azioni di dazione si basano sul calcolo egoista. Abbiamo bisogno di preservare la pace e l’ ecologia, di aiutare i malati, perché ci fa male vedere la sofferenza o perché, Dio non voglia, se domani ti ammali, allora anche tu puoi ottenere aiuto; ma questa non è chiamata dazione, è un calcolo egoistico ordinario.

La natura ci ha fatti a partire dal materiale che necessita di “combustibile”, come un motore. Se voglio dare o fare qualcosa, ho bisogno “di riempirmi” perché al contrario, non posso fare un solo movimento.

Nella nostra vita, queste azioni caratterizzano una persona come un donatore, un uomo buono di buon cuore; però la prova spirituale mostra che siamo tutti egoisti. Tutto quello che sto facendo in questo mondo con il mio desiderio di essere riempito è semplicemente realizzare azioni volte a riempire me stesso. È per questo che sento il mondo e noi dentro di esso, alla stessa maniera in cui lo sentiamo tutti.

Tuttavia, nel mondo spirituale, io rivelo come posso dare agli altri, cioè, cominciare a sentire i desideri degli altri come miei. Io lavoro per riempire i loro desideri e sento che tutto è al di fuori di me. Proprio adesso, qui nel mondo materiale, sto sentendo tutto quello che c’è dentro di me, però nel mondo spirituale, sento tutto quello che è al di là me, nei desideri di altre persone. Questo è possibile solo quando la Luce Superiore crea in me le proprietà della dazione!

Per tanto, la legge “ama il tuo prossimo come te stesso” è una condizione o una ricetta medica per sentire tutto ciò che esiste all’esterno, cioè, per avere sensazioni spirituali. I mondi materiali e spirituali sono solo due modi di percepire la realtà: per assorbimento o uscendo fuori da se stessi alla dazione.
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(Dalla serie di lezioni introduttive, “Hanukkà” del 30 Novembre 2010)

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Quando l’occulto diventa rivelato

Domanda: Nel libro Una visione di bontà è scritto: “E adesso quel uomo deve studiare i quattro livelli di PARDES: Pshat, Remez, Drush, Sod e reincarnarsi finché non li soddisfa” Dobbiamo per forza passare per tante reincarnazioni finché impariamo l’intero PARDES (la semplice spiegazione, l’allegoria, l’indizio ed il segreto) per poter arrivare alla fine della correzione?

Risposta: Dobbiamo raggiungere “Pshat”, la semplice spiegazione della Torà. Fino ad ora abbiamo studiato Sod, il significato segreto, occulto. Sod significa che io sto studiando, ma che non capisco niente; è un segreto per me.

Quando il segreto diventa leggermente più chiaro diventa Remez, (un indizio), dopo diventa Drush (una spiegazione allegorica, un’allegoria) e dopo in Pshat (una semplice spiegazione). Ci sono quattro mondi: Assiya, Yetzira, Beria ed Azilut. Adesso io sto studiando l’ ingresso al Mondo di Assiya; ancora non capisco niente, e questo significa che sto studiando il segreto, Sod.

Una volta che io passerò dal Mondo di Assiya verso un altro mondo ancora più alto, il Mondo di Yetzira io studierò Drush. Nel Mondo di Beria io stuierò Remez, e nel Mondo di Azilut, Pshat.

“Pshat” è la più alta realizzazione, quando non c’è nessun tipo di occultamento, e tutto è chiaro, aperto, semplice ed ovvio. Tutte le Luce riempiono tutti i Kelim (vasi), io so e capisco tutto!

Tutte le persone devono raggiungere questo nelle loro anime, ma nel proprio livello, fino alla completa correzione.
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Il mio contributo

Domanda: Cosa posso dare al gruppo durante lo studio?

Risposta: La tua partecipazione e l’ aspirazione all’ obiettivo, che deve essere più forte possibile. Questa è la forza della mutua garanzia con cui noi possiamo rafforzare il gruppo.

Questo specialmente durante lo studio, perché quando siamo in grado di unirci possiamo attirare la luce che riforma.

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Abbiamo scoperto Faraone; il prossimo è il Creatore

Domanda: Perché il Creatore non ha passeggiato con Mosè attraverso il Machsom (la barriera che ci separa dalla spiritualità) nell’ ultimo Congresso e ha lasciato il Faraone ad accatastare sedie?

Risposta: Quando è stato il nostro Mosè, quando abbiamo avuto il motivo per uscire dall’ Egitto? Dove era il nostro grido verso il Creatore? Non c’era nessuno se non il Faraone.

Non chiedemmo al Creatore di rompere il muro tra di noi. Tutti erano in attesa: “Quando Egli si rivelerà sulla terra? Io voglio essere riempito!” Noi eravamo ancora governati da Faraone. Inoltre, abbiamo avuto modo di vedere che cosa c’era nel nostro cammino, cosa blocca la nostra unità.

Non è un caso che ho subito buttato in mezzo al pubblico la parola sulla necessità di pensare alla nostra connessione reciproca, sommergendolo, e cercando le corde strappate al fine di legarle insieme. Non ballando, non parlando, lasciando che ognuno cercasse dentro di sé e pensasse esclusivamente a come unificarsi con tutti gli altri.

E quale fu il risultato? Siamo rimasti bloccati. Si è scoperto che non siamo stati in grado di farlo. Ed è un bene perché ho avuto modo di vedere qualcosa di importante: sono totalmente slegato dagli altri, non vi è alcun collegamento. Tutte le stringhe e i canali sono tagliati. Non c’è neppure un piccolo impulso. Io non faccio niente, ma mi unifico con gli altri, assorbo i loro pensieri e desideri in modo che essi, Dio non voglia, diventino come il mio.

Questo è il potere di Faraone. Ma dove è il grido? Sì, siamo tagliati fuori, isolati gli uni dagli altri. Ma dove è la nostra richiesta per farci unire? Perché Tu non sei venuto ad unirti a noi?!

Non abbiamo la necessità di un tale motivo ancora. Noi continuiamo a pensare che possiamo unirci con la nostra volontà: “Faremo uno sforzo per riuscire.” Ma come è possibile raggiungere questo obiettivo con le nostre qualità egoistiche?

La necessità del Creatore deve nascere da un lavoro comune, quando il gruppo obbligherà tutti ad utilizzare questo metodo e li convincerà che il Creatore correggerà la situazione. Abbiamo bisogno del lavoro del Creatore, non di Bnei Baruch. Dobbiamo fornire solo il motivo. Quando raggiungiamo questa collettività, la domanda a livello mondiale per la Sua correzione su di noi, saliremo al grado successivo davvero.
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(Dalla lezione quotidiana di Kabbalah 19/11/10, “Domande e Risposte”)

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Domande post-congresso dal Blog, Parte 2

Domanda: Nel recente Congresso, c’è stata una forte presenza della parte del Kli femminile. Hanno fatto numerose domande, e quello che ho udito e sentito da loro era che la metà maschile non esercitava uno sforzo sufficiente, e le donne desiderano ricevere anche loro la Luce che riforma.

Sto parlando di tutte le donne: quelle che sono sposate i cui mariti studiano la Kabbalah, quelle che non sono ancora sposate, o quelle i cui mariti non studiano la Kabbalah. E’ vero, la Luce proviene dal Creatore, non dal maschio o dalla femmina. E non importa se sei maschio o femmina, ma solo la realizzazione.

Non sarà che molte donne (e uomini, in quanto ognuno ha una parte femminile che è la sola con cui si possa lavorare) la utilizzano come guida per l’ azione? Essa potrebbe dividerci, non è così? Perché allora abbiamo bisogno di essere sposati, uomini e donne? Oppure le tue risposte sono solo per le donne i cui mariti non studiano ancora la Kabbalah?

Risposta: Una persona che si sposa non ricevere la Luce da sua moglie, ma il fine è di porsi in un ambiente il più vantaggioso per il progresso spirituale. Questo è ciò che consigliano i kabbalisti, e un uomo che ignora questo si priva della possibilità di avanzamento. Egli pensa di poter giustificare o smentire, con la logica, ciò che un livello spirituale superiore gli sta dicendo.

Una raccomandazione dei Kabbalisti è la “Segula“, una pozione magica che deve essere presa. Gli uomini sono obbligati a sposarsi, le donne no. E il lavoro spirituale rimane il lavoro spirituale per entrambi. C’ è un Kli mondiale, con le sue parti maschili e femminili, ciascuna delle quali deve lavorare per il bene della nostra unificazione e l’aspirazione al Creatore.
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Non ci sono Idoli

Domanda: Quando leggiamo Lo Zohar, cerchiamo di immaginare qualcosa che per adesso non possiamo percepire: l’ anima generale di Adam HaRishon e l’ unità? Questo implica che stiamo trasgredendo la legge della Torà “creando un idolo”?

Risposta: Non è così, io non disegno nessuna immagine materiale di questo mondo. Desidero semplicemente sentire una connessione con gli altri. Nel frattempo, disegno questa connessione nella mia immaginazione limitata e per tanto sembro avere relazioni convenzionali; essendo però descritto come un sentimento, un desiderio, e non un’ immagine materiale, a prescindere dall’ essere egoista; stiamo cercando di attrarre più vicino la forma spirituale. Una persona costruisce se stessa da quello che ha.

Dobbiamo cercare di rivelare la tua connessione con gli altri. Esiste già, è solo nascosta da te. Cerchiamo di trovare questa connessione attraverso l’ oscurità e la nebbia e speriamo che Lo Zohar alzi il velo che sta coprendo i nostri sentimenti e riveliamo la vera immagine.

Vedrò questa immagine con il mio cuore e non con i miei occhi. Allora sentirò veramente tutto quello che il Libro dello Zohar descrive. Adesso io non so esattamente come sarà, però avrà certamente la forma delle interconnessioni.

Dopotutto, non esiste niente a parte i tipi di interconnessioni tra le parti del desiderio spirituale, che è chiamato “anima”. La Luce di NRNHY corre tra i desideri. In ultima istanza, la Luce è il Creatore.
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(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 23 Novembre 2010, Hakdama, BeLaila De Kala – La Notte della Sposa)

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L’ “io” ha due facce

Domanda: Come possiamo riassumere l’ aspirazione per la spiritualità dopo il congresso?

Risposta: Nel congresso avete sentito un ostacolo che sta entrando nel vostro cammino – il Faraone. Questa è stata la prima volta che lo avete incontrato e avete capito che le dieci piaghe sono: Vogliamo ottenere la connessione con gli altri, ma veniamo spinti indietro.

Adesso abbiamo bisogno di capire che in risposta al colpo che abbiamo ricevuto, dobbiamo sviluppare il nostro desiderio uguale alla forza di rifiuto. Questo arriva solamente attraverso l’unità con gli amici durante lo studio, dove il nostro studio diventa uno strumento per l’unità dei desideri.

Abbiamo già una deficienza e impressione dall’incontro con l’ egoismo (Faraone), l’ egoismo che mi separa dalla spiritualità. È come se io letteralmente colpissi un muro che si trova tra di me e il Mondo Superiore, e questo muro è una potente forza negativa che mi ha spinto indietro.

Ho ricevuto un colpo, e io devo discernere che io sono egoista, e se io sono capace di innalzarmi da questo colpo attraverso la fede oltre la ragione e sviluppare una forza opposta, allora io avanzerò in questa struttura, nel muro.

Dopo arriverà un altro colpo, e cosi via, ed è cosi che io passerò il Machsom (la barriera che ci separa dalla spiritualità), che ha cinque livelli di profondità (Aviut) o dieci sefirot, come qualsiasi altro fenomeno nella spiritualità.

Abbiamo già iniziato questo attacco e sarà sempre più chiaro per noi cosa dobbiamo ottenere e contro cosa dobbiamo lottare. Adesso devo capire lo sconforto, dolore, il colpo, ed il rifiuto in me, ed invece di relazionarli a me, relazionarli al Faraone che c’è dentro di me.

Quando sono unito al gruppo, questo colpo non mi ferisce, io sono sopra il rifiuto e delusione. Questo mi aiuta a distinguere i due “io“ che lottano verso il Creatore ed il Faraone (l’ ”io” in me).

Ma cosa dovrei fare della disillusione e sconforto? Chiedere aiuto al Creatore! Finalmente ho bisogno di Lui adesso, non prima. Prima pensavamo che potevamo ottenere l’unità con il gruppo, la garanzia mutua, e la rivelazione per conto nostro.

Non accettavamo il Creatore come la terza forza principale che fa l’ intero lavoro. È cosi che viene chiamato: Il lavoro del Creatore (Avodat Hashem). Noi soltanto lo evochiamo.
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