Pubblicato nella 'Domande e Risposte' Categoria

La debolezza non è un vizio

Domanda: A volte durante la lezione, facciamo domande che dimostrano la nostra debolezza, che non stiamo avanzando, né che abbiamo successo come si sperava. Vedo che lei non rifiuta queste domande, anzi cerca di rispondere sempre.

Risposta: Noi studiamo che quanto più una persona avanza, tanto più inutile, impotente e piccola si sente. Non ti vergognare, perché noi non ci compariamo ai galli nel pollaio, ma al Creatore.

Se sono nel pollaio, allora mi sento un eroe; ma se il Creatore mi si rivela, è quasi naturale che mi sottometta. Non c’ è vergogna in questo. Non posso giudicare queste cose, né ignorare una persona se mi dice che è debole. Io ho molta familiarità con questi stati. In questo momento la debolezza non è un problema, al contrario, la debolezza è la realizzazione di noi stessi nella nostra forma più autentica, sul fondo della Luce Superiore.

Però nasce una domanda: resta in una persona il desiderio di raggiungere la meta nel momento in cui ha perso la fede nella sua forza e desidera ancora acquisirla con passione? È qui che una persona chiede aiuto correttamente.

Ovviamente, tutto il mondo deve sperimentarlo individualmente, oltre a spiegare a tutti i nostri amici in tutto il mondo che il raggiungimento dell’ umiltà personale e la coscienza del valore dello scopo, sono due condizioni imprescindibili per attraversare il Machsom (la barriera che ci separa dalla spiritualità).
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(Dal discorso sul lavoro spirituale del 17.01.2010)

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Il richiamo della Luce del futuro

Domanda: Attraverso le nostre vite, spesso sperimentiamo la sofferenza. Come possiamo lavorare con essa? Perché esiste la sofferenza e come dobbiamo affrontarla?

Risposta: è impossibile avanzare senza la sofferenza. Fino a che non arriveremo alla nostra meta finale, continueremo ad avanzare per mezzo di questa.

La sofferenza si presenta quando sento che mi manca qualcosa. La vera sofferenza non è necessaria; posso ricavare piacere da essa. Quando so che mi aspetta un pasto succulento e sono su punto di mangiarlo, quando sono sul punto di incontrare qualcuno che amo e che sta per succedere qualcosa di buono, allora non si tratta più di sofferenza. La sensazione della fame, del vuoto, risveglia in me il gusto anticipato dell’ allegria e del riempimento futuro.

Di conseguenza, tutto il nostro problema non radica nello sperimentare una carenza al momento presente, ma nel determinare se in futuro la carenza avrà un riempimento. Se lo avrà, allora per me sarà dolce come la sensazione della fame prima di una abbuffata. Posso prevedere che la soddisfazione sta per arrivare. Supponiamo che questa notte hai un appuntamento con la persona amata e stai aspettando l’ incontro, è possibile che ti senta infelice?

In altre parole, il problema non risiede nella mia condizione, ma se in essa esiste un piacere che mi chiami da lontano oppure no. Il problema è che le persone non possono percepire davanti a loro un futuro promettente e di conseguenza soffrono. Se sapessimo che tutti i problemi che abbiamo oggi si risolveranno in modo soddisfacente domani, non sperimenteremmo le pene che abbiamo, ma sarebbe un’ apertura, una preparazione necessaria che precede il riempimento.

Di conseguenza, tutto il problema risiede nel rivelare il futuro nel nostro stato attuale, quel futuro nel quale tutto andrà bene. Deve “brillare” per noi come un incantevole appuntamento.

Questa sarà la risposta alle nostre afflizioni. Saremo d’ accordo ad attraversare tutti gli stati sgradevoli, le ascese e le discese, la confusione dei nostri sentimenti e della nostra mente, come necessarie per la correzione spirituale.

Comunque, se per mezzo dell’ ambiente, abbiamo la certezza che ci attende un futuro brillante, tutti i nostri stati presenti non ci appariranno come sofferenza. Li percepiremo come sensazioni necessarie, una fame completa prima della soddisfazione meravigliosa del banchetto.
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(Dalla 1° lezione del Congresso di Berlino del 28 Gennaio 2011)

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L’ unione di venti miliardi di persone

Domanda: Vediamo che l’ uomo è un predatore. Tutto il significato della sua esistenza sta nel divorare che gli è vicino per conquistare il suo obbiettivo. Se raggiungeremo il sostegno reciproco e la popolazione della terra aumenterà fino a 20 o 25 miliardi di uomini, come si potrà realizzare di fatto tutto questo?

Risposta: Qual è il problema di essere in venti miliardi di persone? Immaginiamo che siano tutti nostri parenti e di sentirci una cosa sola con loro. Non ci darebbe affatto fastidio di stare con loro. Al contrario, cambieremmo il nostro atteggiamento verso gli altri: ci sentiremmo meglio ad averli tutti quanti il più vicino possibile.

Seguito della domanda: Ma cosa succederà se non ci saranno dei limiti?

Risposta: Ogni persona si pone dei limiti. Immaginiamo una madre con venti miliardi di figli. Questo numero potrebbe preoccuparla se lei avesse tutto quello che a loro servisse? Ella esiste nel mondo dell’ Infinito, cioè nel mondo della Luce, della soddisfazione, dell’appagamento e dell’abbondanza senza limiti.

Naturalmente, è difficile immaginare il modo in cui una persona può cambiare. Ma se ci troviamo vicino alla persona che amiamo veramente senza alcun tornaconto, allora vogliamo stare sempre con questa persona. Vogliamo averla sempre e il più possibile vicino.

Quindi, quale sarebbe il problema di avere venti miliardi di persone che amiamo? Non ci accorgeremmo di averne venti miliardi. Le sentiremmo tutte insieme a noi. Questo è il massimo stato desiderabile e quello più vantaggioso.

Nella realtà non divideremmo le persone in venti miliardi di individui, ma ci sarebbe un unico noi. Questa è ciò che si chiama inclusione.

Il nostro ostacolo è un problema psicologico. Non riusciamo ad immaginare il modo in cui questo potrebbe avvenire. Noi immaginiamo di esistere nei nostri corpi, ma quando raggiungeremo il reciproco sostegno allora, invece dei corpi, percepiremo il potenziale interiore di ogni uomo.

(Dalla seconda lezione del Congresso di Berlino del 28.01.2011)

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La domanda giusta è già la risposta

Domanda: Perché il procedimento della domanda è una questione così difficile? Perché è difficile rivestire i processi interiori in un involucro verbale?

Risposta: Perché quando una persona sente dolore, strilla, ma non conosce esattamente cosa le fa male. Ecco perché noi invitiamo un dottore a fare una diagnosi. Allo stesso modo, quando un bambino sente dolore, non può dire esattamente dove lo sente.

Ci vuole molto tempo per passare dal dolore interiore, dal problema, o disturbo alla sensazione: “Quali sono questi disturbi? Perché stanno avendo luogo? Qual è il loro scopo? Perché stanno prendendo me? Cosa dovrei fare con essi?”. Tutto questo è parte del processo della maturazione interna di una persona.

Noi impariamo nella scienza della Kabbalah che la Luce deve attraversare quattro fasi prima di costruire per sé il giusto desiderio. La prima cosa che sento è qualcosa di poco familiare, poi all’ improvviso, sento lo stato opposto ad esso nel quale avevo sentito qualcosa ma adesso non la sento più. Dopodiché sento e non sento allo stesso tempo, ed è così che comincia un confronto interiore. Solo comparando queste due opposte sensazioni comincio ad arrivare ad un’opinione su cosa è questo. Dopodiché, dalla comprensione di “Cosa è questo”, comincio ad arrivare alla causa primaria: da dove è emerso questo dentro di me?

Questa è tutta la serie di sequenze della maturazione interna di una persona, quando può già dire: “Questo è ciò che mi fa male. Ecco perché mi sento male. Questa è la mia domanda. Questo è ciò che chiedo di risolvere ricevendo una risposta”. Non è semplice.

Da parte nostra noi dobbiamo cercare di aiutarla come un bambino. Non importa che stia gridando. Ciò significa che noi dobbiamo andare da lei, prestarle attenzione e cercare di riuscire a capire perché si sente male, anche se non può nemmeno chiederlo. Cerchiamo di trovare questo contatto comune.

Questo problema esiste su tutti i livelli. Se tu me lo chiedi, io passo le stesse cose. Quando avanziamo, affrontiamo continuamente qualcosa che non è chiaro: “Cosa? Perché? Da dove? Dove è connesso e con cosa? Quali sono le cause e le conseguenze? Non appena tutta questa catena comincia gradualmente a nascere, la domanda comincia ad arrivare e poi alla giusta domanda segue la risposta.

Dopo, queste cose, diventano nuovamente poco chiare e chiedo: “Perché? Cosa mi disturba?”. Ancora una volta c’ è una domanda ed una risposta.

Quindi, dobbiamo lavorare sulle domande.
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(Dalla 1° lezione del Congresso di Berlino del 28.01.2011)

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Passi verso l’ ignoto

Domanda: Perché la Luce lavora così lentamente su di noi? Cos’altro possiamo fare?

Risposta: Noi stiamo avanzando a grandi passi. Tuttavia, non possiamo valutare quanti passi in più dobbiamo fare con il fine di scambiare la nostra percezione dal consumismo interno alla dazione, per attirare la forza che vincolerà le “ruote dentate”, le nostre anime insieme, e per tanto ci lasci sentire il mondo superiore.

Né io, né nessun altro al mondo, incluso tutti i kabbalisti delle generazioni passate, abbiamo mai sperimentato lo stato che stiamo attraversando oggi. Mai prima d’ ora un gruppo così grande di persone, basato sulla carenza di connessione tra di loro, così come sulla mancanza di relazione con il Creatore in loro, si è sforzato verso la correzione finale. Posto che non c’è nessun precedente, io non posso dire in che modo avverrà.

In verità, nella saggezza della Kabbalah, tutto è identico alla natura. Se qualcosa non è rivelato, non si può sapere come si manifesta. Un vero scienziato dirà che in accordo ai suoi dati, può succedere in questo o in quell’altro modo, ma se lui fa un passo in avanti, fa un passo verso l’ ignoto.

Esistono scienziati che investono decenni studiando un certo fenomeno ed hanno la certezza che hanno trovato una spiegazione di come funziona. Tuttavia, all’ improvviso, dicono “No, ci siamo sbagliati” e ricominciano tutto da capo.

Lo stesso è vero in relazione alla saggezza della Kabbalah. Questa è una scienza. Dobbiamo esplorare il mondo superiore per conto nostro e non aspettare un messaggio di posta elettronica, dei messaggi di testo, o qualcosa del genere. Tutto quello che è stato rivelato fino a questo momento, si espande nei Kelim (vasi) individuali e personali di ogni kabbalista.

Adesso dobbiamo scoprire il mondo superiore in questo enorme desiderio collettivo, nella nostra unione reciproca; e questo sarà fatto per la prima volta. Tutti i 7 miliardi di persone potrebbero non unirsi, però lì ce ne saranno ancora centinaia di migliaia o addirittura milioni.

In altre parole, il forte desiderio di vedere il mondo spirituale è diventato collettivo invece che individuale. Questo non si era mai visto nel passato. Pertanto, è impossibile sapere quando succederà, però stiamo avanzando ad un ritmo rapido.
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(Dalla conferenza dello Unity Day del 26.12.2010)

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I Gradini ascendenti della scala dal Libro dello Zohar

Domanda: E’ risaputo che il gruppo di Rabbi Shimon raggiunse l’ unità attraverso la scrittura comune dello Zohar. È un metodo corretto anche per noi nel nostro tempo? Dovremmo cercare di unirci formando piccoli gruppi ed insieme prendere un articolo e cercare di svilupparlo, o questo ci confonderà soltanto, siccome ognuno di noi è nel suo grado di avanzamento, differente da quello degli altri?

Risposta: Anche gli autori dello Zohar erano in diversi gradi di avanzamento; loro non erano tutti uguali. Ognuno dei dieci autori dello Zohar corrispondeva ad una delle dieci Sefirot, in accordo alla sua natura ed alle radici della sua anima. Inoltre, ognuno di loro cancellò completamente il suo egoismo e fu capace di unirsi con gli altri nella piena estensione della sua natura.

Ecco perché ognuno fu in grado di raggiungere i 125 gradi della scala spirituale, cioè la sua correzione finale individuale (Gmar Tikkun) ed insieme furono capaci di connettersi sul più alto livello possibile di unione delle anime, questo perché rivelarono tutta la Luce, l’ illuminazione superiore che discende fino a noi da Arich Anpin denominata “Zohar” (uno speciale tipo di Luce).

Chiaramente noi non siamo ancora vicini a questi gradi; noi siamo tutti “morti”, cioè siamo immersi nei nostri desideri egoistici. Non siamo pronti e neppure abbiamo il desiderio di connetterci. Affrontiamo molte battaglie e correzioni fino a che otteniamo qualche tipo di unità.

Ma se cerchiamo di imitare gli adulti, come fanno i bambini attraverso i giochi, allora attraiamo la Luce dal quello stato perfetto che esiste già. Queste anime, gli autori dello Zohar, l’ hanno rivelata e formata attraverso le loro ascese dal basso verso l’ alto.

Una scala dei mondi (cinque mondi, ognuno dei quali contiene cinque Sefirot, ognuna delle quali contiene altre cinque Sefirot, con un totale di 125 gradi) discende dall’ Alto verso il basso, dal Mondo dell’ Infinito. In questo modo la Luce discende a noi dall’ Alto verso il basso: Yechida, Haya, Neshama, Ruach, Nefesh (NaRaNHY in ordine inverso). Questo è chiamato occultamento, la riduzione della Luce o mondi (la parola “mondo”, “Olam” in ebraico deriva dalla parola “Alama”, “occultamento”). In altre parole, in alto c’è il 100% della Luce ed in basso lo 0%. Questo è il sistema dei mondi (occultamenti).

Ci sono anime nel nostro mondo, nelle quali il desiderio denominato “uomo” o “Adam” (simile al Creatore) si risveglia; è il rudimento dell’ uomo nella spiritualità. Poi, questo desiderio comincia a crescere. Come cresce? Deve connettersi con altri nove come lui, anche nel più piccolo grado di unione. In questo modo, continuano a connettersi sempre più forte, fino a che raggiungono il più alto grado di unità tra le anime.

Da un capo all’ altro della storia ci sono state anime che hanno raggiunto l’ unione con un’ altra anima ed esse erano tutte connesse con altre di differenti livelli di questa scala di gradi. Tutti gli autori dello Zohar raggiunsero il più alto grado insieme, e per questa ragione, la Luce che portarono a questo Libro è così grande che essa influenza ed illumina tutti. Questo perché, hanno preso la Luce dall’ Infinito e sono stati capaci di portarla a noi, a condizione che noi, vogliamo almeno un po’ elevarci verso di loro.

Lo Zohar, tutta la Luce o una parte di essa, è sempre rivelata nella misura del grado di unione, del grado della dazione e dell’ equivalenza tra il desiderio (Kli) e la Luce. Ecco perché abbiamo bisogno di connetterci quanto più possibile, sia quantitativamente che qualitativamente. Riceveremo questa Luce in accordo alla nostra abilità di raggiungere almeno il primo dei 125 gradi.

Dopotutto, cosa rappresentano tutti i 125 gradi? Il grado di Nefesh contiene anche tutte le cinque Luci: Nefesh, Ruach, Neshama, Haya, Yechida (NaRaNHY), ed anche ognuna di loro ha il suo NaRaNHY. Quindi (NaRaNHY) x (NaRaNHY) x (NaRaNHY) = 5x5x5 = 125 gradi.

Siccome la Luce è divisa in accordo al grado di Aviut (spessore) del desiderio, noi possiamo realizzare la nostra connessione, cioè elevarci al di sopra di questo spessore e connetterci nonostante il nostro ego. La Luce ci influenzerà, ci correggerà e ci riempirà nella misura della nostra capacità di cancellare questo Aviut, insieme al nostro desiderio di usarla per connetterci.

Qui non c’ è niente tra questi due componenti, la Luce ed il Kli ed il grado di connessione tra di loro chiamato “schermo” o “intenzione”.
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(Dalla 2° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 24.01.2011, “Introduzione al Libro dello Zohar”, Articolo “Il Conduttore dei Somari”)

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Il “sistema analogo” del mondo spirituale

Domanda: In alcuni momenti lo sviluppo dei mondi sembra dividersi in due direzioni. Dalla rottura dei Kelim nasce il mondo di Atzilut sulla base delle condizioni della Seconda Restrizioni (Tzimtzum Bet), ma i Partzufim del mondo di Adam Kadmon continuano a emergere uno dopo l’ altro al di sopra del Tabur Galgata in base alle condizioni della Prima Restrizione (Tzimtzum Alef). Tutto questo non è chiaro; in che modo questi processi sono sincronizzati tra di loro?

Risposta: Successivamente ai Partzufim Galgalta, AB, e SAG (Keter, Hochma, Binà) al di sopra di Tabur Galgalta,i Partuzifm ZA e Malchut (MA e BON) si manifestano. Tutti i cinque Partzufim devono essere presenti perché il livello deve essere completo. Questa è la ragione per cui c’ è uno schermo e le Reshimot, ed essi devono essere attuati. Se c’ è un desiderio, la Luce, ed uno schermo tra di essi, allora è impossibile fermarsi a metà strada.

Se siete preoccupati circa il modo in cui tutto questo è sincronizzato, allora rassicuratevi tenendo presente che tutto avviene simultaneamente e che una cosa non interferisce con l’ altra. Pensate al modo in cui l’ aria è attraversata da milioni di onde radio di tutti i tipi – delle radio, delle televisioni, di internet o dei telefoni cellulari. Esse interferiscono tra di loro?

Ogni paese procede alla registrazione di tutti i segnali radio. C’ è un enorme ed estremamente sensibile localizzatore che ne raccoglie insieme tutti i tipi e registra tutti i suoni delle radio. Se poi si desidera scoprire se si parlava al telefono in un giorno e in un momento preciso, allora si può prendere questa registrazione di milioni di onde diverse e porre un filtro per individuare proprio la nostra voce. Nessun tipo di onda interferisce con l’altra.

Questo è il modo in cui i Partzufim del mondo di Adam Kadmon non si mettono in mezzo alla nascita del mondo di Atzilut. Quando Baal HaSulam lo descrive nel Talmud Eser Sefirot, egli non specifica che ci sono miliardi di altre azioni parallele che avvengono. Ma tutto questo avviene insieme. Nel mondo spirituale non c’ è il tempo. E’ costruito come un sistema analogo dove tutto avviene contemporaneamente e nulla è classificato in base alla nozione di tempo. Non c’ è bisogno di aspettare che un livello si sviluppi dopo un altro. Tutti questi stati si manifestano automaticamente ed il sistema esiste in questa forma specifica.

Il sistema che funziona attraverso la dazione non ha alcuna limitazione poiché il solo calcolo che si deve fare è con noi stessi: con la nostra intima resistenza. Non si devono considerare i fattori esterni. Non ci sono restrizioni dall’ esterno. Se si vuole donare, allora andiamo avanti e doniamo a tutto questo sistema! Questa è la ragione per cui non siamo limitati da niente, non infastidiamo, e nessuno ci infastidisce. Facciamo dei calcoli solo con la nostra stessa natura.

Perciò, il sistema spirituale funziona al di sopra del tempo e non ha alcuna restrizione grazie alla sua “permeabilità”.
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(Dalla lezione su Talmud Eser Sefirot del 27.12.2010)

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Sii felice per il male che si rivela in Te

Domanda: Vorrei sapere: Dove, dentro di me, risiede l’ inclinazione al male? E’ nel cuore o nell’ego? Come posso fare per di esso?

Risposta: Baal HaSulam scrive che egli si rallegrava riguardo alla rivelazione del nuovo, le qualità del male dentro di lui, perché nulla è nuovo, ma nascosto dentro ogni persona, e non si sa quando tutto il nostro male, quello non ancora rivelato, ci sarà svelato.

In effetti, i tempi in cui il male si rivela sono sgradevoli. Una persona comincia a mangiare se stesso perché non lo accetta e non lo vuole. Questo approccio deve essere corretto.

A dire la verità, dobbiamo solo essere felici quando il male si rivela, ma non essere così masochisti. Se questo male raggiunge la misura necessaria, una persona quindi esploderà e produrrà un certo grido interiore, come se sentisse emergere dal suo cuore un sentimento che riceve una rivelazione dall’ Alto.

Poi, in base al suo cuore, lui va con altre persone e inizia a sentire il mondo spirituale, che non può essere sentito dentro di voi, ma solo nei desideri degli altri. Tuttavia, questa è una bella sensazione. Poi una persona sperimenta ogni momento come fosse una grandeavventura in cui i suoi desideri e le intenzioni lo avviano all’ apertura verso il mondo.
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(Dalla lezione di “Kabbalah L’Am” Hall il 21.12.10)

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Mi piacerebbe piuttosto buttarmi in acqua

Domanda: Qual è la connessione tra la depressione e la nostra natura?

Risposta: La depressione è una sensazione di vuoto nel desiderio. Ci sono desideri, ma non c’è appagamento. E’ la manifestazione più dinamica della nostra natura. Dopo tutto, il Creatore ha creato il desiderio, e questo desiderio anela ad essere soddisfatte. Questa è la nostra essenza.

Il desiderio collettivo dove tutti noi risediamo o quello individuale, il piccolo desiderio, contengono la richiesta di essere soddisfatti. Quando il desiderio manca di realizzazione interiore, la questione è dove è l’appagamento. Se è vicino da qualche parte e il desiderio sente che è vicino ma non dentro, si verifica la depressione.

Se questo appagamento non esistesse, in primo luogo, non ci sarebbe la depressione. Chi sa che tipo di vuoto sento? Come fa un contadino africano a sapere che gli manca un computer portatile o una lavatrice? Ma se l’appagamento futuro, che potrebbe esserci ma non c’è ancora, appare nella sua visione, la vostra sensazione, dà origine alla depressione.

Così, la depressione non caratterizza una persona primitiva, ma piuttosto qualcuno che è avanzato. E quanto più ci si sposta indietro, più la depressione ci sarà, dato che i desideri maturano e anche la consapevolezza della mancanza della loro realizzazione.

E ‘evidente come per gli ultimi 40 anni la depressione è sempre più diffusa nell’ umanità. Oggi è uno dei problemi preminenti. Inoltre, è anche diventata una malattia. Continuerà a crescere, e non ci sarà modo di fermarla.

Nel prossimo futuro, sarà legalizzata la vendita dei farmaci a chi li vuole. In pratica, saremo lieti di prendere qualcosa per non sentire questa depressione. Ma non saremo in grado di superarla lo stesso. Si arriverà al punto in cui una persona che vedrà la “dose” davanti a lui o lei, ma non sarà in grado di utilizzare il farmaco. Perché? Perché si sente che non è la risposta alla loro domanda, non la “dose” per il loro vuoto interiore.

Pertanto, la battaglia con la depressione è la grande battaglia dell’ uomo con il suo vuoto che è proprio ciò che lo spinge via. Quindi, per il numero di coloro che sono depressi, siamo in grado di giudicare quanto l’ umanità è vicina a diventare consapevole del suo male.

Nulla potrà aiutare una persona ad eccezione di una decisiva, ferma, e l’ impegno nella società dinamica corretta. Solo lì sarà in grado di sopprimere la sua depressione, e molto intensamente a questo: passando in se stessi, spegnendo i loro sentimenti, e la spinta si nell’ambiente, come se stesse buttando in acqua. Non c’ è altra medicina ma l’ influenza dell’ ambiente. E come risultato, la realizzazione verrà e provvedere immediatamente ad eliminare la propria depressione.
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(Dalla seconda lezione del Congresso di Berlino 28.01.11)

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Salire i gradini dei Congressi

Domanda: Possiamo dire che ora, dopo il Congresso di Berlino, siamo uniti?

Risposta: Abbiamo raggiunto un nuovo stato nella nostra unità. Sono felice di ciò che si è svolto a Berlino e poi a Parigi. Abbiamo raggiunto l’ unità, la coesione. Per la prima volta abbiamo scoperto molti amici in Europa che già capiscono il percorso e sentono lo sviluppo. Sono stato davvero piacevolmente sorpreso da alcuni eventi.

Davanti a noi abbiamo un congresso ad aprile a New Jersey. Speriamo di arrivare ad un nuovo grado di unità negli Stati Uniti. Così, unendoci nel corso del congresso, sarà accumulata la forza necessaria per la rivelazione del Creatore alla creatura.
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(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah 4.02.2011, “Quando il Creatore ama l’uomo”)

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