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Nove fasi del cammino verso l’unità, Punto 8

In Preparazione al Congresso  Integrale

Il buon futuro del Mondo

La realtà nella quale ci troviamo è delineata dall’influenza della Luce sul desiderio. Possiamo cambiare il rapporto tra la Luce ed il desiderio, consciamente o inconsciamente, con costanza, per fasi, intelligentemente, con le nostre forze, con il lavoro condiviso, oppure per caso, come è scritto: “Il Creatore farà tutto per me” (Salmi 138:8).

Tuttavia, in ogni circostanza, la realtà che percepiamo, sia fisica che spirituale, è raffigurata attraverso l’azione della Luce sul desiderio. E quando raggiungiamo l’equivalenza della Luce e del desiderio, li completiamo tra loro, facciamo fare pace tra di loro, portiamo la pace al mondo intero.

Perciò, anche le persone senza il punto nel cuore che non sono pronte a creare una connessione tra la Luce de il Kli e a rendere uguali la loro forma per mezzo del Masach e di Ohr Hozer, vedono il mondo in modo diverso. Non lo vedono come il mondo spirituale perché non ci sono componenti spirituali nella loro sensibilità. Tuttavia, poiché anche loro aspirano all’unione attraverso vari desideri, che si parli di desiderio di soldi, sicurezza, educazione, onore o controllo essi saranno sollevati da tutti i problemi della loro vita.

Naturalmente, piano piano, altri problemi si presenteranno per riuscire ad andare ancora più avanti, ma essi vedranno che il mondo si sta avvicinando al periodo buono. E questa è la buona strada, la strada della Torà, e non la strada della sofferenza. In conseguenza all’unione dell’influenza inconscia della Luce su di loro, essi vedranno che i cambiamenti sono per il meglio. Essi scopriranno il sistema che fa funzionare la realtà, cioè essi sentiranno che grazie alle buone relazioni tra di loro, il mondo sta cambiando, e che stanno cambiando la loro percezione e le loro reazioni interiori a ciò che sta succedendo.

Staranno meglio? Sì. Scopriranno altri fenomeni positivi? Sì. Ci saranno degli altri disastri naturali? Sì. Vedremo comunque come un uomo metterà in moto le proprie forze interiori connesse alla natura inanimata, vegetativa ed animata.

Spetta a noi comprendere che abbiamo l’arma più forte che ci possa essere. Tutte le forze della natura sono per noi, e anche il Creatore, infatti, vuole dirci: “Per favore, usaMi. E’ tutto nelle tue mani”.

Quando porteremo la pace nel mondo, gli uomini saranno immersi solamente in una connessione circolare. Forse, una parte di loro lavorerà un’ora al giorno; e con il resto del tempo tutti saranno immersi nei pensieri su come assomigliare al Creatore e sentiranno piacere nel farlo.

Ancora noi non capiamo come potrebbe avvenire, ma questo è ciò che sarà. Questo diventerà il centro della vita. Al di là delle necessità, gli uomini si occuperanno solamente della connessione con gli altri, nel portare la connessione tra loro ad una profondità ancora maggiore, ad una maggiore sensibilità, fino a quando il corpo fisico ed il mondo materiale saranno scoperti come immaginari.

Un altro mondo inizierà a comparire; saranno scoperte le connessioni che vanno al di là di questo mondo, e noi vedremo che tutte queste “ragnatele” sono interdipendenti. E di conseguenza, gli uomini inizieranno a comprendere la saggezza, il pensiero della creazione che è latente in tutte le sue parti. Questo è ciò che viene chiamato il lampo della Divinità, la rivelazione della Divinità, nel senso che tutto respira, e una cosa dipende dall’altra.
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(Preparazione al Congresso Integrale, Nove Fasi del Cammino Verso L’Unità, Punto 8)

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In Preparazione al Congresso Integrale

L’importanza della Nostra Missione per il Mondo

1. Tutta l’umanità, tutta la natura, dopo la frantumazione è diretta verso l’unione. E noi siamo coloro che studiano la scienza dell’unione, la saggezza su come attirare un altro potere alternativo che ci aiuti a fare crescere l’unione.

Tutta l’Educazione Integrale consiste in questo, insegnare ad una persona a connettersi agli altri il più velocemente possibile. Finora non c’è stato bisogno di questo metodo, e adesso invece sta iniziando ad essere richiesto.

Noi siamo come uno stoppino, tutta l’umanità sotto di noi è come l’olio, e sopra c’è la Luce dell’Infinito.

Di conseguenza, se faremo di noi stessi un canale, tutto andrà bene. Ci deve ancora essere rivelato che se non connettiamo il superiore, il medio, e l’inferiore nelle tre linee, non possiamo agire.

Abbiamo bisogno della connessione con la forza superiore, di modo che passerà agli altri attraverso di noi, a coloro che stanno attraversando lo sviluppo per lo scopo di elevare l’inferiore alla scoperta dell’elevazione massima. Ed è questo il modo in cui ci comportiamo; ci muoviamo sempre in questo circuito chiuso: dal basso il desiderio è rinnovato, e dall’alto la Luce arriva.

2. Nel lavoro con coloro che sono parecchio giù è importante fare in modo che la sensazione preceda l’intelletto. Teoricamente è impossibile insegnare l’importanza della saggezza ad un ampio pubblico; è impossibile trasmettere la saggezza alle persone prima della percezione. Fuggirebbero.

Noi stessi siamo pronti a tollerare questa saggezza perché abbiamo un desiderio, il punto nel cuore. Senza questo desiderio anche noi fuggiremmo.

E’ necessario impiegare e mettere in moto i partecipanti, far avere loro delle impressioni, riunirli per dei lavori di gruppo, sviluppare ed allargare la loro capacità nella percezione, comprensione e nel modo di sentire e questo per portarli ad un chiarimento che permetta loro di espandersi dentro e di scoprire uno spazio dentro di sé che inizierà ad essere colmato con ogni genere di dettaglio: “il gruppo”, “l’IO”, e così via.

Quando riuniamo i partecipanti per discutere le domande in un lavoro di gruppo, essi piano piano si strutturano in base al modello integrale del mondo e prendono delle decisioni in modo completo, attraverso l’annullamento dell’io, attraverso il concetto della sfera di lamponi. Essi costruiscono nel gruppo una mini realtà condivisa dove c’è un punto centrale e i Kelim, i desideri, si vogliono connettere in un auto-annullamento, nella reciprocità, nel sostegno reciproco (Arvut), al fine di scoprire il Creatore. In un gruppo come questo di dieci persone, esiste il modello di tutta la realtà.

(Preparazione al Congresso Integrale, Nove Fasi verso il Cammino Verso L’Unità, Punto 7)

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Preparazione per il Congresso Integrale: La crisi

“Come il vantaggio della Luce dal buio”. Dobbiamo spiegare agli uomini quale grande dono ci è stato fatto. Noi siamo coloro che devono guidare il mondo intero alla fine della correzione, il che significa alla rivelazione dello stato corretto dell’umanità.

Questa è la ragione per cui il mondo è rivelato nella sua globalità e la connessione tra tutte le sue parti è rivelata nella sua integralità: tutti sono incorporati in tutti gli altri e tutti dipendono da tutti gli altri, ed è impossibile correggere una parte del mondo senza correggere un’altra parte.

Perché tutti i nostri progetti falliscono? Perché sprechiamo miliardi di dollari e non succede niente? Guardate i leaders del mondo che stabiliscono il ritmo della politica, dell’economia, dell’industria, del commercio, della tecnologia, dell’educazione, della cultura e della famiglia: più elevato è il loro status e maggiore è il numero di persone che sono influenzate dalle loro decisioni, e più si sbagliano.

Ora, vediamo sempre più spesso che chiunque prenda una decisione da solo accetta di essersi sbagliato. La ragione è che possiamo solamente prendere delle decisioni nell’unione. Non ha importanza qual è il livello di unione, e non si deve raggiungere la fine della correzione per questo. Si dovrebbe soltanto prendere una decisione dal punto in cui si sta veramente cercando di rassomigliare al Creatore il più possibile, anche se il Creatore è nascosto.

Una nuova guida si sta rivelando nel mondo in questi giorni. Precedentemente, la guida si realizzava lungo una linea solamente e noi siamo avanzati solamente per mezzo della forza dei colpi. Ci sentivamo male e siamo scappati dalle sensazioni del male a quelle del bene, come gli animali. Ma adesso la guida è rivelata nelle due linee e così una persona non può prendere una decisione, poiché solamente il gruppo può occuparsene. Il gruppo dovrebbe trovare la soluzione nella linea di mezzo.

Alla luce dei cinque punti precedenti dell’educazione integrale, possiamo correttamente valutare la ragione per cui il mondo si trova in uno stato di crisi. Invece, non c’è nessuna crisi nel nostro gruppo e noi stiamo avanzando verso una unione che diventa sempre più grande. Questo è il motivo per cui discutiamo della crisi e la risolviamo da noi.
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(Preparazione al Congresso Integrale, Nove Fasi del Cammino Verso L’Unità, Punto 6)

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Insegnare al mondo ad essere un embrione dentro di noi

Domanda: A volte accentuate l’importanza del gruppo e a volte l’importanza della divulgazione. Come possiamo capire questo correttamente per entrare ora nella “Luce”?

Risposta: Ogni persona ha bisogno di ricevere alimentazione dal superiore, ed insieme devono interiorizzare questo potere che hanno ricevuto allo scopo di crescere. Questo è il passo successivo dopo la costruzione dell’utero e di un embrione; il nostro successivo avanzamento avviene all’interno di questo sistema interno ed esterno: il sistema superiore e il sistema inferiore.

Per fare questo, abbiamo bisogno costantemente di cercare i nostri difetti, le nostre abilità d’aggiungere qualcosa per la crescita del nostro utero e dello stato dell’embrione; in altre parole, dobbiamo abbassare noi stessi. Se siamo pronti per questo e vogliamo che l’Uno Superiore sia il più grande possibile, se cerchiamo i modi per farLo crescere, svegliamo desideri cattivi, disideri corrotti in noi, i quali si risvegliano sotto forma di una protesta. In questo modo avanziamo accelerando i tempi “per il risveglio dell’alba.”

Diventiamo un uomo vecchio che cammina piegato e controlla se qualcosa è accaduto. E così cominciamo a far avanzare il nostro stato scoprendo le colpe, che usiamo per costruire ed espandere il grado superiore. L’utero diventa più grande, e ora il nostro embrione può anche crescere in esso. La richiesta viene dal basso, dall’inferiore, mentre la crescita, le fasi dello sviluppo si manifestano dall’alto, attraverso il potere dell’Uno Superiore. Questo è il modo in cui costruiamo noi stessi.

E una volta che completiamo i nove mesi dello sviluppo prenatale, siamo nati in un mondo spirituale, attraversiamo le fasi di un piccolo stato, raggiungiamo lo stato più grande, per divenire pronti ad assistere alla nascita di altri ed essere per loro come il superiore è per l’inferiore. Abbiamo bisogno di essere in questo stato in relazione al mondo e insegnare al mondo ad essere un embrione dentro di noi.

Domanda: Il Machsom è la linea dove paragoniamo le nostre qualità all’utero e impariamo a nutrire gli altri?

Risposta: Un embrione spirituale è uno stato oltre il Machsom. Se sono in grado di connettermi con gli altri e creare con loro un corpo unico con l’aiuto della Luce Superiore, che ci influenza e ci unisce in un singolo corpo completo, allora sono già al di sopra del Machsom. A questo punto stiamo già in grado di dare al livello minimo, e questo può essere fatto solo nel mondo spirituale, oltre il Machsom. Il Machsom è il confine, che determina sia se sono ancora nello stato di ricezione egoistico e sia se sono già in possesso di un certo grado di dazione.

Il Machsom è un tipo di restrizione in cui mi copro di un grado minimo. E le fasi di maggior restrizione e dazione sono costruite in cima ad esso.
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(Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 12.02.2014. Lo Studio delle Dieci Sefirot)

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Siamo stati scelti, nel senso che abbiamo ricevuto dall’Alto il desiderio che ci chiama ad imparare, anelito per la connessione con il Creatore e la rivelazione del Creatore, che deve avvenire per tutta l’umanità.

Già si avvicina il bisogno per lo stato successivo; la natura sospinge tutta l’umanità in avanti. Però le persone non hanno e non avranno i suoi desideri. Migliaia o pochi milioni si uniranno a noi, ma è una frazione minuta dell’umanità intera. Non ci saranno altri.

La testa è sempre così: è piccola, come un microprocessore in un computer, ma definisce e decide tutto. Le parti rimanenti rendono conto a questa micro parte.

Quindi noi siamo questo “frammento”. Dobbiamo connetterci al resto dell’umanità, cominciare a lavorare con la gente, capirli, unirci a loro, trovare il vocabolario adeguato, creare un dizionario appropriato, immagini varie, esempi, e sviluppare i workshops adatti, etc.

Insegniamo ai piccoli bambini tutto ciò che hanno gli adulti, solo su un livello basso di semplici esempi, azioni semplici. Per consentire alle persone di sentire il loro livello prossimo auspicabile, la loro connessione, dobbiamo incoraggiarle costantemente, attirarle con qualcosa.

Noi stessi sperimenteremo discese e salite, e in accordo a questo, abbiamo bisogno di rafforzarci.

Gli altri non passano attraverso questo. Costantemente devono essere attratti, abbracciati, riscaldati, e serviti. Dobbiamo spiegare loro il metodo nella misura in cui hanno bisogno di capirlo in modo da essere connessi a noi e salire con noi. Noi li prendiamo come giovani bambini di strada, li facciamo sedere e li guidiamo. Il bambino è accanto a te, o anche sul tuo grembo, o ti sta correndo accanto sotto la tua supervisione perché lui non conosce la via e non deve neanche saperla. Si consiglia di non chiedere nulla alla gente, tranne una cosa: “Se siete con noi, tutto andrà bene”.

Questa dovrebbe essere la nostra via d’uscita per le masse. Senza di esse, dopo la creazione del nostro Kli collettivo non possiamo avanzare verso l’alto. Raggiungiamo il livello minimo ma non oltre. Infatti, abbiamo ricevuto un risveglio allo scopo di “tirare” l’umanità con noi. Dobbiamo trattarla con molta serietà. Potremo salire solo a seconda del nostro successo con un’audience ampia. Se non ci riusciamo, tutto ciò servirà come zavorra per noi, non permettendoci di salire.
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Congresso Educazione Integrale, Workshop 2: il gruppo ci fornisce i mezzi che ci permettono di anelare costantemente ai sentimenti giusti che tutta la mia vita, i mei pensieri e i miei sentimenti, tutti provengono dal Creatore, e che è organizzato in questo modo affinché tramite la connessione, ci rivolgeremo a Lui.

In generale, il mondo è diviso in due parti.

  • Le persone che hanno ricevuto un risveglio dall’Alto, dal Creatore, in modo che possono avanzare a Lui. Il Creatore porta queste persone al gruppo, “mette la mano di una persona sulla buona sorte e dice, ‘Prendilo’. Poi sta a quella persona se scegliere o meno, il che significa essere incorporato nel gruppo, per diventare parte della corrente generale contro il suo ego o meno. Questa è la nostra scelta.
  • Il resto dell’umanità vive individualmente, ogni persona per il momento sola, in un moto Browniano a caso. L’ego si sviluppa in umanità, ovviamente, ma gradualmente, e non in un flusso di gruppo.

Le persone che fluiscono insieme con il gruppo sono necessarie a rafforzarlo e costruirlo consapevolmente. La cosa principale è di capire che nel momento che diventano parte di uno dei nostri gruppi o il gruppo generale, non hanno più nulla di privato o individuale. Ogni cosa che succede a loro è soltanto il risultato di un essere in un movimento comune con noi. Ora tutto ciò che ricevono è tramite il centro del gruppo e non importa se consciamente o no. Poi si diffonde a tutti e ognuno riceve secondo gli sforzi che deve fare nel flusso comune verso la connessione, verso il centro.

E lo stesso quando si tratta del nostro movimento verso il Creatore. Tutto quello che vogliamo mettere a fuoco su di Lui, o dire a Lui, o chiedere da Lui, per evocare la Sua dazione su di noi, l’influenza della Luce che Circonda, e così via, può anche venire solo attraverso il centro del gruppo. Per noi significa che il centro del gruppo è molto importante, come un punto dal quale possiamo far salire il nostro appello al Creatore e mediante questo, come attraverso un cordone ombelicale, riceviamo tutto e diamo tutto.

Immaginiamo il nostro cordone ombelicale attraverso il quale riceviamo e diamo tutto. Soltanto tramite questo cordone siamo connessi alla fonte della vita. Immaginiamo di essere un embrione nell’utero, e che tramite questa corda, tramite il centro del gruppo, riceviamo la nostra vita, tutta la forza spirituale, tutto quello che c’è.

Quando troviamo la connessione al cordone ombelicale, cominciamo a capire in quale modo tutto era costruito, e come effettivamente tutto discende a noi dalla Provvidenza superiore. Il nostro mondo è soltanto il mondo dei risultati, e pertanto nulla è mai nato da esso. Cominciamo a capire come possiamo influenzare la Provvidenza superiore ed evocare la miglior salita.

Così raggiungiamo uno sviluppo consapevole perché troviamo la connessione con la nostra fonte, e cominciamo a connetterci fra noi, ad attirare tutto da Lui e a rispondere ad esso correttamente. Sebbene, “non c’è nessun altro tranne Lui” il Creatore è alla fine una semplice fonte passiva. Tutto ciò che accade è solo attraverso la nostra dazione, secondo la nostra richiesta.

Allora come possiamo dare alla fonte tramite il cordone ombelicale? Attraverso il centro del gruppo, certamente, altrimenti non ci sarebbe contatto con esso. Scopriamo come salire al di sopra delle nostre mancanze, e connetterci in modo da ricevere la risposta dall’Alto, sentendo la cooperazione fra noi e il Creatore attraverso il tubo, attraverso la linea. Studiamo riguardo la linea in Kabbalah che va come un tubo dal mondo dell’Ein Sof (Infinito) fino al nostro mondo.

Noi serviamo come livello superiore per il pubblico e dobbiamo usare questo tubo in modo che la gente sarà nutrita da noi e gradualmente sarà tirata su. Ci sembra di sentiamo il punto di contatto con la Luce, con il Creatore, con il livello superiore, ma per qualche motivo non abbiamo davvero fretta di scoprirlo e usarlo in modo da cominciare a passare l’energia positiva dall’alto verso di noi e l’energia negativa dal basso in su.

La crisi che si sviluppa intorno a noi è per aiutarci con esso. Eventualmente, se non ci svegliamo in tempo, ci raggiungerà non solo spiritualmente, ma anche in senso corporeo ordinario. Dopo tutto, la crisi è destinata solo a svegliarci ad una connessione veloce con la forza immensa, con l’abbondanza, con la Luce superiore che include tutto, in modo da trasmetterla attraverso noi al mondo esteriore.

Se non faremo in tempo il mondo non ci tratterà dolcemente. Questo si riferisce specificamente a noi e alla saggezza della Kabbalah visto che siamo quelli che devono svolgere la correzione. Se faremo tutto in tempo, non vedremo proprio una crisi e non sentiremo nulla di negativo. Potremmo prendere misure preventive costanti.

Però, siamo in ritardo. Al momento siamo un po’ in ritardo. Spero che sia sufficiente, e che più tardi cominceremo a capire la responsabilità che abbiamo verso il mondo e capiremo che la crisi è una mancanza della forza superiore che deve essere trasmessa al mondo attraverso noi.

Come ci organizziamo il più rapidamente possibile in modo da prendere contatto con il Creatore, con il mondo esterno, per essere i conduttori della Luce superiore, dell’abbondanza? Dopo tutto per ogni aspetto della crisi questa è la soluzione. Dobbiamo sentire che siamo i conduttori che collegano il mondo superiore, con il mondo inferiore; questo è ciò che dobbiamo fare.

E’ detto: “Il superiore imparerà dal basso.” Dobbiamo capire meglio come dobbiamo rivolgerci al Creatore, sulla base della nostra divulgazione integrale ed educazione integrale a trasformare il pubblico. E’ proprio come quando siamo diventati genitori e abbiamo finalmente cominciato ad apprezzare il modo in cui i nostri genitori ci hanno trattato.

Quando cominciamo a legare le mancanze che vengono evocate nel pubblico con la soluzione globale integrale, con l’ascesa spirituale che il Creatore si aspetta che facciamo, è come includere le due estremità:

  • Su un lato, le masse con i loro apparentemente semplici bisogni quotidiani.
  • Sull’altro lato, il valore superiore che il Creatore ha messo davanti a noi, la connessione e il raggiungimento del sistema unico che include tutto nel quale Lui è rivelato come la forza rianimatrice.

Nel complesso questo è il modo in cui ci sviluppiamo, grazie al fatto che siamo tra l’incudine e il martello. Su un lato c’è il pubblico, le masse, e sull’altro il Creatore. Dobbiamo bilanciare le azioni del Creatore che ci spinge a connetterci, azioni che scendono dall’alto e sono soddisfatte nelle masse sotto forma di semplici problemi e bisogni umani, e alziamo la miseria e i problemi semplici attraverso di noi ad un livello più alto di connessione con il Creatore, sopra il tempo e lo spazio, sopra tutto ciò che è già in noi, allo spazio spirituale.

La nostra unicità è questa, come cominciamo a connettere i due mondi in noi per legarli a noi. Questa e la qualità speciale del gruppo che esegue questo lavoro, connettersi, includersi e legare i due mondi opposti al suo interno. Essendo una parte integrale, includiamo tutta l’umanità e abbassiamo il Creatore dall’Alto in esso. Così, attenuiamo la sensazione che c’è fra i due sistemi apposti di creazione. Questa è la nostra unicità e il nostro adempimento finale.

L’obiettivo finale dell’essere creato è effettivamente soddisfatto all’interno del gruppo, che significa nella connessione di umanità, cominciando dal centro, da noi, e diffondendo in cerchi più ampi. Stiamo già tirando coloro che sono dietro di noi, li invitiamo ad unirsi a noi, senza tirarli al nostro livello ma semplicemente agendo secondo il loro livello di desiderio e comprensione della crisi come un’aspirazione alla connessione.

Sentiamo che la crisi attuale è spirituale, mentre loro la sentono sul livello corporeo. Tuttora, nel complesso, la soluzione è una ed è quella di raggiungere un’equivalenza di forma con il Creatore e di sapere come essere in contatto con Lui affinché Egli si connetterà con noi secondo la condizione dell’equivalenza della forma. Questo è il metodo.
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(Dalla Settimana Mondiale dello Zohar “Congresso di Educazione Integrale” Giorno Uno 2.02.2014, Workshop 2)

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Introduzione alla Saggezza della Kabbalah

Domanda: Le persone che vogliono studiare il metodo integrale dovrebbero essere in contatto con i kabbalisti, con la saggezza della Kabbalah?

Risposta: L’educazione integrale è semplicemente un’introduzione alla saggezza della Kabbalah, proprio come l’aritmetica per quanto riguarda la matematica. È essenziale per spiegare ai principianti di che cosa tratta il nostro metodo e il suo posto nel nostro mondo, quali domande possono essere risolte qui, e così via. Si tratta di uno studio serio!

Le persone da sole non possono fare nulla. Esse non possono concentrarsi in modo autonomo per poter sentire la connessione integrale tra di loro, che le solleverà al di sopra dell’ego. Devono imparare ciò. La connessione verrà apparirà attirando la forza superiore.

Così, per un lungo periodo, a loro servirà un leader che è ad un livello superiore. Questo è il modo in cui si diffonderà, secondo la gerarchia naturale. Non c’è altro modo! La Natura le costringerà ad affrontarlo in ogni caso.

Il metodo integrale può anche essere radicato liberamente in ogni classe sociale. Può essere adatto alle casalinghe, ai bambini delle scuole, agli operai, ai pensionati, a tutti.

Speriamo che saremo in grado di risolvere il problema dell’umanità, anche se può sembrare paradossale che un tale piccolo gruppo possa risolvere un problema così grande a livello mondiale.

L’umanità ha sempre vissuto questi punti di svolta sotto la guida di un leader o di un piccolo gruppo: in tempi antichi, durante il Rinascimento, e così via.

Una brusca virata di solito viene effettuata quando lo stato giusto è maturo, e tutte le esigenze ed i problemi sono stati chiariti, ed è impossibile andare avanti come prima. Poi, all’improvviso arriva una soluzione unica, di solito da un piccolo gruppo di persone o anche da una sola persona. Speriamo che le cose andranno bene.
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(Da Kab.TV “Conversazioni con Michael Laitman, 27.09.2013)

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Tutto ciò che è in tuo potere

Domanda: Possiamo accelerare la transizione della società al livello integrale cercando di metterla sulla strada giusta?

Risposta: Stiamo divulgando il messaggio integrale, aprendo corsi, fornendo tutte le informazioni su Internet gratuitamente, abbiamo tradotto in quaranta lingue, stiamo facendo tutto quanto in nostro potere.

Non credo che se avessimo avuto più possibilità e risorse illimitate, avremmo potuto fare qualcosa di più grande, dal momento che è impossibile costringere la gente a studiare il metodo integrale. Si tratta di un processo completo e una persona deve capire quanto sia importante. Egli deve sentire che qui c’è qualcosa che lo può salvare .

Domanda: Le persone saranno in grado di sentire qualcosa durante i workshop che evocherà in loro il desiderio di andare avanti?

Risposta: Il punto è che le persone che vengono ai workshop integrali sono quelle che realmente sono in cerca di salvezza. Essi possono anche essere persone ricche e di successo che improvvisamente sentono un bisogno interiore. Questi amici già trovano loro stessi e non lasciano lo studio. Tuttavia, se le persone arrivano che non sono ancora pronte, e la loro domanda sul senso della vita non è matura ad un livello che sentono dolore, di solito lasciano abbastanza rapidamente.
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(Da Kab.TV “Conversazioni con Michael Laitman”, 27.09.2013)

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Domanda: Un sistema sociale ordinario si sviluppa sempre in direzione della differenziazione, della complessità, mentre un numero di sotto-sistemi si sviluppano in esso dove ognuno diventa autonomo.

Questo sistema diventa così complesso e cresce così tanto che alla fine si divide e si forma qualcosa di nuovo, iniziando in questo modo un nuovo turno di sviluppo su di un livello diverso.

Risposta: Un sistema integrale si sviluppa internamente, non esternamente, perché lo sviluppo non avviene in modo egoistico; avviene attraverso una connessione universale di una qualità più grande, attraverso il sostegno reciproco, la nostra reciproca inclusione di uno dentro l’altro.

Non si tratta del movimento di Brownian perché succede in un modo completamente diverso, in cui una parte sottomette l’altra. Non c’è alcuna intrusione disorganizzata o caotica; al contrario, offriamo noi stessi a tutti gli altri, e questa è la ragione per cui il sistema cresce sempre in qualità.

Domanda: Ogni sviluppo include sempre un certa battaglia degli opposti. Questo riguarda anche il livello precedente?

Risposta: Dipende dal livello a cui ci si sta riferendo. Se vi state riferendo ad elevarsi al di sopra del nostro egoismo, che ha già perso il suo opposto, e si pone al di sotto dell’altruismo per aiutarlo e sostenerlo, allora l’egoismo non riesce più a compiere la funzione che compiva precedentemente. La battaglia finisce.
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(Da “Un Mondo Integrale” di Kab.TV, 27.11.2012)

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Missioni del Metodo Integrale

Secondo il metodo kabbalistico, è possibile raggiungere la correzione del mondo soltanto tramite l’educazione perché niente può cambiare con la coercizione. Ogni persona deve entrare in un unico sistema di re-educazione.

Noi abbiamo raggiunto un tale stato che le persone già conoscono il bisogno di cambiare la loro natura, perché è precisamente la nostra natura la causa di tutti i problemi, includendo i problemi globali, ambientali e climatici. Questo deve essere spiegato a tutti in tutti i modi, cominciando con le masse che soffrono maggiormente, perché loro sono le più sensibili alla loro condizione e sono pronte ad ascoltare come cambiarla.

Allora la nostra missione è prima di tutto, dimostrare a tutti che il mondo ha raggiunto il punto estremo dello sviluppo egoistico, ha passato questo punto e sta gradualmente cominciando a deteriorarsi. Tale movimento è inevitabile, non dipende da noi come siamo attivati dal programma interiore di creazione e ogni giorno che passa l’umanità sentirà maggiormente che il mondo sta crollando come una castello di carte.

Secondo, dobbiamo spiegare che l’ego è la causa di tutti i nostri problemi e sofferenze. Insieme a questo, il problema non è nella natura dell’inanimato, vegetale e animato, piuttosto solo nell’uomo, nel suo continuo movimento verso se stesso, nell’aspirazione di migliorare il suo stato a scapito degli altri e anche a danno degli altri. Questa è fondamentalmente la scoperta del motivo della nostra discesa.

Dobbiamo dimostrare che anche se la caduta è inevitabile, può essere controllata e gestita da noi se ci eleviamo sopra la nostra natura e guardiamo da un lato. Proprio per capire questo ci hanno dato l’intelligenza. Tanti concordano con questo, ma non possono capire in quale maniera è possibile cambiare noi stessi. Ed in verità è molto difficile per noi cambiare ed è impossibile per l’individuo fare questo.

Pertanto non siamo in disaccordo con le persone che dicono: “Questo è fondamentalmente utopistico. Sarà meglio per noi cominciare con qualcosa di più realistico.” Pero invece di scappare da questo, nonostante tutto, è necessario esaminare se questo è utopistico o no; non c’è un’altra possibilità.

Ci sono due modi davanti a noi, anche se uno di loro, che rappresenta la continuazione dell’esistenza del paradigma egoistico, non è affatto il modo giusto. Semplicemente siamo spinti da dietro tramite la sofferenza, scappando da questa in tutte le direzioni, come qualcuno malato che corre da un medico all’altro, da un trattamento ad un altro.

Prima lui va dai medici, dopo di che da tutti i tipi di guaritori, dopo ciò dal cartomante, e alla fine non ha tralasciato nulla.

Dobbiamo dimostrare alla gente che non c’è motivo di andare in una direzione come questa, dall’inizio essa è destinata al fallimento. Questo è un vicolo cieco nel quale si accumulano tanta sofferenza e tantissimi problemi, includendo la possibilità di una terza e di una quarta guerra mondiale, dove un residuo pietoso di umanità realizzerà la disperazione di questo vicolo cieco e sarà d’accordo a cambiare la sua natura.

E la seconda via è quella della consapevolezza che non soltanto possiamo, ma dobbiamo anche cambiare la nostra natura con l’aiuto della forza che viene scoperta nella nostra connessione. Se almeno noi bramiamo per l’unita, anche con l’intenzione egoistica, cominciamo a sentire dentro la nostra unità artificiale qualche tipo di forza del gruppo.

Si tratta di una unità fra eguali che bramano a uscire da loro stessi, e non soltanto coloro che si vogliono riunire. Perché, vedete che ci sono tante unioni rivoluzionarie nel mondo e allo stesso modo vari gruppi che semplicemente si riuniscono e sentono il potere della loro unità. Però questo è il potere della connessione totale di tutti. Mentre qui stiamo parlando del nostro innalzamento sopra noi stessi per il bene comune della nostra unità, fusione, scomparendo in esso, e diventando un tutto compreso.
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(Dal Congresso Virtuale di Mosca “Unità Senza Frontiere” 15.12.2013, Lezione 5)

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