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Il mondo non vede la soluzione

Domanda: Nonostante la mia intenzione sia egoista, se inizio a pensare per il bene degli altri e il benessere del mondo, questo può già considerarsi un’azione?

Risposta: Senz’altro. Per caso credi che donare il pane ai poveri sia in realtà un’azione? Questo causerà solamente l’esistenza di più persone povere in questo mondo.

La tua azione è quella di attrarre la Luce. Questo  e nient’altro ti riporta alla Fonte. Allora, su quale altra cosa dobbiamo pensare? Soprattutto in tempi in cui il mondo si trova con problemi e pericoli. Abbiamo bisogno soltanto della Luce. La mancanza della Luce è il motivo delle guerre, crisi, catastrofi e altri problemi.

Precisamente la mancanza di buone azioni della Luce evoca problemi nelle quattro fasi dello sviluppo – inanimato, vegetale, animato e umano. Il male che incontriamo è la mancanza della Luce.

Le punizioni non vengono dall’alto. Se devo ottenere una determinata ricompensa, la rivelazione del Creatore, similitudine e adesione a Lui ed io non lo faccio, allora io sperimento la rottura che questo crea come punizione o mancanza di benevolenza. Viceversa, raggiungendo questo, io sentirò una ricompensa.

Quindi, io sento punizione e ricompensa negli stessi desideri. Se io ho corretto e riempito il mio desiderio, questa è una ricompensa, ma se io non riesco a correggerlo e a riempirlo, allora è una punizione. Non ci sono penalità dall’alto. Io non ricevo una briciola oltre a quello che infliggo a me stesso. Io stesso creo la mia punizione.

Perciò, abbiamo solamente un compito – attrarre la Luce. Specialmente oggigiorno, considerando tutto quello che sta succedendo e accumulandosi nel mondo. Non ci sono altri mezzi.

Sono costantemente in contatto con persone che “sanno”, leggo tutti i tipi di articoli, visito diversi siti nella rete e seguo i giornali, ma non vedo offrire delle soluzioni da nessuna parte. Non possono offrire niente e non vogliono nemmeno pensarci perché non hanno la minima connessione con la correzione.

Proprio ieri parlavo di questo con un famoso scrittore e lui non diceva nulla – evitava di rispondere. Questo indica la mancanza di sensibilità, la mancanza di comprensione delle correzioni.

“Il mondo è tondo e dobbiamo unirci” dico io alle persone. “Giusto, ci stiamo muovendo in quella direzione” rispondono. Non si rendono conto di andare nella direzione opposta. Dopo tutto, alla fine, tutte le persone stanno rafforzando le proprie linee e movimenti. Non c’è nessuno con cui parlare.

Quindi, dobbiamo creare le condizioni con i nostri mezzi per far emergere una forza positiva. Soltanto allora le nostre onde si propagheranno attraverso tutto il mondo.

Nient’altro sarà d’aiuto. Noi non dipendiamo dagli altri, ma dobbiamo aiutarli per far sì che più tardi le persone possano cogliere queste onde, comprendere il loro messaggio e sentire che provengono da noi.

I materiali devono essere divulgati prima del tempo, ma nell’ essenza, la fonte di quelle onde è in noi. Perciò, la cosa più importante è quella di unirci, fonderci uno nell’altro sempre di più.

Io nutro grandi speranze nei prossimi congressi. Sono il mezzo con il quale noi dobbiamo portare nella vita unità, consolidamento, e mutuo interesse per il mondo e per la nostra correzione, che aiuterà il mondo.

È arrivato il tempo per la rivelazione del Creatore nelle creature. Questo mezzo è semplice e nelle nostre mani. Tutto quello che dobbiamo fare è di usarlo. Chiediamo al mondo di svegliarsi, ma, ci stiamo svegliando noi stessi?
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(Dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 17.05.2011, “Pace nel mondo”)

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Quando il sole non lascia lo Zenith

Domanda: Da alcune ricerche rileviamo che l’80% dell’umanità crede in un potere superiore che controlla tutto. Perché non spieghiamo agli uomini di quale genere di potere si tratta e cosa vuole? E’ molto più interessante che parlare del solito amore.

Risposta: Non abbiamo niente da spiegare. La forza superiore è la Natura, la legge; una forza inarrestabile come la forza di gravità. Si tratta dell’Assoluto che è il Bene, fa il Bene, e non cambia.

Se questa forza è immutabile, è come se non esistesse. L’assenza di cambiamento sembra cancellarla. E’ come vivere sotto il sole, vedendolo sempre bloccato a mezzogiorno. Non ha senso volerne discutere se è e sarà sempre lì. E’ così, e questo è tutto.

Nella nostra vita, facciamo dei calcoli sulla base di ciò che deve essere cambiato, sugli avanzamenti dai quali dipendiamo. E’ un’altra faccenda se parliamo di qualcosa di permanente ed indistruttibile, dalla quale dipendiamo costantemente in misura tale che non può essere chiamata dipendenza.

Il Creatore è questo. E questa è la ragione per cui è così difficile spiegarlo agli uomini. In realtà, noi non preghiamo Lui ma noi stessi. Cerchiamo il modo di cambiare, ed Egli è immutabile. Naturalmente, io cambierò se lo desidero, e per farlo, non serve che Lo prenda di mezzo. Egli è il Bene e fa il Bene, e vicino a Lui, io sono come un bambino viziato a cui i genitori danno un amore assoluto, mentre io faccio tutto quello che voglio e senza riflettere, pensando che niente di brutto mi succederà.

Dunque, il nostro problema è come spiegare agli uomini che il Creatore è come un muro massiccio che semplicemente esiste. Gli possiamo saltare davanti, sbattere le braccia; sono affari nostri, perché il muro starà sempre lì.

Un uomo lo può appena immaginare: “Allora, con chi ho a che fare? Significa che non c’è nessuno a cui chiedere?”. Come possiamo spiegare a coloro che credono in un potere superiore che non ha senso pregare il Creatore “di cambiare”, per farci oggi il bene che non ci ha fatto ieri. Significa che ieri Egli ci ha fatto state male?

In realtà, noi abbiamo a che fare con Colui che è il Bene e che fa il Bene ai malvagi e ai giusti. Ma per un uomo, questo significa che, nonostante sia buono o cattivo, il risultato sarà lo stesso.

L’uomo comune è soggetto a cambiamenti continui. Egli si paragona sempre con il mondo, prova a calcolare i risultati dei cambiamenti interni ed esterni. Egli non comprende cosa sia la Forza universale, generale, grande ed immutabile. Questa Forza sfugge ai nostri organi sensoriali perché essi sono “predisposti” ai cambiamenti piuttosto che ad una condizione statica. Io non vedo quello che non cambia, il che non lo fa scomparire dalla mia vista.

Questa è la ragione per cui non riusciamo a spiegare agli uomini cosa sia il “Creatore”. A volte, io dico che il “Creatore” è la Natura, che Egli è immutabile, e che non c’è nessuno da pregare, e che la preghiera è un auto-giudizio. In risposta, gli uomini sono subito pronti a farmi a pezzi. Questo è il problema: noi ci giudichiamo, mentre altri chiedono al Creatore di cambiare: “Ho messo qualche spicciolo nel tuo salvadanaio, adesso, tirami fuori dai guai.”

Parlare del Creatore come un’inflessibile legge della natura, vuol dire negare ad un uomo la possibilità di rivolgersi a Lui. Un uomo non capisce di dover cambiare. Una nuova forte “dose” di sviluppo è necessaria, in modo che l’uomo inizi a comportarsi in modo diverso.

Di qualsiasi cosa parliamo, inclusa la crisi, essenzialmente spieghiamo agli uomini il cammino della sofferenza: “In alternativa, saranno guai, e non ne vale la pena. Allora, cambiamo:” Non è una bugia, ma non è nemmeno la verità.

Dovremmo dire qualcosa d’altro ad un uomo che arriva alla saggezza della Kabbalah desideroso di raggiungere lo scopo della creazione: “Devi essere al di sopra di questo. Non c’entra il buono o il cattivo, ti devi innalzare per mezzo della fede al di sopra della ragione.

Non dovresti condizionare le tue azioni in base alla sofferenza o al piacere. Questa non è dazione. La fede al di sopra della ragione significa che ti innalzi al di sopra della ricompensa. O lavoriamo per sfuggire al male e per conquistare il bene in futuro? Ci aspettiamo un corrispettivo? Vogliamo raggiungere lo scopo della creazione per noi stessi invece che per dare piacere al Creatore?”

D’altra parte, però, chi dovremmo far gioire se il Creatore è la legge? Questo è un punto delicato della nostra spiegazione.
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(Dalla lezione quotidiana di Kabbalah del 17.06.2011, “il richiamo del Messia”)

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La rivoluzione della Luce

Domanda: E’ possibile spiegare il metodo Kabbalistico usando i termini della scienza moderna?

Risposta: Si può spiegare la trasformata matematica di Fourier ad una mucca? Si tratta di livelli differenti. Un uomo che non ha il “sesto senso”, il punto nel cuore, non può capire di cosa si sta parlando. Non ne sente il bisogno e, perciò, non ha senso parlargliene. Quindi, nella nostra grande divulgazione, ci dobbiamo adeguare ai desideri delle masse piuttosto che a quelli di coloro che studiano la Kabbalah.

Nel corso di tutte le generazioni, il mondo non ha capito i Kabbalisti. Ed il mondo ha ragione: dal loro livello, gli uomini non sono ancora in grado di capirli. E’ scritto nei Salmi, “Tu salvi gli uomini e gli animi…” –ma quando? Oggi non si può spiegare agli uomini l’intenzione altruistica Lishma. E’ perfino difficile parlare loro di un argomento come la percezione della realtà. E’ un tema affascinante e provocatorio, ma essi non ne capiscono e non ne colgono l’essenza, perché proprio non riescono a farlo.

Perché un uomo possa essere veramente capace di ascoltare le parole sulla correzione dei suoi desideri, egli ha bisogno di un livello di desiderio in più. Ma, fino ad allora, noi possiamo solamente accelerare il suo sviluppo usando dei mezzi esterni. In un modo o nell’altro, fintanto che non sente la puntura nel suo cuore, egli non comprenderà le nostre spiegazioni.

Questo è il modo in cui il mondo è strutturato. Gli uomini si trovano su diversi livelli di sviluppo, e anche alla fine della correzione rimarranno i livelli inanimato, vegetativo, animato ed umano. Pertanto è scritto, “Tutti Mi conosceranno dal più piccolo al più grande tra di loro,” cioè ogni uomo in base al proprio livello.

Verrà il momento in cui vedremo come gli uomini incominceranno ad afferrare le nostre parole: alcuni per mezzo di termini scientifici, altri per mezzo del linguaggio delle sensazioni, altri ancora grazie ai semplici esempi, tutto servirà all’uomo per unirsi agli altri. Alcuni uomini devono conseguire e percepire l’adesione, hanno bisogno di prendervi parte attivamente, mentre per altri non serve. Tutto è determinato dai propri desideri.

Non dovremmo pensare che ogni uomo riceva il desiderio per la dazione e la rivelazione del Creatore nella stessa misura. Infatti, ogni uomo ne riceverà in base al proprio vaso, che sarà colmato grazie all’inclusione comune con gli altri vasi.

Questa è la ragione per cui i Kabbalisti hanno nascosto la loro conoscenza fino ad oggi. Ma adesso questa conoscenza può essere rivelata, sebbene ogni uomo ne ascolterà solamente una parte insignificante. Nonostante questo, nella sua totalità la Luce ha iniziato a lavorare sulla grande massa del desiderio comune. Questa è la rivoluzione che sta succedendo nel mondo oggi. La crisi moderna è essenzialmente un’ inclusione reciproca dei desideri.

(Dalla 1.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah dello 07.05.2011, Shamati)

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La diffusione della Kabbalah in Israele

Domanda: Mi sento come se fossimo seduti accanto al letto di morte di una persona, discutendo quale pillola possiamo dargli per alleviargli il dolore. La nostra priorità deve essere quella di innestare la Luce attraverso lo studio. Pur tuttavia, quando la questione riguarda Israele, ci sembra di essere bloccati.

Risposta: Qui, riceviamo dei colpi in un’altra forma; perciò, dovremmo avvicinarci agli uomini di Israele in un modo diverso. Dobbiamo renderli consapevoli di ciò che sta succedendo in Europa ed in altre parti del mondo, e intanto spiegare loro quali minacce possono rappresentare questi processi quando raggiungeranno il nostro paese.

In Israele, questi processi non si manifesteranno nel collasso dell’economia, ma nella pressione che arriverà dall’esterno, nei problemi di sicurezza. Non si tratterà di lavoro o di cibo; i conti non si faranno a questo livello, ma al livello della nostra missione, del nostro compito davanti al mondo. Questo è ciò di cui dobbiamo rendere consapevoli gli uomini di Israele.

Tuttavia, al momento, la nazione non è ancora pronta per affrontare questa situazione, nemmeno nella minima misura possibile. Perciò, gli uomini si chiuderanno semplicemente le orecchie e non si guarderanno nemmeno intorno. Per adesso, almeno non ci offenderanno. Ma se incominceremo a spingerli all’azione, essi si allontaneranno da noi. Una cosa è “stare insieme nel bene”, ed è completamente un’altra faccenda ascoltare i guai che ci obbligano a fare qualcosa al riguardo. “Chi sei tu per dircelo, oltretutto?”

Molti ambienti saranno felici di questi cambiamenti di situazione e vorranno farci crollare. Però, fintanto che continueremo a parlare d’amore, avranno qualcosa di cui preoccuparsi.

Dunque, dobbiamo usare un approccio molto sottile in questo caso. Oggi, non sento un impulso a fare nessun drastico movimento verso la divulgazione in Israele. Non farebbe altro che allontanare gli uomini da noi. Per il momento, questi uomini non sono disposti ad ascoltarci e non ascolterebbero di più.

Sfortunatamente, questo è ciò con cui abbiamo lavorato finora. Aggiungendo un po’ di “foga” al nostro lavoro, da buoni Samaritani, diventeremmo, ai loro occhi, dei moralisti e dei predicatori.

Dobbiamo prendere il cammino dell’amore e del bene invece di costringere gli uomini al sostegno reciproco: “Prendiamoci cura gli uni degli altri, amiamoci ed uniamoci.” Nessun cartellone con scritte del tipo: “Avete sottoscritto il sostegno?!” No, noi desideriamo essere dei garanti per voi.

Noi possiamo avvicinarci a questa nazione in nessun altro modo – solamente con l’amore. Solo se gli uomini inizieranno a sentirsi schiacciati dalle circostanze, saremo in grado di spiegare loro da dove e perché questa pressione viene caricata su di loro.
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(Dalla 5.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 22.06.2011, “Matan Torah” (Il Dono della Torà)

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Da dove viene il timore dello Zohar?

Domanda: Partecipando alla settimana del libro ebraico, ho osservato un fenomeno interessante: una persona passa per uno stand di libri, vede il libro Scoprire lo Zohar, e la sua reazione mostra che ha aspettato tutta la vita questo momento. Lei vede il libro e non osa prenderlo nelle sue mani, ritorna anche, dopo aver camminato in cerchio. È ovvio che c’è una lotta interiore.

Molte persone dubitano nel prendere questo libro, sentendo un certo timore innanzi ad esso, anche quando inconsciamente qualcosa dice loro che la verità è nascosta in esso. Se ne vanno anche addolorate per non aver preso il libro. Come spiega questa paura?

Risposta: Questo è uno dei problemi contro i quali dobbiamo lottare e dobbiamo aiutare le persone a superare questa paura. Questa è correzione. Nessuno ne ha colpa, come è detto: “Vai con l’artigiano che mi ha fatto”.

Esistiamo nella natura egoista che deve sentire la negazione, la paura, il rifiuto di ciò che si suppone ci porti alla correzione. Questa si riveste in un certo tipo di timore verso il libro, verso i risultati della sua lettura, come se potesse dannarci. In essenza, questa è la preparazione alla correzione.

Questa sensazione nasce non perché si è parlato alle persone della proibizione di toccare il libro. Niente succede senza una ragione; al contrario, il nostro ego, il nostro desiderio di ricevere, ci ha preparati in modo tale che manteniamo una certa distanza dalle correzioni.

Non c’è scelta: dovremo lavorare su questo, spiegarlo e fare uno sforzo; ma in ogni caso, non date la colpa a nessuno. Nessuno lo ha fatto di proposito. La stessa natura del nostro ego, il nostro desiderio di ricevere, ci dispone contro qualsiasi cosa associata alla correzione, forzandoci ad esserne il più lontani possibile.

Vale la pena studiare questo comportamento. Un giovane moderno, che non si preoccupa di niente, all’improvviso sente una paura inspiegabile davanti allo Zohar.

Questa è la natura. Anche se non ha sentito niente riguardo a questo libro, scopre in sé alcuni pregiudizi primitivi, medioevali, come se non fosse più una persona moderna.
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(Dalla 2° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 22.06. 2011, lo Zohar)

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Abbandonarsi nella morsa del nemico

Domanda: Perché gli scienziati moderni non riescono a scoprire l’essenza di ciò che ci sta succedendo?

Risposta: Al contrario, gli scienziati moderni stanno gradualmente portando alla luce questa essenza. Molti uomini lo hanno già fatto e ci raccontano che la società umana si deve sforzare per cercare l’unione. E’ scritto, “Credete nella saggezza delle nazioni.” Questi uomini hanno la conoscenza e capiscono che l’unione è qualcosa di veramente necessario. Noi non abbiamo altra scelta possibile. Tutti gli uomini se ne possono rendere conto con i loro propri occhi, anche senza essere impegnati in un percorso spirituale, o senza aver acquisito un metodo di correzione.

Inoltre, essi stanno dando apertamente voce al bisogno dell’unione. Noi dovremmo solamente incoraggiare questo processo con tutta la nostra forza.

Ma la cosa più importante che ci verrà chiesto di fare sarà di far conoscere questa necessità a tutti gli uomini con tutti i mezzi possibili, usando tutti i canali per dire loro che c’è un metodo, un mezzo. E qui è dove sta il problema: in quale modo possiamo presentare questo metodo al mondo, come se fosse una medicina da fargli prendere? Come possiamo riscrivere l’intera scienza della Kabbalah, in modo che poi gli uomini non se ne allontaneranno più?

Dobbiamo agire per gradi. Adesso non stiamo parlando del Creatore, della Torà, dei comandamenti e così via. Stiamo solamente sottolineando il concetto dell’unione e dobbiamo portarlo avanti. Dobbiamo continuare a spiegarlo, fino a quando la capacità di capire degli uomini non subirà dei cambiamenti specifici e, cosa più importante, fino a quando non affronteranno uno sviluppo interiore per mezzo della Luce. Allora, dei nuovi punti nel cuore saranno rivelati e, oltre a questo, il mondo si renderà conto che Israele è uno strumento, un segno del destino. E, improvvisamente, ognuno incomincerà ad interpretarci in modo differente.

Il nostro compito è dunque quello di portare agli uomini la nostra parte, cioè il metodo della correzione. Gli uomini parlano della crisi e della necessità di unirsi da soli. Noi dobbiamo soltanto spiegare in che modo questa unione si compie esattamente.

La nostra incapacità di unirci ci fa soffrire, come se il Creatore, la natura, ci stesse portando in un vicolo cieco per farci uccidere a vicenda. Proprio come nell’Antica Babilonia, ci troviamo di fronte ad una legge immutabile. Ci odiamo tra di noi e, allo stesso tempo, siamo totalmente, illimitatamente, dipendenti gli uni dagli altri. Allora, cosa dovremmo fare? I miei nemici mi stanno alle spalle pronti ad uccidermi, ma io mi addormento tra le loro braccia come un bambino. E’ possibile?

La natura ci sta portando in un vicolo cieco, verso una catastrofe. Questo è ciò di cui dobbiamo parlare con il mondo, mostrando chiaramente qual è il migliore stato possibile per ricevere il metodo della correzione.
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(Dalla 5.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 21.06.2011, “Matan Torà (Il Dono della Torà)

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Alla fine dell’ultimo esilio

Siamo alla fine del periodo dei quattro esili, alla soglia della redenzione finale, completa. Abbiamo bisogno di trovare nel mondo tutte le persone che esistono con il punto nel cuore e somministrare loro tutto quello di cui necessitano per studiare ed avanzare nella struttura dei nostri gruppi ed unirsi alle attività.

In aggiunta, dobbiamo uscire nel mondo esterno e diffondere la saggezza della Kabbalah a coloro che non hanno il punto nel cuore. Il mondo è oggi stracolmo di un gran desiderio, il quale si manifesta in molte forme differenti. La gente si sta interrogando sul significato della vita, anche se nel senso materiale più che spirituale. Tuttavia, è sufficiente che cominciamo a spiegarglielo, poiché il vero riempimento verrà solo per mezzo di un’ascesa spirituale.

Per noi un’ascesa spirituale significa conseguire un grado più alto. È da questo che il nostro punto nel cuore è attratto; però per le persone, un’ascesa spirituale appartiene solo al livello materiale, come l’amore, la partecipazione mutua, l’unità universale, dare oppure impegnarsi per il bene di una vita pacifica in questo mondo. Questo è ciò l’umanità immagina come vita spirituale e noi dobbiamo dirigerla in concordanza a questo desiderio.

Tuttavia, a suo tempo, grazie all’unione con noi all’interno di un sistema, la gente sarà capace di aggrapparsi alla vera meta della connessione. Inoltre, la Luce sarà presente nella nuova relazione tra la gente, la quale impartirà una gran percezione e comprensione. A lungo andare, tutto il mondo si connetterà con la gente che ha il punto nel cuore, il che li renderà capaci di impegnarsi, di rifiutare se stessi ed ascendere insieme al vaso di Israele.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 3.05. 2011, L’importanza della divulgazione della Kabbalah)

Una domanda retorica: “di chi è la colpa”?

Domanda: Cosa deve succedere perché tutta l’umanità abbracci il metodo di correzione della Kabbalah?

Risposta: La maggior parte degli uomini ancora non capisce da dove arrivano tutti i problemi. Non hanno a che fare con i governi, la disoccupazione, i giochi politici o economici, o con i complotti “segreti”. Lo stress dell’America e il lavoro sottopagato della Cina sono semplicemente la parti del gioco che si vedono, e così gli uomini pensano che ci sia qualcuno nel mondo che abbia ancora un potere su di loro, che potrebbero essere, per esempio, i capi politici come Ahmadinejad, Obama, o la Merkel i quali possono, di fatto, decidere su tutto.

Che senso ha riversarsi nelle strade per urlare il proprio dissenso, se poi non si ottengono dei risultati? Quanti governi devono cambiare per farci capire come si fa? Noi dobbiamo capire una volta per tutte che tutti i cambiamenti possono avvenire solamente dall’Alto, per mezzo del potere della natura, e non per volere di qualche governante. Si tratta di persone uguali alle altre. Cosa sanno questi governanti? Cosa potrebbero fare, concretamente, nel mondo globale, dove il benessere di ogni paese dipende da tutti gli altri?

C’è una semplice logica in tutto questo. Ci sono più di 250 paesi nel mondo. Cosa può fare un primo ministro di un dato paese sotto le condizioni della totale interdipendenza? Quali scelte si hanno in un mercato comune? L’economia globale è governata da leggi crudeli, ed è impossibile fare un passo a destra o a sinistra perché ognuno è legato alla propria zona di influenza. Il capo di un paese ha forse a disposizione una bacchetta magica compresa nel suo ufficio?

Gli uomini sperano in un cambiamento del potere quando, di fatto, la situazione non fa che peggiorare, e non per colpa dei governanti, ma soltanto perché guardano nella direzione sbagliata. Gli uomini devono ancora capire chi è che comanda veramente la situazione. Se non diffondiamo la saggezza della Kabbalah nel mondo, non lo sapranno mai, mentre penseranno che sia tutta colpa loro. Essi non hanno la consapevolezza della Kabbalah che noi teniamo nelle nostre mani, e questi uomini non potranno fare altro che puntare il dito contro di noi.

Allora, essendo la nostra epoca descritta come l’era di Gog e Magog (cioè un’epoca sanguinaria e violenta), il mondo intero rivolgerà la sua protesta contro di noi. Per prima cosa, ci saranno delle guerre tra le nazioni, seguite poi dalle rivolte delle stesse nazioni contro Israele. E’ del tutto naturale che avvenga così, perché esse sono in conflitto e non hanno la minima idea di cosa fare a questo riguardo.

Questi uomini, di queste nazioni, rimprovereranno gli altri uomini fino a quando non capiranno che tutti sono in pericolo, tutti sono disperati, e che non c’è salvezza in niente. Da dove arrivano queste sciagure? Di chi è la colpa? No, non è di Obama, di Ahmadinejad, della Merkel o di Sarcozy. Non sono loro da rimproverare; riguarda solo gli ebrei. Come mai è così? Perché è così che si sentono loro.

E’ una naturale reazione dell’anti-semitismo: “E’ tutta colpa vostra!”. Francamente, hanno davvero tutta questa colpa? No, non ce l’hanno. Ma è così che sarà se non diffonderemo il metodo della correzione al momento giusto e ci mostreremo disponibili a condividerlo con il resto del mondo.

Noi dobbiamo agire sulla spinta di tutte le proteste di questi uomoni e dobbiamo essere pronti a rispondere al desiderio del mondo. Dobbiamo ricorrere alle medicine prima che la malattia diventi troppo grave. Attenzione, non lo dobbiamo fare perché abbiamo paura di loro, ma perché questa è la volontà del Creatore, che non vuole vedere soffrire nessun uomo.
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(Dalla 4.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 30.05.2011 “La Pace”)

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Una guerra mondiale o una garanzia mondiale?

Dobbiamo divulgare la saggezza della Kabbalah nel mondo molto più attivamente, affinché la gente, influenzata da un pensiero comune ed un desiderio collettivo, possa capirla molto presto. Dopotutto, la realizzazione, la comprensione ed i pensieri si muovono dagli uni agli altri. In questo modo, possiamo portare avanti il nostro sviluppo lungo il cammino dell’ambiente e comprare molto tempo.

Grazie al nostro sforzo comune e all’assistenza mutua che è considerata una “garanzia”, noi raggiungeremo il punto nel quale esigeremo un cambiamento. La forza superiore sarà rivelata e con il suo aiuto, ci eleveremo al di sopra dell’egoismo, usciremo “dall’Egitto”.

Sarà così per i gruppi kabbalistici, così come per l’umanità. Se la forza superiore non si distende nel mondo, se non c’è la possibilità di riformare noi stessi con l’aiuto della saggezza della Kabbalah, cambieremo il cammino della correzione, accompagnati da una tremenda sofferenza, incluso dalle guerre mondiali.

Il Creatore odia i corpi egoisti e vuole fare il possibile per rompere il nostro ego, includendo gli eventi più drammatici che si sono susseguiti nella storia. L’uomo affronta due cammini di correzione del desiderio egoista: quello della Luce (Achishena, accelerando il tempo) e quello della progressione naturale per mezzo della sofferenza (Beitò, a suo tempo).

Noi dovremo sperimentare quanto odio gocciola dal nostro desiderio egoista per la natura, per il Creatore, oppure sviluppare dentro di noi lo stesso tipo di odio irreconciliabile verso la nostra natura egoistica.

Dobbiamo raggiungere lo stato di “pianto”, dopodiché il Creatore, la Luce, si rivelerà e correggerà la nostra intenzione da egoista ad altruista. Fin quando questo stato non viene raggiunto, dobbiamo arrivare alla conclusione che non c’è uno stato peggiore di questo e non resteremo nel nostro ego un momento in più. La domanda è: come arriveremo a questo stato? Soffrendo dei colpi o attraverso la valutazione?

Il risultato, tuttavia, è solo uno: non sono d’accordo a tollerare il mio ego per altro tempo e lo odio più di ogni altra cosa al mondo, preferirei essere morto piuttosto che vivere questo tipo di vita. Se sento questo nel profondo del mio egoismo, la Luce comincerà a lavorare in me.

Tutto ha luogo in accordo alle leggi della natura. Io non posso produrre un pianto più forte ed attrarre la Luce in questo modo. Siamo di fronte ad una legge molto severa, la Luce superiore, e sperimentiamo degli stati specifici, tappa dopo tappa, quando la Luce comincia a lavorare in accordo all’ordine dei gradi spirituali, le Luci ed il desiderio si dispiegano in noi.

Per questo non ha senso sedersi ed aspettare che succeda da sé; non succederà niente. Prima di tutto, abbiamo bisogno di un desiderio per la correzione, un odio totale per il nostro egoismo. Arriveremo definitivamente a questo, o attraverso il cammino della sofferenza o attraverso quello della Luce, l’uno o l’altro. Allora il Creatore si rivelerà e ci correggerà.

Ci fu un tempo nel quale solo pochi eletti furono capaci di una tale correzione, ma adesso, tutto il gruppo ed anche tutto il mondo in generale, passerà attraverso questo. Adesso dobbiamo attraversare gli stessi gradi e gli stessi stati.

Comunque, quando ci sono molte persone, loro possono assistersi, sostenersi a vicenda ed arrivare ad una rivelazione collettiva, perché tutte sono connesse, tutto ciò che una persona può sentire e capire passa dagli uni agli altri. Così, grazie alla garanzia, uno può rapidamente raggiungere la comprensione generale, sperimentarla e decidere che dobbiamo elevarci al di sopra dell’egoismo.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 4.05.2011, Shamati 19)

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È ora di cominciare a prendersi cura del mondo

Quando una persona comincia a far pratica nel gruppo, cercando di uscire da se stessa ed unirsi ai desideri degli altri nell’amore e nella dazione, lavorando al di sopra del suo egoismo, scopre una distanza che la separa da loro: la piena misura del suo odio e la resistenza egoista. Gradualmente, comincia a vedere come questa distanza sia infinita, tanto è distante dagli altri.

Tuttavia, quando una persona lavora su se stessa ed acquisisce una certa vicinanza, scopre che la distanza, la Luce superiore, la forza superiore, è occulta. Ne risulta che la distanza tra lei e gli altri è divisa in 125 stati o passaggi. In tutto, questo cammino si divide in cinque mondi, ognuno dei quali consta di 5 Partzufim, mentre ogni Partzuf è composto da 5 Sefirot, che vengono anche contate come 10.

Ad ogni nuovo passaggio, la persona si adatta con maggiore precisione alla forma considerata come un Partzuf spirituale che include 10 Sefirot. Avanziamo rivestendoci in esse e strutturandoci in maniera interna per coincidere con esse. Gradualmente, cresciamo avvicinandoci alla loro forma ideale, fin quando tutta la struttura dell’Albero della Vita si riveste nella persona. Per questo si dice che l’uomo è l’Albero della Vita.

Oggigiorno, nella tappa finale dell’evoluzione dell’umanità, il nostro egoismo è appagato; non ha uno sviluppo maggiore. Pertanto, ci sentiamo depressi, stanchi, ricorriamo alle droghe e al terrore, insoddisfatti della maniera in cui viviamo.

In essenza, il nostro appagamento egoista è l’impulso per uscire verso una realtà più elevata, per essere arricchiti dall’amore. Di fatto, non abbiamo altra opzione. Crediamo di essere limitati dal mondo integrale che ci blocca, ma questo è al di là di questo punto. È arrivato il momento in cui l’umanità si elevi ad un altro livello esistenziale, a una dimensione superiore. È per questo che il mondo sta cambiando così rapidamente davanti ai nostri occhi.

Speriamo di poter educare il pubblico su come raggiungere l’amore e l’unità, affinché possa entrare nella nuova dimensione, prendendo una scorciatoia gradevole, senza drammatici colpi. È l’unica ragione per la quale stiamo lavorando in tutto il mondo e parlando a tutti della nostra esperienza.

La nostra percezione del mondo ci impone di spiegare alla gente, non appena possibile, che il mondo sta entrando in un nuovo stato, che la natura è del tutto globale. Dobbiamo spiegare che la natura ci mette in una specie di “bolla” nella quale lavora solo una forza e se non ci armonizziamo a questa forza, affronteremo enormi problemi.

Ma come possiamo armonizzarci alla forza unica? Per farlo, dobbiamo essere connessi allo stesso modo in cui i livelli, inanimato, vegetale ed animato della natura sono uniti in maniera istintiva. Tutta l’ecologia non è altro che una rete integrale di relazioni, nella quale solo l’uomo, nel suo egoismo, distrugge questo equilibrio. Se non ci armonizziamo alla natura, non sopravvivremo.

Pertanto, stiamo facendo circolare la Kabbalah e spiegando all’umanità il bisogno di unirci, per elevarci al di sopra dell’egoismo ed allinearci il più possibile per coincidere con la natura. Al contrario, siamo un cancro nel corpo, che consuma il suo ambiente e muore.

È evidente che c’è una differenza tra il progresso interno, personale, individuale ed il nostro lavoro su scala mondiale che offre una minore qualità. Tuttavia, realizziamo questo compito, semplicemente perché è il momento di cominciare ad occuparci del mondo. A questo è destinata la saggezza della Kabbalah.
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(Dalla lettura di Roma del 20 Maggio 2011)