Pubblicato nella 'Dazione' Categoria

Stiamo ancora evolvendo? In cosa ci evolveremo?

La forza che ci spinge avanti nell’evoluzione sviluppa in noi il desiderio di ricevere: desiderare di più, acquisire, comprendere e conoscere. È così che ci evolviamo di generazione in generazione, anno dopo anno, ovvero attraverso la forza della ricezione. Acquisiamo conoscenze sul nostro mondo, ci integriamo in esso e cerchiamo di controllare ciò che vi accade.

I problemi iniziano quando manca un equilibrio tra l’individuo e l’ambiente. Quando prendiamo costantemente per noi stessi, senza considerazione o limiti, danneggiamo gli altri e la società. Questo crea un mondo squilibrato che manca della forza della dazione, ovvero della forza del dare, del partecipare, e infine dell’amore.

Questa consapevolezza ha cominciato a diffondersi negli anni ’60. Le persone iniziarono a riconoscere i limiti dello sviluppo egoistico. Compresero che non si può continuare a progredire solo con il desiderio di ricevere, dove ognuno vede solo se stesso e ignora ciò che lo circonda. Anche quando diamo, spesso è con l’aspettativa di ottenere qualcosa in cambio.

Contemporaneamente, si è risvegliato il desiderio di sentire la natura in modo più profondo, di penetrare l’essenza dell’esistenza. Le persone hanno iniziato a rendersi conto che per sentire la natura a un livello più profondo sono necessarie qualità che in noi non sono innate.

A quanto pare, ci manca la forza del dare, una forza come quella di Madre Natura, cioè una forza generosa da cui nasce ogni evoluzione. Proprio come agiamo verso i nostri figli, così la natura agisce verso di noi. E come rispondiamo? Riceviamo tutto dalla natura e ne godiamo, ma siamo simili a lei? Assolutamente no. Siamo completamente opposti.

Quando pensiamo a noi stessi, al significato della vita, al processo che stiamo attraversando, sorge spontanea la domanda: esiste uno scopo che dovremmo raggiungere? Sembra che ogni evoluzione in natura abbia uno scopo, quindi che dire di noi, dell’umanità nel suo insieme? Possiamo indagare su questo interrogativo? Se troviamo una risposta, possiamo già iniziare ad allinearci di conseguenza e procedere verso una vita veramente buona.

Ci sono due forze fondamentali in natura: la forza del dare e la forza del ricevere. Nei nostri corpi, nell’intero universo, tutto è forza.

Dall’inizio della creazione, queste due forze si sono sviluppate insieme, hanno interagito in varie combinazioni e creato forme esterne di materia. Le interazioni tra particelle negative e positive, elettroni e protoni, hanno formato atomi, molecole, e poi vari composti nel livello inanimato della natura.

Attraverso una complementarità reciproca, queste forze hanno continuato a evolversi, formando cellule viventi. Nel mondo vegetale  il movimento è divenuto già evidente, cioè l’assorbimento e l’emissione di energia e materia. Più tardi, la combinazione delle forze si è fatta più complessa, dando vita al regno animale, dove gli esseri si muovono autonomamente, cercano cibo e lottano per sopravvivere e riprodursi. Inoltre, ogni essere si adatta ai cambiamenti nell’ambiente.

La natura del dare, che è la forza che sostiene, fornisce e nutre, è più nascosta e interiore. La natura del ricevere è più evidente. Nei regni inanimato, vegetale e animale, l’evoluzione si è svolta secondo un programma interno,  lo stesso è accaduto nell’umanità per centinaia di migliaia di anni. Oggi, però, sentiamo di aver raggiunto un limite. Abbiamo esaurito il nostro sviluppo tramite la forza della ricezione e per progredire abbiamo bisogno di aggiungere la forza del dare, del connettersi e dell’amare.

Come possiamo farlo? Chi ce lo insegnerà?

Finora siamo stati abituati a usare solo la forza della ricezione, che è una forza di separazione. Più eravamo diversi, superiori e dominanti rispetto agli altri, più eravamo considerati di successo. Ora dobbiamo evolverci e imparare a lavorare con la seconda forza della natura: la forza della dazione. Dobbiamo integrarla con la forza della ricezione per elevarci insieme a un nuovo livello di sviluppo.

Un chiaro esempio di queste due forze opposte si vede nei rapporti con la società, tra individuo e collettività. Se costruiamo una società che rifletta i valori della dazione, della connessione e del dare e poi studiamo i nostri rapporti reciproci, potremo raccogliere dati  sulla forza della dazione che dobbiamo acquisire e apprenderla, in contrasto con la forza della ricezione.

Gradualmente, impareremo a usare caratteristiche come invidia, brama e onore in modo speciale per promuovere la dazione. Questo dipende da un cambiamento dei valori sociali in tale direzione. Siamo creature sociali e vogliamo sempre apparire favorevolmente agli occhi di ciò che la società rispetta. Man mano che ci svilupperemo in questa direzione, vedremo come la forza della dazione diventerà la forza dominante che determinerà tutte le nostre azioni, relazioni, pensieri e intenzioni tra di noi.

Cosa ne guadagneremo? Innanzitutto, otterremo una società più sicura, sana ed efficiente, in cui tutti si prenderanno cura di tutti, come in una famiglia sana e funzionale. Questo tipo di relazione cambierà radicalmente le nostre vite e migliorerà ogni ambito del mondo di oggi, ormai compromesso.

Tuttavia, al di là di questo, e questo è il punto cruciale, più acquisiamo la forza della dazione, più iniziamo a sentire e comprendere la natura come nostra madre. Proprio come un neonato che diventa bambino, adolescente e poi adulto, così anche noi, diventando donatori come la natura, iniziamo a percepire le sue forze interiori, le forze che stanno dietro la materia.

Cos’è la materia che vediamo? Se la scomponiamo, troviamo atomi, poi particelle e infine forze. In definitiva, esiste una forza, che è ciò che i fisici osservano negli acceleratori di particelle e in altri strumenti.

Qui acquisiamo le forze fondamentali, la forza della dazione e la forza della ricezione, che sono alla base di tutta la materia. Entriamo nella materia, nella creazione e vediamo come la combinazione di queste due forze costruisce, compone e connette ogni cosa con meravigliosa saggezza. Comprendiamo quindi ancora più profondamente, al di là di queste forze e delle loro azioni, il programma operativo che le sottende.

Acquisire ed equilibrare queste due forze dentro di noi porta alla conoscenza della natura, di Madre Natura, la forza generale che opera, genera la vita e la guida verso uno scopo che potremmo arrivare a scoprire.

Questo ci aiuta a comprendere la vita che stiamo vivendo ora. Iniziamo a vedere ogni cosa in modo trasparente, a penetrare ogni cosa che ci accade, intorno a noi e dentro di noi, vedendo tutto come una combinazione di forze.

Questa non è una conoscenza esteriore come quella che abbiamo acquisito finora attraverso la sola ricezione, ma la combinazione di entrambe le forze e delle nuove qualità che ne ricaviamo ci fornisce strumenti interiori. Non sono strumenti esterni come quelli di fisici, chimici e altri scienziati, ma dentro di noi sentiamo la natura e noi stessi come parti integranti di essa. Iniziamo a vedere, vivere ed essere inclusi in questo grande processo.

Cominciamo anche a percepire noi stessi non a livello di corpi solidi, fatti di carne e ossa, o nei loro aspetti vegetativi e inanimati, ma attraverso le forze che agiscono dentro di noi e il modo in cui esse interagiscono con la natura generale e globale.

Quando scopriamo il sistema interiore, le nostre forze personali, le forze dell’ambiente e le forze della natura nel suo complesso, ci percepiamo come parti integranti di questo intero sistema, connessi ad esso. È così che arriviamo a conoscere profondamente la natura e a percepirne l’eternità e la perfezione.

Questo è, infatti, lo scopo della nostra evoluzione in questa nuova era in cui siamo entrati e negli anni a venire. Dobbiamo semplicemente comprendere che c’è una grande differenza tra questa nuova vita e ciò che è accaduto fino ad ora. Nel corso della storia, siamo progrediti istintivamente, guidati da un’unica forza: il desiderio di ricevere. Ci ha spinto a cercare ovunque come ottenere di più. Ora, abbiamo bisogno di sviluppare sempre più un approccio di considerazione, connessione, complementarietà e integrazione dentro di noi.

Man mano che sviluppiamo la forza della dazione, cresce anche la forza della ricezione, ma in un modo nuovo, cioè in contrasto con la forza del dare. Quindi, queste due forze si completano a vicenda a un livello superiore, dando origine a un’opera creativa. Un ulteriore sviluppo umano avviene quindi attraverso la comprensione, il sentire, il conseguimento, la chiarificazione, la critica e le correzioni che apportiamo nella combinazione e nell’equilibrio tra le due forze. Continuiamo così a evolverci dalla completezza a una completezza ancora maggiore e oltre.

Come risultato di questo intero processo, si sviluppa una nuova consapevolezza di chi siamo e in quale sistema esistiamo veramente. Quando penetriamo nella natura organizzando queste due forze interiori di ricezione e dazione, iniziamo a percepire dimensioni oggi inaccessibili.

Entriamo in un sistema di forze che trascende il tempo, il movimento e lo spazio, raggiungendo traguardi spirituali e appagamento interiore nelle nostre emozioni e nel nostro intelletto, senza alcuna connessione con il nostro corpo fisico. Perché? Perché tutto si espande solo attraverso il conseguimento, attraverso la nuova consapevolezza che acquisiamo. Il nostro corpo si rivela allora come un semplice aspetto delle forze istintive e iniziali che ci sono state donate esclusivamente per consentirci di evolvere verso una dimensione di esperienza superiore.

Viviamo quindi in un’epoca speciale, in uno stato unico, e ci stiamo avvicinando alla fase della nostra nascita come esseri umani che assomigliano al vasto sistema della natura. Davanti a noi si apre uno straordinario sviluppo nella comprensione e nel conseguimento, verso vite sempre migliori, oltre i nostri attuali confini, verso un’esperienza di vita senza limiti.

Basato sull’episodio 12 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 10 gennaio 2012.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Cosa significa aiutare qualcuno?

Se vuoi davvero aiutare qualcuno, devi essere disposto a dare completamente e incondizionatamente. Dare significa che l’azione fluisce solo da te verso l’altra persona, indipendentemente da chi essa sia, che si tratti di un uomo, una donna, un bambino o persino un animale. L’aiuto risiede nell’atto stesso, non in ciò che ne deriva. Offri la tua mano, la tua energia e il tuo tempo senza aspettarti assolutamente nulla in cambio: né ringraziamenti, né sorrisi, né regali, nemmeno uno sguardo gentile.

Anche la semplice parola “grazie” ha un peso enorme. Può sembrare una ricompensa da miliardi. Un bambino sorride a sua madre e quel sorriso diventa il mondo intero per lei. Dovremmo allora chiederci: ho dato per il puro piacere di dare o per la ricompensa che potrebbe seguirne? La vera dazione avviene quando non ci si aspetta nulla in cambio. Altrimenti, è solo una transazione.

Ma è davvero possibile dare in questo modo, senza alcuna aspettativa? Ebbene sì, è proprio questo il significato della vera dazione. Se aiutiamo aspettandoci riconoscenza, apprezzamento o qualunque altra reazione, allora non si tratta di altruismo, ma di egoismo mascherato.

Ecco perché molte persone si sentono svuotate dopo aver aiutato gli altri, perché il loro cuore si sente vuoto o addirittura tradito. È perché speravano in una risposta, in un’energia che tornasse a loro. Quando non si ottiene nulla, ci si sente come se si fosse dato nel vuoto, in un buco nero. Per questo motivo, prima di voler aiutare, dovremmo assicurarci di farlo senza aver bisogno di nulla in cambio. In questo modo non avremo delusioni o postumi emotivi.

Come possiamo allenarci a mantenere questo atteggiamento? Dobbiamo acquisire forza e un desiderio genuino di un flusso di dazione diretto verso l’esterno, in cui non lasciamo che nulla ritorni a noi stessi. Il nostro filtro incorporato per ogni azione che compiamo, cioè la lente del “Cosa ci guadagnerò?” deve diventare completamente inattivo. Poiché un canale di dazione così puro non risiede nella nostra natura, semplicemente non lo abbiamo di base tra i nostri poteri. Pertanto, è necessario allenare con rigore questa modalità di dazione orientata verso l’esterno, come un muscolo che vogliamo far crescere.

Inoltre, dobbiamo capire che se scegliamo chi aiutare in base a chi è più piacevole, più bello, più gentile o più vicino a noi, questa è già una ricompensa. Se ci sentiamo sollevati aiutando qualcuno perché è attraente o importante, allora abbiamo ricevuto un pagamento. L’altruismo autentico non fa discriminazioni. Che la persona sia piacevole o sgradevole non fa differenza. Se fa differenza, se ci interessa chi è, allora stiamo alimentando il nostro ego.

Una dazione del genere è, in realtà, impossibile. Eppure,  allo stesso tempo , si tratta di vera dazione. Nella saggezza della Kabbalah, questo è il tipo di dazione a cui aspiriamo e ogni studente di Kabbalah che progredisce nel metodo si confronta sempre più con questo tipo di calcolo interiore.

Tuttavia, sarà la vita stessa a portarci gradualmente a questa consapevolezza. Ce lo mostrerà in modo impietoso, rivelandoci chi siamo davvero. Vedremo la bassezza della nostra natura, quanto siamo incapaci di elevarci al di sopra di noi stessi, anche quando lo desideriamo con tutto il cuore. In quel momento, emergerà una richiesta autentica di aiuto per uscire da questa natura che ci tiene prigionieri, come un grido che esplode da dentro.

Quel grido è una richiesta di forza. Una richiesta genuina di forza, non per ottenere un potere egoistico maggiore, ma per ricevere comprensione, saggezza e capacità di agire al di fuori di noi stessi, per poter davvero donare agli altri e alla natura, senza aspettarci che qualcosa ritorni a noi per soddisfare il nostro misero egoismo.

Pertanto, quando i Kabbalisti parlano in termini apparentemente semplici, dicendo frasi come “dobbiamo imparare a fare del bene” o anche solo “pensare gentilmente agli altri”, in realtà stanno indicando questa forma pura e genuina di dare, che dobbiamo acquisire nella sua massima profondità. La sua messa in pratica è un processo che si svolge gradualmente, passo dopo passo, e tutti noi raggiungeremo la sua attuazione. L’umanità si sta evolvendo proprio in questo senso. Con la saggezza della Kabbalah, acquisiamo la capacità di raggiungerlo prima del previsto e di farlo in modo piacevole con crescente consapevolezza, invece di subire i numerosi colpi che emergono dal nostro approccio egoistico lacunoso.

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Cos’è la Verità Assoluta?


La verità assoluta è il riconoscimento che tutto nel nostro mondo è relativo, tranne due forze fondamentali: il desiderio di ricevere e il desiderio di dare. Queste due forze opposte definiscono tutta l’esistenza. La forza della dazione è la forza che risiede nella natura, mentre noi esseri umani siamo la forza della ricezione.

La saggezza della Kabbalah chiama la forza della dazione “il Creatore”, così come “la Natura” e diversi altri nomi che definiscono la potenza del dare rivolta verso l’esterno e che ha creato e sostiene tutta la vita.

La forza della ricezione è ciò che questa forza di dazione ha creato: gli esseri di livello inanimato, vegetale, animale e umano.

Per determinare la verità, dobbiamo misurare tutto in base a questo standard assoluto: la forza o qualità della dazione. Se qualcosa ci avvicina alla dazione e alla connessione, è vero. Se ci allontana dalla dazione, è falso. Questa comprensione ci consente di fare veri progressi per scoprire come e perché la natura funziona come funziona, come e perché la natura dell’essere creato è stata creata in opposizione alla natura generale e come passare dalla nostra natura di ricezione alla natura della dazione per scoprire la realtà al di fuori della nostra percezione innata, una realtà di eternità e perfezione. Altrimenti, ci perdiamo in molteplici “verità” soggettive.

Ma perché dovremmo pensare che la dazione sia la verità ultima? Dopotutto, non lo percepiamo immediatamente come tale. È qui che la Kabbalah offre un metodo, non un sistema di credenze, ma un approccio pratico, scientifico ed empirico. Siamo invitati ad esaminare la saggezza, per vedere come essa spiega la struttura dell’universo, la natura dell’umanità e la direzione del nostro sviluppo in modo logico e pratico. Col tempo, attraverso lo studio e l’esperienza personale, sviluppiamo gli strumenti sensoriali per percepire direttamente questa realtà.

Proprio come i primi scienziati che dedussero l’esistenza dei microrganismi prima di poterli vedere al microscopio, i kabbalisti lavorano con forze che inizialmente sono al di là della percezione ordinaria. Ma attraverso un processo strutturato, chiunque può sviluppare queste capacità e sperimentare direttamente il Creatore, la forza assoluta della verità.

Pertanto, la verità non riguarda solo i fatti o la logica. Si tratta di raggiungere uno stato in cui ci allineiamo con la forza della dazione, elevandoci al di sopra della nostra percezione limitata ed egocentrica per recepire la realtà come è al di fuori della nostra innata visione e sensibilità egoistica.

Basato sul video: “Verità e menzogna – Stati spirituali con il Kabbalista Dr. Michael Laitman”.

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Qual è la radice della vergogna?

Secondo la saggezza della Kabbalah, la radice della vergogna si trova in quelle che vengono chiamate le “Quattro Fasi della Luce Diretta”, il progetto iniziale della creazione che esiste alla base della vita.

Queste quattro fasi sono quattro discernimenti e decisioni chiave che hanno avuto luogo ben oltre l’universo fisico come lo conosciamo, in una relazione primordiale tra la forza originaria dell’amore e della dazione, chiamata “il Creatore”, che ha creato un essere in forma opposta, come forza di ricezione.

La natura fondamentale dell’essere creato è stata creata come desiderio di ricevere piacere, senza alcuna consapevolezza di chi o cosa gli stia dando il suo appagamento. All’inizio, l’essere creato non riconosce nemmeno l’esistenza di chi dona. È come un neonato che prende dai genitori senza pensarci due volte. L’essere creato non avverte quindi alcuna differenza tra sé e il Creatore. Percepisce solo l’appagamento che riceve.

Tuttavia, man mano che l’essere creato si sviluppa, sorge una nuova sensazione: il riconoscimento che riceve mentre il Creatore dà. Questa consapevolezza crea un senso di disparità, la comprensione che c’è una natura superiore che dona, mentre lui prende soltanto. Questa sensazione di disparità che emerge è la prima sensazione di vergogna nella creazione, la radice della vergogna.

Basato sul video: “Vergogna – Stati spirituali con il Kabbalista Dr. Michael Laitman”.

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Cosa significa essere spiritualmente morti?

Essere spiritualmente morti significa non avere spirito. Lo spirito si riferisce alla qualità del dare agli altri, non alla qualità del ricevere dagli altri.

La nostra vita terrena si basa sul desiderio di ricevere da tutto ciò che ci circonda, in ogni forma, sui livelli minerale, vegetale, animale e umano.

La vita spirituale, invece, è quando non prendiamo dall’esterno, ma diamo dall’interno, quando cerchiamo di condividere, aiutare e irradiare verso l’esterno.

Se scambiamo una vita con l’altra, scopriremo cosa significa essere spiritualmente vivi.

Basato sulla trasmissione “News with Dr. Michael Laitman” dell’emittente KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman in onda il 22 settembre 2019.

Scritto/redatto dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Cosa significa uscire da noi stessi?

Uscire da noi stessi significa uscire dalla nostra natura egoistica, distaccarsi dal nostro io fisico e trovare il nostro io spirituale.

Come funziona? Sentiamo il mondo corporeo, fisico, nella nostra natura egoistica umana, dove desideriamo trarre beneficio per noi stessi a spese degli altri e della natura in ogni momento. Possiamo percepire un mondo spirituale molto più ampio attraverso una qualità opposta al nostro egoismo, l’altruismo, che è anche chiamato “la qualità della dazione”.

L’uscita dalla qualità egoistica di ricezione e l’ingresso nella qualità altruistica della dazione porta a una sensazione di un nuovo mondo. È uno stato che esiste, ma che non possiamo vedere prima di adattare i nostri sensi a percepirlo. Si rivela quando cambiamo il nostro punto di vista, passando dal desiderio di assorbire l’appagamento in noi stessi  al desiderio di donare l’appagamento agli altri e alla natura.

Basato sulla lezione di Kabbalah in russo tenuta dal Kabbalista Dr. Michael Laitman il 21 febbraio 2016.

Scritto/redatto dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Dovrei aprirmi di più alle persone?

C’è una bellissima frase di Stanislaw Jerzy Lec che si riferisce a questa domanda:

Non accogliete a braccia aperte le persone. Perché agevolarle nel crocifiggervi?

Per quanto riguarda l’apertura verso gli altri, dobbiamo vivere come i cavalieri di una volta: scudo in una mano, spada o lancia nell’altra e sempre con l’armatura. Questo è il modo in cui dovremmo vivere fino a quando, come umanità, non raggiungeremo la nostra correzione, uno stato in cui sostituiremo le nostre relazioni egoistiche, che privilegiano il proprio tornaconto rispetto a quello degli altri, con relazioni altruistiche, che privilegiano il tornaconto degli altri rispetto al nostro.

Mentre discuto della necessità di lasciare che la forza dell’amore, della dazione e della connessione positiva entri nella nostra società, non posso semplicemente sostenere l’apertura agli altri senza riserve. In un mondo governato dall’ego, in cui le persone sono guidate dall’interesse personale, è necessario non aprirsi troppo, poiché ciò riflette la realtà del male insito nella natura umana. Questo male esiste in tutti noi ed è il fattore che impedisce alla sincerità e alla genuina apertura di fiorire.

Sebbene molti parlino della necessità di sincerità e apertura, dove si possono trovare anime così semplici nel mondo di oggi? L’apertura può esistere solo quando l’umanità ha subito un processo di correzione da egoista ad altruista, quando le persone si augurano sinceramente il bene dell’altro. Solo allora potremo iniziare gradualmente ad aprirci gli uni agli altri. Fino ad allora, la nostra reciproca incapacità di apertura dovrebbe turbarci e persino addolorarci, perché mostra la disconnessione che sperimentiamo quando lasciamo che la nostra natura egoistica guidi ogni nostro desiderio, pensiero e azione.

Questo dolore, questa disperazione per l’impossibilità di aprirsi, dovrebbe portare a una vera e propria invocazione, una preghiera e una richiesta di cambiamento. Dovremmo desiderare di aprirci agli altri e di sperimentare la stessa apertura in cambio, ma dobbiamo affrontare la dura realtà che questo è attualmente impossibile. Questo desiderio, tuttavia, è fondamentale. È in linea con lo scopo della creazione, che prevede che l’umanità raggiunga l’unità, la fiducia e l’apertura nel suo stato finale futuro, in cui esisteremo nella “colla” invisibile della forza d’amore e di dazione della natura che ci lega.

Il piano della creazione prevede che si giunga a uno stato in cui si desidera solo il bene reciproco. Attraverso questa trasformazione, otterremo il completo equilibrio con le leggi della natura o, come dicono i Kabbalisti, “l’adesione con il Creatore”, la forza superiore che ha creato e sostiene tutta la vita. Questa è la visione che guida il mio lavoro e i miei insegnamenti. Anche se non sono molte le persone che si dedicano a questo obiettivo, questi Kabbalisti possono vedere dietro le quinte della cosiddetta “sala di controllo” della natura, che guida l’umanità verso lo stato eterno e perfetto di unione con la forza superiore dell’amore e della dazione, la forza del Creatore. Il processo per aprirsi l’un l’altro senza trattenere nulla richiederà tempo, ma alla fine tutto andrà bene.

Basato sulla trasmissione di KabTV “News with Dr. Michael Laitman” in onda il 9 dicembre 2024 con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto/redatto da studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

 

Cosa posso fare se smetto di essere sensibile alla sofferenza degli altri?

Dai agli altri e in questo troverai un significato.

Che significa “dare agli altri?” Significa aiutare, supportare e incoraggiarli, verificando ciò di cui hanno bisogno. Così facendo, giustifichiamo la nostra esistenza e ci avviciniamo alla rivelazione della qualità della dazione e dell’amore, chiamato “ll Bore”, nella nostra vita.

In breve, dovremmo pensare meno a noi stessi, approfondendo i nostri sentimenti nei confronti di ogni tipo di persona e circostanza, e pensare invece all’esterno, a beneficio degli altri.

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman.   

 

Che cosa significa realmente “amare”?

Esiste un detto sull’amore: apprezzare un fiore significa coglierlo, mentre amare un fiore significa innaffiarlo quotidianamente.

Ma cosa significa veramente amare, nutrire un fiore, per così dire? Significa comprendere i bisogni dei propri cari e soddisfarli, cioè “annaffiarli”. L’amore consiste nell’individuare ciò di cui gli altri hanno bisogno e nel fornirglielo.

Immaginate di incontrare un fiore che sta appassendo. Possiamo farlo rinascere facilmente dandogli dell’acqua, per poi vederlo rinvigorirsi e riprendere vita. Ma che dire dell’amore che sembra svanire completamente, come un fiore che muore? Perdiamo la speranza o continuiamo ad annaffiarlo? In questo caso, il vero amore richiede di persistere e di continuare a nutrirlo.

Mentre molti potrebbero sostenere che dovremmo lasciare in pace i fiori che appassiscono, io sostengo che dovremmo mantenere viva la speranza e continuare ad annaffiarli. Perché in natura nulla scompare. I cicli della natura stessa presentano esempi di terre aride che improvvisamente germogliano di vita.

Pertanto, anche se ci troviamo di fronte alla morte, a un’esistenza appiattita, possiamo superare questo stato. Come? Dipende dall’espansione dei nostri sentimenti interiori.

Quando parliamo di qualcosa che “torna in vita”, intendiamo dire vivere al nostro livello, ripristinando le forze vitali. Potrebbe sembrare inverosimile per la nostra comprensione attuale, ma possiamo davvero invertire i processi di decomposizione e decadimento attraverso i nostri sforzi.

Dove possiamo trovare la pazienza per questi sforzi? Nessuno possiede una pazienza infinita. Possiamo, piuttosto, raggiungere una comprensione del processo. Se l’amore è diminuito dentro di noi, possiamo ravvivarlo nel corso di un periodo prolungato considerandolo un investimento in ciò che cerchiamo di risvegliare. In questi casi, non dobbiamo pensare agli anni che occorrono; essi diventano irrilevanti perché viviamo già il risultato. Gli sforzi che investiamo si dissolvono rapidamente di fronte all’obiettivo di ciò che cerchiamo di far rivivere. Il nostro spirito penetrerà allora in questo stato morto e germoglierà.

Inoltre, non dobbiamo mai arrenderci in questi sforzi, per quanto difficili possano essere. Diventa una ricerca incessante e alla fine si trasforma in una vera preghiera. In passato ho avuto una vicina di casa il cui figlioletto era malato di infiammazione cerebrale.  Ricordo che, verso le due o tre del mattino, ha bussato alla mia porta e mi ha portato questo bambino, un piccolo fagotto, me lo ha consegnato e ha detto impotente: “Portatelo via”. Lei si è arresa. Non dovremmo mai arrivare a uno stato del genere. Non arrendendoci mai, alla fine raggiungiamo una preghiera autentica. È complicato, e potrebbero esserci situazioni in cui sembra troppo tardi, ma il messaggio rimane: non arrendersi mai nel nostro amore e nella nostra cura per gli altri.

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman.    

Che cosa è un vero eroe?

Gli eroi sono coloro che, pur immersi nella loro natura egoistica ed egocentrica, costruiscono un’altra persona a partire da se stessi, che sia all’altezza della forza altruistica della natura.

Immaginate di trovarvi in uno spazio chiuso e buio, come un verme dentro una mela marcia.

Iniziate a emergere lentamente da esso.

Sbirciate fuori e vedete un nuovo mondo meraviglioso e luminoso, pieno di amore e di attenzioni, con persone che si godono felicemente la loro vita insieme.

Poi uscite da voi stessi ed entrate in uno spazio completamente diverso, con una luce solare splendente e un cielo azzurro, fuori dall’oscurità in cui eravate prima.

Dopo essere usciti dall’oscurità, è necessario elaborare il fatto che seguire i dettami dei propri desideri egoistici porta all’oscurità, poiché l’ego stesso spegne il piacere in una direzione egoistica.

Questa trasformazione è davvero fattibile?

Sì, lo è: costruendo se stessi, a partire dal proprio ego, in analogia con la forza altruistica della natura.

Studiate le leggi della natura.

Si chiede loro di rivelarsi nella loro forma puramente altruistica, di mostrarvi un esempio come un adulto a un bambino.

A questo punto superate il più possibile il vostro ego.

Utilizzate il vostro ego non per voi stessi, ma per assomigliare e raggiungere l’equilibrio con le leggi altruistiche della natura.

Cosa significa assomigliare alle leggi altruistiche della natura?

Significa sviluppare l’amore per tutte le persone.

Si imparano quindi gradualmente le leggi della natura, un po’ alla volta, rendendosi sempre più simili ad essa.

Di conseguenza, arrivate a vedere che il vostro ego, questo ammasso di desiderio di godere che è tutta la vostra natura, esiste per invertire l’intenzione su di esso.

Così facendo, si ottiene la piena qualità altruistica, l’amore e la dazione, per tutti, come la forza altruistica della natura.

Si raggiunge quindi l’equilibrio con la natura: un nuovo stato, sperimentando una forza speciale di grande connessione amorevole e generosa con gli altri e con la natura, l’opposto di come usiamo attualmente il nostro desiderio di godere (egoisticamente, a spese degli altri e della natura).

 

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman.