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La Crisi del sistema educativo è la Crisi dell’umanità

Opinione (Natalia Shlemova, Università Pedagogica di Stato di Mosca): “Il maggiore problema di tutto il sistema educativo russo, dall’asilo alla più alta educazione, è che non insegna a pensare alle persone, non insegna a capire. A causa dell’assenza di una simile metodologia e di una struttura dialogica, il sistema educativo è autoritario, progettato per l’accettazione passiva delle informazioni dagli studenti. Esso manca di algoritmi, di meccanismi e paradigmi di comprensione, di una consapevolezza creativa e dello sviluppo della conoscenza acquisita”.

“Il collasso del sistema dell’educazione secondaria e più alta riflette la fase finale della crisi globale della natura umana”.

“L’insuccesso del sistema educativo, l’anima di una società sviluppata, indica un serio fallimento dell’evoluzione mentale della razza umana, mentre lo sviluppo del corpo mentale di tutta l’umanità è il compito maggiore in questa fase della sua evoluzione”.

Il mio commento: Il passaggio ad una nuova fase di sviluppo comporta la negazione di quella vecchia, fino allo stato di essere incapaci di esistere in essa, come pure una nuova visione: chiara, ovvia, non inverosimile, percepita praticamente, pianificata, calcolata, non rivoluzionaria e non violenta, ma basata sulla necessità. Quasi tutti negano quello che esiste, ma non vedono il suo rimpiazzo. La nostra divulgazione dell’educazione integrale dovrebbe diventare più specifica.
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Collaborazione – una proprietà inerente alla natura

Opinione (Dr. F. Kapra): Collaborazione è una proprietà inerente alla natura, qualsiasi violazione può influenzare l’intero sistema. Quanto più si studia il mondo animale, più si arriva a capire che la tendenza a creare relazioni, la tendenza a vivere uno dentro l’altro e collaborare è una delle caratteristiche più importanti degli organismi viventi.

Come ha notato L. Tomas: Non ci sono creature solitarie. Ogni creatura è, in un certo senso, legata e dipendente dagli altri. Grandi reti di organismi creano ecosistemi, che insieme a vari componenti inanimati, collegano animali, piante e microrganismi in una complessa rete di relazioni, costruite sul metabolismo ed energia, in un ciclo costante.

Così come i singoli organismi, gli ecosistemi sono dei sistemi auto-organizzati e auto-regolati,  in cui singole popolazioni di organismi subiscono fluttuazioni periodiche. A causa della natura non allineata della catena delle interazioni all’interno dell’ecosistema, un grave turbamento non sarà limitato ad un solo risultato, ed è probabile che si diffonda attraverso il sistema e può persino peggiorare da meccanismi di feedback interni.

Il mio commento: Oggi, tutte le scienze indicano l’integralità della natura, come un sistema chiuso. La ragione di questi risultati è che l’uomo stesso è diventato un tale sistema e può quindi capire meglio il mondo in cui si trova.
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O l’integrazione, o la sconfitta

Opinione (M. Padis, caporedattore della rivista francese Esprit (“Lo Spirito“)): La difficoltà in Europa consiste nel fatto che ora deve essere più unita, ma a causa dell’ indifferenza della popolazione è quasi impossibile. Oggi – o l’integrazione sarà più profonda, o saremo minacciati con la sconfitta totale.

Il mio commento: E’ vero, tranne che non ci sono i mezzi di unione nel nostro mondo – perché richiede un cambiamento dall’ egoismo di ritorno, dall’odio all’amore – e questo è possibile solo con il metodo dell’ educazione integrale.

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Frena il tuo appetito!

Opinione: (Ashok Khosla è uno dei principali leader dello sviluppo ambientale e sostenibile, principale direttore del Programma ambientale delle Nazioni Unite): “La terra è entrata in un altro periodo di estinzione della biosfera, che porta alla sparizione di migliaia di specie” ha detto Ashok Khosla, Presidente dell’Unione per la Conservazione della Natura (IUCN). “Stiamo assistendo alla sesta estinzione di massa che ha luogo sul pianeta Terra dal momento della sua vita. Quella precedente –la quinta- ha portato all’estinzione dei dinosauri” ha affermato Khosla in un meeting con dei giornalisti a Mosca. “In particolare, intorno al 2050, la razza umana sarà a corto di risorse peschiere. Ogni giorno nel mondo vengono tagliati e bruciati 50 ettari di foreste, ogni giorno 20.000 ettari di terre agricole diventano deserti. Ogni giorno si disperdono nell’atmosfera 60 tonnellate di biossido di carbonio, che si vedono in tutti gli angoli della terra”.

“Ad esempio, a causa dell’ innalzamento delle acque degli oceani, alcune nazioni-isole potrebbero essere sommerse. Attualmente alcuni scienziati conoscono cinque delle maggiori estinzioni di massa. L’ultima, 65 milioni di anni fa, ha provocato la scomparsa dei dinosauri. Il motivo non è completamente chiaro. La scomparsa dei dinosauri potrebbe essere stata causata dalla caduta di un meteorite, dall’esplosione di una supernova, da potenti esplosioni vulcaniche, o cambiamenti climatici. Adesso sull’orlo dell’estinzione si trovano 19.6 migliaia di specie animali e piante – un terzo di tutte le specie che esistono sulla terra. Nelle ultime due decadi il numero di specie minacciate di estinzione si è duplicato. Se l’attitudine predatoria verso la natura continuerà, allora, come pensano alcuni pessimisti, nel 2050 il pianeta sarà vuoto”. (fonte: Mysteriousall)

“Le nazioni industrializzate stanno soffrendo per un eccesso di consumi. Sono incoraggiate a ridurre i livelli di consumo e a usare meno risorse. Gli affari dovrebbero essere socialmente responsabili e avere cura della natura”.

“Perché dovresti riempire il frigorifero se non sei intenzionato a mangiarne tutto il contenuto? In Germania il 17% dei prodotti viene buttato via ancora impacchettato. Non si potrebbero piuttosto donare ai paesi poveri? Il cibo là è 100 volte più economico”.

“Alcune raccomandazioni sono difficili da implementare perché richiedono dei cambiamenti nelle abitudini: come per esempio, andare al lavoro con i mezzi pubblici, lavorare con la luce del giorno, che significa alzarsi e andare a letto presto, ridurre i rifiuti, ridurre le nascite (un figlio per famiglia) ”.

“Il futuro deve basarsi sulla giustizia sociale e sull’economia verde. L’eccesso di consumo può essere fermato solamente attraverso l’innovazione. Le nuove tecnologie disponibili adesso sono sufficienti per avere quattro volte molti prodotti senza l’incremento corrispondente di spesa di risorse. Ci sono circa 2.300 tecnologie di risparmio energetico e di risorse nel mondo”. (fonte: STRF.ru)

Il mio commento: IL Club di Roma parla di questo da molte decadi, e chi li ascolta? E questo nonostante il fatto che include persone in vista e molto potenti. Dobbiamo capire che la tecnologia verde, la riduzione dell’eccesso di produzione, il risparmio e la cura della pulizia, tutto questo può essere raggiunto solamente dopo l’ educazione e la crescita integrale delle persone. Precisamente  grazie alla crescita le persone si relazioneranno una con l’altra, con la società, con la natura e con il mondo in maniera differente, e i messaggi del Club di Roma e di altri club saranno ascoltati.
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Le difficoltà del periodo transitorio

Le transizioni ai nuovi livelli di sviluppo sono sempre state indotte da piccole crisi: Educazione, società, finanza, e altri sistemi che via via hanno iniziato ad andare fuori ordine. I matrimoni hanno iniziato a sfaldarsi, lentamente ma costantemente con l’uso illecito di droga e alcol. Tutto ad un tratto il terrorismo è entrato in vista.

Il nervosismo dell’umanità si rivela. E’ un risultato di debolezze in tutte le sfere della vita, che sono state costruite in base alle leggi egoistiche che hanno fatto sì che tutti si concentrassero unicamente su sé stessi: questo è tuo, questo è mio, non attraversare la linea! Ognuno difende la propria libertà e il proprio spazio personale. Ora, la natura distrugge i confini tra di noi, rompe le pareti, e ci trascina in una sorta di vita comunitaria che cerchiamo di evitare perché non siamo ancora pronti per questo.

Quando i nostri ego erano ancora troppo piccoli, eravamo aperti a tutto. A quel tempo, non ci importava di vivere come una famiglia in un villaggio. La gente non chiudeva le porte ed erano molto cordiali l’un l’altro. Una grande famiglia (genitori, figli e nipoti) condividevano una stanza e non erano affatto in imbarazzo l’un l’altro.

Oggi, le cose sono diverse. Siamo separati dal nostro egoismo enorme: Tutti vogliono una stanza separata, ci si sforza di nascondersi dietro il computer o il telefono, e tendere al contatto con gli altri il meno possibile. La gente non si riunisce in più famiglie, ma si riuniscono per fare sesso e poi andare via.

Ma improvvisamente, la natura comincia a distruggere le partizioni e così facendo annulla la nostra separazione. La crisi attuale è la più grande di tutto quello che abbiamo sperimentato finora. Facciamo di tutto per ritardare, sviare, ma si manifesta su livelli più bassi a cui noi tutti ancora siamo interconnessi.

Attualmente, non esiste una cosa come una crisi familiare dal momento che le famiglie sono semplicemente rotte. Più della metà delle famiglie non può essere considerata di per sé una famiglia e non hanno alcun desiderio di far rivivere e ricostruire sé stessi. Il numero di persone che non desiderano sposarsi ha raggiunto il 70%! Oggi, è normale mentre una buona famiglia in cui i suoi membri si rivolgono l’un l’altro con amore e rispetto è diventato un anacronismo.

Il secondo grande problema è la droga. Rispettiamo questo tremendo fenomeno, la nostra lotta ad esso è mite e gentile. Realizziamo che è una cosa terribile, che non possiamo evitare perchè la società in cui viviamo e questa vita stessa ci obbligano a cercare vie di fuga.

Il problema successivo è come far crescere la nostra gioventù. Attualmente, la demografia sta calando, la popolazione non cresce molto e la gente non sa come prendersi cura dei propri figli. I genitori acconsentono a lasciare i bambini sia durante la notte che durante il giorno. I bambini non sono attaccati ai loro genitori molto a lungo, il divario tra le generazioni cresce. Siamo sul punto di perdere la prossima generazione, ma nessuno si preoccupa troppo di questo. Noi diciamo: “Che differenza fa se l’educazione dei nostri figli è buona o cattiva, che cosa cambia?” Questo è il modo in cui la pensiamo, non è neanche lontanamente realizzabile l’essenza del problema.

Sembra quasi che tutte le crisi precedenti non fossero grandi tali da risultare un colpo per noi, né da scatenare la nostra comprensione che siamo ormai in bancarotta sotto tutti gli aspetti della nostra vita. Il processo di sviluppo scorre sempre dal piccolo e debole per incidere sui grandi. Questo è simile alle punizioni dei bambini, ciò significa che in un primo momento cominciamo a convincerli e poi progrediamo a minacciarli con maggiori difficoltà. A questo punto, tutti noi stiamo attraversando un processo molto serio, è una questione di vita o di morte.

Stiamo attraversando due cicli seri di divergenze tra noi e la natura. L’integralità ci permette di renderci conto che siamo opposti alla natura e in contrasto con tutti i suoi sistemi, il che significa che in origine avremmo dovuto essere completamente interconnessi, ma facciamo tutto il possibile per evitare di rimanere uniti.

Siamo consapevoli che stare insieme sarebbe un bene per noi, ma non sappiamo come acquisire questo stato. Tutti nel mondo si rendono conto che se le persone si uniscono per l’educazione, tecnica, finalità pedagogiche e culturali, faciliterà l’intera situazione. Ma come possiamo agire contro il nostro ego? Non siamo in grado di farlo!

Ecco il problema: se non siamo in grado di unirci, noi resteremo affamati. Molto semplice! Non saremo in grado di fornire beni di prima necessità: cibo, calore, sicurezza, abitazione, e la salute fisica. Questi sono i cinque bisogni fondamentali che devono essere soddisfatti per poter sopravvivere.

In questo momento, la natura sta facendo pressione su di noi così tanto che se non corrispondiamo alle sue esigenze, non saremo in grado di provvedere ai nostri cinque bisogni principali. Tale nozione, come l’ecologia è parte del nostro requisito di sicurezza. Noi non riusciremo a fornire cibo e a mantenere una buona ecologia; entrambi sono intrecciate dal momento che uno influenza l’altro.

La preoccupazione, la paura, e i guai alla fine costringeranno l’umanità ad adottare misure drastiche. Se non facciamo nulla, la nostra resistenza e l’opposizione alla Natura ci porterà alla sofferenza, alle guerre, alle devastazioni, e all’obliterazione. Ad un certo punto, vi sarà la ri-valutazione delle nostre possibilità di sopravvivenza e arriveremo alla conclusione che dobbiamo unirci e raggiungere il quarto livello di sviluppo, il livello umano.
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(Tratto da un discorso sull’educazione integrale 12, 16.12.2011)

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Il salvataggio dell’euro è stato rimandato

Nelle notizie: (dall’Associated Press): Martedì i funzionari europei hanno detto che i leader delle 17 nazioni che usano l’euro hanno rimandato alla fine di marzo, la decisione riguardante il dare più potere ai fondi di salvataggio. [28 febbraio 2012]

“I leader dell’eurozona dovevano trovarsi venerdì pomeriggio per decidere se la valuta dei fondi di salvataggio dell’unione avrà la possibilità di dare più di 500 bilioni di euro (669 bilioni di dollari) in prestiti”.

“Tuttavia, la Germania, l’economia più grande dell’eurozona e il più grande contributore di entrambi fondi di salvataggio, ha resisto fino ad ora”.

“Il ritardo sulla decisone dei fondi di salvataggio è un altro esempio dei lenti passi nella pressa di decisioni nella crisi debitoria vecchia -di -due -anni dell’eurozona”.

Il mio commento: L’euro sparirà se l’Unione Europea non si sposterà verso una piena integrazione, che non è possibile senza un’educazione integrale forzata. Questa necessità non è stata presa in considerazione dai fondatori dell’Unione Europea, e lo ignorano tutt’oggi. Nel frattempo c’è la minaccia della disintegrazione dell’Unione Europea, e se non cercano di prevenirla mediante l’impiantamento di ulteriori misure d’integrazione, la disintegrazione avrà luogo. Speriamo che non accada con un’esplosione.
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Il capitalismo è fuori controllo

Opinione: (S. Yakobsen capo economista della Saxo Bank): La crescente disuguaglianza dei profitti minaccia l’economia mondiale. La classe media è diventata preda della crisi. Il livello della disoccupazione cresce continuamente. Il capitalismo ed i liberi mercati sono fuori controllo.

Non è rimasto nessun mercato che funzioni in corrispondenza alle regole del capitalismo.

Lo scopo principale della politica anticrisi è quello di guadagnare tempo, ma questo fa soltanto peggiorare la disuguaglianza sociale. Gli scienziati per scherzo hanno chiamato questa crisi “la crisi del capitalismo incontrollato”. Ma sono i governi e le politiche ad essere fuori controllo, sono diventati incontrollabili.

Noi abbiamo bisogno di investire nella formazione, nei mercati liberi e sicuri, nella concorrenza e negli accordi multilaterali a lungo termine riguardanti la formazione, lo stipendio e le ore di lavoro. Questo è il cammino verso un bilanciamento sociale.

Il mio commento: E’ solo la soluzione che non è corretta, in quanto è un modello di capitalismo egoistico non funzionante. Bisogna investire in:

a) Il raggiungimento ragionevole di benessere a tutti i livelli.
b) L’introduzione obbligatoria della formazione e dell’ educazione integrale.

Queste due attività allontaneranno la crisi, in quanto allontaneranno la contraddizione tra l’uomo che divora la natura e il suo mondo circostante. Cambiando noi, capiremo come creare una nuova economia del benessere e dell’ uguaglianza.
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La generazione persa della Spagna? No, una nuova Ritrovata!

Nelle notizie: (da ABC News): “Approssimativamente metà degli spagnoli tra i 17 e i 24 anni sono disoccupati, il più alto livello tra le diciassette nazioni che usano l’euro. È il disegno devastante di una gioventù rovinata che minaccia di distorcere il tessuto sociale spagnolo degli anni a venire, tristi sogni, strutture familiari in tensione che distruggono il benessere di una popolazione che invecchia velocemente”.

“Questo mette l’intero welfare in uno stato di rischio” ha detto Gayle Allard, specialista di mercato dello IE, Scuola di Affari di Madrid. “Le persone giovani che arrivano adesso al mercato sono la generazione persa. Stanno perdendo il vantaggio della loro giovinezza ed energia che non ritorna”.

“Le figure vacillanti disoccupate – 48.6 % di spagnoli tra i 16 e i 24 anni; 39% per quelli che hanno tra i 20 e 29 anni, hanno terribili conseguenze per una nazione che si è abituata alla prosperità dietro il boom di proprietà che è collassato nel 2008”.

“Il 1.6 milione di giovani disoccupati e giovani adulti di una nazione di 47 milioni rischia di non poter mai iniziare una carriera. Probabilmente non accumuleranno mai dei beni come le proprie case o dei risparmi fino all’età di 40 anni. E sicuramente dovranno affrontare dei tassi molto alti per sostenere il costoso sistema di welfare sociale della Spagna”.

“Inoltre, si aspetta che smettano di avere dei figli, o a farne meno dei loro genitori, riducendo il numero di nascite che è già calato ora che la generazione dei Baby Boomers spagnoli inizia ad andare in pensione.

Questo significa un minor numero di persone per assorbire i costi della cura della crescente schiera di pensionati”.

“La rabbia e la frustrazione tra i giovani adulti ha già messo radici. Migliaia di tende di protesta erette l’anno scorso in primavera e in estate a Madrid e a Barcellona in tende nelle piazze centrali”.

Il mio commento: C’è solamente una soluzione: cambiare l’attitudine verso la produzione, il lavoro e la società, cioè, verso la vita in genere. Ci è stata data per vivere in equilibrio con la natura e con la società, ricevere ciò che è necessario, essere contenti di cose ragionevoli che anche tutti gli altri ricevono, lavorare quanto sia necessario, e usando le risorse naturali per coprire questi bisogni. La pubblicità è proibita; tutto si riduce al livello necessario, includendo la produzione di farmaci pericolosi.

Per iniziare dobbiamo descrivere la struttura di tale società e poi creare un piano preliminare per una transizione indolore. E tutto il tempo liberato (80, 90% dell’attuale tempo di lavoro), tutto il tempo libero delle nostre mogli, gli anziani, e i ragazzi dovrebbe essere dedicato all’educazione, organizzato in centri comunitari, grandi supermercati vuoti, centri commerciali, alberghi e attuali luoghi di vizio.

La Spagna è un esempio del futuro di tutti, inoltre, questo è solo l’inizio, possibilmente, di un futuro cruento se non organizziamo l’educazione delle masse!
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La forza c’è, il cervello non serve!

Opinione (G. Ivanitskij, direttore dell’istituto di biofisica dell’Accademia Russa di Scienze): Non riusciremo mai a trovare una lingua comune con la natura viva. Adesso noi abbiamo nelle mani un’arma potentissima , minacciosa ed imprevedibile che è l’ingegneria genetica. I fisici non possono fare una cosa del genere, loro non sono capaci di creare nuovi mondi fisici.

E se nella fisica è accettata l’esistenza di un qualche osservatore astratto, allora nella biologia questo osservatore è reale, pronto a giocare il ruolo del creatore del nuovo mondo. Ma noi non abbiamo assimilato i principi della biologia, e nemmeno abbiamo capito l’essenza di tanti fenomeni esistenti, per noi è troppo presto parlare della leadership della natura. Noi siamo una parte della biosfera e dobbiamo corrisponderle.

Il mio commento: Se non ci fosse il controllo generale della natura su di noi, allora certamente noi avremmo distrutto il nostro mondo. Ma esiste uno scopo che siamo obbligati a raggiungere e qualunque nostro tentativo di allontanarci dal cammino verso esso, ci porta soltanto a delle sofferenze ancora maggiori, ed involontariamente ci porterà allo scopo.
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A noi non importa…

Opinione (A. Hosla, presidente dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura):

La biosfera della Terra sta passando il sesto periodo di estinzione dal momento di nascita della vita. L’ultimo – il quinto – ha portato all’estinzione dei dinosauri. La diversità biologica del pianeta sta rapidamente diminuendo. Scompaiono irrevocabilmente ogni giorno fino a 100 specie di animali. 
Al momento nessuna delle politiche dei governi implica la comprensione delle conseguenze delle azioni che portano a catastrofi ambientali. L’ecosistema del pianeta viene distrutto sulla base di un guadagno immediato.

Il mio commento: Questa è una conseguenza della mancanza di un pensiero globale e integrale. La gente non sente il “nostro” come “mio”. I governi trovano vantaggioso utilizzare i fondi per migliorare i loro obiettivi politici.
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