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La vita con molte incognite

Una persona che vive in questo mondo, non sa quello che le succederà nel momento successivo. Non capisce perché le sono successe le cose di ieri e da dove provengono i suoi pensieri e desideri. Sente che delle forze impercettibili la controllano, come se fosse sospesa nell’ aria in relazione al suo passato, al presente ed al futuro. Cerca di scoprire qualche tipo di appoggio, cercando una spiegazione dell’universo con l’aiuto del ragionamento logico e delle ipotesi.

Il suo ego cresce e si pone sempre più domande sulla vita e su quello che la aspetta dopo la morte. Quanta più forza acquisiamo attraverso lo sviluppo della tecnologia, che si oppone alla natura, con più forza la natura si manifesta contro di noi, forzandoci a scoprire la risposta su come siamo governati e quale è il significato della vita. Come risultato, ci sentiamo come se fossimo nello spazio vuoto.

Quando l’uomo viveva nelle caverne e cacciava i mammut, pensava di sapere tutto sulla sua vita. Sentiva e capiva il mondo meglio di noi. Dall’altro lato siamo insoddisfatti di tutte le teorie che esistono. Abbiamo bisogno di una risposta chiara, perché siamo incapaci anche di regolare la nostra vita quotidiana. Nascono tante domande che non possiamo combattere con esse.

Come in quelle matematiche. Per trovare un’incognita, è sufficiente avere un’equazione. Per scoprire due incognite, c’è bisogno di due equazioni. Però, nelle nostre vite, finiamo con molte incognite e con sempre meno dati e fatti con i quali creare una formula.

Le spiegazioni religiose o filosofiche del passato non funzionano più, non possiamo confidare in esse; esigiamo fatti e prove, cioè una realizzazione. Se sappiamo di non avere libero arbitrio, allora dobbiamo costruire una società totalmente diversa, così come le sue relazioni, un sistema differente di castigo e giustizia. Il problema che la Kabbalah propone di risolvere non è teorico, ma molto pratico: determinare dove e come possiamo influenzare e realizzare questa opportunità.

(Dalla quarta parte della lezione quotidiana del 28 Novembre 2010 – Corpo e Anima).

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Se tu non ti svegli, domani tutto il mondo sarà addormentato

Al principio, una persona cresce come un embrione all’interno dell’utero di sua madre, fino ad ora, nel livello “inanimato”, essa semplicemente annulla se stessa. Quindi, diventa come un piccolo bambino che esiste affianco ad un adulto e questo è il livello “vegetale”. Dopo di che, la persona è adulta, che è il livello “animato”.

Tutti questi livelli sono organizzati dalle forze della natura, il che significa che non abbiamo bisogno di sforzarci per evolvere, poiché la natura, diventa la forza ed il desiderio di crescere in noi dall’interno. In altre parole, questo solleva una richiesta per lo sviluppo, MAN (Mayin Nukvin, acque femminili) in nostro favore e questa ci sveglia per conto proprio.

Il Creatore (la Natura) agisce in due direzioni. Dall’interno, l’embrione si sforza per svilupparsi ed annullarsi in relazione a sua madre e dall’interno, l’organismo della madre alimenta l’embrione e non lo tratta come un oggetto estraneo. Ambedue sono spinti dall’istinto di base, l’amore reciproco dell’adulto verso il bambino e del bambino verso l’adulto.

Nel livello animato, ad un’età più matura, dobbiamo ancora annullarci nella relazione dell’uno verso l’altro, con il fine di imparare dagli altri. Comunque, ancora una volta, tutto questo è controllato dagli istinti.

In quanto allo sviluppo dell’anima nel livello del parlante, il livello Umano/Adam (Adam o Domeh in ebraico), lo stesso uomo deve iniziare l’elevazione del MAN, la preghiera per la correzione. In altre parole, deve essere un desiderio che viene dall’uomo stesso.

Riceviamo dall’alto il punto iniziale di questo primo desiderio come parte del Creatore, che è il nostro “punto nel cuore”, datoci dall’Alto, insieme a tutti gli altri strumenti necessari, dai testi kabbalistici, al maestro ed al gruppo. Usando questi strumenti correttamente, abbiamo bisogno di acquisire il desiderio per la richiesta di equivalenza con il Creatore (la forza P1 viene dal Creatore e la P2 deve venire da te).

Ho un desiderio di evolvere, ma sono incapace e non capisco perché e come farlo. Tutto quello che mi è nascosto, ancora da ricercare, me lo da il gruppo, l’ambiente. Per questo, l’anima collettiva si è frammentata.

Includendo tutti al tuo punto nel cuore, riceverai il potere necessario per l’azione. Il tuo punto nel cuore è appoggiato dal gruppo e se ricevi la sua assistenza, sarai capace di elevare MAN al Creatore (che in verità risiede anche nel gruppo).

Come risultato, riceverai una risposta dal Creatore, MAD (Mayin Duchrin, acque maschili), la forza dello sviluppo, la Luce che Riforma. Non importa dove lavori tutto il giorno, quello che importa è dove sono i tuoi pensieri, visto che lì sei anche tu.

Tuttavia, i tuoi pensieri possono essere definiti con l’aiuto dell’ambiente. Pertanto, ricordiamoci di fare il nostro sforzo migliore per assicurarci che nessuno di noi si dimentichi, neanche per un istante, che dobbiamo essere connessi, così ci svegliamo reciprocamente.

Realizziamo questo desiderio ed attiriamo ad esso, insieme a tutti i nostri amici di tutto il mondo, la Forza Superiore, il Creatore. Forziamolo in modo che ci aiuti a pensare soltanto all’unità, solo alla responsabilità mutua, l’Arvut.

Se non ti svegli, nemmeno gli altri si sveglieranno, e se gli altri non si svegliano, domani io stesso, rimarrò addormentato durante la lezione. Non c’è modo di uscire da questo, a meno che non ci prendiamo la responsabilità di fornire il desiderio di base, avendolo ricevuto dal gruppo e con esso, fare appello al Creatore.

Tutto quello che la natura fa con l’embrione, il bambino, e con qualsiasi creatura vivente di questo mondo, spingendoli verso la crescita, noi dobbiamo compierlo con il nostro libero arbitrio e consciamente, iniziare la nostra evoluzione.
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(Dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 23 Novembre 2010, Baal HaSulam, Corpo e Anima).

Questa vita è un sogno

Domanda: Come possiamo raggiungere la rivelazione in modo da vedere il mondo spirituale nel modo più realistico così come vediamo ora la nostra realtà?

Risposta: Non so se le cose che sto vedendo ora sono realtà o meno. Cosa succede se sto sognando e non posso svegliarmi?

Mi sembra che ora sono all’interno di una certa realtà, ma come faccio a sapere veramente se questa realtà è solo un sogno rispetto alla realtà vicina? Forse c’è un tale livello di vigilanza che mi sta aspettando che tutto ciò che ho sentito in passato, mi sembrerà un sogno?

Dentro la mia realtà attuale ci sono anche periodi in cui mi sintonizzo al di fuori da esso per andare a dormire. Allora, come faccio a sapere? Forse sto dormendo anche adesso?

In altre parole, devo capire in che modo passare da uno stato all’altro per acquisire una nuova coscienza. Ed è per questo che i Kabbalisti ci hanno dato un mezzo.

Fino a quando non si acquista quella nuova coscienza, si rimarrà dentro un sogno e non si saprà nemmeno che è possibile svegliarsi e cominciare a vivere! Noi tutti comprendiamo cosa significa sognare. Stavo dormendo, mi sono svegliato, e adesso sono considerato sveglio. E questo è esattamente come noi esistiamo in rapporto con il mondo spirituale, il mondo a venire.

Ci sono molti stati di questo tipo, uno sopra l’altro. La Kabbalah ci dà i mezzi per mantenere l’ordine crescente da uno stato all’altro. Se è corretto utilizzare i mezzi dati a voi nel vostro stato attuale, allora si sarà in grado di ascendere ad uno stato che si chiama “vita” in relazione al proprio stato attuale e quello che si sente oggi sarà definito un “sogno”. È scritto: “Eravamo come dei sognatori”.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 25/11/10, “Corpo e Anima“)

L’anima sta tra la Luce e l’oscurità

Lo Zohar, capitolo BeHar, punto 66: … ci sono due creazioni nell’uomo, la creazione per il bene e la creazione per il male. Con la Torà, lui le separa e il Creatore gli da un anima di Lui per dominare su ambedue, la quale è buona e leggera, il mondo a venire, e quella che è cattiva e oscura, questo mondo, come è scritto “E lui soffiò nelle sue narici l’alito della vita”.

Tutta la realtà proviene dalla separazione tra la Luce e l’oscurità, quando possiamo realmente cominciare a “filtrare” le qualità che appartengono a questo mondo ed al mondo a venire.

Con l’aiuto dei chiarimenti, discernendo le qualità per la dazione e la ricezione, cominciamo a creare noi stessi. Tutto ciò che studiamo in questo mondo è un’esistenza animale, cioè, la nostra natura.

Perché si chiama animale? Perché l’animale non può maturare e rimane nello stesso livello di sensazioni.

Per questo, prima di cominciare ad usare la Luce per creare se stesso – distinguendo tra le qualità di dazione e ricezione, unendo tutto il tempo queste qualità di dazione, desiderando stare con esse e da esse creare se stesso – esiste solo l’uomo in questo mondo.

Come da una goccia di seme nell’utero della madre comincia a costruirsi il corpo dell’embrione, in questo modo l’uomo – con l’aiuto del gruppo, dell’ambiente, degli studi, delle intenzioni e di differenti azioni – deve provare ad aggiungere ed accumulare sempre di più le qualità della dazione. In questo modo, si crea in lui il corpo spirituale.

Ogni volta egli rivela una parte in più della dazione, desiderando unirsi a questa qualità, e questa viene denominata la sua prossima reincarnazione.

Ogni volta egli vede la sua nuova vita, la sua nuova possibilità, per aggiungere una volta e poi un’altra a se stesso, le qualità dell’uomo che è simile al Creatore, alla dazione (l’uomo “Adam” proviene dalla parola “Edome”, simile).

A proposito della vita, della morte e dell’ anima

Domanda: Cosa accade all’ anima quando muore il corpo?

Risposta: L’ anima è «una parte del Creatore», e il Creatore è la qualità della dazione e dell’ Amore assoluto. Quindi, una persona acquisisce un’anima quando emerge in lui questa qualità di «amore per il proprio amico». Finché non acquisisce questa qualità è simile ad un animale. Questo spiega perché nei testi kabbalistici troviamo scritto: «Tutti voi siete come animali», «Una persona nasce come un piccolo animale» e così via…

Possiamo acquisire la qualità della dazione e dell’amore soltanto sotto l’ influenza della Luce Superiore, che è la forza che corregge l’ egoismo. La Luce è chiamata Luce circostante (Ohr Makif) o Creatore perché ci circonda e noi siamo immersi in essa. É scritto «il Creatore è come l’acqua che purifica Israele (Mikve Israel Hashem)», dove Israele è Yashar-El cioè colui che aspira al Creatore, alla dazione e all’ amore assoluto.

Cosa significa tutto questo? Una persona percepisce il nostro mondo usando le sue naturali qualità egoistiche. Quando ottiene la qualità altruistica della dazione e dell’amore, comincia a sentire i Mondi Superiori nella propria interiorità. Questo significa che acquisisce un’anima.

Una volta acquisita questa qualità, questa rimane in lui anche se svaniscono le sue qualità egoistiche o, in altre parole, anche se il suo corpo (cioè la materia che sentiamo nelle nostre sensazioni) muore. Questo perché è stata creata solo una materia, il desiderio, e tutta l’esistenza è sentita all’interno di questo desiderio. Se il nostro desiderio ha l’intenzione «per il proprio interesse o piacere» allora percepiamo «il nostro mondo» o «questo mondo». Se il desiderio ha l’intenzione «per l’interesse o il piacere del mio amico» allora percepiamo i Mondi Superiori o il Creatore.

La nascita nei nostri corpi, la nostra vita e la morte, sono dovuti all’emergenza e all’ estinzione della Luce all’ interno del desiderio egoistico. La nascita spirituale, d’ altro canto, è l’ emergere del desiderio di dazione ed amore oltre se stessi (il desiderio di agire non per se stessi, non allo scopo di mettersi a proprio agio egoisticamente).

Il desiderio di dazione è indipendente dal desiderio egoistico, attraverso il quale percepiamo i nostri corpi e questo mondo. Quindi quando questo corpo muore e la nostra percezione di questo mondo svanisce, ciò che rimane è il desiderio altruistico e la percezione dei Mondi Superiori.

Domanda: Come può un’anima «vedere», «sentire» e «percepire» senza il funzionamento del cervello?

Risposta: Noi percepiamo qualsiasi cosa all’interno del desiderio. Il cervello ci aiuta soltanto a distinguere cosa vediamo o, piuttosto, cosa desideriamo.

Domanda: E’ realmente possibile per l’ anima di una persona malata di Alzheimer, che perde la memoria e la consapevolezza, ristabilire tutto questo dopo la sua morte?

Risposta: Una persona che sviluppa la sua anima, la qualità della dazione, non scompare mai.

Domanda: Cosa accade ai neonati o ai bambini piccoli che muiono così giovani e la cui anima non è ancora stata corretta?

Risposta: Esistendo per il tempo a cui sono stati destinati, correggono una parte particolare del loro sviluppo spirituale.

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