Pubblicato nella 'Congressi' Categoria

Un oceano di amore

Domanda: Ho pianto di gioia durante la cerimonia di apertura quando i rappresentanti dei diversi paesi sono saliti sul palco tenendo le loro bandiere; mi sono sentito connesso a tutti, ho sentito i desideri delle altre persone, il loro amore e la loro attenzione. Cosa è successo, è una sensazione psicologica o spirituale?

Risposta: E’ stata una sensazione sincera e meravigliosa, ma non spirituale. La sensazione spirituale consiste nel raggiungere la radice dalla quale proviene tutto, la ragione per la quale tutto avviene ed il luogo nel quale ci troviamo.

Questa sensazione deve portarci ad uno stato nel quale esistiamo nell’oceano di una certa forza che ci connette in alto nel tempo e nello spazio e ci da l’esistenza. Allora perdiamo la sensazione del corpo. Ad ogni modo la persona si associa al corpo, ma considera che è di una natura più bassa. Allora percepiamo di appartenere a questa stessa forza, che siamo parte di essa e ci integriamo in essa.

Quello che abbiamo sperimentato nella cerimonia di apertura è stato il primo passo della percezione spirituale. Speriamo di ottenerla molto presto.
[26372]

(Dalla quarta lezione nel Congresso Mondiale di Kabbalah del 10 Novembre 2010)

Il permesso di rivelare la Kabbalah

Stiamo cercando costantemente il modo di migliorare la nostra vita e tutti i nostri pensieri e desideri sono diretti a questo. Il Creatore ci rivela costantemente nuovi desideri ed un vuoto interiore, in modo tale da inviarci nella direzione opposta e ci obbliga ad allontanarci da questo vuoto.

Lui mi rivela qualcosa di cattivo, e mi allontano da questo nella direzione opposta, verso qualcosa di buono. Tuttavia, a questo punto, Lui rivela un altro vuoto in me ed io mi giro e corro di nuovo. In questa maniera, siamo governati dall’Alto.

Ogni istante sperimentiamo un desiderio nuovo ed istintivamente cerchiamo di riempirlo al meglio delle nostre possibilità. In questo modo, il Creatore ci conduce alla meta per arrivare ad essere come Lui. Anche se una persona è totalmente opposta al Creatore (visto che il Creatore è l’amore e la dazione assoluta, e l’uomo è la forza dell’odio e della ricezione), tuttavia, gradualmente, le si permette di vedere la sua natura antagonista e di correggersi.

Pertanto, la saggezza della Kabbalah è il metodo per conoscere il Creatore. La proprietà della dazione è data all’uomo affinché lo assista in questa vita. Per ottenere questo, il Creatore seleziona le persone che desidera avvicinare a Lui, ma non tutte unanimemente. Comunque, tutto il mondo, ogni persona che vive su questa terra, dovrà venire a Lui ed essere come Lui!

Tutti noi abbiamo uno scopo, però ci stiamo avvicinando individualmente e gradualmente. C’è stata gente che ha cominciato ad avvicinarsi al Creatore migliaia di anni prima di noi, negli ultimi secoli ed al giorno d’oggi, e sarà di più nel prossimo futuro.

Al giorno d’oggi siamo nell’ultima tappa dell’evoluzione umana, quando tutta l’umanità deve conoscere il Creatore ed ascendere spiritualmente di nuovo per ritornare al Mondo dell’Infinito. Possiamo considerarci come la prima fila dell’ultima generazione.

L’uomo vive rifornendosi dei fatti del mondo materiale che sperimenta nel cammino della sua vita terrena, fino a che innalza una domanda nel suo interiore: “Perché ho bisogno di tutto questo? Mi piacerebbe sapere cosa succede “prima” e “dopo” la mia morte e ha senso vivere questa vita?”. Queste domande nascono dal grado Superiore, dalla fonte della vita in questo mondo. Pertanto, queste domande, elevano la persona al di sopra del suo viaggio evolutivo completo.

Una persona comincia a cercare le risposte e se le domande sono realmente al di sopra del nostro mondo materiale, incontra la saggezza della Kabbalah. Ciò è dovuto al fatto che, con la sua scintilla spirituale, “il punto nel cuore”, una persona è come un elettrone in un campo elettrico, una particella che porta una carica spirituale negativa. Lei sente questo “meno” e pertanto, continua a cercare il riempimento del suo desiderio nel campo che la circonda.

Non può trovarlo nel nostro mondo e questa è la causa della frustrazione che impregna il mondo d’oggi. Abbiamo perso la speranza in un “futuro migliore” (il comunismo o la società di consumo) e dobbiamo trovare la ragione per la quale stiamo vivendo. Al contrario, il mondo affogherà nell’abuso di droghe, nel terrore, nella disperazione e negli antidepressivi. Una persona non sa cosa fare di se stessa, visto che questo vuoto interiore esaurirà il suo desiderio di vivere.

Tuttavia, ci saranno coloro che scopriranno la saggezza della Kabbalah come l’unico metodo per trovare un significato più grande. Essi non troveranno conforto nella religione, nelle credenze, nel misticismo, nella “new age” o nella meditazione. In verità, tutti questi rimedi mirano all’auto rilassamento nel livello del nostro mondo, anche se le loro domande provengono dai regni di una dimensione superiore.

Pertanto, abbiamo ricevuto il permesso di rivelare e diffondere la saggezza della Kabbalah e siamo testimoni di come la gente di tutto il mondo abbia cominciato a svegliarsi e a gravitare intorno ad essa.
[26426]

(Dall’ottava lezione dell’11 Novembre 2010 del Congresso Mondiale di Kabbalah)

Il Giornale Maariv sul Congresso

Uno dei più letti quotidiani israeliani ha pubblicato un lungo articolo sul recente Congresso:

[nggallery id=12]

Dall’articolo:
Roberto dal Messico sale sul palco in fondo all’enorme sala, gremita di migliaia di partecipanti. Stà lacrimando e non riesce a parlare.

Improvvisamente prorompono le parole, quasi avesse trovato la giusta corda. “Voi siete la mia famiglia – dice – io non posso vivere senza di voi”.

La gente piange e continuerà a piangere anche quando Alexander dalla Russia proporrà a tutti di riunirsi nel buono dentro di loro e anche quando Ruben dagli USA chiede di chiudere gli occhi e pensare a questo giorno particolare.

Corrispondente:
Non riesco a capire perché la gente piange. Tu lo capisci ?

Sasha Demidov:
Perché non si aspettavano tanto calore, né che qui ci fosse tanta comunanza e tanta autenticità. E’ come se ti rendessi conto di avere un figlio. E tu non lo sapevi che lui c’è, che è così simpatico, che lui è il più bello e il più forte.

Ecco cosa provo io, quando vedo qui gente dal Giappone e dalla Turchia, gente che dice che noi siamo i più vicini a loro. Io non ho pianto perché non sono così sentimentale, ma ho sentito che mi veniva a mancare il respiro.
[27240]

Il muro interno

Al Congresso abbiamo acquisito una nuova sensazione, adesso dobbiamo svilupparla. Percepiamo che c’è un muro davanti a noi e noi dobbiamo romperlo con l’aiuto della Luce Superiore, il Creatore. Egli è precisamente la nostra mancanza. Lasciamo che Lui dica:”Andiamo dal Faraone”.

Per fare questo è necessario capire, e ancora più importante essere d’accordo sul fatto di rompere il muro per dare piacere a Lui e non per noi stessi. Ci dimentichiamo dei due aspetti più importanti del percorso:

  1. L’unica via per avanzare avviene per mezzo della Sua forza.
  2. Stiamo avanzando verso la dazione al Creatore.

Tutto ciò mi elude. Per ora sto pensando a me stesso invece di dare al Creatore. Provo ad attraversare il Machsom con le mie forze piuttosto che con le Sue. In questo modo, lo scopo e i mezzi sono ancora chiusi dentro il mio egoismo.

Nonostante tutto, questo è un buon stato perché incominciamo a capire i principi fondamentali per l’avanzamento spirituale. Sta emergendo un confine davanti a noi e dobbiamo fare qualcosa. Non esiste per se stesso, ma costituisce una barriera psicologica dentro di noi. Se ci indirizziamo correttamente, essa sparirà.

Il pensiero del beneficio del Creatore è opposto alla mia natura e neanche gli amici lo posseggono. Esso giace precisamente all’interno della nostra unità. Ecco perché dobbiamo lavorare su tre aspetti:

  1. Sono unito al gruppo.
  2. Insieme agli amici devo trovare la giusta ispirazione che ci renderà capaci di attraversare il Machsom . Unendoci, susciteremo la forza del Creatore.
  3. Tutto questo sarà per dare piacere a Lui, o, in altre parole, conseguire l’unità con Lui.

La comune e costante cura e preoccupazione deve risvegliare tutti. Questa è la garanzia mutua; il gruppo non è l’insieme dei volti degli amici, ma una comunità spirituale che permea ogni persona con il pensiero sullo scopo. Improvvisamente incominciamo a pensarci e a desiderarlo. Quando ogni persona prova a costruire il proprio desiderio in una linea allora esso si espande e attraversa tutto il mondo in cerchi, senza essere limitato da confini o distanze.

Garanzia mutua significa che sono responsabile dell’intero sistema in cui mi ha posto il Creatore. Se non mantengo il giusto pensiero, allora in quel momento tutti saranno scaraventati fuori dal giusto pensiero. Disconnettendomi, smetto di provvedere all’intero organismo. Possono il fegato o i reni andare in vacanza?

Ecco il perché ho chiesto al gruppo mondiale di pensare continuamente allo scopo della creazione, alla dazione al Creatore. In questo modo non perdo la connessione in qualsiasi luogo mi trovi.
[27265]

Materiale correlato:

Laitman blog: La Creazione pone una condizione al Creatore
Laitman blog: Ascendere al primo livello

La vita nel flusso della luce infinita

Tutta la nostra storia è evoluzione in questo mondo in un corpo fisico, ma adesso noi dobbiamo costruire il nostro corpo spirituale, e costruirlo da soli !

Nel nostro mondo mi hanno generato padre e madre, mi hanno fatto crescere, mi hanno procurato l’istruzione, fino a quando non sono stato in grado di fare da solo.

Nel mondo spirituale bisogna fare lo stesso, Anche li abbiamo un padre e una madre spirituali (Aba ve Ima), e un ambiente spirituale circostante che ci aiuta nello sviluppo. Ma noi dobbiamo anticipare tutto ciò col nostro desiderio.

Il problema è dove trovare questo desiderio?! A questo scopo ci viene fornita la scintilla spirituale ( “il punto nel cuore” ), un piccolo desiderio verso lo spirituale. E grazie a lui ci possiamo evolvere, e grazie a chi ci circonda, – il gruppo kabbalistico – e la forza superiore che si chiama – Aba ve Ima – (padre e madre).

Noi già li abbiamo, li stiamo scoprendo. Li possiamo anche chiamare “Creatore”, che agisce su di noi tramite due forze: “Hassadim” e “Chokhmà”, una forza di compassione, e una forza che ci appesantisce lungo il cammino, come facciamo noi coi bambini, dando loro dei compiti.

Queste due forze, “l’aiuto” e “l’aiuto contrario” ci vengono incontro e ci insegnano cosa bisogna fare per progredire. . Se noi organizziamo in tal modo il nostro sviluppo, possiamo avanzare velocemente, e ciò dipende solo da noi, siccome nel mondo dello spirito non esiste il tempo !

Incominciamo a scoprire queste forze, attive nella natura – Padre e Madre – positivo e negativo. Quando ci innalziamo fino al “primo gradino spirituale”,allora incominciamo a sentirci immortali e completi.. Infatti non dipendiamo più dal nostro corpo! Incominciamo a comprendere tutto , restituendolo, al di fuori di noi. Io mi collego e riunisco con tutti, ed essi divengono il mio spirituale recipiente.

Se nel mondo fisico ricevevo tutto solamente dentro di me, quanto potevo, e quand’ero pieno non provavo più piacere, il piacere spirituale, invece, lo provo solamente quando e quanto do all’ altro! E l’altro ad un terzo.

E così ci doniamo vicendevolmente, e perciò questo flusso continuo non interrompe mai il godimento. Questo si chiama il sentimento della vita eterna.

Luce eterna

In ognuno di noi entra tutta la luce dell’ Infinito, ed ognuno prende da Lui solo l’indispensabile per la propria esistenza e ridà questa luce infinita ad altri. Se noi esistiamo in questa forma, allora ci sentiamo nel mondo dell’Infinito, senza limiti, e riempiti di tutta la luce del Creatore.

A questo vuole portarci la “scienza della Kabbalah, che perciò si chiama così (“kabbalah” significa ricevere ). Essa c’insegna come ricevere il tutto e come percepire la vita infinita e perfetta qui e adesso, durante questa vita.
[27252]

(Dalla prima lezione del Congresso 09.11.2010)

Materiale correlato:

Laitman blog: Toccare l’eternità
Laitman blog: Due finestre della nostra realtà

Il Creatore più delizioso

La domanda, perché vivo? È l’inizio del desiderio di rivelare il Creatore. Voglio sapere Chi mi ha generato, dove sono le mie radici e Chi mi governa. Chi ha creato tutto questo e perché Lui mi ha creato “avvolto” in questo immenso mondo? Cosa vuole da me in ogni momento, senza darmi un momento di tregua e spingendomi verso l’ignoto?

Quando queste domande nascono in me, avvelenano tutta la mia vita, e non posso più vivere senza scoprire il Creatore. È così che sono strutturato, poiché sono stato creato dalla Luce che si è impressa in me ed in tutti i miei desideri.

Tutti i miei desideri sono come un reparto, l’impronta inversa della Luce, e fino a quando non dirigo la Luce e mi riempio con essa, non riposerò, fino al punto in cui questa vita sarà peggiore della morte. Sarò pronto a fare qualsiasi cosa, fosse anche solo per una goccia di questa realizzazione.

Pertanto, il mio compito è decifrare come rivelerò il Creatore, la Luce e la forma nella quale io possa riempirmi con essa. Di fatto, questo non è un compito semplice ed è per questo che la saggezza della Kabbalah è chiamata Chockmà HaKabbalah (saggezza della ricezione).

Non è come nel nostro mondo, nel quale abbiamo solo bisogno di aprire la nostra bocca per placare la nostra sete. Un desiderio spirituale non può essere saziato direttamente. Al contrario, deve essere prima chiarito, poiché il Creatore non mi da un desiderio già pronto per la Luce. Lui vuole che io verifichi che è questo quello che desidero, che è la Luce, che io capisca che è la più grande di qualsiasi realizzazione possibile. Egli vuole che io provi tutti i desideri e tutte le realizzazioni, che verifichi per conto mio e che dica “No, io voglio solo questo!”.

Il Creatore è estremamente geloso e cauto. Lui vuole che io ami solamente Lui e nient’altro e verifica questo rivelando in me qualsiasi cosa possibile. Si suppone che io risponda: “No, tu continui ad essere la più grande delle realizzazioni, di tutti i piaceri! Tu sei il più delizioso!”. È scritto: “Prova e vedi che il Signore è buono”, perché questo tipo di realizzazione si chiama sapore.
[26423]

(Dalla settima lezione dell’11 Novembre 2010 del Congresso Mondiale di Kabbalah)

La scelta del dolce-amaro della verità

Il bene e il male non sono stati definiti in base al piacere che ci procuriamo da loro. Ogni stato può essere buono o cattivo o basato su sensazioni o dal punto di vista della verità e della menzogna. Ogni persona che inizia a sviluppare il suo gene spirituale (la scintilla, Reshimo) percepisce ogni stato in entrambe le direzioni.

In base al suo desiderio, una persona percepisce lo stato sia come “dolce” che come “amaro” perché il desiderio è un “animale”, semplicemente questo. Tuttavia, secondo la scintilla spirituale, egli percepisce il suo stato come vero o falso.

Inoltre, tutto dipende da quanto sia importante per noi la verità o l’amarezza, può essere più importante per una persona, meno importante per un’altra. Il nostro progresso dipende dalla nostra capacità di tollerare l’amarezza per il bene della verità.

Diciamo che oggi posso prendere cinque chili di amarezza, ma persisterò nella verità. Questo significa che sono pronto ad andare avanti. Domani, sarò pronto a prendere anche quindici chili di amarezza. Amarezza significa che è contro la mia natura, il desiderio di ricevere piacere, come è successo durante la scorsa convention, quando abbiamo cercato la connessione, ma ho paura. “Qualsiasi cosa, ma questo!”

Tuttavia, quando sappiamo che la verità è in questa connessione e vogliamo che aumenti al di sopra della nostra amarezza, allora saremo in grado di farlo la prossima volta. Saremo in grado di effettuare un calcolo secondo verità e falsità.

Anche se non sono pronto a connettermi, e mi fa male e mi spaventa abbattere il mio ego e innalzarmi sopra di esso, continuo a vedere che è sbagliato e lo odio. Non posso più rimanere in esso.

Finora, non abbiamo avuto questo odio, ma apparirà. Poi romperemo il guscio impuro, Klipa, e andremo via. Abbiamo solo bisogno di tempo per farlo.
[26837]

(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah di 17/10/10, “L’essenza della religione ed il suo scopo”)

Ascendere al primo livello

Nella spiritualità, se non percorri tutto il cammino, allora non stai lavorando con il tuo desiderio completo. Cosicché questo non ha relazione con il tuo progresso spirituale. Tuttavia, non sai neppure dove finisce “tutto il cammino”, quale è il massimo. Puoi solo immaginarlo in qualche modo.

Pertanto, abbiamo raggiunto uno stato nel quale desideriamo rivelare completamente il mondo spirituale, tutto quello potevamo solo immaginare. Con questa massima intenzione arriviamo al Congresso. Vogliamo questo e niente di meno, in modo tale che il “cielo venga rivelato”.

Ma perché non si è rivelato nel suo luogo? Quanto siamo incapaci internamente di arrivare neppure un pollice più vicino di questo! Non possiamo accettare la necessità di unirci, di cancellare noi stessi.

Non appena abbiamo cominciato a parlare della connessione tra di noi e del lavoro interiore che dobbiamo fare, il nostro desiderio si è raffreddato immediatamente. Non siamo pronti per raggiungere il mondo spirituale a questo prezzo!

Ciò significa che abbiamo frainteso il Mondo Superiore e non ci siamo accorti che era la qualità della dazione al di sopra del nostro egoismo. Tuttavia, sentiamo questa necessità. Dopo tre giorni pieni di molte azioni interiori, ne usciamo delusi. Questa delusione proviene dal fatto che siamo incapaci e non desideriamo raggiungere la vera spiritualità. Vogliamo restare nella nostra definizione di spiritualità come qualcosa che è semplicemente buono, eterno e gradevole per i nostri attuali desideri egoistici.

Cosa abbiamo rivelato? La linea sinistra, la nostra inclinazione al male, il fatto che desideriamo ricevere la spiritualità all’interno dei nostri desideri egoisti come nel mondo materiale. Perché non la abbiamo ricevuta? Perché non è necessario ricevere niente nella spiritualità. È aperto, se vuoi dare, allora avanti. Tutto è permesso e tutto è possibile. Nessuno ti può rubare questo.

In altre parole, all’interno del nostro ego riveliamo che la nostra definizione di spiritualità è scorretta; e questo ci sarà rivelato in tutti i 125 livelli! Adesso ancora non vediamo che la nostra natura è opposta a quella spirituale, che siamo incapaci di raggiungerla e che ci resta una sola opportunità: solo di dolersi verso il Creatore per chiedergliela. Questa è già la linea corretta. Dobbiamo elevarci al di sopra di noi stessi e la linea media uscirà da questo. Tuttavia, abbiamo conseguito un grande lavoro. La disperazione che si è impossessata di noi, il dolore e la futilità che si sono rivelati in noi, ci hanno rivelato l’incapacità di raggiungere il mondo spirituale all’interno dei nostri desideri egoistici. In essenza, abbiamo chiesto che venisse rivelata la spiritualità proprio all’interno di questi desideri, invece che nei desideri di dare. Adesso, dopo aver fatto il male, entreremo nella linea destra, ci correggeremo e raggiungeremo la linea media.

Pertanto, quello che abbiamo ottenuto nel Congresso è una grande realizzazione. In realtà è già l’inizio del cammino spirituale. Questo non era mai successo su una così vasta scala e nel grande egoismo dell’ultima generazione. Baal HaSulam scrive: “Sono felice per i peccatori che si rivelano perché la ragione di questo è la “santità del giorno”.

Una grande Luce doveva spargersi dall’Alto per mostrarci che non lo vogliamo molto e quanto siamo incapaci, quanto siamo opposti alla spiritualità, fino a che punto non vogliamo pensare all’unità e all’amore tra di noi. Tutto questo è “la santità del giorno” perché ci uniamo e tuttavia desideriamo ascendere spiritualmente rispetto a qualcosa.

Riveliamo il grado o desiderio al di sopra del quale dobbiamo ascendere. Comunque, per il momento, siamo incapaci di farlo ma dobbiamo farlo per ascendere al primo grado della scala spirituale.

È per questo che sono molto contento dei risultati del Congresso ed ho grandi speranze che in un futuro prossimo riveleremo le tre linee e la linea media.
[26442]

(Dalla porzione settimanale della Torà del 12 Novembre 2010)

Accelera il tempo della liberazione

Dall’articolo di Baal HaSulam, L’Ultima Generazione: se tutte le nazioni del mondo sono d’accordo con questo, allora le guerre non ci saranno più nel mondo, perché nessuna persona si occupa del suo bene in assoluto, ma solo del bene degli altri.

Questo insegnamento dell’equivalenza della forma è l’insegnamento del Messia … Si dice allora “e trasformeranno le loro spade in aratri e le loro lance in falci”.

Il Messia è la Luce più grande di Yechidà che corregge tutto quando discende. Quando otteniamo un desiderio forte di raggiungere la correzione finale (Gmar Tikun), questa Luce appare con tutto il suo potere e corregge tutti i desideri.

Anche luci molto più piccole di quelle che riceviamo adesso creano una connessione tra di noi e ci permettono di organizzare un Congresso enorme che è il risultato dell’aiuto dall’Alto invece della nostra propria realizzazione.

Tutto quello che vediamo intorno a noi, i nostri amici e tutto il mondo, è l’immagine del Creatore che è davanti a noi e si mostra attraverso questa immagine. Anche adesso, il potere che chiamiamo “Messia” è già qui, che trascina tutto il genere umano dal suo stato attuale alla fine della correzione. Questi processi sono chiamati “i dolori del parto del Messia”, e rappresentano la rivelazione del potere del Messia nel mondo, il primo stato nel processo della “nascita”.

In una maniera o nell’altra, passando attraverso le più grandi afflizioni e le guerre o attraverso la crescita della nostra comprensione e del desiderio di essere corretti, questa correzione deve essere completata verso l’anno 6000, in conformità al calendario di questo mondo. Questo termine è definito dalle sei Sefirot di Zeir Anpin (VAK) e si divide in tre periodi di 2000 anni ognuno, ciò che riflette l’influenza di ZA (Zeir Anpin) nei tre mondi: Berià, Yetzirà e Assiyà. Per tanto, siamo obbligati a raggiungere lo stato della correzione.

D’ora in poi, entriamo nell’era del Messia, e per tanto la saggezza della Kabbalah si sta rivelando. Questo ci da l’opportunità di essere corretti in questo momento, invece di continuare ad aspettare la fine del termine fissato.

L’esilio in Egitto è durato solo 210 anni, invece dei 400 “stabiliti”, allo stesso modo, non dobbiamo aspettare che il calendario indichi 6000. Nella spiritualità, possiamo accelerare il tempo e portare lo stato finale più vicino affinché possiamo implementarlo proprio adesso. Questo significa che “Isra-el” (colui che si sforza direttamente verso il Creatore) “accelera” il tempo e si muove in avanti. Questa è la ragione per la quale possiamo già (come abbiamo detto) essere presenti nel momento della liberazione, all’arrivo del Messia, tutto dipende da noi!

Il periodo della preparazione è terminato ed i geni dell’informazione (Reshimot) dello stato finale hanno cominciato a nascere, rivelando il metodo del loro utilizzo: la scienza della Kabbalah ed il Libro dello Zohar. Adesso tutto è nelle nostre mani.
[26191]

(Dalla terza parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 7 Novembre 2010, Baal HaSulam, L’Ultima Generazione)

Nelle braccia del Creatore

Domanda: Il fatto di vivere nell’ultima generazione è una enorme e seria responsabilità?

Risposta: Per il contrario, vivere nell’ultima generazione non è una seria responsabilità: la vita è molto buona e semplice! Tutti si preoccupano di me, io sto bene, sono circondato dall’amore dei miei amici, ed il Creatore mi dona il bene attraverso di loro.

La rivelazione della faccia del Creatore significa che la vita inizia a andare bene, io sono sano, i problemi scompaiono, e mi sento bene e confortevole. Ed io vedo il resto del mondo nella stessa maniera: vedo che tutti hanno una buona vita! Io vedo l’intero Mondo Superiore rivelato davanti a me ed è eterno.

Io non posso contare i momenti della mia vita che mi sono stati donati fino al giorno della mia morte senza sapere quello che mi sarebbe capitato il giorno dopo; piuttosto mi sciolgo del Mondo dell’Infinito. Allora perché dovrei pensare che questo mi porti dei problemi? Non c’è male nel mondo; io “mi collego al bene!” è questo è precisamente quello che dobbiamo ottenere durante la nostra convenzione, in modo che questo sia una costante buona influenza su di noi.

Tutti i problemi e le preoccupazioni attese devono essere cancellate e scartate, dato che non esiste niente di questo! Nel momento in cui sei in connessione con gli amici e desideri rivelare il Creatore in questa connessione, tu ti vieni a trovare sotto la migliore influenza della Fonte di tutto il bene. Non esiste un’altra forza oltre a questa che ci possa influenzare.

Attraverso il gruppo tu ti colleghi alla più forte e buona fonte di energia. Hai solamente bisogno di continuare a rafforzare questa connessione superando tutti gli ostacoli, ed ecco fatto! Cercheremo di fare questo durante i tre giorni della convenzione, e scopriremo che tute le cose nella vita possono essere organizzate ed ordinate nella stessa maniera. Tu acquisisci una forza fantastica attraverso questa connessione, che ti permette di ottenere successo in tutte le cose che tu faccia nella vita. Ma questo può accadere soltanto a una condizione: che tu voglia essere collegato a questa forza perché questa determina tutti i fatti ed eventi della tua vita.

E tu, chiara ed assolutamente lo rivelerai. Ti sentirai come un bambino afferrando la mano di un adulto e portando l’adulto ovunque egli voglia. Come un piccolo bambino, che prende per mano suo padre e sua madre e li tira in modo che facciano per lui quello che lui non è in grado di fare. E tu farai la stessa cosa con il Creatore. Lui vuole questo da te!

Cerchiamo di ottenere che Lui ci prenda nelle Sue braccia e ci aiuti a fare tutto quello che abbiamo bisogno di fare!