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Congresso del Mar Morto – 25.02.2011

Congresso del Mar Morto, Lezione 1
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Congresso del Mar Morto, Lezione 3
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Una pericolosa inclinazione

Un estratto dalla conversazione del 3° forum mondiale sullo spirito “Cooperazione nel campo della coscienza “ Arosa (Svizzera), 23 gennaio 2006:

Tutte le forze della natura, a parte l’ ego umano, sono in equilibrio. Tutte insieme formano un singolo sistema delle forze della natura e solo l’ uomo disturba la loro armonia. Tutto in natura è interconnesso e aspira al proprio equilibrio e a quello della realtà circostante. La violazione dell’uguaglianza porta alla violazione dell’ equilibrio, al di là del quale l’ organismo incomincia a disintegrarsi. La possibilità di ristabilire l’ equilibrio è la condizione della vita.

Oggi i mezzi di comunicazione ne parlano molto. Tutto si base sull’ equilibrio delle forze. Questo ci è chiaro, ma ancora ci manca la completa comprensione dell’importanza della nostra partecipazione in questo processo. Tutta la natura a tutti i livelli di sviluppo si trova in uno stato molto fragile di equilibrio. E l’ uomo deve rendersi conto di essere l’ ago di questa bilancia. L’ instabilità della natura che ci circonda dipende completamente da noi, e noi siamo il solo elemento nella creazione a non trovarsi in equilibrio.

L’ uomo si trova al centro dell’ equilibrio della natura, e le sue fluttuazioni si riflettono su tutta la natura. Ogni cosa viene automaticamente ed istintivamente equilibrata ai livelli inanimato, vegetativo ed animato; questo è il modo in cui funziona tutta la natura. E solo l’uomo ne mette tutto in discussione. Gli è stato dato il libero arbitrio, e sfortunatamente è esercitato in modo egoistico; “pendiamo” spaventosamente sempre verso il negativo.

Questi sbagli si sono accumulati nel corso di migliaia di anni e noi abbiamo portato piano piano la natura nello stato di squilibrio in un cui si trova. Oggi tutti ne parlano: abbiamo oltrepassato il punto di non ritorno, e a questo punto non c’è niente che possiamo fare usando l’ecologia, la contaminazione degli oceani del mondo, l’effetto serra, e così via. In poche parole, “Lasciate stare, non avete scelta.”

Nella realtà non è così che stanno le cose. Al contrario, la Kabbalah dice che le cose sono in nostro potere. L’ attuale inclinazione è stata causata solamente dall’ uomo. Il problema sta nel rendersene conto. Anche oggi ci sono molti “intellettuali” che dicono: “Niente di tutto questo conta; si tratta di processi della natura che sono ciclici e che quindi ritornano.”

Ovviamente, noi non siamo un gruppo di ecologisti, e non stiamo lottando per la protezione dell’ ambiente. Dobbiamo capire che tutto questo funziona in un modo completamente diverso. In questo modo la natura ci insegna specificamente a superare lo squilibrio e a indirizzare questa inclinazione verso la direzione opposta.

A che serve? Per vivere in un mondo pulito? Per stare nelle nostre famiglie con i nostri figli? Per avere una vita lunga e tranquilla? Assolutamente no. Abbiamo bisogno di cambiare per una ragione completamente diversa. E’ per avere il controllo di noi stessi, dell’ influenza che abbiamo sulla natura ed in questo modo acquisire della natura stessa una percezione esterna, che ci innalza al mondo dell’ uomo: il mondo spirituale, perfetto ed eterno.
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(Dalla 2a. lezione del Congresso di Berlino del 28.01.2011)

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La Kabbalah ha dato luogo a tutte le scienze

Domanda: Mi piacerebbe chiedere degli scienziati che hanno scoperto la Kabbalah attraverso la scienza esterna.

Risposta: Nel corso di migliaia di anni, molti scienziati come Platone ed Aristotele, arrivarono alla Kabbalah. Non possiamo neppure immaginare fino a che punto tutti gli scienziati antichi fossero connessi tra loro e conoscessero la Kabbalah.

Newton imparò l’ ebraico per studiare la Kabbalah, ha intere opere ed articoli basata su di essa. La Kabbalah non è una scienza antica, obsoleta. In verità, è una scienza ben conosciuta, ad eccezione degli ultimi cento anni, quando invece di far fronte alla vera scienza, gli scienziati si sono impegnati nella tecnologia.

Alcuni scienziati raggiunsero la Kabbalah a causa del fatto che studiarono dagli antichi kabbalisti. Ciò è particolarmente vero per quelli che vissero tra l’800 A.C. e l’ era volgare. Durante questi 700-800 anni, molti scienziati “esteriori” andarono dai kabbalisti per studiare. Fu allora che nacquero la filosofia e tutte le altre scienze.

Gli scienziati del Medioevo arrivarono a questa per conto proprio. Loro non avevano la realizzazione pratica della Kabbalah, ma sentirono quello che era in realtà questa saggezza; non avevano nessuno dal quale imparare perché a quel tempo tutto era nascosto. Dal 16° secolo D.C. in avanti, la Kabbalah cominciò ad essere rivelata ancora una volta.

Sappiamo che il Ramchal, un grande kabbalista del 16° secolo, aprì dei centri di Kabbalah in tutta l’ Europa. Parallelamente a lui, un grande kabbalista, Abraham Abulafia, “solcò” letteralmente tutta l’ Europa con la diffusione della Kabbalah e la insegnò anche al Papa romano. Andarono in tutte le direzioni per accelerare il processo della correzione.

Tuttavia, questi scienziati “esteriori” conseguirono tutto in gran parte attraverso i loro sforzi. A loro giudizio la Kabbalah è una fonte di conoscenza generale, ma non più di questo. Anche se nelle loro opere possiamo vedere l’ ammirazione genuina verso la Kabbalah, non sento che l’ hanno realizzata interiormente. Comunque, ciò che hanno fatto è una grande impresa.
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(Dalla 3° lezione del Congresso di Berlino del 28.01.2011)

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Dove comincia l’ essere umano?

Ogni persona sperimenta il suo desiderio individuale che cerca di riempire. Ci sono persone che resistono ai desideri, ma anche loro sono governate dal Creatore. È Lui ad effettuare tutti i movimenti, come con i pezzi di una scacchiera.

Non abbiamo libero arbitrio, quindi non ha senso etichettare una persona come buona o malvagia, e non si devono aspettare né le conseguenze o i commenti rispetto alle azioni: né il cielo, né l’ inferno, né qualsiasi altra cosa. È scritto nel Libro dello Zohar: “Tutti noi siamo come animali”.

In verità, dove è il tuo libero arbitrio? Se hai l’ illusione che si trova qui, è dovuto chiaramente al fatto che non ti accorgi che lo desideri. Il Creatore, con tutta l’ intenzione, introduce in te queste istruzioni, determinati segnali di controllo che ti creano l’ illusione delle azioni libere e nient’ altro. Di conseguenza, realizzare che “Non c’ è nessuno tranne Lui” significa rendersi conto che siamo nient’ altro che ruote dentate all’ interno di un immenso meccanismo.

Quindi, dove comincia l’ essere umano? L’ essere umano comincia con il libero arbitrio, e per conseguirlo deve evolversi. È a causa di questo che all’ inizio, durante il corso dei millenni, l’ uomo si è sviluppato all’ interno del suo egoismo, controllato dall’ alto dal Creatore e dopo sente come nasce il “punto nel cuore”. Detto in altra maniera, prende vita come un desiderio aggiuntivo, opposto agli altri. Frantuma in pezzi la persona, la tenta e la contorce.

Naturalmente anche questo desiderio proviene dal Creatore. Non può provenire da nessun’ altra parte, poiché non può apparire dal nulla. Dopotutto l’ uomo è un essere creato e di conseguenza, anche la formazione del punto nel cuore, non gli da ancora l’autonomia, l’ indipendenza dal Creatore.

Da cos’ altro potremmo essere liberi? Se c’è solo una singola forza che governa tutto dall’alto, allora la mia libertà può risiedere solo nella mia capacità di neutralizzarla.

Come posso riuscirci? Per di più, se non la neutralizzo, cosa mi resta da fare? Quale forza posso avere, quale intelletto? Come posso scegliere? Cosa mi governerà? Non è molto chiaro. Se esistessero due forze, potrei scegliere una delle due; ma se esiste solo una forza, allora non esiste il libero arbitrio, vero? Perché esiste tutto, a quale scopo? Per avere il controllo su questi “insetti”?

No, c’ è uno scopo per tutto questo. L’ essere creato, l’ uomo, deve dominare le due forze opposte e manovrandole, imparare con l’ esempio del Creatore, imitare le Sue caratteristiche e copiarle in sé. Sequenzialmente, passo dopo passo, attributo dopo attributo, la persona trasferisce una quantità sempre maggiore del Creatore in sé e come risultato, può eguagliarsi completamente a Lui.

In questo caso, nella misura della sua equivalenza con il Creatore, la persona comincia in maniera autonoma a regolare se stessa, allo stesso modo in cui lo farebbe il Creatore e anche meglio. La persona scopre un desiderio creato per lei: vuole essere opposta al Creatore. Invece di questo, però, l’ uomo impara dal Creatore il programma, le tecniche di amministrazione e a prescindere dal suo egoismo, comincia a governarsi e correggersi appropriatamente.

Risulta che il Creatore creò l’ uomo come malvagio e pertanto è scritto: “Io ho creato l’inclinazione al male”; però, allo stesso tempo, ti ha dato un metodo per trasformare questo male in bene. Poi diventerai simile a Me e sarai libero; puoi lavorare su di te in maniera indipendente.

Hai due redini nelle tue mani: la tua natura cattiva ed egoista e quella altruista e buona. Imitami, copia da Me ed applicalo a te stesso; poi sarai chiamato “Adamo”, dalla parola “Domè”, simile al Creatore.

Di conseguenza, abbiamo l’ opportunità di liberarci dal governo superiore, di smettere di essere marionette e non dire più: “Non c’è nessuno tranne Lui”. Esisterà un’ altra forza affianco a Lui, la forza dell’ umano che copia il Creatore e fa tutto al posto suo, ed è qui che risiede il libero arbitrio, perché lavoriamo con due attributi opposti della creatura: l’egoismo e l’ attributo della dazione.
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(Dalla 4° lezione del Congresso di Berlino del 28.01.2011)

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Attenzione: tutti coloro ai quali ho firmato un libro durante il recente Congresso di Kabbalah a Berlino, possono cliccare qui e trovare una foto con me.

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La trasformazione del cuore: un colpo dopo l’ altro

Domanda: Cosa sta succedendo all’ Unione Europea? Un mese fa sembrava che un collasso fosse inevitabile, mentre adesso tutto sembra a posto?

Risposta: Infatti è proprio così, e si ripeterà molte altre volte. Ci si sentirà come se un collasso fosse imminente, e poi sembrerà che tutto si stia mettendo a posto. Solo attraverso questo graduale sviluppo compiuto passo dopo passo arriveremo alla consapevolezza che dobbiamo cambiare.

In linea generale, è necessario capire che lo scopo della natura non è quello di eliminarci. Il collasso di cui si parla deve essere interiore. Deve avvenire nelle nostre coscienze, nella nostra consapevolezza di quanto sia sbagliato il modo in cui trattiamo noi stessi ed il mondo. Non consiste nel fatto di venire colpiti da un uragano, da uno tsunami, da un terremoto, dall’ eruzione di un vulcano o da un freddo glaciale.

Tutto questo può servire solamente per spingerci fuori dal nostro pantano, per elevarci, e per costringerci ad iniziare a pensare. Infatti, questi continui avvenimenti – un colpo improvviso ed il suo indietreggiamento fino all’ arrivo del colpo successivo, poi un altro colpo ed il suo indietreggiamento – spingono gradualmente una persona ad uscire da se stesso.

Ad ogni nuovo avvenimento, noi pensiamo che sia tutto come prima, ma in realtà non è così. Ogni nuova volta, noi lavoriamo su di un altro aspetto dell’ egoismo, una sua parte più grande. Un primo colpo all’ ego, un secondo, ed un terzo, ma noi non sentiamo la differenza e non ci rendiamo conto che ogni volta il nostro egoismo lavora ad un livello completamente nuovo.

L’ egoismo è diverso, e fino a quando non raggiunge il suo ultimissimo stato, niente cambierà. Questa è la ragione per cui abbiamo bisogno di subire tanti piccoli colpi.

Ne abbiamo già vissuti molti mentre siamo discesi dal mondo dell’ Infinito nel nostro mondo attraversando i 125 gradini spirituali. Questi gradini contengono milioni di azioni ed eventi differenti che noi dobbiamo sperimentare nel nostro mondo. E ci dobbiamo lavorare nel corso delle nostre incarnazioni, in queste vite.

Niente è affidato al caso; niente avviene all’ improvviso, saltando i gradini spirituali o scavalcando gli stati spirituali. Dobbiamo ingoiare ogni pillola, il che rappresenta il solo modo per imparare. Non ci sono altre possibilità
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(Dalla seconda lezione del Congresso di Berlino del 28.01.2011)

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La vita sembrerà meravigliosa

Nel mondo spirituale il movimento è chiaro, sequenziale e graduale. Se non avverto la sensazione della fame, del desiderio per il livello successivo, allora non ho il Kli (il vaso o la qualità) per poter sentire questo desiderio, e quindi non lo avverto.

E’ richiesta una linea da superare. Devo salire dal mio stato attuale, dal desiderio n° 1, verso lo stato successivo, il desiderio n° 2. Se sono salito al livello successivo, al desiderio n° 2, allora incomincio a percepire la fonte della Luce che si trova lì.

Ma se ancora non ho conseguito questo desiderio e mi trovo da qualche parte a metà strada, in uno dei 10 livelli intermedi (chiamati le 10 Sefirot), allora non percepisco il livello successivo. Devo raggiungere proprio l’ ultimo livello, e solo dopo che lo avrò oltrepassato incomincerò a percepire quello successivo. Si tratta di un preciso metodo corpuscolare dove tutto viene distribuito attraverso dei livelli proprio come lo sono le particelle quantistiche in un atomo. E noi non possiamo farci niente.

Perciò, c’ è uno stato intermedio tra il mio desiderio iniziale  (nel quale ho sentito un certo tipo di appagamento che mi è sembrato come un sole che brilla) ed il mio secondo desiderio.

Questo stato intermedio è percepito in pratica come vuoto, fame e sofferenza. Ma se mi renderò conto di stare avanzando, e che questo è un processo cumulativo che terminerà e che raggiungerò la felicità e l’appagamento, allora anche questo processo mi sembrerà necessario per farmi conseguire un nuovo desiderio, e quindi mi guiderà in avanti nel modo corretto.

Le sensazioni degli stati negativi, della confusione, dell’ oscurità, e del vuoto, mi guidano in avanti, e mi aiutano ad avanzare più velocemente. Se sentissi qualche forma di piacere o di appagamento in questi stati, allora verrei spinto lontano da questi stessi stati contro la mia volontà e sarebbe per me molto difficile avanzare. Non mi sentirei invogliato ad andare avanti dal bene e da tutte le cose belle perché il mio egoismo mi costringerebbe immediatamente a sedermi e a rilassarmi.

Perciò, dobbiamo relazionarci alla sofferenza nel modo giusto, comprendere la natura dello scopo che intende conseguire, e sapere come usarla correttamente. Non appena la connetto al giusto scopo, questa sofferenza si trasforma in un anticipo del meraviglioso appagamento che sta per arrivare.

Se imparo questo metodo, la vita sembrerà meravigliosa.
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(Dalla 1a. lezione al Congresso di Berlino del 28.01.2011)

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Russia ed Europa in cammino verso la spiritualità

Per essere in equilibrio con la natura, è necessario consumare in modo intelligente, cioè nella misura in cui ci serve, in base ai bisogni di ognuno di noi. Baal HaSulam ne scrive nel suo articolo “La pace nel mondo” ed in altri articoli.

Questo modo di comportarsi non può comunque essere imposto con il terrore. Lo si può fare solamente attraverso l’ educazione! Tuttavia, ai loro tempi, i rivoluzionari russi presero un strada diversa, staccandosi dal principio dell’ educazione.

Inoltre, loro agivano in un paese sottosviluppato, con la popolazione più sottosviluppata che c’era e che fino ad oggi è stata abituata a vivere in condizioni praticamente feudali. Oggi, la popolazione della Russia, che è di buon cuore e gentile, si trova bene con le condizioni feudali nelle quali il paese si trova. Non è un paese capitalista, ma un paese feudale con i suoi costumi, la sua struttura, la sua corruzione, e tutte le sue relazioni sociali. Si tratta di un regime feudale.

Noi potremmo dire, “Ma come può essere? Questo regime in una società moderna? Non è passato da un po’? Nell’ occidente, il feudalismo non è esitito per 300 anni?”. Vero, in occidente è esistito per 300 anni, ma in Russia esiste ancora. Vale a dire, ad ogni persona va bene così. Gli uomini non si sono ancora sviluppati al di sopra di quel livello.

Solo una piccola parte della popolazione, circa il 10-20% non riesce a tollerare queste condizioni, mentre per tutti gli altri la vita va bene così. A questi ultimi non importa di avere un padrone, di doversi sottomettere a qualcuno senza una legge o un ordine, che ogni cosa possa essere comperata e venduta, e che i ricchi siano potenti ed abbiano ragione. Alla gente va bene così! Questa è la ragione per cui la popolazione è vista ancora al livello sociale feudale di sviluppo.

Marx non aveva assolutamente previsto che questo paese avrebbe provato a mettere in pratica questa idea. Egli sviluppò i principi della Kabbalah sotto forma di leggi economiche. Ma l’ egoismo della società post-sovietica è completamente diverso. Questo egoismo è ancora feudale e non è ancora pronto per un serio sviluppo.

Ad ogni modo, quando lavoriamo in Russia con ogni persona individualmente o con dei gruppi, vediamo dei risultati sorprendenti perché gli uomini hanno il punto nel cuore. Sono molto recettivi e sanno cosa vogliono raggiungere.

La domanda è: sarà capace la società di capire che si deve unire, però non con le leggi che sono state prodotte dal regime Sovietico? L’ unione deve avvenire attraverso delle leggi dove tutti gli uomini siano riconosciuti uguali, consapevoli, e consapevolmente vogliano unirsi. Il popolo della Russia non è abituato ad unirsi consapevolmente. Ci arriveranno, lo sapranno fare? Questa, in fondo, è la domanda.

Perciò, i nostri gruppi in Russia ci sono molto cari. Io conosco personalmente questa nazione molto bene poiché sono cresciuto là e la mia lingua madre è il russo. Ma possiamo guardare alla Russia come al paese che avrà la capacità di mettere in pratica i principi della Kabbalah? Questo è qualcosa che non so.

Invece in Europa, nonostante il fatto che gli uomini sono molto diversi dai Russi, tutto quello che devono fare è superare una certa opposizione esterna, una specie di involucro o di guscio. Dopo di che, non appena questa idea penetra nei pensieri degli uomini, essi si rendono conto che è vero e capiscono di essere in grado di metterla in pratica dentro di loro attraverso il loro sviluppo.

In Russia è facile avvicinarsi ad una persona. Mentre in Europa è molto più difficile! Tuttavia penso che se penetriamo negli uomini in Europa, essi troveranno dentro loro stessi la forza e la capacità di sé per unirsi. La coscienza del loro collettivismo si manifesterà.

Invece, in Russia, il collettivismo non si manifesta nonostante questo. Qui la società non è sviluppata in senso collettivo. Penso che non sia ancora in grado di farlo.

Ad ogni modo, anche in presenza di tutte queste supposizioni, noi dobbiamo sviluppare la Kabbalah e divulgarla ovunque. Naturalmente, c’ è un grande limite nei paesi che un tempo erano comunisti. Ma questo non ci deve fermare. Non dovremmo mai pensare a dove può essere più facile e dove più difficile, al perché e al come. Dobbiamo lavorare, e questo è tutto.

Io non faccio mai dei calcoli. Noi non sappiamo cosa sia meglio e cosa peggio, e come il tutto succede.
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(Dalla Terza lezione tenuta al Congresso di Berlino del 28.01.2011)

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La Kabbalah da Abramo fino ad oggi

Uno dei libri scritti all’ epoca dell’ antica Babilonia descrive che Abramo stabilì la sua tenda con degli accordi e cominciò ad invitare tutti quelli che erano interessati. È così che spiegò il suo insegnamento agli altri poiché a quei tempi, la gente non aveva i moderni mezzi di comunicazione.

Molte persone restarono per continuare i suoi studi ed egli formò un gruppo di persone. RAMBAM (un grande kabbalista del 12° secolo) scrisse che Abramo, quando uscì dall’ antica Babilonia, prese con sé poche migliaia di persone.

Alla fine, insieme a loro, rivelò la Kabbalah. Lui fu il primo ad abbozzare la Kabbalah e a darcene la comprensione nella sua opera “Il Libro della Creazione”. Raggiunse grandi altezze, ma non le raggiunse nel dettaglio.

Tutto il problema nella realizzazione del mondo è che i primi kabbalisti realizzarono il mondo superiore in generale, in un livello elevato, mentre noi lo realizziamo nel dettaglio. A quei tempi l’ egoismo era sottosviluppato, ma oggi si è sviluppato a tal punto da permetterci di entrare ed investigare persino la sua parte più sottile e attraverso di me, tutto lo spazio spirituale. Questa è la differenza tra le realizzazioni delle diverse generazioni, la realizzazione alla quale arrivarono era generale, mentre noi realizziamo nei dettagli. Tuttavia, la Luce della nostra realizzazione passa attraverso le loro anime e si rivela in loro attraverso una Luce più grande.

In questo modo loro hanno rivelato la Kabbalah basandosi sempre sullo stesso unico principio: attrarre la Luce al desiderio comune attraverso il gruppo. Fu così all’ epoca di Adamo e per le 20 generazioni di kabbalisti, da Adamo fino ad Abramo, delle quali abbiamo sentito parlare e sappiamo; ed è andato avanti sempre nella stessa maniera.

Non c’ è stato un solo kabbalista che avesse raggiunto la spiritualità da solo, realizzandola repentinamente e che dopo, come Archimede, fosse saltato fuori dalla sua vasca da bagno correndo e gridando per la sua realizzazione. Questo è impossibile! Può succedere solo nella scienza esterna, ma non nella Kabbalah.
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(Dalla 3° lezione del Congresso di Berlino del 28 Gennaio 2011)

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Il richiamo della Luce del futuro

Domanda: Attraverso le nostre vite, spesso sperimentiamo la sofferenza. Come possiamo lavorare con essa? Perché esiste la sofferenza e come dobbiamo affrontarla?

Risposta: è impossibile avanzare senza la sofferenza. Fino a che non arriveremo alla nostra meta finale, continueremo ad avanzare per mezzo di questa.

La sofferenza si presenta quando sento che mi manca qualcosa. La vera sofferenza non è necessaria; posso ricavare piacere da essa. Quando so che mi aspetta un pasto succulento e sono su punto di mangiarlo, quando sono sul punto di incontrare qualcuno che amo e che sta per succedere qualcosa di buono, allora non si tratta più di sofferenza. La sensazione della fame, del vuoto, risveglia in me il gusto anticipato dell’ allegria e del riempimento futuro.

Di conseguenza, tutto il nostro problema non radica nello sperimentare una carenza al momento presente, ma nel determinare se in futuro la carenza avrà un riempimento. Se lo avrà, allora per me sarà dolce come la sensazione della fame prima di una abbuffata. Posso prevedere che la soddisfazione sta per arrivare. Supponiamo che questa notte hai un appuntamento con la persona amata e stai aspettando l’ incontro, è possibile che ti senta infelice?

In altre parole, il problema non risiede nella mia condizione, ma se in essa esiste un piacere che mi chiami da lontano oppure no. Il problema è che le persone non possono percepire davanti a loro un futuro promettente e di conseguenza soffrono. Se sapessimo che tutti i problemi che abbiamo oggi si risolveranno in modo soddisfacente domani, non sperimenteremmo le pene che abbiamo, ma sarebbe un’ apertura, una preparazione necessaria che precede il riempimento.

Di conseguenza, tutto il problema risiede nel rivelare il futuro nel nostro stato attuale, quel futuro nel quale tutto andrà bene. Deve “brillare” per noi come un incantevole appuntamento.

Questa sarà la risposta alle nostre afflizioni. Saremo d’ accordo ad attraversare tutti gli stati sgradevoli, le ascese e le discese, la confusione dei nostri sentimenti e della nostra mente, come necessarie per la correzione spirituale.

Comunque, se per mezzo dell’ ambiente, abbiamo la certezza che ci attende un futuro brillante, tutti i nostri stati presenti non ci appariranno come sofferenza. Li percepiremo come sensazioni necessarie, una fame completa prima della soddisfazione meravigliosa del banchetto.
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(Dalla 1° lezione del Congresso di Berlino del 28 Gennaio 2011)

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