Pubblicato nella 'Congressi' Categoria

Il ruolo dei gruppi delle donne

Domanda: Abbiamo bisogno di un gruppo di donne? Qual è il ruolo del gruppo delle donne?

Risposta: In linea di principio, non c’è una connessione tra le donne come quella che c’è tra gli uomini. Un uomo dovrebbe essere unito ai suoi amici come un unico vettore, al punto tale che tra di loro non ci sia alcuna differenza. In questo senso, a livello terreno, essi devono provare a raggiungere una totale fusione reciproca nelle loro sensazioni e nei loro pensieri.

Questa qualità, questa capacità di connettersi è innata nell’uomo: gli uomini devono semplicemente lavorarci sopra. Solo l’egoismo li separa, ed essi si devono unire al di sopra dell’egoismo. Se ci sono due amici e tra di loro c’è del reciproco egoismo che li tiene divisi, vuol dire che devono ancora trovare un contatto.

Questo è il compito degli uomini. La parte delle donne non può farlo.

La parte degli uomini comprende gli oggetti che hanno dentro di sé la potenzialità di permettere la connessione reciproca. Potenzialità! Gli uomini devono creare questa rete di connessione tra di loro. Gli uomini sono in gradi di farlo. Questa è la loro correzione.

La parte delle donne è creata in modo tale che ogni donna sia di per sé come una regina. La donna non può essere unita alle altre donne con dei legami, come lo sono invece gli uomini. Tuttavia, insieme alle altre donne, può creare un desiderio comune per raggiungere lo scopo.

Questo è il compito delle donne. Questo desiderio deve essere guidato, per farlo passare alla parte degli uomini e, attraverso di loro, al Creatore.
[45483]

(Dalla 2.a lezione del Congresso di Mosca del 10.06.2011)

Materiale correlato:

Laitman blog: Donne, uomini e la garanzia mutua
Laitman blog: Le donne e il gruppo

Il gioco “dietro le quinte”

I livelli della nostra connessione, di quanto sia stretto il legame tra di noi, sono i gradini spirituali della scala, la scala dei mondi. Ci uniamo al livello minimo, superiamo la compattezza del nostro desiderio (Aviut Shoresh), quindi conseguiamo il Creatore solo al livello della Luce di Nefesh.

Quando ci uniamo ad un livello maggiore, conseguiamo Lui come Luce di Ruach, seguita dalla Luce di Neshama, Haya, e Yechida. Quindi proseguiamo in avanti dal mondo di Assiya verso il mondo di Yetzira, e a seguire verso i mondi di Beria, Atzilut, Adam Kadmon, e finalmente raggiungiamo il mondo dell’Infinito, dove la nostra unione non ha confine e tutto è collegato in un solo insieme.

Fino ad allora, questa straordinaria forza continua a lavorare tra di noi, confondendoci, e nutrendoci in tutti i modi possibili in modo che possiamo sviluppare il bisogno di unirci tra di noi e fonderci con essa. Ad ogni modo, questa forza agisce da “dietro le quinte”. E’ lo stesso modo con cui giochiamo con i nostri figli, quando vogliamo che si “facciano venire delle idee brillanti” ed usino le loro capacità per conseguire qualcosa in modo autonomo. Sappiamo che solamente quando un bambino impiega uno sforzo personale consegue la conoscenza e la sapienza della vita. A questo riguardo, noi siamo lo stesso.

D’altro canto, però, i bambini hanno un naturale e gigantesco desiderio di crescere; sono sempre pronti ad agire e ad imparare cose sul mondo, mentre noi siamo pigri e incapaci di spingerci a fare gli sforzi necessari. E qui è dove la forza esterna, la forza del gruppo (e mai la forza del Creatore!) può riuscirci, come è scritto: “Essi autarono ognuno il suo amico.”

(Dalla lezione 8 al congresso WE! dello 03.04.2011)

Materiale correlato:

Laitman blog: Dalla Luce di Nefesh a quella di Yechida
Laitman blog: Come lavora Binà con le anime

Il desiderio delle donne come motore della creazione

Domanda: Cosa significa rafforzare il desiderio collettivo delle donne? Come posso aggiungervi il mio desiderio?

Risposta: Nella scienza della Kabbalah, studiamo che l’intero universo è composto da due parti: la Luce ed il vaso, il desiderio. Il desiderio è considerato la parte femminile, ed il mezzo per il suo appagamento è considerato come parte maschile. Questa è la ragione per cui è molto importante rafforzare il desiderio delle donne. Virtualmente ogni cosa si sviluppa attraverso questo desiderio, sia la parte superiore che la parte inferiore.

Anche nel nostro mondo, sappiamo che se non fosse stato per le donne e i loro desideri, il mondo avrebbe cessato di esistere molto tempo fa. Una donna spinge l’uomo, lo obbliga a lavorare, ad avere o a costruirsi una casa. Lei porta avanti la casa: cura le faccende, dona la vita, e alleva.

Dunque, in base alla natura, l’uomo è un fornitore di energia, di forza, e la donna è la forza che crea ogni cosa, cresce i bambini, li educa, e si prende cura di loro. Quindi, non importa quello che fa l’uomo, per definizione e anche senza esserne consapevole, lo fa perché la donna risveglia in lui questi desideri. Questo meno, la parte femminile, provoca sempre l’azione del più, la parte maschile.

Tutto in natura funziona in questo modo: gli animali, le piante e, naturalmente, noi. Probabilmente non ce ne rendiamo conto a causa delle nostre proprietà egoistiche; fuggiamo da questa consapevolezza, ci impediamo di sentirla. Tuttavia, nella realtà la parte femminile è sempre la base fondamentale, l’elemento determinante del nostro movimento in avanti.

L’uomo, inconsciamente, senza saperlo, si domanda se avrà l’approvazione della donna come conseguenza delle sue azioni. E’ veramente così che succede: questa è la natura.

Dunque, le donne dovrebbero assumersi la responsabilità di guidare, incoraggiare, e riordinare gli uomini nel modo corretto, come fa una mamma con i suoi bambini. Nella misura in cui le donne si assumono questa responsabilità e sostengono gli uomini, nella stessa misura gli uomini si comporteranno in modo diverso, studieranno, e comunicheranno tra di loro, e si faranno coinvolgere.

Radicalmente e categoricamente, dobbiamo allontanarci da ciò che sta succedendo nel nostro mondo perché è tutto sotto-sopra. Dobbiamo rendere la parte femminile decisiva, vale dire che dobbiamo sentire il bisogno delle donne per conquistare il traguardo, mentre la parte degli uomini deve rendersi responsabile di colmare questo bisogno, questo desiderio di appagamento.
[45535]

(Dalla 2.a lezione del congresso di Mosca del 10.06.2011)

Materiale correlato:

Laitman blog: Il desiderio femminile e l’ intenzione maschile
Laitman blog: Non c’ è sviluppo senza le donne

La formula del Creatore

Nel nostro lavoro spirituale non possiamo fare niente da soli perché non sappiamo come riconoscere la forza che è unica e completa e come relazionarci ad essa nelle molte situazioni della nostra vita. Con cosa ci dobbiamo mettere in sintonia? Dire semplicemente che il Creatore è dappertutto non aiuta.

Questa è la ragione per cui ci viene dato il gruppo, e se ci uniremo insieme, scopriremo tra di noi questa forza unica e completa chiamata “non c’è nessuno tranne Lui”. Il Creatore ha diviso di proposito la creatura che Egli aveva creato in una miriade di parti, in modo che queste parti potessero riunirsi ancora una volta in un unico pensiero, in un unico desiderio. Allora, in questo desiderio comune, esse riveleranno la forza unica e completa che esiste solamente nella connessione che esse stesse hanno formato, nell’unione e nell’adesione reciproca.

Unendosi insieme in un solo desiderio, non conseguiamo questa forza al di fuori di noi, ma riveliamo noi stessi e questa forza insieme come una cosa sola. Infatti, non c’è Luce alcuna senza vaso (Kli), e non c’è Creatore senza la creatura. Più stretto diventa il legame che c’è tra di noi, di più riveleremo il Creatore dentro la nostra unione.

In altre parole, la nostra unione è il Creatore. E così era all’inizio della creazione, dopo la quale ci siamo divisi e siamo discesi in questo mondo sotto forma di piccole creature egoiste.

Perciò, unendoci insieme costruiamo il Creatore. Lo creiamo in modo autonomo, e questa è la ragione per cui Egli è chiamato il Creatore (in Ebraico Bo-Reh o “viene e vedi”). Non c’è altro luogo dove Lo possiamo edificare, comprendere, unirci e aderire a Lui, se non nell’unione con il gruppo. E tutta l’umanità dovrà unirsi nello stesso modo.
[42427]

(Dalla 8 lezione del cogresso WE! dello 03.04.2011)

Materiale correlato:

Laitman blog: Lavoriamo con gli amici, ma intendiamo il Creatore
Laitman blog: Elevati per mezzo del gruppo

Attenti al cane!

Domanda: Sentire odio verso gli altri, io sento come se un “animale” fosse nascosto dentro di me, che è più forte di me. Come posso guadagnare potere su questo “animale”?

Risposta: Guadagnare potere sul nostro ego è possibile solamente a una condizione: che possiamo vedere quanto perdiamo da questo “animale” che ci controlla. Noi siamo governati dal nostro ego che non ci permette raggiungere una vita eterna e perfetta in un mondo buono e gentile.

Se io potessi vedere quanto mi ruba l’ego, quanto mi abbia preso e non mi dia niente, allora io lo odierei. Ma non lo odio ma perfino lo amo; m’identifico con esso, perché, infatti, la mia intera vita è per soddisfarlo. Come faccio a sentire che l’ego è la morte per me?

La cosa più importante che io possa fare è entrare in un gruppo, l’ambiente che possa innalzare l’importanza della spiritualità per me,’importanza della dazione e l’unità con gli altri, perché grazie a questo in particolare io rivelo la vita nel livello umano. Se io sono impressionato dall’ambiente e questo mi può influenzare io acquisto la forza sufficiente per superare il mio ego.

Tutto il nostro lavoro e i nostri sforzi sono necessari per la rivelazione del male, il nostro desiderio egoista. Oggi mi sembra utile per me: Più desidero, più guadagno, più potere acquisto, o rubo. Di più, di più, di più…..Nella nostra società, quelli che hanno un grande ego sembrano avere più successo.

Devo convincermi che ottenere una buona vita in questo mondo mi priva di avere una bella vita spirituale e mi inganna dipingendomi una bella vita qui, in questo mondo. Questo è possibile solamente in un ambiente che mi “faccia un lavaggio di cervello”, che m’influenzi, che mi persuada. L’opinione dell’ambiente può lavorare cosi tanto su di me, che io vorrò superare il potere del mio egoismo.

Allora io inizierò a sperimentare la vita in un livello diverso, che non ho mai sentito prima. Questo succede istantaneamente, non c’è una transizione. Io sento immediatamente che c’è vita fuori di me, non dentro di me, mentre io cercavo di soddisfare me stesso sempre di più.

Contrariamente, io sento vita quando io esco da questo “animale” che non può assorbire niente.
Facendo il primo passo, io scopro il mondo spirituale. Che cos’è il “mondo spirituale”? La realtà nella quale io vivo attualmente è chiamata “questo mondo”. Ma la realtà che io sento fuori di me, nella connessione con i miei amici, con un essere umano, è chiamata “mondo superiore”, poiché è il livello umano, che è superiore a quello animato.
[45184]

(Dalla prima lezione del Congresso in Spagna, 03.06.2011)

Materiale correlato:

Laitman blog: Avanzando dal contrario
Laitman blog: “Vestirsi” In qualcun’altro

Al notiziario in diretta: Tredici minuti sulla cosa più importante

La crisi che ha coinvolto il mondo era molto evidente nei congressi che abbiamo tenuto recentemente, compreso quello italiano di tre settimane fa e specialmente in quello di Madrid, Spagna, di una settimana fa. Le popolazioni sono nella confusione, ed il tasso di disoccupazione tra i giovani è del 40%. E le cose peggiorano tutti i giorni. Ci sono dimostrazioni e proteste che tengono occupate le strade delle città, e altro ancora.

Io sono andato di proposito a camminare per le strade di queste città per parlare con la gente. Nessuna delle persone con cui ho parlato sa che cosa fare e così le proteste continuano davanti ai palazzi del governo. Ma anche i governi non sanno che cosa fare. Tutti sono nella confusione e nessuno ha colpa di niente. Ma bisognerebbe capire che tutto succede perché ci troviamo ad affrontare la sfida della natura.

Il lavoro non può essere creato dal niente, da uno spazio vuoto. E a che scopo? In questo mondo esauriremmo le risorse naturali che ci sono rimaste ancora più velocemente, distruggeremmo la terra, e inquineremmo l’ambiente ancora un po’. Le nostre risorse di acqua e di aria diminuirebbero ancor più velocemente. Allora, perché dovremmo stimolare questa economia in deterioramento? Solo per dare un lavoro agli uomini? Con questo genere di conseguenze, è meglio non dare loro niente!

In Spagna, sono apparso sul più popolare canale televisivo nell’ora di massimo ascolto. Invece di parlare solamente per pochi minuti, che mi erano stati accordati in base alla programmazione, l’intervista è durata tredici minuti. Ve lo immaginate – tredici minuti durante le notizie del mattino, tra i servizi che riguardavano i fatti più importanti del giorno! Il fatto è che non riuscivano a smettere di intervistarmi.

Il mio suggerimento è stato semplice e si è tradotto in un consiglio pratico: dobbiamo mettere gli uomini seduti a studiare: gli uomini dovrebbero ricevere dei sussidi di disoccupazione (che rappresentano anche la più efficace strategia di risparmio) e si dovrebbe insegnare loro in quale genere di mondo stiamo vivendo, cosa c’è davanti a noi, e che genere di sfide la natura ci sta lanciando.

Non si tratta dei capricci di qualcuno o degli interessi di una certa parte di coloro che governano. Non si tratta di altro che della natura, che ci sta sfidando. E per noi la sfida sta nel cambiare. Non dobbiamo cambiare altro che noi stessi.

Dobbiamo diventare un apparato globale ed integrato, in risposta alla crisi attuale. Infatti, la crisi è la sensazione della mancanza di una propria conformità alla natura circostante. Perciò, se ci correggeremo in questo modo, ogni cosa si porrà in equilibrio e raggiungeremo uno stato di armonia. Questo è ciò che dovrebbe essere insegnato agli uomini.

L’intervista è stata apprezzata positivamente in tutta la Spagna, e anche in America Latina e nel Nord America, e questo perché con essa ho esposto il solo modo ragionevole per uscire dalla situazione che si è formata. E non si tratta solamente della Spagna. Grecia, Islanda, Italia ed altri paesi sono in una situazione identica, e ce ne sono molti altri che piano piano entreranno nella crisi. Ed in altri luoghi la crisi si sta presentando con sfumature differenti.

In questo modo la natura ci mette sotto il naso un chiaro compito da eseguire: dobbiamo cambiare. Dobbiamo integrarci con la Natura proprio come tutti gli altri elementi che si trovano in essa – i livelli inanimato, vegetativo ed animato. L’uomo non dovrebbe pensare di essere al di sopra della natura e che può fare tutto quello che desidera. Il suo compito più importante è di diventare consapevolmente una parte integrante di tutto l’insieme della natura.

Diventando una parte integrante della natura, l’uomo incomincia a capire di cosa si tratta e, improvvisamente, scopre in essa delle nuove altezze: i mondi di Assiya, Beria, Yetzira, Atzilut, Adam Kadmon, ed il mondo dell’infinito. Egli non permetterà più al suo egoismo di porsi come ostacolo tra lui e la natura, ed incomincerà a percepire la natura come qualcosa di trasparente.Alla fine egli comprenderà e diventerà consapevole delle forze che controllano ogni cosa, compreso lui stesso.

Questo è il compito che abbiamo di fronte oggi. Perciò, se lo desideriamo e se da qui in avanti useremo la forza dell’aspirazione che già esiste in molti uomini nel mondo, allora aspireremo veramente all’auto-correzione, alla rivelazione del mondo, ad uscire da questo stato di sogno e d’incoscienza. Allora conseguiremo l’uguaglianza con la natura, arrivando al livello del Creatore.

(Dalla 1.a lezione al Congresso di Mosca del 10.06.2011)

Materiale correlato:

Laitman blog: Intervista con l’Agenzia EFE News
Laitman blog: Il problema del mondo è il mio problema

È ora di cominciare a prendersi cura del mondo

Quando una persona comincia a far pratica nel gruppo, cercando di uscire da se stessa ed unirsi ai desideri degli altri nell’amore e nella dazione, lavorando al di sopra del suo egoismo, scopre una distanza che la separa da loro: la piena misura del suo odio e la resistenza egoista. Gradualmente, comincia a vedere come questa distanza sia infinita, tanto è distante dagli altri.

Tuttavia, quando una persona lavora su se stessa ed acquisisce una certa vicinanza, scopre che la distanza, la Luce superiore, la forza superiore, è occulta. Ne risulta che la distanza tra lei e gli altri è divisa in 125 stati o passaggi. In tutto, questo cammino si divide in cinque mondi, ognuno dei quali consta di 5 Partzufim, mentre ogni Partzuf è composto da 5 Sefirot, che vengono anche contate come 10.

Ad ogni nuovo passaggio, la persona si adatta con maggiore precisione alla forma considerata come un Partzuf spirituale che include 10 Sefirot. Avanziamo rivestendoci in esse e strutturandoci in maniera interna per coincidere con esse. Gradualmente, cresciamo avvicinandoci alla loro forma ideale, fin quando tutta la struttura dell’Albero della Vita si riveste nella persona. Per questo si dice che l’uomo è l’Albero della Vita.

Oggigiorno, nella tappa finale dell’evoluzione dell’umanità, il nostro egoismo è appagato; non ha uno sviluppo maggiore. Pertanto, ci sentiamo depressi, stanchi, ricorriamo alle droghe e al terrore, insoddisfatti della maniera in cui viviamo.

In essenza, il nostro appagamento egoista è l’impulso per uscire verso una realtà più elevata, per essere arricchiti dall’amore. Di fatto, non abbiamo altra opzione. Crediamo di essere limitati dal mondo integrale che ci blocca, ma questo è al di là di questo punto. È arrivato il momento in cui l’umanità si elevi ad un altro livello esistenziale, a una dimensione superiore. È per questo che il mondo sta cambiando così rapidamente davanti ai nostri occhi.

Speriamo di poter educare il pubblico su come raggiungere l’amore e l’unità, affinché possa entrare nella nuova dimensione, prendendo una scorciatoia gradevole, senza drammatici colpi. È l’unica ragione per la quale stiamo lavorando in tutto il mondo e parlando a tutti della nostra esperienza.

La nostra percezione del mondo ci impone di spiegare alla gente, non appena possibile, che il mondo sta entrando in un nuovo stato, che la natura è del tutto globale. Dobbiamo spiegare che la natura ci mette in una specie di “bolla” nella quale lavora solo una forza e se non ci armonizziamo a questa forza, affronteremo enormi problemi.

Ma come possiamo armonizzarci alla forza unica? Per farlo, dobbiamo essere connessi allo stesso modo in cui i livelli, inanimato, vegetale ed animato della natura sono uniti in maniera istintiva. Tutta l’ecologia non è altro che una rete integrale di relazioni, nella quale solo l’uomo, nel suo egoismo, distrugge questo equilibrio. Se non ci armonizziamo alla natura, non sopravvivremo.

Pertanto, stiamo facendo circolare la Kabbalah e spiegando all’umanità il bisogno di unirci, per elevarci al di sopra dell’egoismo ed allinearci il più possibile per coincidere con la natura. Al contrario, siamo un cancro nel corpo, che consuma il suo ambiente e muore.

È evidente che c’è una differenza tra il progresso interno, personale, individuale ed il nostro lavoro su scala mondiale che offre una minore qualità. Tuttavia, realizziamo questo compito, semplicemente perché è il momento di cominciare ad occuparci del mondo. A questo è destinata la saggezza della Kabbalah.
[44749]

(Dalla lettura di Roma del 20 Maggio 2011)

Percezione frammentata

La Kabbalah ci insegna che all’inizio fu creato soltanto il desiderio, ed era riempito con il piacere, la Luce. E allora, per creare le fondamenta per il futuro umano, questo desiderio fu rotto in molti pezzi. Rimase lo stesso desiderio, ma fu frantumato in molti frammenti che non si somigliavano per niente uno con l’altro. Queste parti sono totalmente diverse e non percepiscono di essere insieme e non si sentono una con l’altra. Quello che uno vuole non è comprensibile per l’altro.

Il primo stato è chiamato “il mondo dell’infinito”, e il secondo “la rottura dei vasi”. Come risultato abbiamo sette miliardi di frammenti, di pezzi rotti. Nel disegno sono insieme, ma nella realtà sono divisi interiormente, separati da tali muri, che non si tollerano l’uno con l’altro. Tutti sentono se stessi, pensano solo a se stessi, e nessuno ricorda che una volta furono un unico desiderio. Questi siamo noi nel mondo, in divisione, alla quale fummo portati intenzionalmente.

Questi vasi che un tempo erano un intero si sono completamente allontanati uno dall’altro; non si toccano nemmeno nelle loro sensazioni. Uno di questi sono io, e l’altro sei tu. E se vogliamo creare un’anima tra di noi (si forma esattamente tra di noi), dobbiamo creare resistenza (R) in mezzo.

Perché c’è bisogno di questo? Il fatto è che tutti vogliono gioire soltanto per se stessi, nessuno pensa agli altri, e la repulsione regna tra di noi. Ma se iniziamo a stendere i fili dell’unione verso gli altri, se perlomeno non desideriamo il male per gli altri, allora ci innalzeremo dal nostro livello egoista a quello di Binà, dove non vorrò più ferirti. Questo è già la neutralizzazione dell’egoismo.

Se inoltre io ti porto del bene che tu anticipi in base al tuo ego, allora io inizio a lavorare sul tuo ego per riempirlo. Questo è il livello di Keter, il livello dell’amore.

Questo è il processo che dobbiamo attraversare, alzandoci prima dal livello dell’egoismo al livello di Binà, per non portare male agli altri, e dopo nel livello dell’amore.
[45193]

(Dalla prima lezione del Congresso in Spagna del 03.06.2011)

Materiale correlato:

Laitman blog: Aiutami a risvegliarmi da questo sogno
Laitman blog: 125 Gradi di attrazione della Luce

Noi non esistiamo ancora

Come si può mettere in pratica il metodo della Kabbalah e considerarlo come un esperimento da laboratorio? Infatti, la Kabbalah è una scienza puramente pratica; non si fa della filosofia, e nemmeno ci dice quanti angeli governano nei cieli e dove va una persona dopo che muore. No, con la Kabbalah una persona ha l’occasione di rivelare il suo successivo stato di esistenza qui e adesso.

Come ci si arriva? Come troviamo l’equilibrio tra le forze della ricezione e quelle della dazione per svelare il mondo superiore, la vita spirituale e la nostra anima? Oggi abbiamo l’opportunità di mettere in pratica questa scienza. Anche se ho solamente un amico, insieme possiamo costruire tra di noi un sistema di connessione reciproca che ci permetterà di conseguire il livello umano, che è più elevato del livello animato di sviluppo nel quale mi trovo in questo momento.

Che cosa mi fa sentire vivo oggi? Io sono nato da una madre che si trova a sua volta al livello animato, e sono stato allevato in un “apparato animato”. Da bambino ho succhiato il latte; poi ho incominciato a camminare, ho cambiato taglia di vestiti e sono entrato nel mondo. Quali sono i criteri della crescita, non animata, ma umana?

Quando io ed il mio amico, nonostante il nostro egoismo che ci divide, ci eleviamo al di sopra di esso, il livello che attraversiamo comportandoci in questo modo è considerato come il Machsom (in Ebraico, “la barriera”), che mi permette di smettere di pensare a me stesso e che da me stesso mi libera. Questo succede quando smetto di essere schiavo dei miei desideri che continuano a lanciarmi l’esca, ed io sono incapace di resistere.

Ci si riferisce a questa ascesa come alla “nascita spirituale”. Questa nascita è poi seguita dai periodi del nutrimento, della fanciullezza, e della maturità, che sono tutte fasi della crescita spirituale. Oggi noi vediamo noi stessi come delle persone mature, importanti, e “a posto”, ma questa visione è puramente corporale. Se guardassimo attraverso delle lenti che filtrano tutto tranne che il quadro spirituale, vedremmo uno sfondo bianco. Spiritualmente, noi non esistiamo ancora. Dobbiamo ancora entrare nella fase del concepimento spirituale e nascere nel mondo spirituale.

[45191]

(Dalla 1.a lezione al Congresso di Madrid del 03.06.2011)

Materiale correlato:

Laitman blog: Un bambino che cerca i suoi genitori spirituali
Laitman blog: Cerco i miei fratelli…

Aspirare ad un punto di equilibrio

Esistiamo nel campo della Luce (la qualità dell’amore e della dazione chiamata Creatore) che riempie tutto lo spazio che noi occupiamo, solo che non possiamo sentire questa Luce. Nella sua influenza su di me, è come un campo fisico, che sia gravitazionale, elettromagnetico o elettrostatico. Se ho un potenziale spirituale (la carica), comincio a muovermi all’interno di questo campo verso un punto di equilibrio con esso.

Allo stesso modo in cui si comporta un elettrone in un campo elettromagnetico, la persona si comporta in un certo luogo: lui o lei aspirano ad uno stato di equilibrio, vivendo nel campo delle loro sensazioni; però anche le sensazioni sono forze! Noi le studiamo nella saggezza della Kabbalah così come altri studiano l’influenza delle forze fisiche, salvo che noi non percepiamo la loro esistenza nel nostro mondo.

Quando il punto nel cuore appare nella persona, lei comincia a muoversi verso un luogo nel quale possa ricevere il riempimento che richiede da questo punto. Queste persone “entrano” nei nostri gruppi o “ci scoprono all’improvviso” su Internet. Tutto questo sembra loro molto inaspettato … ed è così che cominciano a studiare la saggezza della Kabbalah.
[44896]

(Dalla 2° lezione del Congresso di Madrid del 3.06.2011)