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Mettiti nei panni degli altri

Domanda: Quando qualcuno cerca di alleviare le sofferenze di un’ altra persona, questo aumenta la distanza tra quest’ultima e la spiritualità?

Risposta: Può sembrare che quella persona soffrirà di meno, ma allora non si domanderà nemmeno per quale motivo esista la sofferenza. Questo significa che se io auguro del bene alle persone, io li debba forzare a soffrire?

Di base, il comandamento principale nella Torà è quello di “ama il prossimo come a te stesso”. Semplicemente mettiti nei panni degli altri. Per esempio: pensa cosa faresti se tu fossi il tuo bambino più piccolo e caro, e allora farai la cosa giusta.
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Cosa verrà fuori da noi?

Dallo stato iniziale, nel quale tutte le anime erano unite (Σ), abbiamo fatto un passaggio nel mondo della frammentazione e poi siamo caduti in questo mondo.

Quindi, dopo lo sviluppo dell’egoismo e l’inclusione mutua di tutte le sue parti, siamo arrivati ad un punto di rottura (1995), nel quale abbiamo bisogno di cominciare a correggere il nostro ego per ritornare allo stato iniziale.

Tuttavia, se il primo stato è stato creato dalla Luce, dal Creatore, noi stessi creiamo lo stato finale. Esiste qui una gran differenza: noi diventiamo simili alla Luce, al Creatore. Questo è lo scopo della creazione. Nasciamo senza nessuna coscienza di noi stessi, come una goccia di seme nel ventre che non diventa ancora niente. Poi attraversiamo un periodo di preparazione, acquisiamo il potere del bene (+) e del male (-) e grazie a queste forze possiamo svilupparci lungo il cammino spirituale.

Ognuno sta facendo la sua guerra interiore ed insieme facciamo le guerre nella società, nell’umanità, finché riveliamo la verità avanzando sulla linea media. Allo stesso tempo, tanto il più quanto il meno costruiscono in noi un tutt’uno. Il meno è caratterizzato dalle forze del nostro egoismo ed il più dalle forze della Luce dentro di noi; così avanziamo.

Dobbiamo realizzare questo difficile lavoro in maniera conscia e sensibile. In essenza, questo è quello che dobbiamo fare. Alla fin fine, dobbiamo ritornare allo stato iniziale e rivelarlo nel profondo di noi. Per farlo, diventiamo più saggi, più sensibili e più evoluti.

Cominciando dallo stato attuale, cominciamo ad immergerci nel profondo di noi stessi: nei mondi di Assiya, Yetzira, Beria, Atzilut e Adam Kadmon ed alla fine raggiungiamo il Mondo dell’Infinito (∞). La nostra più grande realizzazione è la presa di coscienza della nostra stessa malvagità.

Realizziamo tutto nel nostro ego; dirigendolo verso la dazione continuiamo ad immergerci più profondamente e riveliamo i mondi superiori in esso, fin quando tutto, tutto Malchut del Mondo dell’Infinito, che abbiamo nello stato iniziale, si trasforma per avere l’intenzione di dare. In questo modo attraversiamo il secondo stato, il quale include tutto il nostro cammino ed arriviamo al terzo stato.

Come scrive Baal HaSulam, il metodo della Kabbalah ci permette di rivelare il male, l’egoismo dentro di noi. Correggendolo, ci immergiamo più in profondità e li riveliamo tutti mondi, tutta la realtà spirituale. Dopotutto il Creatore non ha creato niente a parte il desiderio di ricevere. Questo, dopo la frammentazione, ha preso una forma egoistica ed ora abbiamo bisogno di correggerlo verso la dazione.

Oggi sentiamo che esistiamo in una realtà miserabile, oscura e limitata. Essendo opposti alla Luce, possiamo solo percepire questo. Siamo come una goccia di seme senza nessuna idea di quello che nascerà da lei.

Tuttavia, mentre evochiamo la Luce affinché sviluppi e cambi il nostro desiderio di ricevere verso la dazione, realizziamo il Creatore in accordo all’equivalenza della forma, finché il nostro desiderio e la Luce diventano simili.

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(Dalla 3° lezione del Congresso in Germania del 6 Agosto 2011)

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I bambini hanno una connessione con il Creatore?

Domanda: I bambini nascono con il punto nel cuore, pieno di amore assoluto?

Risposta: No, non ci sono persone nate con il punto nel cuore, pieno di amore per gli altri. Per il contrario, un bambino nasce con un punto nel cuore rovinato. Ed è precisamente questo punto nero al quale facciamo riferimento quando parliamo del “punto nel cuore”. Ha bisogno di svilupparsi, espandersi, correggersi, e riempirsi attraverso la connessione con gli altri.

Ci sono dei bambini nati con il punto nel cuore, e altri, il cui punto non è ancora affiorato in questa incarnazione e loro non sentono ancora la domanda sul significato della vita.

Domanda: I bambini piccoli hanno un contatto con il Creatore?, noi abbiamo bisogno di creare delle condizioni per lo sviluppo della loro spiritualità dai loro primi mesi di vita?

Risposta: Iniziamo a lavorare con i bambini dai tre in su. Prima di quell’età loro non percepiscono nient’altro che il loro stato inanimato.

Noi dobbiamo formare nei nostri bambini un’attitudine adeguata verso gli altri. Loro non capiscono cosa siano gli altri prima dei tre anni. Ma dai tre anni in poi loro sviluppano una “relazione sociale” iniziale con gli altri bambini, iniziano a giocare insieme. Per questo motivo è possibile iniziare a lavorare con loro.
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(Dalla lezione n.7 della Convenzione WE!)

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Mondo spirituale per principianti

Domanda: Dobbiamo utilizzare parole che parlino delle leggi della natura nelle lezioni per principianti e solamente più avanti introdurre la terminologia Kabbalistica?

Risposta: No, noi possiamo parlare apertamente con le persone che vengono da noi con il punto nel cuore e farli progredire gradualmente. Se parlassimo con loro sulle leggi della natura, penserebbero che stiamo predicando fisica o psicologia. Hanno bisogno di sentire sulla struttura del mondo spirituale. Questo è il loro modo di sforzarsi, e noi dobbiamo procurarglielo.
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La malattia è chiara: è ora di curarla

Fra poco, incontreremo dell’ostilità in tutto il mondo. Finora, non ci siamo fatti molto notare, ma l’ostilità ci aspetta in futuro. Infatti, il mondo non capisce che il male sta cominciando a mostrarsi per farci innalzare al di sopra di esso.

Il mondo vuole semplicemente eliminare questo male, mentre noi, invece, lo dobbiamo correggere. Come si dice: “L’eroe più grande è colui che trasforma il suo nemico in amico.” Allora, il serpente, l’angelo della morte, diventerà un angelo benedetto.

Per questa ragione dobbiamo avere un atteggiamento creativo verso tutte le difficoltà e le contrarietà, cercando l’opportunità di usarle per costruire la dazione e una vita eterna. L’intera differenza tra un mondo da correggere e uno corretto, sta nel modo in cui usiamo i nostri desideri. Abbiamo solamente bisogno di cambiare l’intenzione da egoistica in altruistica.

Dobbiamo spiegare questo concetto a tutti mostrando l’essenza di ciò che va corretto o, parlando nel linguaggio moderno, l’essenza della crisi. Si tratta esclusivamente della rivelazione del male della nostra natura. La quale può essere corretta solamente innalzando l’uso egoistico dei desideri verso l’amore.

Questo è il solo spazio in cui abbiamo il libero arbitrio, mentre gli uomini non sono affatto liberi in tutti gli altri aspetti della loro vita.

Più persevereremo, e più fiduciosi e seri diventeremo, più velocemente capiremo che siamo in mezzo alla guerra tra il Creatore ed Amalek, che si combatte in tutte le generazioni. Amalek è la totale essenza del male, il nostro egoismo, la sua vera essenza. La guerra si presenta “in tutte le generazioni”, il che significa che si presenta ad ogni livello della nostra esistenza, da un’incarnazione all’altra.

Questa è la ragione per cui è molto importante raccogliere in tutto il mondo i dati scientifici della crisi. Gli scienziati non hanno nulla a che fare con la Kabbalah, e noi presentiamo i risultati dei loro studi che sostengono come la crisi sia essenzialmente il risultato dell’egoismo umano. Solamente l’unione può funzionare da rimedio per questa malattia, l’unione di tutti noi al di sopra dell’egoismo.

Useremo un linguaggio comprensibile per spiegare al mondo la visione kabbalistica dello stato di questa malattia e dello stato di salute da raggiungere. Allora, l’unica cosa che rimarrà da fare sarà di prescrivere la medicina, per completare il passaggio intermedio. Segniamo la malattia con il segno meno e lo stato corretto con il segno più.

Il problema è che gli uomini non sanno quale sia la soluzione. Per loro, la soluzione è un grosso punto di domanda.

Oggi, è già chiaro che il nostro ego è la causa di tutta la malattia e che la nostra guarigione è collegata alla dazione. Quindi, quando saremo in grado di uscire dalla crisi? Succederà una volta che ci saremo uniti. Dunque, il nostro obbiettivo è di conseguire il sostegno reciproco in modo che tutti noi ci potremo sentire una cosa sola insieme agli altri.

Però, il mondo sta evitando questa soluzione perché l’egoismo non desidera l’unione. L’egoismo non ci lascerà fino a quando non incominceremo a soffocare. Deve essere così per arrivare direttamente al traguardo: la necessità di unirci. L’egoismo continuerà a rivelarci il suo male, fino a quando non ce la faremo più a sopportarlo. Solo allora, saremo in grado di fuggire dal nostro ego verso la qualità della dazione e allora trasformeremo l’egoismo di oggi in dazione.
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(Dalla 3 lezione, congresso della Germania del 06.08.2011)

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Lunga vita alla non-indifferenza!

Baal HaSulam scrive che ogni fenomeno nel mondo conta. Questa è la ragione per cui non dobbiamo annientarlo o sottovalutarlo, ma dobbiamo correggerlo. Tuttavia, seguendo questo percorso dobbiamo agire in modo organizzato, senza paura e senza nasconderci. Il mondo è entrato in una fase di sviluppo in cui dobbiamo scoprire tutte le carte: il nostro scopo, il nostro credo, e le nostre fonti originali sulle quali ci basiamo.

Va tutto bene se gli uomini non lo accetteranno subito, perché il loro odio verso di noi li spingerà a familiarizzare con il nostro metodo. La loro non-indifferenza tornerà loro utile. Nel frattempo, vediamo che il mondo si sta sviluppando ad un passo talmente veloce che nel giro di pochi mesi questi uomini vedranno che abbiamo ragione, e piano piano incominceranno ad avvicinarsi a noi.

Dovremmo utilizzare questo periodo in cui sono contro di noi. Infatti, coloro che non sono indifferenti hanno già una connessione con noi. Può essere negativa, ma è comunque una connessione. Sappiamo che i conflitti mi spingono a studiare il mio avversario per poterlo sconfiggere ma, nel frattempo, sono connesso e coinvolto.

Il problema lo abbiamo con coloro che sono indifferenti, mentre coloro che sono contro di noi sono di fatto i nostri compagni più vicini. Dobbiamo considerarli come la rivelazione dell’ego in una forma specifica, in modo da poterlo correggere.
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(Dalla 3 lezione al Congresso in Germania del 06.08.2011)

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La divulgazione è come far nascere nel mondo spirituale

Domanda: Io non sento che il mio progresso spirituale dipenda dagli uomini. Come faccio per affrontare l’insorgere di questo sentimento?

Risposta: Ci sono molte donne che si sentono auto-sufficienti. Sono impegnate con la divulgazione, guardano le lezioni e sono insieme con noi con i loro cuori e anima. Credono di non dipendere dagli uomini. Questo non ha importanza. Sono sempre nel nostro desiderio collettivo, Kli.  Sono comunque insieme a noi.

Anche se una donna è completamente impegnata con un lavoro specifico, come le traduzioni, la scelta dei materiali, o qualsiasi altra azione, la sua partecipazione copre tutte le altre cose, poiché la divulgazione è virtualmente l’applicazione più importante del desiderio femminile. È similare al far nascere nel nostro mondo.

Quindi, la partecipazione delle donne nella divulgazione è la migliore azione per la loro correzione. Ci sono delle donne che esistono separatamente da qualche parte,  senza essere in contatto con altre persone. Forse abbiamo bisogno di più contatto virtuale. Sono a favore di una buona connessione virtuale. Ma perfino se una donna sta per proprio conto e partecipa nella divulgazione, è sempre nella nostra aspirazione collettiva che si muove in avanti. Lei sente definitivamente di avanzare con noi.

Ho molti esempi di questo tipo. Lavoro con molte donne nel mio blog, nella scelta degli articoli, nelle traduzioni, nella pubblicazione dei libri e tante altre attività. Io valuto molto questo lavoro. Sono assistenti leali, attendibili, ed io vedo i loro progressi. Anche se il gruppo femminile non è ben organizzato, stanno avanzando, e stanno avanzando bene con tutti gli altri, per lo meno come il gruppo maschile.
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(Dalla seconda lezione del Congresso di Mosca del 10.06.2011)

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L’embrione dell’anima e la sua crescita

Domanda: Può spiegare la connessione tra una persona, la sua anima ed il Creatore? Lei sta dicendo che una persona non ha l’anima finché non la sviluppa?

Risposta: Ogni persona ha un punto nell’anima simile ad una goccia di liquido seminale ed abbiamo bisogno della forza per svilupparlo. Proprio come una goccia di liquido seminale aderisce all’utero, riceve il nutrimento dalla madre e comincia a crescere, noi abbiamo bisogno di aderire alla società e cancellarci in relazione ad un gruppo adeguato, come se fossimo nel ventre della madre.

Se io mi cancellassi, non sarei un corpo estraneo all’interno del gruppo, proprio come una goccia di liquido seminale non viene percepita come qualcosa di estraneo. È per questo che il corpo non la rifiuta e l’embrione può crescere.

Allo stesso modo, io mi cancello davanti al gruppo e ricevo la sua forza. Allora, il mio punto spirituale, il principio della mia anima, comincia a crescere. Nella sua crescita, segue esattamente le stesse tappe di un embrione all’interno di sua madre. Ciò è spiegato in migliaia di pagine dei libri cabalistici. Queste tappe della nostra anima sono chiamate di conseguenza, come “concepimento, allattamento, maturità” (Ibur, Yenika, Mochin).

Se una persona non comincia questo processo, in altre parole, se non rivela la dimensione superiore che esiste al di fuori di lei in una maniera o nell’altra, data la sua connessione con gli altri, allora il suo corpo muore e questo punto dell’anima resta semplicemente un punto. Ancora una volta, si riveste in un corpo e lo accompagna, dandogli l’opportunità di crescere.

Tuttavia, quando una persona realizza anche il più piccolo grado, il primo grado spirituale, sente già di appartenere ad un’altra dimensione, ad una dimensione spirituale ed eterna. È eterna perché esiste al di sopra del nostro egoismo materiale, bestiale, che riguarda il nostro corpo. Quindi, il corpo può morire e decomporsi e la persona non si associa più ad esso, ma al grado spirituale che ha raggiunto.

Dobbiamo raggiungere almeno il primo grado ed allora diventa molto più facile avanzare, perché la persona comincia a vedere i passi che ha bisogno di fare.
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(Dalla lettura a Roma del 20.05.2011)

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Il grado umano non appassisce

Baal HaSulam disse che si rallegrava di essere nato nella generazione nella quale è stato possibile far conoscere la saggezza della Kabbalah. La Kabbalah ci insegna in che modo combinare le due forze di dazione e ricezione in una sola, come aggiungere l’una all’altra, affinché la loro somma (Σ) diventi un “umano”.

Questa è davvero una scienza, una saggezza. Questa non è facile, è difficile. Siamo abituati a seguire la corrente ed all’improvviso appare un’altra forza che ci porta da qualche parte. Dove?

L’integrazione di due forze conduce ad un risultato unico. Nel nostro mondo che vediamo e sentiamo, ci sono forme di natura inanimata, vegetale ed animata. Apparteniamo al livello animato ed ancora non abbiamo conseguito niente di più elevato. Il livello umano che cominciamo a scoprire dentro di noi, è un grado spirituale che apre un nuovo mondo davanti a noi.

Nella natura, un livello dà vita ad un altro. Gli animali si alimentano di piante e le piante prendono la forza dalla natura inanimata. Tuttavia, il livello inanimato non sa cosa significhi crescere, svilupparsi, vivere, consumare, defecare e sentire l’ambiente. Il livello vegetale, a sua volta, non capisce cosa significhi essere un animale, muoversi, avere dei figli e restare nel gruppo, per non parlare delle sottigliezze dell’esistenza degli “animali sviluppati”, delle persone, che vivono delle vite molto complicate.

Un grado più basso non è capace di capire quello più elevato, è un mondo completamente diverso. Per il momento, esistiamo nel grado animato e siamo governati dai nostri desideri. Non capiamo cosa sia il grado umano. È impossibile mostrarlo o dimostrarlo, così come un animale non può mostrare la sua visione del mondo ad una pianta.

Inoltre, una persona che ha integrato le due forze, il punto nel cuore ed il cuore, il desiderio di dare e quello di ricevere, ed è ascesa al grado umano dello sviluppo, non può trasmettere la sua sensibilità a coloro che non lo hanno ancora raggiunto. È possibile dire una cosa: lui percepisce al di là di tutte le limitazioni del corpo fisico, perché si è elevato ad un livello differente. Lui esiste in connessione con tutti i livelli precedenti e se ne nutre, comunque, lui stesso è nel loro grado.

Così, dopo essere asceso al livello umano (speriamo il prima possibile), manterremo la connessione con questo mondo, con tutte le forme di vita in esso. Tuttavia, per di più, avremo sensazioni ed intenzioni completamente diverse. Sentiremo l’eternità e la perfezione nel primo grado spirituale.

Tutto il nostro problema è che vogliamo ricevere il piacere, la Luce superiore, mentre questa non può esistere in noi e scompare immediatamente a causa di un “corto circuito” nel quale il positivo ed il negativo si cancellano a vicenda. Pertanto, dobbiamo lavorare correttamente sulla terza linea tra queste due forze.

Creiamo una combinazione corretta: mettiamo una specie di “resistenza” (R) nel mezzo, attraverso la quale il segno “+” ed il “–“ funzionano in maniera adeguata. Questo ci da i risultati del loro lavoro ed abbiamo la loro forza. Nel linguaggio della Kabbalah, la resistenza tra il punto nel cuore e l’egoismo si chiama “schermo” (Masach), cioè, in questo luogo riceviamo e sentiamo una nuova vita nel grado umano, Adam.

Allora, saremo liberi dalla morte. Ogni volta che voglio ricevere la Luce, non posso adattarmi ad essa. Il piacere scompare con il desiderio, ed assaporo un po’ di morte. Non ho altro per provare piacere e cado in depressione. Non voglio niente e mi ritiro. Alla fine, la persona si “secca” a causa di questo lavoro e vede che non ha successo e comincia a “scomparire”. La natura animata, vegetale ed animata diminuiscono gradualmente in essa fino a che la persona muore.

Tuttavia, se capiamo come unire correttamente la forza della dazione e quella della ricezione dentro di noi, il segno “+” ed il “-“, raggiungeremo una sensazione di vita nel grado umano, una vita eterna e perfetta.
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(Dalla 1° lezione del Congresso in Spagna del 3.06.2011)

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C’è qualcosa di buono nel mondo?

Domanda: Vedo non solo il male, ma anche il bene nel mondo. Devo trovare il male che è in me e correggerlo, e cosa posso fare con il bene?

Risposta: Di fatto, non c’è niente di buono nel mondo esterno. Questo è un’immagine del mio egoismo. Se miro allo scopo corretto, comincio a notare la buona radice in tutto quello che mi circonda perché comincio a vederlo come la manifestazione della Luce, del Creatore. Questo si rivela solo nella misura dei miei sforzi per raggiungere lo scopo attraverso questo mondo.

Non credo che tu debba prestare particolare attenzione a questo mondo, né analizzarlo. Comincia ad aspirare alla meta attraverso di esso e questo mondo ti tirerà in alto, cambierà la sua forma.

Scoprirai che non c’è niente di buono se non connetti la tua corretta intenzione ad esso. Non c’è niente di buono in o per se stessi. C’è un grande desiderio corrotto che diventa buono con l’intenzione di dare, con l’intenzione di lavorare per il bene degli altri.
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(Dalla lezione 7 del Congresso di Mosca del 10.06.2011)